La trappola delle droghe

Pubblicato: 14 marzo 2007 da massitutor in droga

La trappola delle drogheSono vendute per strada, in discoteca, a volte persino all’entrata della scuola o in ufficio.
Il mercato degli stupefacenti sta per essere invaso delle nuove droghe di sintesi. Tutte hanno una prerogativa: costano poco e si assumono con facilità. Fumare, ingoiare o sniffare è alla portata di tutti, tanto degli adulti, come i professionisti che possono fare uso anche sul lavoro, quando dai giovani, che cercano uno sballo immediato nella discoteche. Tuttavia speed, ice, shabbo e tutte le nuove droghe di sintesi in poco tempo si “mangino” il cervello. La loro potenza e la loro velocità di azione è impressionante. Soprattutto quando sono assunte con altri allucinogeni. Una realtà che sembra essere destinata a diffondersi a tutte le classi sociali e a mescolare al mondo delle droghe oggi più comuni e conosciuti.
La cannabis è di gran lunga la droga illegale più consumata. Stando all’ultimo rapporto dell’Organizzazione delle nazioni unite, ben 150 milioni di persone nel mondo l’anno scorso si sono fatte uno spinello 13 milioni hanno sniffato cocaina e 15 milioni si sono “fatte” di eroina, morfina e oppio. In Olanda si può comprare e fumare nei Coffee Shop. Ma ci sono anche nazioni, come Canada e Svizzera, che, sollevando molto clamore, hanno autorizzato la coltivazione di cannabis e l’uso di questa pianta per usi terapeutici. Sebbene oggi non siano ancora del tutto notti i meccanismi farmacologici dei principi attivi della cannabis, in molti ne riconoscono gli effetti antidolorifici sui malati terminali di cancro o di altre gravi malattie. Ciò nonostante, l’uso assiduo di marijuana porta a gravi conseguenze sull’organismo sia livello fisico (ad esempio sterilità maschile) sia livello psicologico (progressiva perdita di motivazioni e incapacità di ottenere gratificazioni personali dagli avvenimenti quotidiani).
L’identikit della canna
Che cos’è: la cannabis è originaria dell’Asia Centrale. È senza dubbio la pianta più antica, con proprietà stimolanti, conosciuta dall’uomo. È nota con più di 300 nomi, i più comuni dei quali sono cannabis, marijuana o “erba”, ma anche ghana, super skunk, buddha grass, calabrese e cosi via a secondo della varietà. La resina prodotta dai fiori femminili della pianta (Cannabis sativa, C. indica e C. ruderalis) possiede una consistente percentuale di cannabinoidi, e in particolare di THC sostanze stimolanti danno dipendenza.
Metodo di somministrazione: fumata, mangiata, o in infusione.
Effetti: stato di euforia, rilassamento, facilità di socializzazione, sensazione auditive e visive esasperate. Gli effetti si fanno sentire per 15-20 minuti dopo l’inalazione di una canna o per 4-6 ore dopo l’ingestione per via orale. Si manifesta anche una spiccata mancanza di concentrazione e una leggera diminuzione delle prestazione fisiche.
Modalità di azione: il tetraidrocannabinolo, principale componente attivo della cannabis, si fissa nel cervello a livello del sistema limbico, sede delle nostre emozioni.
Pericoli: in forti dosi, si manifestano allucinazioni, vuoti di memoria, perdita delle nozioni di luogo e di tempo, depresione. 55 consumatori di marijuana su 100 hanno già provato una sostanza come la cocaina, il crack o le anfetamine.
L’identikit dell’ecstasy
Che cos’è: è la droga di sintesi attualmente più consumata in Italia. Questa molecola, MDMA (3,4-metilendiossimetilanfetamina) fa parte della famiglia delle anfetamine, eccitanti molto potenti talvolta usati nei medicinali per diminuire la sensazione di fame (la cui vendita è oggi vietata). Spesso la “graziosa” pillola colorata contiene anche allucinogeni del tipo LSD, caffeina, efedrina e altri prodotti molto tossici, come sapone detergenti, topicidi.
Metodo di somministrazione: compresse da inghiottire. Sulle pastiglie, di diversi colori e foggia, sonno spesso incise steline, cuoricini, sigle o faccette.
Effetti: lo “sballo” dura 2-3 ore e il mondo appare pieno di amici.
Modalità di azione: il MDMA aumenta la liberazione di dopamine e anche di serotonina, i neurotrasmettitori del nostro equilibrio veglia-sonno. Una pastiglia di ecstasy costa dai 10 ai 30 euro. Una sola assunzione è sufficiente per rischiare la morte.
