Archivio per la categoria ‘bologna sold-out’


Ogni cosa ha il suo festival, quando sentiamo la parola Fragilità non possiamo fare altro che far scattare i nostri sensori e rimanere in ascolto, anzi di più: ci sentiamo chiamati e da inadeguati cronoci quali siamo cercheremo di rappresentare la nostra fragilità e il nostro approdo, partecipando a modo nostro a questa iniziativa.

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Da Viaemilianet.
Torna a Bologna la rassegna dedicata alle fragilità metropolitane. Dal 15 al 20 marzo si parlerà di esclusione sociale con una serie di eventi che riguarderanno la casa, la partecipazione e la presa di parolaUn'occasione per "mettere in luce quelle persone e quelle situazioni che solitamente sono nell'ombra". Così Martina Masi, vicepresidente della cooperativa "La Strada" di Bologna, ha presentato "Naufragi", il festival delle fragilità metropolitane che si terrà in città dal 15 al 20 marzo. Il concetto di casa, partecipazione e presa di parola saranno al centro di sei giorni di eventi sul tema dell'esclusione sociale, organizzati da una vasta rete di associazioni di volontariato, di promozione sociale e cooperative attive a Bologna.
Lunedì 15 si parte con la presentazione del libro "Occhio a Pinocchio" alla libreria Coop Ambasciatori, con l'autrice Jarmila Ochkayova. Alle 20.30, al centro civico Lame, si proietterà la prima parte del video "La città in tasca", realizzato da Francesca Gigliotti e Caterina Pisto. Martedì 16, in mattinata, alla libreria Ambasciatori ci sarà un seminario di confronto tra le diverse esperienze di operatori sociali. Alle 21, il convegno "La città Invisibile", con un'indagine sulle famiglie senza fissa dimora a Bologna e a Roma. Mercoledì 17, al Centro delle Donne, toccherà ad un incontro sul "Disagio psichico e situazioni abitative".
Giovedì 18 alle 18, poi, sempre al Centro delle Donne, ecco il libro "Aukui", presentato dall'autrice Fatima Ahmed e la proiezione, al centro Zonarelli, alle 21, della seconda parte di "La città in tasca". Il 19 marzo, spazio ad un workshop sui giornali di strada, all'Istituto Gramsci, mentre alle 18, al Centro delle Donne, focus sul volume "Oltre Babilonia", di Igiaba Scego. Il festival si conclude sabato 20, alla Scuderia, in piazza Verdi. Dalle 17 alle 19 parola ai senza fissa dimora sul tema "I servizi sociali visti da chi li utilizza", in un dialogo con le istituzioni, seguito da una festa con i musicisti di "Porte Aperte".

Il programma completo del festival e tutte le informazioni relative alla rassegna sono disponibili online al sito www.naufragi.it.

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Insieme contro la povertà
L’Emilia Romagna partecipa insieme ad altre cinque regioni italiane. In programma iniziative per coinvolgere direttamente le persone a rischio di esclusione sociale.

Il Convegno – Cantiere di domani:

Cantiere di confronto e dialogo sul tema
La Partecipazione delle Persone in Povertà
Giovedì 28 gennaio 2010, ore 9.30

Auditorium Regione Emilia-Romagna Viale Aldo Moro 18, Bologna

 

2010Dal periodico Qualità Sociale della regioe Emilia Romagna:

