Archivio per la categoria ‘colletta’

Sul treno

Pubblicato: 8 ottobre 2007 da massitutor in colletta

Certo che di storie di colletta legate alle stazioni e ai treni se ne potrebbero raccontare a migliaia: ci sono quelli super organizzati tipo sordi (o finti sordi), muti (o finti muti) che lasciano il gadget con relativo opuscolo che spiega l’attività di vendita sul treno. Che tu ti trovi lì con in una mano il foglietto e nell’altra il gadget e, se non sei avvezzo a viaggi in treno, ci metti un po’ per campanare e ti guardi interrogativo con i tuoi compagni di viaggio.
Poi c’è il grande popolo dei dispersi in stazione: cioè quelli che sono capitati lì a prendere un treno non si sa come e perchè; hanno perso il biglietto, il portafoglio, un’astronave di alieni li ha rilasciati a 500 chilometri da casa… insomma: sono lì senza soldi e te li chiedono con l’aria di chi non si è mai trovato in quella situazione nell’intera vita, è questo il segreto. Ed è di questa categoria il soggetto e la storia raccontataci da Leah, una lettrice storica di Asfalto che frequenta parecchio le tante stazioni della città di Milano e fra treni, metro, bus, di storie di colletta ne ha viste sicuramente tante. Questa è una di quelle, una strategia basata sull’effetto sorpresa e sulla rapidità d’esecuzione. Grazie! E aspettiamo nuove storie.

<<Una strategia di colletta vecchia come il cucco (come si usa dire qui da noi e forse anche lì da voi) è la colletta da stazione. Attenzione: non la colletta "normale", ma la colletta sui treni, possibilmente Eurostar (dove in teoria viaggiano i cosiddetti "ricconi" e in realtà viaggiano un sacco di coglioni).
Ogni venerdì sera alle ore 18.50 sull’Eurostar Milano-Roma (in partenza alle 19) sale un infallibile tossico che ripete a squarcia gola questa "litania" saltando da una carrozza all’altra: "Scusate, mi mancano 4 euro per fare il biglietto. Mi date una mano prima che parta?!!? C’è qualcuno che mi aiuta?!?". Sarà che in prossimità del weekend siamo tutti più buoni o che c’è gente che ha un disperato bisogno di credere nella buonafede (ormai in estinzione) del prossimo, ma… l’arguto ragazzo riesce a raccoglie circa 4 euro su ogni carrozza. Le carrozze di un Eurostar sono 12 (11 se escludete il vagone ristorante) … Fate voi il conto e, se possibile, imparate come si fanno gli affari!
Un saluto milanese>>
Leah. 

Le strategie della colletta

Pubblicato: 3 ottobre 2007 da massitutor in colletta

colletta_asfalto

Tutti viviamo la strada, in modo diverso certo, ma al di la delle condizioni sociali ed economiche in cui ci troviamo, gran parte della vita trascorre in strada, tra marciapiedi, portici e vicoli. In strada si fa di tutto: c’è chi ci lavora, chi si innamora, chi si nasconde e chi cerca qualcuno. Ovviamente c’è anche chi "si sbatte", cerca di "sbarcare il lunario", chi cerca e chi trova… Sì insomma: in ogni città, soprattutto nel centro storico, c’è chi, in strada, cerca di fare qualche soldo: rimanendo nella legalità c’è chi chiede soldi ai passanti, fa la cosiddetta "colletta". Mestiere antichissimo, arte dell’arrangiarsi che non ha confini geografici nel mondo. Ora non vogliamo stare qui a farci un saggio sopra, ma sta di fatto che si possono incontrare centinaia di strategie diverse per chiedere il famoso "spicciolo"; cartelli di ogni tipo, approcci, posture, espressioni, ecc. Alle quali corrispondono almeno altrettante reazioni da partde del "passante". Ora, mi chiedo: se non qui, dove? Dove raccontare questo spaccato di realtà se non su Asfalto? Proporremo una rassegna delle tipologie più interessanti di "strategie della colletta" e invitiamo tutti i lettori ad inviarci segnalazioni di situazioni interessanti che riguardano la "colletta". Scriveteci a viadelporto@gmail.com

