Stra Cult – Un po' di nebbia nell'aria

Pubblicato: 11 luglio 2007 da massitutor in stra-cult

montagna di luce copyUna storia bella e affascinante come un film. Apparteneva al rajà di Malwa BADUR Poeta e Guerriero, che probabilmente la  fece tagliare a fiore di loto, secondo la leggenda occhio del pavone nel trono del principe. La leggenda diceva che chi la possedeva potesse governare il  mondo. Se lo nascondeva nel turbante, un servo informò lo Scià Nadir, che durante una festa propose di fare un gioco simbolico, di amicizia e fratellanza, che consisteva nello scambio dei copricapi. Rimase in persia fino al 1849. Poi la storia si complica, la pietra non è più una ma tre che vantavano lo stesso nome. Chiaramente per aumentarne il valore visto l’alone leggendario che circondava la pietra. Le tre pietre erano una diversa dall’altra, rosa, blu, e bianca. Quindi s’era persa la memoria, avevano combattuto battaglie con decine di migliaia di morti per niente, ma se si risale al primo proprietario, nella sua biografia, il Badurama ne parla e la descrive come pietra dalla luce bianca. La luce bianca si chiama <<Antonov>> e si trova in russia al Cremlino, caratura e taglio corrispondono la seconda, rosa apparteneva allo Scià di Persia sembra di origine afgana. La terza di proprietà Dell’East Indian Company che la regalò alla regina Vittoria. Da dove viene La pietra blu. A quanto pare é stata rubata in un monastero Indù, dove era venerata per la sua bellezza, Luce taglio e colore corrispondono, in seguito fu ritagliata per camuffarne l’origine e per sfruttarne la leggenda per ottenere un vantaggio economico. Ma la Reale speculazione non ebbe successo, perchè con la storia che avevano montato ne avevano accresciuto il valore, ma gli era costata la perdita di tutti i probabili acquirenti.  Naturalmente pensò subito di regalarla ad un amico che voleva annettere Il Togo, il capo di stato, era effettivamente scemo, ma le storie le sapeva! la rimandò subito indietro, contraccambiando il pensiero con un’opera d’arte TRIBALE fatta da un Maestro  mascheraio Toghese. Maschera certamente particolare, fatta con la corteccia di un bao bab pietrificato, che si diceva avesse 10000 anni, detto albero era rimasto di marmo assieme alla Foresta incantata in seguito al passaggio notturno di una donna  con il mestruo che nottetempo aveva preso una scorcatoia per il bosco. Il marmo bianco fu tagliato, lisciato, lavorato, poi fu tinto coi colori di tutti i familiari (il tipo faceva parte di una stirpe antica di tremila anni con tradizione Familiare). Esperto del lavoro, finiti i colori preparò la tinta. L’albero era nero e contorto tutto spine, dava frutti velenosissimi, unica particolarità era senza ombra. Finita di tingere era bellissima, occhi cerchiati in marmo e bocca uguale, tipico il colore nero, nero, nero, che più nero non si poteva.
Appena la vide si sentì astratta, ma la forza vincente fu la Gravitrà, sprofondò dall’ultimo piano della residenza Reale direttamente nel grande tino incoronato, nelle cantine  di casa. Si dette la colpa alla pietra che fu subito chiusa in cassaforte, per 150 anni, una volta all’anno la espongono nella tenebrosissima torre di Londra. Cercano di farle cambiare religione la vogliono protestante, per altro inpossibile, diamante disegnoperchè chi taglia la pietra le dà carattere, in più la devozione dei fedeli ha fatto il resto, Indù era e Indù rimane. Ma perchè la onoratissima corona non fa un bel gesto e la restituisce ai leggittimi proprietari (i fedeli Indù) Andrebbe tirata a mare luogo da cui probabilmente proviene visto il colore e il suo vero nome che è <<oceano di luce>>.         
La pietra ha molti significati, a Napoli si dice seccia (sfiga) o secciata (maledizione), è riconosciuta come potenza divina (la pietra di Davide contro Golia), come cosa definitiva nella lapidazione, prima pietra nella costruzioni etc, occhio che dentro la pietra potrebbe essercene un’altra, attenti a non incianparci!

