Archivio per la categoria ‘salute’

IL DARKENE

Pubblicato: 26 gennaio 2007 da massitutor in droga, inchieste, morte, salute

Il Darkene è un medicinale con un effetto devastante per il soggetto. darkenePuò essere usato in due modi diversi: per via orale e/o per via endovenosa. Nel primo caso, fa male, nel secondo caso, fa peggio. Come tutti i medicinali và usato con cautela. In giuste dosi è un ottimo prodotto, viene consigliato dai medici per le persone affette da sindrome ansiosa. Se si esagera con le dosi non solo è dannoso ma è addirittura letale. In una prima assunzione se adoperato male si riesce a perdere cognizione, al punto che persino l’eroina stessa passa in secondo piano. Per esempio se con l’eroina si ha bisogno di una dose consistente per raggiungere un certo effetto, con il Darkene basta poco per ottenere un bel risultato. Io non sono un medico, ed ho sperimentato questo sopra di me per capire, e la differenza che ho trovato tra il Darkene e l’eroina è questa: con una bottiglina di Darkene ci sballi tre giorni pieni, a dosi eccessive, mentre con la roba ti ci vuole un capitale. La devastazione consiste in questo: Il giorno dopo non ricordi più niente, riesce ad annullare tutto dalla memoria di una persona. Il suo risveglio è cosi detto a “Sorpresa” per il semplice fatto che appena ti riprendi dallo sballo, ti puoi trovare in un letto d’ospedale, in una cella di un carcere, o addirittura come è successo al mio amico di giochi, che ha perso la vita.

ombraLeggendo l’articolo che ha scritto la Stefani nello spazio dedicato ad Asfalto, mi sono reso conto di alcuni accorgimenti. è chiaro che le polemiche ci sono, ci saranno e così via, vorra dire che noi, alla fine saranno famosi "il mio tutor, e Andrej, perchè si parla di loro come membri di asfalto." E quindi noi tutti di conseguenza, "Saremo famosi" senza un euro in tasca, ben venga anche questo, fa parte del percorso che stiamo facendo. Riguardo all’articolo, volevo specificare che ai senza tetto "ma con un blog" nulla ci è stato regalato e  quello che ora abbiamo ce lo siamo guadagnati, c’è stata data un’ opportunità, che riconosco non  è da poco conto, è solo da riconoscere che l’impegno che c’e dentro non è da meno delle lauree ad honoris, alle interviste fatte individualmente  etc etc. perchè dico questo; la politica che fà il Comune oltre a essere disincentivante è anche distruttiva per noi, secondo me, cerchiamo un’altra strada che ci permetta di avere quello che abbiamo, quello che facciamo, cercando magari di autofinanziarci o magari trovare qualcuno che ci sponsorizzi, un vero servizio da scrivania. Messo a disposizione di chi ha qualcosa da rendere pubblico. E’ chiaro che se cercassero di toglierci uno dei strumenti di comunicazione che ha un potere enorme sarebbe preoccupante, magari con la facciata che non ci sono i fondi. Bene facciamo anche noi una politica che la chiameremo "Restiamo in piedi " per esempio e facciamo tutte le proteste che vogliamo senza fare del male a nessuno, ma tirando in causa chi ha il potere di prendere questo tipo di decisioni. Questo il mio consiglio è tutto da via del porto arrivederci al prossimo appuntamento.
p.s.: SANSONETTI SEI  "GRANDE"

