Certo che di storie di colletta legate alle stazioni e ai treni se ne potrebbero raccontare a migliaia: ci sono quelli super organizzati tipo sordi (o finti sordi), muti (o finti muti) che lasciano il gadget con relativo opuscolo che spiega l’attività di vendita sul treno. Che tu ti trovi lì con in una mano il foglietto e nell’altra il gadget e, se non sei avvezzo a viaggi in treno, ci metti un po’ per campanare e ti guardi interrogativo con i tuoi compagni di viaggio.
Poi c’è il grande popolo dei dispersi in stazione: cioè quelli che sono capitati lì a prendere un treno non si sa come e perchè; hanno perso il biglietto, il portafoglio, un’astronave di alieni li ha rilasciati a 500 chilometri da casa… insomma: sono lì senza soldi e te li chiedono con l’aria di chi non si è mai trovato in quella situazione nell’intera vita, è questo il segreto. Ed è di questa categoria il soggetto e la storia raccontataci da Leah, una lettrice storica di Asfalto che frequenta parecchio le tante stazioni della città di Milano e fra treni, metro, bus, di storie di colletta ne ha viste sicuramente tante. Questa è una di quelle, una strategia basata sull’effetto sorpresa e sulla rapidità d’esecuzione. Grazie! E aspettiamo nuove storie.
<<Una strategia di colletta vecchia come il cucco (come si usa dire qui da noi e forse anche lì da voi) è la colletta da stazione. Attenzione: non la colletta "normale", ma la colletta sui treni, possibilmente Eurostar (dove in teoria viaggiano i cosiddetti "ricconi" e in realtà viaggiano un sacco di coglioni).
Ogni venerdì sera alle ore 18.50 sull’Eurostar Milano-Roma (in partenza alle 19) sale un infallibile tossico che ripete a squarcia gola questa "litania" saltando da una carrozza all’altra: "Scusate, mi mancano 4 euro per fare il biglietto. Mi date una mano prima che parta?!!? C’è qualcuno che mi aiuta?!?". Sarà che in prossimità del weekend siamo tutti più buoni o che c’è gente che ha un disperato bisogno di credere nella buonafede (ormai in estinzione) del prossimo, ma… l’arguto ragazzo riesce a raccoglie circa 4 euro su ogni carrozza. Le carrozze di un Eurostar sono 12 (11 se escludete il vagone ristorante) … Fate voi il conto e, se possibile, imparate come si fanno gli affari!
Un saluto milanese>> Leah.

Come ben potete vedere sono risuscitato alla grande e allora continuo il mio discorso iniziato ieri. E’ inutile che vi dica che ho passato un periodo di degenza all’ospedale, per curarmi una grossa infezione hai polmoni. Nell’arco della degenza me ne sono capitate di tutti i colori. La più bella è stata che un giorno in depressione cominciai a farmi viaggi strani del tipo "Sono senza soldi come posso campare in questa maniera?", mi sono rotto di elemosinare tutto ma proprio tutto, a questo punto l’unico modo che conosco per far soldi è di prenderli con la forza nelle casse. Caminando, per recarmi all’ospedale a fare le cure, con questo pensiero mi ritrovai di fronte ad un negozio dove dentro c’era un ragazzo mingherlino, dentro di me ho detto: "è fatta!" invece non è stato proprio così perchè appena entrato e detta la classica frase "mi dia l’incasso perchè è una rapina", mi sono ritrovato fuori dal locale con due calci nel sedere, dopo l’episodio ci ho pensato sopra e vi assicuro che mi è andata bene perchè ho trovato quello che con due calci ha risolto il problema senza mettere le forze dell’ordine di mezzo, mi sarebbe costata cara minimo due anni di albergo forzato. Infatti ringrazio il negoziante che ha agito nel migliore dei modi. Non sono neanche più capace di fare certe cose per fare soldi illegalmente, mi auguro che questa cosa continui perchè del carcere ne ho fatto e mi sono rotto le palle di stare chiuso in una cella. Capite il mio gesto, sono proprio alla frutta dormo in un vagone della stazione poi mangio elemosinando qua e la insomma vivo da barbone e vi assicuro che mi sta stretto perchè un minimo di dignità me la esigo. Vediamo come va a finire questa nuova storia, ce la mettero tutta per poter ricostruirmi qualcosina, senza ricadere come ho fatto due mesi fa. Perchè per me ricadere vuol dire distruggermi completamente, rischiando anche la vita.


E passavano tutti, di fretta, nel freddo, con i sacchetti in mano e un appuntamento dove andare. Passavano tutti e passiamo oltre anche noi. Mi fermo dopo qualche passo per vedere se continua a piangere, per vedere se fa finta… vorrei che fosse così ma non è così. Una specie di istinto mi spinge a tornare da lei e cercare di aiutarla, sapere che succede, ma come ho già detto questa non è una storia di Natale: passavano tutti e passiamo oltre anche noi. Noi… che c’è qualcuno che ha bevuto troppo e mi si appoggia addosso in piena paranoia, qualcun’altro è troppo vicino o troppo lontano dalla sua sostanza, altri devono seguire i propri sentieri piazza-diurno-piazza-caritas-dormitorio. Noi, come gli altri, passiamo oltre… che c’è qualcuno che ha troppa fretta che deve andarsene via lontano e qualcun’altro che allunga il passo perchè vuole tornarsene nel proprio mondo caldo e pulito.
Chissà per cosa era quel pianto? Forse per l’astinenza, forse per una depressione, per un abbandono. Forse era il suo primo giorno di "colletta" ed è un perdita della verginità dolorosa alla quale seguiranno forse solo tanti giorni uno uguale all’altro a chiedere soldi a chi passa. Allora che fare? Tornare indietro? Costruirsi il giusto alibi? Cercarla per la città di notte, dal caldo di un abitacolo? Oppure mettersi a scrivere questa storia… magari solamente per cercare di capire come e perchè non ho ascoltato quel mio istinto di chiedere "che succede?", "che cos’hai?" che sentivo così semplice, naturale e umano.
Alcune settimane fa sono stato