Archivio per la categoria ‘lavoro’

EMPOWERMENT

Pubblicato: 12 marzo 2007 da massitutor in droga, lavoro, salute

Erano sette ore che aspettavo a quella punta  il mio amico per l’ennesima pera. Lo conoscevo da un pò di tempo e non era la prima volta che gli consegnai i soldi in mano. Lo sconforto, il tradimento dell’amicizia, la tristezza, il down che mi contorceva le budella mi hanno sparato in una dimensione da incubo.
emergenza fredo

Erano oramai 12 anni che vivevo alternando eroina, alcool, extasy, psicofarmaci, temgesic, paracodina, codeina, lsd, anfetamine, ecc. Decisi di farla finita una volta per tutte a 30 anni, avevo la scatola di roipnol e altro in tasca mi trovavo ai giardini margherita era il giovedì 28 aprile del 1994 uno sguardo intorno poi il buio. Non ricordo più nulla. Qualche angelo è passato alle cinque di mattina e ha chiamato l’ambulanza non l’ho mai saputo. I miei ricordi riprendono da  due occhi azzurri stupendi di una ragazza giovane con la mascherina sulla bocca, un’infermiera, che cominciò subito a chiamare i suoi colleghi, mi ricordava tanto l’ultima mia ragazza laureata in medicina e che mi ha mollato perché ovviamente mi facevo troppo. Sono stato 3/4 giorni in coma, ma avevo l’impressione che fossero 3 mesi. Ricordo che fui stupito nel sapere che mi trovavo a Bologna. Ma il buio era ancora vicino a me il dottore mi sentenziava un’elenco di malattie indicibili, un tubo conficcato nel petto per pneumotorace. Probabilmente mi è tornato su l’acido, non lo so, ma pensavo fosse una punizione e decisi di strapparlo rischiando per una seconda volta la vita. Ho dato al dottore il numero di telefono e la via della prima casa popolare dei miei genitori mentre erano già un pò di anni che vivevano in una casa di proprietà acquistata con la liquidazione di 40 anni di lavoro di mio padre maresciallo dell’esercito. Erano cancellati ben 10 anni di dati nella mia memoria. Non me ne rendevo ancora conto. Poche cose mi tornavano in mente, le sensazioni erano forti e distorte e si legavano alle emozioni vissute gli ultimi giorni quando le ambulanze in una città che non era Bologna mi rincorrevano e non riuscivano a prendermi perché ero in un acido anfetaminico che sfidavo Mennea in persona. Mia madre a fianco del letto mi ha comunicato la mia più brutta notizia Sciascia (la mia cagnetta) è morta avvelenata. Se potessi parlargli… Non voglio sapere cosa passava nella mente a quella persona che ha voluto offrirti un polpetta con il veleno. "Te l’ho sempre detto di non toccare nulla nella strada e soprattutto dagli sconosciuti, il mangiare te lo davo io, ma era più forte la tua voglia di vivere, scoprire il mondo. Lo so che a te piacevano tanto, ricordi quando con i tuoi salti arrivavi fino al mio mento? La felicità che leggevo nei tuoi occhi era la cosa più bella che mi hai saputo regalare. Eri così ingenua che pensavi "tutti gli uomini mi vogliono bene come il mio padrone" sono passati 13 anni e mi manchi, ancora oggi le mie lacrime sono per te. Il giorno che sei mancata volevo ricordarti così. Resterai per sempre la mia migliore amica".
I primi anni furono terribili rendersi conto di essere in un dormitorio  senza soldi, senza memoria, senso dell’orientamento, perdersi ogni giorno per strada, eppure il giro era sempre lo stesso andare in mensa in via del Porto e tornare al Beltrame. Intorno a me il mondo che gira come lo vivevo io, in quel tratto di strada le persone le volevo avvicinare, parlare, ma tutti si allontanavano era un film al contrario che avevo già visto, ma che il protagonista questa volta ero io.
Una voce dagli speaker del dormitorio annuncia la nascita di Piazza Grande un giornale dei senza fissa dimora che permetteva di guadagnarsi due soldi. Ovviamente quel giornale era un modo di tirarsi su due spiccioli. Cosa sia stato dopo per me Piazza Grande non si può descrivere in due parole, ma per anni ho venduto il giornale per strada ho rotto quel muro che divideva me e il mondo che incrociavo camminando ogni giorno fra via del porto e il Beltrame. Anni dopo ho riscoperto me stesso iniziando a confrontarmi con le manualità, la convivenza con altri in un ambito lavorativo ideale che erano e sono tutt’ora le Officine di Piazza Grande. Ho scoperto che potevo essere anche un piccolo imprenditore insieme con loro nel 1998 come socio fondatore della ”La Strada di Piazza Grande”.
Oggi sono un operatore lavoro nelle strutture d’accoglienza, ho il mio stipendio e so che il mio lavoro permette di creare occasioni d’inserimento lavorativo anche ad altre persone che hanno vissuto storie simili alla mia. Oggi sto combattendo contro la mia malattia, ma mi dà forza l’amore che ho per quella donna che ho conosciuto in condizioni pessime proprio 10 anni  fa in dormitorio seguita dal centro salute mentale. Ma è più esatto dire che ci aiutiamo a vicenda visto che adesso lei forse stà meglio di me ha ripreso a studiaree adesso le manca qualche mese per diplomarsi. E pensare che ”sente le voci” ancora oggi. Penso di aver pagato tanto per i miei errori, ho lavorato per la città pulendo per anni bagni e toilette. Lavando strade, giardini, sgomberando cantine, e sempre in prima linea fra mille lavori che hanno permesso a questa associazione e cooperativa La Strada di essere un punto di riferimento per i servizi sociali di questa città. Eppure ancora oggi ci sono storie come la mia e colleghi anche più in alto che vengono interdetti dai pubblici uffici e da qualsiasi funzione, nonostante si fossero ripresi in mano la vita superando se stessi e gli ostacoli che ancora esistono verso i deboli e gli esclusi.
prima pg