Una vacanza da DIO

Pubblicato: 8 gennaio 2007 da massitutor in amicizia, comunità, droga, famiglia, lavoro, libertà, mangiare, morte, salute, sogni
RETO5Insomma alla fine tutti arriviamo nello stesso punto da dove siamo partiti e ti rendi conto che ti manca qualcosa, che non è il cellulare, non è l’automobile, il computer, mp3, niente di tutto questo ma è qualcosa di più profondo il così detto “cibo per l’anima” di cosa si tratta ? Diciamo che bisogna essere pronti per questo per tanti motivi. A chi può interessare diciamo che nella nostra vita si fa molta fatica a far entrare DIO. Io mi rendo conto di questo, infatti come dicevo prima bisogna essere pronti per questo tipo di discorso e comunque prima o poi tutti sentiamo il bisogno di credere in qualcuno. Mi rendo conto che quello che sto per dirvi per alcuni può sembrare sciocco, ma prendete per buono il fatto che ora vi racconterò in quanto è un storia vera. Mi trovavo in comunità a Vigevano vicino Milano, questa si chiamava “RETO” recupero tossicodipendenti, ero li per mia scelta quindi non ero obbligato a restarci, e la cosa che era più libera era proprio quella di pregare, mi fu spiegato che la preghiera era liberatoria e l’unico che può liberarti dal problema della droga definitivamente è CRISTO Gesù. Ora detto così non fa effetto però vi assicuro che in un luogo protetto quale era, con le persone che erano in comunità da molti anni, che parlavano con la bibbia in mano, e quindi usavano le stesse parole che usò Gesù l’effetto era diverso. La prima volta che partecipai a una riunione ero un po’ perso, entrai in questa sala enorme dove c’erano diverse panche per sedersi, io misi a sedere in una panca negli ultimi posti, quando uno dei ragazzi responsabili , si avvicinò e disse: “Su fratello vieni a sedere qui davanti” e mi portò in una panca in prima fila, li per li non captai subito il messaggio e tra me mi chiedevo il perché. Appena cominciò la riunione un ragazzo che aveva pressappoco la mia stessa età salì sul palco allestito in questa sala e con un libro in mano comincia a palare “ ciao ragazzi mi chiamo PEDRO sono di origine spagnola sono qui da 10 anni e sono qui per darvi la mia testimonianza, oggi vi parlerò di un Gesù che è morto, è risorto, e continua a vivere attraverso ognuno di noi, una voce dal fondo partì dicendo ma che droghe usavi tu ?. Successe qualcosa alcuni minuti dopo e io non mi accorsi, soltanto che in seguito non ci furono più interventi di nessun genere. PEDRO narrò una storia della vita di Gesù e raccontò che quando Giovanni Battista era prigioniero per conto di Erode i suoi seguaci pregarono per un giorno intero e nella preghiera veniva espresso un desiderio sicuramente la liberazione di Giovanni Battista, ma non sapevano come sarebbe avvenuta, quando ad un tratto ci fu un’esplosione, il muro della prigione si aprì e Giovanni scappò. In quel periodo anche io avrei detto che PEDRO aveva avuto sicuramente a che fare con gli acidi, oggi la vedo diversamente, di certo con più spirito. Appena finita la riunione mi avvicinai a PEDRO e gli domandai: “Scusa PEDRO perché mi hai fatto sedere davanti?” e lui rispose: “perché i primi saranno gli ultimi”. Soltanto dopo mi resi conto di quello che era successo durante quei minuti che il mio posto venne ceduto a colui che era fra i primi banchi, tutto tornava nella mia mente. La mia permanenza in comunità fu di circa cinque mesi e durante questo percorso conobbi un ragazzo che si drogava perché i suoi genitori litigavano sempre sin dalla sua nascita, sua madre mentre era incinta di lui litigava spesso con il padre in quanto lei preferiva che fosse un maschio, lui voleva una femmina e così nacque GEORGE e li accontentò tutti e due …ma la sua omosessualità non è bastata perché i problemi famigliari sono continuati e le conseguenze sono state la tossicodipendenza e, alla fine, la scelta della comunità.
Io dalla comunità venni via però fino al 2006 ho incontrato persone che vivono ancora lì e mi hanno raccontato che GEORGE mentre andava in giro a distribuire i calendari per conto della comunità ha conosciuto una ragazza e ora è felicemente sposato con lei e ha due figli, forse non avete capito è successo davvero un miracolo. Ora mi rendo conto più di allora che questa è la mia vera testimonianza.

