Archivio per la categoria ‘stra-cult’

Una cover per Roberto

Pubblicato: 10 gennaio 2008 da massitutor in morte, stra-cult, under bridge

Il nuovo anno si apre in modo duro e inesorabile. Roberto, il nostro Underbridge, non è più fra di noi: se n’è andato proprio l’ultimo giorno dell’anno vecchio, come fosse un alieno in missione segreta nel nostro mondo e che, assolutamente entro il 2007, avrebbe dovuto terminare la sua missione sul nostro pianeta. A Robertone sarebbe piaciuta questa storia e sarebbe andato avanti a costruirci sopra storie per mezza giornata, con sprazzi anche nel giorno successivo. Quando ho saputo della morte di Roberto ho pensato a tante cose… tipo: dove saranno finite ora tutte quelle idee pazzesche che transitavano nella sua mente? Che strada avrà preso il suo Stile? E i suoi disegni, i progetti? E infine Come farò a scrivere un saluto a Roberto che gli sarebbe piaciuto? Come è possibile raccontare la personalità complessa e sfuggente di un personaggio (nel vero senso della parola) come Roberto? Parlando di questo, Clai mi suggerisce che forse il modo più giusto sarebbe quello di immaginare un racconto costruito inseguendo gli schemi mentali e i collegamenti avventurosi tipici di Robby. Sì è vero. Non sarà facile, ma ci voglio provare.
Sapete cosa sono le cover no? Sono quelle interpretazioni di canzoni, più o meno famose, da parte di altri artisti. A volte cercando di copiare maniacalmente l’originale, altre volte stravolgendo completamente l’originale stesso. Ecco quello che vorrei riuscire a fare ora, per Roberto e per chi non l’ha conosciuto, una cover del suo pensiero o più umilmente di quello che è rimasto dentro di me. Già sapendo che un sacco di roba rimarrà fuori e spunterà qua e là, in qualcosa che dico o che faccio, mentre scelgo il colore di una maglia o la forma di un occhiale. Perché Roberto aveva uno stile di vita tutto suo e in questo caso la parola “stile” ha veramente un peso importante.

Sì, tu dici “bicicletta” caro Andrej… si fa presto a dire bicicletta ma tu sai che storia c’è dietro alla “bicicletta”? I romani la chiamavano “biga”, era di legno e non aveva i freni. Col tempo l’hanno portata anche qui in Emilia, dove c’erano i Galli boys, ed ecco perché anche oggi, qui a Bologna si dice Prestami la Biga!
Che poi è tutta una leggenda quella della gara delle bighe! Ma sì Max! Che ne sai te? c’erano dei cavalli che facevano un gran polverone girando e tutti lì con ‘sta biga a correre di qua e di là. Poi, sempre a proposito della Biga, dopo la caduta dell’Impero romano, nel medioevo un frate toscano, dopo un pellegrinaggio in Cina, è tornato qua con un sacchetto di piccole biglie di ferro che lungo il tragitto usava per cuscino: da cui il nome Cuscinetti. Me lo potresti cercare su Internet?
Che poi anche ‘sta storia dei Cuscinetti la raccontava anche Herzog in un vecchio film distribuito solo in oriente, ma non so se lo si trova più…magari faccio una ricerca in Sala Borsa e se c’è te lo porto che era bello: dei gran colori, belle luci. In realtà infatti era un film sul colore Rosso, non tanto sui cuscinetti o su ‘sto frate. Potremmo fare anche un cineforum qui no? Che dici Max? Cosa? Wim Wenders? Te l’ho già detto che non capisce un cazzo di cinema quello! Wenders una volta gli è rimasta la videocamera accesa mentre viaggiava in macchina nel deserto, da quel video ha tratto un film, da lì è nato il suo successo ed eccolo lì che va in giro per Lisbona.
No, dai, veramente: possiamo fare questa rassegna di cortometraggi di registi lituani di cui ti parlavo ieri, la chiamiamo Stra-Cult al Porto, oppure ViadelCult… insomma poi a questo ci pensiamo. E poi, alla fine della rassegna proietteremo il nostro film “The Movie” che per allora sarà già finito. Ma come “Quale film” Max? Quello che faremo qui al Centro diurno. Quella storia di quel tizio che sogna di due ragazze operatrici che vengono qui per la prima volta, una è bionda e l’altra di colore, noi seguiamo tutta la loro giornata… Che poi in realtà, l’hai capito no? è un film sulla figura della Vergine Maria nel nostro tempo. Che ne dici?
Ok Roberto. Non so se ho capito, ma lo faremo questo film, lo faremo… In qualche modo.