UN progetto mirato nell’anno europeo contro la povertà. Si chiama Europa s.p.a. ed è cofinanziato dalla Comissione europea Direzione generale Occupazione e affari sociali. Decollato in giugno, proseguirà fino a novembre 2010. Europa s.p.a – Strumenti di partecipazione attiva nell’Europa del XXI secolo è un progetto che ha lo scopo di mettere in rete tutti i soggetti(Stati membri, cittadini Ue e le varie istituzioni, gli operatori sociali, gli attori dell’economia) interessati alla lotta contro la povertà e l’esclusione sociale per cercare confronto e rafforzare la cooperazione tra tutte le parti in causa. Obiettivo: incoraggiare le istituzioni ad adottare il Mac- Metodo aperto di coordinamento e inclusione per combattere la povertà- e apprendere gli strumenti usati dai vari governi europei per diffondere le pratiche che si sono rivelate efficaci nel raggiungimento degli obiettivi preposti. In Italia sono sei le regioni coinvolte – Emilia-Romagna, Toscana assieme alla provincia di Prato, Lazio con la provincia di Roma, Calabria, Piemonte con la provincia di Torino, Puglia- che ospiteranno i destinatari del progetto: le persone in povertà avranno voce a Bologna, le attività che si riferiscono alle donne/pari opportunità si svolgeranno in Toscana; quelle relative alla comunità Rom troveranno spazio a Roma; i minori, cioè il benessere dei bambini e degli adolescenti, verranno rappresentati in Calabria, e per finire, la provincia di Torino si occuperà dei soggetti che possono e devono accedere ai Servizi di interesse generale. Grazie al coinvolgimento nella preparazione e organizzazione nazionale degli Incontri europei delle persone in povertà il CILAP EAPN Italia, la rete nazionale della rete europea di lotta alla povertà(EAPN), è stata una delle prime associazioni italiane ad affrontare questo tema. Migliorare dunque il livello di partecipazione delle persone in povertà, e sensibilizzare le organizzazioni che lavorano con/per i poveri e le istituzioni nazionali e locali sull’importanza di questa partecipazione: questo avrà luogo a Bologna, dove uno dei partner del progetto IRESS lavora coinvolgendo nelle proprie ricerche e lavoro sul campo le persone in povertà. Europa s.p.a. opera su più livelli: le iniziative che daranno corpo al progetto sono 5 cantieri (Emilia-Romagna che il 28 gennaio 2010 vedrà a Bologna la partecipazione delle persone in povertà,Toscana, Lazio, Calabria e Piemonte), tavoli di lavoro che con la partecipazione di almeno un esperto europeo, affronteranno i temi principali per discutere di come promuovere il dibattito sulla nuova Agenda sociale, collegando i suoi contenuti alle realtà regionali e locali; se e come i vari elementi che compongono il MAC/inclusione sono applicati in relazione alle politiche sociali per i gruppi target prescelti (obiettivi comuni, revisione tra pari, pratiche innovative, monitoraggio e valutazione, partecipazione di tutti gli attori, persone in povertà incluse). Ci sono poi 5 spot , da mandare in onda su reti televisive  regionali, ognuno centrato sui 5 argomenti trattati dai cantieri; il teatro, che seguirà ad ogni cantiere; la conferenza finale, che valuterà l’ impatto e il risultato del progetto, si terrà a Bari con 150 persone (politici, rappresentanti delle istituzioni, Ong, persone in povertà). A tutto ciò seguirà la pubblicazione di un volume che riporterà i contributi più significativi scaturiti dai Cantieri e i risultati raggiunti con il progetto.


Dicono che il 2010 sarà l’anno della definitiva lotta alla povertà… mentre cerchiamo di uscire dalla lotta AI poveri Asfalto saluta dal pavimento del Piano freddo in via Capo di Lucca ed augura a tutti un 2010 decisivo, ricco di grandi cambiamenti e risposte certe ai propri bisogni.

Porte aperte sul bordo

Pubblicato: 20 novembre 2009 da massitutor in bologna sold-out, musica, operatori dispari, operatori pari

Finalmente ecco il video della festa del 26 settembre 2009, che ha visto protagonisti gli ospiti e gli operatori delle strutture di accoglienza del Centro Beltrame e del Drop IN di Bologna. Un’ iniziativa per far conoscere quella parte di città che è sconosciuta e nascosta.
In quella settimana che ha visto la rassegna Porte Aperte girare per tutte le strutture di accoglienza più importanti in molti hanno capito l’importanza di uscire dalla clandestinità: facendo conoscere le storie e le facce che abitano il bordo di questa nostra società.

Non siamo soli

Pubblicato: 13 novembre 2009 da massitutor in assistenze e bisogni, bologna sold-out, civiltà, operatori dispari, politica

Pubblichiamo su Asfalto una lettra aperta di Paolo Klun, neo presidente della Consulta cittadina contro l’esclusione sociale, perché è una boccata di ossigeno in questa metropoli di provincia che ci fa sentire che gli ultimi, quelli in fondo alla coda non sono del tutto soli e che c’è qualcuno disponibile a intraprendere una stagione di propulsione e progresso dei servizi alla persona e della cultura della marginalità. Penso agli operatori, ai gestori, ai politici e a tutta la società civile che ha voglia di intraprendere questo gesto di emancipazione.

