Archivio per la categoria ‘felicità’

Spulciando gli archivi di Asfalto ci siamo imbattuti in un vecchio post molto in sintonia con l’atmosfera festiva dalla quale siamo letteralmente sommersi in questi ultimi giorni, assieme alle tonnellate di neve che hanno ricoperto la città.
Era una specie di appello a tutti quelli che per un motivoo per l’altro hanno qualcosa da ridire contro il Natale o semplicemente non amano le feste.

Quindi, vi sta sui coglioni Babbo Natale? Scriveteci perchè!
Se ne dovrebbero leggere delle belle….

A ELENA

Pubblicato: 27 novembre 2009 da massitutor in felicità, pensieri in libertà

lunafaloNon la conoscevo neanche che subito mi fece uno scherzo a una festa di capodanno, fece saltare l’impianto luci per accendere delle candele per farmi trovare una chitarra, per farmi cantare una canzone che a lei piaceva molto, e sapendo della mia timidezza, mi obbligò, addirittura mi spinse.
Oggi Elena non c’è più e gli voglio dedicare questa canzone per il semplice fatto che un giorno capii che era solo un modo per buttarmi nella mischia, e quando mi trovai davanti a un numeroso pubblico e tanta timidezza………….

 

 

ELENA E’ QUI CON ME

Come eri strana quella sera
tra un falò acceso e gli occhi
che riflettevano luci di felicità

saliva il fumo e come se in quel momento tu vedessi scritta
la tua storia, una vita ricca di amore per i tuoi figli, e il tuo uomo.

Girava il vino e ad ogni sorsodonna+fuoco
significava sagezza
suonavi la chitarra e aggiungevi parole ed erano parole d’amore.

Sentivi il vento e vedevi
nelle sue polveri
immagini di ampiezza infinita
a significare la tua lunga vita….

Elena era la belezza che esprimeva nei suoi saggi
di tenerezza, accetando di tanto intanto una carezza
ed era la mia mano.

Elena e i suoi anni d’amore
che non si  dimenticano
luci e colori nell’aria
in un mare totalmente piatto
come l’olio che unge i tuoi capelli…

Elena ora sei dei nostri
fuma e ascolta la luna
ma non dimentica l’amore

come se sull’acqua mille persone
vestite di bianco danzassero per lei
luce di luna e notte di stelle, Elena c’è

e qui con me che vive
e qui con me che vive.

 

Quanto mi manchi

Pubblicato: 7 ottobre 2009 da massitutor in felicità, pensieri in libertà

cioccolatoArriva il momento nella vita che vorresti vedere tutto a posto ma per il momento ti accorgi che la strada è solo in salita e le vette da scalare sono ancora tante, e quanta fatica un uomo debba fare per raggiungere il propio amore, quante complicazioni, è sempre dura come un torrone sperlari poi arriva il caldo che lo scioglie e senti un sapore particolare di dolce immenso che sa di miele per non parlare delle mandorle e finalmente il dolce ti rende felice, per non parlare della nutella, che poi finì che io avevo i baffi bianchi lasciati dal torrone e lei i baffi di nutella, come se qualcuno ci avesse bendati…. e immaginate voi di come erano le nostre facce.

uanto mi manchi
in questo giorno di sole,
o mio piccolo fiore
che sorridi contenta
e vai dove ti porta il cuore

accellera vai
hai voglia di amore…
per me non fa niente
non sono ancora
insieme a te.
Il tuo intanto è amore
in un mio brutto momento
per i miei occhi;

che vorrebbero vederti
semplicemente accanto,
oppure le mie braccia per
stringerti al mio petto per farti sentire il mio cuore
e farti capire di quanto io voglia bene a te.

intanto mi bastano i tuoi occhi
e tutto quel che mi dai
e anche se un po’ mi dispiace
vai sul fatto del momento,
starò solo e aspetterò
il mio giorno di luna
e quando incomincerà
la mia avventura
allora sarò piu’ contento.

Quanto mi manchi
in questo giorno di sole
o mio piccolo fiore
che sorridi contenta
e vai dove ti porta il cuore
.

Bologna "Andergraund"
"Come si sta a Bologna non si sta da nessun altra parte". Chi vive Bologna lo sa: questa è una delle frasi che si sentono spesso nei discorsi fra amici, al lavoro e al bar.  Lo dicono un po’ tutti: quelli che la amano, quelli che la detestano e quelli che si lamentano. Cioè tutti.
Ma è poi così vero? è ancora vero? ma soprattutto: per chi è vera questa frase?
E’ ovvio che questo argomento discusso fra le mura del Centro diurno in qualche modo contiene già una risposta implicita: ci sono dei cittadini a Bologna (bolognesi o non bolognesi) per i quali questa affermazione è falsa o quanto meno riduttiva. C’è una Bologna dei margini che cerchiamo di portare a galla… nel nostro lavoro e su Asfalto. Territori marginali che però vengono vissuti da tutti, non solo dai "borderlain". Di questo ed altro abbiamo parlato alla tavola rotonda delle 12.00 presso il Centro diurno di via del Porto 15. Ci siamo incontrati sui confini e speriamo che questo genere di iniziative abbiano un seguito, al di fuori dei soliti luoghi e oltre l’istituzionalità. Perché tutti abbiamo qualcosa da dire sulla gestione del sociale in città: ospiti, utenti, operatori, dirigenti, politici ed esperti. Prima di tutto siamo persone e cittadini che vivono un territorio.
Alla tavola rotonda si è parlato di Bologna "andergraund" e della responsabilità sociale e politica delle cooperative sociali, delle istituzioni e anche delle aziende. Nessuno ha la libertà di tirarsi indietro rispetto a queste responsabilità: il rimpallo di compiti e doveri non ha nessun senso quando c’è di mezzo la vita delle persone. La situazione informale ha permesso anche a dirigenti, operatori e presidenti di sbottonarsi un po’ e liberare un po’ di idee e sentimenti politici sopiti. Grazie a tutti.