Robby Underbridge ha vissuto circondato dallo stile, dall’idea della parola giusta, del gesto giusto al momento giusto. Spero sia stato il momento giusto per lui e spero di aver reso omaggio a quello stile che tanto cercava e che in parte ci ha insegnato a cercare. Ciao Roberto.

Iene di strada… Cosimo

Pubblicato: 7 dicembre 2007 da massitutor in stra-cult, tele asfalto

Che cosa aggiungere? No. Non è Charles Bronson! E’ il nostro grande capo… e noi lo seguiamo.

Splendidi perdenti – Stra CULT

Pubblicato: 22 novembre 2007 da massitutor in operatori dispari, stra-cult

Il cinema e la letteratura sono pieni di "beatiful loosers": personaggi in qualche modo negativi, perdenti, perduti, sconfitti, sfortunati che però risuonano nel nostro cuore come eroi, molto spesso grazie al loro stile, al loro modo di essere. In questo Il Grande Lebowski è sicuramente uno dei più irresistibili, è quello che, come si dice a Bologna, ha più "cartola" di tutti. Drugo (così si fa chiamare) ha uno stile assolutamente pazzesco: vecchio hippie anni ’60 totalmente disorientato in un presente cinico e povero di fantasia; Drugo mastica la sconfitta sua e di quelli come lui ogni giorno, tra un giro al supermercato, una cassetta dei Creedence e una partita a bowling (la sua grande passione – rifugio). La mastica e se la porta addosso la sconfitta dei suoi sogni, ma lo fa senza risentimento o recriminazioni e con dignità. Abita i confini Drugo, le zone grigie fra l’essere fuori e l’essere dentro la società; fra l’integrazione e l’esclusione sociale. Si barcamena fra un buco di appartamento che ancora, non si sa come, riesce a pagare; una macchina scassata, il suo "bel tappeto", il torneo di bowling e qualche amico anche più scoppiato di lui, coi quali si imbarca in disarticolate discussioni e imprese senza senso come quella raccontata nel film. Tra un tour con i Metallica come tecnico del suono ("…una manica di stronzi" dice lui) e alcuni lavoretti qualche soldo riesce a farlo il Drugo… e tira a campare. Sì ma con gran stile.
Un equilibrio fragile sostiene Drugo su questa linea di confine, ma la sua forza è il sapersi adattare come un gatto alle pieghe della vita, fino a rendersi invisibile se necessario. Bello davvero pensare che uno come Drugo è in giro per le strade.

Magnifici Perdenti

Pubblicato: 3 agosto 2007 da massitutor in musica, stra-cult

Leonard Cohen

Pericoli #2

Pubblicato: 2 agosto 2007 da massitutor in stra-cult

messaggi subliminali

Ragazzi, attenzione ai cattivi consigli che potrebbero arrivarvi all’orecchio quest’estate… magari attraverso messaggi subliminali diffusi in città da questi stranissimi antennoni di fronte alla Montagnola. Qualcuno sa realmente a cosa servono?

Pericoli

Pubblicato: 1 agosto 2007 da massitutor in estate, stra-cult

inciampo

Buona estate ragazzi… ma attenzione: agosto può essere un mese anche pericoloso. Per chi va a cercare "storie" al mare e per chi resta in città.
Testa fra le orecchie!