Degrado in città

Pubblicato: 9 luglio 2007 da massitutor in civiltà

L’oggetto misterioso…

Cos’è questo scorcio di degrado urbano? Una discarica abusiva? Villa Salus? Un dormitorio? Al primo che indovina gli operatori del Centro Diurno offriranno un pasto completo di bustina dell’olio. Gran storia!

cos'è?!..

'' i Buchi''

Pubblicato: 9 luglio 2007 da massitutor in amicizia

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Vivere e ''morire'' a Villa Salus

Pubblicato: 4 luglio 2007 da massitutor in lavoro

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Il 30 giugno scorso Villa Salus è stata chiusa. La struttura d’emergenza ha accolto decine di famiglie rumene in questi due anni. Sono state aiutate a trovare altre sistemazioni. Ne abbiamo già parlato in passato, ma oggi vogliamo farlo a modo nostro: con un intervista a Giuseppe, operatore di coop La Strada, che ha lavorato a Villa Salus sin dal momento dell’apertura e che oggi ha visto chiudersi una delle esperienze lavorative più importanti della sua vita. Due chiacchere per un bilancio conclusivo.
 
CIAO GIUSEPPE, PER QUANTO TEMPO HAI LAVORATO A VILLA SALUS?
Ho lavorato lì per due anni; prima avevo avuto esperienze di operatore all’emergenza freddo nel sotto passaggio di Via Marconi                                     

CHE TIPO DI LAVORO E’?
Portierato è controllo, però l’attività va ben oltre: c’è una relazione di lavoro continuo, accompagnamenti sia di lavoro che visite mediche ecc. In generale il lavoro più difficileè’ rapportarsi con loro.

LE DIFFICOLTA’ DI LAVORARE IN UN LUOGO DOVE LE PERSONE VIVONO MOLTI PROBLEMI E APPARTENGONO AD UN ALTRA COMUNITA’: CON LE SUE LEGGI E I SUOI VALORI,  DIVERSI DAI NOSTRI.
Innanzitutto sembrerà banale ma il problema principale è la lingua: perchè semplici problemi di comunicazione, in quell’ambiente, possono portare verso il conflitto. I Rom rispettano prima di tutto le loro leggi interne, i loro Capi e quindi impostare una convivenza con regole esterne è quasi impossibile.

E’ RISCHIOSO FARE QUESTO LAVORO? Il livello di tensione è sempre alto, basta uno sguardo sbagliato per trovare lo scontro verbale.

PASSARE LA NOTTE A VILLA SALUS, COSA SIGNIFICA?
Significa girare in lungo e in largo la struttura, controllare lo spazio esterno, la scala anti incendio, la camera iperbarica, i locali sottostanti insomma. All’inizio c’erano circa 300 persone e bisognava tenere gli occhi aperti. In questo lavoro eravamo aiutati dalle guardie giurate, ma la presenza di un uomo in divisa ha sempre creato problemi e tensioni.

LA COSA PIù BELLA E QUELLA PIù BRUTTA CHE TI E’ CAPITATA O CHE TI E’ RIMASTA DENTRO DA QUESTA ESPERIENZA
Il momento più difficile è stato quando mi sono trovato ad affrontare una situaziome di conflitto che coinvolgeva il loro capo carismatico il quale ha chiamato un guppo di ospiti che ho dovuto affrontare da solo, alla fine per fortuna è andato tutto bene. Preferisco ricordare i bei moenti con le loro feste, con costumi, musiche e le inmancabili grigliate a base di carne nella quale  venivamo coinvolti anche noi operatori.

E’ STATO GESTITO BENE IL LAVORO A VILLA SALUS? Dopo un periodo di assestamento con il passare dei mesi le cose si sono sistemate.

SE SI POTEVA FARE MEGLIO, COME? Sarebbe stato molto utile avere come mediatore uno di loro nei vari servizi: tante incomprensioni non ci sarebbero state.

