Archivio per la categoria ‘gite’

Una delle gite che facciamo ogni tanto. Partiamo dal Centro Diurno di via del Porto con una muta di cani che potrebbe trainare una slitta e via a passi stanchi verso il centro. Questa volta la destinazione è la Pinacoteca di Bologna, dove è allestita una mostra del famoso disegnatore Charles Burns.

 

La dote innata

Pubblicato: 18 marzo 2009 da massitutor in gite, la vita è un cantiere, libertà, viaggio
vivere_viaggiandoCioè non è che si diventa vagabondi per caso dietro ci sono anni e anni di coltivazione del proprio essere, del proprio io, che soprattutto ci vuole una dote innata: ovvero la pigrizia. Intendiamoci bene, non è che  pigri ci si nasce, ma più che altro è il mondo che va troppo veloce e soprattutto per me allora un giorno non propriamente precisato, anche perchè ricordarselo è un lavoro immane e nun ciò voglia mezza, date vicissitudini della vita accorpate in un unico rompimento di coglioni, me ne sono andato. E dove sono andato? Non lo so, tanti posti e nessuno l’importante per me era porre fine allo stress della vita quotidiana. Avevo diciassette anni. Voi direte: ma come cosi giovane si è gia rotto. Ed è proprio lì che entra la dote innata. Mi ero già stufato di studiare perchè pensavo, se tutti lo fanno nessuno si accorgerà di uno che invece si fa i cazzi suoi. Avevo una bellissima ragazza ma era un po strana, mi faceva strani discorsi sull amore, allora io me ne sono andato a Francoforte anche se non capivo un tubo di tedesco e a tutti dicevo solo ua parola, HAI , che sembrava che c’ era qualcuno che mi pestava il piede. Mio zio era pasticcere, ed io  amavo i gelati, per cui sono andato a lavorare in una…..?  gelateria!! viaggiandoDopo tre lunghissime e stressanti settimane di lavoro e interminabili pestate di piede, mi sono innamorato ovvero mi sono ricordato che nella mia bella Sicilia avevo una ragazza e dato che la primavera avanzava mi sono cominciati a venire strani pensieri. Prima dell’ irreparabile istinto di farmi male da solo e quindi di ferire il mio orgoglio maschile ho preso il primo aereo. Porc… putt… merd… minchia m’ha lasciato e non lo sapevo. Allora cornuto e mazziato sono andato a lavorare e con mio immenso stupore ho ripreso a studiare. Due cose cosi impegnative in un colpo solo? Stavo veramente male, c’ero proprio restato male. Bisogna anche sapere una cosa importante non è che mi e difficile amare solo che me ne accorgo tardi, perchè sono pigro anche a pensare, ma vi assicuro sono un tipo romantico e un inguariabile innamorato. Infatti tutte mi hanno mollato per lo stesso di cui motivo comprese quelle non mi sono mai accorto.

Invito a Teatro

Pubblicato: 11 gennaio 2009 da massitutor in gite, week end a scrocco

collage

13 Gennaio 2009 Teatro Dehon ore 21.00
Via Libia 59 Bologna
AMFIPARNASO
DI ORAZIO VECCHI (commedia musicale)

In questa storia d’amore intrisa di dramma e comicità si rincorrono in un uso tradizionale ma al tempo stesso moderno gli elementi caraterrizanti la Commedia dell’arte. I lazzi, le maschere, le acrobazie dei servi, le tirate dei vecchi il melò degli amorosi vanno a comporre una storia semplice ma di virtuosa spettacolarità. Il tutto sarà accompagnato dai meravigliosi madrigali di Orazio Vecchi diretti da Sandra Mongardi. Il capolavoro polifonico deve parte della sua fortuna nei secoli all’inedito cimento con l’unione dei due Parnasi, quello della musica e quello della poesia comica, alla quale il titolo allegorico (‘doppio Parnaso’) fa esplicito riferimento. “Che non tutto il teatro musicale sia l’opera, sembra un’affermazione perfino provocatoria nel "paese del melodramma", ma è presupposto fondamentale per capire l’Amfiparnaso di Orazio Vecchi, "commedia armonica" data alle stampe a Venezia nel 1597. L’autore vi applica l’idea (moderna ma antica, come si vede) di un teatro dell’ascolto, privo della "vaghezza della vista", la cui azione messa in musica, non essendo messa in scena, dovrà essere immaginata dall’ascoltatore che "si formerà nell’idea una favola compiuta". (Emilio Sala) Massimo Macchiavelli costruirà una messa in scena dove la parte musicale e quella teatrale avranno pari visibilità. Nell’ Anfiparnaso, vediamo agire maschere tradizionali come Pantalone (il vecchio avaro, satiro, balbuziente) e il suo servo Predolino, gli innamorati (Lucio e Isabella), il pedante erudito (Balanzone) qui chiamato Graziano che hanno in mano la storia commentata dai madrigali che nella nostra messa in scena saranno affidati ad un popolo-personaggio che accompagnerà tutta l’azione scenica, cambiando pelle ogni di volta in volta a seconda delle esigenze di copione diventando un “corpo musicale” protagonista all’interno della storia. Una messa in scena dunque di teatro musicale in cui musica e recitazione hanno pari dignità e presenza. La musica sarà dal vivo e gli attori seguiranno due corsi di canto (popolare e lirico) all’interno della didattica della Scuola di Teatro Louis Jouvet.