Forever EX

Pubblicato: 8 marzo 2007 da massitutor in assistenti sociali, lavoro, libertà, operatori dispari, politica

inagurazione del Drop-in

Vorrei sottoporvi un discorso molto serio e alquanto delicato.
Per far ciò prenderò spunto da quanto è successo alla Susanna Ronconi. L’intenzione però non è parlare di quanto è accaduto specificatamente a Susanna (che personalmente conosco e ammiro), ma appunto prendere spunto…
"La campagna di linciaggio contro Susanna Ronconi ha avuto successo. L’ex militante di Prima linea si è dimessa dalla Consulta degli esperti e degli operatori sociali sulle tossicodipendenze, con una lettera al ministro della Solidarietà Paolo Ferrero, che la aveva nominata. Contemporaneamente, lo stesso Ferrero ha annullato la nomina perché "illegittima". Susanna Ronconi è interdetta dai pubblici uffici e la sua presenza nella Consulta, pur non remunerata, è considerata pubblico ufficio… Susanna Ronconi si è macchiata di numerosi crimini, tra cui un duplice omicidio. Ha passato però vent’anni in prigione, e il suo pieno recupero alla socialità civile è accertato al di là di ogni possibile dubbio, così come le sue competenze in materia di lotta alla tossicodipendenza, maturate nel coso di un’esperienza che data ormai da moltissimi anni." Giovanni Russo Spena, 01 marzo 2007 su Aprileonline.
Come operatori credo siamo allo stremo delle nostre forze passionali. A voler impegnarsi con e per i più deboli si viene tacciati di essere affetti da patologia. Ci si fa un "Culo" (scusate il termine ma rende l’idea), per superare tutti gli ostacoli dalla mancanza di risorse e strumenti alla sopravvivenza economica, passando ore e ore in posti poco riscaldati e fatiscenti (quel che passa il convento), per stare "in prima linea" (pare che gli sfigati che costituiscono il nostro target di lavoro, amano essere sporchi e puzzosi e stare in posti luridi), allora ci stiamo anche noi, perché? Ma è chiaro, per svolgere il lavoro per cui ci pagano: agganciare (cioè instaurare una relazione), istigare il dubbio che potrebbe essere meglio riprendersi la loro vita in mano, cambiare insomma, poi provare a proporgli alternative di impegno, poi passare anni ad affiancarli durante tutti quei periodi di "smollamento", quelli che abbiamo tutti alcuni giorni, quella tentazione di mollare tutto, di lasciarsi andare, di non opporre più resistenza alla caduta, ecco quei momenti li, solo che loro che non hanno elaborato nulla nel crescere (le sostanze congelano ogni cosa e la conservano intatta), oppure non hanno mai imparato ad affrontare le frustrazioni perché si sono lasciati trasportare dal mondo, loro, dicevo, di fronte a quei momenti li semplicemente si lasciano ricadere. Ecco affiancarli e non voglio dilungarmi troppo su quanto sia dura sia per l’operatore che per la persona che deve tirarsi fuori (e qui lascio la parola a voi).
Poi a volte sembra succedano quelle cose che tempo prima si sarebbero considerati miracoli. Alcune persone sembrano essere rinate, non solo diventano in grado di lavorare ma anche di saper a chi e come chiedere aiuto quando sono in difficoltà (che poi è la vera forza). Qualcuno, al di la di tutti gli sbagli fatti, si appassiona alla vita e gli prende la smania di impegnarsi in prima persona, di assumersi delle responsabilità, ed ecco il passato riemerge. EX tossico, EX delinquente, EX terrorista, EX… stai al tuo posto. Questo è solo uno sguardo personalissimo da un piccolo osservatorio, che parte da egoistiche fatiche e difficoltà sempre maggiori a trovare il senso, la "mission" nel mio quotidiano lavoro… potrei scrivere storie e storie in cui i diritti delle persone di integrarsi, di emanciparsi, dopo aver pagato… anche dopo aver pagato, non trovano spazio, ma voglio lasciare la parola ai protagonisti. Buona fortuna ragazzi!