L’identikit dell’eroina
Che cos’è: è il lattice estratto dal papavero da oppio. È inizialmente trasformato in oppio, raffinato in morfina, poi mischiato ad altri prodotti per produrre l’eroina. Oggi è sempre più diffusa l’eroina “brown sugar” o kobret, l’eroina di scarto in polvere scura, tagliata con anfetamina o sostanze simili, che si fuma.
Effetti: un lampo seguito da sogni euforici, impressione di librarsi, leggera sonnolenza. L’eroinomane si trova bene sulla sua nuvoletta.
Modalità di azione: l’eroina si insedia sui recettori di endorfine (le molecole antidolore  che il nostro corpo fabbrica naturalmente) posti sulle membrane dei neuroni. Cosi anestetizzati, i neuroni inviano massaggi di benessere al cervello, anche quando in realità tutto va male.
Pericolo: l’uso porta a una dipendenza fisica e psichica molto forte e rapida. Si rischia la morte per overdose o per droghe tagliate con sostanze letali.
L’identikit della cocaina
Che cos’è: estratta dalle foglie della pianta di coca (Erytroxylon coca), la cocaina si presenta in forma di polvere biancastra. Esiste anche sotto forma di crack, una polvere granulosa da fumare che, riscaldata, produce degli scricchiolli.
Metodo di assunzione: sniffata, fumata o iniettata.
Effetti: in un primo tempo, sensazione (il “flash”). Ci si sente sicuri di sé, e di conseguenza si sovrastimano le proprie capacità fisiche e intellettua
li. Effetto garantito per 15–30 minuti. In seguito, c’è la discesa, l’azione della sostanza s’interrompe e si piomba in uno stato di depressione. Il crack procura una sensazione più intensa e più breve (da 5 a 10 minuti) poiché arriva più rapidamente al cervello, ma porta a comportamenti ultra violenti.
Modalità di azione: agisce liberazione di dopamina, da cui deriva la sensazione di piacere.
Pericolo: la dipendenza psichica è fortissima. Lede il sistema nervoso.
Il giro degli spinelli è molto cambiato rispetto a quello degli anni settanta. Se allora si fumava erba con un 3-4% di THC, oggi sul mercato ci sono canne con un 30-40% di principio attivo. Secondo gli esperti danni dei “super spinelli” sono notevoli. Per i giovanissimi, il cui sistema nervoso è ancora in via di sviluppo, i danni ai neuroni sono gravissimi. Rilassamento, euforia, risate folli… Questi sono gli effetti che vuole ottenere chi fuma uno spinello. Non si pensa però che si rischia anche un secondo effetto con la cannabis. Un consumatore su 10 mila dopo avere fumato si ritrova sotto un effetto allucinogeno permanente, che può durare da 8 giorni a 2 mesi. In questo stato, ci si crede onnipotenti, si sentono voci immaginarie e si è convinti di essere al centro dell’universo. Questo non è il solo rischio che si corre. L’erba o l’hashish possono anche rivelare su certe persone delle turbe psichiche nascoste, in particolare la schizofrenia, una malattia mentale che si sviluppa fra i 18 e i 25 anni, la cui incidenza è quintuplicata in chi si è già fumato più di 50 spinelli. Inoltre, senza necessariamente aver abusato del “fumo”, chi si fa finisce col chiudersi in se stesso e l’euforia diventa depressione. In breve, ci si ritrova con una personalità spezzata definitivamente.
Certi spacciatori rendono l’erba o l’hashish più “invitante” aggiungendoci delle sostanze per niente allettanti. Alcuni esempi? Spruzzano delle lacca per capelli sull’hashish per dargli una aspetto più lucido, oppure lo mischiano al lucido da scarpe per accentuarne il colore, altre volte vi mescolano dell’olio per motori o di paraffina per ammorbidirlo. Non solo, alcuni spacciatori aggiungono alla pasta di resina o all’erba medicine triturate per amplificare l’effetto. Una volta bruciati e aspirati, nessuno può prevedere le conseguenze.
Il Consiglio dei ministri i  marzo 2004 ha approvato un disegno di legge che modifica la disciplina in vigore sull’uso di stupefacenti, nonché sulla riabilitazione dei tossicodipendenti. In particolare per quanto riguarda le sanzioni, è sparita la differenza, fra droghe “leggere” “pesanti”. È vietata la detenzione, l’uso e lo spaccio di qualsiasi droghe.

