Archivio per la categoria ‘assistenti sociali’

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Come già immaginerete non solo in Italia ci sono problemi legati alla tossicodipendenza. Esistono un pò in tutta Europa strutture che vanno incontro a queste problematiche.
Ma il modo di affrontare le diverse situazioni cambia di paese in paese e di città in città.
Vi vorrei raccontare di un progetto nato in Repubblica Ceca nel 2002 da un gruppo di operatori sociali che erano stanchi di stare seduti in un ufficio, come ad esempio può essere il droop-in in italia e hanno deciso che dovevano andare incontro ai bisogni di quei tossicodipendenti che vivevano in strada.
Bisognava stare vicino a quelle persone e, un bel giorno Tomas decide di prendere delle biciclette e, con altri tre operatori, andare in strada.
La cosa funziona così: tutti i giorni dalle 9 alle 7 di sera si può fare uno squillo a questi street workers e loro chiamano per sapere tu dove sei. Dopo circa 10 minuti al loro arrivo tu puoi chiedere il cambio di siringhe o magari un appuntamento col dottore o con l’avvocato piuttosto che l’assistente sociale e sono subito pronti ad accompagnarti.
Chiaramente si instaura un rapporto di fiducia reciproca e gli utenti non vedono più gli operatori come persone dall’altra parte della barricata, ma come veri amici a cui raccontare i propri problemi e le proprie aspettative.
La missione di questo progetto è di portare i servizi per le strade, appartamenti, piazze, bar, ed ovunque ce ne sia bisogno per fornire informazioni, forniture mediche e consigli ma soprattutto incoraggiare gli utenti ad un cambiamento positivo nel comportamento e il trattamento delle tossicodipendenze.
Lenka del laboratorio artistico quì in via del porto ci ha raccontato che parecchie volte gli street workers hanno salvato tante persone dall’overdose ma non solo. Hanno soprattutto condiviso i problemi dei loro utenti a 360 gradi e ancora adesso continuano a dare supporto psicologico a persone che vivono una vita in profonda solitudine.
Ancora adesso Lenka mantiene contatti tramite email con loro e ci racconta che sono felici che lei abbia cambiato vita e che ha smesso di fare certe cazzate. Questo dimostra un modo nuovo di relazionarsi tra operatori e tossicodipendenti un modo che io definirei alla "pari".
Speriamo che anche quì in Italia si possano fare dei passi avanti per quanto riguarda i rapporti diretti che coinvolgono stili di vita diversi nell’ambito del sociale e più precisamente per quella che viene chiamata la "riduzione del danno".

larassegnastampa_di_KurtinizzoEMERGENZA FREDDO APRONO I RIFUGI INVERNALI PER I SENZA TETTO DELLA PENISOLA.                       
Arriva il grande freddo e i comuni si prerarano alle emergenze, in primo piano scatta quello per dare un posto ai senza tetto, che si trovano in strada a patire il freddo, da Milano,Torino, Bolzano,Roma, ecc. aprono i rifugi invernali per i clochard, queste emergenze non sono altro che un periodo di alcuni mesi "invernali" che possono trascorrere al caldo in strutture attrezzate dove passare la notte, avere un pasto caldo, lavarsi, trovare dei vestiti, passare alcune ore in tranquillità la cosa che ci da Fastidio è che la città di Roma la casa del Papa invece di aumentare i posti per le emergenze le dimezza anzi di più, pensiamo che non sia giusto per niente che città come la capitale dimezzi posti letto per senza tetto facendo spreco su spreco di soldi per cagate e non di affrontare problemi come il sociale, poi chiediamo gentilmente a tutti i lettori che chi abbia la possibilita di portare coperte e vestiti invernali alle associazioni che si occupano del sociale Caritas, Croce Rossa, Chiese, e anche chi a un po di tempo libero di passarlo con persone che hanno bisogno, perche dietro quel bisogno si nasconde una persona sola quindi aiutiamo chi ha bisogno!              

