Archivio per giugno, 2008

il libroDimenticavo di fare una segnalazione: il nostro Blog è ospitato nella raccolta Vita da blogger, il libro realizzato dalla redazione di Splinder che cerca di rappresentare il mondo dei blog a partire dalle testimonianze dirette di chi, come noi, utilizza l’omonima piattaforma. Il libro raccoglie le "testimonianze di quelle persone che hanno cambiato il proprio reale grazie alla presenza virtuale che il blog ha permesso loro di avere".
Il libro è acquistabile online su lulu.com: un service indipendente sul web che permette agli aspiranti scrittori di produrre e distribuire un libro in modo nuovo. Oltre ad un’interessante riflessione sul mondo della blog-sfera da parte di alcuni esperti del settore si possono conoscere blog notevoli ed intriganti nei quali sarebbe difficile imbattersi altrimenti.
Noi ci presentiamo con un’elaborazione piuttosto standard del nostro manifesto iniziale e titolata "La possibilità di fissare ciò che svanisce". Il testo è qui sotto e se avete voglia di leggerlo può essere una buona occasione per dire e ricordare a noi stessi cosa siamo e come è nato Asfalto.

Il gruppo che ha dato vita al primo blog di strada di Bologna esisteva già: gli allievi in borsa lavoro formazione presso il Laboratorio informatico del Centro diurno di via del Porto (che ha ispirato lo stesso indirizzo http://viadelporto.splinder.com) gestito dalle cooperative La Strada e Nuova Sanità. Ma presto questo gruppo si è allargato ad altri frequentatori del Centro, agli allievi del Laboratorio Artistico del Centro diurno e anche ad altri amici ed operatori. All’inizio si voleva dare soprattutto uno sbocco immediato alle competenze informatiche imparate al laboratorio, ma presto abbiamo capito le possibilità espressive e comunicative di Internet: questo grazie anche all’incontro con un grande amico, Stefano che da due anni vive girando sulla sua bicicletta e che tiene aggiornato il suo blog all’indirizzo http://alkoliker.splinder.com. Ci ha invogliato, invitato e “sfidato” a parlare di noi in un blog e così è stato, anche se all’inizio c’erano alcune perplessità: alcune voci dalla redazione di Asfalto. Luca e Fausto sono due redattori del blog: Luca ricorda che “Mi sono trovato spiazzato: non sapevo cosa fosse  e mi sono chiesto sopratutto la sua necessità, il suo utilizzo a cosa servisse, un milione di domande, ma nessuna risposta poi Stefano ci ha spiegato che un blog è un po’ un sito, ma con una dinamicità maggiore”. Fausto addirittura vuole crearne uno personale: “il blog è una parte di me dove posso comunicare e mandare tutto ciò che penso ad altri,e il laboratorio è il posto dove poter fare tutto ciò..”.
Sulla prima pagina di Asfalto si può leggere, nella presentazione: “Un Blog nel quale poter raccontare qualcosa di noi, che viviamo la strada e lavoriamo nei laboratori del Centro diurno. Perché un blog?! Perché crediamo che ogni storia è degna di essere raccontata, soprattutto se fatto con verità ed ironia. Perché il Bolg è uno strumento che ci da’ la possibilità di fissare ciò che invece svanisce: perché la vita è brevissima e le emozioni sfuggono! E in strada la memoria è corta: perché non ci sono album di ricordi a raccontare il nostro passaggio, ma solo voci, incontri che svaniscono al prossimo giro. In questo spazio è bandito il pregiudizio, è invece benvenuto il confronto e lo scambio di idee sui temi che più ci toccano da vicino: vita di strada, emarginazione sociale, legalità, dipendenze, lavoro…ma non solo: ci sarà spazio anche per argomenti più divertenti e siccome, "non può piovere per sempre" parleremo anche di amore, politica, amicizia e quant’altro possa saltarci in testa. Senza filtro. Vogliamo che questo Blog sia un’esperienza positiva, che ci porti a costruire un ponte di comunicazione anche verso gli operatori sociali e la città tutta. Siamo troppo fuori… ma ci stiamo troppo dentro!”
Raccontare non significa però piangersi addosso e percorrere i soliti luoghi comuni: la libertà che questo spazio ci permette ci sta conquistando sempre di più: “è un mezzo di comunicazione che se usato con discrezione può spiazzare chi soffre di un perbenismo cosmico, cioè denunciare le falsità dei singoli o le magagne dei più” dice Luca. Mentre Fausto si lancia in una botta di ottimismo sul futuro: “mi aspetto qualcosa di nuovo riguardo alla mia realtà che sto vivendo…senza piangermi addosso ma la realtà è di cambiare il mio io e quello che ne verrà…spero in bene naturalmente. Il mio futuro spero che sia più roseo, rispetto ad adesso…comunque sono fiducioso che qualcosa mi cambierà; il laboratorio mi sta dando una grande mano…forse a cambiare!”
Su Asfalto ci racconteremo, ci prenderemo in giro, ci maltratteremo e poi ci riprenderemo, sperando di incontrare sempre di più la città e altri viandanti della rete.