EMPOWERMENT

Pubblicato: 12 marzo 2007 da massitutor in droga, lavoro, salute

Erano sette ore che aspettavo a quella punta  il mio amico per l’ennesima pera. Lo conoscevo da un pò di tempo e non era la prima volta che gli consegnai i soldi in mano. Lo sconforto, il tradimento dell’amicizia, la tristezza, il down che mi contorceva le budella mi hanno sparato in una dimensione da incubo.
emergenza fredo

Erano oramai 12 anni che vivevo alternando eroina, alcool, extasy, psicofarmaci, temgesic, paracodina, codeina, lsd, anfetamine, ecc. Decisi di farla finita una volta per tutte a 30 anni, avevo la scatola di roipnol e altro in tasca mi trovavo ai giardini margherita era il giovedì 28 aprile del 1994 uno sguardo intorno poi il buio. Non ricordo più nulla. Qualche angelo è passato alle cinque di mattina e ha chiamato l’ambulanza non l’ho mai saputo. I miei ricordi riprendono da  due occhi azzurri stupendi di una ragazza giovane con la mascherina sulla bocca, un’infermiera, che cominciò subito a chiamare i suoi colleghi, mi ricordava tanto l’ultima mia ragazza laureata in medicina e che mi ha mollato perché ovviamente mi facevo troppo. Sono stato 3/4 giorni in coma, ma avevo l’impressione che fossero 3 mesi. Ricordo che fui stupito nel sapere che mi trovavo a Bologna. Ma il buio era ancora vicino a me il dottore mi sentenziava un’elenco di malattie indicibili, un tubo conficcato nel petto per pneumotorace. Probabilmente mi è tornato su l’acido, non lo so, ma pensavo fosse una punizione e decisi di strapparlo rischiando per una seconda volta la vita. Ho dato al dottore il numero di telefono e la via della prima casa popolare dei miei genitori mentre erano già un pò di anni che vivevano in una casa di proprietà acquistata con la liquidazione di 40 anni di lavoro di mio padre maresciallo dell’esercito. Erano cancellati ben 10 anni di dati nella mia memoria. Non me ne rendevo ancora conto. Poche cose mi tornavano in mente, le sensazioni erano forti e distorte e si legavano alle emozioni vissute gli ultimi giorni quando le ambulanze in una città che non era Bologna mi rincorrevano e non riuscivano a prendermi perché ero in un acido anfetaminico che sfidavo Mennea in persona. Mia madre a fianco del letto mi ha comunicato la mia più brutta notizia Sciascia (la mia cagnetta) è morta avvelenata. Se potessi parlargli… Non voglio sapere cosa passava nella mente a quella persona che ha voluto offrirti un polpetta con il veleno. "Te l’ho sempre detto di non toccare nulla nella strada e soprattutto dagli sconosciuti, il mangiare te lo davo io, ma era più forte la tua voglia di vivere, scoprire il mondo. Lo so che a te piacevano tanto, ricordi quando con i tuoi salti arrivavi fino al mio mento? La felicità che leggevo nei tuoi occhi era la cosa più bella che mi hai saputo regalare. Eri così ingenua che pensavi "tutti gli uomini mi vogliono bene come il mio padrone" sono passati 13 anni e mi manchi, ancora oggi le mie lacrime sono per te. Il giorno che sei mancata volevo ricordarti così. Resterai per sempre la mia migliore amica".
I primi anni furono terribili rendersi conto di essere in un dormitorio  senza soldi, senza memoria, senso dell’orientamento, perdersi ogni giorno per strada, eppure il giro era sempre lo stesso andare in mensa in via del Porto e tornare al Beltrame. Intorno a me il mondo che gira come lo vivevo io, in quel tratto di strada le persone le volevo avvicinare, parlare, ma tutti si allontanavano era un film al contrario che avevo già visto, ma che il protagonista questa volta ero io.
Una voce dagli speaker del dormitorio annuncia la nascita di Piazza Grande un giornale dei senza fissa dimora che permetteva di guadagnarsi due soldi. Ovviamente quel giornale era un modo di tirarsi su due spiccioli. Cosa sia stato dopo per me Piazza Grande non si può descrivere in due parole, ma per anni ho venduto il giornale per strada ho rotto quel muro che divideva me e il mondo che incrociavo camminando ogni giorno fra via del porto e il Beltrame. Anni dopo ho riscoperto me stesso iniziando a confrontarmi con le manualità, la convivenza con altri in un ambito lavorativo ideale che erano e sono tutt’ora le Officine di Piazza Grande. Ho scoperto che potevo essere anche un piccolo imprenditore insieme con loro nel 1998 come socio fondatore della ”La Strada di Piazza Grande”.
Oggi sono un operatore lavoro nelle strutture d’accoglienza, ho il mio stipendio e so che il mio lavoro permette di creare occasioni d’inserimento lavorativo anche ad altre persone che hanno vissuto storie simili alla mia. Oggi sto combattendo contro la mia malattia, ma mi dà forza l’amore che ho per quella donna che ho conosciuto in condizioni pessime proprio 10 anni  fa in dormitorio seguita dal centro salute mentale. Ma è più esatto dire che ci aiutiamo a vicenda visto che adesso lei forse stà meglio di me ha ripreso a studiaree adesso le manca qualche mese per diplomarsi. E pensare che ”sente le voci” ancora oggi. Penso di aver pagato tanto per i miei errori, ho lavorato per la città pulendo per anni bagni e toilette. Lavando strade, giardini, sgomberando cantine, e sempre in prima linea fra mille lavori che hanno permesso a questa associazione e cooperativa La Strada di essere un punto di riferimento per i servizi sociali di questa città. Eppure ancora oggi ci sono storie come la mia e colleghi anche più in alto che vengono interdetti dai pubblici uffici e da qualsiasi funzione, nonostante si fossero ripresi in mano la vita superando se stessi e gli ostacoli che ancora esistono verso i deboli e gli esclusi.
prima pg

