Archivio per marzo, 2009

SICUREZZA PER CHI?!

Pubblicato: 18 marzo 2009 da massitutor in carcere, civiltà, politica, salute
DAL GIORNALE “IL RESTO DEL CARLINO” DI DOMENICA 15 MARZO 2009
CRONACA
RAPTUS
Una donna senza fissa dimora, originaria del Nord Italia, 55 anni, è stata aggredita, picchiata e violentata da un uomo di 35 anni della Repubblica Domenicana mentre dormiva nei pressi della rampa di accesso ai treni.
I PRECEDENTI
Alla stazione di Firenze Santa Maria Novella due anni fa un marocchino aveva violentato una barbona di 57 anni, mentre nell’agosto scorso otto giovani di ritorno da una festa avevano abusato di una ragazza di 22 anni.
LA SCENA
Il carrello con il quale la donna violentata si muoveva nella stazione di Firenze; i poliziotti non avevano mai visto una cosa del genere.

Barbona pestata e stuprata
"Mai vista tanta violenza"

Firenze, la donna dormiva in stazione. Arrestato uno straniero
YSAIAS Rivera Santana non è il nome di un calciatore sudamericano. Trentacinque anni, originario della Repubblica Domenicana, con regolare permesso di soggiorno e un lavoro da facchino, Rivera Santana è lo stupratore che la notte scorsa ha aggredito, pestato e violentato una donna di 55 anni alla stazione fiorentina di Santa Maria Novella. <<In tanti anni di servizio non avevo mai visto una scena del genere>>, ha sentenziato uno degli agenti della polfer che lo hanno arrestato. <<La stava violentando – ha raccontato il poliziotto -, nonostante i lampeggianti e i richiami, continuava a violentarla come se nulla fosse. Quella donna perdeva sangue e non riusciva neppure a muoversi. Siamo stati costretti a prender lodi peso e a strapparlo dal corpo della vittima>>. L’aggressione si è verificata nella notte fra venerdì e sabato, intorno alle 2,30. La donna, E. R., una clochard che viveva alla stazione, si era sistemata all’altezza della rampa che dal binario 16 conduce a via Caduti dei Lager. L’accesso è protetto da un cancello di ferro. La stazione era chiusa da più di un’ora e mezzo. Le uniche due entrate ancora aperte, in via Valfonda e via Alamanni, erano presidiate da agenti della polizia ferroviaria. L’aggressore, quindi, doveva già trovarsi all’interno. La vittima, originaria del Nord Italia, dormiva nel suo sacco a pelo sotto una pensilina, come faceva dai primi anni Novanta, quando aveva deciso di trasferirsi a Firenze. In stazione la conoscevano tutti. Senza fissa dimora, ma riservata e cortese. Taciturna e anche per questo tollerata, sia dai viaggiatori sia dagli operatori dello scalo ferroviario. Santana Rivera in Itali c’è da circa un anno; residente in provincia di Firenze con moglie e due figli piccoli, non aveva precedenti penali e non frequentava la zona di Santa Maria Novella.
IL DRAMMA
Gli agenti accorsi perché hanno sentito i lamenti della vittima. Ricoverata, è grave.

IN BASE
alle poche parole che la donna è riuscita a dire – <<ha fatto i suoi porci comodi>> – e al filmato delle telecamere di sorveglianza che hanno ripreso tutta la scena, l’uomo le sarebbe saltato addosso picchiandola selvaggiamente al volto con almeno trenta pugni. Poi, per evitare che urlasse, le avrebbe tappato la bocca con la mano e l’avrebbe bloccata a terra con il peso del suo corpo. L’aggressione sarebbe durata almeno dieci minuti. I poliziotti sono stati avvertiti da un addetto alle pulizie che aveva sentito alcuni lamenti provenire dalla rampa del binario 16. quattro agenti si sono precipitati sul posto. La clochard era a terra esanime e perdeva sangue dalla bocca e dal naso. Il domenicano, disteso sulla donna, stava continuando a violentarla. E neppure i richiami, le sirene e i lampeggianti sono riusciti a distoglierlo. I poliziotti sono stati costretti ad afferrarlo seminudo e a staccarlo dalla vittima. Lui non ha reagito, non ha detto neppure una parola. Non era né ubriaco né sotto l’effetto di sostanze stupefacenti. Aveva lo sguardo assente, come se fosse in trance. L’uomo si è fatto ammanettare ha seguito gli agenti negli uffici della polfer. La donna, sotto choc, è stata ricoverata al centro traumatologico dell’ospedale di Careggi. Ha perso tre denti e ha subito trauma cranico e facciale. I medici, che hanno deciso di trattenerla in osservazione, hanno spiegato che ne avrà per almeno sessanta giorni.
IL COLPEVOLE
Regolare e incensurato, ha lavoro e famiglia. Era in trance.