il nostro Tutor

Pubblicato: 7 marzo 2007 da massitutor in amicizia, assistenti sociali, lavoro

Isola che non cCiao a tutti cari amici di Asfalto, voglio scrivere questo piccolo post  perchè se anche voi la pensate come me vorrei vedere un commento perchè è giusto, secondo me condividere tutti insieme queste emozioni. La persona in questione è Massimiliano il nostro tutor. Anche se sono solo 3 mesi che lo conosco, volevo fargli capire quello che di grande sta facendo. C’è un motivo sopratutto del perchè lo voglio scrivere. Specialmente in questa ultima settimana ci sono state delle bellissime novità che ci hanno galvanizzato tanto, è ci hanno reso molto orgogliosi, e Massimo possiamo dire che è l’artefice dei nostri successi, ma forse perchè troppo umile, o forse per galvanizzarci ancora di più mette in risalto solo il nostro lavoro. Invece, con  quello che sto scrivendo oggi vorrei fargli notare che con questo progetto del computer sta facendo qualcosa di grande. Infatti per quello che lo conosco essendo stato capo redattore di un giornale potrebbe tranquillamente fare un lavoro molto più redditizio, invece molto del suo tempo lo trascorre qua al centro, perchè penso creda molto in questo progetto, è questo lo si nota nell’impegno che ci mette nel spiegarci le cose, nel aiutarci a capire l’importanza che ha impegnarci per rendere sempre importante questo blog. Poi nel quotidiano si interessi è ci sprona perchè crede in noi è perchè credo che anche lui pensa che c’è altro oltre la droga. Per quello che mi riguarda da quando sono in borsa lavoro i miei interessi si sono ampliati tanto da farmi scemare la voglia di farmi, e oltre ad imparare il computer sto facendo delle esperienze che mai avrei creduto di saper fare, ma con il suo aiuto ho fatto dei grandi passi, adirittura visto il buon rapporto ho ripreso anche a suonare. Per questo e tanti altri motivi oltre ad averglielo detto stamattina a voce che deve sentirsi veramente orgoglioso, mi piacerebbe che se anche voi la pensate come me gli facessimo capire che se noi siamo importanti per tenere in vita questo blog, lui è importante per noi per continuare a crescere, e farci essere sempre più consapevoli che anche noi abbiamo tanto di buono dentro, e che se vogliamo si può cambiare.

Ubriachezza molesta? Missione compiuta!

Pubblicato: 7 marzo 2007 da massitutor in lavoro, operatori dispari

Normalmente non mi aggancio ai post dei miei colleghi però oggi voglio fare un’eccezione, e mi riferisco al post di andrej sull’alcool.
Sappiamo tutti che con i test di rilevazione alcolica, le campagne di prevenzione ed informazione e i relativi maggiori controlli della polizia sulle strade i giovani hanno smesso di bere e conseguentemente, dati alla mano, non ci sono più incidenti stradali dovuti all’alcool.
Questo è sicuramente un male, perché influisce negativamente sul normale ciclo di selezione della specie; di idioti che si mettono ubriachi fradici al volante il mondo non aveva granchè bisogno e tanto questi soggetti troveranno sicuramente altre e più efficaci maniere per sfracellarmisi addosso contromano in tangenziale, tipo che si inventeranno le prove di coraggio, le gare di velocità in via indipendenza o merdate di questo tipo.
Cioè, il succo del discorso è che un idiota rimane sempre un idiota, come se invece di mettere in mano ad uno schizofrenico un coltello invece che una 38 cambiasse di molto la situazione.
L’alcool, si sa, è una sostanza come tante altre, solo che lo stato ha trovato la maniera di farci su dei bei baiocchi e cavalcando la convinzione di tutti che questa sostanza è entrata nel dna e nell’immaginario tradizionalistico degli italiani (il tormentone tipico di mio nonno contadino che si beveva un boccione da due litri di vino al giorno -diquellobuonoperònonlamerdadellacoop- e che è morto a 125 anni) è riuscito sempre ad evitare una politica proibizionista in tal senso.
Di questo sono contento perché anch’io come tutti bevo.
Però senza scassare i coglioni a nessuno.
E non mi va che mi arrivi a casa un pulotto a sequestrarmi la mia boccia di cabernet.
Ecco.