+-Techno Simpit -+

Pubblicato: 9 giugno 2008 da massitutor in musica

SIMULATION COCKPIT


Mi sono troppo divertito a fare questa musica, troppo forte!!! Neanche fossi ‘na rockstar! Eppure con il computer si può fare anche questo! A tutti gli amici che mettono un  buon commento gli offro una birra e agli altri:Prrrrrrrrrrrr!!!!!

Lost Angels

Pubblicato: 6 giugno 2008 da massitutor in asfalto fuoriporta, assistenze e bisogni, dormire, viaggio

immagini da Skid Row (Los Angeles)Qualche tempo fa ho incontrato Alfredo Falvo: un giovane fotografo che è stato quattro mesi a Los Angeles per fare un libro sul quartiere Skid Row. Ed ho imparato due cose: intanto che Skid Row non è solo il nome di un gruppo tamarro ormai fortunatamente estinto: il termine “Skid row” nasce dalla tipica storpiatura dello slang statunitense del termine “Skid road”, cioè le strade usate da chi trasportava legname e che per non impantanarsi metteva sul selciato assi (gli skids appunto), oggi per gli americani è un simbolo: andare in malora, fare bancarotta, finire per strada e perdere tutto. Inoltre è il nome di un quartiere ai confini della città di Los Angeles (vicino a Hollywood) popolato da homeless, veterani, gente povera, pensionati, disoccupati…
Sono state concentrate lì tutte le associazioni e le missioni che si occupano dei senzatetto. La violenza e il pericolo di morte sono dietro ad ogni angolo, a dei livelli che mi vergoigno a sintetizzare in queste poche righe. Decine di migliaia di persone dormono per le strade, altre possono permettersi una pulciosa pensione per una ventina di giorni e l’ultima settimana se la fanno in strada.
L’ho ascoltato raccontare, ho visto
il suo reportage (Lost Angels, appunto) e quelli di altri fotografi e penso al Centro diurno, al Drop in, penso alla zona di via Sabatucci, penso a Piazza Verdi e al nostro degrado casereccio, che puzza di piscio e lasagne.
Ci meritiamo tutto.

Fratello, dove sei?

Pubblicato: 3 giugno 2008 da massitutor in asfalto fuoriporta, felicità, libertà

darioetornatoCari amici del blog, sono ritornato all’ovile: il figliol prodigo ha fatto i suoi progressi, per vederli basta vedere questa foto o il video che il nostro tutor ha registrato per l’evento di uscita dall’Istituto di Castel Franco Emilia, dove tuttora aderisco al progetto di Custodia Attenuata, il bello di questa possibilità è di mettermi di fronte ad una realtà che fino a un anno fà vivevo nel pieno delle mie forze chimiche, dove adesso affronto la realtà con lucidità. L’emozione dell’uscita è tale che mi toglie il fiato, i problemi fanno uguale ma nelle difficoltà bisogna andare avanti. Vorrei tanto che una persona tanto cara si dia una possibilità di rimanere in vita, visto che non sta tanto bene e tanto meno l’ho visto in forma.
Leggerà questo scritto? io mi auguro di sì! Forza Lorenzo che anche tu ce la puoi fare! te lo dice tuo fratello Dario.
Lancio un appello affinché le risorse per questo tipo di progetti di cura e detenzione possano dare sempre più risultati, accogliendo anche più persone, per poter dare più possibilità a
persone come me, stanche di una vita senza significato.