Regia e adattamento – Massimo Macchiavelli
Direzione dei madrigali – Sandra Mongardi
Coreografie – Tania Passarini
Danze rinascimentali – Novo Balletto Estense
Maschere e scene – Aurelio Quagliano
Con gli allievi del secondo corso della Scuola di teatro Louis Jouvet

Ingresso 10 euro

Prenotazioni- info@fraternalcompagnia.it e teatrodehon@tin.it
Telefono 051 342934

Come stavamo fuori

Pubblicato: 23 dicembre 2008 da massitutor in amicizia, asfalto fuoriporta, felicità, gite, laboratorio, musica, tele asfalto

Una volta, alla fine del 2008, siamo usciti dalle stanze del Centro diurno di via del Porto, a Bologna e siamo andati a fare un giro per le strade. Quelle stesse strade di sempre, ma con uno scopo diverso. Senza uno scopo. Siamo usciti ed è stato bello. In un certo senso speriamo di non vederci più: perché quando non ci si vede più, qua in via del Porto, può essere un segno positivo, che qualcosa è cambiato.

Queste immagini rappresentano i nostri auguri per le feste e un pensiero positivo per l’anno prossimo.

ATLANTE GEOGRAFICO ASFALTO

Pubblicato: 25 agosto 2008 da massitutor in amicizia, asfalto fuoriporta, gite, vagabond geoghaphic, viaggio

Questa estate Asfalto propone una specie di gioco dell’estate: un gioco che ha a che fare con i luoghi di una vita, il racconto e la memoria. Nella mappa qui sopra alcuni amici, frequentatori del laboratorio e di questo blog hanno raccontato alcune tappe importanti della propria vita, impressionando così il territorio con il proprio passaggio, la memoria di momenti belli, intensi, in qualche modo importanti. Perché è importante marcare il territorio, testimoniare il nostro passaggio su questa terra. La nostra esperienza di vita ha sempre un teatro, uno scenario territoriale; condividerlo con gli altri, renderlo pubblico può servire per avvicinarci l’un l’altro; capire qualcosa di più di una persona con la quale condividiamo un presente comune e simile. Un gioco che può servire anche solo per rendere epico ed unico il nostro passaggio su questo pianeta, condividendo con i nostri compagni di ventura un unico grande cammino collettivo.
Per cui, dopo che avete scorrazzato nella mappa qui sopra, il gioco è semplicissimo: cercate di pensare ai luoghi che, in qualunque modo, sono stati importanti per la vostra vita e raccontateli nei commenti. Per luoghi si intende qualunque posto sia stato importante: una città, un paese, ma anche una specifica via di una città, o un luogo simbolico (il porto, la stazione, lo stadio, ecc). Se avete un’immagine del posto pubblicata su internet incollate anche l’indirizzo dell’immagine. Poi firmatevi col vostro semplice nome, nickname o soprannome che volete. A settembre inseriremo i vostri racconti nella mappa comune e così verrà fuori il nostro atlante geografico degli amici di Asfalto.

Cose da vino

Pubblicato: 15 luglio 2008 da massitutor in felicità, gite, pensieri in libertà
partòt 2008
Tutti abbiamo partecipato alla Partot ma visto come eravamo messi alla fine ci siamo dimenticati delle storie dal teatrino di Cecilia del rifugio notturno, cosi ho deciso di scrivere la prima.

l san giovese
sono ubriaco
e se pur figlio
di un bolognese
canto in ticinese

ballo con la mia bella
che ha bevuto dell’albana
e ha alzato la sottana
ho visto non vi dico
una roba ma una roba
wei che traffico ragazzi!

col lambrusco
mi son perso a montefusco
e son spuntato a bardolino
buono questo vino
ma che strada io abbi fatto
non me lo ricordo nemmeno

come buono il vin lugana
qualcuno ha urlato la banana
era una voce di donna

che aveva bisogno
di tre cose fondamentali

la pertica, la spranga
e il pezzolone
unità di misura strane
adottate in caso
di fabbisogno reciproco
ma come buono l’amarone

per poi non parlare del recioto
per favore datemene ancora un gotto

stasera mi sento esplosivo
ma poi avevo capito
si di aver bevuto
ma di non esser mai partito

sulla soglia e sulla voglia
dal matarello son stato colpito
e a letto spedito
poi lei la porca tutta sola
si scolò il caldirola

Massitutor Docet

Pubblicato: 28 febbraio 2008 da massitutor in asfalto fuoriporta, gite, lavoro

Aspettando Naufragi, il festival bolognese delle fragilità metropolitane, domani Massitutor andrà ad Ostia ad un seminario organizzato dall’Associazione Amici di Flavio Cocanari e dal Comune di Roma (XIII Municipio) sul tema:

"Per l’avvio di percorsi di inclusione sociale e lavorativa delle persone senza fissa dimora."
 
