Archivio per la categoria ‘libertà’

Week End a Scrocco

Pubblicato: 7 Maggio 2010 da massitutor in cultura, libertà, week end a scrocco

bike_pride

Domenica 9 maggio 2010
Giornata Nazionale della Bicicletta
BOLGNA BIKE PRIDE
Ore 15.00  Piazza Santo Stefano

Porta la tua bicicletta, motociclo, triciclo, addobba il tuo mezzo, con carta colorata, bandiere, cartelli, senza limiti di fantasia, e partecipa alla parata dell’orgoglio ciclistico! Sei ancora a piedi? Porta strumenti musicali, percussioni, pezzi di bicicletta, o soltanto te stesso… il mondo è delle biciclette!
 
Organizzato da un gruppo di amanti della bicicletta

info:
www.bikepridebologna.tk
bikepridebologna@gmail.com
340 61 43 152

stefano_presidio no tav 2

Qualcuno ci aveva creduto nello Stefano "Bici" che prende casa in montagna. Qualcuno forse ci ha anche investito in questo esordiente scrittore senza dimora di successo, ma l'autore del libro Via della Casa comunale numero uno ci ha dimostrato che ancora, per ora, ha come unico limite le stagioni: si è rimesso sui pedali e, al momento, presidia.
Presidia. Non si sa se pro o contro la Tav, ma intanto ci racconta un'altra terra di confine e per questo gliene siamo grati. Buon presidio.
Massitutor.

Al Presidio tutto scorre normalmente. Adele, coltivatrice diretta emotivamente alluvionata ha comprato tre orologi da parete e da tre giorni l'orologio è fermo sulle dieci meno venti. E' più preciso un orologio avanti di due minuti o un orologio fermo? Quello avanti di due minuti non sarà mai preciso, mentre quello fermo indicherà l'ora esatta almeno due volte al giorno. Le stesse due volte al giorno in cui Adele mi apparirà equilibrata.
Dalla posizione del sole  dovrebbe essere ora di pranzo, in cucina i ragazzi hanno terminato di lavare piatti e bicchieri della notte appena trascorsa, Serata Fogna del mercoledì, la notte Giovane del presidio.
Alex è il fornitore ufficiale della serata, ieri sera si è presentato con la consueta bottiglia di Barbera di Fogna con l'etichetta accuratamente disegnata da lui. Qualcuno gli ha fatto notare di avere una capigliatura un po troppo da bravo ragazzo e lui ha risposto: "infilati l'avambraccio nel culo e fai prendere ossigeno al cervello. Non vale limarsi le unghie".
Samuele prepara una pasta, gli avventori della Fogna sono al primo caffè, fra un paio d'ore Samuele andrà a fare un riposino e i superstiti della serata continueranno ad animare il presidio. Adele con tutta probabilità, dopo una lunga notte in giro per le valli, ci farà dono di qualche vecchia damigiana di vino, vasi di fiori o vecchi stendibiancheria zoppi ed abbandonati affianco ai bidoni dell'immondizia, gli stessi che qualcun'altro ricaricherà in macchina per portarli al fianco di nuovi bidoni della spazzatura.
Il tema dominante degli ultimi due giorni ruota attorno al bizzaro benefattore che ha voluto regalare al Movimento duemila euro. E' partito dalla Sicilia dopo aver visto in televisione un servizio sul movimento NoTav, finendo prima in Valtellina dove gli è stato fatto notare di aver sbagliato montagna e ricaricato sul primo treno in direzione Susa, Piemonte.
Il Sig. Carmelo ha ottantaquattro anni, con quattro compaesani anima il partito "Socialismo Universale " di cui è segretario. La mattina in cui andammo a prenderlo in stazione, racconta  della ricchezza e della complessità di questo fazzoletto di prato stetto fra la statale 24 e l'autostrada che collega la Francia all'Italia.
Un signore distinto, elegante ma non leccato con un sorriso aperto e un entusiasmo che contamina tutti i presenti, è entusiasta come un giovane attivista, la lunga trasferta in treno dalla Sicilia ci commuove e racconta più di ogni altra cosa nella genuinità della sua presenza.
Tira fuori il blocchetto di assegni scusandosi anticipatamente di non poter donare che duemila euro. Lo guardiamo sbalorditi, basterebbe quel sorriso e la volontà di incontraci a riempirci di gioa, il clima è quasi irreale, gli sguardi si incrociano alimentanto in noi quella magnifica sensazione di essere testimoni di un incontro che rappresenta in qualche modo l'inizio della costruzione di un mondo migliore.
La macchina dell'accoglienza si attiva, partono telefonate per organizzare un breve giro per le altre realtà del movimento, Stefano tiene il caldo il motore del suo Camper, e mentre il capanello di persone si sposta lentamente all'esterno del presidio il Sig Carmelo vuole condividere con noi la sua visione del mondo. Mantiene il sorriso, l'entusiasmo e la pacatezza dell'anziano moderato, la macchia organizzatrice macina proposte ed intenta ad offrire il meglio dell'accoglienza lo abbandona per un attimo. L'attimo più irreale delle ultime settimane.
Ad ascoltarlo siamo in tre, io sono di spalle difronte a Marcello quando lentamente comincia a gretolarsi la visione di un mondo nuovo di cui credevamo di essere stati testimoni. Il Sig Carmelo ci racconta del grande rischio che stiamo correndo, sostiene che la classe politica nei prossimi anni sarà composta quasi esclusivamente dagli omosessuali e di come questo stia già accadendo sotto i nostri occhi senza che nessuno ne parli. (!)
Io e Marcello ci guardiamo, entrambi cerchiamo negli occhi dell'altro la conferma di quello che stiamo ascoltando, ma siamo solo all'inizio. Il Sig Carmelo in qualche modo coglie dell'imbarazzo e ci soccore snocciolando i dati di una ricerca scentifica secondo la quale attraverso l'ingegneria genetica sia stato isolato il Gene  dell'omosessualità e che intervenedo sempre attraverso l'ingegneria genetica sulla sul DNA della popolazione potremmo con gli anni liberarci dal rischi di essere rappresentati da una classe politica di omosessuali.
Non abbiamo neppure il tempo di replicare, ad ascoltare siamo stati solo in tre e l'entusiasmo che ci circonda mi carica di ansia e di una responsabilità che non avrei voluto. " E chi glielo dice a questi che il Nonno si ispira alla social democrazia tedesca del Terzo Reick "?
“Siamo convinti che il nostro socialismo basato sulla fratellanza di sangue si diffonderà sugli altri popoli e darà nuova forma anche al rapporto tra le nazioni, giacché esso contiene in sé la promessa di una nuova lega dei popoli, più ricca di sostanza di quella attuale perché fondata su un socialismo attento all’onore dei popoli” (Hermann Schwarz, 1936).
Preferisco l'ultima visione del mondo offerta dall'amico Giuseppe che sostiene che il mondo è diviso in due. Una metà degli uomini morde il cuscino e l'altra gli soffia sulla schiena.

