Archivio per la categoria ‘lavoro’

Clandestini in patria

Pubblicato: 16 novembre 2007 da massitutor in assistenti sociali, civiltà, lavoro, libertà, tele asfalto

Cosa accade a rimanere senza documenti 
Per voi può essere banale ma invece è molto importante anche per un bolognese perché vi possono accadere cose di questo tipo: essere fermati dalle forze dell’ ordine ed essere portati in questura.
Non puoi comprarti una scheda per il tuo cellulare, non puoi fare quasi niente stare in paranoia perché hai paura se ti fermano ti portano via è molto frustrante non puoi magari andare in un albergo tipo  per iscriverti in una palestra, sempre e comunque ci vogliono i documenti. Io ora che li ho fatti sono molto più tranquillo e ci è stato un momento della mia vita che non me ne fregava più di tanto eppure appena ho voluto iniziare a fare qualcosa per me stesso ho dovuto fare per prima cosa documenti e non ci è voluto niente.

spada

Quando rincaso sento una gran puzza di bruciato il vamp stava andando a fuoco e se non cera il suo cane ad abbaiare e a svegliarlo prendeva fuoco veramente, perché la sigaretta stava bruciando tutto il materasso. Il suo sguardo era tutto impaurito e mi disse <<cazzo! stavo andando a fuoco!!!>> <<Ah ho visto!>> gli rispondo. Difatti non sono riuscito a dormire dalla puzza di bruciato. La mattina dopo mi sveglio presto e me ne vado senza neanche salutarlo perché mi stava iniziando a diventare antipatico: la sua vita era sempre la stessa e io mi ero stancato di vederlo sempre in quello stato, sempre le stesse cose mi avevano dato la nausea non ne potevo più, ma purtroppo non avevo dove andare allora sopportavo le sue cazzate se volevo un tetto sulla testa, ma poi mi sono detto: non posso andare avanti così, questa storia doveva finire, mi dicevo. E così è successo: trovai un dormitorio dove tuttora mi trovo. Il vampiro, chiuso nel suo mondo di schifezze, continua tutt’oggi la stessa vita fino a quando morirà; cosi penso ma spero che in qualche modo succeda un miracolo e la faccia finita perché alla fine gli volevo bene, era da accettare cosi com’era. Alla fine questo è il mio corto racconto che vi ho voluto raccontare come un fumetto, ma non è così: è una realtà che vamp continua ogni giorno, e spezza la vita di tanti ragazzi con delle doti che potrebbero sfruttare in positivo per mettere apposto la loro vita. Addio Vampiro. Da quel giorno non l’ho più visto ma non è che mi interessa più di tanto… Alla fine lui mi aiutava perché era solo e io ero l’unico che riusciva a sopportarlo e a fargli compagnia. Ma uno cosi è giusto che stia da solo come un cane non lo dico con cattiveria ma con un po’ di disprezzo per come tratta quelli che gli vogliono bene. Addio vampiro. E che un giorno tu possa capire anche tu cosa vuol dire vivere, ma questo so che non potrà accadere ma chissà: dicono che delle volte i miracoli accadono. Addio vampiro.

Quei giorni un po' così…

Pubblicato: 6 novembre 2007 da massitutor in amicizia, lavoro

ragnatela

Sto passando un periodo un po’ così… mi spiego meglio: mi manca tantissimo Massimo anche se sono riuscito a a contattare il responsabile che mi ha detto che per ora non possiamo sentirci per il suo e il mio bene, la cosa mi fa’ male ma capisco…. io sto continuando a non interessarmi al mio futuro e, in più facendo cazzate. Sto portando avanti con entusiasmo la borsa lavoro a Piazza grande all’officina di bici, tanto che forse mi assumeranno, ma è ancora tutto da decidere. Tramite il sert forse mi aumenteranno le ore di lavoro e quindi di retribuzione, il che non sarebbe male, io ci spero molto anche perchè avrei meno tempo libero per pensare di fare cazzate, il che non sarebbe male…ANZI…. Questo è il mio pensiero di oggi, ciao. MIRKO

Dura la vita in Europa

Pubblicato: 31 ottobre 2007 da massitutor in felicità, laboratorio, lavoro, musica