Ubriachezza molesta? Missione compiuta!

Stiamo per arrivare al punto.
Io non ho problema alcuno con le sostanze, fanno parte anch’esse del programma di selezione naturale della specie. Se legalizzassero tutto per me sarebbe ok, tanto non è il mio fegato a scoppiare, né i miei neuroni a friggersi ed io potrei tranquillamente continuare la mia vita senza rompere e farmi rompere le palle da nessuno.
Quello che abolirei non è quindi l’alcool in sé ma la gente che quando è ubriaca trova sempre una valida ragione per cagare il cazzo al prossimo, che sia schiantandoglisi contro con l’auto o andando a rompere i coglioni in una qualsiasi altra maniera come solo gli sbevazza molesti sanno fare.
Per molti cerebrolesi infatti l’unico scopo o risultato di una fattanza da alcool è quella di andare a trovare da fare a mazzate; il più delle volte prendendone.
Il massimo che vi possa capitare invece se vi trovate ad aver a che fare con me ubriaco è una pezza di un paio d’ore sulle band giapponesi jazzcore o di quanto siano stronzi ed inutili gli indie italiani, o di quanto cacare facciano i baustelle, o di come si possa sedurre una cinquantacinquenne al supermercato nel reparto verdure, o di quanto sarebbe bello un mondo senza quella merda di nutella, o di quanto sarebbe terribile scoprire che il tuo migliore amico è diventato finocchio, o di quanto sarebbe figo aprire un locale solo per dayoff…
Insomma a me e ai miei amici, da ubriachi, piace parlare, e basta. E la cosa che mi fa più incazzare è che dovrebbe essere così per tutti, ma non è.
Da ciò la mia teoria che veramente potrebbe rappresentare un effettivo miglioramento della società e sarebbe da parte dello stato una dimostrazione di pura genialità, cioè l’applicazione di un protocollo di terminazione nei confronti degli ubriachi molesti.
Non chiedetemi la metodologia esatta per rendere questo protocollo efficace giacchè io sono solo un umile teorico e su questioni tecniche non posso pronunciarmi, l’unica cosa che so di per certo e che mi sentirei di poter consigliare è che l’ossido di carbonio è veloce ed indolore.
Naturalmente nel mio piccolo cerco di fare la mia parte ed è per questo che come operatore mi sento in dovere di sponsorizzare l’uso di eroina e di proibire invece quello dell’alcool.
La roba rende le cose immobili, quiete, silenziose. Quasi sempre.
L’alcool il più delle volte ti fa diventare un cagaminchia di prima cat.
Lasciando correre per tutti quelli che vanno giù nei cessi a farsi di roba e facendo in modo che siano essi a prendere il sopravvento in termini di presenza qui al centro si ottengono buoni risultati ma purtroppo questo è solo un palliativo.
Non dimentichiamoci oltretutto che con i tossici, oltre a fregargli il metadone in eccesso per rivenderlo, si possono fare anche un sacco di buoni affari tipo mountain bike a 5 euro, telecamere di ultima generazione a 10, laptop bloccati a 15, ipod untotdimega a 7…cose così, insomma.
Con gli ubriaconi invece non ci puoi fare nessun affare, cagano il cazzo e basta.
E in più si pisciano addosso, così non puoi neppure toccarli, come dire un’arma chimica di ineguagliabile efficacia.
Sostanzialmente quindi lo scopo di questo post è sensibilizzare l’opinione pubblica su questa vera e propria piaga sociale e fomentare sentimenti d’odio e rappresaglie varie verso gli ubriaconi molesti.
Uhm, sto pensando ad uno slogan efficace per questa campagna, tipo "assassina anche tu un ubriacone molesto, da oggi sgravi fiscali in più ed inoltre una suoneria gratis sul videofonino!!!"
Suona bene?
Mh, si potrebbe fare meglio, ci penserò stasera davanti a una boccia di chardonneaux.
Yo.