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Che fine faranno i senza fissa dimora non residenti?
Riflessioni dopo le dichiarazioni dell’assessore Politiche per gli anziani, Rapporti con l’associazionismo ed il volontariato del comune di Bologna
 
di Paolo Klun
Consulta cittadina per la lotta all’esclusione sociale

Il Muro di Berlino e’ caduto, quello dell’indifferenza no.
Si respinge alle frontiere, ricacciando in mare chi cerca disperatamente di guadagnarsi un’altra idea di futuro, ma si respinge anche alle porte della citta’, reinnalzando le mura medioevali, anche se a qualche viandante sara’ concesso una scodella di minestra e una stalla dove alloggiare.
Questo e’, fuori da ogni metafora, quello che oggi offre la citta’ di Bologna nell’idea del Sindaco e dell’attuale Giunta Comunale?
A sentire alcune esternazioni sull’argomento, per ultimo quelle dell’assessore Lazzaroni, sembrerebbe proprio di si’.
Un welfare compassionevole al posto di quel welfare comunitario e partecipativo richiamato nella Legge nazionale sull’assistenza e nelle leggi regionali? Se non ci fosse sulla bilancia la vita delle persone, cioe’ un concreto e tangibile pericolo di vita, i ragionamenti sulla differenza tra senza fissa dimora “residenti” e non residenti sarebbero solamente paradossali, dati dall’ignoranza di quel percorso, culturale e sociale, che ha portato alla battaglia sul riconoscimento dei diritti, primo fra tutti quello alla residenza, che ha visto le forze piu’ vive della citta’ (associazioni, volontariato, sindacati, la cooperazione, forze politiche e tanti altri) mobilitarsi e dare alle parole partecipazione e sussidiarieta’ un contenuto concreto e operativo.
Fateci capire a che punto siamo, perché dell’”emergenza freddo”, unica legge nazionale sui senza dimora, non ci si puo’ certo appuntarsi la medaglia se non per dire che questa volta si fara’ qualcosa di piu’ che un capannone freddo e maleodorante.
E quanti ne verranno accolti di piu’ o di meno dell’anno scorso?
E chi sara’ ammalato dovra’ tornare in strada tutte le mattine e sperare di rientrare, se sopravvissuto, la sera?   E ci sara’ un presidio sanitario?
E tutto il lavorio, meritorio, sul decentramento dei servizi e l’apertura degli sportelli sociali nei quartieri cosa serve se la risposta e’ quasi sempre NO, se non si riesce a dare una risposta immediata ad una donna che dorme in macchina con un figlio minore?
E se non si sa a quanti si devono dare risposte come si fa ad essere sicuri che non ce ne sara’ per tutti?
Perché accanto ai senzatetto “residenti”, c’e’ una moltitudine che preferisce restare invisibile. Sopravvive in baracche di lamiera, in capannoni industriali abbandonati, dorme in fatiscenti roulotte, su vagoni ferroviari, in tende nascoste a ridosso degli argini dei fiumi. E poi ci sono i nomadi, i clandestini, il flusso sempre piu’ massiccio di neocomunitari che va e viene dal paese di origine facendosi beffa di qualsiasi censimento
E i senza fissa dimora “non residenti”, come quelli che alla sera prendono il treno per andare al dormitorio di Firenze e alla mattina sono in citta’?   Dormiranno, litigheranno per un cartone, si sbronzeranno, si ammaleranno nelle strade di Bologna. E tra loro ci sara’ anche chi ci lascera’ la pelle.
Nell’indifferenza generale e in un silenzio criminoso.

Esclusione sociale a Bologna

Pubblicato: 6 novembre 2009 da massitutor in assistenze e bisogni, bologna sold-out, civiltà

La Consulta comunale di Bologna contro l’esclusione sociale e la sua battaglia contro il "Pacchetto Sicurezza"

images[2].jpgDal sito degli amici di Bandieragialla.

La Consulta comunale contro l’esclusione sociale di Bologna è un organismo formato da organizzazioni di volontariato, associazioni no profit e cooperative sociali che hanno deciso di lavorare insieme con l’obiettivo di dare impulso alle politiche comunali, attraverso progetti e occasioni di confronto pubblico, per costruire una cultura dell’accoglienza all’interno della comunità locale. Elemento comune a tutte queste realtà è dunque l’impegno nella lotta contro l’esclusione sociale. Paolo Klun, il neoeletto presidente della Consulta, ci ha raccontato della nascita di questo organismo sociale, che ha visto la luce in un clima di grande fermento culturale, clima che, con le nuove leggi sulla sicurezza, sembra ormai lontano.

