Archivio per la categoria ‘carcere’

Viaggio nelle carceri

Pubblicato: 1 febbraio 2008 da massitutor in amicizia, carcere, comunità, droga, lavoro, libertà
Castelfranco (MO) il 25/01/2008

Cari, amici del blog, come potete vedere, mi faccio vivo nella forma di come io vi ho lasciato, con un computer e con una rubrica tutta mia (il foglio infatti è arrivato dattiloscritto Ndr.), poi continuata dal carcere con le mie lettere. In questi lunghi 12   mesi, ho appreso l’esperienza di vedere 3 istituti diversi, con metodi diversi ma sempre nella regione Emilia Romagna. Rimango allibito nel vedere come a distanza di 30 KM dal capoluogo, cambi la gestione di un’istituto di "pena" a seconda di chi lo gestisce. E’ un pò come dire: "questa è casa mia" e la gestisco a piacimento e a espressione politica. Questo sistema è sbagliato, perché se le regole vengono fatte uguali per tutti; noi tutti siamo tutti uguali a dover rispettare quelle regole. Noi italiani siamo un popolo di giocolieri delle leggi, che tu sia di destra o di sinistra e inseriamoci anche il centro. E mettiamo una regola (legge) per agevolare gli "amici" e fregare, annientare i nemici.
Dal 19/01/2008 ho iniziato questa nuova esperienza, da me voluta di custodia attenuata. Come primo impatto l’espressione di recupero mi dà titubanze, forse, sono io che con il mio vissuto, diffido da tutto e da tutti, o forse le mie sensazioni sono giuste ma obbligato ad accetarle. Al momento sto aspettando di svolgere il mio primo mese di lavoro, speriamo bene!. Ho conosciuto un Professore che svolge l’attività didattica con iniziative predestinate al recupero del detenuto tossicodipendente. Mi ha proposto di scrivere in comune con i miei compagni di percorso, un giornalino interno, dove ogni persona esprime un suo pensiero personale e ha piacimento di argomentazione, per far conoscere alle Istituzioni che anche noi detenuti tossicodipendenti, ci siamo e possiamo fare cose utili e costruttive allo stesso tempo. Quindi detto questo sarà mia cura inviarvi copie del giornalino in modo che voi posiate divulgare alle persone cosa si fa in una Custodia Attenuata, Rimango a vostra disposizione per qualsiasi chiarimento e spero di avervi dato qualcosa di positivo in questo momento. Saluto tutti gli amici del blog e chiedo a loro di non abbandonarci, anzi di essere più presenti con commenti di ogni tipo dando, la possibilità alle persone di riflettere ancora di più. Un saluto allo Staff di via del Porto, soprattutto alla Gioconda alla Civetta (Cinzia), Ilario, Stefano, e il mitico Massimo il tutor detto il Fighetto. Mi ero bloccato a scrivervi, per via del nervoso, che mi portava l’attesa del trasferimento, presso la terra promessa della Custodia Attenuata. Il tocco del computer mi fa venire ricordi del passato con voi in ogni situazione sia di sballo che di non sballo. Con stima Dario. Max rispondi.
Il Vostro Amico Dario.
P. S. Salutatemi mio fratello e Mimmo

Ciò che accomuna tutti noi

Pubblicato: 15 gennaio 2008 da massitutor in assistenti sociali, carcere, libertà

