Amico Fragile

Pubblicato: 9 marzo 2009 da massitutor in amicizia, morte
Francesco di MartinoSabato mattina si è spento Francesco di Martino un ragazzo di strada un ragazzo come noi con i suoi problemi  i suoi viaggi le sue tristezze i suoi amori.
L’ho conosciuto qui a Bologna, non giravamo tanto insieme però lo vedevo tutti i giorni in via del  porto, scherzavamo ci fumavamo un paio di sigarette e ogni tanto si incazzava perché io non avevo sigarette e gliele chiedevo però si finiva con una risata.
Lavorava al canile di Trebbo però lavorando ha avuto un incidente possiamo dire banale, un chiodo gli si è infilzato in un piede lui l’ha trascurato e gli è peggiorato dandogli non pochi problemi, questo problema gli durò quasi un anno fece molte visite ma non gli passava mai. Fino a l’altra settimana quando si fece ricoverare e gli amputarono la gamba.

Oltre al dispiacere di avere persoFrancesco di Martino un amico, volevo fare questa riflessione condividendo il suo modo di vivere in strada tra tutti i casini che può avere vissuto droghe ecc. però non si può morire cosi da soli, io non voglio discolparmi perché non sono mai andato a trovarlo al ospedale però credo che gli avrebbe fatto piacere se qualcuno fosse andato a trovarlo in ospedale e gli avrebbe portato un pacco di sigarette e avrebbe fatto due chiacchiere e stare li un oretta con lui.
non è facile per gente come noi che sta per strada con tutti i nostri casini andare a trovare una persona che sta male in ospedale o in un altro posto.
Si può pensare che la falsità e l’ipocrisia siano cose che non hanno a che fare con la vita di strada, che fanno parte solo del mondo "fighetto", invece anche in strada purtroppo succede questo e a me personalmente mi dispiace perché se succedesse a me di stare male e accadrà non mi sentirei male per il dolore ma perché sarò solo.

Cosa ci fa sentire vivi?

Pubblicato: 9 marzo 2009 da massitutor in amicizia, lavoro
Con grande emozione pubblichiamo un contributo di Maura Fabbri del Centro di Ascolto della Caritas che, con grande affetto, ci fa un grandissimo regalo portandoci le parole scritte dal nostro caro collega e amico Delvis.
Un interrogativo potente e diretto come quelli di cui Delvis era capace, proviamo a dare una risposta. Un modo per comunicare ancora in qualche modo con Delvis, che è stato per noi un punto di riferimento e un esempio.

Maura dice: Ho incontrato Delvis al Centro di Ascolto il 3 gennaio del 2002, era appena uscito dal carcere e stava in strada. Già da allora aveva seri problemi di salute. Fu uno dei partecipanti al primo gruppo di auto aiuto e fu sua l’idea del nome: propose "ANTARES, a piccoli passi verso la luce", lui era anche il verbalista del gruppo e vorrei ricordarlo attraverso il suo verbale di giovedi 15 maggio 2003:

Delvis"Questa sera siamo in riunione io (Delvis), A., G., L., M., S., G., L. e il grande amico C., il quale ci ha donato la sua visita, ma noi speriamo sempre che trovi un poco di tempo per stare con noi anche per tante altre riunioni.
Stiamo discutendo della percentuale di persone che, rivolgendosi ai Servizi Sociali e ai Centri di Ascolto, hanno veramente intenzione di ricominciare un percorso.
Per come la penso io, dividerei le percentuali in più fasi: un 40% è interessato solo ad uscire da una situazione precaria, accontentandosi di un pasto e poco altro, un altro 20% ha intenzione di rimettersi a posto con casa, lavoro e ricongiungimento familiare, un altro 40% ha problemi che, anche volendo, non gli potrebbero permettere di intraprendere un discorso serio, se non avendoli prima affrontati.
Altro tema di discussione è: cosa ci fa sentire vivi?
L’amore,
il rispetto che gli altri ci portano, se ci rispettano significa che probabilmente abbiamo qualcosa di buono da dare, da trasmettere,
sforzarsi di mantenere e far andare bene per il verso giusto ciò che si possiede (il lavoro, la casa, le amicizie, …)
staccarsi dallo scoraggiamento, crederci comunque fa diventare l’illusione realtà
imparare a godere delle cose piccole quotidiane".

