Archivio per la categoria ‘libertà’

Tempo di Lotte

Pubblicato: 27 aprile 2007 da massitutor in lavoro, libertà

angelo_primo_maggio_2005

Ora e sempre…

RESIDENZA !

Asfalto sonoro

Pubblicato: 23 aprile 2007 da massitutor in amicizia, asfalto fuoriporta, gite, lavoro, libertà, musica, tutto cominciò così

Sta nascendo un nuovo progetto legato al nostro blog: una session band di musicisti e casinisti vari che costruirà musiche sulle quali leggere o cantare pezzi tratti da Asfalto. L’idea è quella di costituire una band con un nucleo stabile, ma aperta a chiunque voglia cantare, suonare, leggere o fare performance varie, prendendo come punto di partenza i contenuti di Asfalto. Ci siamo chiusi alcune ore in una vera sala prove e ognuno di noi ha tirato fuori quello che sapeva fare: da chi ha suonato tutta la vita a chi non suona da 15 anni fino a chi si è divertito a cantare o urlare nel microfono.

http://www.cooplastrada.it/asfalto/sala_musica/musica.swf

Queste foto sono la testimonianza di queste giornate. Ma il progetto va avanti e qualunque poeta, scrittore, musicista e artista in genere è invitato a rimanere in contatto con noi perchè presto potrebbe esserci bisogno di lui.

Senza Dimora in Centrale

Pubblicato: 20 aprile 2007 da massitutor in libertà, week end a scrocco

Uno spettacolo tratto da una piece di Eduardo De Filippo, in cui recitano homeless e poliziotti.
Domenica 22 aprile alle ore 21.00
Teatro Testoni in via Matteotti 16, Bologna

logo_weekend_scroccoQuesto fine settimana proponiamo un appuntamento che è ben più che un divertimento cittadino qualsiasi: ci riguarda da vicinissimo: perchè riguarda una storia di Senza dimora, ma anche perchè riguarda un’amicizia. Già perchè lo spettacolo teatrale che vi proponiamo è portato in scena dalla FRATERNAL COMPAGNIA (di Piazza Grande), con la regia di un grande amico: Massimo Macchiavelli.
Lo spettacolo, di genere comico, tratto e adattato da una piece di De Filippo, "Napoletani a Milano", è stato riadattato alle nostre esigenze. La storia è molto semplice: un vecchio quartiere di Napoli è occupato da diversi senza dimora di tutte le regioni d’Italia, che stanno talmente bene nel loro quartiere occupato che si sono nominati un sindaco tra loro. Viene il momento dello sgombero perché nel quartiere deve sorgere la nuova e monumentale Centrale di Polizia. Dopo diverse traversie, inganni e disgrazie, il comandante della polizia riesce a convincere i senza dimora ad andarsene dietro la promessa di assumerli come ausiliari, inservienti, giardinieri, ecc. Alcuni poliziotti si scoprono molto vicini ad alcuni senza dimora e nascono vere e proprie amicizie. La collaborazione con il Siulp è evidente che in quest’ottica la collaborazione con il Siulp assume una valenza straordinaria: poliziotti e senza dimora si incontrano in strada, conoscendosi solo per stereotipi, questo porta ad una difficoltà di comprensione dei problemi falsata. Lavorare insieme per un laboratorio teatrale e, di conseguenza, nello spettacolo finale permette non solo di comprendersi ma anche di conoscersi, di conoscere le problematiche che, nel caso dei senza dimora, non rispecchiano sempre una realtà personale ma, più spesso una situazione determinata dalla società che purtroppo aumenta i suoi poveri di anno in anno. Il teatro è fatica, ragionamento, fiducia nell’altro, tutte cose che aiutano un’integrazione tra persone che hanno un tipo di vita completameNte diversa. Tutto questo non solo aiuta gli uni e gli altri, ma, secondo noi, aiuta anche chi deve pensare alla sicurezza, se il senza dimora e il poliziotto si conoscono, si recupera una dimensione più a misura d’uomo, dimensione per cui la nostra città è conosciuta in tutta Italia, attirando studenti, lavoratori e quindi anche tanti senza dimora.
Ok lo spettacolo non è esattamente a scrocco ma si contribuisce ad una nobile causa: è organizzato dalla Missione Ithanga e l’incasso va tutto per costruire un pozzo in Africa.