RIMINI. IL CLOCHARD DATO A FUOCO.
Vi ricordate del barbone messo a fuoco sulla panchina a Rimini? ecco : la Questura ha fermato quattro giovani più che diciottenni, con l’accusa di tentato omicidio, speriamo che la Magistratura arrivi a risolvere questa brutta pagina di cronaca e arrivi a una sentenza, chi a commesso il reato deve pagare, poi diciamo che il nostro amico sta migliorando, speriamo che si riprenda al piu presto.In  bocca al lupo e buona fortuna un tuo amico, buon natale.          

Droga, l’altra faccia della cocaina       
Quando sentiamo cocaina ci viene in mente la "Polvere Bianca" quindi tossicodipendente, e quindi gia un grosso problema, ma non è solo questo il problema, dobbiamo dire che dietro vi è la distruzione di foreste che i narcotrafficanti distruggono per poter coltivare sempre più polvere, si stima che in dieci anni siano stati distrutti oltre 2,2 milioni di ettari di foreste per uso coltivazioni, diciamo anche che per fare un chilo di cocaina, vengono rilasciate nell’ambiente 80 litri di cherosene, tre litri di acido solforico, un litro di ammoniaca, ed altre sostanze inquinanti per la lavorazione della coca, è solo una distruzione, dobbiamo dire basta a questa distruzione in tutti i modi, pensiamo ai milioni di giovani che usano la coca, l’auto distruzione della persona perche la coca ti distrugge e basta non fa del bene alle persone ma solo del male, quindi bisogna fermare questo, perchè le uniche persone che ci guadagnano sono i narcos e mi viene da dire anche i governi invece i giovani si rovinano per poter comprare la "Polvere Bianca". 
                                                                        

Pubblichiamo la registrazione fedele di un dialogo fra due persone che, ognuna a modo suo, vive la strada. Kurt e Tony. Saluti, opinioni e scambi sulla vita di strada e sugli eventi di questa faticosissima settimana. C.S.D. chissà che non diventi una rubrica.
comunicazioni lontaneTONY: Ue cumpà, allora come butta lì a Bologna?
KURT: A Bologna tutto nella norma tutto bene, e dalle tue parti?
TONY: Un casino guarda… Vedi cos’è successo a quel poveraccio di Rimini… Zachy lo conosceva. Poi cominciano a girare certe voci… Che partono le ronde, boh?
KURT: Si ho sentito anche io del poveraccio di Rimini che hanno dato fuoco, bei pezzi di merda brucerei loro, salutami Zachy anche se non lo conosco, e poi cosa sono ste ronde le cagate che a pensato la Lega.
TONY: Ma qui girano voci strane di ronde di cittadini e di un elenco di noialtri sfigati che dovrebbe fare lo Stato… Ma te ne sai qualcosa?
KURT: Per quello che ho letto dovrebbero fare un registro di persone senza dimora, ma la cosa strana è che a volerlo sono quelli del ministero dell’interno: è strano che la polizia con tutto quello che ha da fare pensa ai barboni, a registrarli, e poi delle ronde vorrebbero assumere guardie giurate o semplici cittadini a girare per la città non si sa se armati, ma non vi è troppa forza dell’ordine che girerà?
TONY: Ma io veramente ho sentito che di mezzo c’è la Lega Nord, che è una sua proposta… Poi è vero che lo deve fare la Polizia… Ti risulta?
KURT: La proposta è stata fatta dalla Lega Nord ma sto registro deve farlo il ministero dell’interno quindi la polizia, non gli assistenti sociali perché i barboni non vanno aiutati con gli assistenti sociali ma schedati dalla polizia come dei delinquenti qualsiasi spero qualcuno insorga magari il papa dica la sua.
TONY: Ué! Non sarai mica diventato leghista a stare a Bologna?!! Delinquente.
KURT: Leghista io? Mai veramente lascio la politica ai politici gente ladra e senza sapere cosa è veramente la politica incapace di comandare una nazione e scherzando saremo tutti schedati noi poveri senza tetto dobbiamo fare qualcosa!
TONY: Sì ma che cosa?
KURT: Non far finta di nulla!