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Cari amici  del Blog e dello Staff di Via del Porto, mi scuso del mio prolungato silenzio ma è un periodo alquanto pessimo. Sono in fibrillazione: non vedo l’ora di iniziare questo stramaledetto progetto "Custodia Attenuata". Pensate, che per riuscire ad ottenere quel foglio, dove il mio Sert. Dichiara il loro consenso, e appoggio il progetto, ho investito una settantina di francobolli oltre al tempo e alla pazienza. Mi viene da pensare che adesso per ottenere questo trasferimento da Reggio Emilia a Castelfranco, ci sarà da investire un’altra settantina di francobolli. Credetemi se fossi figlio di qualche industrialotto non starei a guardare la spesa ma purtroppo non lo sono, anzi faccio parte di quella categoria di accattoni elemosinanti che fanno caso anche al centesimo. Adesso la metto un pò sul sarcastico, ma la verità è che se mi fanno incazzare tiro fuori il peggio di me stesso. Ma questo stramaledetto servizio Sociale chiamato Sert. Ha intenzione di farsi sentire? o hanno fatto come Ponzio Pilato! Che con quel foglio si sono, per cosi dire lavati le mani? A questo punto non so più cosa dire! Lasciamo il mio caso tanto lo conoscete meglio di me passiamo ad altro. Dedico un pensiero sentito a "Lupo" come io dedico a Gabriele Sandri il tifoso ucciso da un Poliziotto. Adesso non giudico nessuno, ne i ragazzi che hanno picchiato "Lupo" ne il poliziotto che ha ucciso il tifoso, ma giudico l’apparato Politico Italiano dove l’unico interesse è la rincorsa ad una poltrona dove ti da la possibilità di essere immune ad ogni tua responsabilità, stando attenti a non perderla. Questo problema riguarda i politici, ma anche tutti noi siamo troppo impegnati ad arrivare o ad occupare una poltrona ma ci dimentichiamo del prossimo e dei suoi problemi che poi diventeranno anche nostri. Queste sono mie analisi personali molto più ampie delle quattro mura di Via del Porto, ma voglio anche analizzare e ricordare una persona che mi ha fatto compagnia in cella per tre mesi Maurizio B. E’ un vostro cliente affezionato; posso immaginare che sia con una o forse più birre in mano questo mi dispiacerebbe visto che non è un cattivo ragazzo, anzi è troppo buono e vuole fare il furbo convinto che la sua furbizia lo tenga lontano dai guai. Mi dispiacerebbe molto sapere che possa andare a finire male: in salute lui deve stare attento al suo fegatino. Anche voi ragazzi se lo vedete bere buttategli via la birra o il vino, tanto non è una persona aggressiva non farebbe male ad una mosca. Questo è un piccolo accorgimento per aiutare una persona che di salute non sta tanto bene. Pensate: quando ero fuori lo vedevo e gli davo del matto, qua ho imparato che matto non è, uno matto non conosce la Bibbia a memoria. Nella mia mente scorrono nomi infiniti, dove ad ognuno di questo nome conosco molto bene la problematica che lui ha. Potrei elencare una sfilza di nomi, ma servirebbe un’ enciclopedia mi limito a dire che tra tutti questi nomi una cosa sola ci accomuna tutti: L’ Abbandono!   Da parte di quella società che si ritiene "Migliore" e "senza colpe". Cari Amici vi ringrazio dei vostri saluti e del vostro contributo nel sollevare il morale. Un saluto particolare a Massimo il tutor, la Gioconda e la civetta Cinzia. Cinzia! Quando uscirò ne ho delle belle da raccontarvi. Ti aggiornerò su tutto Ciao e vi faccio gli auguri di Buon Natale e Felice Anno Nuovo. Con Stima Dario.

Ritorni

Pubblicato: 11 dicembre 2007 da massitutor in amicizia, carcere, felicità, libertà

The-Way-Home-Print-C10122699Oggi ho incontrato un ragazzo che è stato in carcere. E’ tornato al laboratorio dopo una breve permanenza presso la casa circondariale cittadina. "Breve": breve magari sarà per me che ogni sera torno a casa. Comunque: è finito lì per un fatto stupido, una storia da poco, come spesso capita qui in via del Porto: ci si capita con la stessa facilità della prigione del Monopoli. Ogni mattina tiri i dadi e se capita il tuo turno passi anche dal carcere; diventa un fatto "normale", o quanto meno una tappa fra le altre, purtroppo. Purtroppo anche che la stessa cosa non valga per tutti i cittadini di questo paese, ma questa è un’altra storia. Abbracciare qualcuno che è appena uscito dal carcere è una cosa difficile da raccontare. E’ un metallo freddo, avvolto nel cuoio, che vibra allo stesso tempo della sua durezza appena nata e dell’incontenibile vitalità che lo attraversa. E’ un odore ruvido, pieno di spigoli e la luce negli occhi sembra dire una sola cosa: "ora potrà solo andare meglio". La letteratura e la cinematografia internazionale a questo punto prevederebbero scene di ballo collettivo, canzoni in onore del ritrovato e storie ai confini della realtà raccontate dal Nostro davanti ad un cerchio di amici assorti ed assortiti, ma qui, in via del Porto, nella realtà… non succede niente di tutto questo. Un saluto, una pacca sulla spalla e via, si ricomincia: "ci si rivede" come prima, "come ti butta?" come prima… e "ce l’hai una sigaretta?" come prima. Un caffé nei bicchieri di plastica e al prossimo giro. Questa non è superficialità: questo è il Centro diurno, questa è la realtà e giustamente le cose vanno affrontate con rispetto e pudore. E alle cose peggiori è il caso di passargli accanto in silenzio, così: leggeri, come se niente fosse.