Un pensiero a tutti sia fuori che dentro.

La bicicletta della mente

Pubblicato: 1 giugno 2008 da massitutor in Uncategorized
http://files.splinder.com/b58d22e693d7e5d84ecc7117a818976d.swf

Un viaggio per capire, o

un viaggio per scappare?

Uno sballo per conoscere o per dimenticare?

un idea di anderlet & maxz

Il Teatrino delle Marionette

Pubblicato: 1 giugno 2008 da massitutor in Uncategorized
ED ECCO A VOI: IL TEATRINO !!!

http://www.bubbleshare.com/swfs/player.swf?4216
BubbleShare: Share photos / Find great Clip Art Images.

Dopo due mesi e mezzo di duro lavoro sono lieta di presentarvi…
Il teatrino dei burattini del Gomito!!!!
Alla realizzazione delle marionette: Ivan e Carlo
Alla realizzazione degli scenari: Cecilia e Alessandro
Alle luci: Stefano e al taglio delle parti in legno Gianni che  con il suo flessibile ci è stato molto d’aiuto!!!. Carlo ha scritto le storie… è tutto e partito a marzo…
Le avventure in discarica ve le risparmio… per trovare una vecchia cappa da cucina e un’urna elettorale (!), mi sono fatta dei viaggi in macchina con i mobili che uscivano dai finestrini e Ivan nascosto nel bagagliaio… ma niente panico!!! storie di ordinaria amministrazione nel mondo pazzo del Gomito dove si fa di tutto per rendere allegri le giornate progettando attività di questo tipo… tate sempre in onda su questo blog… le foto non sono ancora finite… e ci saranno tante altre sorprese…
Tipo… tipo… no non ve lo dico… deve essere una sorpresa!!!

-Cecilia-
-Work in progress-

clip_ima02Rifiuti, pezzi di legno, mobili abbandonati vicino ai cassonetti e lucine, materiale elettrico, colori, pennellini da due soldi only made in China! Stracci che prendono forma e muovono i primi passi agitano le braccine, pronunciano le prime parole questo è il laboratorio di marionette ideato e diretto dalla Ceci. Il laboratorio prevede la creazione di un teatrino in legno dipinto con luci e se riusciranno anche fono, la creazione di marionette lavorate all’uncinetto, per allestire scenette tratte da storie elaborate dal gruppo e prevede 5 fasi, che possono essere gestite in parallelo, una volta alla settimana (il venerdì) e coadiuvata da un’altro operatore fisso e un volontario ogni tanto. Il teatrino non sarà più grosso di 80 cm di lunghezza per 40 cm di altezza e profondo 30/35 cm più o meno. I pezzi di legno saranno dipinti con colori accesi e poi assemblati. Le storie saranno ispirate dalle poesie di Montresori, racconti presi dal G.A.S. o tratti dal Blog o ripresi da Officina Parole, o elaborati direttamente dai ragazzi.
Sulla base degli scritti raccolti lavoreranno all’ uncinetto la lana a disposizione, dopo una breve lezione per imparare le basi del lavoro a maglia, realizzando personaggi attinenti alle storie raccolte.
Dopo la costruzione dello scheletro i ragazzi si cingono a decorarlo con carta colorata, collage di foto prese da riviste, tessuti recuperati per fare le quinte, disegni di loro pugno. Colonne sonore a scelta del gruppo che vi partecipa.

MATERIALE:clip_image002
+ uncinetti di varie dimensioni, aghi e fili da cucire;
+ carta colorata (c’è);
+ vernici spray o a tempera;
+ lucine (quelle di Natale sono fulminate);
+ mini microfoni;
+ una piccola sega;
+ chiodi, cerniere, viti… (dipende dal progetto);
+ corda per tirare le quinte (ci arrangiamo);
+ colla e vinavil (ci sono), giornali, riviste;
+ tessuti recuperati da vecchi vestiti…

…Bè auguri di buon lavoro a tutto il gruppo e tutti i nostri amici!!!