il mio primo giorno di lavoro

Pubblicato: 5 marzo 2007 da massitutor in felicità, lavoro

Piazza Grande via Libia novembre 2004

Oggi è il mio primo giorno di lavoro al laboratorio artistico della Fraternal Compagnia, a Piazza Grande in via Libia, sonno tutto eccitato, non so esattamente cosa mi aspetta, ma ho buonissime intenzioni. Volevo mettervi al corrente di questa novità che aspettavo da due lunghi anni e finalmente è arrivata e ne sono entusiasta, ciao a tutti.

Paure e Timori di un ''utente''

Pubblicato: 27 febbraio 2007 da massitutor in droga, laboratorio, lavoro

Buon giorno. Sono Marco, oggi è martedì devo dire che stamani mi sento abbastanza bene, naturalmente ho purtroppo ancora delle cose da risolvere ma sento che tra breve qualcosa si muove. Ho lavorato dal mese di ottobre prima nel laboratorio di falegnameria in borsa lavoro, poi dal mese di dicembre nel laboratorio di informatica quì alla Cooperativa La Strada. Sono stato molto bene, anche se ci sono stati dei giorni che ero a terra come morale, tutto questo a causa dei miei innumerevoli problemi da risolvere e che non sto ad elencarli sennò si farebbe notte.

laboratorio Coop La Strada

Fisicamente e mentalmente sto bene infatti sono la bellezza di 3 mesi e mezzo che non tocco più sostanze cosa per me molto bella visto e considerato che nei miei 28 anni di tossicodipendenza non era mai accaduto di stare fermo tutto questo tempo. Tra l’altro la cosa bella è che non ne sento ne’ la voglia ne’ tanto meno la necessità di usare droghe. Riguardo la mia persona ora che sto prima di tutto bene e in secondo luogo sto raggiungendo delle cose per me molto importanti sarebbe da stupidi giocarsi tutto in un attimo, io questo film l’ho visto tantissime volte, quando cominciavo a stare bene ecco che mi scattava qualcosa in testa e naturalmente in un attimo vedevo svanire tutto quello che avevo costruito con tanti sacrifici e facendomi un mazzo grande come un palazzo. Memore di questa esperienza io non voglio più assolutamente fare gli stessi errori di prima, poi penso e sono convinto che a 46 anni se ricado un’altra volta non mi rialzo più. Veramente per me sarebbe la fine a tal punto che avrei il coraggio di tentare il suicidio. Troppe sofferenze in questi 28 lunghi e interminabili anni un’altra ricaduta non la reggerei più. Ogni tanto ci penso a questa cosa tanto per avere la guardia sempre bene alta, un attimo di disattenzione e la frittata è fatta. Oggi pomeriggio devo incontrarmi con mio padre perché vado dal dentista, ho 2 denti da ricostruire. Questa cosa è stata organizzata da mia madre se era per me non ci sarei andato: primo perché si spende tanti soldi poi perché non mi fanno male, ha detto mia madre che paga lei, infatti a me dispiace molto fargli spendere dei soldi, ho provato in tutti i modi a fargli capire che non mi fanno male e soprattutto che non mi danno alcun problema ma non ce stato niente da fare, spero solo che un domani non si lamenta della spesa fatta perché conoscendo mia madre ce questo rischio. Dicevo prima oggi sto abbastanza bene e spero che questo momento positivo continui il più a lungo possibile. Ci sentiamo alla prossima volta Ciao Marco.

La ricomparsa

Pubblicato: 9 febbraio 2007 da massitutor in droga, laboratorio, lavoro

dario_ricomparsaPer chi non mi conoscesse sono Dario uno dei tanti che ha frequentato Asfalto, dopo tanto tempo di assenza faccio rientro con la mia storia vissuta fino ad oggi.

