Via della Povertà

Pubblicato: 9 aprile 2008 da massitutor in civiltà, morte
vicolo_backstreetsQualche buona notizia fra tante brutte: il 7 aprile, in Consiglio comunale, è stato approvato all’unanimità un ordine del giorno molto importante per tutte le persone che vivono e che vivranno la strada in futuro: un intervento del consigliere (e amico) Antonio Mumolo (del Progetto Avvocato di Strada) ha chiesto all’Assemblea che si intitolasse la via fittizia di Bologna, attualmente chiamata via Senza Tetto, a Mariano Tuccella, la persona senza dimora scomparsa la settimana scorsa dopo sei mesi di coma irreversibile, in cui si trovava per essere stato picchiato senza motivo da tre ragazzi mentre dormiva in strada.
A chiunque voglia partecipare, segnaliamo inoltre che i
funerali di Mariano (detto Lupo) si terranno giovedi 10 aprile alle ore 9, presso la Certosa di Bologna.

Qui di seguito riportiamo alcuni passaggi significativi dell’intervento di Antonio Mumolo alla seduta del Consiglio comunale. Un modo per ricordare la durezza della realtà della gente senza dimora; conoscere qualcosa di più sui diritti di residenza anche nelle altre città e salutare con un unico abbraccio Giorgio, Massimiliano e ora Mariano che ha trovato la sua pace.

Ho chiesto di intervenire in Consiglio Comunale perché vorrei tornare sulla scomparsa di Mariano Tuccella detto “Lupo”, morto la settimana scorsa all’ospedale per lungodegenti di Loiano, dove si trovava da alcuni mesi in coma irreversibile. Mariano aveva 49 anni. Come ricorderete, la notte tra domenica 30 settembre e lunedì 1 ottobre 2007 era stato picchiato e slvaggiamente e senza motivo da tre ragazzi, uno dei quali minorenne, mentre dormiva in strada (…). Per via dei gravi danni cerebrali subiti da quel giorno non ha più ripreso conoscenza e ha passato gli ultimi mesi della sua vita in un letto d’ospedale solo, senza l’apporto di familiari. (…) Oggi, dopo la morte di Mariano, vi chiedo un nuovo gesto. Nella nostra città le persone senza una fissa dimora possono chiedere la residenza in una via inesistente e chiamata via Senza Tetto. La via fittizia è molto importante perché permette alle persone di riavere una residenza anagrafica, e quindi di poter tornare a godere di molti diritti fondamentali, di potersi curare, di poter lavorare, di poter ricevere una pensione.
Una via simile oggi esiste in molte città italiane e ha spesso un nome anonimo come nel caso di Bologna. In molte città si chiama “Via della casa comunale”, “Via dell’ospitalità” o “via della città di…” con il nome della città. Un caso particolare invece, degno di essere raccontato, è quello di Roma, la prima città d’Italia a dedicare una via fittizia alla memoria di una persona senza dimora, morta in strada in condizioni di estrema povertà. La via inesistente a Roma è infatti dedicata a Modesta Valenti, una donna senza dimora morta nel 1982 alla Stazione Termini, che non era stata soccorsa perché sporca e vestita male. (…) Intitolando a Mariano il nome della via potremmo dare un forte segnale di attenzione da parte nostra alle problematiche dei più poveri, e faremmo un gesto importante alla memoria di un nostro concittadino meno fortunato di noi.
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Antonio Mumolo