Oggi, 8 marzo 2009

Pubblicato: 8 marzo 2009 da massitutor in Uncategorized

Una storia, una donna Stefania Bassani, poetessa della Bar Boon Band.

la trasferta

Pubblicato: 4 marzo 2009 da massitutor in carcere, tutto cominciò così
legge-uguale-per-tutti"Guarda Sandro, secondo me siete stati voi". E’ con questa bella certezza assicurativa sulla mia vita, ho salutato l’ avvocato che doveva difendermi ho guardato il mio cane già stanco  di ascoltare, lui aveva già capito, e sono ripartito per Bologna più fiducioso di prima che sono nella merda fino al collo. Va bene non sono un santo, e nella mia lunga vita da vagabondo ho visto e mi è successo di tutto ma questa storia di rapinatore a mano armata con tanto di sparo, con me che in una macchina rubata aspetto il mio complice con tanto di sgommata, roba da natural born killers, questa no! Mi giunge proprio nuova anche perché non è mai successa; o meglio è successa ma non siamo stati noi.
Gli attori principali di questa bella scampagnata a Milano siamo io, Pepe, un solerte farmacista e tutte le forze dell’ordine che, con grande professionalità, hanno dato un contributo notevole alla riuscita del film (mannaggia a sti stronzi).
Ma anche noi come stronzi abbiamo dato il massimo direi che siamo proprio da oscar.
Vi racconto brevemente ‘sta cazzo di storia. Io e il mio amico Pepe decidiamo di andare a Varese per incontrare mia figlia e per fare un giro fuori da Bologna. Abbiamo 50 bei euri e quindi non abbiamo problemi per mangiare o pagare i biglietti. Arrivati a Milano facciamo una passeggiata visto che non la conosciamo per nulla. Ci siamo raccomandati di stare tranquilli, ma ad un certo punto i nostri sguardi fanno quello che non dovevano fare, si incrociano come quelli di due innamorati. Ci siamo senza dubbio capiti. Parte subito la ricerca del posto e tra autobus e tram raggiungiamo l’estrema periferia di Milano. Cosa fanno due ragazzi come noi che vengono da Bologna ed ora sono all’estrema periferia a Milano? Fatevi una domanda e datevi una risposta. Decidiamo di andare via ma ad un certo punto accade l’incredibile, l’impensabile ma soprattutto accade che siamo circondati da quattro sbirri che dopo diventano sei che poi diventano undici. Ci perquisiscono, non trovano quello che cercano, ma ci arrestano lo stesso. Io guardo inutilmente Pepe come se fosse il mio guru ma raccolgo uno sguardo più attonito del mio. Non sappiamo cosa abbiamo fatto ma sappiamo che siamo nella merda. Ci tengono in caserma a Rozzano in manette. CAZZO LE MANETTE, le ho viste nei film, nei cartoni, nei sexishop, ma alle mie mani no, e penso minchia che sballo siamo su scherzi a parte! Cerco qualche bella valletta ma nulla, le mie vallette sono i caramba; verrebbe da dire caramba che sorpresa! Verso la una di notte ci danno la bella notizia. Oh finalmente vedrò il famoso grand hotel, non vedevo l’ora e non sapevo come ci si poteva entrare, che documenti presentare, con chi dovessi parlare, ma per fortuna ci hanno pensato loro senza aver fatto nulla mi fanno e ci fanno questo bel regalo. se fossimo liberiIl capo d’accusa è rapina a mano armata per Pepe e per me un bel favoreggiamento con tanto di furto d’auto. La nostra difesa è INNOCENTI, che verrebbe da ridere se non fosse stato che questo incubo è toccato a noi. Inutile dire che nessuno ci crede ne il giudice ne l’avvocato Carlo Buono che sentendo sta gran bontà di cognome abbiamo capito che abbiamo proprio sbagliato giornata. Ora senza farla tanto lunga tutto ciò cosa comporta: in primo luogo che dopo tanti anni passati tra alti e bassi finalmente avevo trovato una linea nella mia vita con degli obiettivi importanti che partono dalla mia qualità di vita, al lavoro, passando alla vita privata con un riavvicinamento a mia figlia che ora è stato bloccato e anche all’allontanamento di persone a me vicine che ora hanno un dubbio enorme, cioè: "ma avrà veramente fatto quello di cui è accusato?". Io posso solo dire la verità: cioè che non ho fatto nulla di quello di cui mi si accusa.
Quindi spero come una barca in mezzo al mare senza remi che esista veramente una giustizia; lasciandovi (penso anche voi nel dubbio) alla prossima puntata di questa tragica trama da film a cui diamo il maggior riconoscimento ai veri attori non protagonisti, ovvero l’oscar a chi ha fatto la rapina. Detto questo mi rimetto (nel senso che ci vomito sopra) alla clemenza della corte.

