Un dormitorio in festa
Martedì 12 maggio 2007
Clicca su queste foto per ascoltare (se hai coraggio!):
ACID-BLUES
e HiP-HoP cavernicolo!
Un dormitorio in festa
Martedì 12 maggio 2007
ACID-BLUES
e HiP-HoP cavernicolo!
ANDY CAPP – uno di noi
Il fumetto è una passione piuttosto diffusa qui. Chi di voi si ricorda il mitico Andy!? Personaggio assolutamente "pessimo", ma che ci sta simpatico proprio perchè ci assomiglia: ha la pigrizia, i vizi, l’ignoranza comuni in ognuno…e anche qualcosa in più. Se potesse fare un salto dal Centro diurno di via del Porto Andy Capp troverebbe degni compagni per assonnati e sguaiati pomeriggi estivi. Ciao Andy, ti aspettiamo.

Per ricordare, a chi non lo conosce o non se lo ricorda, le avventure del fumetto CULT in questione riportiamo qui un’ottima scheda dal sito Cartoni Online: "Le striscie a fumetti di Andy Capp sono apparse per la prima volta all’interno del quotidiano inglese "Daily Mirror" nel 1957, furono disegnate e ideate da Reg Smythe, talentuoso disegnatore di vignette umoristiche. In Italia questo personaggio è stato ribattezzato con il nome di Carlo ed infatti molti di voi, lo avranno conosciuto grazie alle pubblicazioni della "Settimana Enigmistica" dove compariva con il titolo "Carlo e Alice". Le pubblicazioni delle striscie di Andy Capp sono avvenute anche all’interno degli Eureka Pocket, dei tascabili umoristici della editoriale Corno di Luciano Secchi (la stessa dei mitici supereroi Marvel).
Ma chi è in realtà Andy Capp? Semplice… un fannullone! La sua principale occupazione è quella di dormire sdraiato sul divano, mentre la povera moglie Flo (Alice nella versione italiana) sgobba dalla mattina alla sera non solo per le quotidiane faccende domestiche, ma anche per portare lo stipendio a casa, svolgendo il lavoro di colf. A dire il vero Andy Capp ha diverse passioni,
una di queste è frequentare il bar dello sport dove cerca sempre di farsi invitare qualche bicchiere birra dagli amici; la serata termina quasi sempre con Andy Capp che non reggendosi in piedi per la sbornia, viene riaccompagnato a casa da qualche agente, oppure dalla stessa moglie Flo, che afferratolo per il bavero e se lo trascina fino a casa. All’interno del bar, molto spesso si organizzano tornei di calcio e il nostro
Andy Capp si distingue sempre per non rispettare le regole fondamentali otre che per litigare con l’arbitro, gli avversari e gli stessi compagni di squadra; non di rado molte partite terminano con una violenta rissa generale. Nelle striscie a fumetti ci sono sempre delle scene tipo, ad esempio troviamo Andy Capp sulla porta di casa a discutere con i suoi numerosi creditori, primo fra tutti il proprietario dell’appartamento che viene per riscuotere l’affitto; Andy Capp non lo pagherebbe mai se non ci fosse sua moglie Flo. Le discussioni e le scuse inventate da Andy Capp sono sempre molto divertenti. Un’altra scena tipo è quella con Andy Capp sdraiato su divano, mentre sua moglie, intenta nella faccende di casa, lo sprona con argomenti costruttivi al fine di invogliarlo nel lavoro, ma è tutta fatica sprecata, perchè Andy Capp resta del tutto indifferente. Forse l’unico hobby "sano" che il nostro Andy Capp possiede è quello di allevare piccioni viaggiatori. Nonostante i suoi mille difetti Andy Capp è un personaggio seguito e amato da tantissimi lettori sparsi in tutto il mondo, forse perchè rispecchia (esagerandoli all’ennesima potenza), molti vizi degli uomini comuni e sopratutto di quelli che, almeno con il pensiero, vorrebbero passare la loro vita a oziare."
Sono Mirko, non sto tanto bene, sono in depressione per fortuna la borsa lavoro mi tiene un pò e il lavoro mi piace molto. Mi manca Massimo, tantissimmo e forse è dovuta a questo il mio essere giù di morale. Devo farmene una ragione e continuare ad andare avanti. Per chiudere non sto neanche bene fisicamente, ho degli attacchi di sudorazione SUPER eccessiva insopportabile devo andar dal medico al più presto per rislvere questa situazione che mi sta veramente impazzire.