KURT: Arre! Ancora qua stai.
TONY: Miiiinchia… Qua non smette più di pioveeere, mannaggiammuerte.
KURT: So due giorni che piove pero andiamo avanti.
TONY: Stiamo in mezzo alla via sotto l’acqua e quei cornuti ci vogliono anche schedare… Ma per farne cosa poi?! ‘Sti cornutt.
KURT: Non solo mezza alla strada e sotto l’acqua ma sta scheda che voglion fare la farà il ministero dell’interno uguale polizia i giornali dicono per la sicurezza ‘sti infami.
TONY: La sicurezza di chi limorté…! x-(  hai sentito quello che è successo a Rimini? E sarebbero insicure le persone "normali" perchè uno dorme o si siede in strada? Che wonderful world!
KURT: Sicuramente la sicurezza dei nostri politici o dei nostri industriali o dei nostri ricchi non avrei risposta, non penso che un semplice cittadino si preoccupi di un barbone che è per strada, avrà da preoccuparsi ad arrivare a fine mese; mi dispiace per l’amico di Rimini che porta il mio stesso cognome ma viviamo in un mondo di merda dove sappiamo fare i forti solo con i più deboli, bella merda,  ma le cose vanno al contrario sono insicure le persone normali che lavorano invece chi sta in strada per un problema è da chiudere non da aiutare bella sfigaaaaaaaaaaa
TONY: Coraggio cumpà. Mi sembra che hai le idee molto chiare sull’argomento. L’esperienza di strada in effetti a volte ti apre gli occhi. So cosa vuoi dire.
KURT: Forse hai ragione l’esperienza insegna tante cose ti apre gl’occhi ma penso anche che tutta questa gente che vive in strada non lo fa perchè vuole vivere in strada,  forse qualcuno ma la maggioranza vorrebbe una casa,  un lavoro qualunque esso sia e non vivere sotto i servizi per quel che possono aiutarti,  invece di aiutare concretamente queste persone escludiamole facendo un registro cosi saremo tutti marchiati, dei fannulloni barboni
TONY: Ciao Vecchio Kurt! E, come dice mio padre, TESTA FRA LE ORECCHIE!
KURT: Ciao bello alla prossima stammi bene e che qualcuno che a il potere politico ci metta un freno a tutte queste idiozie, e invece di schedare aiutare concretamente queste persone perché anche loro hanno dei diritti e quindi rispettiamoli.

Operatori Pari

Pubblicato: 6 novembre 2008 da massitutor in assistenti sociali, assistenze e bisogni, lavoro, operatori pari

Chi è un "operatore pari"? Una persona che ce l’ha fatta o un lavoratore che non riesce a fare altro?

A settembre è iniziato un corso per operatori sociali di prossimità, comunemente chiamati Operatori pari. Questo corso è anche un blog. Il corso è finanziato dal Fondo sociale europeo finalizzato a dare una qualifica di animatore sociale a lavoratori di coop La Strada già impiegati nell’accoglienza di persone in stato di marginalità e disagio adulto. Nella città di Bologna, presso Ageform.
Il blog vuole essere una traccia di questo corso; un luogo virtuale dove ritrovare pensieri e materiali, discutere, confrontarci su idee e contenuti, fare cooperazione sociale.
Operatoripari non è rivolto solo ai corsisti, ma anche a tutti i docenti, i colleghi, gli utenti e gli ex-utenti, gli altri soci e chiunque semplicemente ha qualche idea da condividere riguardo al lavoro sociale.