I BAMBINI DI VILLA SALUS
Dal mio punto di vista li ho visti lasciati molto a se stessi. Giocano e crescono in grandi gruppi dove ci sono bambini di tutte le età. Inoltre vivono un’infanzia non certo facile. Vanno tutti a scuola però le condizioni di vita non sono paragonabili ai nostri bambini: per loro è tutto nuovo e non sanno neanche cosa voglia dire possedere qualcosa.

COSA HAI IMPARATO? Ho imparato a conoscere un popolo diverso da noi, gestire delle situazioni di tensione e a rischio.

LA DIFFICOLTà PIù GRANDE. Non riuscire a comunicare

COME è CAMBIATA VILLA SALUS NEGLI ANNI?
L’inizio e’ stato duro perchè non c’era comunicazione… lingua ed etnia diversa ma col passare del tempo è migliorato perchè le regole di convivenza sono state accettate.

COSA HAI IMPARATO DEI RUMENI?
La cosa che mi ha colpito di piu’ sono i processi interni: quando ci sono delle questioni scottanti tipo tradimenti, furti, separazioni, liti fra famiglie, tutto viene risolto in una specie di tribunale interno, fra famiglie, con il loro "capo" che presiede. Questo tipo di legge viene rispettata e, come nei nostri tribunali, ogni danno viene tradotto in soldi (e parecchi) a seconda della gravità del fatto. Bisogna anche dire che ho visto anche una certa solidarietà fra di loro, fra famiglie che provengono da città diverse.

SEI CAMBIATO? Sì. Ho imparato a lavorare con pazienza, perchè fra le nostre culture c’è un grande dislivello e colmarlo non è facile.

il TOTEM misterioso

Pubblicato: 29 giugno 2007 da massitutor in tex-ano

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 totem 1

 totem 2

Su Bandiera Gialla da tempo è nata una discussione pubblica a favore di una Costituente per Bologna, partendo da un appello di Don Nicolini. Una discussione per ragionare insieme sui valori fondamentali di una società e di una città. Si comincia col lavoro. Anche il gruppo Asfalto vuole lasciare il proprio contributo. E invitiamo tutti i lettori, come sempre, ad aggiungere qui il proprio segno, il proprio punto di vista. Buona lettura ma soprattutto buon "lavoro" appunto.
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La fatica di cambiare… E’ questo il senso che gli vogliamo dare, in particolar modo concentrandoci sulla fatica di cambiare. Espulsi (o auto-espulsi) dal mondo del lavoro siamo qui, al laboratorio di computer del Centro Diurno di via del Porto, cercando un nuovo sentiero. E la fatica sta proprio nel trovare, nell’affrontare un sentiero che non sia quello conosciuto di tutti i giorni: un sentiero fatto di strada, attesa, vuoto, ricerca del modo di soddisfare la propria dipendenza. Un sentiero fatto di arroganza, male parole, menzogne e lontananza. Lontananza dagli affetti, dal proprio passato, dai luoghi famigliari.
La prima fatica è quella di togliere la testa dalle mani, alzarsi da terra, dalla sedia della sala d’aspetto della Stazione e decidere di fare qualcosa, già perchè è proprio l’idea del "fare" che per prima ci salva. Bene, fare: ma fare cosa? Il primo passo di questo nuovo sentiero non è subito un lavoro, ma più spesso una borsa lavoro: un piccolo contributo per un impegno minimo ma costante, ad alzarsi la mattina, arrivare puntuali in un posto e, come minimo, avere a che fare con qualcuno. E quindi essere nelle condizioni minime di salute, decoro e coscienza per poter ragionare su un progetto, su un’attività da fare insieme.
La seconda fatica, il secondo lavoro sta nel capire che tutto ciò non può bastare e che nessuno ci darà una medaglia per essere tornati al punto zero, da dove cominciano tutti, con tutti i problemi e la precarietà di questo tempo. Dunque imparare a superare le frustrazioni della vita così detta "normale" è la parte più difficile di questa fase.
La fatica del lavoro vero poi, se siamo fortunati, arriva ed è bello sentire le gambe stanche perchè hai lavorato tutto il giorno e non perchè hai dormito su una panchina. Il lavoro più importante quindi è quello che fai su te stesso perchè se si lavora guardando troppo ai risultati, agli obbiettivi da raggiungere si può, al giorno d’oggi, rimanere delusi. Dobbiamo quindi difenderci dalle nostre stesse aspettative e dalla voglia di riscatto sociale. Avvertire dunque l’effetto benefico del lavoro sul corpo e sulla mente giorno per giorno, mentre cambiamo, mentre intraprendiamo senza paura quel nuovo sentiero che ci porta a fine giornata senza pensare di aver buttato via un giorno della nostra vita.
Massimiliano Salvatori (Massi Tutor)