Vivo da barbone

Pubblicato: 18 aprile 2007 da massitutor in colletta, droga, libertà

vivo_da_barboneCome ben potete vedere sono risuscitato alla grande e allora continuo il mio discorso iniziato ieri. E’ inutile che vi dica che ho passato un periodo di degenza all’ospedale, per curarmi una grossa infezione hai polmoni. Nell’arco della degenza me ne sono capitate di tutti i colori. La più bella è stata che un giorno in depressione cominciai a farmi viaggi strani del tipo "Sono senza soldi come posso campare in questa maniera?", mi sono rotto di elemosinare tutto ma proprio tutto, a questo punto l’unico modo che conosco per far soldi è di prenderli con la forza nelle casse. Caminando, per recarmi all’ospedale a fare le cure,  con questo pensiero mi ritrovai di fronte ad un negozio dove dentro c’era un ragazzo mingherlino, dentro di me ho detto: "è fatta!" invece non è stato proprio così perchè appena entrato e detta la classica frase "mi dia l’incasso perchè è una rapina", mi sono ritrovato fuori dal locale con due calci nel sedere, dopo l’episodio ci ho pensato sopra e vi assicuro che mi è andata bene perchè ho trovato quello che con due calci ha risolto il problema senza mettere le forze dell’ordine di mezzo, mi sarebbe costata cara minimo due anni di albergo forzato. Infatti ringrazio il negoziante che ha agito nel migliore dei modi. Non sono neanche più capace di fare certe cose per fare soldi illegalmente, mi auguro che questa cosa continui perchè del carcere ne ho fatto e mi sono rotto le palle di stare chiuso in una cella. Capite il mio gesto, sono proprio alla frutta dormo in un vagone della stazione poi mangio elemosinando qua e la insomma vivo da barbone e vi assicuro che mi sta stretto perchè un minimo di dignità me la esigo. Vediamo come va a finire questa nuova storia, ce la mettero tutta per poter ricostruirmi qualcosina, senza ricadere come ho fatto due mesi fa. Perchè per me ricadere vuol dire distruggermi completamente, rischiando anche la vita.
Che dio me la mandi buona!  

Asfalto su Radio Città del Capo - seconda puntataLe strade di Bologna. Come sono oggi? Come si vive in strada oggi nella nostra città? Questi ed altri i temi nell’intervista al nostro Bolognalafogna (coincidenze?) per il programma Genius Logi, su Radio Città del Capo andato in onda ad ottobre dell’anno passato. Per chi non l’ha sentita allora, per chi ha scarsa memoria e a tutti quelli a cui interessa il nostro punto di vista. Buon Ascolto.

Clicca sul microfono Radio città del capo bolognalafogna

Il muro del pianto

Pubblicato: 21 dicembre 2006 da massitutor in colletta

bjork2How does it feel?
How does it feel?
To be without a home,
Like a complete unknown
Like a rollin’ stone (Dylan)

Come ci si sente? Come ci si sente ad essere senza una casa? Come una completa sconosciuta, Come una pietra rotolante.

Ero sotto i portici della mia città ieri sera e l’ho vista piangere. Non avevo mai visto nessuno piangere così tanto in pubblico. Seduta sui gradini di una banca, verso piazza Otto Agosto una ragazza bionda e spettinata chiedeva soldi ai passanti (scollettava si direbbe qui in via del Porto) con un bicchiere di latta e un cartello. Ne ho viste talmente tante di persone fare l’elemosina… quel giorno stesso almeno tre in cento metri, di questi tempi si sa, ma qui è un’altra cosa. Piangeva talmente disperatamente da non stare neppure ferma sui gradini, squoteva il capo, si contorceva nei singhiozzi e con una penna presa come un pugnale scriveva con rabbia qualcosa su un cartone da esporre. Le guance rigate da fiumi di lacrime specchiavano le luci delle vetrine e del traffico nei giorni prima di Natale. Gli occhi così annegati sembravano cercare qualcosa qualcuno nel flusso di persone che passa. C’è talmente tanto rumore che non riesco a sentire il suo pianto mentre le passo vicino. Lo so che sembra una tipica storia pietosa di Natale, ma la dimostrazione del fatto che è vera sta nel come questo incontro finirà.
pianto3E passavano tutti, di fretta, nel freddo, con i sacchetti in mano e un appuntamento dove andare. Passavano tutti e passiamo oltre anche noi. Mi fermo dopo qualche passo per vedere se continua a piangere, per vedere se fa finta… vorrei che fosse così ma non è così. Una specie di istinto mi spinge a tornare da lei e cercare di aiutarla, sapere che succede, ma come ho già detto questa non è una storia di Natale: passavano tutti e passiamo oltre anche noi. Noi… che c’è qualcuno che ha bevuto troppo e mi si appoggia addosso in piena paranoia, qualcun’altro è troppo vicino o troppo lontano dalla sua sostanza, altri devono seguire i propri sentieri piazza-diurno-piazza-caritas-dormitorio. Noi, come gli altri, passiamo oltre… che c’è qualcuno che ha troppa fretta che deve andarsene via lontano e qualcun’altro che allunga il passo perchè vuole tornarsene nel proprio mondo caldo e pulito.
pianto1Chissà per cosa era quel pianto? Forse per l’astinenza, forse per una depressione, per un abbandono. Forse era il suo primo giorno di "colletta" ed è un perdita della verginità dolorosa alla quale seguiranno forse solo tanti giorni uno uguale all’altro a chiedere soldi a chi passa. Allora che fare? Tornare indietro? Costruirsi il giusto alibi? Cercarla per la città di notte, dal caldo di un abitacolo? Oppure mettersi a scrivere questa storia… magari solamente per cercare di capire come e perchè non ho ascoltato quel mio istinto di chiedere "che succede?", "che cos’hai?" che sentivo così semplice, naturale e umano.