Come e in quale periodo nasce la Consulta?
Essa nasce istituzionalmente nel 2001 come organismo a metà strada tra le istituzioni e il contesto sociale, essendo un organo di consulenza presso il Consiglio comunale, dal quale è stata istituita. Ma, a differenza di altri organismi nati anch’essi negli stessi anni (fine anni ‘90), essa possiede una particolarità, che consiste nel fatto di essersi auto-convocata. Ovvero, è nata dall’ input di una rete di associazioni (Caritas, Forum del Terzo Settore, Amici di Piazza Grande, sindacati, ecc.) che avevano come obiettivo quello di creare in città un momento e un luogo di riflessione sul tema della povertà e dell’esclusione sociale. Da quel momento sempre più associazioni si sono andate aggregando, creando una rete molto vasta, che ha coinvolto altri soggetti. In seguito c’è stato un momento di confronto con l’amministrazione, che ha riconosciuto il valore della consulta, inserendola nel suo Statuto comunale, e conferendole così legittimità. Si potrebbe dunque affermare che la sua è una storia particolare poiché è nata da un’esperienza di auto-convocazione, espressione di un bisogno emerso in città e all’interno della rete di associazioni ed enti che si occupavano di povertà e disagio in strada e segnale di un’avvenuta maturazione all’interno del dibattito culturale della città. Si è trattato pertanto di un momento che potrebbe essere definito politicamente e culturalmente “fecondo”. Sotto la spinta di questo fermento culturale, politico e sociale è stata avviata una nuova politica di servizi sociali (nascita delle strutture di riparo notturne, i servizi di prossimità in strada, i servizi serali, che accolgono e danno informazioni ai senza fissa dimora, li aiutano, ecc.).

Come presidente della Consulta, qual è la sua posizione rispetto alla recente iniziativa del Governo sull’istituzione del cosiddetto “registro nazionale delle persone che non hanno fissa dimora” inserita all’interno del “Pacchetto Sicurezza” (artt. 42 e 50), secondo la quale le persone senza fissa dimora vedono minacciato il loro diritto alla residenza presso le città nelle quali vivono nonché l’accesso ai servizi sanitari e sociali?
La Consulta si è già espressa in merito al momento dell’approvazione del “Pacchetto Sicurezza”, assumendo una posizione chiara, e richiamando l’Amministrazione a fare barriera contro una cultura che sempre più si va diffondendo all’interno della società, e che è una cultura che potremmo definire “dell’intolleranza”, poiché attacca alcuni diritti fondamentali e rischia di modificare interamente alcuni assetti sociali. La nostra preoccupazione è quella che le limitazioni all’accesso alle strutture di accoglienza ai soli residenti riporti indietro l’orologio sulle battaglie fatte per il diritto all’alloggio per tutti con una ricaduta sulle presenze di persone costrette a dormire in strada. Il nostro dovere come rete della cittadinanza attiva è quello di contrastare gli effetti che la legge sulla sicurezza avrà sulle persone meno tutelate (immigrati e senza dimora), sia per i suoi effetti di criminalizzazione e creazione di un clima xenofobo, sia per la lesione di diritti civili come l’accesso alle strutture sanitarie.

Cosa pensa del fatto che il “Pacchetto Sicurezza” non solo neghi il diritto alla residenza a coloro che non possiedono un alloggio, ma vincoli tale diritto all’accertamento di requisiti igienico-sanitari dell’alloggio stesso, estendendo così tale minaccia anche a coloro che lo possiedono, in genere persone straniere senza permesso di soggiorno?
Come già detto, tale provvedimento rischia di annullare la battaglia da noi portata avanti in questi ultimi anni per la residenzialità, per l’accesso ai servizi (accoglienza, salute, diritto all’alloggio e al cibo, ecc.) di tutte le persone, indipendentemente dal loro status sociale, dalla loro provenienza e cittadinanza, dalla loro condizione residenziale, legale, ecc. affinché tali diritti venissero accettati come diritti inalienabili della persona. Vincolare la concessione della residenza a requisiti igienico sanitari delle abitazioni potrebbe alienare i diritti a una fascia molto più ampia di soggetti in condizioni di povertà e di vulnerabilità sociale, tra cui in primo luogo le persone senza fissa dimora.
Con questo tipo di regolamento si rischia di fare un passo indietro e di spingere la città verso una vera e propria chiusura culturale.