Questa canzone di musica manele e questo bel video di Carmen Serban sono la colonna sonora che c’è qui al Centro diurno quando le persone sono in difficoltà e cercano lavoro. Fra un curriculum e una ricerca i cittadini rumeni sono i più sensibili alle note di questa famosissima cantante rumena. Ricordi di viaggi, di treni, di famigliari e amici lasciati ad est. Oggi però non è giorno di magoni qui in via del Porto: perchè il nostro Costantino ha trovato di nuovo lavoro! L’abbiamo visto con i nostri occhi il contratto di lavoro! E’ vero, è possibile! Un altro mondo è possibile. Ma che dico?! QUESTO mondo è possibile! Una volta tanto è ancora possibile. Costi inizierà a lavorare in cantiere da lunedì prossimo. Che la forza sia con lui.

Le mie prigioni – lettera 6

Pubblicato: 12 ottobre 2007 da massitutor in asfalto fuoriporta, carcere, droga, lavoro, libertà

Ore 14 .30, Carcere di Reggio Emilia 24 settembre 2007

 

Ciao amici del blog, a fatica vi scrivo perché per me non è un bel periodo soprattutto a livello emotivo: sono veramente incazzato. Vivo un momento di conflitto sia interiore che con le istituzioni. Rimango allibito nel sentire al T.G: per me unica via di comunicazione con l’esterno, tante eresie sul problema reati e tossicodipendenza. La sinistra vuole cambiare le leggi sulla droga , ma allo stesso tempo non vuole cambiare i modi di intervento nell’aiuto degli stessi. Prendiamo atto che le comunità non sono e non saranno una risposta al problema tossicodipendenza, è ora che si convincano ad attuare progetti di risposta nuovi, ma nessuno vuole osare, anzi difendono il proprio operato come una sorte di mercato con tanto di concorrenza fra di loro, non mi meraviglierei se domani facessero la pubblicità a questa o a quella comunità. Ok! preso atto della non efficacia di queste strutture ad arginare il problema, non si fa altro che scaricare le colpe ora a destra ora a sinistra con tanto di programmi televisivi dove vedi questo scontro, però come in tante altre cose tutto rimane come prima, cioè all’italiana. Abbiamo a disposizione un mezzo (internet) dove veramente possiamo colpire nel vivo certe coste che ci governano. Guardate Beppe Grillo: tanto tempo fa criticava internet, invece adesso capita l’importanza ha fatto di internet il suo cavallo di battaglia. Quando che lo capiremo che la politica del 2000 si è rivoluzionata? E’ fatta di apparizioni televisive e da adesso su internet. Sfruttiamo questo mezzo, fino a quando ci viene concesso, perché prima o poi metteranno le mani anche su quello.Vi scrivo questo perché il mio Sert vuole a tutti i costi mandarmi in comunità, non critico la loro scelta perché ho rischiato la pelle varie volte. E’ altro che critico: Dario non crede che esista una comunità adatta a lui, al suo lavoro, al suo carattere, e soprattutto una astratta libertà dove comprendo che nessuno è libero tanto meno io, ma ci voglio credere di essere libero. Non ho bisogno di regalare il mio tempo a lavorare a gratis; dopo poi forse ti viene ricambiato. Dico forse perché se ti và male ti danno un calcio in culo e ti sbattono fuori. Bello vero?! Stanco di queste umiliazioni, come stanco di tante altre umiliazioni derivanti dalla droghe ho proposto al mio Sert di poter usufruire della custodia attenuata: come una sorta di comunità in carcere. Dove lavori stipendiato come una borsa lavoro e nello stesso tempo sconti la pena. Questo è quello che serve! Tutte le comunità dovrebbero farlo e lo Stato dovrebbe imporglielo. Vuoi aiutare i tossici? ok lo fai lavorare, li stipendi con un minimo e lo inserisci in una realtà dove piano piano  si reinserisce nella società. Comunque in tutto questo mio intraprendere il progetto da parte del mio Sert si è fatto di nebbia, anzi penso proprio che è fatto apposta per togliersi il problema Dario, personaggio scomodo in Qualsiasi contesto lo inserisci. Proprio cosi non sto zitto non sto più a compromessi! E tanto meno sto in silenzio in cose dove ritengo che sia giusto far sapere alla società. Ma quale recupero! Ma quale reinserimento, tutte stronzate: se non sei tu ad arrangiarti nessuno ti da niente per niente e nessuno fa niente per niente.
Questa regola è legge di qualsiasi casta fai parte, che tu sia un barbone o un capo di stato. Cari amici, mi scuso del mio sfogo, ma non ne posso più di vedere cose così ingiuste e insensate. Spero di trovare commenti che mi diano spunto di riflessione. Ciao a tutti gli amici del blog da quello stronzo che è chiuso tra quattro mura.
Con stima, Dario Monetti.