Vecchi ricordi

Pubblicato: 25 luglio 2007 da massitutor in civiltà, dormire, stra-cult

old bologna

Chi non ricorda, In via dei Mille, a Bologna, questo provvidenziale angolo di portici, dove dozzine di persone trovavano riparo alcuni anni fa? Poi si è cominciato a parlare di degrado e sono spuntate le grate.

Lingerie

Pubblicato: 13 luglio 2007 da massitutor in stra-cult

Visto il grande successo ottenuto dal nostro ultimo ricco concorso a premi, eccoci di nuovo con un nuovo fantastico rebus per immagini.
Come si può vedere dalla foto è evidente che la ricchissima subret
Paris Hilton, una volta uscita dal carcere,  si è trasferita in una via della nostra città. Sta a voi indovinare quale. Il premio è sempre quello: un menù completo deluxe della vostra trattoria preferita…quale? Il rinnovato Centro Diurno di via del Porto, chez Diegò.
mutande della nonna

Stra Cult – Un po' di nebbia nell'aria

Pubblicato: 11 luglio 2007 da massitutor in stra-cult

montagna di luce copyUna storia bella e affascinante come un film. Apparteneva al rajà di Malwa BADUR Poeta e Guerriero, che probabilmente la  fece tagliare a fiore di loto, secondo la leggenda occhio del pavone nel trono del principe. La leggenda diceva che chi la possedeva potesse governare il  mondo. Se lo nascondeva nel turbante, un servo informò lo Scià Nadir, che durante una festa propose di fare un gioco simbolico, di amicizia e fratellanza, che consisteva nello scambio dei copricapi. Rimase in persia fino al 1849. Poi la storia si complica, la pietra non è più una ma tre che vantavano lo stesso nome. Chiaramente per aumentarne il valore visto l’alone leggendario che circondava la pietra. Le tre pietre erano una diversa dall’altra, rosa, blu, e bianca. Quindi s’era persa la memoria, avevano combattuto battaglie con decine di migliaia di morti per niente, ma se si risale al primo proprietario, nella sua biografia, il Badurama ne parla e la descrive come pietra dalla luce bianca. La luce bianca si chiama <<Antonov>> e si trova in russia al Cremlino, caratura e taglio corrispondono la seconda, rosa apparteneva allo Scià di Persia sembra di origine afgana. La terza di proprietà Dell’East Indian Company che la regalò alla regina Vittoria. Da dove viene La pietra blu. A quanto pare é stata rubata in un monastero Indù, dove era venerata per la sua bellezza, Luce taglio e colore corrispondono, in seguito fu ritagliata per camuffarne l’origine e per sfruttarne la leggenda per ottenere un vantaggio economico. Ma la Reale speculazione non ebbe successo, perchè con la storia che avevano montato ne avevano accresciuto il valore, ma gli era costata la perdita di tutti i probabili acquirenti.  Naturalmente pensò subito di regalarla ad un amico che voleva annettere Il Togo, il capo di stato, era effettivamente scemo, ma le storie le sapeva! la rimandò subito indietro, contraccambiando il pensiero con un’opera d’arte TRIBALE fatta da un Maestro  mascheraio Toghese. Maschera certamente particolare, fatta con la corteccia di un bao bab pietrificato, che si diceva avesse 10000 anni, detto albero era rimasto di marmo assieme alla Foresta incantata in seguito al passaggio notturno di una donna  con il mestruo che nottetempo aveva preso una scorcatoia per il bosco. Il marmo bianco fu tagliato, lisciato, lavorato, poi fu tinto coi colori di tutti i familiari (il tipo faceva parte di una stirpe antica di tremila anni con tradizione Familiare). Esperto del lavoro, finiti i colori preparò la tinta. L’albero era nero e contorto tutto spine, dava frutti velenosissimi, unica particolarità era senza ombra. Finita di tingere era bellissima, occhi cerchiati in marmo e bocca uguale, tipico il colore nero, nero, nero, che più nero non si poteva.
Appena la vide si sentì astratta, ma la forza vincente fu la Gravitrà, sprofondò dall’ultimo piano della residenza Reale direttamente nel grande tino incoronato, nelle cantine  di casa. Si dette la colpa alla pietra che fu subito chiusa in cassaforte, per 150 anni, una volta all’anno la espongono nella tenebrosissima torre di Londra. Cercano di farle cambiare religione la vogliono protestante, per altro inpossibile, diamante disegnoperchè chi taglia la pietra le dà carattere, in più la devozione dei fedeli ha fatto il resto, Indù era e Indù rimane. Ma perchè la onoratissima corona non fa un bel gesto e la restituisce ai leggittimi proprietari (i fedeli Indù) Andrebbe tirata a mare luogo da cui probabilmente proviene visto il colore e il suo vero nome che è <<oceano di luce>>.         
La pietra ha molti significati, a Napoli si dice seccia (sfiga) o secciata (maledizione), è riconosciuta come potenza divina (la pietra di Davide contro Golia), come cosa definitiva nella lapidazione, prima pietra nella costruzioni etc, occhio che dentro la pietra potrebbe essercene un’altra, attenti a non incianparci!