Degrado assoluto psicologico totale

Pubblicato: 12 marzo 2007 da massitutor in droga, pensieri in libertà, salute

Degrado assoluto psicologico totaleE’ impossibile non riflettere sulla vita di ogniuno di  noi.
Sono stanco di subire le giornate, questo subire mi porta a fare uso di eroina, se non ci sono i soldi pensate che affare! basta una ricetta del medico e una farmacia aperta di turno,  per comprarti il famoso farmaco chiamato "minias".
Io la chiamo la droga dei poveri,  perchè con poco ti ritrovi sconvolto più dell’eroina.
La cosa triste è che non vivi più, anzi vegeti fino alla fine dell’effetto con sconpensi psicologici allucinanti, perchè non ti ricordi nulla, l’unica cosa che ti risale alla mente è come comprare l’altra boccetta di "minias".
Questa è la mia vita da un mese a questa parte dove per non annoiarmi la sto continuando. Ora chiudo con il discorso teorico del minias e l’effetto su di me. Ieri sera riflettevo sulla settimana trascorsa e camminando sotto i portici di Bologna, rifflettevo sulla mia depressione dove per svariati motivi non scambiavo parole con nessuno ero chiuso nel mio uovo e non ci facevo entrare nessuno.
Ho deciso di dire basta a questa cosa affrontando il problema con la testa e la consapevolezza che ho bisogno di aiuto. Per adesso mi sono preso dei giorni di riflessione e poi vedrò sul dafarsi; sappiate che il mio intento è quello di rientrare a Sanpatrignano struttura che mi ha dato molto, ma per via del mio abbandono precedente mi sta facendo aspettare molto tempo, questa è l’unica pecca che ha Sanpatrignano come struttura. Io penso che se uno ha bisogno va aiutatato a prescindere dalle battaglie politiche che sampa porta avanti da anni: contro i sert e la legge sulla riduzione del danno. In questa battaglia politica va a colpire il tossico che pur di entrare è disposto di stare mesi fuori dal cacello di Sampa al freddo e al gelo.
A questo punto ho dovuto scegliere una comunità del sert dove in poco tempo mi accettano iniziando un’altro capitolo e pezzo della mia storia. In tutto questo malessere ci va aggiunto l’abbandono di mio fratello più piccolo: in lui avevo riposto fiducia e sostegno, un giorno ricoverato all’ospedale Maggiore di Bologna gli chiesi degli indumenti per quando mi dimettevano me li ha portati perchè l’hanno costretto poi me li ha lanciati sul letto dicendomi: tu da oggi non sei più mio fratello! fai finta che io sono morto, non vi dico come mi sono sentito cadere il mondo addosso e tuttora soffro per qusto suo gesto.
Ora chiudo spero di non avervi annoiato ma la realtà è questa la droga non porta a nulla ma solo alla distruzione e alla morte, che affare drogarsi!

La più vecchia ma la più bella…

Pubblicato: 12 marzo 2007 da massitutor in vagabond geoghaphic

Vagabond Geographic…L’Università di Bologna
Sono sempre io "MIRKO" il creatore di "Vagabond Geograic". Vogliamo poi scordarci dell’Università più antica del mondo? Cioè più di 1000 anni ed è piena di musei di tutti i generi Mineralogia, Paleontologia (dove, pensate: si trova lo scheletro di un dinosauro lungo ben trenta metri!), Astronomia "nel quale ci sono oggetti che ho restaurato io in persona" e tanti altri tutti rigorosamente gratuiti, io ne ho visitati molti e devo dirvi che ne vale veramente la pena. Per ulteriori informazioni c’è un ufficio in Piazza Maggiore di fianco alla farmacia. Molti edifici dell’Ateneo nascondono, nel loro interno degli splendidi giardini con alberi secolari, per esempio uno di questi è in Strada Maggiore al numero 45 all’interno di palazzo Hercolani dove si trova la facoltà di Scienze politiche. E’ anche molto bello l’Orto botanico.