Insieme per un anno

Pubblicato: 7 aprile 2008 da massitutor in assistenze e bisogni
Vi ricordate del Drop in…?
drop_in
Sicuramente Vi ricordate queste immagini molto accoglienti. Era l’inaugurazione di una nuova struttura di accoglienza a Bologna: il Drop In. Un punto di riferimento importante, un asilo per tutti quegli ospiti, che vivevano quotidianamente la strada, con i problemi. Assicurando cioè a quanti ne hanno bisogno un punto di aiuto temporaneo in attesa di altra cosa.
Che bello Vedere un ragazino che dice "Bè…ciao!" è lo scopo di un posto così. Chi è in cerca di compagnia qua trova sempre un caffé, una merenda, un ascolto. "Ehi, lasciane un po’ anche per me!" ride il più giovane. Il Drop in era un posto aperto, con poche regole ma chiare. Alcune persone hanno frequentato il Drop in con rispetto, ma non è stato così per tutti e alla fine non ci si può meravigliare troppo di questa chiusura. Forse quei pochi utenti rispettosi potevano fare qualcosa, ma creare un senso comune in strada sappiamo che è difficilissimo.
E mi ricordo bene e non così tardi che operatori mi trattavano bene, e sappiamo cosa intendo: oltre al caffé e il dolcetto, al Drop In c’era anche la doccia, la televisione, la musica e internet gratis. Queste sono cose importanti e materiali, ma lì trovavi anche l’ascolto da parte degli operatori ed era anche un punto di accesso per l’Unità mobile e quindi per il Metadone.
Un anno di speranze e progetti. Così ci siamo impegnati in un lavoro duro e concreto: parlo di tutti gli operatori, anche degli utenti a far parte di un luogo accogliente, tutti uguali, alle runioni al giovedì mattina. Si facevano alcune attività: il film del sabato, progetti di video, collaborazioni con il Vag, ecc. Cose che volevamo fare assieme, perché dentro c’era posto per tutti. Purtroppo oggi il Drop-in è chiuso e non sappiamo quando e come riaprirà.
Non so dire esattamente di chi può essere stata la colpa di questo risultato. Il tipo di utenza del drop in non è certo facile: si è arrivati a delle conseguenze difficili da gestire, però in fondo la gestione della struttura è degli operatori; le cose si costruiscono nel tempo e certe scelte fatte anche dagli operatori possono aver influito. Alla fine si sono presentate situazioni di criminalità e di ordine pubblico difficili da gestire per gli operatori stessi, che invece competono alle forze dell’ordine. Quindi di chi è la responsabilità se le cose sono arrivate a questo punto? Lascio agli esperti la risposta, fatto sta che noi gente di strada non abbiamo più un Drop in in cui andare.
Un grazie a tutti di nuovo, con la speranza di rivederci…

C'era una volta il Drop In BO

Pubblicato: 7 aprile 2008 da massitutor in civiltà, droga, tutto cominciò così

Forse non tutti sapevano che a Bologna era nato un posto per persone senza tetto che dava la possibilità di farsi una doccia e di stare in un posto con degli operatori molto sensibili e che sapevano ascoltare tutti e sapevano darti una parola di conforto, che in questi periodi di ipocrisia e di gente esasperata non era male, ma come tutte le belle cose c’è sempre qualcuno che riesce a far chiudere delle strutture che fanno del bene ma, si parla sempre di posti per non lasciare la gente in mezzo a una strada, ma come si è di solito a fare quando c’è qualcosa che va bene la chiudiamo e poi la colpa è sempre di chi frequenta le strutture o per un motivo o per un altro. Il motivo più comune è della gente che abitava li vicino: che a parere mio vedersi arrivare delle persone poco gradite (TOSSICI) non è bello perché non giova al quartiere che già sopporta il dormitorio e l’unita mobile, che porta il metadone per la gente che vive in strada. Ma di certo la chiusura del Drop in è una conseguenza anche del saper convivere fra noi italiani e stranieri che lì vivevamo tutti insieme ma come in tutti i posti c’è il bello e il brutto ed è cominciato che appena appoggiavi o mettevi il cellulare sotto carica non lo ritrovavi o che te lo sfilavano di tasca come e successo ad un operatore o come tante altre volte che non sto qui ad elencare. Ma di certo il Drop in è nato per un numero di 30 persone, perché la struttura non e poi tanto grande e ritrovarsi nell’ultimo periodo ad un numero di persone che la struttura stessa non sopportava ed andava da un minimo di 80 ad un massimo di 100 persone, ed noi stessi avevamo capito che il Drop in a pasqua non sarebbe arrivato e cosi è stato. Ma per quel numero di persone che nell’ultimo periodo è arrivata al Drop in non era lì per il servizio, ma per il servizio di qualcun altro!!!. Chi vuol intendere inTenda (io in furgone!).
E così un posto che a Bologna mancava se n’è andato a farsi fottere. Gli operatori dicono che la struttura riaprirà in 35 giorni… VOI CI CREDETE?