Quali sono dunque gli obiettivi della Consulta in merito a questi provvedimenti?
Chiederemo all’amministrazione un chiarimento, visto che il regolamento è ancora in fase evolutiva, come del resto è in evoluzione l’intero sistema dei servizi. Non si hanno infatti ancora referenti istituzionali e operativi dei servizi certi, e questo è un problema. Speriamo tuttavia che proprio per questo, in questa fase, si riesca a trovare lo spazio per approfondire il sistema strutturale dei servizi sociali e il contenuto dei regolamenti attuativi che dovranno rendere questi servizi fruibili ai cittadini. I nostri impegni sulla carta sono molteplici e avremo bisogno di incontri con i futuri referenti per avere un quadro completo della situazione che presenta molte novità legate a questo nuovo “Regolamento generale in materia di servizi sociali”. Dalle amministrazioni locali ci aspettiamo risposte in tempi brevi.

tutto escluso 2009

Pieno successo sabato per Sold Out, l’iniziativa degli operatori del sociale di Bologna che ha riunito utenti dei servizi, addetti ai lavori e cittadini vari a piazza San Francesco in occasione della giornata mondiale contro la povertà. Si è discusso in una atmosfera conviviale rallegrata da una ottima pasta e fagioli accompagnata da un buon bicchiere di vino, mentre sullo schermo approntato per l’occasione scorrevano le immagini tratte da vari lavori realizzati negli anni dalle varie realtà della città, compresi quindi spezzoni delle interviste di Asfalto e materiale vario proveniente dal nostro blog. La buona notizia è data dalla folta rappresentanza dei bolognesi, molti dei quali passanti incuriositi dallo strano assembramento di personaggi così diversi che si è creato in una delle piazze meno sputtanate della città, proprio coloro ai quali erano rivolte molte delle parole spese dagli organizzatori della serata nei vari interventi, con i nostri tutor Massi&Massi in prima fila. Agli inteventi degli operatori sono seguiti quelli più o meno scombinati di quelli che dei servizi sono i destinatari, con momenti di ilarità e altri meno ameni che comunque ben esprimono la condizione di chi vive la strada ogni giorno. L’altro destinatario del messaggio è stato il ministro dell’interno Maroni, al cui indirizzo del Viminale è indirizzata un’ironica cartolina nata da una collaborazione tra le redazioni di vari giornali di strada (Piazza Grande, Shaker, Terre di Mezzo ecc.) con lo scopo di far giungere a chi di dovere la sacrosanta protesta contro chi vuole affrontare il problema crescente della povertà come una questione esclusivamente di ordine pubblico. La serata è poi proseguita dopo la cena accompagnata dalla musica sparata ad un volume più che accettabile dall’impianto messo gentilmente a disposizione dai ragazzi dell’ XM24, ai quali vanno pure i ringraziamenti (in particolare a Gabry) per l’ottimo lavoro svolto dietro ai fornelli. E grazie anche alle streghe inquietanti dell’associazione Oltre.
Una serata riuscita, senza scontentare il vicinato, abituato peraltro ad un ben diverso standard di rumorosità grazie alla vicina movida di via del Pratello, e che per fortuna non è stata rovinata dalla paventata ressa al momento della distribuzione della minestra (e del vino..) che invece si è svolta in maniera più che ordinata. Appuntamento quindi per una seconda edizione al 17 ottobre dell’anno prossimo!!

le foto del Nostro primo maggio
in una Bologna al completo
dove tutto si svolge lungo una coda, nell’attesa
di un posto letto

di un buono mensa
nell’attesa che passi l’inverno
o che arrivi il giorno
*
Anche quest’anno alcuni di noi parteciperanno all’iniziativa Hey Joe e suoneremo, in Piazza Maggiore, dalle 12 circa. Porteremo una canzone dei Gang che si chiama Socialdemocrazia e racconta lo stato delle cose dal punto di vista  di chi non ha altro che i propri bisogni.