Ne parliamo insieme su www.operatoripari.splinder.com

ufficioNe avevamo già parlato ad inizio ottobre e ci siamo ripromessi di tornarci sopra, dunque eccoci qua: i Servizi sociali di Bologna cambiano radicalmente. Una vera rivoluzione che, come già detto qui su Asfalto, è avvenuta in una pressoché assenza di dibattito e discussione.
Raccogliamo dunque l’appello degli amici di Piazza Grande:
"I Servizi Sociali a Bologna cambiano ancora sistema. Dall’inizio di ottobre è di scena il decentramento ai Quartieri. Negli ultimi due anni si è passati dall’accentramento della lista unica di via Sabatucci che ha messo fine all’esperienza dello sportello di via del Porto, al decentramento dei Servizi Sociali ai Quartieri. Per chi ha bisogno del sostegno dei servizi per fare fronte ai propri bisogni quotidiani (dormire, mangiare, curarsi ecc.) orientarsi tra sportelli e uffici è stato sempre difficile, con questi ribaltamenti la confusione aumenta. Ma non è questo l’unico problema. Ogni volta che si profila una riorganizzazione dei servizi rivolti agli adulti in difficoltà, si ha il sospetto (a volte la certezza) che questi cambiamenti abbiano come conseguenza un accesso sempre meno agevole alle misure di sostegno fornite dal Comune, soprattutto per le persone non residenti a Bologna.
In queste settimane Piazza Grande sta provando a comporre il puzzle di questa ristrutturazione che per molti appare ancora molto nebulosa. Speriamo di raccogliere le opinioni di amministratori pubblici, operatori sociali e soprattutto degli utenti. Con queste righe vorremmo stimolare la partecipazione dei bloggers di Asfalto al dibattito a distanza che riempirà le pagine del numero di novembre di Piazza Grande.
Grazie a tutti".

Il cambio della guardia

Pubblicato: 30 settembre 2008 da massitutor in assistenti sociali, assistenze e bisogni, civiltà, inchieste, politica

guardiatene

Notizia. Nei prossimi giorni cambieranno molte cose nel mondo del sociale a Bologna: è un punto del percorso di un processo di ristrutturazione dei Servizi sociali che parte dal Parlamento ed è stato recepito via via a livello locale. Ed ecco che veniamo a Bologna. Dunque va detto che la situazione è ancora un po’ tutta in fase di rodaggio, ma le cose si metteranno  più o meno così: il Comune manterrà un compito di progettazione e indirizzo politico dei servizi, che saranno gestiti però dalle 3 Asp (Aziende Pubbliche Servizi alla Persona) e cioè: Irides (accoglienza minori); Papa Giovanni XXIII (anziani oltre i 65 anni) e l’Opera Pia dei Poveri Vergognosi, che sarà impegnata nella gestione delle strutture e dei servizi per il nostro settore e cioè il disagio adulto, lotta all’esclusione e problemi correlati all’immigrazione.
Ma non finisce qui: altro fattore fondamentale di questo grande cambiamento è il decentramento dei servizi sociali nei Quartieri. A breve, infatti ognuno dei 9 Quartieri di Bologna avrà un suo sportello sociale di accoglienza e ascolto per le persone con dei bisogni su quel territorio e, vien da sé che il Servizio sociale adulti centralizzato andrà dissolvendosi.
Che dire? Intanto che questo è solo un accenno di un discorso complesso che speriamo di riuscire ad approfondire anche qui su Asfalto, anche grazie all’aiuto di persone che di queste cose ne macinano ogni giorno: mi riferisco dunque a responsabili, esperti, operatori, amministratori, politici e ovviamente anche utenti dei Servizi, che potranno portare qui il loro punto di vista su questo importante cambiamento. Purtroppo c’è stato troppo silenzio attorno a questo mutamento, da parte di tutti. Ormai è arrivato e dunque affrontiamolo. I cambiamenti fanno sempre paura e fanno nascere preoccupazioni di ogni tipo, per cui viene spontaneo gridare Alla catastrofe, ma valutiamo serenamente gli sviluppi di questo processo e procediamo senza paura verso una rappresentazione e magari un dibattito possibilmente costruttivo, fra di noi e insieme agli attori coinvolti.

