Archivio per la categoria ‘morte’

Dedicato a chi rimane

Pubblicato: 1 marzo 2010 da massitutor in amicizia, andrej, lavoro, morte
Il nostro amico e fratello Andrej Letko ci ha lasciato un mese fa esatto, il primo febbraio 2010.
Giovane web designer slovacco, bello, talentuoso, buono e dotato di gran gusto Andrej, fra le tante cose, è stato il progettista del blog Asfalto ed oggi io lo immagino a modellare con le mani il Dna stesso dei pixel e degli atomi. E’ dentro, è fuori, è nel tutto.
Andrej lascia una famiglia intera a Bratislava e una famiglia di amici a Bologna e altri sparsi nel web. Questo breve video è l’ultimo regalo che posso fare al suo ricordo e alla nostra vita senza di lui.
Quello che possiamo fare è andare avanti, cercando di proseguire nella strada fatta anche insieme ad Andrej,
dedicandogli Asfalto e tutto quello che questo spazio è stato fino ad ora.

Un ringraziamento speciale va alla giovanissima Luce Macchiavelli, che ha regalato la meraviglia del suo sorriso a noi che eravamo su quel prato ed illumina il nostro futuro di speranza.

Questo e quello che m resta,
Oggi
mi sembra di entrare nella tua stanza,
guardare
toccare le tue cose
pulite,
ordinate
accoglienti. 
Oggetti bilanciati
pesi e contrappesi
colori 
linee 
cornici
immagini
equilibrio perfetto
oggi tutto mi è nuovo
oggi tutto mi parla di te,
cose che non sapevo

(Mauro)

 

Ciao ragazzo

Pubblicato: 11 febbraio 2010 da massitutor in amicizia, andrej, morte, operatori pari

Andrej

Chiunque voglia salutare il nostro amico Andrej Letko potrà farlo
giovedì 11 febbraio 2010
Presso la camera mortuaria dell’Ospedale S. Orsola – Malpighi
situata all’angolo fra via Albertoni e via Pizzardi. Adiacente alla chiesa

Esposizione 13,30 – 15,30
Benedizione ore 15,00

Si raccomanda la puntualità.
Con amore e coraggio, il gruppo Asfalto

mi piace Bologna…

Pubblicato: 9 febbraio 2010 da massitutor in amicizia, inchieste, laboratorio, morte, radio asfalto, tutto cominciò così

Nel 2006, alla nascita del blog Asfalto, Radio Città del Capo: la radio metropolitana di Bologna è venuta a fare un servizio in forma di chiaccherata con i membri del gruppo fonfatore di Asfalto. Andrej era fra di loro, fra di noi ed era quello che di più aveva speso e creduto in questo progetto.
Andrej era un grandissimo mago del pc, con un gusto speciale per la grafica e, proprio in quei giorni, lavorò sodo per costruire un ambiente virtuale accogliente, funzionale e fantastico.

Due anni fa… Andrej

Pubblicato: 5 febbraio 2010 da massitutor in amicizia, droga, morte

Andrej Lontano

Pubblicato: 1 febbraio 2010 da massitutor in amicizia, droga, laboratorio, morte, tutto cominciò così

Il nostro amico Andrej se n’è andato oggi. In questo giorno pieno di luce. In un giorno speciale perché palindromo: cioè si può leggere la data al contrario e viene fuori lo stesso numero. Questo sarebbe piaciuto ad Andrej, chi lo conosce sa che è vero. Questo fatto si ripeterà nel 2092: il giorno nel calendario sì… Andrej no.

Cominciamo

Pubblicato: 18 dicembre 2009 da massitutor in assistenze e bisogni, morte

Dopo la morte di un altro clochard, il Comune di Milano investirà un milione di euro per un “Piano Antifreddo”.

clochardMilano, 15 dicembre 2009 – “Lancio un appello ai milanesi perchè segnalino casi di senzatetto in condizioni critiche al nostro Centro Aiuto della Stazione Centrale”. Lo ha detto l’assessore alla Famiglia, Scuola e Politiche sociali Mariolina Moioli alla notizia del ritrovamento del corpo di un cinquantenne senzatetto, avvenuto questa mattina presso l’Ippodromo di San Siro…

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Asfalto a scuola di antifascismo