stefano_presidio no tav 1

Nina

Pubblicato: 14 aprile 2010 da massitutor in alkoliker - il diario, libertà, viaggio

Nina

Ancora con il sellino sotto il culo. Dopo sei anni la storia sembra replicare se stessa. Un inverno di stanzialità in cui timidamente spuntano radici che con i primi soli primaverili si sbriciolano. Un'ora scarsa per montare la bicicletta, gli oggetti accumulati durante l'inverno perdono senso senza lasciare alcun vuoto; non mi affezziono agli oggetti dal giorno in cui ho subito lo sfatto.
Questa volta però sono tornato sui mie passi per via della gatta che ho preso in affidamento prima dell'inverno, la Nina. Ho lasciato la casa e mi sono rifugiato con lei in una casa in disuso ceduta da i soliti amici. Non immaginavo che questo legame fosse così forte tanto da ritardare la partenza. L'unica concessione che mi sono fatto è stato di scendere a Bologna con la casa viaggiante per circa dieci giorni, in cui il mio unico pensiero era per la Nina. Al mio ritorno ho preso il portatile le crocchette e la lettiera e con la Nina ci siamo trasferiti. Pochi minuti, una valanga di oggetti lasciati al loro posto compreso la colonna del computer, la stampante, il fornetto elettrico, la televisione e altro ancora. Ordinarli non avrebbe neppure senso, chi dovesse entrare adesso immaginerebbe che stia per tornare da un momento all'altro, ho lasciato persino i Piatti da lavare e quattro vasi di rose ancora da travasare, regalati da un amico.
Ho consapevolezza e nessuna strategia se non quella di addomesticare la mia vita emotiva sui pedali attraverso scenari sempre nuovi. La stanzialità sarebbe possibile solo attraverso gli psicofarmaci a cui rispondo con i ventuno rapporti della bicicletta e la rilettura del mio libro che mi conforta e ricorda che qualcosa di buono alla fine sono riuscito a farla.
Non c'è gara rispetto a se stessi. Posso solo fare lo spettatore in attesa dello spostamento e della riflessione successiva.
In questi anni mi sono staccato da amici ed amori in tre quarti d'ora ed ora mi trovo sorpreso in una relazione con la Nina che mi commuove e che non conoscevo.
Non posso e non voglio andarmene senza averle trovato una famiglia che la accolga e che le voglia bene.
Se abbandonassi la Nina sarebbe come abbandonare me stesso.