Fermata via del Porto

Pubblicato: 3 marzo 2009 da massitutor in assistenze e bisogni, pensieri in libertà
Tutti sanno quanto sia dura vivere in mezzo alla strada e ci si arrangia come si può, specialmente quando fa freddo, ma abbiamo qualche rifugio dove la gente può andare: una sala scomesse o in via del Porto dove un buon caffè…
casa_vianello copy

Camminare nel freddo e dire
di quanto desiderio si abbia
di incontrare qualcuno
che ti riscaldi il cuore
in quella mezzora d’amore

e poi in due su un unica strada
con la mano nella mano
tanto per combattere
questo freddo che ci circonda

rifugiarsi in una sala scomesse di città
per capire di quanto si sta bene in un
luogo caldo, guardarsi negli occhi
e di nuovo capirsi, volersi bene
sopratutto sempre insieme

su questo percorso dove dividi il tuo tempo
con quella difficile strada he devi percorrere
in quei giorni che vorresti altro
ma hai solo quello

Che il tempo sia brutto o bello
in quei pochi rifugi dove il tuo silenzio
chiede una mano a chi capisce
‘in una sala scomesse’
o in un centro diurno dove
anche un semplice caffè può dire la sua

e quando questo nostro amore va oltre,
quasi come una promessa
sempre insieme

perchè è sempre insieme che
si combatte in questa vita
perchè è sempre insieme
che si combatte in questa vita

camminare nel freddo e dire
di quanto desiderio si abbia
di incontrare qualcuno
che ti riscaldi il cuore
in quella mezzora d’amore

e poi in due su un unica strada
con la mano nella mano
per combattere questo
freddo che ci circonda.

Bella storia!..

Pubblicato: 2 marzo 2009 da massitutor in assistenze e bisogni, civiltà, dormire

Da Tecnocinio. Max Wallack è un simpatico ragazzino un po’ in carne di 12 anni che ha appena vinto il concorso Trash to Treasure indetto da Design Squad. Rivolto ai giovanissimi, premiava l’invenzione pratica e fattibile più interessante che coinvolgesse il recupero di rifiuti.

Sì va bene, ok, bella storia, divertente e sicuramente funzionale… Però? Ogni tanto salta fuori una nuova invenzione rivolta agli homeless: la giacca che diventa sacco a pelo; il sacco a pelo che diventa casa; il cappello che diventa doccia e lo zaino che si trasforma in roulotte. Il fatto è che tutti questi attrezzi da spedizione al polo nord non risolvono il problema fondamentale della convivenza, di un reale reinserimento nella società. Le leggi poi non seguono con altrettanto entusiasmo questo genere di invenzioni: cosa succederebbe se provassimo una dozzina di questi igloo in Piazza Maggiore a Bologna? Cosa ne penserebbero i vigili?

week end a scrocco

Pubblicato: 27 febbraio 2009 da massitutor in week end a scrocco

week_scrocco2quando: dal 15 novenbre al 3 maggio 2009.
dove: museo del patrimonio idustriale.(via della beverara n.123)
orario: da martedi al sabato ore9:00-13:00 sabato e domenica ore 15:00-1800
ingresso: ingresso gratuito
descrizione programma: moto Bolognesi del dopo guerra, la motorizzazione popolare del 1946-1950

quando: sab 28 feb 2009

dove: il vibra si trova in via 4 novenbre 40/a 41100 modena
orario: 23:00
ingresso: l’ingresso costa 13€ ed è riservato ai soci arci
concerto e genere: postartpunck>>WIRE

quando: sabato 28 feb 2009

orario: 21:00
dove: presso il ginga art cafè (via nazario sauro n.10/b).
ingresso:libero
tributo>> IGGY zello and greg-ginga cafè.
concerto: alcuni brani degli stones e non solo reinterpretati in chiave eno-acustica.

quando: 28 feb 2009

ore: 10:30
dove: pinacoteca nazionale (via belle arti n.56).
ingresso: gratuito
armi e armati nei dipinti della pinacoteca con: Sandra Fiumi

Stranieri

Pubblicato: 27 febbraio 2009 da massitutor in civiltà, operatori dispari
lo-straniero
Un disegno di Maximanz di qualche tempo fa… sempre attuale.

