Sono disoccupatoIl RAP del disoccupato
Pubblicato: 7 febbraio 2007 da massitutor in lavoro, musica, pensieri in libertà
Sono disoccupato
Siamo orgogliosi di presentare una nuova rubrica, una vera chicca culturale che vuole essere una guida antropologico-archeologica della nostra città. Mentre tutti corrono, guardano vetrine, immersi dentro al telefono cellulare il nostro Mirko ha la pazienza e la cultura di vedere ciò che non si vede. Invitiamo chiunque abbia curiose segnalazioni su luoghi e storie di Bologna a segnalarcele. Buona lettura…
IL CANE SUL DAVANZALE
Quando avevo circa 13 anni un sabato andai in centro con mia mamma e percorrendo via Oberdan, che è una traversa di via Rizzoli, poco prima di piazza S. Martino, sulla sinistra, vidi in un cortile interno al terzo piano la statua di un cane in posizione di attesa così chiesi a mia madre se ne sapeva qualcosa. Fu così che mi raccontò la sua storia. Nel medioevo un mercante, padrone del cane, dovette partire per un lungo viaggio e lasciò il cane a casa. La povera bestiola lo aspetto per lungo tempo sul davanzale della finestra. Un giorno il mercante tornò e il cane che lo aveva pazientemente atteso, dalla felicità di rivederlo, si lanciò letteralmente dal balcone morendo. In onore di questo gesto tragico, ma espressione di un amore profondo, il suo padrone gli fece costruire la statua che ancora oggi troneggia su quel davanzale. Questa storia mi ricorda tanto mia mamma che purtroppo non c’è più.
TI VOGLIO BENE MAMMA.
Manca un mese e mezzo circa all’arrivo della primavera, e già facevo tutti i preparativi per andare incontro alla nuova stagione. Gli occhiali da sole, la cera per le spalle, il nero per i capelli, la crema per il viso erano entrate a far parte della mia vita quotidiana. Mi recavo molto spesso al Drop-in perché la c’e Andrea, un ragazzo che fa l’operatore al Centro in via del porto, e come hobby ha la mania di fare pedicure ai ragazzi che ne hanno bisogno. Era un tipo molto disponibile con tutti, andava a simpatia, ma d’altronde chi non sviaggia in quel modo al giorno d’oggi. Successe un episodio un po’ toccante: il cane di un ragazzo che frequenta la struttura ha aggredito due donne che lavorano in un’altra struttura li di fianco; il dormitorio del Sabbatucci. Nel mentre si apprestavano a gettare via l’immondizia, il cane seguendo il suo istinto, ha capito che le due donne avendo paura della presenza dell’animale, le ha aggredite. Una di loro in particolare ha riportato lesione in uno stinco e in uno dei glutei. La situazione poteva degenerare per il peggio, perché gli altri cani che erano in sua compagnia all’odore del sangue hanno accorso pure loro per aggredire ma sono stati bloccati in tempo. A questo punto ognuno si accolli le proprie responsabilità. Io vorrei spezzare una lancia a favore del cane: è stato messo in quarantena, (il cane) non so esattamente di cosa si tratta, ma credo che verrà soppresso sicuramente. Questo perché il cane non ha nessun avvocato che lo difende. Vi pare giusto questo?
Prosegue la rubrica di Asfalto. Ogni fine settimana noi facciamo una ricerca dei vari appuntamenti che ci sono durante il week end. Ormai si sà che il week end in città è lungo da passare, specie quando non si sà dove andare, o perchè manca la grana, o per altri motivi. In questo modo il lettore trova già gli appuntamenti, con i vari indirizzi. Poi ognuno si orienterà per andare dove meglio crede. Questa settimana vi segnaliamo che a Bologna alla Galleria d’arte Forni, in via Farini 26, c’è una mostra di pittura. La mostra è visitabile dal 20 gennaio sino al 1 di marzo, tutti i giorni dalle ore 9,30 alle 13, e dalle 16,00 alle 19,30, chiuso il lunedi, e festivi. Si tratta di "una trentina i dipinti selezionati per la personale di Quincoces a testimoniare un linguaggio pittorico che ci racconta di temi di tutti i giorni, intime istantanee che nascono tra le cose ordinarie e nelle situazioni comuni della quotidianità. Protagonista è il paesaggio, in particolare quello urbano. La periferia di Bilbao, rappresentata come luogo di solitudine, è avvolta da una sottile foschia grigia che sembra posarsi su fabbriche ormai stanche e pressoché dismesse."
Un altro appuntamento che a noi sembra importante è questa mostra fotografica dal titolo "Alexander Rodchenko. The Museum Series Portfolios". Allo Shenker Culture Club, in via indipendenza 67 dal 27 gennaio al 17 marzo. La mostra è visitabile dal lunedi al venerdi, dalle 11,00 alle 19,00, e il sabato dalle 10,00 alle 12,00 con ingresso libero."Mostra fotografica di Alexander Rodchenko. "Lo Shenker Culture Club di Bologna, in collaborazione con la Galleria Photology di Milano, rende omaggio al grande costruttivista russo Alexander Rodchenko con una doppia mostra a Bologna e a Milano: un’ottantina di foto – scattate tra il 1924 e il 1947 – per riportare in primo piano la figura di uno dei fondatori del Costruttivismo e della grafica russa."