DUE ANNI FA,
a poche decine di metri di distanza, una clochard di 57 anni fu violentata da un marocchino di 40 anni che era appena uscito dal carcere. Nell’agosto 2008, invece, proprio sotto la rampa che conduce al binario 16, otto giovani incensurati avevano abusato a turno di una ragazza di 22 anni dopo aver trascorso la serata alla vicina Fortezza da Basso.

Adesso basta hanno rotto il cazzo non ne posso più tutti i giorni vengono violentate e malmenate delle ragazze o donne di qualsiasi età. Dobbiamo fare qualcosa per non fare più succedere queste aggressioni. Bisogna che chi di dovere prenda dei seri provvedimenti e non faccia solo chiacchiere perché di fare le chiacchiere siamo capaci tutti, dobbiamo porre fine a questo schifo. Altrimenti poi succederà che qualcuno si faccia giustizia da solo. Perché la giustizia non fa niente a questi animali schifosi che compiono questi abusi li mettono dentro dopo poco sono fuori di nuovo a compiere i porci comodi loro. Se fosse per me io questi animali gli taglierei i coglioni e poi gli farei passare le stesse pene che loro fanno alle loro povere vittime.

La dote innata

Pubblicato: 18 marzo 2009 da massitutor in gite, la vita è un cantiere, libertà, viaggio
vivere_viaggiandoCioè non è che si diventa vagabondi per caso dietro ci sono anni e anni di coltivazione del proprio essere, del proprio io, che soprattutto ci vuole una dote innata: ovvero la pigrizia. Intendiamoci bene, non è che  pigri ci si nasce, ma più che altro è il mondo che va troppo veloce e soprattutto per me allora un giorno non propriamente precisato, anche perchè ricordarselo è un lavoro immane e nun ciò voglia mezza, date vicissitudini della vita accorpate in un unico rompimento di coglioni, me ne sono andato. E dove sono andato? Non lo so, tanti posti e nessuno l’importante per me era porre fine allo stress della vita quotidiana. Avevo diciassette anni. Voi direte: ma come cosi giovane si è gia rotto. Ed è proprio lì che entra la dote innata. Mi ero già stufato di studiare perchè pensavo, se tutti lo fanno nessuno si accorgerà di uno che invece si fa i cazzi suoi. Avevo una bellissima ragazza ma era un po strana, mi faceva strani discorsi sull amore, allora io me ne sono andato a Francoforte anche se non capivo un tubo di tedesco e a tutti dicevo solo ua parola, HAI , che sembrava che c’ era qualcuno che mi pestava il piede. Mio zio era pasticcere, ed io  amavo i gelati, per cui sono andato a lavorare in una…..?  gelateria!! viaggiandoDopo tre lunghissime e stressanti settimane di lavoro e interminabili pestate di piede, mi sono innamorato ovvero mi sono ricordato che nella mia bella Sicilia avevo una ragazza e dato che la primavera avanzava mi sono cominciati a venire strani pensieri. Prima dell’ irreparabile istinto di farmi male da solo e quindi di ferire il mio orgoglio maschile ho preso il primo aereo. Porc… putt… merd… minchia m’ha lasciato e non lo sapevo. Allora cornuto e mazziato sono andato a lavorare e con mio immenso stupore ho ripreso a studiare. Due cose cosi impegnative in un colpo solo? Stavo veramente male, c’ero proprio restato male. Bisogna anche sapere una cosa importante non è che mi e difficile amare solo che me ne accorgo tardi, perchè sono pigro anche a pensare, ma vi assicuro sono un tipo romantico e un inguariabile innamorato. Infatti tutte mi hanno mollato per lo stesso di cui motivo comprese quelle non mi sono mai accorto.

Oggi in Piazza

Pubblicato: 17 marzo 2009 da massitutor in assistenze e bisogni, civiltà, libertà, politica

La Società Italiana di Medicina delle Migrazioni (SIMM) attraverso i Gruppi Immigrazione e Salute (GrIS), in collaborazione con Medici Senza Frontiere, Associazione Studi Giuridici sull’Immigrazione, Osservatorio Italiano sulla Salute Globale, organizza una giornata di protesta e mobilitazione contro il disegno di legge sulla sicurezza in discussione alla Camera dei Deputati che prevede la cancellazione del divieto di segnalazione per gli immigrati senza permesso di soggiorno che si rivolgono alle strutture sanitarie per curarsi.