Cosa succede in città?

Pubblicato: 25 febbraio 2009 da massitutor in civiltà, politica
BOLOGNA  26/01/2009
ragazza che piangeCi risiamo nuovamente, ormai è un fatto quasi matematico che accade in tutta l’Italia è che si concentra nelle grandi città dove c’è una maggiore concentrazione di extracomunitari non in regola e dove il degrado è più evidente. Poco tempo fa a Bologna si è  consumata l’ennesimo episodio di violenza sessuale ad una studentessa che in stato confusionale, perché ubriaca non si ricorda la faccia del suo aggressore; e  cosi via Milano, Roma, Bari, Cagliari ecc. é ci risiamo con le solite battute infelici del nostro premier Berlusconi (la scritta in piccolo è voluta di proposito) che dice di mettere un poliziotto accanto ad una bella donna. Le parole del premier ed i suoi vari scherzi agli altri sui colleghi capi di stato ormai hanno superato il surrealismo, non accorgendosi che i problemi di questo tipo rasentano una follia sociale, che comprende una gamma di problemi mai affrontati dai vari governi italiani con il giusto impegno. Partiamo da un punto certo: chi scrive è totalmente apolitico e non ha pregiudizi di sorta, ma si attiene hai fatti che i mezzi di informazione riportano giornalmente. Purtroppo, e mi dispiace, questo aumentare di violenze coincide con l’impotenza dello stato italiano di saper gestire la marea di persone extracomunitarie che arrivati nel nostro paese con l’illusione di un lavoro, si trovano invece in mezzo ad una strada  trasformandosi in pusher per campare e quindi si avvicinano ad ambienti delinquenziali e si allontanano dalle loro famiglie e dalle loro mogli scatenando molto probabilmente questo tipo di reazione violenta verso le donne anche per un fatto culturale, che mi sdegna tantissimo, ovvero le donne nei loro paesi di provenienza, umanamente e socialmente, sono di molti gradini più in basso rispetto agli uomini.
Prendiamo un altro aspetto. Il governo di centro sinistra non ha fatto nulla per oliare la macchina burocratica dei permessi di soggiorno dove gente che prima lavorava, ora non può perchè aspetta anche un anno il permesso di soggiorno con l’inevitabile trasformazione di un lavoratore ad uno spacciatore, in molti casi. Da li si arriva ad un altro aspetto, ovvero l’esplosione demografica delle carceri italiane dove ormai la metà sono occupate da extracomunitari e che magari non ha mai lavorato in Italia e per vivere ha sempre infranto la legge: casi classici sono i furti e gli stupri per cui il governo di centro destra non ha attuato le espulsioni col divieto di ritorno, come avevano promesso, perchè sono fermamente convinto che chi stupra una volta lo farà una seconda e cosi via; questa gente è già delinquente nel loro paese e non merita un reintegro in una società civile e democratica. Per cui diciamo che c’è una vasta gamma, a prescindere dalla nazionalità, di  persone che commette queste inaudite violenze a cui il nostro governo non riesce a dare una risposta con i fatti: per cui siamo costretti a difenderci da soli. DISARMANTE.