Vite & Incastri

Pubblicato: 20 settembre 2007 da massitutor in laboratorio, lavoro

Ecco il video del laboratorio di falegnameria che alcuni di voi già conoscono, spero si veda bene.

Nuovi mondi, vecchi problemi

Pubblicato: 12 settembre 2007 da massitutor in asfalto fuoriporta, gite, laboratorio, lavoro, libertà

Se vuoi scarica il screen cliccando sull’immagine.Scarica il screen di asfalto.

Opportunità e utilizzo delle nuove tecnologie e di Internet da parte di adulti in stato di disagio sociale.
Asfalto Vi invita alla tavola rotonda che si terrà giovedì 13 settembre 2007 alle ore 21 presso la Festa nazionale dell’Unità di Bologna, nello spazio spettacoli dell’Esaforum (stand 43). 

Interverranno:
· Stefano Bruccoleri: senza dimora tecnologico di successo, autore del blog
Alkoliker
· Francesco Maria Gallo: mass mediologo, esperto di comunicazione e autore del blog FM Gallo Blog
· Danilo (Maso) Masotti: blogger ideatore di Spettro della bolognesità e Umarells (dal quale è sato tratto l’omonimo libro)
· Concetta Paduanello: psicologa e coordinatrice del Centro diurno di via del Porto
· Mauro Sarti: giornalista, docente di Comunicazione giornalistica (Università di Bologna).
· Leonardo Tancredi: direttore responsabile del giornale di strada
Piazza Grande
· Simona Vinci: scrittrice
· Massimiliano Salvatori: moderatore di Asfalto e della serata.
Gli interventi degli ospiti saranno scanditi da letture di testi tratti da Asfalto, interpretati dall’attore e regista
Massimo Macchiavelli.

Questo ed altro

Pubblicato: 17 luglio 2007 da massitutor in civiltà, laboratorio, lavoro

Questo ed altro succede qua in via del Porto… e nelle strade di Bologna in genere.
Un nutrito gruppetto di cittadini rumeni e polacchi, momentaneamente in gita nel nostro bel paese, da qualche tempo sta frequentando il laboratorio di computer. Per fare due chiacchere, confrontarsi sui problemi della vita, massimi sistemi, carenza di alloggi decenti, discussioni sulla carenza di menù vegetariani alle mense… cose di questo tipo insomma, oltre a qualche malsano scambio di paglie e qualche risata guardando i filmati cretini su youtube e qualche lacrimuccia spesa guardando i video musicali dei beniamini del panorama musicale rumeno, che parlano di storie di treni, di abbandoni della terra natia e di lavoro.
A proposito di lavoro: ogni tanto (per qualcuno anche spesso) l’attività principale è proprio quella di cercare una giusta e gratificante occupazione lavorativa, che sia benefica per l’anima e per il portafogli. Un’esperienza di lavoro all’estero fa sempre la sua porca figura in un curriculum e questi giovanotti giustamente la sono venuti a cercare in questo florido paese dei miracoli che è l’Italia. E allora via di curriculum portati a mano, spediti via fax, via mail e via di iscrizioni a siti che aggragano agenzie, uffici personale, uffici formazione per quelli che cercano personale, piattaforme rifila corsi e via dicendo. Qualche risposta (automatica s’intende) arriva anche e ogni tanto il telefono squilla pure.