FESTA ANNI50Ricominciano le scuole, si torna al lavoro, ognuno ai propri posti, impeccabili come non mai. Ognuno a modo suo ha salutato l’anno vecchio e ha accolto l’anno nuovo. Con tutti i buoni propositi, c’è chi li discute volentieri e chi no, ancora non so bene a che punto siamo con le notizie, ma credo a buon punto con quelle cattive: per quanto mi riguarda durante la festa del 31 è andata a meraviglia sopratutto per quanto riguarda gli incidenti, la festa che hanno fatto in piazza maggiore a quanto pare è andata bene, hanno bruciato il pupazzo di paglia c’erano due casse acustiche per sentire la musica, una cosa un pò strana ma comunque diversa rispetto agli altri anni, per quanto non basti mai che cosa dare di meglio alla gente per intrattenerli, ora c’era veramento poco, e una volta che veniva bruciato questo pupazzo il divertimento migliore era quello che hanno inventato i rumeni: mettevano dentro alle bottiglie di spumante vuote i petardi e le facevano scoppiare, con tutto ciò…………………… per loro con il fatto che sono entrati in Europa e  la festa si brindava il doppio vogliamo discuterne? I soldi sono stati spesi di sicuro ma per cose poco utili: per esmpio per costruire il pupazzo di paglia non sò quanto hanno speso per portare un’artista avrebbero speso un pò di più ma l’effetto sarebbe stato diverso sicuramente meno rischio che qualcuno ci rimettesse lo zampino ok. Io per esmpio ho passato l’ultimo dell’anno in dormitorio a suonare la chitarra in compagnia di alcune ragazze che sono venute in via del gomito a passare la festa con noi tra l’altro ragazze belle e in gamba e io sono stato molto bene, abbiamo cantato e giocato tutti insieme, abbiamo salutato l’anno vecchio e abbiamo accolto quello nuovo a suon di canzoni, la canzone che è venuta meglio e che tutti abbiamo cantato con grande stile è stata "l’anno che verrà".
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Cani e Porci

Pubblicato: 28 dicembre 2006 da massitutor in dormire, salute, sogni

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EVVIVA!!!!!!!!   Il Comune ha dato il via libera all’apertura dell’emergenza freddo. Io ci dormo… Entro e guardando stupefatto mi chiedo: ma dove cavolo ci hanno mandato? La prima risposta che mi sono dato è stata quella di una stalla, anzi peggio. Come letto hanno messo le sdraie da mare, per giunta da fare schifo, che dopo la prima notte non sapevo più dove finiva la schiena e iniziava il culo, le ossa che ancora brontolano, e non ti dico dopo una settimana. I bagni, non ne parliamo, 4 latrine messe li, con il freddo che mentre caghi ti entra nel buco del culo. La doccia perchè c’e ne solo una, fa proprio schifo, è con il grande pericolo di prendersi un fungo se va bene. Per quello che mi riguarda non vedo l’ora che la notte passi il più veloce possibile, per il semplice ma importantissimo fatto, che così esco subito da quel posto. Che dire, io penso che hanno aperto un "lagher" del genere per pulirsi la coscienza, è così che almeno possono dire di essersi adoperati anche per noi. Io onestamente mi sarei vergognato solo a pensare di aprire un posto del genere, eppure prima che aprisse se ne parlava in un modo, come se doveva aprire il grand hotel. Un desiderio che ho in testa (anzi due) e che prima di tutto in un posto così lurido ci andassero a stare Cofferati e la sua giunta, e per ultimo ma non meno importante, (ANZI) che chi ha il potere in mano si rimbocchi un pò le maniche, e faccia in modo che anche i più bosognosi abbiano un posto dove dormire un po’ più decoroso, perchè nelle stalle ci stanno le bestie,  (senza offesa per gli amici animali). CIAO