Sala Biblioteca Comunale Elsa Morante

Esordirà piu o meno così (l’intervento è di 20 pagine):
 
La Cooperativa La Strada è nata per la promozione dell’autonomia e
dell’integrazione socio-lavorativa di persone senza dimora e in condizioni di disagio sociale. I primi destinatari dell’azione sono gli stessi soci e lavoratori, rappresentati prevalentemente da persone che sperimentano, o hanno sperimentato, percorsi di vita di strada. In questo senso, il mutuo-aiuto rappresenta un principio cardine alla base del patto tra i soci, innervando, al tempo stesso, la vita quotidiana dell’organizzazione. Attuando un’estrema semplificazione, si può affermare che nello stesso modo in cui agli inizi del ‘900 gruppi di cittadini uniti da un comune bisogno si associavano a cooperative di consumo, di lavoro o edilizie volte a tutelarli dai meccanismi speculativi di mercato, così persone a rischio di emarginazione sociale si associano alla Cooperativa per migliorare le proprie condizioni di vita, attraverso la pratica della mutualità.
La Cooperativa è attualmente costituita da 50 lavoratori, di cui l’80% provenienti da esperienze di disagio e povertà. La base occupazionale risulta infatti composta da 18 persone tossicodipendenti, 19 in condizioni di disagio sociale, 2 disabili, 1 alcolista e 10 provenienti da percorsi di vita maggiormente tradizionali. Il 30% dei lavoratori è rappresentato da donne; l’età spazia dai 27 ai 65 anni, mentre l’età media risulta pari a 43 anni. Il Consiglio di Amministrazione è costituito da 7 lavoratori, di cui 3 donne e 4 uomini, 3 persone non disagiate e 4 provenienti da percorsi di vita di strada.
Il principale strumento adoperato per promuovere l’autonomia e l’integrazione socio-lavorativa è, ovviamente, il lavoro.
Lavorare in Cooperativa La Strada, dunque, non significa esclusivamente ottenere un’occupazione, assume invece per la persona una molteplicità di valenze che non possono essere considerate disgiuntamente. Significa,

  • In primo luogo, poter contare su un reddito che permetta di superare la soglia economica della sopravvivenza, emancipandosi dai precari lavori di strada e dalla beneficenza pubblica e privata.

     

  • In secondo luogo, consente di acquisire un ruolo, quello di lavoratore, socialmente riconosciuto, facilitando quindi, nel contempo, il sentirsi parte attiva di una collettività.
     
  • In terzo luogo, la garanzia di continuità occupazionale permette di guardare al futuro con una maggiore tranquillità e sicurezza, superando la necessità di arrangiarsi nella precarietà giorno per giorno.
     
  • In quarto luogo, l’impegno quotidiano richiesto consente, da un lato, di relativizzare l’importanza e l’influenza all’interno della propria vita di eventuali dipendenze e, dall’altro, stimola la riscoperta e lo sviluppo delle competenze, in un contesto che contempla la possibilità di sbagliare, favorendo l’autostima e la consapevolezza di sé.
Infine, lavorare in Cooperativa significa anche, e soprattutto, assumersi l’impegno e la responsabilità di partecipare attivamente, in base alle proprie capacità, al governo di un’impresa comune ed affermare la propria dignità ed il proprio diritto ad esistere e a lavorare a prescindere dai percorsi di vita intrapresi. In altri termini, si può affermare che lavorare in Cooperativa rappresenta per persone a rischio di emarginazione un passaggio essenziale nel riconoscimento del diritto alla casa, al lavoro e alla socialità, permettendo loro di divenire, da oggetto di politiche assistenziali, soggetti attivi, di trasformarsi da "semplici" utenti a lavoratori e cittadini ecc. ecc…
Ed ora Vox popoli vox Dei, si accettano anche vignette, armonizzazioni, sberleffi e incoraggiamenti.