saldasalda
Questo è quello che è successo a Victor (un nome un destino): Victor preferisce sollazzarsi con le meraviglie di youtube, giacchè i pochi spiccioli che ha vanno a estinguere un certo debito che pare esista fra Romania e Pakistan, viste le frequenti visite al pakistano dietro l’angolo. Un affare internazionale giocato sicuramente sulla produzione e la raffinazione del luppolo, insomma: traffici pesi di birra in scatola. Victor non ama frequentare gente al di fuori della stazione centrale, dunque il sapone gli pare una spesa inutile e una forte coscenza ambientalista gli vieta di scialare shampo ogni sera. Ha donato le scarpe che aveva ai poveri (quelli veri) perchè gli hanno fatto venire le piaghe ai piedi e ora scivola via sui suoi infradito, alla grande.
Insomma: l’altro giorno Victor se ne sta qui in laboratorio e decide di fare una pausa da youtube e, stremato dall’ultimo videogioco online, si concede il vezzo di mandare un curriculum via fax ad un’agenzia di lavoro…così:  tanto per fare qualcosa di diverso. Tira fuori dalla tasca un libretto spiegazzato dal titolo poco originale: Offerte di lavoro; sceglie con attenzione un numero di fax della città più vicina (Modena), stampa il suo stringato ma efficace curriculum; scrocca la telefonata al Centro Diurno e, tempo un minuto e mezzo, eccolo di ritorno con la sua bella ricevuta di avvenuta spedizione. Dopo appena 3 (tre) minuti squilla un telefono cellulare e Victor risponde, (già perchè è inutile avere un telefono a testa quando può bastarne uno per tutti, no?). Normalmente la conoscenza dell’italiano di Victor è alquanto traballante, tanto da dover girare con un traduttore di fiducia, ma alla cornetta il Nostro si trasforma e risponde in un perfetto italiano da reception di hotel. E’ l’agenzia. Hanno bisogno di un saldatore. E Victor è esperto saldatore. Appuntamento il giorno dopo, alle 12, alla stazione di Modena ci sarà un’auto di cortesia che lo aspetta. Gli infradito sono il simbolo di riconoscimento. Perfetto, è fatta.

E il nostro eroe si presenta puntuale alla stazione della città emiliana, anche grazie ad uno speciale programma di viaggio delle ferrovie per cittadini neo-comunitari chiamato "scrocco-card". Ci sono sconosciuti i dettagli dell’incontro, anche perchè nel frattempo l’italiano di Victor è tornato quello di prima, ma il fatto è questo: il datore di lavoro albanese (pare) avrebbe proposto al nostro eroe di lavorare anche 10 – 12 ore al giorno, nell’arte della saldatura, ma anche come factotum, alla cifra di 6 euro all’ora, ma con un contratto decisamente deludente per le aspettative di Victor: si chiama "IN NERO" e non prevede ovviamente nessuna copertura assicurativa in caso di infortunio e si sa: il cannello per saldare non è esattamente uno strumento da artista. E’ un contratto molto in voga di questi tempi per i cittadini extracomunitari, è giusto che i giovani lavoratori debbano fare la gavetta e iniziare da zero, farsi (spaccarsi) le ossa, partire dall’inizio va bene, ma cominciare dal medioevo ci sembra un po’ troppo.

Vivere e ''morire'' a Villa Salus

Pubblicato: 4 luglio 2007 da massitutor in lavoro

http://files.splinder.com/17402da453d4e3433f3ade02710662ff.swf

Il 30 giugno scorso Villa Salus è stata chiusa. La struttura d’emergenza ha accolto decine di famiglie rumene in questi due anni. Sono state aiutate a trovare altre sistemazioni. Ne abbiamo già parlato in passato, ma oggi vogliamo farlo a modo nostro: con un intervista a Giuseppe, operatore di coop La Strada, che ha lavorato a Villa Salus sin dal momento dell’apertura e che oggi ha visto chiudersi una delle esperienze lavorative più importanti della sua vita. Due chiacchere per un bilancio conclusivo.
 
CIAO GIUSEPPE, PER QUANTO TEMPO HAI LAVORATO A VILLA SALUS?
Ho lavorato lì per due anni; prima avevo avuto esperienze di operatore all’emergenza freddo nel sotto passaggio di Via Marconi                                     

CHE TIPO DI LAVORO E’?
Portierato è controllo, però l’attività va ben oltre: c’è una relazione di lavoro continuo, accompagnamenti sia di lavoro che visite mediche ecc. In generale il lavoro più difficileè’ rapportarsi con loro.