Diego e gli altri…

Pubblicato: 16 luglio 2008 da massitutor in amicizia, assistenti sociali, assistenze e bisogni, lavoro

the groupDiego secondo me e tutto fuso perché e come Cimabue una ne pensa e cento ne sbaglia.
per non parlare di Lollo che insieme a Diego si capiscono molto bene perché sono fusi di natura.
poi ci sarebbe Alessandra che neanche a parlarne perché già lo sa che neanche ce bisogno di dircelo di quanto e fusa.
e non solo ci sarebbe il fattone di Massimo come lo chiama Alessandra lui per conto mio perché anche ad  essere un bravo psicologo e anche fuori di testa.
ci sarebbe  anche Matteo che a parte che si mangia i computer ed è anche cecato.
cosa dire di Claudia all’apparenza sembra quella più seria invece e la più fuori di testa di tutti.
il Signor Massi Tutor secondo il mio punto di vista non e che fuso ma si e fumato l’impossibile specie quando si incazza.
mi ero dimenticato di Cosimo lui non e fuso e oltre l’impossibile.
Andrei invece e fuori di capoccia specialmente quando vuole parlare in Italiano non ce ne azzecca una.
insomma in via del porto non ce ne uno che si salvi chi può.

Oltre il buio

…..Ciao a tutti. Ieri avendo fatto, come di consueto il gruppo, abbiamo trattato l’argomento di cosa uno di noi si aspetta dalla regione e dai servizi offerti alle persone indigenti, bisognosi di aiuti "non solo economici ma in generale". (Casa, Lavoro, Reinserimento nella vita sociale). Avendo vissuto, e sopportando all’inverosimile le vicissitudini sulla mia propria pelle, credo che i servizi cercano di aiutare i bisognosi ma non hanno i mezzi nè l’autonomia x gestire tale fenomeno. Per cui, come si suol dire, si passano la palla a vicenda. Come da "Millenni" fanno per scaricare le loro responsabilità su una istituzione sia essa Statale, Regionale, Provinciale, Comunale e ora udite udite Circoscrizionale. Per cui per noi senza un’ulteriore via di uscita siamo "costretti" a rivolgerci a loro senza nè sbocchi nè alternative diverse dal loro progetto deciso x noi; senza tener conto delle affinità che ognuno di noi ha svolto prima di cadere in "disgrazia". Oltre tutto se hai un "progetto" per il futuro devi esternarlo alle persone che fino a un minuto prima erano con te. Vuoi per essere uscito dalla roba, alcool, o altre sostanze, ti senti dire la classica frase: "Buono, siamo stupefatti e contenti per la tua riuscita" ma poi, come di consuetudine, vieni abbandonato a te stesso e depresso e represso ricadi in ginocchio a testa ricurva ripensando "Lucido" a cosa ti sia capitato e il perchè cadi di nuovo nel baratro da cui credevi essere uscito ti ritrovi di nuovo col culo x terra e pensi "Affanculo tutto e tutti, non c’è la farò da solo, senza un aiuto Concreto ricadrò di nuovo nel baratro da cui volevo scappare, fuggire" e allora non ti resta che isolarti e chiuderti in te stesso. Ma siccome sono caparbio testardo cocciuto con le idee ben chiare per riprendere una vita "Normale" farò da solo senza l’aiuto di nessuno. So chè sarà dura ma non mi fa paura, ritenendomi fortunato a pensarla in questo modo. Tanto più nero della mezzanotte non può venire. Sono anni ormai che gestisco questa mia incapacità di voler raggiungere la mia "ITACA". Fortunatamente, almeno per me, spero di raggiungerla al più presto possibile da fare in modo di sistemare almeno la mia mente, in modo da non pensare ad altro nei momenti difficili che ognuno di noi ha. Risolto il problema mentale non resta che quello fisico, appunto dopo aver preso metadone per mancanza di coca cosa inefficente ed insolvibile per il mio problema ne ho fatto a meno. "Tutto" e quando dico tutto intendo qualsiasi sostanza abbia a che fare con qualsiasi sostanza. Proprio oggi ho visto di persona molte cose inerenti a ciò che la realtà che si vive quotidianamente vivendo per strada "GIUNGLA" ho deciso di dare una svolta al mio futuro, ma capace di usufruire del mio volere e pensiero fatto appunto x come "ora" si vive.