Caro Don Nicolini, ascoltando il suo invito, noi come gruppo Asfalto "blog dei senza fissa dimora di Bologna", l’abbiamo raccolto con molto piacere anche perché le persone che frequentano sia il laboratorio che il centro di via del Porto abbia molto a che fare col lavoro ma soprattutto fatica a riemergere. E’ vero la nostra repubblica è fondata sul lavoro, però come lei sa bene purtroppo ci sono anche tante persone che hanno problematiche che solo il lavoro nel senso di mantenersi non basta. Le situazioni sono tantissime, ma io oggi le voglio parlare della mia e della grande fatica che sto facendo per ritornare ad essere una persona con dei valori, e anche se ho 40 anni, iniziare a volermi bene. Non vorrei annoiarla con storie di droga che purtroppo almeno credo gliene saranno capitate tantissime, ma invece vorrei sottolineare la forza che ho trovato, anzi ritrovato facendo parte di questo gruppo. Io caro Don Nicolini sono circa 8 mesi che sono a Bologna, e appena arrivato qui ero ancora pieno di droga. Non so neanche io a chi devo ringraziare quando per caso ho conosciuto il dott. Mellini, che mi ha indirizzato in via del porto. Da quel momento avendo intorno a me persone che da subito mi sono sentito vicino, e che pian piano mi hanno fatto capire che se volevo c’era la possibilità di cambiare, e da li ho fatto un altro tipo di lavoro: ho ascoltato è mi sono fidato. Posso capire che per gli altri può essere un lavoro da poco, invece le garantisco che è stato un lavoro difficilissimo ma che man mano che il tempo passava era sempre più gratificante, e emozionante. Io caro Don ho trovato sempre molta difficoltà nell’aprirmi, ma secondo me di questi tempi un altro lavoro che tutti quanti dovremmo fare o impegnarsi è il rispetto. Comunque facendo leva su tutte questa componenti che in questo gruppo ho trovato, dentro di me ho trovato la forza per reagire, e le posso confermare che con tanta fatica tante porte mi si sono aperte, ma soprattutto essere consapevole che il lavoro ancora più duro inizia adesso. Ma però c’è che adesso sono felice e sempre di più convinto che il lavoro alla fine paga, paga sempre, gratifica e rende la persona viva. Caro Don, in ultimo le volevo fare un’altra richiesta, anche perché sono convinto che lei abbia mezzi giusti e equilibrati, per far si che i diritti e doveri siano per tutti uguali. E vero che gli sperperi sono tanti, però non è possibile che in questo scempio di soldi pubblici l’unico sistema per recuperare è di andarli a prenderli nelle tasche dei pensionati e lavoratori dipendenti. Le volevo chiedere perché per una volta non partiamo dall’alto. Perché tutti i nostri politici si intascano stipendi esorbitanti, che dalle ultime stime si aggirano più o meno 15.000 euro? Oltretutto perché abitano in case che, che acquistano con una miseria, mentre tantissima gente neanche dopo una vita in fabbrica neanche se la sognano? Perché insomma solo loro devono avere tutte queste agevolazioni, mentre tanta gente non riesce ad arrivare a fine mese? Sa ho letto che in tutti gli altri paesi europei lo stipendio di un politico arriva a circa 5-6000 euro. L’elenco di tutte le cose che noi paghiamo e loro no è lunghissimo. Tutta questa diversità tra piaceri e doveri umilia, è ancora di più perché questa repubblica è fondata sul lavora, e tanta gente lavora duro, e se non si hanno risultati è certezze è molto frustrante.
Davide