Pubblicato: 11 novembre 2009 da massitutor in civiltà, libertà, morte, politica

Finalmente ci siamo!Grazie ai contatti di Massitutor (la simpatica Gloria, che salutiamo) abbiamo ottenuto un appuntamento con la sezione bolognese dell‘A.N.P.I, che per chi non lo sapesse è l’associazione che riunisce i veterani che durante la Seconda Guerra Mondiale combatterono i nazi-fascisti insieme agli eserciti degli Alleati, in quel movimento spontaneo e popolare che sorse in tutti i paesi europei occupati dalle forze dell’Asse e che è poi passato alla storia con il nome di Resistenza.
Il nostro “biglietto da visita” sarà il
video che abbiamo realizzato dopo aver visitato il museo di via S.Isaia dedicato alla memoria della Resistenza in Italia e non, visto che la ricca collezione di materiali esposta parte dalle radici dell’antifascismo italiano nella guerra civile spagnola fino ad arrivare ai giorni della Liberazione.
Avremo l’occasione di condividere i ricordi di questi vecchi combattenti che presero parte in prima persona alle battaglie decisive che precedettero l’arrivo degli Alleati negli ultimi mesi di guerra a Bologna. Infatti questi ultimi, in particolare il corpo polacco che entrò per primo, trovarono una città libera, già saldamente in mano ai partgiani che avevano cacciato da soli i reparti della Wehrmacht. Fu durante la ritirata verso il nord che reparti tedeschi appartenenti alle famigerate S.S. si macchiarono le mani di sangue facendo strage di civili inermi nel paese di Marzabotto, un eccidio che a distanza di più di cinquant’anni è ancora vivo nella memoria al pari delle altre efferatezze che segnarono il conflitto in tutto il pianeta.
La crudeltà è figlia della guerra sin dalla notte dei tempi, ma nella Seconda Guerra Mondiale raggiunse vette inaudite. Alimentata dall’odio razziale e dalla contrapposizione ideologica che fu un tratto distintivo di quegli anni, ha lasciato ferite dolorose nella nostra società, con aspri dibattiti ancora attuali ai nostri giorni. Specialmente negli ultimi tempi un’ondata revisionista ha investito il ricordo di quegli anni, facendo leva su argomenti delicati e controversi come il dramma delle Foibe e i delitti che sconvolsero l’Italia dopo la Liberazione…  
Fatto salvo il concetto che la guerra, specialmente la guerra civile, è SEMPRE una faccenda sporca e maledetta, con crimini commessi da tutte le parti coinvolte, non si può non essere concordi una volta per tutte che in quella guerra, nonostante tutte le eccezioni e stante il rispetto per chi ha dato la vita per i suoi ideali, la ragione stava da una parte sola: quella di chi combatteva per essere libero contro chi combatteva per dominare(con buona pace di tutti coloro che vorrebbero metterli sullo stesso piano morale…)
Sarà bello scorgere questa consapevolezza negli occhi dei partigiani che incontreremo venerdì, ne sono sicuro.
Gloria ha detto che molti di loro pensano che la loro lotta non sia mai finita, e che il fascismo e tutto quello contro cui hanno combattuto rischiando le loro vite siano ancora vivi in Italia…noi siamo daccordo con loro, motivo in più per ascoltarli e imparare dal loro esempio!
Per chi volesse partecipare, l’appuntamento è per venerdì 13 novembre nella sede dell’A.N.P.I di piazza dell’Unità 4 alle 16.30, e viva la resistenza allora come oggi!

WEEK END A SCROCCO

Pubblicato: 2 ottobre 2009 da massitutor in cultura, droga, film, inchieste, morte, stampa, week end a scrocco

571bba1bcf5f10eb25e1c371488c3ec3Il giorno in cui la notte scese due volte: il film-documentario sul caso Mercuriali
Data: Lunedì 5 Ottobre, ore 17:00
Luogo: via Azzo Gardino 23, Bologna

