Sono confuso quasi perso, non so più se vivo sulla terra o su un altro pianeta. Ditemelo voi forse sto sognando o forse sbaglio io l’unica cosa che so che combatto coi mulini a vento, è per me un periodo poco felice ho straabusato di tutto ma sopratutto del minias medicinale poco costoso ma dagli effetti devastanti. Ora mi ritrovo a combattere con un posto letto perchè il Comune di Bologna ha pensato bene di chiudere il 21/03/07 l’emergenza freddo, io sono consapevole che non posso essere un parassita per il Comune ma anche loro devono capire che fa ancora freddo, so che mi ritroverò in stazione a combattere per dormire un’ora o poco più, polizia che mi fermerà 100 volte fino a che anche loro non si romperanno le palle e mi daranno il mio avere per farmi capire che in stazione non devo stare. Ieri tutto contento sono andato a fare un colloquio per entrare in comunità, consapevole del fatto che così non posso andare avanti ma anche devo combattere per entrare visto che faccio uso del metadone loro accolgono persone con un dosaggio non superiore a 30mg io invece bevo 70mg, anche qui altro problema o meglio ostacolo, non so forse sono nato con la sfortuna addosso so solo che qualsiasi porta vado a bussare non si apre, ho provato a bussare anche alla porta del paradiso o purgatorio ma anche quelle non si sono aperte, insomma le ho provate tutte ma senza riscontro positivo arrivato aquesto punto mi viene da domandarmi: Dario rassegnati? Dario insisti? Vi dico subito che mi viene da dire mi rassegno tanto a questo punto solo la vita ho da perdere, posso solo dire chi vivrà vedrà altro non posso dire tanto l’ho già detto mille volte; a forza di dire le stesse cose mi rompo i coglioni pure io, vi saluto con tutto il cuore speriamo bene! Ciao a tutti quelli che mi vogliono bene.
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Una vacanza da DIO
Pubblicato: 8 gennaio 2007 da massitutor in amicizia, comunità, droga, famiglia, lavoro, libertà, mangiare, morte, salute, sogni
Insomma alla fine tutti arriviamo nello stesso punto da dove siamo partiti e ti rendi conto che ti manca qualcosa, che non è il cellulare, non è l’automobile, il computer, mp3, niente di tutto questo ma è qualcosa di più profondo il così detto “cibo per l’anima” di cosa si tratta ? Diciamo che bisogna essere pronti per questo per tanti motivi. A chi può interessare diciamo che nella nostra vita si fa molta fatica a far entrare DIO. Io mi rendo conto di questo, infatti come dicevo prima bisogna essere pronti per questo tipo di discorso e comunque prima o poi tutti sentiamo il bisogno di credere in qualcuno. Mi rendo conto che quello che sto per dirvi per alcuni può sembrare sciocco, ma prendete per buono il fatto che ora vi racconterò in quanto è un storia vera. Mi trovavo in comunità a Vigevano vicino Milano, questa si chiamava “RETO” recupero tossicodipendenti, ero li per mia scelta quindi non ero obbligato a restarci, e la cosa che era più libera era proprio quella di pregare, mi fu spiegato che la preghiera era liberatoria e l’unico che può liberarti dal problema della droga definitivamente è CRISTO Gesù. Ora detto così non fa effetto però vi assicuro che in un luogo protetto quale era, con le persone che erano in comunità da molti anni, che parlavano con la bibbia in mano, e quindi usavano le stesse parole che usò Gesù l’effetto era diverso. La prima volta che partecipai a una riunione ero un po’ perso, entrai in questa sala enorme dove c’erano diverse panche per sedersi, io misi a sedere in una panca negli ultimi posti, quando uno dei ragazzi responsabili , si avvicinò e disse: “Su fratello vieni a sedere qui davanti” e mi portò in una panca in prima fila, li per li non captai subito il messaggio e tra me mi chiedevo il perché. Appena cominciò la riunione un ragazzo che aveva pressappoco la mia stessa età salì sul palco allestito in questa sala e con un libro in mano comincia a palare “ ciao ragazzi mi chiamo PEDRO sono di origine spagnola sono qui da 10 anni e sono qui per darvi la mia testimonianza, oggi vi parlerò di un Gesù che è morto, è risorto, e continua a vivere attraverso ognuno di noi, una voce dal fondo partì dicendo ma che droghe usavi tu ?. Successe qualcosa alcuni minuti dopo e io non mi accorsi, soltanto che in seguito non ci furono più interventi di nessun genere. PEDRO narrò una storia della vita di Gesù e raccontò che quando Giovanni Battista era prigioniero per conto di Erode i suoi seguaci pregarono per un giorno intero e nella preghiera veniva espresso un desiderio sicuramente la liberazione di Giovanni Battista, ma non sapevano come sarebbe avvenuta, quando ad un tratto ci fu un’esplosione, il muro della prigione si aprì e Giovanni scappò. In quel periodo anche io avrei detto che PEDRO aveva avuto sicuramente a che fare con gli acidi, oggi la vedo diversamente, di certo con più spirito. Appena finita la riunione mi avvicinai a PEDRO e gli domandai: “Scusa PEDRO perché mi hai fatto sedere davanti?” e lui rispose: “perché i primi saranno gli ultimi”. Soltanto dopo mi resi conto di quello che era successo durante quei minuti che il mio posto venne ceduto a colui che era fra i primi banchi, tutto tornava nella mia mente. La mia permanenza in comunità fu di circa cinque mesi e durante questo percorso conobbi un ragazzo che si drogava perché i suoi genitori litigavano sempre sin dalla sua nascita, sua madre mentre era incinta di lui litigava spesso con il padre in quanto lei preferiva che fosse un maschio, lui voleva una femmina e così nacque GEORGE e li accontentò tutti e due …ma la sua omosessualità non è bastata perché i problemi famigliari sono continuati e le conseguenze sono state la tossicodipendenza e, alla fine, la scelta della comunità.