A Bologna l’appuntamento è per tutti alle h.18 in Piazza Maggiore

Lo Spaccapensieri

Pubblicato: 16 marzo 2009 da massitutor in la vita è un cantiere, laboratorio, lavoro
Molti lo sanno: dentro al Centro Diurno di via del Porto ci sono due laboratori per persone che lì rubano un po’ di tempo alla strada e anche qualcosa di più. C’è un laboratorio artistico e uno di computer, dal quale nasce questo blog. Da molti anni abbiamo sperimentato quanto lavorare sui computer sia utile per poter svegliare la mente e certe capacità sepolte. Un giorno uno dei frequentatori storici del laboratorio ha definito il computer proprio così: uno Spaccapensieri. Perchè è uno strumento che riesce ad interrompere il flusso dei pensieri che occupano la mente quando sei pieno di problemi e la strada ti tiene inchiodato. Il progetto Prova&Riprova (del Comune di Bologna) crede in questo da molti anni e, nel lungo periodo, crediamo che abbia dato e possa ancora dare dei risultati, sia per le persone che ci sono passate, sia per la città di Bologna.
Anche altre importanti realtà hanno creduto in questo progetto: ringraziamo la Regione Emilia Romagna che ci ha donato sette computer completi. Sono un po’ vecchiotti sì, però funzionano e vedremo di usarli al meglio.
Leggiamo con soddisfazione su Bandiera Gialla che la stessa idea dell’uso del Pc appartiene anche ad altre grandi realtà come il CNCA (Coordinamento Nazionale delle Comunità d’Accoglienza) insieme al colosso Microsoft.

Informatica in comunità: contro disagio ed emarginazione
Migliorare le condizioni delle persone svantaggiate attraverso l’informatica: con questo obiettivo riparte a gennaio in Emilia Romagna la terza edizione di Informatica in Comunità. Il progetto, realizzato da CNCA, in collaborazione con Fondazione Adecco per le Pari Opportunità e Microsoft Italia, conta di coinvolgere oltre 700 partecipanti in 7 centri CNCA presenti nella regione Emilia Romagna. L’intento è quello di aiutare persone socialmente svantaggiate facilitando il loro ingresso nel mondo del lavoro grazie all’insegnamento di conoscenze informatiche di base.

I corsi prevedono la suddivisione in diversi moduli in modo tale da affiancare momenti leggeri e divertenti ad altri più tecnici ed impegnativi. In generale questi corsi svolgono una funzione davvero importante, in quanto contribuiscono a rafforzare l’autostima degli ospiti e a far ritrovare loro fiducia in se stessi e nelle proprie capacità. I docenti sono formati da Microsoft con corsi specifici, inoltre saranno gli stessi dipendenti della Microsoft che dedicheranno alcune giornate di volontariato all’insegnamento presso i centri CNCA.

Per garantire l’adeguato livello di attenzione al singolo studente i gruppi non eccederanno il numero massimo di 8 partecipanti. Oltre alla formazione in aula, viene data la possibilità di approfondire i temi trattati durante il corso con un CD di auto-formazione distribuito insieme al materiale didattico e basato sul Digital Literacy Curriculum di Microsoft, corsi di formazione digitale gratuiti innovativi, che usano tecniche multimediali interattive.

Per maggiori informazioni:
Microsoft
Chiara Ronchetti
Corporate PR Manager
Tel. 02/70.39.20.98
cell. 335/126.20.49
www.microsoft.com/italy/stampa
e-mail: msstampa@microsoft.com

E mi perdo nel colore

Pubblicato: 13 marzo 2009 da massitutor in pensieri in libertà

pazzia2

Vi e mai capitato di sentirvi perfetti e ha un certo punto vi accorgete che vi succede qualcosa di strano di essere in tensione per un appuntamento e poi dopo ore di attesa vi accorgete che l’appuntamento è semplicemente il mese dopo? Accorgervi che, in tutta la vita fin qui vissuta, non si è mai perso un colpo, ed a 42 anni ti succede che perdi un colpo e sbagli di un mese dopo l’attesa? Tu prova ha raccontare questo alle persone che conosci e loro giustamente ridono. Anch’io ho riso di me e mi son chiesto cosa mi stia succedendo. Sarò mica innamorato, mi sa che è propio così.