THE BIKER

Pubblicato: 12 marzo 2007 da massitutor in under bridge

The biker sarebbe il MOTOCICLISTA. Il tipo il giorno del motoraduno, il raduno al lago di SUVIANA sull’appennino Emiliano. Il nostro amico, di prima mattina, come un antico cavaliere medievale, comincia con LA VESTIZIONE. Terminata la prima fase ci sono i bacetti a tutti, tutti a casa, sbarba compresa.Under Bridge
Si fa chimare biker e sarebbe il MOTOCICLISTA. OGGI è il grande giorno del motoraduno IL PIU IMPORTANTE. Appena sveglio: Vestizione, stivali foderati in acciaio, pantaloni e giubottone di pelle, casco e guanti a mano. E’ come il cavaliere ANTICO, splendida armatura, e potente cavalcatura. Bacetti alla mamma e alla sbarba e… Via…
Si, perchè al raduno ci va da solo. PRIMO APPUNTAMENTO, la sbarba da raduno, che bardatissima lo aspetta. SECONDO APPUNTAMENTO: al bivio di Casalecchio, direzione SUVIANA. Passando per Porretta terme. Da qui parte il grande serpente che si allunga per 60 Km. Le moto in fila una dietro l’altra sfilano ininterrottamente per 24 ore. All’arrivo si paga pedaggio. Gli organizzatori sono gli italiani della ADLER SWARTZ (in nome di un biker tedesco morto in un icidente sull’appennino tosco/emiliano). Gli invitati sono i TEUTONICI NIBELUNGHI della ELEFANTTROTTEN: i più tosti e incazzati biker che ci son sulla faccia della terra. Con loro non ce la farebbero neanche tutte le Bande californiane riunite. La Festa si fà perchè gli italiani si sono gemellati coi crucchi e vengono regolarmente invitati alle loro feste. I nibelunghi inoltre hanno intessuto tutta una serie di amicizie, alleanze, gemellaggi, unioni, per cui si sono alleati con tutti, ma proprio tutti i più forti.
Tanto da essere tenuti in considerazione anche dai neo zelandesi, che sono i più tosti e incazzati. LE loro bande fanno cagare sotto anche ai californiani. Naturalmente se vi fosse una guerra mondiale dei motociclisti i nibelunghi restaurerebbero definitivamente un loro quarto e millenario REICH.
Il momento del pedaggio è il più importante, non importa la moto lucida, la bardatura, le palle sul serbatoio, no: l’essenziale è la sbarba. Se non c’è, si guarderanno tra di loro, gli italiani penseranno: un uomo in più, una donna in meno, i tedeschi, una donna in meno un uomo in più, modo diverso di vedere le cose ma stessa filosofia. Visto che la donna è la metà del cielo; questo è un uomo a metà, ma romperà ugualmente le palle. Diversa valutazione ma stessa conclusione. Con i due posti occupati sarete gidicati bene e non pregiudicati.
C’è chi,  al posto della sbarba, porta (nel sidecar) tre dame (damigiane) da 50 litri, chi distilla per il raduno dell’ottima grappa, da offrire fino a esaurimento (DAMA DA 50 LT) NON si tratta di formalismo, nè di etichetta, la cosa è giusta, non ci si presenta ad una festa a mani vuote anche poco ma qualcosa si porta senpre. L’organizzazione viaggia alla grande: 24 BIRRERIE, 5 palchi con musica viva, ben distamziati, vari punti ristoro, bagni, docce, acqua calda, acqua fredda, griglie con tanta legna secca, tutto per bere, mangiare, ballare, sballare, scopare. In più un bellissimo lago, l’ultimo giorno, la notte, 2 ore di bellissimi fuochi artificiali sul lago. La mattina il battito cardiaco delle moto sveglia la valle, arrivederci alla prossima.
GLI ITALIANI ricambieranno in inverno, al raduno dei trotter. Il loro raduno si svolge in circostanze climatiche particolari: alta bavaria 2 metri di neve, legna bagnata, motori ghiacciati, 20 sotto zero. Tanto che la gente per scaldare i motori usa la carbonella, quando non si riesce a fare abbastanza brace con la legna umida. Partendo dal battito cardiaco (regolarmente brevettato) alcuni pensano che la moto sia cosa viva, di conseguenza il battito va regolato su quello del biker, il motore ascoltato attentamente per scoprire eventuali pre sintomi di qualcosa che eventualmente potrebbe farla soffrire, va ascoltata ATTENTAMENTE OGNI TIPO DI VIBRAZIONE. LA LUNGA E SORRIDENTE OMBRA DEI NIBELUNGHI SI ALLUNGHERA’ SULLA GRANDE FESTA.

Radio Asfalto

Pubblicato: 9 marzo 2007 da massitutor in radio asfalto

E’ nata Radio Asfalto. Non una vera e propria radio, ma un tentativo di portare sulle strade di Asfalto le voci e i suoni della vita di strada. Abbiamo cominciato con uno dei luoghi più significativi per questa città e per le persone senza dimora: la stazione dei treni di Bologna. Buon ascolto.

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playLa storia di Raffaele, arrivato da Bari a Bologna e 31 anni che ci vive, ha sempre lavorato, però un giorno per vari motivi si è ritrovato senza lavoro, senza casa e senza un soldo in tasca. Ritrovandosi in stazione: un senza fissadimora.

play"E’ stato molto difficile accettare tutto questo, ma con l’aiuto di altre persone nella mia stessa situazione e altre che si adoperano nel volontariato, sono riuscito ad adattarmi, riuscendo a lavarmi, mangiare, curarmi, così giorno dopo giorno mi sono rimotivato." Il ricordo più brutto, impossibile da dimenticare è stata la strage di Bologna.

play"Adesso il mio desiderio è quello di tornare a vivere una vita normale, e magari riallacciando i rapporti con i miei fratelli che sono anni che non ci vediamo, però ancora è un passo che mi fa paura fare."