Apogeo e Ipogeo

Pubblicato: 27 giugno 2007 da massitutor in stra-cult

giallaThe moon.
Negli anni 60 i Russi mandarono in orbita un cane(Laika) e un uomo (Juri Gagarin).
Gli Americani si incazzarono moltissimo. Ma come quei morti di fame nello spazio? OH. Questo NO!
In breve annunciarono al mondo che The Big One era pronto a partire per la luna, con tre persone d’equipaggio.
l’Apollo 13 era pronto, dovevano solo finire di colare il cemento (armatissimo) della base di lancio, poi tutto O.K. colarono i 3 Km cubi di cemento, e, dissero che il conto alla rovescia sarebbe iniziato il giorno dopo. Tutto a sorpresa! Appena lo seppe il Movimento ci fu grande discussione, Jane Fonda (la più carina) andò sola alla casa bianca, e disse (leggendolo sulla mano) Quella macchia gialla, il sogno, è nostro e sull’astronave ci vogliamo una donna, nera, e possibilmente del Bronx. Sapendo chi era gli dissero di passare alla N.A.S.A. (gentilmente). Lì gli dissero "ma chi caz… siete voi, qua la nasa siamo noi" con molta cortesia, naturalmente l’ivitarono a uscire. L’Apollo 13 era un gigante di 30 piani solo per vincere la gravità ci mise 5 minuti per alzarsi di un millimetro, poi cominciò ad andare fino a perdersi in un filo di fumo. Dopo qualche tempo arrivano ache le immagini dello storico evento.
A questo punto le blak phanter dissero che erano razzisti perchè il Razzo era bianco. Ricontrollarono il colore e, notarono delle "Particolarità", e cioè delle "incongruenze", fecero ricontrollare TUTTO il filmato, il razzo era proprio bianco, merda! Non aveva neanche una stelletta nera, era tutto lì.