E' un mondo in MI settima

Pubblicato: 1 agosto 2009 da massitutor in asfalto fuoriporta, felicità, gite, musica

Una Festa del Drop In di Bologna, ospitata dal centro sociale VAG61 in via Paolo Fabbri.
Questo è Mondo in Mi settima, il gran finale della festa che ha visto sul palco persone provenienti da qualsiasi storia e paese.

martedì 7 luglio 2009 h.20.00

Casa del Riposo Notturno M.Zaccarelli
Via del Lazzaretto 15 Bologna
old_Zacca 

“How many roads must a man walk down Before we can call him a man?”
 

Cena a Buffet
Installazione Video “Diario Zac”
Musica Live
Laboratorio Musicale Zaccarelli & Friends

 

Vita da birra

Pubblicato: 3 giugno 2009 da massitutor in amicizia, birra, felicità, libertà, tutto cominciò così

vomit copyLa birra per me è un arte, dietro c’è un procedimento che coinvolge non solo la parte meccanica, ossia lavorazione e macchinari per la produzione, ma è proprio uno status simbolo di certi paesi come Olanda, Irlanda, Danimarca e via via. La birra da secoli è una bibita semplice in se stessa, ma socialmente ha cambiato aspetti della vita quotidiana. Per me addirittura ha cambiato anche il modo di viaggiare, nel senso che tante volte ho scelto dei posti dove c’era la birra buona, perchè semplicemente la birra mi piace. Quando ho cominciato a bere la birra avevo circa undici anni, lavoravo con dei muratori a casa mia, praticamente li aiutavo a costruirla da Aprile a Settembre, e bevevo una birra leggera da 33cl, ma dopo un po di tempo mezza cassa la bevevo solo io. Crescendo ho cominciato a bere una birra abbastanza forte ma gustossisima per me, la francese Dudemon, ero giovane e prendevo delle ciocche incredibili, poi verso i vent’anni sono entrato in stato di saturazione e tutt’ora dopo 15 anni non riesco più a berla. Viaggiando molto ho avuto la fortuna di apprezzare altre birre, che bevendole nel posto di origine cambia gusto, sembra una fesseria ma è vero. A Granada preferivo l’Alambrha un pò dolce col retro gusto secco, in germania la paulaner buona e da pasto, ma senza dubbio la più buona è la birra dei frati, franz e qualcosa, bianca, nera e classica. Sia la bianca che la nera sono di alta gradazione, tutt’è due dolci, ma la bianca sicuramente più bevibile e più forte, mentre la bionda va bene anche da pasto. Un discorso a parte merita la mitica guinnes, sicuramente una birra di alta qualità che ti permette di bere e di accorgerti quando è il caso di piantarla di bere: è una delle mie preferite e anche delle più costose, ma lo sperpero denaroso lo merita tutto. Ora in periodo di decadentismo economico molta gente compreso io ci affidiamo alle birre più commerciali ed economiche nonchè di alta gradazione: abbiamo la Atlas da otto gradi e mezzo, che per un periodo è stata messa al bando perchè dava proprio dipendenza da Atlas, la Graffenwalder (c’è anche leggera) di gradi ne ha 7,9, la bevo ognitanto ma da quando ho assaggiato la 7,9 della Echbaum non l’ho più lasciata costa poco ed ottima tra le birre scadenti.birra
Oggi a quasi trentacinque anni posso dire che bere la birra per me è un abitudine come bere il caffè la mattina, infatti capita anche che ci faccio colaziane. La birra fa da sfondo alla mia vita, nel senso che influisce anche nei rapporti personali, difatti la maggior parte delle persone con cui mi vedo sia uomini che donne beve regolarmente birra ma senza mai esagerare, e a volte influisce anche nel mio umore, capita che bere una birretta mi raddrizza la giornata, come capita anche che se vado ad un concerto dove si beve a fiumi, un paio di birre mi durino anche per ore perchè mi fanno da compagnia alla musica. Detto questo tra un po’ vado naturalmente a scollettarmi una fredda Echbaum, e ricordatevi che chi beve birra campa cent’anni, buona ciocca a tutti, ciao.