Ciao a tutti, io ho ascoltato il messaggio di Nicolini e mi è piaciuto tanto il suo modo di esprimersi e la forza che mi ha trasmesso, delle sue idee. Ma perché questa domanda? Cosa vuol dire quello che hai questo? Parlare di fatica per conoscere Bologna? La costituzione è basata sul lavoro?
Il modo migliore per fregarci. Io non ho un idea ben definita di come dovrebbe essere il lavoro ma sono sicuro che cosi non mi piace.
Romeo

Per me il lavoro è una cosa importante per cui prima si beve di meno… Così il "pakistano" non vende niente e si sta bene: si pensa meno e si sta meglio. Si lavora anche per i soldi, qui sono melieu di niente.
Viva il lavoro!
Ismail

sono un ragazzo che frequenta da poco tempo un corso di compiuter; questa sua idea mi sembra buona ma secondo me se ne può soltanto parlare, quindi parliamone.  sappiamo tutti che la questione lavoro è sempre stata un grandissimo problema, io personalmente ho grosse difficolta ma non perchè non ne abbia voglia ma soltanto che in passato ho avuto problemi con la legge e quindi ho moltissime difficolta a trovarlo. E trovo ingiusto che uno che come me perche in passato ho sbagliato non debba lavorare non e giusto che ti etichettano a vita come un criminale a vita? senza dare piu nessuna possibilita a chi magari come me vuole cambiare e farsi una vita. so che pultroppo a chi di dovere non interessa niente della mia vita e questo mi fa molta rabbia. Voglio fare un esempio se magari vai a cercare lavoro e hai l’orecchino o magari i capelli lunghi sei subito giudicato come un delinquente o chi sa cosa. In altri stati non e assolutamente cosi tipo in danimarca puoi essetre tutto tattuato, orecchini, capelli lunghi che a loro non interessa. Li basta che lavori non ti giudicano come sei vestito, o che cos’altro puoi essere. Troppi scrupoli e paranoie si fa bologna e non solo nell’ambiente del lavoro ma su tante atre cose e non mi sembra giusto bisognerebbe dare una possibilita a chi magari in passato ha fatto degli sbagli. ci sono persone in giacca e cravatta che tutti i giorni rubano soldi. C’é qualcuno che fa qualcosà?
Mimmo

Apogeo e Ipogeo

Pubblicato: 27 giugno 2007 da massitutor in stra-cult

giallaThe moon.
Negli anni 60 i Russi mandarono in orbita un cane(Laika) e un uomo (Juri Gagarin).
Gli Americani si incazzarono moltissimo. Ma come quei morti di fame nello spazio? OH. Questo NO!
In breve annunciarono al mondo che The Big One era pronto a partire per la luna, con tre persone d’equipaggio.
l’Apollo 13 era pronto, dovevano solo finire di colare il cemento (armatissimo) della base di lancio, poi tutto O.K. colarono i 3 Km cubi di cemento, e, dissero che il conto alla rovescia sarebbe iniziato il giorno dopo. Tutto a sorpresa! Appena lo seppe il Movimento ci fu grande discussione, Jane Fonda (la più carina) andò sola alla casa bianca, e disse (leggendolo sulla mano) Quella macchia gialla, il sogno, è nostro e sull’astronave ci vogliamo una donna, nera, e possibilmente del Bronx. Sapendo chi era gli dissero di passare alla N.A.S.A. (gentilmente). Lì gli dissero "ma chi caz… siete voi, qua la nasa siamo noi" con molta cortesia, naturalmente l’ivitarono a uscire. L’Apollo 13 era un gigante di 30 piani solo per vincere la gravità ci mise 5 minuti per alzarsi di un millimetro, poi cominciò ad andare fino a perdersi in un filo di fumo. Dopo qualche tempo arrivano ache le immagini dello storico evento.
A questo punto le blak phanter dissero che erano razzisti perchè il Razzo era bianco. Ricontrollarono il colore e, notarono delle "Particolarità", e cioè delle "incongruenze", fecero ricontrollare TUTTO il filmato, il razzo era proprio bianco, merda! Non aveva neanche una stelletta nera, era tutto lì.