Ecco non voglio dilungarmi oltre, potrei parlare dei problemi della attuale e futura società ma non mi inoltro in discorsi a voi ben conosciuti. Insomma ho deciso di uscire dal tunnel e vado dove "spero" ritrovare la mia "ITACA". Avrei tante ma tante cose da dire ma ora non sono in vena di esplicare i miei pensieri e le mie idee sul futuro. Mi piace il progetto, ma vedremo se va. Intanto saluto tutte le persone che hanno un cuore cioè chi è disposto a darti una mano e mi riferisco agli operatori di via del porto, gli altri li ho trovati chiusi e aggrappati in un involucro fatto di specchi su cui scivolano essi stessi, figuriamoci noi indigenti ma perchè non dire le cose col suo nome "IPOCRISIA": tossici, ubriaconi e chi più nè ha più ne metta. Vado via per speranza di ritrovare me stesso e forse un giorno la mia "ITACA". Sperando di non aver creato nessun problema ad alcuno vi lascio con una unica domanda: in che SOCIETA! si vive se si accoglie altri e non noi stessi..?   Ah dimenticavo: mi è stato "rubato" tutto ed è sempre più guerra tra poveri. Addio o meglio arrivederci. . . . Statemi bene e se ci sarà alla prossima. Permettetemi di recar ancora un secondo di dusturbo per dire che la vita è bella finche ci si adatta ad essa, ma quando decidi di non vivere nella norma quotidiana sei automaticamente fuori dalle regole imposte da altri i quali ripercoutono la società cosiddetta normale. Mi spiace solo di abbandonare un gruppo il quale si è molto prodigato per dare ad una persona la voglia di riscatto verso tutto e tutti; per cui ai ragazzi che frequentano o hanno modo di conoscierli di non dire sentire ma di "Ascoltare". "ADDIO".