La vita è come un mosaico se perdi dei pezzi devi in qualche modo ritrovarli per cercarePASSIONE DELLA MOTO di ricostruire la tua vita bella o brutta che sia. A me durante il traggitto è capitato di perdere per strada alcuni dei pezzi che ora pian piano sto cercando di mettere insieme. Sono dieci anni che non ho più contatti con la mia famiglia, e non c'era verso che questo potesse cambiare in quanto ci siamo lasciati piuttosto in malo modo soppratutto con mio padre: Io non avendo piu un loro recapito, e loro non avendo il mio era piuttosto impossibile sentirci anche per sapere che fine avessi fatto io, e se era successo qualcosa di grave a qualcuno della mia famiglia. L' unico modo che avevo per sapere qualcosa molto alla lontana era questo mio amico d'infanzia di cui sono sempre in contatto, e allora riuscivo tramite di lui ad avere qualche informazione piu che altro sui miei due fratelli che ho Costanzo e Marcello. Quando sono partito dalla Sardegna mio paese di origine loro erano ancora minorenni, la differenza di età era notevole io sono più grande di 14 anni. Per loro io nutro un affetto particolare, anche perchè li ho seguiti nella loro crescita, prima nella infanzia, poi nell'adolescenza, mi manca il passaggio dell'adulto che purtroppo non ho seguito personalmente a causa dell allontanamento da casa per volere dei miei genitori. Non solo ma hanno proibito loro di avere qualunque contatto con me dal momento che stavano sotto il loro tetto. Oggi le cose sono cambiate: i miei fratelli sono grandi, e possono decidere sul da farsi, i miei genitori sono abbastanza anziani, tutti e due in pensione dopo una vita passata a servire lo stato, e non hanno piu potere decisionale nei loro confronti per fortuna. Da quando ho ricevuto un messaggio dal mio amico d'infanzia che diceva che mio fratello, il piu piccolo, mi avrebbe chiamato a giorni non sto piu nella pelle; non immagginate nemmeno che cosa significa per me sentire la sua voce a distanza di dieci anni. Per me è come se il tempo si fosse fermato quel giorno e che ha ripreso a funzionare da questo momento, e il puzzle per il momento potrebbe ritornare al completo e un augurio che faccio a tutte qulle persone che hanno questo tipo di problemi e che la speranza è l'ultima a morire, ma è anche vero che chi visse sperando morir…  (non si può dire) scusate sono felice.

casa_take_away

Dovrei smettere di frequentare Gian.
L'ho conosciuto cinque anni fa, eravamo vicini di casa. Io stavo sotto il ponte di Corso dei Marmi e lui sulla riva opposta con la sua casa trainante che chiama la Chiocciola. Due metri e venti di lunghezza metro e dieci di larghezza, un'altezza che non consente di stare in piedi, ma leggermente curvi. Una porticina, due finestre, un oblò sul soffitto, un piccolo pannello solare che alimenta una lampada a sei led, e per i mesi invernali una stufetta a legna delle dimensioni di un bidoncino.
Sopra la buca delle lettere un campanello col batacchio, la statuina in plastica della Madonna di Lurdes ed il numero civico numero 0 in un elegante piastrella di ceramica smaltata di bianco, una fioriera con l'edera e una vasetto di primule.

In questi giorni è andato ad accudire una vecchia amica ed io faccio il custode di questo piccolo mondo parcheggiato in un viale alberato in cui la città sembra scomparire.
Dovrei smettere di frequentarlo, soprattutto adesso che ho una casa. Avevo accantonato da un anno la possibilità di costruirmi una Chiocciola per tornare a vivere in strada, con una certa fatica avevo fatto pace con porte, finestre,soffitto ed eccomi ora a fare il custode della casa dei miei sogni.