Sani e salvi

Pubblicato: 15 dicembre 2006 da massitutor in famiglia, lavoro, salute

medicinaPer chi non ha seguito il diverbio che c’è stato tra noi di Asfalto e l’ associazione SOKOS. Dunque è nata una piccola polemica tra sokos e GIANLUCA. Dove lui sosteneva che è andato negli uffici di SOKOS per chiedere assistenza e questi gli avevano risposto in malo modo. E da qui è nata tutta una discussione che se vi può interessare la trovate TROPPO KIARO. Dopo tanto siamo riusciti ad avere un incontro con l’associazione di SOKOS. Abbiamo parlato direttamente con la responsabile sanitaria la sig. CICCARELLO, e con lei c’era anche un suo collaboratore il sig. RABIH CHATTAT, proprio qui nel laboratorio di informatica. Noi del gruppo di asfalto abbiamo esposto il problema dal nostro punto di vista con lei, e così è stato chiaro ciò che Sokos offre come servizio sia agli italiani che a stranieri, con permesso di soggiorno o senza. ANDREJ un nostro collaboratore straniero è andato per usufruire del servizio per via della tosse e di conseguenza per una visita. Alla fine è venuto fuori che qualcosa non è troppo chiara per quanto riguarda le informazioni che vengono date ai pazienti da parte dei volontari. Dire che c’è un problema di comunicazione fra servizi.
Andrej: Sono andato a Sokos perche avevo la febre a 38,2. Dopo una  lungissima filla sono arrivato dal dottore, mi ha visitato e mi ha fatto una prescrizione anche urgente per farmi la lastra. Dovevo andare in ospedale in via Montebello per fare la tessera sanitaria per poi poter fare la lastra. Pero a montebello non mi volevano fare la tessera perche sono slovako e la Slovacchia fa parte di EU dovrei richiedere la tesera sanitaria nel mio paese. Pero io a casa non ce lo la tesera percio non potevo farmi prenotare per fare la lastra. Un altro giorno in orari del Sokos sono andato a chiedere come posso fare per la tessera, e la  risposta era che devo riprovare praticamente la fortuna in altri ospedali di Bologna e magari mi fanno la tesera. Dopo la risposta mi e pasata la voglia fare la lastra e anche la tosse.
Gianluca: Sono colui ke ha scritto il post ke ha dato inizio a tutta questa storia… ke dire? Ke non mi sono inventato tutto, ke sono precisamente andato a la sede di Sokos in via Castagnoli e non da una qualke altra parte? Ke ad inventarmi la storia non mi sarebbe venuto nulla in tasca? Sono un tossico emarginato utente di un servizio sociale e tale connotazione va tutta a beneficio del dubbio di ki dubbi ha a proposito de la veridicità de i miei scritti quindi mi limito ad aggiungiere ke la possibibilità ke si sia trattato solo di un malinteso è da attribuirsi 50% a scarsa attenzione ed eccessiva animosità da parte mia, 50% poca kiarezza  ne la spiegazione da parte de i volontari stanki dopo una lunga giornata di lavoro non retribuito. Va bene così? Passo e kiudo. Ricordiamo inoltre che SOKOS è tra i nostri link, orari e visite.

Angoscia

Pubblicato: 13 dicembre 2006 da massitutor in salute

Stamattina sono andato per la prima volta al centro DROP IN. E un posto molto bello e accogliente, è visto che c’era Andrea ho approfittato per  farmi vedere i piedi  perchè da sempre soffro un casino da come sono messi. Infatti appena li ha visti si è quasi spaventato perchè facevano veramente impressione. L’ho ringraziato perchè subito si e adoperato affinche trovassi un pò di sollievo, invitandomi ad andarci tutti i giorni per cercare di farli ritornare al meglio. Ho veramente gradito tantissimo. Arriviamo al capitolo più brutto e angosciante. Vedendomi la gamba , Andrea quasi spaventandosi mi ha detto: visto che da li apoco andavo al furgone dell’Unità d’aiuto a bere di farmela vedere da loro. Reagendo alla mia paura, mi sono fatto consigliare da loro: Mi hanno detto di andare subito in ospedale e sentendo anche altra gente che ha avuto dei problemi simili ai miei,  mi dovrò ricoverare. Non nascondo che tutto ciò mi fa paura, perchè se fosse tardi…..non voglio neanche pensarci…CIAO

TROPPO KIARO

Pubblicato: 31 ottobre 2006 da massitutor in assistenti sociali, operatori dispari, salute