Sto per raccontare una storia che mi è successa una settimana fa. Adesso mi fa ridere, però in quel momento avevo lacrime negli occhi. Come posso iniziare? Bo. E va be. Sono un ragazzo iperattivo, come un bambino che non sà stare fermo. Una sera correvo per la scala e mi sono fatto un male incredibile. E così ho deciso di chiamare l’ambulanza, perchè ormai erano passate le nove di sera. Gli infermieri mi consigliavano di andare con loro. Anche quando il piede non era cosi gonfio però non ero sicuro se era rotto o che cosa. Mi hanno portato all’ospedale Rizzoli. Il dottore mi fa fare la lastra. Prima lastra, seconda lastra e il dottore, sempre in dubio, mi fa rimanere sotto il machinario a raggi-X per venti minuti. Nella testa mi frullavano solo due perole "spero che non è rotto" ma che faccio con il gesso fino alle palle come di solito fanno anche quando si rompe solo un mignolo. Dopo quindici minuti mi fa fare terza lastra. Finalmente torna e dice che devo aspetare fuori nella sala, senza risposta riguardo la frattura o no del piede. Mi faceva cosi male che non riuscivo a caminare, la testa è diventa un frullatore e in un istante ho chiamato tutti i santi che mi aiutano. Ma cosa farei con il gesso come un cretino mi dicevo, che cosa ho risparmiato correndo, ma perchè avevo cosi fretta. Dentro l’ambulatorio mi dice sta notizia cosi aspetata che mi deve fare il gesso e che è rotto. Al primo momento non ero sorpresso perchè lo aspetavo e dicevo va bene. Gli chiedevo se potevo far asciugare il gesso perché dovevo andare a casa a piedi. Lui risponde che non si può. Che devo chiamare qualcuno che mi porti a casa, oppure un taxi o un’anbulanza che costa quaranta euro. Gli rispondevo che soldi non avevo e che vado a casa a piedi. Lui ribatteva che non potevo, che si rompe il gesso. Semplicemente un battibecco.
"Devo andare a casa"
"Non puoi, perchè rompi il gesso"
"No devo andare a casa"
"No non puoi, perchè distruggi il gesso"
A questo punto gli dico che non voglio il gesso e che domani vado al S. Orsola. Il dottore si allontana e ritorna con un foglio da firmare perché rinunciavo al’intervanto medico. Senza firmare, con le lacrime agli occhi, sono andatto via zoppicando. Il giorno dopo sono andato al pronto socorso del S.Orsola, dove mi hanno fatto tutto il procedimento, senza sapere del Rizzoli e il risultato è stato che mio piede non aveva alcuna frattura e mi hanno fatto una fasciatura elastica.
Ero felicissimo, perchè con un gesso fino alle palle sarebbe stato un mese da manicomio.
Questo mio esempio, vi fa certamente ricordare qualche dottore che vi ha detto di ritornare a casa con trentanove di febbre.
Tutto ciò sarebbe da ridere, ma… in realità è da piangere.
E’ tramontata l’esperienza della barca più amata dagli italiani. Addio strambate e "cazzalaranda"… ma tetto fra noi… Chi se ne straciccia di un giocattolo per miliardari che porta in giro altri rampolli di buona famiglia? Noi che al massimo, i più fortunati, hanno pilotato un pattino a pedali al lago di Suviana. Maddaaai!
sei come una stella
che brucia nel mio cuore
e ora che ho paura stammi vicino
e fammi sognare
cosi un giorno insieme
torneremo a volare.
E così la nostra beniamina di tutti i piloti ubriachi è già uscita dalla sua triste esperienza in un carcere. Paris Hilton doveva scontare una ventina di giorni in un carcere di lusso americano, ma due giorni sono stati sufficenti a far peggiorare le sue condizioni di salute. Già: probabilmente la rottura di un paio di unghie della bionda megamiliardaria sono state considerate decisamente incompatibili col carcere, per cui eccola di nuovo fra noi (si fa per dire). Dovrà comunque rimanere agli arresti domiciliari e indossare il bracciale elettronico per far conoscere la propria posizione. Speriamo almeno che sia di un colore che si intona con i suoi cinque armadi di scarpe.
Paris, se serve un percorso di reinserimento post carcerario noi siamo qui a disposizione. Don’t forget!
Ciao a tutti, diciamo che potrbbe capitarmi, come a tutti, di lasciarvi (è una usanza dire in miglior vita) spero che sia vero…! Ma non ci credo un cazzo. Per me al di là non esiste un CAZZO. (FACCIAMO FINTA CHE IO ME NE ANDASSI) Direi sicuramente in qualche modo ai miei genitori che ho apprezzato tutto quello che hanno fatto per aiutarmi nei miei momenti difficili e li ringrazio per la fiducia che mi hanno dato.
VI BACEREI E VI STRNGEREI FORTE.
A te ANNA non parole per esprimerti il bene che ti voglio (sei una pazza scatenata e nei momenti di tristezza hai avuto una grande forza). E tu Mirè sei diventata nel tempo la più forte. Amo tutti i miei nipoti (scusa mi dimenticavo amo tutti i miei nipoti), e lo dirò a tutti lassù.
Stefano vai vai vai vai vai vai…
Pipino e tutti voi che vi amo CIAO, VI ABBRACCIO FORTE FORTE.
Nel mio cammino ho conosciuto molta gente ed ho avuto tanti nuovi amici e amiche, vi bacio tutti e vi stringo forte, mi avete dato tanto.
ROMEO