Brutta notte senza luna

Pubblicato: 5 aprile 2008 da massitutor in Uncategorized

brutta_lunabrutta notte senza luna
fuori piove e non
si vedono le stelle

non resta che amarsi
per passare questa giornata
e sfogare
tutto quello che si ha dentro
tutto quello che si ha dentro

non importa il brutto tempo
quando l’amore è intenso
rallegra la sera
davanti ha un camino

guardarsi negli occhi
e bere un bicchiere di vino
gira la testa
incomincia la festa
e festa d’amore
passano le ore
la notte si fa più fonda

l’amore sempre più intenso
affonda…ah ah, sììììì
e dopo l’amore la stanchezza
incomincia a farsi sentire
poggi la testa per dormire
ma c’è ancora tempo per
l’ultimo bacio

poi ti addormenti e sogni
di camminare vestita di seta
tra i fiori e il vento

brutta notte senza luna
fuori piove non si vedon le stelle
non resta che amarsi per passare
questa giornata e sfogare
tutto quello che si ha dentro
tutto quello che si ha dentro

Asfalto per la città

mappa_bologna_accogliente_4

Giovedì 3 aprile 2008
dalle ore 10.00

In occasione dell’iniziativa pubblica PORTE APERTE, all’interno del programma del Festival Naufragi, al Centro diurno di via del Porto 15/c
verrà presentata pubblicamente la versione On Line della Guida ai servizi per senza dimora "Dove andare per…"
Realizzata dal laboratorio informatico del Centro diurno e dal gruppo del blog Asfalto. Da giovedì consultabile su questo blog. Dalla pulsantiera di sinistra cliccare sul salvagente alla voce "Dove andare x…"
http://maps.google.it/maps/ms?hl=it&ie=UTF8&msa=0&msid=115724289849324144474.00000111e0c60e6800b75&s=AARTsJpb35jCnClspZKahENShEYqe1gR9g&ll=44.49822,11.331367&spn=0.03061,0.099564&z=13&output=embed
Visualizzazione ingrandita della mappa  
"A partire dall’importante lavoro svolto dal progetto Avvocato di Strada dell’Associazione Amici di Piazza Grande, che da anni pubblica e distribuisce nei luoghi di accoglienza la guida ai servizi Dove andare per… rivolta ai bisogni e alle opportunità per le persone senza dimora in stato di grave emarginazione, il gruppo Asfalto del laboratorio di informatica del Centro diurno ha realizzato la versione su Internet della Guida. Allargando così la possibilità di accedere ai servizi di accoglienza a Bologna da parte di cittadini e operatori del settore sociale. La versione On Line inoltre garantisce un aggiornamento più immediato e favorisce il lavoro in rete fra i servizi.
Questa versione sul web contiene anche un’utile Mappa interattiva della città, dove si possono visualizzare i servizi della Guida direttamente sul territorio."
 
Nella mattinata sarà anche possibile vedere la proiezione dei video realizzati da e con il gruppo del blog Asfalto,
ci saranno le maschere e i lavori del Laboratorio artistico del Centro diurno
e sarà un’occasione per confrontarci sui temi dell’accoglienza e dell’emarginazione insieme agli operatori del Centro diurno ed ai fruitori del laboratorio.
Vi aspettiamo a Porte aperte.

Ne approfittiamo per ricordare l’appuntamento del Festival Naufragi
DIMORANTI E SENZA DIMORA. FRAMMENTI DI ACCOGLIENZA O UN PROGETTO DI COESIONE SOCIALE?
VENERDÌ 04 APRILE – 14.30
SALA MASTROIANNI – CINEMA LUMIERE
Via Azzo Gardino 65

leggi le leggende metropolitaneLe leggende urbane hanno sempre accompagnato la nostra vita fin da ragazzi.

Vengono sempre associate alle nostre più recondite fobie, tipo che se la tua fobia è quella di essere picchiato mentre caghi ecco che salta fuori il coccodrillo albino dalla tazza del cesso. Se sei particolarmente ipocondriaco ecco che dopo una notte di sesso selvaggio con una tipa appena conosciuta ti ritrovi alla mattina dopo scritto col rossetto sullo specchio del cesso “benvenuto nel mondo dell’aids”. Se sei particolarmente attaccato alle tue cose e hai paura di perderle ecco che ti risvegli senza un rene in una vasca da bagno piena di ghiaccio. Cose così, insomma.
In genere non sono comprovate da nulla ma nel contempo non c’è nemmeno nessuno in grado di smentirne oggettivamente l’inattendibilità.