Dopo due ore si avvicinano due dell'antidroga in borghese, io sorrido come se fossero miei ospiti, la chiocciola come al solito fa tutto il resto, nei loro occhi come al solito vedo una gioiosa incredulità, stupore per una cosa che si trova solo lei libri per bambini.
Quartiere popolare e zona di spaccio, immigrati e vecchi Calabresi in pensione, merda di cani sui marciapiedi. Tutto normale se non per la presenza della Chiocciola. E' chiaro che in quei due metri quadri non ci sia degrado o motivo di preoccupazione per l'ordine pubblico. In una situazione talmente nuova e paradossale sono io a dover mettere le persone a proprio agio, racconto brevemente il senso della mia presenza e invito i poliziotti a visitare la casa, si guardano in faccia e poi uno infila la testa in casa. In una cornice di legno vi è un tessuto ricamato a mano e pieno di colori in vi è scritto Benvenuti, sulla destra la stufetta a legna, un lavandino di acciaio, il tavolino che una volta sganciato si unisce alle panche laterali per diventare un letto.
Mi chiedono come faccio a vivere, se ho un lavoro e altre notizie che possano in qualche modo rendermi riconoscibile rispetto ai parametri tradizionali. Esito un attimo e poi:” Ho vissuto diversi anni in strada e adesso faccio lo scrittore”
Un altro scambio di sguardi sbalorditi fra i due e il sospetto che li stia prendendo per il culo, ma ho il libro appoggiato sul tavolino, lo indico e dopo alcuni secondi quando sento che stanno per salutarmi gli allungo i documenti, uno dei due che già si stava avviando alla macchina chiaramente frastornato o incredulo torna indietro e dice “ Ah si, grazie”
Poi è la volta di tre ragazze abbigliate da signore impiegate probabilmente in un qualche servizio pubblico, scappano quando dico di aver scritto un libro. Qualcuno trova il coraggio per bussare, altri appostati dietro gli alberi o le macchine parcheggiate, fanno foto da cellulare e poi si danno alla macchia.

E poi la sera quando finalmente riesco a prendere sonno ecco i vigili urbani. Solito rituale di accoglienza con tanto di visita al museo della Chiocciola, visi distesi e rispettosi e prima di salutarci il vigile mi confessa di non votare più per Berlusconi, la vigilessa mi inchioda con una domanda chiara: “ Lei è di sinistra “? Ed io “ Orientativamente direi di si, ma sono talmente rigoroso, che se dopo una riflessione approfondita scoprissi di essere di Destra, non me ne sorprenderei”.

 

Soli

Pubblicato: 4 marzo 2010 da massitutor in libertà, pensieri in libertà

Il miglior modo di riprendere il cammino e pettinare i pensieri dopo questo lungo mese, il più difficile dalla nascita di Asfalto, è quello di riprendere con una poesia. Un pensiero intenso che fa ritrovare il senso di questo Blog.
Tanto meglio se arriva da un nuovo amico di Asfalto (vecchio amico nella vita), Augusto. Una delle persone più ironiche, intelligenti e "fuoriposto" che io conosca. In senso buono ovviamente.

Alba-a-ponte-S-Angelo-a19545196


Soli…. per le strade della grande città
era piovuto…. era anche molto freddo
le luci degli addobbi natalizi si frangevano sull'asfalto bagnato
soli… eppure era Natale
incontravamo gente con lo sguardo abbassato perso nei propri cupi pensieri
con il bavero del cappotto tirato su
le mani nascoste nelle tasche, le falde dei cappelli sino agli occhi
e le gambe ritrovano un passo affrettato
Soli… sotto un lampione di ponte S.Angelo 
fermi a guardare tristemente il vuoto e l'acqua nera spaventosa del fiume
che scorreva veloce portando rami foglie e un pò dei nostri pensieri da obitorio
soli… eppure era Natale
seduti su di un scalino
di un momento immenso col rumore degli scalpellini antichi nelle orecchie
con gli occhi liquidi che dissetano fantasmi
e le mani ghiacciate come il marmo 
ci sediamo soli tra le finestre illuminate pensando alle buone famiglie
unite al caldo che si scambiano regali
Soli di fronte a vetrine di negozi sfarzosi o con leccornie di cui si è dimenticato il sapore
dietro sbarre di una saracinesca abbassata
Soli nell'ultima corsa della metro su un vagone oramai vuoto
con i lampi delle scosse elettriche ad illuminare il volto di cera
Soli fra centinaia di corpi che vagano in una stazione
ognuno il suo viaggio nell'abisso
soli …io e te cagna di una "polvere" dietro al muro
in questa notte gelida mi darà ora quel che cerco
e non importa se il domani non ci sarà ….
Eppure era natale!
Augusto

