Archivio per la categoria ‘assistenze e bisogni’

CICLOINTERVISTE

Pubblicato: 21 Maggio 2009 da massitutor in asfalto fuoriporta, assistenze e bisogni
Ciclointervista realizzata il mese scorso in un trasferimento in bicicletta fra Firenze e Milano, alla stazione Centrale dove sono andato a presentare il mio Libro: "Via della casa comunale n°1".
Franco vive da quindici anni in una baracca alla cintura di Bologna e in questo periodo ospita degli amici Freschi di strada, un pochino più sfigatelli di lui.
L’intervista è stata realizzata con un cellulare e montata con mezzi di fortuna: lo scauso programma di Windows (il peggio del peggio) ma l’amico Franco ha risollevato la situazione con la sua naturale alcolica simpatia.

Bruccoleri Stefano
mail: edera007@gmail.com

Ritorno sulla strada

Pubblicato: 11 Maggio 2009 da massitutor in assistenze e bisogni, pensieri in libertà
DSCN3634Ho scritto 233 poesie in un anno e mezzo, non so se riuscirò a pubblicarle tutte, ho il via per la prossima pasqua da via del Gomito e non so se continuerò ha scrivere su asfalto.
E non ho nessunissima intenzione di continuare con il sociale. Il cane c’è l ho, mi manca la chitarra il sacco a pelo e una tenda, tornerò a fare il poeta di strada, nonostante chi mi vuole bene e farà di tutto per impedirmelo. E alla fine chissà se riuscirò a cambiare come vuole lei, forse con una donna come ANNA FALCHI, ma lei non so.

N. 233 – ALICE CHE SOGNA

Alice che sogna
dormiva nella culla.
nei suoi sogni
di quando diventerà grande
e conoscerà l’amore

e sopratutto quel ragazzo che scieglierà
per aver accanto e sentirsi sicura
quasi un discorso di fedeltà e amore

già da adesso sogna
perchè i tuoi sogni
l’aiutano a crescere serena
e vivere in quel bel castello
dove ognuno racconterà la sua stori

dove lei si ricorderà di essere stata piccina

correrà
e sarà piu veloce del vento

sfiderà ogni bufera
ma in fine avrà il suo amore

quell’amore desiderato da sempre
come se il suo cuore
la chiamasse ogni notte
e Alice nel paese dei sogni
che cresce e insegue la sua felicità

che è dietro quella porta
che al momento giusto
si aprirà come per magia
e sarà una stanza di mille luci accese
i suoi discorsi d’amore
che comincerà a fare

a quel ragazzo che ora sogna
e la sveglierà con un bacio nel bosco 
piccola ALICE intanto sogna sogna
sogna, sogna, sogna, sogna, sogna, sogna.

le foto del Nostro primo maggio
in una Bologna al completo
dove tutto si svolge lungo una coda, nell’attesa
di un posto letto

di un buono mensa
nell’attesa che passi l’inverno
o che arrivi il giorno
*
Anche quest’anno alcuni di noi parteciperanno all’iniziativa Hey Joe e suoneremo, in Piazza Maggiore, dalle 12 circa. Porteremo una canzone dei Gang che si chiama Socialdemocrazia e racconta lo stato delle cose dal punto di vista  di chi non ha altro che i propri bisogni.

TUTTO ESAURITO

Pubblicato: 30 aprile 2009 da massitutor in assistenze e bisogni, libertà

Épuisé
Agotado
Vergriffen
tutto esaurito
SOLD-OUT
vândut
wyprzedane

Per noi non è una notizia nuova: c’è gente che dorme sotto i portici di San Luca, c’è gente che dorme in case occupate, in Stazione, nei giardini… c’è gente che dorme ovunque, ogni notte. Ci sono 260 persone che sono in lista d’attesa per entrare in dormitorio (lo dice anche il Resto del Carlino, il 29/04/09); ogni giorno le mense sono piene e sono costrette a lasciare decine di persone fuori; i dormitori esistenti sono pieni; l’emergenza freddo è stata piena tutto il periodo invernale.
Domani è la festa dei lavoratori e dei diritti civili:
portiamo in piazza la nostra
dignità e le nostre storie!
Ritrovo presso i bagni pubblici di via Quattro Novembre.