1) Le Ombre non corrispondevano alla posizione solare.
2) 50 years old solo per andare in orbita ci volevano grandi quantità di carburante, i tre stadi dell’Apollo si staccarono nell’atmosfera, rimaneva la navicella. Come fa una navicella (che non aveva neanche il bagno) ad imbarcare il carburante necessario per rallentare, dirigere, allunare, ripartire e rallentare il moto per l’entrata nell’atmosfera? E poi: perchè sono ammarrati e non atterrati, visto che Motore, retorazzi e carburante lo avevano. Avevano dimenticato la tanichetta a casa?
3) Dove hanno messo il L.E.M. (LA JEEP). Si perchè loro si sono portati il fuoristrada, praticamente un cherokee decappottabile, ma cos’èra? Un week end in montagna! Quando è troppo è troppo!
La casa bianca stava emettendo un comunicato stampa per dare la colpa all’orologio, ancora prima di scriverlo l’Ambasciatore Svizzero, tramite i soliti cunicoli e gallerie dell’originale Palazzo di Vetro, era davanti alla loro porta. La cosa era semplice, c’era una nota di protesta dei Maestri orologiai Svizzeri, presa seriamente in considerazione dal loro Ministro degli esteri e, l’ambasciatore riferiva che: se soltanto avessero pensato ad un loro possibile errore avrebbero  immediatamente bloccato  tutti i loro conti alla U.B.S. per i prossimi mille anni!  E che non ci pensassero neanche, che neanche Hitler era riuscito a valicare i loro monti, l’addetto gli chiese che cosa aveva di tanto speciale il loro orologio? Il tipo gli disse che era per la stessa ragione per cui loro non facevano la cioccolata e se ne andò.
Chiamarono il responsabile (Kubrik) e vollero sapere il perchè? "Prima di tutto abbassate il tono, che state parlando con un genio", secondo, come la mettiamo con gli spezzoni tagliati del film? Guardate che se non pagate metto su una bancarella al bar Trieste a Frisco e faccio venire tutti gli amici di hollywood a bere un bicchiere e a vedere la mia ultima grandissima opera. Ma come? Mi avete sequestrato per 5 mesi, ho girato l’equatore con la pellicola. E voi mi mandate in onda 2 minuti di scene!  ma andate al diavolo voi e l’orologio!
Sapete quanto mi ha chiesto il mio pschiatra? Con quella pellicola ne giro 100 e da due ore. Ma c’è lo dà il responsabile?  Ma certo che ve lo dò, piuttosto per il mio stress e per la restituzione della pellicola, il solito metro cubo, solito peso, e con due zeri, usati naturalmente. Di che colore? Domandò l’impiegato. Ma verdi, imbecille, sono o non sono un genio americano? E allora imbecille, dove pensi che spenda. Ci guadagna il paese! Il giorno dopo erano in Arizona, nel deserto, atterrarono vicino al set. E allora chi è? Senta glielo dico ma, niente sangue, per lo meno davanti a me no, che sono allergico. Chi? Ma il tecnico Luci naturalmente. Dietro al set spiccava ancora la terra, dipinta a mano su seta giapponese, con un faro dietro che le dava vita.
Ma cosa volete, è vero non vedo bene, ma il mio aiuto si, parlate con lui! IOOOO, IO  NO, e no, sentite io sono un serio professionista e perchè non parlate con quei due astronauti deficienti, sono loro che non stavano mai nel cerchio! Ma quale cerchi se hanno polverizzato la pomice per l’effetto polvere! I cerchi sparivano sempre, e la bandiera non stava mai ferma. Disse il deficiente e stop, si girò e si mise a piangere.
Il portavoce presidenziale accese la lampadina: "ma certo le macchie solari" decisissimo, aprì un cassetto e ne tirò fuori una maschera nera regalo della triade cinese, si guardò, occhio altissimo a mandorla, ghigno diabolico, con collegamento satellitare per eventuali suggerimenti, se la mise, aprì la porta e uscì, mascheratissimo, al titanio, impenetrabile! Abbiamo  le prove disse con decisione. E quali? Chiese un giornalista nero. Ma le pietre! se non sono lunari quelle! Ma dicono che si trovano ai mercatini dei fossili, e che le vendono a peso, disse il nero! Ma mi faccia il piacere, i sassi possono essere controllati naturalmente da chi può! Allora lo scriviamo? Cantò un coro multirazziale di giornalisti. Ma perchè non avete portato i bambini? Cretino! ma secondo lei perchè abbiamo in dotazione il rompighiaccio, e perchè siamo allunati proprio vicino ad un cratere sempre in ombra? Hey ah chi cretino, scemo! A questo punto la maschera cominciò a lampeggiare e il portavoce sconparve in una nuvola di fumo color habana!
Quello che è naturale chiedersi è: Perchè non hanno aggiunto  una stelletta alla bandiera?… I durante il solstizio si vede salire dai tetti, e basta una scala da pompiere (magari con la prolunga) per arrivarci!