1) Le Ombre non corrispondevano alla posizione solare.
2) 50 years old solo per andare in orbita ci volevano grandi quantità di carburante, i tre stadi dell’Apollo si staccarono nell’atmosfera, rimaneva la navicella. Come fa una navicella (che non aveva neanche il bagno) ad imbarcare il carburante necessario per rallentare, dirigere, allunare, ripartire e rallentare il moto per l’entrata nell’atmosfera? E poi: perchè sono ammarrati e non atterrati, visto che Motore, retorazzi e carburante lo avevano. Avevano dimenticato la tanichetta a casa?
3) Dove hanno messo il L.E.M. (LA JEEP). Si perchè loro si sono portati il fuoristrada, praticamente un cherokee decappottabile, ma cos’èra? Un week end in montagna! Quando è troppo è troppo!
La casa bianca stava emettendo un comunicato stampa per dare la colpa all’orologio, ancora prima di scriverlo l’Ambasciatore Svizzero, tramite i soliti cunicoli e gallerie dell’originale Palazzo di Vetro, era davanti alla loro porta. La cosa era semplice, c’era una nota di protesta dei Maestri orologiai Svizzeri, presa seriamente in considerazione dal loro Ministro degli esteri e, l’ambasciatore riferiva che: se soltanto avessero pensato ad un loro possibile errore avrebbero  immediatamente bloccato  tutti i loro conti alla U.B.S. per i prossimi mille anni!  E che non ci pensassero neanche, che neanche Hitler era riuscito a valicare i loro monti, l’addetto gli chiese che cosa aveva di tanto speciale il loro orologio? Il tipo gli disse che era per la stessa ragione per cui loro non facevano la cioccolata e se ne andò.
Chiamarono il responsabile (Kubrik) e vollero sapere il perchè? "Prima di tutto abbassate il tono, che state parlando con un genio", secondo, come la mettiamo con gli spezzoni tagliati del film? Guardate che se non pagate metto su una bancarella al bar Trieste a Frisco e faccio venire tutti gli amici di hollywood a bere un bicchiere e a vedere la mia ultima grandissima opera. Ma come? Mi avete sequestrato per 5 mesi, ho girato l’equatore con la pellicola. E voi mi mandate in onda 2 minuti di scene!  ma andate al diavolo voi e l’orologio!
Sapete quanto mi ha chiesto il mio pschiatra? Con quella pellicola ne giro 100 e da due ore. Ma c’è lo dà il responsabile?  Ma certo che ve lo dò, piuttosto per il mio stress e per la restituzione della pellicola, il solito metro cubo, solito peso, e con due zeri, usati naturalmente. Di che colore? Domandò l’impiegato. Ma verdi, imbecille, sono o non sono un genio americano? E allora imbecille, dove pensi che spenda. Ci guadagna il paese! Il giorno dopo erano in Arizona, nel deserto, atterrarono vicino al set. E allora chi è? Senta glielo dico ma, niente sangue, per lo meno davanti a me no, che sono allergico. Chi? Ma il tecnico Luci naturalmente. Dietro al set spiccava ancora la terra, dipinta a mano su seta giapponese, con un faro dietro che le dava vita.
Ma cosa volete, è vero non vedo bene, ma il mio aiuto si, parlate con lui! IOOOO, IO  NO, e no, sentite io sono un serio professionista e perchè non parlate con quei due astronauti deficienti, sono loro che non stavano mai nel cerchio! Ma quale cerchi se hanno polverizzato la pomice per l’effetto polvere! I cerchi sparivano sempre, e la bandiera non stava mai ferma. Disse il deficiente e stop, si girò e si mise a piangere.
Il portavoce presidenziale accese la lampadina: "ma certo le macchie solari" decisissimo, aprì un cassetto e ne tirò fuori una maschera nera regalo della triade cinese, si guardò, occhio altissimo a mandorla, ghigno diabolico, con collegamento satellitare per eventuali suggerimenti, se la mise, aprì la porta e uscì, mascheratissimo, al titanio, impenetrabile! Abbiamo  le prove disse con decisione. E quali? Chiese un giornalista nero. Ma le pietre! se non sono lunari quelle! Ma dicono che si trovano ai mercatini dei fossili, e che le vendono a peso, disse il nero! Ma mi faccia il piacere, i sassi possono essere controllati naturalmente da chi può! Allora lo scriviamo? Cantò un coro multirazziale di giornalisti. Ma perchè non avete portato i bambini? Cretino! ma secondo lei perchè abbiamo in dotazione il rompighiaccio, e perchè siamo allunati proprio vicino ad un cratere sempre in ombra? Hey ah chi cretino, scemo! A questo punto la maschera cominciò a lampeggiare e il portavoce sconparve in una nuvola di fumo color habana!
Quello che è naturale chiedersi è: Perchè non hanno aggiunto  una stelletta alla bandiera?… I durante il solstizio si vede salire dai tetti, e basta una scala da pompiere (magari con la prolunga) per arrivarci!