Il 31 marzo scorso ha chiuso l’Emergenza freddo.
Cos’è l’Emergenza freddo? Oggi viene chiamato Piano Freddo ed è il provvedimento che il Comune di Bologna attua per far fronte alle esigenze di riparo delle persone che vivono in strada a Bologna. Materialmente è un capannone situato in via del Lazzaretto, vicino al riparo notturno Massimo Zaccarelli.
45 brandine hanno accolto il difficile sonno di 145 persone, dal 28 novembre 2008 al giorno della chiusura; circa la metà di loro sono stranieri. Tante? Poche? Non interessa qui fare una riflessione o una polemica. Fatto sta che la struttura è stata sempre pienissima, con persone che rimanevano fuori. Escludo inoltre che oggi quelle persone che sono passate da lì oggi abbiano risolto i loro problemi.
Ogni anno, attorno alla gestione della struttura, si attiva una rete organizzativa allargata che coinvolge nell’invio: Lista Unica, Centro diurno, Unità di strada e Servizio mobile di sostegno. Vengono attivati anche percorsi di borsa lavoro e tirocini di formazione.
Elena è una giovane operatrice che ha lavorato con Coop La Strada nella gestione del Piano freddo e quello che segue è il racconto di quell’esperienza dal suo punto di vista.
Un doppio ringraziamento dunque: per l’impegno e per la testimonianza.
Live Zac 01“Perché non scrivi qualcosa sull’emergenza freddo da mettere sul blog?”. Per tutto il viaggio di ritorno a casa, a Modena, sola in macchina sotto una pioggia incessante, penso a cosa poter raccontare che non sia banale. Penso a come poter scrivere tutto quello che per me sono stati questi mesi come operatrice all’emergenza. Penso a dove dormiranno da domani sera… mi viene un nodo allo stomaco tremendo. Penso al fatto che vorrei, dovrei, fare qualcosa di più. E invece… rendersi conto che tu da solo, per quanta volontà abbia, non puoi fare quasi niente è frustrante da matti e mi fa sentire piccola piccola e ancora più sola, lungo una via Emilia bagnata, buia e semideserta. Penso che è una di quelle sere in cui non può che piovere fino allo sfinimento. Come se la pioggia cercasse di lavare via i pensieri. Che invece ti ritrovi i giorni seguenti in pozzanghere immense. Mi vengono in mente tutte le facce viste in questi mesi, tutte le storie ascoltate, gli scazzi e il nervosismo di certe serate, le risate di altre. Le discussioni con gli ospiti musulmani e rumeni sulle differenze culturali. I monologhi (apparentemente) insensati di qualcuno che aveva alzato un po’ troppo il gomito. Mediare con qualcuno che proprio non ne voleva sapere di stare dentro quelle due regole che ci sono in emergenza freddo. Ogni volta sono tornata a casa con pensieri, immagini e momenti in più da ricordare. Per questo non posso che dire GRAZIE a tutti voi, colleghi e ospiti, che nel bene e nel male mi avete trasmesso un “qualcosa” che mi ha fatto riflettere e crescere ogni giorno. Nel bene, perché ho trovato colleghe e colleghi straordinari, e fra loro una nuova amica, e ospiti che se mi vedevano meno sorridente del solito mi chiedevano il perché e, nonostante i loro problemi, avevano voglia anche di stare ad ascoltarmi. Nel male, perché purtroppo la gente stupida esiste, sia fra gli ospiti che fra i colleghi …arroccati nella loro convinzione che la loro idea sia quella giusta sempre, senza mai metterla in discussione, sia che si tratti di cose “banali” come dare o non dare qualcosa, o che si tratti di avere una certa idea di una persona, trattarla con scarso rispetto, sulla base di una antipatia arbitraria, senza nemmeno conoscere niente della storia di questa persona.
Sembrerà una cazzata, la solita frase fatta, ma questi mesi mi hanno fatto riflettere ancora di più su quanto sia importante l’ascolto. La voglia di ascoltare gli altri e cercare di capire. Troppo spesso parliamo, parliamo, parliamo… senza in realtà dirci niente; troppo poco ascoltiamo gli altri fino in fondo, con la mente e col cuore oltre che con le orecchie. Io, personalmente, in questi mesi ho cercato di farlo più che potevo, nonostante le regole da rispettare e da far rispettare anche ai più irriducibili affezionati del partito dei rompipalle.
Questo è quello che mi viene da scrivere all’una di notte, appena tornata casa, di getto, senza stare a pensare se sia banale o meno, se sia interessante o no.
Mi mancherete molto!!!
Elena
21 morti in Polonia
Pubblichiamo da Il Manifesto:

TAGLIO BASSO di Mauro Caterina – VARSAVIA
KAMIEN POMORSKI – vittime della miseria in una struttura priva delle più elementari norme di sicurezza.

cliccaMorire nella miseria, morire perché si è poveri. Le vittime dell’incendio divampato durante la notte del lunedì di pasquetta in un ostello per senza tetto a Kamien Pomorski, nel Nord Ovest della Polonia, sono prima di tutto vittime della povertà. Sono 21 al momento i corpi trovati carbonizzati dai vigili del fuco, 20 i feriti tra cui un bambino di appena 8 mesi.
Ma il bilancio delle vittime è ancora provvisorio. Nell’ostello di tre piani erano registrate almeno 77 persone, in attesa di ricevere un alloggio dalle autorità locali. Lo ha reso noto Marcin Rodak, del centro nazionale emergenze. Non tutti coloro che erano registrati sono stati individuati. Quel che si teme è che il bilancio dei morti possa crescere, come ha sottolineato il portavoce dei vigili del fuoco Pawel Fratczak, spiegando che sarà difficile identificare molte delle vittime perché i corpi sono stati completamente bruciati. L’incendio è divampato all’una di notte. I testimoni raccontano che l’edificio ha preso fuoco come una torcia: «Le fiamme avevano una velocità incredibile-ha detto alla tv locale TVN24 Daniel Kopalinski, uno dei soccorritori-i vigili sono stati costretti ad afferrare i bambini che i genitori lanciavano dalle finestre».
milano_freddo_2009«C’erano delle scale, ma arrivavano solo al primo piano», ha raccontato un’altro testimone, Dariusz Janyszko, fratello di una delle vittime. In Polonia li chiamano «hotele socjalne», ostelli sociali. Sono case fatiscenti gestite dalle amministrazioni locali e vengono usate come strutture provvisorie per ospitare famiglie povere che non possono permettersi il lusso di una casa. Gli ostelli sociali sorgono un po’ ovunque sul territorio nazionale e mancano delle più elementari misure di sicurezza. All’ostello di Kamien Pomorski, la cittadina di 9.000 abitanti dove si è consumata la tragedia, mancavano le scale antincendio. Sono ancora ignote le cause che hanno scatenato le fiamme all’interno della struttura. Forse un fornello a gas che le persone ospitate negli ostelli usano per cucinare nelle camere, visto la mancanza di cucine in questo tipo di strutture. Il capo dello Stato, Lech Kaczynski, ha proclamato tre giorni di lutto nazionale.
Il primo ministro Donald Tusk si è recato nella cittadina ieri mattina assicurando che «l’aiuto sarà completo e garantirà ai sopravvissuti gli alloggi di cui avevano bisogno». Ora bisognerà mettere mano alle altre strutture e fare in modo che non si ripeta una simile tragedia. Anche a queste latitudini ci deve scappare il morto affinché si affrontino certi problemi. Essere poveri e non avere una casa per la propria famiglia è un dramma, morire perché non ci sono case sicure dove ospitare i poveri è una vergogna.

Senzatetto

Pubblicato: 7 aprile 2009 da massitutor in assistenze e bisogni
…Cos’altro si può dire?
aggiornamenti da RepubblicaClicca sulla foto per le NEWS.