Nell’ambiente di strada, si sa, amano tutti piangersi addosso.
E’ sempre colpa di qualcun altro se ci si è ridotti così, in genere in quest’ambiente la dietrologia è la filosofia più diffusa. I complotti, insomma, sono il pane dell’esistenza stessa.
Nulla di più vero.
Infatti, me la vedo la scena, tutti i potenti del mondo riuniti attorno ad un tavolo a congiurare contro la vita dello sfigato di turno con fogli di via a pioggia, a volte x-files esiste. Qui le leggende urbane fioriscono come i le margherite a primavera.

Facciamo qualche esempio.
L’altro giorno un tizio qui al Centro diurno se ne esordisce con una frase che dà da pensare. “Se non ci fossero i tossici, tu (cioè io) rimarresti senza lavoro”.
Ci ho riflettuto un po’ su e poi sono arrivato alla conclusione che, hey, è vero!
E infatti è per questo che esiste il metadone. Per far rimanere tutti tossici. In realtà smettere di farsi sarebbe abbastanza facile, basterebbe pregare un po’ di più la madonna e bere un bicchiere d’acqua ragia. Ma No. Poi come cazzo faremmo noi operatori?
E’ tutto un complotto orchestrato fra noi, i servizi sociali, viale vicini, i sert e l’unità mobile.

La convinzione più diffusa è che all’antoniano mettano dei sedativi nel mangiare.
E’ perché ancora non hanno visto quanto rivotril metto io nel bidone del caffè del centro diurno. Circa una boccia. All’antoniano sono dei fottuti dilettanti, al limite ci mettono un po’ di tavor.
E del resto perché mai dovremmo subirci risse e manicomi vari ogni cinque minuti?
Quando sentite di uno che muore in un dormitorio o in un gruppo appartamento vi diranno sempre che è stato trovato solo quattro giorni dopo in stato di decomposizione, perché agli operatori non gliene sbatte un cazzo.
Sbagliato. Non tanto per l’analisi sugli operatori che in linea di massima può anche essere azzeccata ma perché in generale lo scopriamo dieci giorni dopo, no quattro.

leggenda3 Spesso ci viene contestato che rubiamo i pasti per portarceli a casa e mangiarli noi.
Non so se sia vero, però l’altra sera dovevo invitare a cena una tipa e per fare bella figura e non sbattermi troppo ho pensato che sarebbe stata un’ottima idea riscaldare lo spezzatino della enichem che ho preso in prestito da qui. Poi ho scoperto che era vegan, così ho riscaldato i broccoli ogm, ma questa è un’altra storia.
Altra convinzione diffusissima è che gli operatori siano tutti stati in galera o in comunità o al ricovero almeno una volta nella vita.
Io no, l’ho sempre fatta franca, ho spacciato lsd ai bambini per tre anni in uno dei punti più centrali della città e non mi hanno nemmeno mai fermato per un controllo.

Rileggendo tutta sta menata mi sono accorto di come io sia forse l’unico essere umano nel raggio di svariati chilometri a poter tranquillamente confermare la veridicità di alcune fra le leggende urbane più diffuse nell’ambiente di strada.
Chissà che tornando a casa non mi imbatta pure in una scia chimica.
Mh, ci penserò dopo, per l’intanto vado giù a fumarmi una canna coi filetti di banana.

Forse non tutti sanno che

Pubblicato: 30 marzo 2008 da massitutor in laboratorio, lavoro

Pochissimi dei nostri lettori sanno che, al di la di un piccolo muro di cartongesso, accanto al laboratorio che ospita il gruppo Asfalto c’è il Laboratorio artistico. Un piccolo, ma storico spazio creativo gestito dalla Fraternal Compagnia all’interno del progetto Prova&Riprova del Comune, che offre piccole opportunità sotto forma di mini borsa formazione per persone che hanno problemi con le sostanze. Il laboratorio esiste da una decina d’anni e le persone che ci hanno lavorato dentro facevano cose straordinarie quando nel laboratorio informatico ancora Internet non c’era e ci si limitava a fare le lezioni base di offis. Per cui questo tardivo ma sentito omaggio è per Aurelio (il tutor zen) e tutti i ragazzi che sono passati da questo laboratorio. Un posto meno chiassoso di Asfalto, ma che fa cose straordinarie, a partire dal silenzio tipico degli artisti e degli artigiani. Ne approfitto per salutare una ragazza speciale Roberta, che adesso è lontana e che, con l’entusiasmo che poteva, ha anche fatto nascere il blog del Laboratorio artistico. Labarte è un blog che cercheremo di tenere vivo e aggiornato con i bellissimi lavori del laboratorio.