Le mie prigioni – lettera 6

Pubblicato: 12 ottobre 2007 da massitutor in asfalto fuoriporta, carcere, droga, lavoro, libertà

Ore 14 .30, Carcere di Reggio Emilia 24 settembre 2007

 

Ciao amici del blog, a fatica vi scrivo perché per me non è un bel periodo soprattutto a livello emotivo: sono veramente incazzato. Vivo un momento di conflitto sia interiore che con le istituzioni. Rimango allibito nel sentire al T.G: per me unica via di comunicazione con l’esterno, tante eresie sul problema reati e tossicodipendenza. La sinistra vuole cambiare le leggi sulla droga , ma allo stesso tempo non vuole cambiare i modi di intervento nell’aiuto degli stessi. Prendiamo atto che le comunità non sono e non saranno una risposta al problema tossicodipendenza, è ora che si convincano ad attuare progetti di risposta nuovi, ma nessuno vuole osare, anzi difendono il proprio operato come una sorte di mercato con tanto di concorrenza fra di loro, non mi meraviglierei se domani facessero la pubblicità a questa o a quella comunità. Ok! preso atto della non efficacia di queste strutture ad arginare il problema, non si fa altro che scaricare le colpe ora a destra ora a sinistra con tanto di programmi televisivi dove vedi questo scontro, però come in tante altre cose tutto rimane come prima, cioè all’italiana. Abbiamo a disposizione un mezzo (internet) dove veramente possiamo colpire nel vivo certe coste che ci governano. Guardate Beppe Grillo: tanto tempo fa criticava internet, invece adesso capita l’importanza ha fatto di internet il suo cavallo di battaglia. Quando che lo capiremo che la politica del 2000 si è rivoluzionata? E’ fatta di apparizioni televisive e da adesso su internet. Sfruttiamo questo mezzo, fino a quando ci viene concesso, perché prima o poi metteranno le mani anche su quello.Vi scrivo questo perché il mio Sert vuole a tutti i costi mandarmi in comunità, non critico la loro scelta perché ho rischiato la pelle varie volte. E’ altro che critico: Dario non crede che esista una comunità adatta a lui, al suo lavoro, al suo carattere, e soprattutto una astratta libertà dove comprendo che nessuno è libero tanto meno io, ma ci voglio credere di essere libero. Non ho bisogno di regalare il mio tempo a lavorare a gratis; dopo poi forse ti viene ricambiato. Dico forse perché se ti và male ti danno un calcio in culo e ti sbattono fuori. Bello vero?! Stanco di queste umiliazioni, come stanco di tante altre umiliazioni derivanti dalla droghe ho proposto al mio Sert di poter usufruire della custodia attenuata: come una sorta di comunità in carcere. Dove lavori stipendiato come una borsa lavoro e nello stesso tempo sconti la pena. Questo è quello che serve! Tutte le comunità dovrebbero farlo e lo Stato dovrebbe imporglielo. Vuoi aiutare i tossici? ok lo fai lavorare, li stipendi con un minimo e lo inserisci in una realtà dove piano piano  si reinserisce nella società. Comunque in tutto questo mio intraprendere il progetto da parte del mio Sert si è fatto di nebbia, anzi penso proprio che è fatto apposta per togliersi il problema Dario, personaggio scomodo in Qualsiasi contesto lo inserisci. Proprio cosi non sto zitto non sto più a compromessi! E tanto meno sto in silenzio in cose dove ritengo che sia giusto far sapere alla società. Ma quale recupero! Ma quale reinserimento, tutte stronzate: se non sei tu ad arrangiarti nessuno ti da niente per niente e nessuno fa niente per niente.
Questa regola è legge di qualsiasi casta fai parte, che tu sia un barbone o un capo di stato. Cari amici, mi scuso del mio sfogo, ma non ne posso più di vedere cose così ingiuste e insensate. Spero di trovare commenti che mi diano spunto di riflessione. Ciao a tutti gli amici del blog da quello stronzo che è chiuso tra quattro mura.
Con stima, Dario Monetti.