LE DIFFICOLTA’ DI LAVORARE IN UN LUOGO DOVE LE PERSONE VIVONO MOLTI PROBLEMI E APPARTENGONO AD UN ALTRA COMUNITA’: CON LE SUE LEGGI E I SUOI VALORI,  DIVERSI DAI NOSTRI.
Innanzitutto sembrerà banale ma il problema principale è la lingua: perchè semplici problemi di comunicazione, in quell’ambiente, possono portare verso il conflitto. I Rom rispettano prima di tutto le loro leggi interne, i loro Capi e quindi impostare una convivenza con regole esterne è quasi impossibile.

E’ RISCHIOSO FARE QUESTO LAVORO? Il livello di tensione è sempre alto, basta uno sguardo sbagliato per trovare lo scontro verbale.

PASSARE LA NOTTE A VILLA SALUS, COSA SIGNIFICA?
Significa girare in lungo e in largo la struttura, controllare lo spazio esterno, la scala anti incendio, la camera iperbarica, i locali sottostanti insomma. All’inizio c’erano circa 300 persone e bisognava tenere gli occhi aperti. In questo lavoro eravamo aiutati dalle guardie giurate, ma la presenza di un uomo in divisa ha sempre creato problemi e tensioni.

LA COSA PIù BELLA E QUELLA PIù BRUTTA CHE TI E’ CAPITATA O CHE TI E’ RIMASTA DENTRO DA QUESTA ESPERIENZA
Il momento più difficile è stato quando mi sono trovato ad affrontare una situaziome di conflitto che coinvolgeva il loro capo carismatico il quale ha chiamato un guppo di ospiti che ho dovuto affrontare da solo, alla fine per fortuna è andato tutto bene. Preferisco ricordare i bei moenti con le loro feste, con costumi, musiche e le inmancabili grigliate a base di carne nella quale  venivamo coinvolti anche noi operatori.

E’ STATO GESTITO BENE IL LAVORO A VILLA SALUS? Dopo un periodo di assestamento con il passare dei mesi le cose si sono sistemate.

SE SI POTEVA FARE MEGLIO, COME? Sarebbe stato molto utile avere come mediatore uno di loro nei vari servizi: tante incomprensioni non ci sarebbero state.

I BAMBINI DI VILLA SALUS
Dal mio punto di vista li ho visti lasciati molto a se stessi. Giocano e crescono in grandi gruppi dove ci sono bambini di tutte le età. Inoltre vivono un’infanzia non certo facile. Vanno tutti a scuola però le condizioni di vita non sono paragonabili ai nostri bambini: per loro è tutto nuovo e non sanno neanche cosa voglia dire possedere qualcosa.

COSA HAI IMPARATO? Ho imparato a conoscere un popolo diverso da noi, gestire delle situazioni di tensione e a rischio.

LA DIFFICOLTà PIù GRANDE. Non riuscire a comunicare

COME è CAMBIATA VILLA SALUS NEGLI ANNI?
L’inizio e’ stato duro perchè non c’era comunicazione… lingua ed etnia diversa ma col passare del tempo è migliorato perchè le regole di convivenza sono state accettate.

COSA HAI IMPARATO DEI RUMENI?
La cosa che mi ha colpito di piu’ sono i processi interni: quando ci sono delle questioni scottanti tipo tradimenti, furti, separazioni, liti fra famiglie, tutto viene risolto in una specie di tribunale interno, fra famiglie, con il loro "capo" che presiede. Questo tipo di legge viene rispettata e, come nei nostri tribunali, ogni danno viene tradotto in soldi (e parecchi) a seconda della gravità del fatto. Bisogna anche dire che ho visto anche una certa solidarietà fra di loro, fra famiglie che provengono da città diverse.

SEI CAMBIATO? Sì. Ho imparato a lavorare con pazienza, perchè fra le nostre culture c’è un grande dislivello e colmarlo non è facile.