Lettera a tuttoilmondo.com

Pubblicato: 22 novembre 2006 da massitutor in colletta, libertà

papillon archivio piazza grandeAlcune settimane fa sono stato  vittima di un grave malinteso: cioè scollettavo per strada quando ad un tratto mi hanno fermato due ma-cchine dei carabinieri accusandomi di aver estorto 15 euro ad una persona, mi hanno caricato sulla macchina e mi hanno portato in caserma con la medesima accusa ma io vi giuro che non l’ho fatto! Comunque mi anno tenuto  una notte in caserma per poi fare il processo per direttissima condannandomi a 14 mesi di firma. Non è giusto.
Mi rendo conto che facendo questo tipo di “lavoro” vado incontro a delle situazioni analoghe però questa cosa qui non mi era mai successa, sono rimasto molto scottato e spero non succederà mai più. Passando una  notte in cella ho dormito sul marmo vestito senza coperte ed ero terrorizzato dal domani di quello che mi doveva accadere c’era gente che bussava per  voler fumare e continuava a bussare bussare bussare bussare; come potete immaginare non ho dormito un solo minuto.
Spero che il mio avvocato risolva questa situazione perché è ingiusta.
Comunque oggi sono qui che firmo il mercoledì e il sabato e comunque non l’ho presa molto  bene perché è un pensiero in più che ho, sapete: non sia mai a sbagliarsi di un giorno!
Vi saluto Massimo P.

RECITATIVO di De Andrè

Pubblicato: 18 novembre 2006 da massitutor in amicizia, colletta, comunità, droga, musica, rielaborazione

Uomini senza fallo, semidei

che vivete in castelli inargentati
che di gloria toccaste gli apogei
noi che invochiam pietà siamo i drogati.

Dell’inumano varcando il confine
conoscemmo anzitempo la carogna
che ad ogni ambito sogno mette fine:
che la pietà non vi sia di vergogna.

Banchieri, pizzicagnoli, notai,
coi ventri obesi e le mani sudate
coi cuori a forma di salvadanai
noi che invochiam pietà fummo traviate.

Navigammo su fragili vascelli
per affrontar del mondo la burrasca
ed avevamo gli occhi troppo belli:
che la pietà non vi rimanga in tasca.

Giudici eletti, uomini di legge
noi che danziam nei vostri sogni ancora
siamo l’umano desolato gregge
di chi morì con il nodo alla gola.

Quanti innocenti all’orrenda agonia
votaste decidendone la sorte
e quanto giusta pensate che sia
una sentenza che decreta morte?

Uomini cui pietà non convien sempre
male accettando il destino comune,
andate, nelle sere di novembre,
a spiar delle stelle al fioco lume,
la morte e il vento, in mezzo ai camposanti,
muover le tombe e metterle vicine
come fossero tessere giganti
di un domino che non avrà mai fine.

Uomini, poiché all’ultimo minuto
non vi assalga il rimorso ormai tardivo
per non aver pietà giammai avuto
e non diventi rantolo il respiro:
sappiate che la morte vi sorveglia
gioir nei prati o fra i muri di calce,
come crescere il gran guarda il villano
finché non sia maturo per la falce.

Mondo precario

Pubblicato: 9 novembre 2006 da massitutor in colletta, lavoro, operatori dispari

Mi permetto di "riciclare" uno scritto che ho trovato fra i commenti più recenti perché affronta uno dei temi più importanti di questo blog: costruire un ponte di comunicazione fra mondi diversi in questa città (società?!), perché solo così crediamo sia possibile una vera solidarietà. Perciò cara Precaria che stai dall’altra parte del ponte ti scriviamo perchè abbiamo qualcosa in comune: stiamo tutti sullo stesso mondo e il mondo è precario…e lo è sempre di più.piazza
"…ho scoperto questo blog grazie alla trasmissione Rai sul web che fanno dopo il Regionale.
Mi piace l’idea che possiate raccontarvi.
Siete tanti.
Troppi. Scrivo affinche ‘ non crediate che a noi passanti benestanti (poi benestanti di che, se non fosse per il rotto della cuffia staremmo come voi se non peggio..) che vi neghiamo la monetina ce ne freghiamo di voi.
NON E’ COSI’.
Il problema e’ che se dovessimo allungare una monetina a TUTTI quelli che ce la chiedono (maledizione, ma che cavolo, ma siete TUTTI per stracci??) non arriveremmo nemmeno alla 2′ settimana, altro che alla fine del mese!!!!
Non abbiatecela con noi.
Abbiamo anche noi una vita da sgranocchiare, finche’ Prodi ce lo permette.
Una precaria."