Le mie prigioni – Lettera 5

Pubblicato: 30 agosto 2007 da massitutor in carcere, libertà

Carcerato Reggiano DOC

Ore 15,30 Carcere di Reggio Emilia 11 agosto 2007

dario ciaoCari amici del Blog, come potete vedere non mi sono scordato di voi, scusatemi del mio silenzio, ma vi comunico che domenica 5 agosto sono stato trasferito di carcere: attualmente mi trovo a Reggio Emilia. In questo mio post vi voglio raccontare di come si può sentire un detenuto che viene, in gergo giuridico, "tradotto". Come forse sapete in carcere devi convivere con persone di molte etnie diverse e per questo sei portato, per via della lingua, ad avvicinarti ai tupi paesani "italiani", in questo modo -restauri- rapporti diciamo di "amicizia" e cerchi, con tutti i mezzi consentiti dall’istituto in cui uno si trova, a farti la cella con loro. Cercando così di vivere meglio e di comunicare, magari sfogandoti. Quando vieni trasferito viene a mancare questa cosa essenziale per noi italiani: perchè ormai le nostre patrie galere non sono più tanto per noi, ma per quegli stranieri che arrivano in condizioni pietose, con la prospettiva di una terra promessa; cosa che è e rimane un’illusione… Detto questo sono stato costretto a lasciare la mia tranquillità costrita con pazienza a Bologna e ricominciare tutto a Reggio Emilia. Se vi devo dire il vero il Carcere di Bologna non ha nulla a che vedere con quello di Reggio Emilia: le condizioni della struttura di Bologna sono difficilmente descrivibili a parole… a Bologna il carcere è stato concepito e progettato per 450 detenuti, mentre in effetti sono state inserite 1000 o 1200 persone. Quindi lascio a voi i commenti su come può funzionare una struttura del genere. Da quello che ho potuto appurare qua a Reggio Emilia è più funzioanle: ci sono possibilità di sbocco e agli effetti tutto funziona con una precisione svizzera: il detenuto che lo desidera ha la possibilità di fare qualsiasi corso o iniziativa di inserimento nella vita così chiamata "normale". Io ho fatto richiesta di lavoro, cosa che a Bologna svolgevi solo se eri furbo o ruffiano, poi mi sono iscritto alla Prima superiore che inizia a settembre e, allo stesso tempo, vado in biblioteca, visto che è un periodo che mi sono innamorato dei libri… proprio così! Dario il fattone che adora leggere! Mi devo ricredere: non tutti gli istituti sono come quello di Bologna e qua tiro la conclusione che un carcere per essere funzionale non dovrebbe contenere più di 200 detenuti. Cari lettori… e magari giovani in procinto di intraprendere una vita da delinquente, credetemi: non è vita qualsiasi siano le condizioni carcerarie e in qualsiasi istituto uno è: colui che decide di intraprendere la vita del tossico e del detenuto deve fermarsi a riflettere e, allo stesso tempo, ascoltare i più vecchi, cercando di percepire ed elaborare le loro esperienze. Mi piacerebbe pensare e sapere che un giovane aprisse gli occhi leggendo queste mie lettere, questo blog. Sappiate che in futuro sono costretto a smettere di scrivere: non perchè non voglio più, ma perchè dovrò andare in comunità, ma non so ora se il responsabile della struttura vorrà concedermi la possibilità di continuare questo lavoro iniziato in carcere. Ciao a tutti e ci si ribecca! Presto spero!