Su Bandiera Gialla da tempo è nata una discussione pubblica a favore di una Costituente per Bologna, partendo da un appello di Don Nicolini. Una discussione per ragionare insieme sui valori fondamentali di una società e di una città. Si comincia col lavoro. Anche il gruppo Asfalto vuole lasciare il proprio contributo. E invitiamo tutti i lettori, come sempre, ad aggiungere qui il proprio segno, il proprio punto di vista. Buona lettura ma soprattutto buon "lavoro" appunto.
piazza
La fatica di cambiare… E’ questo il senso che gli vogliamo dare, in particolar modo concentrandoci sulla fatica di cambiare. Espulsi (o auto-espulsi) dal mondo del lavoro siamo qui, al laboratorio di computer del Centro Diurno di via del Porto, cercando un nuovo sentiero. E la fatica sta proprio nel trovare, nell’affrontare un sentiero che non sia quello conosciuto di tutti i giorni: un sentiero fatto di strada, attesa, vuoto, ricerca del modo di soddisfare la propria dipendenza. Un sentiero fatto di arroganza, male parole, menzogne e lontananza. Lontananza dagli affetti, dal proprio passato, dai luoghi famigliari.
La prima fatica è quella di togliere la testa dalle mani, alzarsi da terra, dalla sedia della sala d’aspetto della Stazione e decidere di fare qualcosa, già perchè è proprio l’idea del "fare" che per prima ci salva. Bene, fare: ma fare cosa? Il primo passo di questo nuovo sentiero non è subito un lavoro, ma più spesso una borsa lavoro: un piccolo contributo per un impegno minimo ma costante, ad alzarsi la mattina, arrivare puntuali in un posto e, come minimo, avere a che fare con qualcuno. E quindi essere nelle condizioni minime di salute, decoro e coscienza per poter ragionare su un progetto, su un’attività da fare insieme.
La seconda fatica, il secondo lavoro sta nel capire che tutto ciò non può bastare e che nessuno ci darà una medaglia per essere tornati al punto zero, da dove cominciano tutti, con tutti i problemi e la precarietà di questo tempo. Dunque imparare a superare le frustrazioni della vita così detta "normale" è la parte più difficile di questa fase.
La fatica del lavoro vero poi, se siamo fortunati, arriva ed è bello sentire le gambe stanche perchè hai lavorato tutto il giorno e non perchè hai dormito su una panchina. Il lavoro più importante quindi è quello che fai su te stesso perchè se si lavora guardando troppo ai risultati, agli obbiettivi da raggiungere si può, al giorno d’oggi, rimanere delusi. Dobbiamo quindi difenderci dalle nostre stesse aspettative e dalla voglia di riscatto sociale. Avvertire dunque l’effetto benefico del lavoro sul corpo e sulla mente giorno per giorno, mentre cambiamo, mentre intraprendiamo senza paura quel nuovo sentiero che ci porta a fine giornata senza pensare di aver buttato via un giorno della nostra vita.
Massimiliano Salvatori (Massi Tutor)