Vivo da barbone

Pubblicato: 18 aprile 2007 da massitutor in colletta, droga, libertà

vivo_da_barboneCome ben potete vedere sono risuscitato alla grande e allora continuo il mio discorso iniziato ieri. E’ inutile che vi dica che ho passato un periodo di degenza all’ospedale, per curarmi una grossa infezione hai polmoni. Nell’arco della degenza me ne sono capitate di tutti i colori. La più bella è stata che un giorno in depressione cominciai a farmi viaggi strani del tipo "Sono senza soldi come posso campare in questa maniera?", mi sono rotto di elemosinare tutto ma proprio tutto, a questo punto l’unico modo che conosco per far soldi è di prenderli con la forza nelle casse. Caminando, per recarmi all’ospedale a fare le cure,  con questo pensiero mi ritrovai di fronte ad un negozio dove dentro c’era un ragazzo mingherlino, dentro di me ho detto: "è fatta!" invece non è stato proprio così perchè appena entrato e detta la classica frase "mi dia l’incasso perchè è una rapina", mi sono ritrovato fuori dal locale con due calci nel sedere, dopo l’episodio ci ho pensato sopra e vi assicuro che mi è andata bene perchè ho trovato quello che con due calci ha risolto il problema senza mettere le forze dell’ordine di mezzo, mi sarebbe costata cara minimo due anni di albergo forzato. Infatti ringrazio il negoziante che ha agito nel migliore dei modi. Non sono neanche più capace di fare certe cose per fare soldi illegalmente, mi auguro che questa cosa continui perchè del carcere ne ho fatto e mi sono rotto le palle di stare chiuso in una cella. Capite il mio gesto, sono proprio alla frutta dormo in un vagone della stazione poi mangio elemosinando qua e la insomma vivo da barbone e vi assicuro che mi sta stretto perchè un minimo di dignità me la esigo. Vediamo come va a finire questa nuova storia, ce la mettero tutta per poter ricostruirmi qualcosina, senza ricadere come ho fatto due mesi fa. Perchè per me ricadere vuol dire distruggermi completamente, rischiando anche la vita.
Che dio me la mandi buona!  

Pubblichiamo un confronto giornalistico su Villa Salus e gestione dei servizi, che coinvolge i lavoratori di Coop La Strada, non tanto perchè ci piace fare polemica, ma perchè ci interessa aprire un dibattito sull’informazione e sulla comunicazione in ambito sociale. La stampa spesso arriva fra i problemi delle persone come un elefante in un negozio di cristalli. Perché? E’ casuale? E’ proprio inevitabile? Crediamo sia possibile difendere il diritto di cronaca senza passare sopra l’intimità delle persone. Ci piacerebbe confrontarci su questo con i nostri lettori e con tutta la rete sociale di Bologna e non solo. Fatevi sentire.

 clicca qui per leggere l'articolo di Repubblica

Un altro articolo su Villa Salus passa sulle vite e la realtà di persone con veri problemi e veri disagi, di nuovo si punta il dito sulla pericolosità sociale di persone "sconosciute", i rumeni.
L’unico fatto concreto citato riguarda lo scontro del giornalista con un ospite con problemi comportamentali, perfettamente noti sia al Comune che a tutti gli operatori, e per il quale sono già attivate le normali procedure di accompagnamento al servizio di competenza.
La Cooperativa La Strada di Piazza Grande ribadisce di ottemperare al mandato di controllo interno e che quindi non esiste nessun "gruppo di violenti" che tengono in ostaggio né ospiti né operatori, ma esiste invece un’intensa attività di accompagnamento sociale degli ospiti per tutti i capitoli previsti dall’appalto: lavoro, scuola, salute, accesso ai servizi e attività interne.
Vengono inoltre effettuate periodiche assemblee con ospiti e operatori dove vengono affrontati problemi di convivenza e problemi della struttura (manutenzione, pulizie, rapporti tra ospiti).
All’interno di Villa Salus, inoltre, in coordinamento con la Cooperativa agiscono associazioni di volontariato con attività specifiche dirette a bambini e donne.
Infine ci sentiamo, come cooperativa sociale basata sul mutuo-aiuto tra persone senza dimora, particolarmente attenti alle condizioni di vita e ai bisogni degli ospiti, andando sempre ben oltre la semplice esecuzione delle richieste previste nelle convenzioni, come la nostra pluriennale presenza nei progetti di accoglienza e integrazione per persone in grave disagio sociale sta a testimoniare, assieme alla volontà di affrontare questi problemi con un intenso lavoro di rete.

Cooperativa Sociale La Strada di Piazza Grande

Asfalto su Radio Città del Capo - seconda puntataLe strade di Bologna. Come sono oggi? Come si vive in strada oggi nella nostra città? Questi ed altri i temi nell’intervista al nostro Bolognalafogna (coincidenze?) per il programma Genius Logi, su Radio Città del Capo andato in onda ad ottobre dell’anno passato. Per chi non l’ha sentita allora, per chi ha scarsa memoria e a tutti quelli a cui interessa il nostro punto di vista. Buon Ascolto.