Ciao, volevo brevemente raccontarvi un paio d’episodi vissuti negli ultimi tempi, ke potrebbero efficacemente rappresentare una finestra sulle condizioni in cui versa quella fetta de l’apparato sanitario bolognese preposto all’assistenza dei nullatenenti esenti ticket.
La mia condizione di italiano senza domicilio fisso, disoccupato, non integrato mi dovrebbe, in via teorica, far rientrare nella categoria degli aventi diritto a tale assistenza, per cui non avendo un medico di base lessi con sollievo una mail nella quale Max ci informava de l’esistenza a Bo de l’associatione “Sokos”, dicendomi qualcosa come "ecco la svolta". Febbrilmente (in tutti i sensi) mi recai sul loro sito web (http://www.sokos.it) dove, cito testualmente, era scritto:
"Scopo primario dell’Associazione è garantire assistenza gratuita agli immigrati senza permesso di soggiorno, alle persone senza fissa dimora e a chiunque viva in una condizione di esclusione sociale nel territorio di Bologna"
Frase ke interpretai come inequivocabile invito a contare su il loro servizio per ciò ke concerne la mia situazione sanitaria.
Il caso volle ke una ragazza di nazionalità americana, trovandosi in condizioni simili alle mie,mi kiedesse consiglio, ovviamente io le proposi di venire con me presso la sede di Sokos per registrarsi. Una volta in loco ci rivolgemmo a l’impiegato magrebino ke, alla reception, era  preposto ad accogliere le domande di registrazione.
"DOCUMENTI" disse
"ECCOLI" risposi
"QUESTO NON E’ UN POSTO PER TE" lui ribattette
"PERKE’ ?" kiesi io …
"PERKE’ NO, DEVI ANDARTENE" fu la sua adirata risposta
Con notevole sforzo riuscii a mantenere la calma e ad insistere con diplomazia, ma il receptionist sapeva solo dirmi “vattene”, solo quando la gente dietro di me iniziò a protestare per l’attesa nella quale il nostro scambio di battute li costringeva, io ebbi l’inatteso onore di vedere arrivare al mio umile cospetto niente poco di meno ke la responsabile generale della sede di Sokos ke, molto politically correct, esibiva un bellissima pelle+scura della mia e, senza mezzi termini disse:
"QUESTO SERVIZIO E’ SOLO PER STRANIERI EXTRACOMUNITARI, TU SEI ITALIANO VA NE I POSTI PER L’ITALIANI ALTRIMENTI KIAMO LA POLIZIA"
Lasciando lo stupore il posto alla rabbia, in un fiato raccontai per filo e per segno come ero venuto a conoscenza de l’associazione ke le dava lavoro e soprattutto le rammentai ciò ke era scritto ne la pagina di presentazione del sito web di Sokos.
Non ci furono cazzi io: non solo non avevo diritto al servizio a causa de la mia nazionalità, ma dovevo anke sgambare.
In quel momento subentro la mia amica ke, passaporto americano a la mano, molto educatamente, da brava extracomunitaria qual é fece la stessa rikiesta d’inscritione ke avevo fatto io. Io intanto, senza uscire dalla stanza, m’ero fatto da parte, trasformandomi da postulante in spettatore.
In maniera decisamente arrogante the big boss intimò a la mia amica ke non poteva fare niente per aiutarla, suggerendogli di kiedere aiuto a l’ambasciata o al consolato, oppure di kieder a non meglio precisati  servizi per l’italiani… ?….!??!!!!!…..!…..? Stupefacente ma vero. Mi viene in mente quel detto popolare ke recita: “gli dai una mano e ti si prende tutto il  braccio”. Si perkè questo episodio è un eclat
ante esempio di discriminazione razziale e culturale di cui io come italiano emarginato sono stato vittima.

Devo aggiungere ke in passato+di una volta ho visitato paesi de il cosiddetto terzo mondo: paesi dai quali sicuramente provengono i ragazzi/e  a i quali è stata delegata la gestione de i servizi di Sokos, ebbene una delle costanti ke+mi ha colpito in quei luoghi è la gerkarizzazione de la società in base a la situazione economica de li individui in maniera molto+aggressiva e violenta di come avviene qui in Europa. In tali paesi il nullatenente  è veramente nulla, a stento viene riconosciuta la sua umanità.
Evidentemente gli operatori di Sokos  applicano qui il sistema di valori in uso ne i loro rispettivi paesi d’origine, oppure forse stanno esperimentando un innovativo modello d’integrazione: invece di integrare gli ospiti ai valori de il paese ospitante si integra il paese ospitante a i valori degli ospiti.
L’altro episodio di malasanità ve lo racconterò un’altra volta.
Non ho ancora nessun tipo di tessera sanitaria. Stando in strada è difficile capire tutte le pratiche che si devono seguire per avere i documenti, il tesserino sanitario, ecc, poi uno può conoscere anche poco la città, i servizi. Penso che almeno il Sokos avrebbe potuto darmi una mano in questo, darmi qualche indicazione su come risolvere in altro modo il mio problema, dovrebbero lavorare in una rete di servizi e indirizzare le persone. Penso questo. Grazie anke agli impiegati del Sokos non sono riuscito a regolarizzare loa mia situatione sanitaria, ma grazie a…non so, Dio forse, la febbre di quel giorno mi è passata, sto bene e in genere mi ammalo raramente!
Ciao!