Nuovi incontri

Pubblicato: 25 giugno 2007 da massitutor in tex-ano

Prossimamente su questi schermi…

Punk Rock a Scrocco

Pubblicato: 22 giugno 2007 da massitutor in musica, week end a scrocco

week_scrocco2Dopo settimane di imperdonabile latitanza torna la nostra mitica rubrica Week end a Scrocco: indispensabile guida per perditempo che vogliono divertirsi senza mettere mano al (già magro) portafogli.

Questa settimana siamo orgogliosi di propinarvi una sostanziosa serata di Punk Rock, presso una delle rassegne più importanti e sincere della città: già perchè la mitica Scandellara è tornata in città e ne siamo molto contenti, ci mancava. E siamo ancora più eccitati nel proporvi a muso duro la serata di questa serà: già perchè questo venerdì sul palco di Scandella suoneranno i FASTHIDIO! Il gruppo di Gio: grande amico e operatore con gli attributi. Ci si trova tutti lì dunque, per una serata di massiccio rock’n roll al fresco. Solo per stasera, alle 21,30 saliranno sul palco insieme ai Nemesis.

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I Fasthidio si descrivono così: "Come un granello di polvere in un occhio che nonostante le sue modeste dimensioni può procurarci malessere e nervosismo alla lunga incontenibili il fastidio si annida, al pari di un virus, nelle cose di tutti i giorni… fastidio fisico, fastidio psicologico capaci di incrinare la nostra serenità sfociando in rabbia, disagio, paranoia, insofferenza, criminalità, droga, sesso, violenza, depravazione, vandalismo, demenzialità, provocazione, follia, odio e rifiuto per leggi, stato, politica e forze dell’ordine. Queste sono le situazioni, i frammenti di realtà che i FASTHIDIO raccontano con graffianti ed energiche sonorità HARD PUNK N’ ROLL (con pesanti influenze HARDCORE old school) ma soprattutto con testi che fotografano ironicamente e realisticamente la vita, le esperienze, i pensieri, le idee sovversive e la dura realtà di questi tre PUNK ROCKER gente che ha dato tutto per il ROCK N’ ROLL. Cellule impazzite che formano il colorato tessuto della nostra fottuta società."

Per contatti: JOE GIACOBAZZI – FASTHIDIO@YAHOO.IT

Non oltrepassare la linea gialla

Pubblicato: 20 giugno 2007 da massitutor in comunità, libertà, morte

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Ludmilla 15  anni, Ludmilla 16  anni, Ludmilla 17  anni.

Minore straniera non accompagnata.

Lei un passo l’aveva fatto s’era rivolta a noi, a tutti noi

Soffriva e si stringeva alle braccia di tutti

Lei un passo l’aveva fatto, s’era rivolta a noi, a tutti noi.

Aspettava una vita da adolescente, normale, era un suo diritto.

Soffriva e si stringeva alle braccia di tutti

Neo maggiorenne

Aveva fretta, restava poco tempo alla sua adolescenza.

Soffriva e si stringeva alle braccia di tutti

Lei un passo l’aveva fatto, s’era rivolta a noi, ai tutti noi.

Ha perso la speranza e a superato la linea gialla

Sabato 16 giugno ore quindici e trenta, binario tre

Soffriva e si stringeva alle braccia di tutti

Lei un passo l’aveva fatto, s’era rivolta a noi, a tutti noi.