Le mie prigioni (lettera 4)

Pubblicato: 10 agosto 2007 da massitutor in carcere

"BO" 26 07 2007

Ciao amici del blog, vi scrivo per salutarvi, ma nel post vogilo dare lo spazio a un ragazzo  che mi sta facendo, compagnia all"interno delle mura del carcere della dozza.
ciao
con stima Dario

mie_prigioni_3

"LO SQUALLIDO CEMENTO DELLA DOZZA"
La mattina inizia il travaglio: terapia, caffè, i passi delle guardie e le loro chiavi che sbattono nella tua mente, l’aria nello specchio di vecchi carpentieri, le scritte in lingua diverse, la tua, il rientro, il pranzo, lei non cè. Non puo esserci perchè l’hai tradita perchè hai sbagliato per l’ennesima volta. Alienato dalla paura di ritornarci, alienato dal fatto che il fine pena è vicino ma è vicino anche ritornare alla tua dannata esistenza. La strada. Perchè di essa non ti è rimasto niente, anche se qualcosa ti deve ancora: la speranza. Questa è una mano che scrive guidata da un cervello intrappolato dalla malinconia, dalla solitudine in mezzo al frastuono. Lei non cè, non puo èsserci. L’hai voluto tu, perchè vivi senza regole nel caos ma ci stai bene in fondo. Lo sbaglio ti appesantisce il bagaglio, le idee si annientano in un attimo di malinconia. L importante è sopravvivere, scrivere due righe a tua mamma quando hai la fortuna di averla ancora. In questo labirinto cè una via di uscita e nel giorno giusto ritroverai tutto quello che è possibile ritrovare, ovviamente.
ciao mamma ciao Dany.
By Tony

"NON C’E’ CURA NON C’E’ LEI, C’E’ QUESTO SFOGO"
Tra le chiacchere soffocate dal solito coatto panorama. All’improvviso scopri che anche qui cè cualcuno. Qualcuno che non conosci e forse non vorresti conoscere mai ma tra l’angoscia e la poca fede che ti rimane ascolti, parli, racconti, buio, storie, storie a volte uguali, ad un copione di uno strano film che non vedrai mai perchè lo stai recitando. Quando entri in galera la prima cosa è sperare di trovare quel qualcuno che diventerà tuo amico. L’amicizia è difficile da coltivare specie in questi luoghi ma è fondamentale e ti rende libero per un attimo. Quando sei libero ne hai tanti, nascono e muoiono ma purtroppo ne hai bisogno. Sei solo. A volte vieni emarginato, messo nel dimenticatoio. C’è chi come me dice che in galera non esiste l’amicizia e c’è chi dice che in galera nascono le migliori.
Quando inizi a capire la galera arriva l’ora di uscire e quando rientri rinizi tutto da capo. Siamo bombardati  da una 14 pollici costantemente. Quando ci riusciamo perdiamo per un pò il senso di chiuso ma in testa cominciamo a creare una libertà immaginaria. Io sogno ad occhi aperti, vivo incubi nelle notti insonni. Qui non c’è niente che ti possa rieducare a parte la tua coscenza. Qui Dio entra facilmente. Entra la voglia di crederci ancora.
Ciao mangiacasse di tuto il mondo: dopo tanto silenzio un frastuono vi richiamerà, inizierà la festa, sperando che in galera non ci ritorni mai più!
A Riccardo, Marco, Embeded Tribe, Dario M., i ragazzi della sezione e di tutte le altre, la sezione femminile e di tutti gli altri posti. A mamma, Ilena, Marilena, a u Boss, a lei, a tutti coloro che navigano e trovano questo blog.
Per il resto e per chi sente il senso di appartenenza, un invito a scrivere su ogni muro con ogni cosa e in ogni stato: NOSTRA PATRIA TUTTO IL MONDO, NOSTRA LEGGE LA LIBERTA’"!
By Tony

Le mie prigioni (Lettera 3)

