Tutto parte dalla lettura di un post pubblicato qui su Asfalto: raccontava delle persone che vivono per strada a Milano. Una bellissima storia nello stesso tempo drammatica per chi deve arrangiarsi in una socetà sempre più difficile per i più deboli ma comunque visibile grazie a tutte quelle persone disposte a chiudere un occhio.
Milano dove ho vissuto alcuni anni della mia infanzia, da mia Zia Angelina, mi sorprende sempre di più una città dove molta gente arriva in cerca di fortuna ma a volte non è sempre così, cerca di vivere con quello che ha vissuto prima, sto parlando di una storia che è partita da una valigia di cartone con la speranza di nascere moralmente ed economicamente e portare avanti una famiglia, in quegli anni si riusciva ad ottenere molto: si era figli del progresso, oggi è regresso e chi ha vissuto quei momenti è disposto a chiudere un occhio, e trasformarsi come la storia che vi stò scrivendo adesso. IL RE’ RIBELLE forse a volte troppo generoso come lo sono i milanesi d’altronde.
Mi spiace per SIMPIT un nostro operatore purtroppo colpito dai segni di vita vissuta ai margini di una socetà a volte troppo drammatica, ma oggi SIMPIT si è messo in corsa e ha saputo trasformarsi in un RE RIBELLE che aiuta i più deboli, io sono uno di quelli ho incominciato a scrivere con lui, mi ha fatto conoscere MASSIMILIANO, ANDREJ e tutti i ragazzi che lavorano su ASFALTO DOVE IO UNA VOLTA ALLA SETTIMANA PUBBLICO UNA POESIA.
IL RE RIBELLE
| Non ho occhi per vedere quell’odio di chi sta peggio di me ma anzi non lascio stare e mi do un gran da fare fa freddo ed è giusto che si ripari taglierò parte del mio mantello e lui sarà più riparato ha fame e a lui darò sto meglio, ho aiutato sento una musica e canto insieme |
e ai poveri darò pane vino frutta felicità perché oggi è un gran giorno e al mio regno mi dispongo sento una musica e canto insieme questo mio canto sui sentieri della solidarietà anche se son SIRE questo è il difetto |

DA SABATO 11 A DOMENICA 19 ottobre 2009 
Stamattina mi sono alzato, ho riempito un bicchiere di acqua minerale gasata, ho aggiunto una puntina di zucchero ottenendo così una giusta reazione chimica; sopratutto ho pensato a NADA alla ricerca di belle musiche è ho scritto questo brano.
Cresce la povertà nella Diocesi di Milano, un territorio che comprende il capoluogo lombardo, Lecco e Varese oltre alle rispettive province. E’ quanto emerge dal settimo rapporto della Caritas ambrosiana presentato martedì mattina. Ricerca che «non ha la pretesa della completezza» – è stato spiegato – ma che punta su un solido campione: quasi 16 mila persone che si sono rivolte a 61 centri di ascolto nel 2007. Fra le principali preoccupazioni di chi è in difficoltà permangono l’occupazione e l’abitazione e in questo senso si parla proprio di «precari della casa», tanto che il rapporto è stato chiamato «Case senza abitanti e abitanti senza casa». Nella sola Milano – ha spiegato il direttore di Caritas ambrosiana, don Roberto Davanzo – circa 5.000 persone non hanno abitazione e si avvalgono di strutture di accoglienza e 85 mila, secondo una ricerca dell’Università Bicocca, sono da considerare vulnerabili, cioè basta poco per precipitarli in una condizione di bisogno.