Week End a scrocco

Pubblicato: 9 marzo 2007 da massitutor in politica, week end a scrocco

Week End a scrocco.Ogni fine settimana facciamo una ricerca dei vari appuntamenti che ci sono a Bologna durante il week end. Ormai si sà che il week end in città è molto lungo da passare, specie quando non si sà dove andare, nel nostro ambiente il primo è quello valido. Le altre settimane abbiamo sempre segnalato appuntamenti che hanno a che fare col divertimento, questa volta vogliamo segnalare qualcosa di diverso: di più intenso, politicamente e socialmente importante in particolar modo per questa città.

La mattina dell’11 marzo 1977 a Bologna… (per saperne di più)
Al VAG61 Domenica 11 marzo 2007
1977-2007, Trentesimo anniversario dell’assassinio di Francesco Lorusso
iniziative in ricordo di Francesco Lorusso
Ore 10:00 appuntamento davanti alla lapide di Francesco Lorusso in via Mascarella.
Ore 10:30 presso lo spazio espositivo La pillola, via Mascarella 37, performance teatrale/momento di riflessione attraverso un evento tra musica, proiezioni d’epoca e lettura di un testo.
Ore 11:15 deposizione di fiori al Monumento del Giardino Lorusso presso la multisala di via Berti 2.
Ore 13:00 al Kantunzein, pranzo popolare (autoridotto all’origine) al VAG61 (via Paolo Fabbri 110, prenotazioni entro venerdì 9 marzo al tel.: 3336 26 94 54  mail:
info@vag61.info )
A seguire, proiezione di video e Teatro-Giornale (lettura di notizie sulle giornate del marzo 1977) a cura del Teatro dell’Oppresso.
Per rimanere in tema, sempre al VAG61 si può visitare la mostra fotografica di Tano D’Amico.
Sabato 10 marzo 2007, a VAG61 alle ore 19:00 inaugurazione di "1977, il complotto alla luce del sole" e della mostra fotografica di Tano D’Amico
Inaugurazione della mostra fotografica itinerante di Tano D’Amico (sarà presente l’autore). L’esposizione delle foto avverrà in Piazza Verdi ed in altri luoghi della città nei giorni domenica 11 e lunedì 12 marzo. Mostra documentaria (giornali, riviste, manifesti, fotografie, volantini) a cura del Centro di documentazione del Movimenti "Francesco Lorusso-Carlo Giuliani" e dell’Archivio "Marco Pezzi". La mostra rimarrà esposta sabato 10 e domenica 11 marzo.
A seguire aperitivo musicale con Dj Gozza di Radio Città Fujiko (sui 103.1 mhz).

Forever EX

Pubblicato: 8 marzo 2007 da massitutor in assistenti sociali, lavoro, libertà, operatori dispari, politica

inagurazione del Drop-in

Vorrei sottoporvi un discorso molto serio e alquanto delicato.
Per far ciò prenderò spunto da quanto è successo alla Susanna Ronconi. L’intenzione però non è parlare di quanto è accaduto specificatamente a Susanna (che personalmente conosco e ammiro), ma appunto prendere spunto…
"La campagna di linciaggio contro Susanna Ronconi ha avuto successo. L’ex militante di Prima linea si è dimessa dalla Consulta degli esperti e degli operatori sociali sulle tossicodipendenze, con una lettera al ministro della Solidarietà Paolo Ferrero, che la aveva nominata. Contemporaneamente, lo stesso Ferrero ha annullato la nomina perché "illegittima". Susanna Ronconi è interdetta dai pubblici uffici e la sua presenza nella Consulta, pur non remunerata, è considerata pubblico ufficio… Susanna Ronconi si è macchiata di numerosi crimini, tra cui un duplice omicidio. Ha passato però vent’anni in prigione, e il suo pieno recupero alla socialità civile è accertato al di là di ogni possibile dubbio, così come le sue competenze in materia di lotta alla tossicodipendenza, maturate nel coso di un’esperienza che data ormai da moltissimi anni." Giovanni Russo Spena, 01 marzo 2007 su Aprileonline.
Come operatori credo siamo allo stremo delle nostre forze passionali. A voler impegnarsi con e per i più deboli si viene tacciati di essere affetti da patologia. Ci si fa un "Culo" (scusate il termine ma rende l’idea), per superare tutti gli ostacoli dalla mancanza di risorse e strumenti alla sopravvivenza economica, passando ore e ore in posti poco riscaldati e fatiscenti (quel che passa il convento), per stare "in prima linea" (pare che gli sfigati che costituiscono il nostro target di lavoro, amano essere sporchi e puzzosi e stare in posti luridi), allora ci stiamo anche noi, perché? Ma è chiaro, per svolgere il lavoro per cui ci pagano: agganciare (cioè instaurare una relazione), istigare il dubbio che potrebbe essere meglio riprendersi la loro vita in mano, cambiare insomma, poi provare a proporgli alternative di impegno, poi passare anni ad affiancarli durante tutti quei periodi di "smollamento", quelli che abbiamo tutti alcuni giorni, quella tentazione di mollare tutto, di lasciarsi andare, di non opporre più resistenza alla caduta, ecco quei momenti li, solo che loro che non hanno elaborato nulla nel crescere (le sostanze congelano ogni cosa e la conservano intatta), oppure non hanno mai imparato ad affrontare le frustrazioni perché si sono lasciati trasportare dal mondo, loro, dicevo, di fronte a quei momenti li semplicemente si lasciano ricadere. Ecco affiancarli e non voglio dilungarmi troppo su quanto sia dura sia per l’operatore che per la persona che deve tirarsi fuori (e qui lascio la parola a voi).
Poi a volte sembra succedano quelle cose che tempo prima si sarebbero considerati miracoli. Alcune persone sembrano essere rinate, non solo diventano in grado di lavorare ma anche di saper a chi e come chiedere aiuto quando sono in difficoltà (che poi è la vera forza). Qualcuno, al di la di tutti gli sbagli fatti, si appassiona alla vita e gli prende la smania di impegnarsi in prima persona, di assumersi delle responsabilità, ed ecco il passato riemerge. EX tossico, EX delinquente, EX terrorista, EX… stai al tuo posto. Questo è solo uno sguardo personalissimo da un piccolo osservatorio, che parte da egoistiche fatiche e difficoltà sempre maggiori a trovare il senso, la "mission" nel mio quotidiano lavoro… potrei scrivere storie e storie in cui i diritti delle persone di integrarsi, di emanciparsi, dopo aver pagato… anche dopo aver pagato, non trovano spazio, ma voglio lasciare la parola ai protagonisti. Buona fortuna ragazzi!