Il poeta

Pubblicato: 29 marzo 2008 da massitutor in Uncategorized

poetaIL poeta è un fuciliere
che spara coriandoli alla festa
e coltiva fiori nel suo giardino
con tutto l’amore che serve
al crescere della vita

mischia l’amore col sentimento
per ogni volta dire
bello, codesto tempo

poi alza gli occhi al celo
e vede le rondini tornare,
scopre che è primavera
e incomincia a dire la sua

con tante poesie d’amore,
che scriverà
con tante poesie d’amore
che scriverà

poi verso quell’isola
i gabbiani volano
accanto alla nave

per poi arrivare e dire
sempre amore
sempre amore

la sua poesia dirà
come l’urlo nel vento
che si disperde nel celo
cadere nell’acqua e affondare
e tutte le volte riemergere
con poesie d’amore
che fanno bene al cuore

il poeta è un fuciliere che
spara coriandoli alla festa
e coltiva fiori nel suo giardino
con tutto l’amore che serve
al crescere della vita
al crescere della vita

Puzzle..Politico…aiuto!!

Pubblicato: 28 marzo 2008 da massitutor in politica

puzzle

Riflessioni dal carcere

Pubblicato: 28 marzo 2008 da massitutor in assistenze e bisogni, carcere, libertà

jailhouseCiao amici del blog, dopo un periodo di silenzio, spunto come i fiori in primavera.
E’ un periodo di grande riflessione, mi si chiede di pensare a quale progetto sarei più predisposto nel portarlo avanti. Nella mia mente e nel mio cuore. Ho un’idea, ma quasi tutti i progetti pianificati nel minimo dettaglio non si avverano mai.  Come prima cosa mi è stata tolta la residenza, quindi si è aggiunto un problema non piccolo. Per giunta il Sert col quale adesso condivido il programma di custodia attenuata mi ha fatto sapere e percepire, che loro non possono prendersi a carico Dario e che sia più opportuno che il mio Sert Carpaccio, quello storico, si prenda a carico Dario, per un senso di responsabilità visto che sono stato loro paziente sin dagli inizi del mio approccio con un Sert. Questo può anche essere giusto, ma saltano fuori tante domande che non ho risposte immediate, penso e ne sono convinto che questo problema me lo porterò fino a fine pena: il 17.10.2008. E che dovrò risolvermelo, come tutte le cose. Ho letto un articolo su una rivista stampata da San Patrignano dove il responsabile numero uno dice che il pubblico e il privato devono fondersi per uno scopo comune. Sarà dura che questo avvenga, visto che hanno due velocità diverse e risorse
Limitate più nel pubblico che nel privato. Risorse: parola bella dove pensi ai mezzi per qualificare quell’essere umano che ha toccato il fondo, prendo nell’esempio la custodia attenuata che è un progetto nuovo, ma ci sono risorse limitate ancora di più di quello che sembra. È uno schifo: è impensabile di voler aiutare il tossicodipendente con poco o niente. Nella sofferenza si cresce e va presa di petto, se svincoli da essa hai perso in partenza questa forma di “battaglia” la vivi con te stesso, all’interno del tuo cuore e della tua mente.
È bello potervi raccontare con sincerità questo progetto, ma come in tutte le cose materiali esiste il pro e il contro, al momento posso solo dirvi che è un progetto nato nel 2005 e, a mio avviso, è in via di perfezionamento, un misto tra carcere e comunità, un impasto di programma tra ergoterapia e psicoterapia, forse innovativo o forse no, però posso confermare che ci sono persone disposte ad aiutarti, a prescindere dai pochi mezzi esistenti l’unica cosa è che le istituzioni e i poteri forti dovrebbero investire di più e aggiungere risorse innovative perché è un posto che rispecchia molto la società esterna. E’ difficile da spiegare con le parole quello che invece bisognerebbe vivere; è come se io cercassi di spiegare cosa fate in via del  Porto o su Asfalto.
In questo periodo sto consolidando quelle virtù che un essere umano non tossico detiene: sopportazione dei problemi, costanza, riflessione, condivisione dei problemi altrui e altro.
Resto in attesa del vostro cd rom per fare vedere alle persone quello che di innovativo avete fatto, previa verifica da parte della commissaria del posto.
Spero che tutto il popolo di asfalto stia bene compreso Mimmo. Adesso vi lascio e attendo vostre notizie. Ciao Dario