Le gioie del foglio di via

Pubblicato: 15 gennaio 2010 da massitutor in assistenze e bisogni, libertà
20080606_foglio_di_viaIl famigerato foglio di via obbligatorio è una delle tipiche scocciature burocratiche che affliggono le persone senza fissa dimora, e sicuramente una delle più diffuse.
Si tratta di un provvedimento "preventivo" che viene affibbiato dalle forze dell’ordine a chiunque non soddisfi questi tre requisiti:
-residenza (o domicilio) nella località interessata dal provvedimento
-mancanza di un reddito
-fedina penale sporca
Il principio sarebbe quello secondo il quale una persona in queste condizioni, nel caso non sia in grado di dimostrare la sua piena indipendenza economica oppure non sia in carico a dei familiari, potrebbe ipoteticamente commettere dei reati sul territorio per sostenersi, avendone già commessi in passato come testimoniano i suoi precedenti penali.
A questo punto è chiaro come questa sorta di schedatura possa essere applicata ad un vasto numero di persone, con tutte le complicazioni del caso. La durata del provvedimento è infatti di tre anni, ed ogni volta che si viene fermati per un controllo ed identificati nel luogo indicato scatta una denuncia per "inottemperanza all’obbligo di allontanamento", cosa poco gradita, soprattutto da un’altra categoria di persone vittime di questa piaga, ossia le prostitute, specialmente quelle straniere contro le quali il foglio di via viene usato come una vera e propria arma.
Il brutto è che grazie alla lotta contro l’illegalità, così cara al vecchio sindaco e la famosa crociata contro i punkabbestia di qualche anno fa, i fogli di via sono piovuti dal cielo a tonnellate (ricordate l’ordinanza anti-bivacco?) e c’è gente che a distanza di anni ancora si trascina questo problema, un vero bastone tra le ruote per quanto riguarda rinnovo dei documenti, accessi alle strutture, alle borse lavoro eccetera.
La conseguenza finale di tutto questo è spesso quella di colpire chi sta portando avanti un faticoso percorso di reinserimento sociale intralciando o addirittura rendendio vani i suoi sforzi; ovviamente non si vogliono qui giustificare eventuali ricadute di chi ha questi problemi: è troppo comodo dare la colpa a cause esterne invece di assumersi le proprie responsabilità, ma certamente è frustrante ritrovarsi le mani legate, magari proprio quando si cominciava a pensare di avercela fatta, per colpa di un pezzo di carta appioppatoci chissà quanto tempo fa perchè si era seduti in piazza Verdi a fare balotta e bere birra senza essere studenti universitari (tanto per citare un caso qualsiasi tra quelli di cui siamo a conoscenza…).
Fortunatamente esistono anche a Bologna gli Avvocati di Strada che offrono assistenza legale gratuita, oltre che in campo penale anche e soprattutto per problemi di questo tipo: su Asfalto ci piacerebbe iniziare al più presto una collaborazione con il loro sito per permettere ai frequentatori del blog di porre  domande e stabilire contatti.
Il nostro appuntamento all’incontro con i partigiani della Bolognina è stato più che emozionante e formativo. Un’esperienza che chi c’è stato non dimenticherà, o quanto meno conserverà in un angolo del cuore.
Forse arriverà anche un video, rimanete connessi.