Invito a Teatro

Pubblicato: 22 gennaio 2008 da massitutor in amicizia, gite, week end a scrocco

http://www.cooplastrada.it/asfalto/swf/arena_sole.swf
Rassegna: Il Teatro dell’esilio
Giovedì 24 gennaio 2008 ore 21.00 Teatro Dehon Via libia 59
informazioni e prenotazioni- tel 051 342934
info@fraternalcompagnia.it

teatrodehon@tin.it 
Rom- il viaggio millenario
regia Massimo Macchiavelli

Nesvas è un vecchio zingaro calderaio che, spinto dall’ impossibilità di vivere del proprio antico mestiere, sogna di andare in Italia, attratto dall’ illusione di poterlo riprendere in un paese che lui considera ricco. Sindel è un ragazzino senza genitori che è stato adottato da Nesvas. Insieme partono per un viaggio dalla Romania all’ Italia, su un vecchio carretto trascinato da un improbabile cavallo. Il Viaggio e gli incontri che vengono fatti diventano il pretesto per ripercorrere la storia del popolo Rom in una sorta di trasmissione orale tra nonno e ragazzino. Lo spettacolo è integrato con, musiche dal vivo, danze popolari Rom e documenti video che completeranno quello che vuole essere un percorso nella cultura di un popolo che spesso conosciamo solo attraverso luoghi comuni.
La gente ha paura degli zingari ed in genere dei diversi. Questa paura genera poi spesso pregiudizi ed incomprensioni e questo porta alla nascita dell’odio e dell’intolleranza. Per poter sperare di creare un giorno una società più tollerante, o, come scrive Laura Balbo, "una società poco razzista", è necessario conoscere gli altri, i diversi da noi; è assolutamente necessario considerare questi ultimi come portatori di una cultura, né migliore, né peggiore, ma solo diversa dalla nostra.”
Lo spettacolo è nato da un progetto tenuto dalla Fraternal Compagnia a Villa Salus , Bologna. In questo luogo abitato da Rom che erano stati tolti da luoghi occupati la Fraternal Compagnia ha tenuto laboratori teatrali e artigianali. Lo spettacolo vuole raccontare la storia del popolo zingaro, dalla sua partenza dall’india oltre mille anni fa, attraverso il vagare per i paesi europei e le persecuzioni subite fino ai giorni nostri. Lo spettacolo ha debuttato a Bologna all’Arena del sole, il testo è stato pubblicato in un libro dal titolo “Un anno a Villa Salus”, edito dall’associazione Arc–en-ciel.

Noi del gruppo Asfalto ci saremo. Chi per amicizia, chi per antiche e sepolte passioni per il teatro e chi, perchè no, per farsi una dormita nelle morbide e calde poltrone del teatro. Come è già successo. L’importante è stare insieme. E partecipare a quei magici momenti di teatro e intimità che sono peculiari della Fraternal Compagnia. Che non è che sia la migliore compagnia del mondo in assoluto, ci mancherebbe! Ma porta con se un valore aggiunto, un particolare colore, che nessun altra avrà mai. Fidatevi.

A modo nostro… si festeggia!

Pubblicato: 27 dicembre 2007 da massitutor in amicizia, asfalto fuoriporta, felicità, gite

A modo nostro…come sempre… festeggiamo il Natale. Quest’anno con cinema nel pomeriggio e mega pizza al Centro diurno. Alla faccia di chi ci vuole male! E’ stato un anno importante, di cambiamenti, sorprese e begli incontri. Auguri a tutti! Dal gruppo Asfalto.

Nuovi mondi, vecchi problemi

Pubblicato: 12 settembre 2007 da massitutor in asfalto fuoriporta, gite, laboratorio, lavoro, libertà

Se vuoi scarica il screen cliccando sull’immagine.Scarica il screen di asfalto.

Opportunità e utilizzo delle nuove tecnologie e di Internet da parte di adulti in stato di disagio sociale.
Asfalto Vi invita alla tavola rotonda che si terrà giovedì 13 settembre 2007 alle ore 21 presso la Festa nazionale dell’Unità di Bologna, nello spazio spettacoli dell’Esaforum (stand 43). 

Interverranno:
· Stefano Bruccoleri: senza dimora tecnologico di successo, autore del blog
Alkoliker
· Francesco Maria Gallo: mass mediologo, esperto di comunicazione e autore del blog FM Gallo Blog
· Danilo (Maso) Masotti: blogger ideatore di Spettro della bolognesità e Umarells (dal quale è sato tratto l’omonimo libro)
· Concetta Paduanello: psicologa e coordinatrice del Centro diurno di via del Porto
· Mauro Sarti: giornalista, docente di Comunicazione giornalistica (Università di Bologna).
· Leonardo Tancredi: direttore responsabile del giornale di strada
Piazza Grande
· Simona Vinci: scrittrice
· Massimiliano Salvatori: moderatore di Asfalto e della serata.
Gli interventi degli ospiti saranno scanditi da letture di testi tratti da Asfalto, interpretati dall’attore e regista
Massimo Macchiavelli.