Il caso di Alberto Mercuriali, giovane e incensurato agronomo di Castrocaro Terme (FC) che si è tolto la vita l’8 luglio 2007 dopo che la stampa locale aveva riportato con grande enfasi una denuncia che lo vedeva protagonista per possesso di una modica quantità di hashish, è ormai diventato emblematico. Da qualunque parti lo si giri, ne esce una storia fatta di distorsioni e cattiva informazione.
E’ questo il senso del film “Il giorno in cui la notte scese due volte” di Lisa Tormena e Matteo Lolletti (vincitori del Premio Ilaria Alpi 2009) che
viene presentato lunedì 5 ottobre alle ore 17 a Scienze della Comunicazione (via Azzo Gardino, 23 aula A)
Alla presentazione interverranno anche Gerardo Bombonato, presidente dell’Ordine dei Giornalisti dell’Emilia-Romagna e i genitori di Alberto Mercuriali, Maria Cristina Francesconi e Renzo Mercuriali. L’appuntamento, organizzato in collaborazione  con il Premio di giornalismo televisivo “Ilaria Alpi”, introduce il corso di “Comunicazione giornalistica” di Mauro Sarti, che modererà l’incontro.
(notizia riportata dal sito di informazione sociale
Bandiera Gialla.Per saperne di più cliccare qui per il sito creato dalla famiglia di Alberto)

24 HOUR ITALY COMICS
COS’E’ 24 HOUR ITALY COMICS? Una sfida artistica e ludica al tempo stesso: realizzare un fumetto completo di 24 pagine in 24 ore! Che vuol dire tutto: disegni finiti, storia, lettering, colori, tutto! Una volta che la matita tocca il foglio, l’orologio inizia a contare. 24 ore dopo, la matita lascia il foglio per sempre.
Appuntamento dunque a Palazzo Re Enzo per lunedì 5 ottobre alle 14.00 e tirata non-stop fino alle 14.00 dell’indomani

Cose che succedono a Bologna

Pubblicato: 7 settembre 2009 da massitutor in assistenze e bisogni, morte, stampa
Riproponiamo l’articolo del Resto del Carlino del giorno 4 settembre 2009
Per chi ha qualcosa da dire, la discussione è libera e aperta.
centro_beltrame_seppia
Il caso servizi sociali
IL BARBONE MORTO AL DORMITORIO DI VIA SABATUCCI
Il primo giorno hanno creduto dormisse
Era morto da due giorni, nel suo letto al dormitorio comunale di via Sabatucci,  ma nessuno l’aveva capito. Se n’è accorta una donna delle pulizie, per l’odore che si sentiva. Luciano S. aveva 48 anni, era un barbone. Da maggio viveva nel centro Beltrame, gestito dalla cooperativa Dolce per l’Asp Poveri e vergognosi. Luciano era un tipo magro, con il pizzetto, provato come tutti dalla vita di strada. Veniva dal sud, viveva a Bologna da anni. Prima era stato in via del Lazzaretto. Lo conoscevano bene alle mense della Caritas. Lo conoscevano al Sert, dove lo curavano per il suo passato da tossicodipendente. é morto solo, forse per un infarto, in un sabato afoso. Era rientrato al dormitorio nel pomeriggio, si era messo a letto. Divideva la stanza con un altro, che però nel fine settimana non c’era. E non c’erano gli educatori-mai di sabato e domenica,come prevede la convenzione-, insomma quelli che tengono impegnati gli ospiti, li fanno giocare a carte o sono lì con loro quando navigano su internet.
Pietro Segata, presidente della Dolce, ricostruisce una storia che pare incredibile. La domenica mattina alle alle 7.30 la donna delle pulizie è entrata nella stanza – racconta -, ha pensato che Luciano dormisse. Il lunedì mattina è tornata e si è insospettita per l’odore. Ha dato l’allarme, sono stati chiamati i carabinieri. Da loro abbiamo saputo che la morte di Luciano, presumibilmente, risaliva al sabato sera.
Segata ricorda che la Dolce si occupa del centro da quindici anni. La convenzione con il Comune per ora prorogata, in attesa che la gestione dei dormitori passi definitivamente all’Asp Poveri e vergognosi è di 600mila euro all’anno. Quanto costa un posto letto al giorno in via Sabatucci? Direi tra i 20 e i 25 euro, solo per la gestione,spiega il presidente. Vuol dire che la cifra esclude il riscaldamento e le manutenzioni straordinarie. La Dolce manda avanti anche quattro gruppi appartamento e i dormitori di via Lombardia e via Felsinea, molto più piccoli, cinquanta posti letto in due. La convenzione del centro Beltrame prevede attività di portineria,pulizia e manutenzia ordinaria – chiarisce Segata -. Nei giorni feriali ci sono anche gli educatori. Il sabato e la domenica no. Vorrei far capire che la nostra azione è stata del tutto trasparente. Sì, mi rendo conto, è passato un giorno e mezzo senza che nessuno si accorgesse che quell’uomo era morto. E questo non mi lascia assolutamente tranquillo, non c’è neanche bisogno di dirlo. Magari la convenzione sarebbe da rivedere, potremmo verificare i punti di caduta di questo rapporto. Sicuramente nei giorni di ferragosto sono molto meno presenti i volontari. Anche questo ha contato.
Gli ospiti di via Sabatucci hanno la chiave della stanza. Sicuramente non sempre il dialogo è semplice, e non tutti gradiscono che qualcuno bussi alla porta per fare due chiacchere. Dicono che Luciano S. fosse un tipo socievole, con qualche problema di salute. Lo hanno seppellito alla Certosa. C’erano gli operatori del dormitorio, come capita sempre. Sarà ricordato domenica mattina a messa, nell’oratorio di San Donato, in via Zamboni. Lui e altri tre barboni morti in queste settimane d’estate. Uguali a tutti gli altri almeno lì, in chiesa.
Il Comune chiede che venga fatta chiarezza. Sulla vicenda della morte di Luciano il Comune chiede che venga fatta chiarezza. Resta congelata per ora l’ipotesi di far pagare una retta nei dormitori, almeno per gli ospiti che hanno una borsa lavoro. Ieri in Comune c’è stato un incontro tra i tecnici dei Servizi sociali e quelli dell’Asp Poveri e vergognosi ma non sono maturate decisioni. Il momento è delicato. Dal primo novembre aveva ricordato tempo fa Alessandro Montaperto, direttore dell’Asp Poveri e vergognosi, l’Asp avrà responsabilità di gestione, diretta o in appalto, su dormitori, servizi per immigrati, richiedenti asilo e nuove povertà. Il passaggio aveva spiegato doveva avvenire entro la fine di agosto. Ma è stata necessaria una proroga tecnica di due mesi, per essere in regola con i certificati di agibilità degli immobili. Stiamo rivedendo servizi fermi da 20 anni.     

