Archivio per la categoria ‘pensieri in libertà’

Dieci anni senza

Pubblicato: 4 novembre 2008 da massitutor in civiltà, libertà, musica, pensieri in libertà

con Dori

Siamo costretti a rubare questo titolo la un famoso settimanale in edicola il Venerdì perché è troppo bello e intenso. Spiega meglio di ogni altra frase il vuoto lasciato in questo Paese da Fabrizio de André. Certo: più che un vuoto la sua opera e la sua vita sono un pieno. Risposte e domande al tempo stesso della coscenza di chi lo ha saputo cercare e ascoltare. Ha raccontato il lato oscuro della vita e della condizione umana, cercando la verità e il gesto concreto del riscatto dell’essere umano. Fabrizio ha raccontato, già 15 anni fa, quella che qualcuno definisce la "bancarotta etica" del nostro tempo. E’ vero che, come nei grandi amori, ognuno ha il suo Fabrizio; ognuno pensa di averne colto il senso e ogni operazione di tributo sembra sempre monca. Tuttavia Fabrizio parlava spesso della strada e delle persone che vivono ai margini, dunque anche noi di Asfalto ci sentiamo autorizzati a ricordare a modo nostro Faber. Che più di ogni altro poeta o cantautore ricorre nelle citazioni pseudo colte o seriamente colte delle persone di strada.

Già: dieci anni senza. E manca proprio oggi una voce che sappia ancora indignarsi per dichiarazioni e fatti che passano senza che nessuna delle nostre coscenze sfiancate sappia più dire niente. Fabrizio manca proprio oggi, 4 novembre 2008, novantesimo anniversario della vittoria dell’Italia nella Prima guerra mondiale. La prima carneficina su scala industriale della storia viene definita dai nostri politici come un sacrificio utile alla prima vera unificazione del nostro Paese. E in effetti dobbiamo ricordarcelo che l’Italia ha saputo trovare l’unità solo nei fossi delle trincee, in un mare di fango e sangue. E già quarant’anni fa Fabrizio si chiedeva:

Dove sono i generali che si fregiarono nelle battaglie, con cimiteri di croci sul petto?
Dove i figli della guerra partiti per un ideale, per una truffa, per un amore finito male?
hanno rimandato a casa le loro spoglie nelle bandiere legate strette perché sembrassero intere.
Dormono, dormono sulla collina…

Ci manca insomma, tutti qui lo sentiamo intimamente "nostro" e dunque, con questa poesia di Montresori, aggiungiamo il nostro tassello alla serie di ricorrenze, mostre, DVD, raccolte CD che scorrono verso il decennale del prossimo gennaio. Questa poesia è una specie di "cover" del modo di scrivere di Faber, Carlo Montresori ce la presenta così: "era veramente un giudice nella vita, e poeta nella canzone. La dedico ai suoi fans, al mio idolo a Dori, Cristiano la p.f.m e a tutti quelli che hanno lavorato per lui da Bruno Lauzi a Paolo Villaggio e alle sue case discografiche, dieci anni dopo, montresori carlo lo ricorda con un brano, dedicato al suo modo di far poesie d’autore."

Scusi signor giudice
forse la differenza
la fa la pazienza
scusi signor giudice
ma la mia bomba
era di carta
e il mio intento
era solo di far spavento

la mia una questione
di eccessiva gelosia
ma mi dica provi lei
a sentirsi derubato
del proprio amore
quell’amore che da anni
ho sempre avuto accanto

mi scusi la mia pazzia
‘vostro onore’
ma lo fatto per il mio amore
e adesso accetto la mia sentenza
sono pronto per la mia pena

  ma per favore capisca
il mio amore dolce
la mia catena
sconterò la mia pena
è una questione d’amore
è una questione d’amore

forse la differenza
la fa la pazienza
scusi signor giudice
per la bomba
ma era di carta
e il mio intento
era solo di far spavento

la mia una questione
di eccessiva gelosia
ma mi dica provi lei
a sentirsi derubato
del proprio amore
quell’amore che da anni
ha sempre avuto accanto
e a un certo punto
glielo portan via