Blogger: massi9

…ok!! Continuiamo il nostro viaggio nelle città principali d’Italia per quanto riguarda il “piano freddo”, anche se in forte ritardo, siamo alla volta di Torino.
Con la brutta stagione e l’abbassarsi delle temperature, l’Amministrazione comunale  programma l’accoglienza di persone a rischio, avvalendosi della collaborazione del personale della Croce Rossa Italiana, del corpo di soccorso dell’Ordine di Malta, dei volontari di Aizo, Opera Nomadi e Associazione Mamre. Sulla base dell’esperienza degli anni passati è stata riorganizzata al campo di Basse di Stura  fino ad aprile, mentre è gia partito l’allestimento dal 26 Novembre, fino a fine Marzo, di altri due punti di accoglienza straordinari, attrezzati con servizi igienici e container riscaldati per l’ospitalità notturna, situato al parco della Pellerina e nello spazio adiacente alla piscina della Colletta, per un totale di 192 persone dove gli ospiti potranno accedere dalle ore 20:00 alle 8:00 del mattino.
Operatori della Protezione Civile, una trentina tra tecnici e elettricisti hanno installato su pilastri di cemento 16 container, destinati all’accoglienza notturna, oltre a passare la notte e ricevere un pasto caldo e bevande di vario genere, agli ospitati verrà consegnato un buono doccia da poter usare in uno dei bagni pubblici della città. Due container saranno adibiti a bagni con lavandini, mentre l’altro diventerà un ufficio dove operatori della Croce Rossa Italiana durante la notte registreranno le richieste d’ingresso, stessa cosa al parco della Pellegrina, tutti e due i complessi sono accuratamente recintati. Altri 10 nuclei familiari Rom, Sinti e Camminanti (massimo 50 persone) provvisti di loro camper o roulotte saranno accolti per un periodo non superiore a tre mesi nello stesso campo di Basse di Stura. Nelle piazzole vi saranno attacchi a luce e acqua.
L’A.S.L 1 ha partecipato attivamente e “sul campo” fin dal’99 al progetto di integrazione sociosanitaria per sostenere i cittadini ai margini, i cosiddetti homless, dando non solo un posto letto, ma anche assistenza medica e psicologica. Il progetto nel tempo si è ampliato, e grazie anche all’aiuto di altre associazioni è notevolmente migliorato. “Per i nostri operatori impegnati nel progetto, si è trattato di un’esperienza unica, non soltanto da un punto di vista professionale, ma anche umano, perché ha permesso loro di aiutare personalmente persone emarginate, abbandonate e sole”.
Per accedere a questi servizi, basta andare ai giardini pubblici di Porta Nuova, la Stazione e gli angoli delle strade sono diventati le sedi “improvvisate” dei sanitari del Sert dell’Asl 1, che hanno avvicinato queste persone in difficoltà, indirizzandole verso i servizi di cui avevano bisogno.
Questo è quanto raccolto e raccontato con parole nostre, anche avvalendoci di alcuni dati trovati su internet, e altri inviateci dall’ufficio stampa dell’assessorato, per quanto riguarda il “piano freddo, ci sembra giusto fare una panoramica delle strutture funzionanti tutto l’anno. Diciamo che i servizi sono suddivisi sostanzialmente in 2 modi; “Servizi a Bassa Soglia”, tutti quei servizi e quelle strutture il cui accesso è il più possibile immediato e facilitato e non richiede nessuna formalità: case di ospitalità notturna, educativa territoriale diurna, servizio itinerante notturno (Boa Urbana Mobile) ambulatorio socio sanitario, strutture di ospitalità e mense in convenzione con il volontariato cittadino, buoni docce. “Servizi di Primo e Secondo livello” tutti quei servizi e quelle strutture il cui accesso è comunque mediato da un percorso progettuale (le case di ospitalità sono completamente gratuite, gli alloggi di risocializzazione; gli utenti contribuiscono con una cifra a seconda il reddito dell’ospite, e per le convivenze guidate gli utenti danno un contributo di 35.50 euro al mese). Sempre raccogliendo informazioni e dati su internet, abbiamo costatato che la città offre otto dormitori, cinque misti, uno per uomini, e due per sole donne, quasi tutti con una capienza tra i 15 e i 25 posti letto, per un totale di 155, con la possibilità di aggiungere 50 posti per l’inverno, che si vanno a sommare agli altri 192 del piano freddo.
Che cosa è il servizio:
BOA URBANA MOBILE
Il Servizio è attivo tutto l’anno dalle ore 20.00 alle ore 1.00 ed ha la funzione di entrare in contatto con quelle persone che vivono in situazione di emarginazione grave e che non hanno potuto reperire alcuna sistemazione per la notte. Muovendosi per il territorio cittadino in orario notturno il servizio raggiunge l’utenza target presso il luogo di stanzialità offrendo: generi alimentari di primo conforto come bevande calde e coperte, opportunità di relazione e di dialogo ed accompagnamento presso le strutture di accoglienza notturna, secondo la disponibilità e le caratteristiche dei posti riservati per tale servizio (i cosiddetti “posti di emergenza” o “posti BOA”).
Il servizio presta particolare attenzione alle persone in situazioni critiche che rifiutino il posto letto e a coloro che per incapacità o condizioni di salute psicofisiche compromesse possono rischiare la propria vita: per  soccorrere  le persone in situazione di grave disagio vengono contattati i  servizi di emergenza.
Inoltre esiste la possibilita di accedere ai servizi anche attraverso un Call Center, qualora non ci fosse la immediata possibilità per la notte, l’utente sarà iscritto ad una lista di attesa gestita dallo stesso Call Center.
In conclusione, sulla base della mia esperienza fatta l’anno scorso in visita a Torino proprio in occasione dell’apertura di un nuovo dormitorio, ho potuto notare una sostanziale differenza.
A Bologna ci sono 5 dormitori con una media 50 posti letto, a Torino sono 8 con la media di 24 posti. A mio modo di vedere, penso sia più gestibile la situazione di Torino, dove, essendoci edifici che contengono meno persone è meno facile che si formi il cosidetto ghetto.