BOLOGNA  28/01/2009

Leggo sui giornali e resto basito:  un’altra storia di stupro da parte addirittura di un amico della vittima con tanto di furto. Evidentemente il presunto amico aveva la sicurezza che la donna 53 enne non avrebbe sporto denuncia, ma per fortuna così non è stato. La vittima non ha avuto paura ha denunciare il fatto, come non ha avuto paura la ragazza vittima di uno stupro a capodanno di dichiarare che si farà giustizia da sola, visto che lo stupratore è stato rilasciato, e qui è l’assurdo, PER BUONA CONDOTTA, e questo basta a capire come in materia di applicazione della legge la cosa è latente e di come ancora lo stato pensa prima a tutelare i propri interessi economici, privati, e lasci le persone vittime di questi abusi, totalmente a se stessi, instaurando una totale assenza di sicurezza nella mente delle persone.
Dopo questo ennesimo caso di violenza sulle donne hanno dato al premier la risposta più cruda e crudele alla sua stupida esternazione.
Guardando dentro casa nostra dove accadono gli stessi episodi, ma che magari non si sanno perché molte volte si consumano dentro le mura di casa, è dove chi sa non parla perché "è meglio farsi i fatti propri", pene esemplari, perché qualsiasi tipo di violenza è una violazione dei diritti della persona che in molti casi si porterà dentro tutta la vita con conseguenze devastanti e di vario tipo (e qui parlo anche per esperienze personali).
E’ la situazione è addirittura peggiorata. Quattro stupri in una Settimana a Milano. Una di queste ragazze non aveva mai avuto rapporti prima di allora. Mi spingo a cercare di capire cosa può succedere nei pensieri di una ragazza che subisce una violenza del genere. Le è stato tolto con la forza, la prepotenza e con la ferocia una cosa che doveva essere nella sua immaginazione BELLA, STUPENDA, piena di AMORE. Gli è stata tolta quella cosa che finalmente la fa sentire donna assieme al suo uomo; gli si sono bruciati i sogni e gli si è tolta la capacità di decidere di scegliere con chi farlo. Gli si è tolta la LIBERTA’, per colpa di bruti che siano rom, italiani, nord africani o cinesi. Questi bruti non hanno nazionalità alcuna, l’unica cosa che gli accomuna  è  la ferocia animale che non riescono a controllare, la loro schifosa libidine che devono dimostrare con la violenza, perché se no non si sentono uomini: purtroppo per loro non lo saranno mai. E purtroppo per quelle loro povere vittime anche la loro vita e il loro sentirsi libere di essere donne non sarà più lo stesso e probabilmente si sentiranno sporche rispetto alle loro coetanee. Per loro niente sarà più lo stesso e le paure avranno facce  e nomi che sentiranno dai telegiornali.
Per questi  ANIMALI  ci  vogliono pene esemplari e applicate senza alcuna attenuante perché non si può vivere nel terrore, e il nostro governo e la nostra società devono avere tolleranza zero e prendersi tutti le proprie responsabilità.

Ma gli abusi sessuali assumono contorni diversi entro le mura  domestiche; è qui si scende anche di età e si cambia di sesso non per forza al femminile.
Nelle famiglie dove si affidano dai piccoli, agli adolescenti si consuma forse una violenza più forte e continuata, rispetto a quella da strada  più fugace "ma non meno traumatica", con un abbassamento dell’età, e con l’inconsapevole complicità di chi affida (come si può affidare dei minori con già dei problemi di abbandono a delle famiglie con già dei propri problemi?), pensando che l’adolescente vada a star bene. Ciò che salta in mente è che per paradosso le denunce partono da dai genitori naturali.
Potremmo parlarne all’infinito, ma l’unica cosa che mi viene in mente è che ci vuole una legge ad hoc e ben ponderata su: molestie sessuali, stupri, adoz
ioni facili e pene esemplari senza sconti di sorta,
superando lo scoglio della burocrazia, adottando subito un decreto mirato è al più presto trasformarlo in legge senza opposizione alcuna di chi o chi non sta al governo,  perché è un problema serio è coinvolge la società, non solo italiana ma tutta quella nuova piattaforma sociale che comunemente  chiamiamo GLOBALIZAZIONE, che non è un termine qualsiasi, ma è un termine che dovrebbe togliere tabù e disuguaglianze.