Cara tanto per buttarla lì
in quanto io mi senta
troppo perfetto;
stamattina ho sbagliato
l’appuntamento credendo
che Maggio foste il 6 del mese
ma mi sono sbagliato
di un solo mese

Forse mi sono innamorato
e mi rido adosso
e in quanto io avessi
solo 42 anni ti dico
che mi sto veramente
preoccupando
dov’è la mia testa?
se presa un giorno di festa
se ubriacata d’amore

forse sarà meglio raccontarlo
al mio dottore, che poi mi disse
la sua è solo una questione d’amore

e quando son tornato a casa
ho aspettato a dirtelo,
non volevo che tu ridessi di me

dove è finita la mia testa?
si è presa un giorno di festa
si è ubriacata d’amore
e ora va sui pianeti
un poco più distanti

vedo Marte
rispecchia il suo rosso,
amore, mi perdo nel colore

dove è finita la mia testa
si è presa un giorno di festa
si è ubriacata di amore
dove è finita la mia testa?
E volò via
e volò via, e volò via.

Le stragi del mercoledì mattina

Pubblicato: 9 marzo 2009 da massitutor in amicizia, morte

tavola

Bologna in gran recupero: alla fine dell’inverno Bologna si accoda alle altre città italiane che hanno visto morire decine di persone in strada. Non si tratta di morti per il freddo, ma di gente che è morta comunque ai margini, in solitudine e di solitudine.
Perchè Le stragi del mercoledì mattina? Perché è un giorno come un altro. Perché qui si muore mentre tutto il resto gira e va avanti. Perchè la settimana scorsa è morta una persona al giorno. Gente di strada, ai margini, clienti di carceri, di dormitori, centri diurni, utenti dei servizi sociali, degli ospedali. Erano nostri amici.
Non so davvero dove cominciare: un’aria di piombo in polvere ha preso i nostri pensieri e i nostri occhi per giorni e giorni.
Mentre cerco ancora di rendermi conto della scomparsa del caro amico e collega Delvis esco da questa settimana fitta come uno spineto. Hanno abbandonato questo mondo Guglielmo, Francesco e Frank.
Nessuno ne ha parlato e solo noi possiamo qui ora lasciare un segno, un ricordo del loro passaggio.
Di Guglielmo che è caduto in uno dei tanti passaggi dal carcere al dormitorio e poi in strada, di nuovo. Guglielmo che non sa dove andare e allora scappa nell’unico modo che conosce.
Di Francesco, che ha lasciato marcire il suo piede, il suo corpo, la sua vita.
E di Frank che, dopo aver salutato tutti, ha deciso di appendere le sue pene, le sue speranze e sé stesso appena fuori dal dormitorio.
Questa è la storia di uno di noi…

Il tuo gesto

Pubblicato: 9 marzo 2009 da massitutor in amicizia, morte
diegosommelié2Doveva essere il mio giorno per la pubblicazione della poesia, ma poi è stato tutto rinviato a venerdì, pazienza il giorno è stato duro, ma io e Laika abbiamo mangiato, ci siamo riposati qualche ora in via del Porto per ricaricarci dalle energie spese.
Alle 16:30 come tutti i giorni mi avvio per il mio ritorno, piovigina e raggiungo via del Gomito e la prima cosa che noto è una luce accesa, effettivamente c’è qualcuno, vedo la macchina rossa è Barbara che è arrivata in largo anticipo: è presto è non si può ancora entrare piove e visto che io e Laika eravamo già bagnati abbastanza ho deciso di andare sotto la pelinsilina dell’autobus, prima di sedermi vado vicino al cantiere e vedo una persona faccio il mio bisogno un po’ più in la poi guardo quella persona, in un primo momento sembrava che dormisse provo a chiamarlo, non risponde è un corpo privo di vita, mi sfugge l’occhio e vedo il guinzaglio, sembrava Frank dai pantaloni, ma non ero sicuro, non ho credito nel telefonino, suono in struttura e avviso che c’è una persona che sembra priva di vita, il tempo che l’operatrice Barbara indossi qualcosa di tutta fretta, e mi raggiunga l’accompagno sul posto e riconosce anche lei dai pantaloni FRANK e uno dei nostri, chiama i soccorsi i vigili del fuoco l’ambulanza i carabinieri ma non c’è nulla da fare non resta solo che costatarne il decesso, viene a mancarci una persona di peso per le sue storie per BRENDA e per essere stato amico di tutti noi del rifugio notturno di via del porto.
Nella struttura Gianni il più colpito e alcuni amici, i più sorpresi di un addio dato, non mi vedrete più, qualcuno addiritura non pensava che volesse dire questo.
Ancora più triste diventa la storia, che presto sarebbe stata raggiunta una soluzione per lui dopo tutte le sue fatiche e percorsi: i percorsi sociali che si percorrono per il reinserimento della persona, andando verso un appartamento insieme ad altri come reinizio della vita stessa della persona con un lavoro. Non c’è l’ha fatta, non c’è la voluta fare, be’ Frank non fa niente, ti vogliamo bene lo stesso, tutti qua al rifugio notturno, il tuo gesto è stato capito.
CARLO MONTRESORI