Mantova nella memoria

Pubblicato: 22 ottobre 2008 da massitutor in la vita è un cantiere, pensieri in libertà
Anche se sono di Desenzano del garda a 16 anni niente mi impediva di andare a scrivere alcune poesie a Mantova sedendomi vicino alla statua del Virgilio.
piazza SordelloTRA STORIA E STORIA MANTOVA NELLA MEMORIA

mondo mio, mondo tuo
mondo degli altri
che corrono forte
e sfidano la morte
ma corrono sempre
perchè sono nati
per correre e vincere.
Ti ricordi pee esempio
Nuvolari di quando correva
vinceva, vinceva
e la piccola Mantova
andava in festa

a piazza Sordello
mi sono innamorato
e sino al parco
del VIRGILLIO
con lei sono andato
per condividere amore.
Superato l’argine
all’ombra del bel castello
di San GIORGIO

il riflesso del sole sui laghi
che ristoro al mio piccolo cuore
con te o mio amore
dividerò questa città
col sapor al tempo
riso e salsiccia Mantova

regno di ducato e folcore
festa e Nuvolari che corre
sempre se il Gonzaga permette
al solo lago superiore
di non straripare
dal mincio ricaverò
il mezzo e l’inferiore
quasi come mia tesi d’amore

mondo mio, mondo tuo
mondo degli altri
che corrono forte
e sfidano la morte
ma corrono sempre
son nati per correre
per vincere, come Nuvolari

nella più assoluta fantasia
il Virgillio mi disse
"mo vè, perchè due elle?"
e io gli risposi:
"che te vegna en…."
Mantova nella memoria

Il Re ribelle

Pubblicato: 15 ottobre 2008 da massitutor in pensieri in libertà
Sui sentieri della solidarietà

simpitTutto parte dalla lettura di un post pubblicato qui su Asfalto: raccontava delle persone che vivono per strada a Milano. Una bellissima storia nello stesso tempo drammatica per chi deve arrangiarsi in una socetà sempre più difficile per i più deboli ma comunque visibile grazie a tutte quelle persone disposte a chiudere un occhio.
Milano dove ho vissuto alcuni anni della mia infanzia, da mia Zia Angelina, mi sorprende sempre di più una città dove molta gente arriva in cerca di fortuna ma a volte non è sempre così, cerca di vivere con quello che ha vissuto prima, sto parlando di una storia che è partita da una valigia di cartone con la speranza di nascere moralmente ed economicamente e portare avanti una famiglia, in quegli anni si riusciva ad ottenere molto: si era figli del progresso, oggi è regresso e chi ha vissuto quei momenti è disposto a chiudere un occhio, e trasformarsi come la storia che vi stò scrivendo adesso. IL RE’ RIBELLE forse a volte troppo generoso come lo sono i milanesi d’altronde.
Mi spiace per SIMPIT un nostro operatore purtroppo colpito dai segni di vita vissuta ai margini di una socetà a volte troppo drammatica, ma oggi SIMPIT si è messo in corsa e ha saputo trasformarsi in un RE RIBELLE che aiuta i più deboli, io sono uno di quelli ho incominciato a scrivere con lui, mi ha fatto conoscere MASSIMILIANO, ANDREJ e tutti i ragazzi che lavorano su ASFALTO DOVE IO UNA VOLTA ALLA SETTIMANA PUBBLICO UNA POESIA.

LIVEIL RE RIBELLE

Non ho occhi per vedere
quell’odio di chi sta peggio di me 
ma anzi non lascio stare
e mi do un gran da fare
fa freddo ed è giusto che si ripari
taglierò parte del mio mantello
e lui sarà più riparato

ha fame e a lui darò
parte della mia calda minestra
ha sete e gli darò parte del mio vino
il caffè lo berremo insieme
poi lo saluterò
e me ne andrò per la mia strada

sto meglio, ho aiutato
chi era più povero di me
io sono soltanto chi nella vita
ha riguardo dei più deboli di me
mi do un gran da fare

sento una musica e canto insieme
questo mio canto
sui sentieri della solidarietà
anche se son SIRE
anche se son son MAESTA’
aprirò il mio castello
e farò festa

e ai poveri darò
pane vino frutta felicità
perché oggi è un gran giorno
e al mio regno mi dispongo
 
sento una musica
e canto insieme
questo mio canto
sui sentieri della solidarietà

anche se son SIRE
anche se son MAESTA’
sono un RE ribelle
che ama il suo popolo
sopratutto i più deboli

questo è il difetto
del mio cuore
che detta alla mia mente
il giusto amore

il Tondo e la Bella

Pubblicato: 11 settembre 2008 da massitutor in pensieri in libertà

Non ha fame, non ha sete
non ha voglia è irrisoria
solo il dire e il manifestare
non mi rimane che andare
con gli amici a pescare

e chissà cosa ci ricavo
da questo mare una cena
una zuppa o un pesce grosso
un granchio un polpo
o l’impiglio sul fondo

sono un uomo grosso
e un po’ tondo
ma se la mia donna
non mi ama
casca il mondo
e io finisco sul fondo

a parlar con la murena
o a esser preso in giro
come uno stoccafisso
mo’ guarda cosa
mi fa la mia bella

non ha fame, non ha sete
non ha voglia è irrisoria
solo il dire e il manifestare
non mi rimane che andare
con gli amici a pescare.