Caro Don Nicolini, ascoltando il suo invito, noi come gruppo Asfalto "blog dei senza fissa dimora di Bologna", l’abbiamo raccolto con molto piacere anche perché le persone che frequentano sia il laboratorio che il centro di via del Porto abbia molto a che fare col lavoro ma soprattutto fatica a riemergere. E’ vero la nostra repubblica è fondata sul lavoro, però come lei sa bene purtroppo ci sono anche tante persone che hanno problematiche che solo il lavoro nel senso di mantenersi non basta. Le situazioni sono tantissime, ma io oggi le voglio parlare della mia e della grande fatica che sto facendo per ritornare ad essere una persona con dei valori, e anche se ho 40 anni, iniziare a volermi bene. Non vorrei annoiarla con storie di droga che purtroppo almeno credo gliene saranno capitate tantissime, ma invece vorrei sottolineare la forza che ho trovato, anzi ritrovato facendo parte di questo gruppo. Io caro Don Nicolini sono circa 8 mesi che sono a Bologna, e appena arrivato qui ero ancora pieno di droga. Non so neanche io a chi devo ringraziare quando per caso ho conosciuto il dott. Mellini, che mi ha indirizzato in via del porto. Da quel momento avendo intorno a me persone che da subito mi sono sentito vicino, e che pian piano mi hanno fatto capire che se volevo c’era la possibilità di cambiare, e da li ho fatto un altro tipo di lavoro: ho ascoltato è mi sono fidato. Posso capire che per gli altri può essere un lavoro da poco, invece le garantisco che è stato un lavoro difficilissimo ma che man mano che il tempo passava era sempre più gratificante, e emozionante. Io caro Don ho trovato sempre molta difficoltà nell’aprirmi, ma secondo me di questi tempi un altro lavoro che tutti quanti dovremmo fare o impegnarsi è il rispetto. Comunque facendo leva su tutte questa componenti che in questo gruppo ho trovato, dentro di me ho trovato la forza per reagire, e le posso confermare che con tanta fatica tante porte mi si sono aperte, ma soprattutto essere consapevole che il lavoro ancora più duro inizia adesso. Ma però c’è che adesso sono felice e sempre di più convinto che il lavoro alla fine paga, paga sempre, gratifica e rende la persona viva. Caro Don, in ultimo le volevo fare un’altra richiesta, anche perché sono convinto che lei abbia mezzi giusti e equilibrati, per far si che i diritti e doveri siano per tutti uguali. E vero che gli sperperi sono tanti, però non è possibile che in questo scempio di soldi pubblici l’unico sistema per recuperare è di andarli a prenderli nelle tasche dei pensionati e lavoratori dipendenti. Le volevo chiedere perché per una volta non partiamo dall’alto. Perché tutti i nostri politici si intascano stipendi esorbitanti, che dalle ultime stime si aggirano più o meno 15.000 euro? Oltretutto perché abitano in case che, che acquistano con una miseria, mentre tantissima gente neanche dopo una vita in fabbrica neanche se la sognano? Perché insomma solo loro devono avere tutte queste agevolazioni, mentre tanta gente non riesce ad arrivare a fine mese? Sa ho letto che in tutti gli altri paesi europei lo stipendio di un politico arriva a circa 5-6000 euro. L’elenco di tutte le cose che noi paghiamo e loro no è lunghissimo. Tutta questa diversità tra piaceri e doveri umilia, è ancora di più perché questa repubblica è fondata sul lavora, e tanta gente lavora duro, e se non si hanno risultati è certezze è molto frustrante.
Davide

Ciao a tutti, io ho ascoltato il messaggio di Nicolini e mi è piaciuto tanto il suo modo di esprimersi e la forza che mi ha trasmesso, delle sue idee. Ma perché questa domanda? Cosa vuol dire quello che hai questo? Parlare di fatica per conoscere Bologna? La costituzione è basata sul lavoro?
Il modo migliore per fregarci. Io non ho un idea ben definita di come dovrebbe essere il lavoro ma sono sicuro che cosi non mi piace.
Romeo

Per me il lavoro è una cosa importante per cui prima si beve di meno… Così il "pakistano" non vende niente e si sta bene: si pensa meno e si sta meglio. Si lavora anche per i soldi, qui sono melieu di niente.
Viva il lavoro!
Ismail

sono un ragazzo che frequenta da poco tempo un corso di compiuter; questa sua idea mi sembra buona ma secondo me se ne può soltanto parlare, quindi parliamone.  sappiamo tutti che la questione lavoro è sempre stata un grandissimo problema, io personalmente ho grosse difficolta ma non perchè non ne abbia voglia ma soltanto che in passato ho avuto problemi con la legge e quindi ho moltissime difficolta a trovarlo. E trovo ingiusto che uno che come me perche in passato ho sbagliato non debba lavorare non e giusto che ti etichettano a vita come un criminale a vita? senza dare piu nessuna possibilita a chi magari come me vuole cambiare e farsi una vita. so che pultroppo a chi di dovere non interessa niente della mia vita e questo mi fa molta rabbia. Voglio fare un esempio se magari vai a cercare lavoro e hai l’orecchino o magari i capelli lunghi sei subito giudicato come un delinquente o chi sa cosa. In altri stati non e assolutamente cosi tipo in danimarca puoi essetre tutto tattuato, orecchini, capelli lunghi che a loro non interessa. Li basta che lavori non ti giudicano come sei vestito, o che cos’altro puoi essere. Troppi scrupoli e paranoie si fa bologna e non solo nell’ambiente del lavoro ma su tante atre cose e non mi sembra giusto bisognerebbe dare una possibilita a chi magari in passato ha fatto degli sbagli. ci sono persone in giacca e cravatta che tutti i giorni rubano soldi. C’é qualcuno che fa qualcosà?
Mimmo