Una nuova povertà

Pubblicato: 30 marzo 2009 da massitutor in assistenze e bisogni, famiglia
Chaplin_The_KidHo letto un articolo sulle separazioni coniugali, grave problema sociale dei nostri tempi, e mi ha colpito soprattutto la situazione che vivono tanti padri, chiedendomi appunto se il loro disagio non sia un’ altra via verso la povertà, nel senso che ormai la povertà non raccoglie le sole persone indigenti ma anche persone che hanno sempre lavorato e che una volta separatosi dalla moglie vive un disagio che magari per lui era prima inimmaginabile. Ovvero di solito è il più penalizzato tra i due coniugi sia a livello economico che dal punto di vista familiare. In questo senso la provincia di    Bolzano ha approvato un progetto che prevede la costruzione di case-albergo per padri separati dove si permette loro di vedere i propri figli in un ambiente tranquillo sia per lui che per i figli, nel senso che tante volte dopo la separazione, i padri si trovano a vivere in appartamenti fatiscenti, in macchina o addirittura in strada. Cosi facendo invece almeno dal punto di vista familiare il disagio è minimo. Ma dal punto di vista economico? A volte è un disastro. Purtroppo a volte si vengono a creare anche situazioni limite dove la fatica a tornare ad una vita normale ti porta anche ai margini, ad aver problemi di alcool o altre dipendenze per sfuggire da quelli reali. Questo aspetto, anche se in modo minore tocca anche le donne, senza dimenticare i figli, che sono i più colpiti da una separazione che è comunque un dramma per tutti e arriva a coinvolgere anche gli altri componenti della famiglia, zii, nonni, ed in generale la base compatta delle due famiglie. Si vengono a creare crepe e divergenze che in origine non esistono, a volte usando i figli  come merce di scambio del proprio egoismo. E’ un problema serio dove le responsabilità, gli spazi con i figli e gli aiuti economici che la legge prescrive in questi casi, venga diviso equamente, e dove il genitore più disagiato venga aiutato e non lasciato a se stesso in una situazione difficile da gestire, perché sono situazioni non volute ma che accadono,  perché ciò che fa più male è la rottura di affetti che non sono purtroppo sostituibili, ma possono essere aiutati in modo da non intaccare la sensibilità e la dignità di una persona.

E' la crisi, Baby

Pubblicato: 27 marzo 2009 da massitutor in assistenze e bisogni, politica

Spazi e moltitudini: Il sogno americano diventa un incubo e la gente si riversa nelle strade, nei campi e nei giardini, dentro a tende, macchine, roulotte. La grande prateria è di nuovo vissuta e abitata dal nuovo popolo migrante degli Stati Uniti. Un far west però molto diverso da quello dei film: un deserto senza speranza e senza le condizioni minime di vita. Caos, spazzatura, polvere, niente corrente elettrica e condizioni igieniche ai limiti. E’ la crisi: basta perdere il posto di lavoro, non riuscire a pagare il mutuo, una separazione o una malattia ed eccoti a vivere in una Tent City o shanty towns che dir si voglia. Migliaia di persone, negli ultimi mesi, stanno perdendo la loro condizione di cittadini e stanno diventando homeless. Intere famiglie in tendopoli, al freddo, anche sotto la neve dell’inverno appena passato.
Cosa si prova a montare una tenda igloo per andarci a vivere? Magari è la stessa tenda che l’anno scorso hai usato per un bel fine settimana con la famiglia al lago ed ora è tutto quello che hai e che hai da offrire ai tuoi cari. Solo qualcuno qui lo può capire: molti conoscono cosa significhi scivolare lentamente in strada, rosicchiando pezzi di vita strada facendo. Questa è una storia diversa. E’ storia di moltitudini che ritornano alla terra, ma la terra qui non è madre, è una crosta dura che ha da offrire solo la sua vastità.

Per i dettagli, per sapere cosa dice il presidente Obama o cosa fa il governatore Schwarzenegger leggi questo articolo.
Dove-andare_LOGORiportiamo un articolo tratto da Il Bologna di mercoledì scorso. Si tratta di un passaggio importante nella gestione dei servizi sociali a Bologna. Purtroppo in qualche brano si intuisce che chi ha scritto il pezzo non conosce molto bene l’argomento (li omettiamo per generosità), comunque la notizia è il passaggio di consegne alle Asp. Stiamo con gli occhi e le orecchie aperti e buon lavoro.

"Martedì prossimo la Giunta darà esecutività, dopo un iter lunghissimo, ai contratti di servizio fra il Comune e le 3 nuove Asp: Irides, Giovanni XXIII e Poveri Vergognosi. Dal primo aprile inizierà la loro attività che sarà scaglionata fino al pieno funzionamento. La durata dei contratti è di 9 anni e il Comune ha investito nell’operazione 25 milioni di euro. Di loro competenza e più precisamente dei “Poveri Vergognosi” sarà anche il trattamento delle tossicodipendenze, (…). Si occuperà invece di assistere i consumatori atipici di droga un nuovo “laboratorio consulenziale” che inizierà la sua attività verso giugno. (…)"