ma quando con gli amici
presi un bel tonno…….

lei a sera era li
che mi aspettava
‘caro’ cosa vuoi per la cena?
un tonno, ti amo caro

mise il tutto per un buon cucinato
a ornire una mia
maggior tondità

ebbe fame ebbe sete
gli vien la voglia e si fece
‘be…. buon apettito
mangiò e basta
andò a letto sazia
ubriaca e canterina
ma sesso niente

non ha fame non ha sete
non ha voglia è irrisoria
solo il dire e il manifestare
io il tondo e lei la bella

Multe a chi mendica

Pubblicato: 12 agosto 2008 da massitutor in pensieri in libertà
Multa a chi chiede l’elemosina sdraiato.  Avvantaggiati gli zoppi…

macchina_05A parte le battute quello che lascia perplessi non è solo il fatto che chi mendica sdraiato si becca la multa, ma anche pensare che il tipo la possa pagare!!! Ma vi rendete conto? Pagare 160 € di multa? Quando stai già mendicando spiccioli? Se sei in strada a fare colletta o chiedere l’elemosina si presuppone che non hai nemmeno un euro in saccoccia! O perlomeno i soldi per una sopravvivenza misera. O pensano che è molto facile rialzarsi dalla strada? La mia esperienza mi insegna a…: Mai dire mai!!! E loro sembra l’hanno capito, hanno visto che sti barbunazzi  alcuni riescono a lavorare in ste cooperative sociali e ste associazioni, e quindi è possibile dopo pignorarli lo stipendio. Eh! Eh! Eh!… E’ solo questione di fortuna, vuoi che su dieci almeno uno riesce amacchina_05 rialzare la testa? Cosi può ripagare tutte le sue malefatte!! Hanno fatto due conti e hanno detto: "E’ semplicemente un investimento di 160 €, poichè negli anni c’è sempre qualcuno che riesce a trovare un lavoro, ad avere una residenza e magari una casa del comune, così siamo sicuri di portargli via tutto!!! (o no anche le mutande!!!) Mobili, mezzi e sicuramente un quinto dello stipendio non si sa mai," (noi, nostro malgrado, siamo dei buoni esempi) e quindi intanto le facciamo le multe, poi visto che non riusciranno a pagarle subito le vendiamo ai signori delle famigerate concessionarie di recupero crediti  che poi te li trasformano con succulenti interessi da 160 € in magicamente  1600 €, et voilà 16.000 €!! Evviva la new economy!
A Firenze l’hanno pensata proprio bene! Caspita!

L’ottimismo è il profumo della vita!!!

Oasi Umana

Pubblicato: 23 luglio 2008 da massitutor in libertà, pensieri in libertà, politica

Jerusalem

Gli indiani siamo noi pacifisti, che perlomeno tentano di fare qualcosa contro l’alzarsi della tensione tra Iran e Israele, un conflitto pericoloso che potrebbe allargarsi anche a livello mondiale.
Onde evitare questo mi piacerebbe chiedere ai fedeli, in quanto il popolo ebraico ne ha già, subite abbastanza durante la  seconda guerra mondiale una nostra presenza in massa a difendere ISRAELE. Inoltre è la terra dove è nato Gesù e quindi va istituito il primo parco umano protetto dove le cose possono vivere, in questo caso e la prima volta che nasce l’idea di un parco umano protetto dove la guerra viene proibita l’oasi felice per evitare l’estinzione dell’uomo.