Ho chiesto aiuto

Pubblicato: 14 febbraio 2008 da massitutor in assistenti sociali, assistenze e bisogni, comunità

mani_help

La prima volta che ho chiesto aiuto ad un servizio è stato molto tempo fa, al mio sert della città in cui sono nato, a Formia, è stato un aiuto a livello di un mio particolare momento in cui facevo un uso esagerato di sostanze stupefacenti, e dopo una diffidenza iniziale è cominciato il contatto con il mio Sert, per un invio in una comunità a Reggio Emilia.
Poi è continuato a Bologna dove mi sono trasferito dopo circa qualche anno, e essendo una realtà quella di Bologna più grande, più grande era la diffidenza nei riguardi dei servizi, e i primi tempi preferivo spacciare e dormire per strada. Visto che alla lunga paghi lo scotto di questo tipo di vita, mi sono avvicinato gradualmente all’unità mobile, che agli inizi per me era solo un distributore di metadone, poi i rapporti con gli operatori dell’unità mobile si sono approfonditi, facevo dei colloqui periodici con loro, e per un periodo che sono stato messo fuori dal dormitorio ho usufruito anche di un pronto soccorso sociale. Io penso che l’aiuto chiesto nella giusta misura, là dove serve non è superfluo: non ha senso essere dipendenti dai servizi, perchè secondo me i servizi devono essere quel trampolino di lancio verso un inserimento nella società, per chi ha vissuto e chi viene dai margini della stessa, un ponte verso un autonomia per troppo tempo stata coperta da una vita in emarginazione, la spinta necessaria, e indispensabile. Ognuno di noi in base alle sue capacità e disponibilità può dare qualcosa agli altri, non solo dando grosse somme di denaro in beneficenza, oppure facendo tre miliardi di ore di volontariato, ma semplicemente vivendo nel rispetto, da persone civili, e di questi tempi trovare persone così e molto difficile, le cosidette mosche bianche.
Io da parte mia non sono impegnato nel sociale, e sinceramente parlando non saprei nemmeno da dove cominciare, aiutare il prossimo non è facile, richiede impegno sacrificio costante e un dispendio di energie immenso. Io ho sempre tirato i remi in barca e ho preferito filare dritto per la mia strada, preso dal mio individualismo, che comunque la vita di strada ti porta ad avere. L’aiuto che ho dato io a qualcuno che ho dato quando ero per strada è stato dargli del denaro, ma mi è sembrata la cosa più immediata in quel momento, e qualche volta ho dato il numero e l’indirizzo di qualche dormitorio a chi me lo chiedeva per strada, ripeto aiutare non’è facile, per me che sono sempre stato dalla parte di chiedeva una mano. Cos’è cambiato in me in questi anni di strada? è comunque una consapevolezza di una realtà più dura rispetto a quelle che normalmente gli altri sono abituati a vedere, una sorta di maturità non acquisita sui banchi ma per strada, e d’altra parte solo per strada, puoi conoscere e toccare con mano certe verità, e tutto ciò ti aiuta inevivitabilmente a cambiare, non del tutto, ma comunque tutto ciò non ti rimane indifferente.