Alessandro
mi-ributtano-dentroHo conosciuto un poeta: Nico Cosentino. Un poeta del sud, il sud di Napoli, Caserta. Non mi ricordo bene come l’ho conosciuto, ma è successo via web, attraverso i nostri blog. La prima cosa che mi ha colpito è stato il suo profilo Splinder, nella sua scheda scrive: Chi sono: uno stronzo cacato male – Interessi: cacare (!) Poi vado a vedere il suo blog e mi si accendono tutta una fila di lampadine: l’immagine in testata è bellissima, una foto di gruppo con personaggi ai vertici di ogni estetica cult: il Mickey Rourke di Sin City, Il grande Lebowski, Miles Davis e Charles Bukowski. Però! Un gruppetto di amici niente male. Poi una frase di presentazione: "ogni volta che ne esco fuori quelli mi ributtano dentro". E’ fatta, ci siamo mostrati le divise e le bandiere, qualcosa ci accomuna sullo stesso lato della strada. Non so ancora cosa, ma qualcosa mi dice che Nico è uno di noi e che alla parola "strad"a risponderebbe prima di tutto con la parola "vita".
Gli intenti di Nico Cosentino e del suo omonimo blog mi sono chiari da subito: veicolare la sua poesia. Mi colpisce da subito l’urgenza di questo autore e ne percepisco il sacrificio. Uomo capace di grandi frasi definitive Nico, il titolo del suo ultimo libro mi seduce e mi rimane in testa per giorni: "Meglio per tutti dare la colpa a me". Penso che potrebbe essere un bravo pubblicitario Nico, tant’è che dopo una settimana ho ordinato via posta il libro, presso Grauseditore (solo 10 euro ed è arrivato tranquillamente dopo pochi giorni).
Erano anni che non leggevo una raccolta di poesie. Queste centodieci pagine le ho lette in un unico viaggio in treno e mi sono rimaste dentro fino ad ora. Si può dire che è una poesia che arriva allo stomaco. Più che poesie sono racconti che hanno dentro la poetica del rimpianto e della nostalgia maturata in una vita che sembra lunga, mentre conta solamente 26 anni.
Una poesia geografica quella di Domenico, una poesia incazzata e disillusa come quella di Bukowski. Ricordi e fotografie lasciate in giro per il territorio come le pisciate di un cane segnano il territorio e costruiscono una geografia fatta di dipendenze, spiccioli, sbronze, amori e lacrime. Leggendo questi racconti senza titolo si provano diverse emozioni contrastanti: ci si diverte, ci si sbronza, si prova schifo, freddo, ci si eccita e ci si innamora. Nico guarda gli altri da gabbia a gabbia, come in un grande Zoo Sbraita, urla e s’incazza, ma ogni tanto ci fa pace. Nico misura la sua distanza dai margini e penso possa essere un membro naturale di questo blog.

Alcune poesie per cominciare a conoscerci:

Sfogo
Seduti su un muretto.
Una bottiglia di ron in due
E l’aria e le lacrime. E le parole gridate
E la gente che ci guardava
“andate a fanculo” urlavo.
Come se loro fossero la colpa di tutto.
Andate a fanculo… dovremmo urlarlo a noi stessi.

2,75 euro
ho frugato in tasca e ho esattamente 2 euro e 75 cent.
poco per mettere la benzina, mi toccherà camminare a piedi.
per molto ancora.
forse scadrà anche l’assicurazione prima che possa fare un pieno.
qui a casa non resisto, non ce la faccio.
prendo il giubbino estivo e scendo.
ho questi panni addosso da due giorni. ma vestiti leggeri non ne ho.
e quindi mi faccio in culo.
anzi a me non disturba. che s’inculino gli altri.
devo scegliere.
se mangiare o fumare.
scelgo di fare entrambi, e con questi spiccioli faccio entrambe le cose male.
mi prendo un sigaro da 60 cent, quei sigari che si sfaldano in bocca
e che hanno l’odore dello sterco bruciato.
ma è sempre un inizio.
basta iniziare.
poi prendo sei uova, dal fruttivendolo sotto casa mia.
ce ancora un euro.
compro una bottiglia di vino da 80cent.
stasera è festa.
ho da fumare, da mangiare e perfino da bere
e in tasca mi rimangono 20cent.

via Foria
ho allungato per via Foria,
per fumarmi un mezzo toscano in tranquillità.
Per stancarmi e non pensare,
ridurre il cervello in una pappina molle e grigia.
Passavo davanti al giudice di pace.
Camminando tra avvocati in completo grigio
e cravatta gialla,
e tra i loro assistiti.
mi sono reso conto di esser più simile
ai papponi, ai borseggiatori,
agli stupratori e ai comuni ladri.
Ho più cose in comune con questa feccia
che con la gente per bene.