PICCOLE NUBI

In un bel cielo azurro
i fumi indiani la dicono lunga
su quanto toro seduto
ami alce rosso

solo un vecchio  saggio
poggia l’orecchio al suolo
per capire se stava arrivando
un cavallo a vapore o una guerra

ma per oggi le cose vanno bene
perchè al campo tra tende colorate
piccoli indiani giocano,
inseguono il vecchio con un copricapo a forma di volpe

per i più grandi è una danza
felice attorno a un totem
che oggi sulla guerra dice poco

una festa per passar il bel tempo
nel ciel l’azzurro più immenso
dal fiume arrivano le canoe
degli invitati la festa si fa’ piu’ grande

e se ci mettiamo i colori e i costumi
scopriamo che oggi è un giorno di pace
ed è piu’ bello senza la guerra
le piccole nubi dicevano
……..augh…..uuuuuuuuu

Cose da vino

Pubblicato: 15 luglio 2008 da massitutor in felicità, gite, pensieri in libertà
partòt 2008
Tutti abbiamo partecipato alla Partot ma visto come eravamo messi alla fine ci siamo dimenticati delle storie dal teatrino di Cecilia del rifugio notturno, cosi ho deciso di scrivere la prima.

l san giovese
sono ubriaco
e se pur figlio
di un bolognese
canto in ticinese

ballo con la mia bella
che ha bevuto dell’albana
e ha alzato la sottana
ho visto non vi dico
una roba ma una roba
wei che traffico ragazzi!

col lambrusco
mi son perso a montefusco
e son spuntato a bardolino
buono questo vino
ma che strada io abbi fatto
non me lo ricordo nemmeno

come buono il vin lugana
qualcuno ha urlato la banana
era una voce di donna

che aveva bisogno
di tre cose fondamentali

la pertica, la spranga
e il pezzolone
unità di misura strane
adottate in caso
di fabbisogno reciproco
ma come buono l’amarone

per poi non parlare del recioto
per favore datemene ancora un gotto

stasera mi sento esplosivo
ma poi avevo capito
si di aver bevuto
ma di non esser mai partito

sulla soglia e sulla voglia
dal matarello son stato colpito
e a letto spedito
poi lei la porca tutta sola
si scolò il caldirola

consapevolezze

Pubblicato: 10 luglio 2008 da massitutor in pensieri in libertà, sogni

puzzodimerda

di MaxZ

Il mio piccolo paese

Pubblicato: 11 giugno 2008 da massitutor in pensieri in libertà, viaggio

lizzano e il suo enzo

Al centro della valle
un falco vola in alto
e controlla la situazione
il giorno è bello
sereno con il sole
limpida l’aria
a orrizzonte lontano

sulla terra invece
la storia è un pò diversa
due vecchi si raccontano la vita
si sfidano a carte
bevono insieme
urlando ai loro vent’anni
come se i vent’anni ci fossero ancora

in riva al fiume
martino il pescatore
e la sua tanta pazienza
pastura pastura
e quando il pesce cattura

incomincia un lungo discorso di
amicizia e sguardi…
martino il pescatore
gli toglie l’amo
e lo rimette in acqua
per la prossima avventura

al centro del paese
le lavandaie raccontano
storie di paese e uomini
uomini e cavalli
gendarmi e briganti
favole e realtà

per sfogare la loro rabbia
il bucato più bianco sarà
nel rosso tramonto
ognuno comincia a
tornare nella propia casa

tociar nella polenta
la ripetuta renga
che serve a dare sapore
bere vino e cantare canzoni
fino al buio della notte

dove tutti andarano a dormire
lasciando il posto
alla luna e alle stelle

come bella Lizzano stasera

piccolo paese mio
di valle dove il reno
fa la luce argentata
che si vede da lontano

aiutami a ricordare
che prima di essere
diventato qualcuno
son partito
da questo piccolo paese
e ne sono fiero.

Lasciaci andare via

Pubblicato: 28 Maggio 2008 da massitutor in pensieri in libertà

andiamo via

Lasciaci andare via
da questo tempo
che non è il nostro

e facci andare
dove la vita è amore
soltanto amore

per stare sempre insieme
come la buona nave che ci vuole
per superare ogni tempesta

l’amore va avanti
tra giorni chiari
e giorni bui

si soffrirà, si supererà
ogni ostacolo, si combatterà
a pugni chiusi in fondo al cuore

e ogni volta
ci si guarderà negli occhi
per ricominciare
per non lasciarci mai

lasciaci andare via
da questo tempo
che non è il nostro

e facci andare
dove la vita è amore
soltanto amore

per stare sempre insieme
a pugni chiusi
in fondo al cuore

e ogni volta ci si
guarderà negli occhi
per ricominciare

per non lasciarsi mai
per non lasciarsi mai
per non lasciarsi mai