Nel frequentare il Laboratorio di via del Porto mi rendevo conto che cercavo qualcosa di più per riempire le giornate e allo stesso tempo il portafoglio, così mi decisi a cercare lavoro che, a dire il vero trovai in poco tempo, tutto inizio come una bella storia. Lavoro ok, amicizie pure, insomma avevo riacquistato un po’ di credibilità nei confronti di quelle persone che credevano in me e che forse credono ancora.
Non vi so vire che cosa è scattato in me so solo che mi sono trovato con mille euro da spendere e dove ho pensato di farlo (oltre alle piccole cose che puoi comperare per toglierti gli sfizi di un mese di lavoro)?  Nella droga. Tutto sommato ero errivato a pensare: più ore di lavoro più droga posso comprare il mese dopo, sono riuscito a reggere per quattro mesi fino a che il mio fisico ha ceduto cadendo in quella sorta di depressione da me stesso creata. Ho mollato il lavoro e mi ritrovo peggio di prima con la consapevolezza di dovermi riprendere fisicamente fino ad accettare una struttura comunitaria.
Non so forse ho voluto correre o forse così volevo che andasse a finire, ma solo ora so che è più dura risalire. Non auguro a nessuno di fare la mia fine e do il consiglio di fare le cose con calma perchè per uno che usa droga quando ricade fa più fatica a risalire di tanti altri. 

Il RAP del disoccupato

Pubblicato: 7 febbraio 2007 da massitutor in lavoro, musica, pensieri in libertà
disoccupatiSono disoccupato
Cerco lavoro
Alle agenzie non ci vado
Perché non sono specializzato
…non sono diplomato
e alla scuola non sono mai stato,
l’italiano…per strada l’ho imparato

Dalla cooperativa non ci vado
‘che la schiena mi hanno spaccato
e dalla busta paga hanno sempre rubato.
Al laboratorio, da Massimliano, ho sempre disturbato
Per fare un curriculum che nessuno ha cagato. 
Secondo voi ho sbagliato?
Essere disoccupato è un reato?

intanto ascoltate questa canzone

corsaCiao a tutti, ho voluto scrivere questo commento solo per esternare questo momento felice che sto vivendo, sopratutto insieme col gruppo, dove ho spesso l’occasione per dire la mia senza nessun timore. Voglio iniziare dal lavoro, che non pensavo che in così poco tempo mi desse tante soddisfazioni, dai complimenti che ricevo per l’impegno che metto, in tutte le cose che faccio, e senza dover dimostrare niente a nessuno infatti tutto questo entusiasmo mi viene e cresce ogni volta che entro per fare lezione, cerco di essere sempre il più partecipe possibile, e questo riesce, credo, solo se hai passione in quello che fai, e io di interesse ne ho tanto. Poi più il tempo passa, più questo gruppo sta diventando una famiglia, del resto sopratutto il giovedì che ci fermiamo a parlare di noi che mi riesce sempre più facile esprimermi anche su problematiche personali magari anche pesanti, che invece in gruppo sento la necessità di non tenermeli tutti dentro, ma far partecipi anche i miei compagni, e fare questi passi per come sono fatto io sono importantissimi, e anche per farmi conoscere, sempre meglio. Poi mi sta piacendo sempre di più come certe persone del gruppo cercono di invogliare sempre di più anche quelle persone che per varie problematiche fanno molta fatica a essere sempre presenti in tutto quello che facciamo, e questo è segno di unità. Valutando quelli che per me sono risultati molto importanti, ripensavo a tutte le volte che sono stato falso a volte anche non volendolo, infatti dovevo, e volevo sembrare quello che non ero: tipo che davanti agli altri passavo per quello che non temeva niente e nessuno, che cazzate non ne ho mai fatte, insomma del classico duro che dentro nella mia personalità non c’è posto e non lo voglio essere. Fortunatamente impegnandomi e accettando l’aiuto degli altri ho capito che essere falsi non paghi e non ti senti realizzato come uomo, e le persone che ti stanno di fronte  e che ti vogliono bene ti fanno veramente capire che essere se stesssi  alla fine e la cosa più giusta e bella. Ed è per questo che ho voluto mettere in risalto proprio il fatto che essere apprezzati e considerati per quello che si è veramente, almeno per quello che mi riguarda sopratutto a livello interiore mi sta facendo crescere come uomo, e tutto questo, ma lo scriverò un altra volta mi sta dando la bellissima occasione di rialacciare i rapporti con i miei due fratelli, e onestamente non potevo chiedere di più. CIAO

Parlano di noi…

Pubblicato: 12 gennaio 2007 da massitutor in civiltà, laboratorio, lavoro, libertà, politica

La storica agenzia di stampa Stefani ha pubblicato, sul suo settimanale on-line, un articolo su di noi, sul nostro blog. Potete leggerlo direttamente cliccando qui.

Grazie a Antonio Sansonetti per la sua curiosità e alla Stefani per lo spazio.