Clicca sul microfono Radio città del capo bolognalafogna

Lasagne fatte in carcere

Pubblicato: 21 marzo 2007 da massitutor in libertà, mangiare

LasagneCome potete immaginare la mensa del carcere non è un ristorante di prima categoria, quindi in cella ci si arrangia a farci noi da mangiare perche quello che ti passa il carcere fa veramente schifo in cella eravamo in otto  detenuti e una domenica abbiamo deciso di fare le lasagne: abbiamo fatto la spesa x tutto quello che ci serviva x preparare le lasagne, io ho iniziato a fare il ragù: dentro il ragù ho messo carote sedano e cipolla l’abbiamo rosolato e poi abbiamo messo dentro la carne. Dopo di che abbiamo cucinato il ragù forse sono passate tre ore o poco meno. Abbiamo messo l’acqua a bollire e dopo mettevamo la pasta sfoglia e quando erano pronte le abbiamo messe nella teglia e sopra un bel strato di ragù abbiamo fatto tutto questo sino a riempire la teglia, quando abbiamo finito sopra la teglia gli abbiamo messo della carta stagnola li abbiamo lasciato un buco alla carta stagnola perche dovevo preparare un tubo che dal buco andava al fornellino che serviva x cucinare la parte di su ho tagliato un baratolo da entrambi i lati in modo da ottenere un tubo, il tubo da una parte l’ho messo nel buco che avevo fatto nella carta stagnola, l’altro buco nel barattolo che poi andava a finire nel fornellino. In cella non esiste il forno e quindi abbiamo pensato a farlo da noi poi io avevo chiesto in carcere come si poteva fare il forno e da li abbiamo fatto le lasagne; x costruire il forno in cella c’erano due tavoli dove mangiavamo li abbiamo uniti, sotto il tavolo abbiamo messo tre sgabelli x sederci li abbiamo capovolti e dentro gli sgabelli ci abbiamo messo i fornellini. Nei due fornellini abbiamo messo sopra la teglia nel terzo sgabello, ho messo il tubo con il barattolo e poi abbiamo accesso i tre fornellini siamo usciti dal sotto il tavolo e abbiamo messo intorno al tavolo delle coperte per rimanere tutto caldo. Dopo tre ore di cottura abbiamo mangiato tutti le lasagne e vi dico che sono uscite una cosa meravigliosa e dal bel profumo che usciva da quella cella e venuto il lavorante e ha chiesto cosa stavamo cucinando che usciva un bel odore e li abbiamo offerto una porzione, quando l’ha mangiata è venuto di nuovo nella mia cella e ci ha fatto i complimenti da quanto era buona e x il modo in cui abbiamo costruito il forno.

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Assente motivata

Pubblicato: 19 marzo 2007 da massitutor in droga, libertà, rielaborazione

assente motivataSecondo mio padre quando le cose vanno bene c’è sempre qualcosa sotto, le aperture create dal pus sono guarite per seconda intenzione e dopo un pò la sensazione di crepiti’o della pelle è scomparso. Il riconquistato stato di salute ha fatto si che accettassi  la proposta dei servizi sociali per adulti, situato in via paolo fabbri. Questo luogo rappresenta l’accoglienza per immigrati che si trovano in disagiate condizioni di sopravvivenza; nonostante la lista per l’accoglienza notturna sia temporaneamente sospesa, c’è la possibilità di affrontare un’emergenza freddo di una settimana; nel caso in cui abbiamo contatti con il sert per metadone, per conceling, per terapie soggettive o per la richiesta di entrare in comunità per tossicodipendenti.
Io sono considerata una quotidiana, nel senso che se voglio il metadone devo andarlo a bere tutte le mattine, alle fasce di apertura dell’ambulatorio, ogni tanto mi chiedono di fare le urine "loro" VANNO A TROVARE TRACCE DI EROINA e se ne trovano ti prendono appuntamento con il tuo dottore, perchè se ancora ti fai significa che il metadone che assui non ti copre abbastanza ed è quindi da aumentare, oppure il problema potrebbe di essere di natura diversa.assente motivata
Comunque quella "maledetta" domenica si inserisce nel discorso di mio padre Discreto successo sul lavoro che mi da un sacco di soddisfazioni costruire maschere di cuoio partendo dalla carta pesta, bel gruppo di amici ed ecco VOVOVOVOVO, volante che mi blocca scendono dei  figuri che mi dicono: "Lei è in stato d’arresto, venga con noi".e lei vada a leggersi asfalto il blog dei senza fissa dimora che a bologna e solo a bologna esiste."lei è la famosa blogger che ha richiesto la visita della questura, delle celle delle attese per gli arrestati, dei rivestimenti plastificati delle volanti e del tribunale." ma come ha fatto ad indovinare?
 