Questo è l’ultimo appuntamento. Alla Sala Urbana in Piazza Maggiore 6. In occasione della rassegna Artelibro, Mostra internazionale del libro d’arte, sarà visitabile presso la sala Urbana delle Collezioni Comunali d’Arte l’esposizione documentaria dedicata alla Mostra del Settecento Bolognese tenuta nel 1935 in Palazzo Comunale. Essa pose Bologna nel quadro delle manifestazioni di rilevanza internazionale volte al recupero della cultura barocca, tenute in varie città d’arte: Firenze (1922), Venezia (1928), Brescia (1935), Genova (1938). Bologna 1935: La scoperta del settecento. Dalla mostra al museo. La mostra è visitabile dal 15 settembre 2006 al 18 febbraio 2007, dal martedi al venerdi dalle ore 9,00 alle 15,00, sabato, domenica, e festivi infrasettimanali dalle ore 10,00 alle 18,30 chiuso il lunedi ( se non festivo ).
E che sia un buon fine settimana per tutti… a scrocco ovviamente!
Era il 1980, avevo appena compiuto 16 anni, non conoscevo niente, non avevo esperienza, l’unica voglia che avevo, era quella di andare via da casa il più presto possibile; dopo un lungo viaggio in nave, approdai a Roma, in un quartiere, che si chiama Ottaviano. Li conobbi Cosimo un ragazzo Italiano di origine pugliese, che lavorava in quel quartiere; ll padre aveva un distributore di benzina, e lui lo dirigeva. Quel giorno avevo fame, mi avvicinai al distributore, con il pretesto, di volere dei soldi per mangiare, il padre mi lanciò un secchio d’acqua, mentre mi urlava di andarmene, perché stava lavorando. Cosimo invece mi diede 10mila lire, di nascosto del padre; dicendomi che ci saremmo visti più tardi, non appena finiva di lavorare. Fu così infatti. Con i soldi, io andai in una pizzeria, e comprai di tutto, ricordo che dopo aver mangiato a sazietà, avevo ancora soldi da spendere, A quel tempo non fumavo, ma adoravo lo yogurt, ricordo che ne comprai una confezione da un kg, e la mangiai tutta. Cosimo divenne una bella conoscenza all’inizio, infine una grande amicizia. La sua casa, era diventata la mia casa, la mamma, mi adorava, quando il padre non era in casa per via del lavoro, io restavo in casa con loro tutto il tempo a giocare. Un paio di giorni dopo, mi propose questa escursione al Parco, che subito accettai.
Durante un’escursione al Gran Parco Nazionale D’Abruzzo, esattamente a Pescasseroli, su, per un sentiero, esistono delle abitazioni, detti rifugi; proprio come questo. Io non c’ero mai stato, era la prima volta, per il mio amico Cosimo non era così. Tutto per me era nuovo, non avevo mai visto un cervo prima d’ora e quel giorno, ne avevo visti diversi, alcuni di dimensioni notevoli. I cervi non erano la mia passione, ma non avevo paura, mentre per i cinghiali era diverso. In Sardegna ci sono le riserve; un pezzo di terra tutto per loro ma con un recinto,e tanto di cartelli, in modo che la gente sa che esiste un pericolo, e ci stà attenta.Il cinghiale è un’animale pericoloso solamente quando è ferito. Cosimo di questo era consapevole, Infatti mi aveva appena avvertito, che poteva succedere di incontrarne qualcuno, ma che non c’era da preoccuparsi, perchè alla presenza dell’uomo l’animale scappa. al Parco i cinghiali girano tranquillamente, camminando su e giu tra un sentiero e l’altro. Noi seguivamo quello che portava al rifugio il quale Cosimo usava tutte le volte che veniva qui al Parco. Lui non era esperto in fatto di cinghiali, però era a conoscenza delle varie scorciatoie per arrivare prima. Quando ad un certo punto, tra la fitta vegetazione, ci tagliò la strada una bestia di 100 e passa chili. L’animale correva dietro di Cosimo. Entrambi avevamo paura, Quando finalmente vidi l’animale, fare dietrofront, cominciai a respirare. Cosimo stava cercando di salire su un albero, con la faccia bianca bianca, madido di sudore, per lo spavento; io cercavo di nascondermi dietro un’albero molto fine, con la speranza che l’animale non potesse vedermi. Io ridevo per il pericolo scampato, ma anche per la sua faccia, disse:"non ho mai visto uno così."ma lo diceva tutte le volte, e questo significava che quello che avevamo appena visto non era il più grande. La prima mia reazione fu quella di dire che non è stata una bella idea venire fin qui per essere uccisi da un cinghiale, effettivamente, ripensandoci, ora andrei di corsa, perchè esperienze come queste vanno vissute fino in fondo.
fine episodio
Il Darkene è un medicinale con un effetto devastante per il soggetto.