Uomini da marciapiede

Pubblicato: 28 agosto 2009 da massitutor in morte

Ripropongo un post che ho scritto il mese scorso, perché l’uomo di cui parlo in quelle righe è morto qualche giorno fa. In uno dei suoi tanti e quotidiani tragitti dal marciapiede all’ospedale (e ritorno). Si chiamava Alfonso ed era un uomo che era veramente oltre i margini: fuori da ogni percorso, fuori da ogni struttura; oltre ogni condizione igenico sanitaria immaginabile. Ultimo fra gli ultimi nel confronto poteva far sentire dei medio borghesi gli utenti medi del Centro diurno. Un barbone da marciapiede d’una volta insomma.
Gradiva farsi dare del Lei il signor Alfonso. Dunque buon viaggio signor Basso.

drop out

 Oggi ho parlato con un uomo sdraiato sul marciapiede. Si chiama Alfonso, un siciliano diventato nero. Nel senso proprio di negro: è nero di botte, sporco, sole. Gli occhi sono chiari ma la pelle è scura come tutte le cose che sono alla fine, che stanno morendo. Ho sfiorato le sue mani e sono di legno. Il legno dei bancali.
Ha detto che potevo anche dargli del tu. Stabilita una confidenza su questo fatto ho chiamato l’ambulanza che l’ha portato via, come ogni giorno. Sporco ovunque di briciole, vino e piscio.
Poi, con il tesserino da operatore, guanti e sacchetto di plastica ho pulito il portico dai resti di pollo arrosto che aveva mangiato l’uomo del marciapiede. Strappando i resti dagli interessi di un maledetto piccione.
Sono riuscito a mantenere la promessa di un caffé prima che andasse via con gli uomini dell’ambulanza, quando ormai era riuscito ad alzarsi in piedi. Stavamo tutti e tre lì ad aspettare che Alfonso finisse il suo caffé, come se non avessimo nient’altro da fare per tutto il giorno. E’ la cortesia che gli uomini dimostrano quando pensano che quello potrebbe essere l’ultimo giorno di vita, il suo ultimo caffé.
Solo qualche ora dopo, parlando con un ragazzo, avrei pensato agli uomini che hanno i giorni contati, a quelli che ne hanno pochi.