Asfalto a scuola di antifascismo

Pubblicato: 11 novembre 2009 da massitutor in civiltà, libertà, morte, politica

Finalmente ci siamo!Grazie ai contatti di Massitutor (la simpatica Gloria, che salutiamo) abbiamo ottenuto un appuntamento con la sezione bolognese dell‘A.N.P.I, che per chi non lo sapesse è l’associazione che riunisce i veterani che durante la Seconda Guerra Mondiale combatterono i nazi-fascisti insieme agli eserciti degli Alleati, in quel movimento spontaneo e popolare che sorse in tutti i paesi europei occupati dalle forze dell’Asse e che è poi passato alla storia con il nome di Resistenza.
Il nostro “biglietto da visita” sarà il
video che abbiamo realizzato dopo aver visitato il museo di via S.Isaia dedicato alla memoria della Resistenza in Italia e non, visto che la ricca collezione di materiali esposta parte dalle radici dell’antifascismo italiano nella guerra civile spagnola fino ad arrivare ai giorni della Liberazione.
Avremo l’occasione di condividere i ricordi di questi vecchi combattenti che presero parte in prima persona alle battaglie decisive che precedettero l’arrivo degli Alleati negli ultimi mesi di guerra a Bologna. Infatti questi ultimi, in particolare il corpo polacco che entrò per primo, trovarono una città libera, già saldamente in mano ai partgiani che avevano cacciato da soli i reparti della Wehrmacht. Fu durante la ritirata verso il nord che reparti tedeschi appartenenti alle famigerate S.S. si macchiarono le mani di sangue facendo strage di civili inermi nel paese di Marzabotto, un eccidio che a distanza di più di cinquant’anni è ancora vivo nella memoria al pari delle altre efferatezze che segnarono il conflitto in tutto il pianeta.
La crudeltà è figlia della guerra sin dalla notte dei tempi, ma nella Seconda Guerra Mondiale raggiunse vette inaudite. Alimentata dall’odio razziale e dalla contrapposizione ideologica che fu un tratto distintivo di quegli anni, ha lasciato ferite dolorose nella nostra società, con aspri dibattiti ancora attuali ai nostri giorni. Specialmente negli ultimi tempi un’ondata revisionista ha investito il ricordo di quegli anni, facendo leva su argomenti delicati e controversi come il dramma delle Foibe e i delitti che sconvolsero l’Italia dopo la Liberazione…  
Fatto salvo il concetto che la guerra, specialmente la guerra civile, è SEMPRE una faccenda sporca e maledetta, con crimini commessi da tutte le parti coinvolte, non si può non essere concordi una volta per tutte che in quella guerra, nonostante tutte le eccezioni e stante il rispetto per chi ha dato la vita per i suoi ideali, la ragione stava da una parte sola: quella di chi combatteva per essere libero contro chi combatteva per dominare(con buona pace di tutti coloro che vorrebbero metterli sullo stesso piano morale…)
Sarà bello scorgere questa consapevolezza negli occhi dei partigiani che incontreremo venerdì, ne sono sicuro.
Gloria ha detto che molti di loro pensano che la loro lotta non sia mai finita, e che il fascismo e tutto quello contro cui hanno combattuto rischiando le loro vite siano ancora vivi in Italia…noi siamo daccordo con loro, motivo in più per ascoltarli e imparare dal loro esempio!
Per chi volesse partecipare, l’appuntamento è per venerdì 13 novembre nella sede dell’A.N.P.I di piazza dell’Unità 4 alle 16.30, e viva la resistenza allora come oggi!

Basta con i privilegi delle panchine!

Pubblicato: 23 ottobre 2009 da massitutor in asfalto fuoriporta, civiltà, libertà, stampa

Pubblico così come l’ho trovato… il commento a voi.

panchina antibivacco VR

Roma: arrivano le panchine anti-bivacco

Dove dormiranno 4mila homeless romani? – Lo ha anticipato oggi l’assessore capitolino all’ambiente, Fabio De Lillo: dal 2010 a Roma saranno installate nei parchi le panchine anti-bivacco, quelle con braccioli divisori che non consentono di sdraiarsi. Il progetto già esiste e a breve ne sarà finanziata la messa in opera all’interno dei giardini nei quali non è prevista la chiusura notturna.
De Lillo ha anche detto che le panchine anti-bivacco sono già presenti in altre capitali, quindi non c’è da stupirsi se verranno adottate anche a Roma.

Tempi duri quindi anche per i senza tetto della capitale. Perché a Roma, a dormire nei giardini o direttamente sulla strada, gli homeless sono circa 4mila, poveri disgraziati possessori di nulla. Lo ha rilevato uno studio a supporto delle iniziative a sostegno dei senza fissa dimora promosse dall’Azienda ospedaliera San Camillo-Forlanini e da Commercity, in collaborazione con la Rete della Solidarieta’ e con la Comunita’ di Sant’Egidio. Lo studio è stato presentato a Settembre 2009 (leggi qui) ed ha dimostrato che Roma è la capitale dei senza tetto. In assoluto gli homeless romani sono circa 6mila e rappresentano il 35% della popolazione homeless in Italia. Di questi, sono 4mila quelli che trovano riposo, almeno fino al 2010, sulle panchine dei parchi.