Ritorno a casa

Pubblicato: 28 settembre 2006 da massitutor in droga, salute
Quella che leggete qui sotto è la storia e il presente di Peppino. Un ragazzo che abbiamo conosciuto qui al laboratorio di informatica e che è diventato poi un amico: ci siamo scritti tante mail e in ognuna mi ha raccontato qualcosa di lui, del suo percorso verso casa, verso una vita nuova e consapevole. Peppino è una specie di gigante buono. Apre la porta, entra nel laboratorio…prima arrivano le spalle poi tutto il resto e pensi di trovarti davanti ad una specie di capo ultras del Napoli, anzi di più: a quegli energumeni che stanno davanti, nelle risse, ai capi ultras. E pensi: speriamo bene… Ma qualcosa tradisce questa impressione: il suo sguardo dolce e tranquillo e poi i modi che sono, da subito, gentili e rispettosi. Sa stare al suo posto Peppino, sa usare bene il computer e le parole. Aspettando che diventi presto uno di Asfalto dunque pubblico questa mail che ci siamo accordati di rendere pubblica. Un bell’inizio. Buon ritorno a casa. Massimiliano
gigante-arbolNell’ull’ultima e.mail ti ho parlato di come mi sentivo dopo essere arrivato alla meta dei 9 mg di metadone.
In fondo io la meta l’ho superata da un pezzo ed è stato quando ho deciso irrevocabilmente dopo anni di dure battaglie e di un po’ di fortuna, di togliere da mezzo questa storia. Il meta non era più una terapia ma un peso che mi portavo da troppo tempo e che trascinavo con molta fatica.
La terapia quella vera è già finita da un pezzo.
Per me adesso è solo iniziato un nuovo tempo quello della libertà da qualsiasi forma di dipendenza fisica, la droga l’eroina quella l’ho tolta da mezzo molto tempo fà e se qualche rara volta è capitato di farmi è perchè non avevo niente di meglio da fare. Questa è la verità e lo avete sperimentato anche voi operatori e gli amici che ho e che già  conoscevo a bologna.
Tutti sapevano che in più di due mesi che sono stato li ultimamente, mi ero fatto si e no 5 volte. Eppure lavoravo al laboratorio avrei potuto farmi quasi tutti i giorni inoltre ho sempre saputo arrangiarmi anche senza lavoro. MA io non volevo saperne avevo lasciato la cosa che più di ogni altra cosa negli ultimi dieci anni aveva occupato tutto, o quasi, lo spazio della mia esistenza.
 