Pubblicato: 3 agosto 2007 da massitutor in carcere, droga

"la Dozza"  13/07/2007

dario_2Ciao lettori del blog,
vi scrivo per portarvi a conoscenza delle condizioni che siamo portati a subire noi carcerati.
Da settimane sento parlare in tv della riforma della giustizia e di quelle che vengono definite come  leggi ad personam.  Quello che mi ha dato più fastidio è il sentir discutere della famosa legge Bossi-Fini sulle droghe, che a parer mio è un vero flop visto i dati in crescita sul consumo delle droghe (soprattutto cocaina che  un tempo era definita come la droga dei ricchi e che oggi invece è alla portata di tutti, giovanissimi compresi). Fuori, così come in carcere, non esiste nessun progetto per aiutare il consumatore. Siamo destinati oltre che a scontare la condanna a rimanere persone disagiate. Un vero schifo! Io penso che progetti come quelli del centro diurno di via del porto e del drop in debbano essere più presenti sul territorio nazionale. Con questo non voglio giudicare quello che già esiste, ma vorrei far presente alle istituzioni di investire di più su questi progetti ed essere più diffusi con personale qualificato alla crescita dell’individuo. In poche parole: ridurre il danno!dariofuoridalgabbio
Basti pensare che la mia condizione di carcerato  potrebbe essere utilizzata per varie mansioni ma questo non accade. L’unica cosa che faccio è mangiare e dormire: ecco perché
ho accettato di scrivere i post da dove mi trovo per impiegare il tempo nel modo migliore.
Piano piano sto cercando di coinvolgere altre persone in modo da mettere a disposizione anche a chi  non conosce questa possibilità di trascorrere qualche ora non pensando a dove si trova ora ma piuttosto a quello che potrebbe  scrivere. Non è facile coinvolgere le persone perché quando fai la proposta ti senti rispondere: "e io cosa ci guadagno?"! Non pensano al potenziale che hanno a disposizione. Si è vero! Per vivere un pò dignitosanmente devi avere quel minimo di soldi per comprarti e mantenerti quel vizio oltre al cibo, ma non tutti possono. Per esempio io  non ho  nulla e nemmeno nessuno a cui chiedere del denaro quindi mi tocca sopravvivere con quello che l’amministrazione mi da poi per il resto faccio senza. Mi accontento di poco e sono felice nel comunicare con voi.
Spero con il tempo di far capire all’amministrazione penitenziaria che ho bisogno di lavorare guadagnandomi quel poco per sopravvivere. Comunque non finirò mai di ripetere che il carceere non porta a nulla e non ti fa costruire nulla.
Ciao ragazzi,
con stima

Dario Monetti

Le mie prigioni (lettera 2)

Pubblicato: 31 luglio 2007 da massitutor in carcere, famiglia

"la Dozza"   08/07/2007

dariofuoridalgabbioCiao amici del blog di Asfalto.
Oggi è domenica. In carcere questo giorno è il peggiore. Per chi è fuori la domenica è un giorno di riposo ed è giusto così, perché dopo aver lavorato una settimana un giorno di riposo è sacro santo.
Invece qua è un giorno come tutti gli altri, soltanto che tutto si ferma. Gli avvocati fanno festa, gli agenti pure, i colloqui sono chiusi, le telefonate idem. E’ un giorno diverso per queste persone ma non per noi. Se non ci fosse la messa non ti sembrerebbe domenica. In carcere impari ad apprezzare quelle piccole cose a cui fuori non fai più caso. Un caffè qua è oro. Fuori ne bevi dieci senza dare importanza del perché li bevi. Qui anche una sigaretta offerta è come il sangue della persona che si esaurisce goccia dopo goccia. Insomma quelle cose cui fuori non dai importanza  qua diventano sopravvivenza. Parecchie persone pensano che tutti i carcerati siano individui privi di sentimenti ma la mia esperienza non è così. Ci sono persone che in determinati periodi della vita perdono per svariati motivi il lume della ragione commettendo
errori che la società non tollera.
Anch’io, per esempio, sotto effetto di una sostanza (minias) ho commesso errori fino ad arrivare a subire una condanna e ottenere l’ennesima carcerazione. Ammetto di aver sbagliato ma questo non vuol dire che io non sia una persona come tutte le altre, con un cuore, un cervello, piedi, gambe, ecc e che non viva sentimenti veri. Anche io ho un sogno nel cassetto e non vorrei solo stare bene e costruirmi per i restanti anni di vita una famiglia a cui voler bene. Proprio così, voler bene! Quel bene che mi è stato tolto nella mia infanzia e poi in gioventù. Non giudico chi mi ha privato di questo ma giudico chi vuole impedirmi di raggiungere il mio sogno nel cassetto. Spero di essere stato chiaro e di mandare un messaggio pulito a tutti quelli che stanno vivendo un momento di sconforto e di far capire che
il carcere non paga i sogni, ma li distrugge.
Ciao ragazzi,
con stima
Dario Monetti