Forever EX

Pubblicato: 8 marzo 2007 da massitutor in assistenti sociali, lavoro, libertà, operatori dispari, politica

inagurazione del Drop-in

Vorrei sottoporvi un discorso molto serio e alquanto delicato.
Per far ciò prenderò spunto da quanto è successo alla Susanna Ronconi. L’intenzione però non è parlare di quanto è accaduto specificatamente a Susanna (che personalmente conosco e ammiro), ma appunto prendere spunto…
"La campagna di linciaggio contro Susanna Ronconi ha avuto successo. L’ex militante di Prima linea si è dimessa dalla Consulta degli esperti e degli operatori sociali sulle tossicodipendenze, con una lettera al ministro della Solidarietà Paolo Ferrero, che la aveva nominata. Contemporaneamente, lo stesso Ferrero ha annullato la nomina perché "illegittima". Susanna Ronconi è interdetta dai pubblici uffici e la sua presenza nella Consulta, pur non remunerata, è considerata pubblico ufficio… Susanna Ronconi si è macchiata di numerosi crimini, tra cui un duplice omicidio. Ha passato però vent’anni in prigione, e il suo pieno recupero alla socialità civile è accertato al di là di ogni possibile dubbio, così come le sue competenze in materia di lotta alla tossicodipendenza, maturate nel coso di un’esperienza che data ormai da moltissimi anni." Giovanni Russo Spena, 01 marzo 2007 su Aprileonline.
Come operatori credo siamo allo stremo delle nostre forze passionali. A voler impegnarsi con e per i più deboli si viene tacciati di essere affetti da patologia. Ci si fa un "Culo" (scusate il termine ma rende l’idea), per superare tutti gli ostacoli dalla mancanza di risorse e strumenti alla sopravvivenza economica, passando ore e ore in posti poco riscaldati e fatiscenti (quel che passa il convento), per stare "in prima linea" (pare che gli sfigati che costituiscono il nostro target di lavoro, amano essere sporchi e puzzosi e stare in posti luridi), allora ci stiamo anche noi, perché? Ma è chiaro, per svolgere il lavoro per cui ci pagano: agganciare (cioè instaurare una relazione), istigare il dubbio che potrebbe essere meglio riprendersi la loro vita in mano, cambiare insomma, poi provare a proporgli alternative di impegno, poi passare anni ad affiancarli durante tutti quei periodi di "smollamento", quelli che abbiamo tutti alcuni giorni, quella tentazione di mollare tutto, di lasciarsi andare, di non opporre più resistenza alla caduta, ecco quei momenti li, solo che loro che non hanno elaborato nulla nel crescere (le sostanze congelano ogni cosa e la conservano intatta), oppure non hanno mai imparato ad affrontare le frustrazioni perché si sono lasciati trasportare dal mondo, loro, dicevo, di fronte a quei momenti li semplicemente si lasciano ricadere. Ecco affiancarli e non voglio dilungarmi troppo su quanto sia dura sia per l’operatore che per la persona che deve tirarsi fuori (e qui lascio la parola a voi).
Poi a volte sembra succedano quelle cose che tempo prima si sarebbero considerati miracoli. Alcune persone sembrano essere rinate, non solo diventano in grado di lavorare ma anche di saper a chi e come chiedere aiuto quando sono in difficoltà (che poi è la vera forza). Qualcuno, al di la di tutti gli sbagli fatti, si appassiona alla vita e gli prende la smania di impegnarsi in prima persona, di assumersi delle responsabilità, ed ecco il passato riemerge. EX tossico, EX delinquente, EX terrorista, EX… stai al tuo posto. Questo è solo uno sguardo personalissimo da un piccolo osservatorio, che parte da egoistiche fatiche e difficoltà sempre maggiori a trovare il senso, la "mission" nel mio quotidiano lavoro… potrei scrivere storie e storie in cui i diritti delle persone di integrarsi, di emanciparsi, dopo aver pagato… anche dopo aver pagato, non trovano spazio, ma voglio lasciare la parola ai protagonisti. Buona fortuna ragazzi!