A bologna approdai nel novembre del 2000 era la prima volta che andavo via di casa, per rifugiarmi al nord, ma non era la prima volta che andavo via di casa.
Non potrò mai dimenticare quella strana sensazione che mi invadeva quando vidi quella leggerissima nebbiolina di una sera di fine novembre faceva molto freddo ma io avevo qualcosa che mi proteggeva dal freddo era lei tenebrosa e calda come una bellissima donna che ti accarezza nella notte.
La cosa che però mi rendeva triste oltre al fatto che avevo lasciato dietro di me tutto e tutti, era il non poter condividere quelle sensazioni con qulacuno. Ma duro poco, circa 10 minuti il tempo di fare qualche passo in stazione, e incominciai a vedere con gli occhi di un bambino ai suoi primi passi che, quella città era come un grande ritrovo di persone, ragazzi che come me vivevano quell’ esperienza. Fu stupendo, ma nello stesso tempo decadende, indescrivibile, ero felice perchè non mi sentivo più solo, ma allo stesso tempo, provavo tristezza per tanti ragazzi che, andavano alla deriva, in fondo la felicità nella droga non dura molto, ma era rassicurate sapere che in quel vietnam senza vietgong, non si era da soli.
Quante belle ragazze ho conosciuto, piccoli fiori recisi, che pena provavo per loro, la loro bellezza traspariva sotto il velo scuro dell’eroina e poi anche della coca che completava l’opera di demolizione totale della persona e dell’essere. Ricordo come fosse ora adesso, quei passi sotto i portici di bologna, man mano diventavano sempre più frenetici, spasmodici, per inseguire chi ti avrebbe dato l’agoniata prossima dose di pace. Quella pace che arrivava e se ne andava nel tempo di pochi battiti di ciglia lenti, dove gli occhi quasi socchiusi vedevano scorrere lenta sempre più lenta e a sprazzi la vita normale. Poi all’improvviso la sentivi arrivare era sempre lei l’opposto il negativo, l’omega dell’eroina, ”l’astinenza, la scimmia, la rota”.
Il dolore assoluto senza squarci sulla pelle, era dentro che colpiva, nel sangue ed il sangue raggiunge e nutre tutto il corpo, e cosi lei raggiungeva tutto il tuo intimo trasformandolo senza pace, atroce e secco. Presto il dolore sarebbe aumentato raggiungendo inesorabilmente oltre che al corpo anche la mente, forse unica difesa al suo dominio totale.
Preda del niente assoluto, unico spiraglio di luce era lei l’eroina, spasmo cerebrale per poterla avere di nuovo per non sentire più il male dentro, gigante cattivo che non avrebbe risparmiato mai nessuno al suo passaggio. Cercala trovala portarla qui ecco le uniche domande che in quei momenti potevano circolare nella testa. L’unico modo per muoversi e dare una ragione al movimento era lei e solo lei niente e nessuno sembrava fermarla.
Ricordo sempre indelebile la puzza della strada, quell’odore che con il passare dei giorni diventava sempre più forte.
Se e come sono sopravvisuto per strada è un miracolo. La prima volta che andai a bologna entrai talmente nel suo gioco che non ebbi più la forza di tirarmene fuori. Le forze mi mancavano non avevo più il coraggio di reagire, ero diventato solo uno che aveva perso tutto e mi lasciai andare alla deriva.
I vestiti le scarpe erano completamente sudici,la gente che mi vedeva schivava indifferente lo sguardo dall’ennesimo ragazzo drogato martoriato.
Ormai non avevo speranze la droga mi aveva ucciso,presto o tardi sarei partito in un viaggio di sola andata chi sa dove.
Solo una cosa mi salvò in quel momento, la speranza, che, qualcuno si ricordasse di me, e come per miracolo un giorno i miei genitori mi vennero a prendere per portarmi a casa dove avrei recuperato le forze e soprattutto avrei capito e analizzato quello che mi era successo.
Purtroppo non passò molto tempo circa tre mesi e mi ritrovai di nuovo a bologna forse certamente richiamato da quella forza negativa a cui ancora non sapevo desistere. Non avevo ancora o non volevo ancora smettere.
La storia continuerà nella prossima e-mail….Peppe

Aiutati che un'e-mail ti aiuta!

Pubblicato: 26 settembre 2006 da massitutor in assistenti sociali, salute

aiutati_che_un_mail_ti_aiutaL’assistenza medica é una cosa importante per me che ne ho avuto bisogno, volete sapere come ho fatto attraverso internet mi sono informato di un indirizzo personale di un dirigente del cup. L’ho buttata lì come avessi buttato una bottiglia in un’oceano, senza aspettarmi una risposta. Invece mi ha risposto! E mi ha detto come non residente come fare a avere temporeaneamente l’assistenza, il libretto sanitario per un anno scegliendo un medico tra quelli disponibili. Ho fatto attraverso la carta di identità il libretto sanitario e ringraziato il dirigente con un’e-mail di invito personale, ma la risposta é stata negativa. Un’ invito non formale non é stato accettato, in fondo lui ha fatto il suo lavoro non potevo chiedere di più di una preziosa informazione.
Ho voluto racontare la mia esperienza per dire che qualcosa funziona una risposta esauriente che mi ha tolto un anno di guai sanitari tra file interminabili al pronto soccorso.
Avere la tessera sanitaria mi ha risolto dei problemi che ho dovuto affrontare, ma mi ha fatto capire che se quella goccia l’e-mail non forse partita da me io dalle istituzioni avrei ottenuto solo un secco no e bona lì, questo é un commento che faccio da mie esperienze precedenti, quello che la vita mi ha insegnato é questo: se un giorno ti senti di essere rimasto indietro corri a recuperare perché alla fine all’inadeguatezza la gente ti risponde schiacciandoti, con questo bisogna fare i conti e non si scappa alla propria vita. L’afferri, ma se ti sfugge l’hai persa di certo e la devi recuperare=doppia fatica!