Le mie prigioni (lettera 1)

Pubblicato: 20 luglio 2007 da massitutor in carcere, droga, libertà

Siamo lieti (ma fino ad un certo punto) di presentarvi una nuova ed importante rubrica di Asfalto: si chiama LE MIE PRIGIONI e, come è intuibile dal titolo, parla di limitazioni pese della libertà… sì insomma di carcere. Siamo contenti a metà perchè il nostro corrispondente è il vostro affezzionatissimo Dario che, come chi ci segue da tempo sa, è ospite nelle patrie galere da qualche mese. E siccome dovrà rimanerci ancora per un po’ abbiamo deciso che Asfalto non poteva aspettare tanto per ospitare le sue perle (palline?) di saggezza. Per cui eccolo qua per voi, dal suo ritiro in via del Gomito n.2, il nostro Dario nazionale in tutto il suo splendore…speriamo!

Bologna, via del Gomito, 2 il 27.06.2007

dario_ricomparsaEccomi, non pensavo di scrivervi da un carcere ma cosi devo fare se voglio tenere un contatto con voi su blog.
E’ inutile che vi dica che la vita è dura. Forse questo gia lo sapete come è inutile dire che le ore diventano giorni e giorni mesi e mesi anni e, il tempo diventa lungo e interminabile. Tutti voi siete a conoscenza delle situazioni che vivono le carceri italiane, il bello è che nessuno ne parli o per lo meno chi ne parla lo fa per i suoi sporchi interessi. Questo non fa al caso mio perche comunque vada la mia scelta rimane di entrare in una comunita di recupero per provare a risolvere una volta per tutte il mio problema della tossicodipendenza. Cosa faccio in carcere? che problemi posso risolvere? basta pensare che qua vieni dimenticato da tutti e dai una risposta a tutte le domande che uno si pone o gli pongono. Esiste un ordinamento penitenziario dove si parla di recupero per chi viene condannato a scontare una pena, ma di quel ordinamento non puoi parlare e non lo applicano a nessuno tu sconti e basta poi il recupero si vedrà. Basta pensare che per svolgere un mese di lavoro devi aspettare otto mesi, invece sull’ordinamento c’è un articolo che dice che il lavoro è un diritto del detenuto. Tutte balle! Come le leggi che esistono fuori non sono uguali per tutti… qui è lo stesso: fanno delle belle cose, inventano progetti di ogni tipo ma poi tutto torna come prima, vuoi per mancanza di fondi o per mancanza di non so cosa tutto torna come prima come se lo stato e la societa che compone quello stato faccia piacere tenere tutti ignoranti senza arte e ne parte. Vorrei tanto poter tenere impegnate le giornate con qualcosa di costruttivo ma qui e inpossibile. Forse solo voi amici potete con la vostra "liberta" comunicare al mondo queste cose, non chiedo clemenza chiedo solo di pagare il mio errore costruendo qualcosa di positivo. Mi fa piacere scrivere con voi queste cose non lo faccio con un fine, ma per passarmi un po’ di tempo. Una persona può pensare che qua sia diverso da fuori, ma cosi non è, anzi è completamente uguale: ci sono uomini che hanno sbagliato  che riconoscono di aver sbagluiato, invano cercano una via di uscita, ma non sempre la trovano e sperano in un domani migliore sempre se qualcuno gli indica la strada sennò restano nella stessa con la speranza che gli vada bene. Basta prendere il mio esempio di tossico: invano ho provato a costruirmi un futuro migliore ma dopo un anno sono caduto nello  stesso errore. Credo che questo mio errore sia comune a tanti che come me fanno uso di droga. Che dire? non posso certo io solo cambiare il mondo, ma con la mia esperienza posso aprire gli occhi a persone che non sanno e che non conosscono la vita in carcere. Quindi a questo punto posso dirvi: occhio, state alla larga da certe droghe e non commettete l’errore di fare dei reati.
Con stima
Dario Monetti