Saluto con curiosità ed entusiasmo questa piccola serie di interviste che arrivano da Milano, dal Centro SOS Stazione Centrale dell’amico Maurizio Rotaris.
Breve intervista a Giorgio, frequentatore di SOS Stazione Centrale. Ragazzo rumeno di 34 anni è cresciuto in orfanotrofio in Romania. Vive in strada in Italia senza molte speranze per il futuro. Questa bozza di video fa parte del progetto "Le forme dell’invisibile" laboratorio di fotografia e immagine con i senza tetto della stazione centrale di Milano, sviluppato da SOS con la supervisione di Cesare Cicardini.




«C’erano delle scale, ma arrivavano solo al primo piano», ha raccontato un’altro testimone, Dariusz Janyszko, fratello di una delle vittime. In Polonia li chiamano «hotele socjalne», ostelli sociali. Sono case fatiscenti gestite dalle amministrazioni locali e vengono usate come strutture provvisorie per ospitare famiglie povere che non possono permettersi il lusso di una casa. Gli ostelli sociali sorgono un po’ ovunque sul territorio nazionale e mancano delle più elementari misure di sicurezza. All’ostello di Kamien Pomorski, la cittadina di 9.000 abitanti dove si è consumata la tragedia, mancavano le scale antincendio. Sono ancora ignote le cause che hanno scatenato le fiamme all’interno della struttura. Forse un fornello a gas che le persone ospitate negli ostelli usano per cucinare nelle camere, visto la mancanza di cucine in questo tipo di strutture. Il capo dello Stato, Lech Kaczynski, ha proclamato tre giorni di lutto nazionale.
Ho conosciuto un poeta: Nico Cosentino. Un poeta del sud, il sud di Napoli, Caserta. Non mi ricordo bene come l’ho conosciuto, ma è successo via web, attraverso i nostri blog. La prima cosa che mi ha colpito è stato il suo