il nostro Tutor

Pubblicato: 7 marzo 2007 da massitutor in amicizia, assistenti sociali, lavoro

Isola che non cCiao a tutti cari amici di Asfalto, voglio scrivere questo piccolo post  perchè se anche voi la pensate come me vorrei vedere un commento perchè è giusto, secondo me condividere tutti insieme queste emozioni. La persona in questione è Massimiliano il nostro tutor. Anche se sono solo 3 mesi che lo conosco, volevo fargli capire quello che di grande sta facendo. C’è un motivo sopratutto del perchè lo voglio scrivere. Specialmente in questa ultima settimana ci sono state delle bellissime novità che ci hanno galvanizzato tanto, è ci hanno reso molto orgogliosi, e Massimo possiamo dire che è l’artefice dei nostri successi, ma forse perchè troppo umile, o forse per galvanizzarci ancora di più mette in risalto solo il nostro lavoro. Invece, con  quello che sto scrivendo oggi vorrei fargli notare che con questo progetto del computer sta facendo qualcosa di grande. Infatti per quello che lo conosco essendo stato capo redattore di un giornale potrebbe tranquillamente fare un lavoro molto più redditizio, invece molto del suo tempo lo trascorre qua al centro, perchè penso creda molto in questo progetto, è questo lo si nota nell’impegno che ci mette nel spiegarci le cose, nel aiutarci a capire l’importanza che ha impegnarci per rendere sempre importante questo blog. Poi nel quotidiano si interessi è ci sprona perchè crede in noi è perchè credo che anche lui pensa che c’è altro oltre la droga. Per quello che mi riguarda da quando sono in borsa lavoro i miei interessi si sono ampliati tanto da farmi scemare la voglia di farmi, e oltre ad imparare il computer sto facendo delle esperienze che mai avrei creduto di saper fare, ma con il suo aiuto ho fatto dei grandi passi, adirittura visto il buon rapporto ho ripreso anche a suonare. Per questo e tanti altri motivi oltre ad averglielo detto stamattina a voce che deve sentirsi veramente orgoglioso, mi piacerebbe che se anche voi la pensate come me gli facessimo capire che se noi siamo importanti per tenere in vita questo blog, lui è importante per noi per continuare a crescere, e farci essere sempre più consapevoli che anche noi abbiamo tanto di buono dentro, e che se vogliamo si può cambiare.

Ubriachezza molesta? Missione compiuta!