Andata e Ritorno

Pubblicato: 22 gennaio 2007 da massitutor in amicizia, civiltà, libertà

the stationSabato sera ero come sempre alla sala d’aspetto della stazione,  stavo aspettando che la palpebra cominciasse a socchiudersi, quando all’improvviso mi vedo davanti un mio caro amico di Bologna, che era uscito al pomeriggio di galera, ci è stato per 6 lunghi mesi. Infatti chiedevo spesso dove fosse andato a finire, perchè era parecchio che non si vedeva in circolazione. Insomma appena alzato gli occhi e vedendolo non sono riuscito a dirgli niente ma in compenso ci siamo abbracciati. Dopo i saluti abbiamo parlato un po di noi. Per quello che riguarda me si e molto infastidito nel vedermi dove passo le notti, sopratutto vedendo lo schieramento di persone senza dimora è che trovano l’unico posto caldo è perchè no anche essere tra persone dove non si prova vergogna per questa situazione, scambiare due parole, è ripensava a 6 mesi fa perchè anche lui e di quelli che sono in strada, a quando passava le notti in sala d’attesa e gli a preso male di come era aumentato il numero di persone che si ritrovano in strada. Poi parlando di lui, la prima cosa che mi ha detto( anche se è più il tempo passato dentro che fuori) che non ci vorrebbe più entrare in galera, perchè questa volta è stata molto pesante. Mi ha palato del sovrannumero di detenuti in carcere che da 450 che ne dovrebbe tenere c’è ne sono più di 800, quindi si ritrovano anche in 4 in una cella per 2, è allora spazio non c’è ne’ più di tanto, mi diceva che quando si guarda la tv due stanno in branda ma gli altri due per terra, per cucinare due stanno in branda e gli altri due preparono altrimenti lo spazio per stare in piedi o aiutare non c’è. Poi anche la violenza è aumentata e si è fatta anche molto pericolosa, perche ci sono tantissimi stranieri sopratutto rumeni e albanesi che hanno messo su delle bande che vogliono addirittura chiedere il pizzo, e quando sentono che è entrato qualcuno che ha la possibilità di farsi mandare dei soldi, cominciano i sopprusi. E mi diceva che era molto pesante vedere tutto questo, perchè quando uno va in galera gia soffre di suo, e infliggere altre pene credo non lo meriti nessuno, ma purtroppo la vita dentro e un altra che almeno io fino adesso per fortuna non ho avuto modo di conoscere, ma lui mentre ne parlava si vedeva che gli dispiaceva. Lui da una parte essendo stato molte volte in galera questi sopprusi non li ha subiti perchè lo conoscevano in tanti, e tra questi anche pezzi che contano dentro e allora prima di imporre qualcosa a lui ci devono pensare bene. A parte questi discorsi, non ci è sembrato giusto continuare a parlare di cose negative e allora insieme abbiamo ricordato i bei tempi passati con tanto di risate e alla fine visto che al mattino stesso che è uscito e andato a ritirare la pensione si è programmato un bel weekend avendo gia fatto il biglietto se ne sarebbe andato a Napoli. Dopo 6 mesi in carcere potevo capirla questa sua voglia di cambiare aria per qualche giorno. Siamo stati a parlare e farci compagnia fino alle 24,30 che sarebbe arrivato il suo treno. Ieri sera come due giorni prima,e allo stesso modo cioè in sala d’attesa ci siamo rivisti,e mi ha raccontato il viaggio. A Napoli è stato molto bene, ma quando mi ha parlato del pessimo viaggio sul treno pur avendo pagato solo l’andata ben 43 euro.
Voglio spendere anch’io due parole per una delle categorie che più odio: tramvieri e controllori. 43 euro per una cuccetta dove tra puzza di piedi, scorregge e gente che russava non è riuscito a chiudere occhio, poi quando il tutto si stava attenuando ha iniziato un compressore proprio sotto la sua cuccetta, si è rivolto al controllore e in cambio non ha avuto il minimo rispetto fregandosene del disagio che stava vivendo, ma tanto l’unica risposta che le ferrovie riescono a dare è CI SCUSIAMO PER IL DISAGIO. Sentendo questa storia pensavo però a quando hai la sfortuna che ti beccano senza biglietto e mi chiedo perchè per una volta non accetti anche le mie di scuse? Costo altissimo servizio pessimo, poi in compenso sentiamo sempre più spesso che le ferrovie sono in rosso ci sono pochi addetti perchè siano sempre più sicuri e il livello di qualità e efficeza cresca, ma dall’altra sentimo in compenso che aumentano i manager con stipendi da favola. Sono sicuro che se avessi la possibilità di averceli davanti queste persone dalle domande che gli vorrei fare non saprei da dove iniziare, è allora per finire con una rima mi viene da dire che è meglio che si mettano a lavorare. CIAO