Dopo una considerevole frequenza delle droghe che usavo, sono arrivato alla conclusione che la droga è usata per sfuggire alla realta, per dimenticare i problemi, per rilassarsi. E, come per tutte sostanze stupefacenti, la sua pratica risulta devastante.
Se qualcuno vuole drogarsi, con le droghe è soltanto problema suo. Le conseguenze di atti saranno migliori o peggiori sulla base di quello che la persona ha scelto per se stesso. "Io ho scelto vivere". Al contrario di quello che ho pensato, non è possibile praticare uso di droge in qualsiasi momento. Chi ama se stesso non ha bisogno dell’uso di droghe per sentirsi felice.
Ogni cosa che fai è importante. Una persona che vive intensamente la propia vita gode ogni attimo e non sente mancanza di droga. Quando fa uso di droga, è un sovrappiù, solo in quel momento riesce a perdere il controllo. "Io non voglio perdere piu niente…"
Ps: Ho apena riletto cio che ho scritto. Sto diventando troppo intellettuale!
RECITATIVO di De Andrè
Pubblicato: 18 novembre 2006 da massitutor in amicizia, colletta, comunità, droga, musica, rielaborazioneUomini senza fallo, semidei
che vivete in castelli inargentati
che di gloria toccaste gli apogei
noi che invochiam pietà siamo i drogati.
Dell’inumano varcando il confine
conoscemmo anzitempo la carogna
che ad ogni ambito sogno mette fine:
che la pietà non vi sia di vergogna.
Banchieri, pizzicagnoli, notai,
coi ventri obesi e le mani sudate
coi cuori a forma di salvadanai
noi che invochiam pietà fummo traviate.
Navigammo su fragili vascelli
per affrontar del mondo la burrasca
ed avevamo gli occhi troppo belli:
che la pietà non vi rimanga in tasca.
Giudici eletti, uomini di legge
noi che danziam nei vostri sogni ancora
siamo l’umano desolato gregge
di chi morì con il nodo alla gola.
Quanti innocenti all’orrenda agonia
votaste decidendone la sorte
e quanto giusta pensate che sia
una sentenza che decreta morte?
Uomini cui pietà non convien sempre
male accettando il destino comune,
andate, nelle sere di novembre,
a spiar delle stelle al fioco lume,
la morte e il vento, in mezzo ai camposanti,
muover le tombe e metterle vicine
come fossero tessere giganti
di un domino che non avrà mai fine.
Uomini, poiché all’ultimo minuto
non vi assalga il rimorso ormai tardivo
per non aver pietà giammai avuto
e non diventi rantolo il respiro:
sappiate che la morte vi sorveglia
gioir nei prati o fra i muri di calce,
come crescere il gran guarda il villano
finché non sia maturo per la falce.
Io me ne Andrej
Pubblicato: 13 novembre 2006 da massitutor in amicizia, comunità, droga, libertà, morteMi trovo qui ormai da un eternità e faccio fatica a parlare la lingua del posto. Passo le giornate a pensare se andare o no in comunità a San Patrignano, ascoltanto la musica del radio, pensando alla Slovacchia, guardando le pareti della stanza, aspetando che ariva la ora di andare a lavoro, quando sto lavorando, sperando che ariva la ora di andare a dormitorio. E sto vivendo il futuro indeciso invece che presente.
Un giorno, avrò un biglieto aero e potrò tornare a Slovacchia, sentire di comenti maligni del miei amici che non hanno mai rischiato e che riescono scorgere solo la sconfita degli altri. No non voglio tornare cosi. Preferisco butarmi dall’ aereo quando sorvola dell Alpi. Ma i finestrini dell aeroplano non si posono aprire, e quindi morirò qui. Prima di morire, pero voglio lotare per la vita, l’onore, la dignita e il rispetto per me stesso. Se ci penso non ho mai avuto nessuna di queste tre cose. Ho sempre preso le deciosioni sbagliate, ora sto lacsiando che la vita decide per me. E se sarò in grado caminare da solo, posso andare dove voglio.
Prossima meta da mè preposta "SAN PATRIGNANO" uno dei tanti motivi per cui vado potrebbe essere questo (la mia vita è un disastro) desidero rimettere insieme i pezzi di questo mosaico in maniera ordinata la nostra vita è costruita su delle basi se queste sono messe nell’ ordine sbagliato la nostra vita è un disastro. Il lavoro che dovrei fare è qullo di buttare giu tutto quello che hai imparato fino ad oggi, e ricostruire tutto da capo perchè è costruito male. Detto così può sembrare che ci vuole chissà quanto tempo e la domanda nasce spontanea "quanto mi costa" può sembrare la solita battuta pubblicitaria ma in effetti è proprio così è proprio una questione di prezzo perchè mentre la nostra vita cadeva a pezzi noi eravamo presi dal divertimento non pensando alle conseguenze di poi. Alla fine di tutto questo c’è sempre un prezzo da pagare e a noi questo non piace per nulla e un pò ci spaventa. In realtà quando poi sei dentro ti rendi conto tu inizialmente metti la tua buona volontà iniziale, poi il resto arriva da sè naturalmente sempre con il tuo impegno e la tua costanza. Perchè dico questo qualcuno si starà chiedendo "ma tu hai già provato questa espe-rienza" Certamente, non a SAN PATRIGNANO ma bensì in un’altra comunità che si chiama "reto" recupero tossicodipendenti. Sono stato 4 mesi epoi son venuto via. Motivo la droga in testa maledetta droga.