Pubblicato: 7 marzo 2007 da massitutor in lavoro, operatori dispari

Normalmente non mi aggancio ai post dei miei colleghi però oggi voglio fare un’eccezione, e mi riferisco al post di andrej sull’alcool.
Sappiamo tutti che con i test di rilevazione alcolica, le campagne di prevenzione ed informazione e i relativi maggiori controlli della polizia sulle strade i giovani hanno smesso di bere e conseguentemente, dati alla mano, non ci sono più incidenti stradali dovuti all’alcool.
Questo è sicuramente un male, perché influisce negativamente sul normale ciclo di selezione della specie; di idioti che si mettono ubriachi fradici al volante il mondo non aveva granchè bisogno e tanto questi soggetti troveranno sicuramente altre e più efficaci maniere per sfracellarmisi addosso contromano in tangenziale, tipo che si inventeranno le prove di coraggio, le gare di velocità in via indipendenza o merdate di questo tipo.
Cioè, il succo del discorso è che un idiota rimane sempre un idiota, come se invece di mettere in mano ad uno schizofrenico un coltello invece che una 38 cambiasse di molto la situazione.
L’alcool, si sa, è una sostanza come tante altre, solo che lo stato ha trovato la maniera di farci su dei bei baiocchi e cavalcando la convinzione di tutti che questa sostanza è entrata nel dna e nell’immaginario tradizionalistico degli italiani (il tormentone tipico di mio nonno contadino che si beveva un boccione da due litri di vino al giorno -diquellobuonoperònonlamerdadellacoop- e che è morto a 125 anni) è riuscito sempre ad evitare una politica proibizionista in tal senso.
Di questo sono contento perché anch’io come tutti bevo.
Però senza scassare i coglioni a nessuno.
E non mi va che mi arrivi a casa un pulotto a sequestrarmi la mia boccia di cabernet.
Ecco.

Ubriachezza molesta? Missione compiuta!

Stiamo per arrivare al punto.
Io non ho problema alcuno con le sostanze, fanno parte anch’esse del programma di selezione naturale della specie. Se legalizzassero tutto per me sarebbe ok, tanto non è il mio fegato a scoppiare, né i miei neuroni a friggersi ed io potrei tranquillamente continuare la mia vita senza rompere e farmi rompere le palle da nessuno.
Quello che abolirei non è quindi l’alcool in sé ma la gente che quando è ubriaca trova sempre una valida ragione per cagare il cazzo al prossimo, che sia schiantandoglisi contro con l’auto o andando a rompere i coglioni in una qualsiasi altra maniera come solo gli sbevazza molesti sanno fare.
Per molti cerebrolesi infatti l’unico scopo o risultato di una fattanza da alcool è quella di andare a trovare da fare a mazzate; il più delle volte prendendone.
Il massimo che vi possa capitare invece se vi trovate ad aver a che fare con me ubriaco è una pezza di un paio d’ore sulle band giapponesi jazzcore o di quanto siano stronzi ed inutili gli indie italiani, o di quanto cacare facciano i baustelle, o di come si possa sedurre una cinquantacinquenne al supermercato nel reparto verdure, o di quanto sarebbe bello un mondo senza quella merda di nutella, o di quanto sarebbe terribile scoprire che il tuo migliore amico è diventato finocchio, o di quanto sarebbe figo aprire un locale solo per dayoff…
Insomma a me e ai miei amici, da ubriachi, piace parlare, e basta. E la cosa che mi fa più incazzare è che dovrebbe essere così per tutti, ma non è.
Da ciò la mia teoria che veramente potrebbe rappresentare un effettivo miglioramento della società e sarebbe da parte dello stato una dimostrazione di pura genialità, cioè l’applicazione di un protocollo di terminazione nei confronti degli ubriachi molesti.
Non chiedetemi la metodologia esatta per rendere questo protocollo efficace giacchè io sono solo un umile teorico e su questioni tecniche non posso pronunciarmi, l’unica cosa che so di per certo e che mi sentirei di poter consigliare è che l’ossido di carbonio è veloce ed indolore.
Naturalmente nel mio piccolo cerco di fare la mia parte ed è per questo che come operatore mi sento in dovere di sponsorizzare l’uso di eroina e di proibire invece quello dell’alcool.
La roba rende le cose immobili, quiete, silenziose. Quasi sempre.
L’alcool il più delle volte ti fa diventare un cagaminchia di prima cat.
Lasciando correre per tutti quelli che vanno giù nei cessi a farsi di roba e facendo in modo che siano essi a prendere il sopravvento in termini di presenza qui al centro si ottengono buoni risultati ma purtroppo questo è solo un palliativo.
Non dimentichiamoci oltretutto che con i tossici, oltre a fregargli il metadone in eccesso per rivenderlo, si possono fare anche un sacco di buoni affari tipo mountain bike a 5 euro, telecamere di ultima generazione a 10, laptop bloccati a 15, ipod untotdimega a 7…cose così, insomma.
Con gli ubriaconi invece non ci puoi fare nessun affare, cagano il cazzo e basta.
E in più si pisciano addosso, così non puoi neppure toccarli, come dire un’arma chimica di ineguagliabile efficacia.
Sostanzialmente quindi lo scopo di questo post è sensibilizzare l’opinione pubblica su questa vera e propria piaga sociale e fomentare sentimenti d’odio e rappresaglie varie verso gli ubriaconi molesti.
Uhm, sto pensando ad uno slogan efficace per questa campagna, tipo "assassina anche tu un ubriacone molesto, da oggi sgravi fiscali in più ed inoltre una suoneria gratis sul videofonino!!!"
Suona bene?
Mh, si potrebbe fare meglio, ci penserò stasera davanti a una boccia di chardonneaux.
Yo.