Può essere usato in due modi diversi: per via orale e/o per via endovenosa. Nel primo caso, fa male, nel secondo caso, fa peggio. Come tutti i medicinali và usato con cautela. In giuste dosi è un ottimo prodotto, viene consigliato dai medici per le persone affette da sindrome ansiosa. Se si esagera con le dosi non solo è dannoso ma è addirittura letale. In una prima assunzione se adoperato male si riesce a perdere cognizione, al punto che persino l’eroina stessa passa in secondo piano. Per esempio se con l’eroina si ha bisogno di una dose consistente per raggiungere un certo effetto, con il Darkene basta poco per ottenere un bel risultato. Io non sono un medico, ed ho sperimentato questo sopra di me per capire, e la differenza che ho trovato tra il Darkene e l’eroina è questa: con una bottiglina di Darkene ci sballi tre giorni pieni, a dosi eccessive, mentre con la roba ti ci vuole un capitale. La devastazione consiste in questo: Il giorno dopo non ricordi più niente, riesce ad annullare tutto dalla memoria di una persona. Il suo risveglio è cosi detto a “Sorpresa” per il semplice fatto che appena ti riprendi dallo sballo, ti puoi trovare in un letto d’ospedale, in una cella di un carcere, o addirittura come è successo al mio amico di giochi, che ha perso la vita.
Sabato sera ero come sempre alla sala d’aspetto della stazione, stavo aspettando che la palpebra cominciasse a socchiudersi, quando all’improvviso mi vedo davanti un mio caro amico di Bologna, che era uscito al pomeriggio di galera, ci è stato per 6 lunghi mesi. Infatti chiedevo spesso dove fosse andato a finire, perchè era parecchio che non si vedeva in circolazione. Insomma appena alzato gli occhi e vedendolo non sono riuscito a dirgli niente ma in compenso ci siamo abbracciati. Dopo i saluti abbiamo parlato un po di noi. Per quello che riguarda me si e molto infastidito nel vedermi dove passo le notti, sopratutto vedendo lo schieramento di persone senza dimora è che trovano l’unico posto caldo è perchè no anche essere tra persone dove non si prova vergogna per questa situazione, scambiare due parole, è ripensava a 6 mesi fa perchè anche lui e di quelli che sono in strada, a quando passava le notti in sala d’attesa e gli a preso male di come era aumentato il numero di persone che si ritrovano in strada. Poi parlando di lui, la prima cosa che mi ha detto( anche se è più il tempo passato dentro che fuori) che non ci vorrebbe più entrare in galera, perchè questa volta è stata molto pesante. Mi ha palato del sovrannumero di detenuti in carcere che da 450 che ne dovrebbe tenere c’è ne sono più di 800, quindi si ritrovano anche in 4 in una cella per 2, è allora spazio non c’è ne’ più di tanto, mi diceva che quando si guarda la tv due stanno in branda ma gli altri due per terra, per cucinare due stanno in branda e gli altri due preparono altrimenti lo spazio per stare in piedi o aiutare non c’è. Poi anche la violenza è aumentata e si è fatta anche molto pericolosa, perche ci sono tantissimi stranieri sopratutto rumeni e albanesi che hanno messo su delle bande che vogliono addirittura chiedere il pizzo, e quando sentono che è entrato qualcuno che ha la possibilità di farsi mandare dei soldi, cominciano i sopprusi. E mi diceva che era molto pesante vedere tutto questo, perchè quando uno va in galera gia soffre di suo, e infliggere altre pene credo non lo meriti nessuno, ma purtroppo la vita dentro e un altra che almeno io fino adesso per fortuna non ho avuto modo di conoscere, ma lui mentre ne parlava si vedeva che gli dispiaceva. Lui da una parte essendo stato molte volte in galera questi sopprusi non li ha subiti perchè lo conoscevano in tanti, e tra questi anche pezzi che contano dentro e allora prima di imporre qualcosa a lui ci devono pensare bene. A parte questi discorsi, non ci è sembrato giusto continuare a parlare di cose negative e allora insieme abbiamo ricordato i bei tempi passati con tanto di risate e alla fine visto che al mattino stesso che è uscito e andato a ritirare la pensione si è programmato un bel weekend avendo gia fatto il biglietto se ne sarebbe andato a Napoli. Dopo 6 mesi in carcere potevo capirla questa sua voglia di cambiare aria per qualche giorno. Siamo stati a parlare e farci compagnia fino alle 24,30 che sarebbe arrivato il suo treno. Ieri sera come due giorni prima,e allo stesso modo cioè in sala d’attesa ci siamo rivisti,e mi ha raccontato il viaggio. A Napoli è stato molto bene, ma quando mi ha parlato del pessimo viaggio sul treno pur avendo pagato solo l’andata ben 43 euro.
Voglio spendere anch’io due parole per una delle categorie che più odio: tramvieri e controllori. 43 euro per una cuccetta dove tra puzza di piedi, scorregge e gente che russava non è riuscito a chiudere occhio, poi quando il tutto si stava attenuando ha iniziato un compressore proprio sotto la sua cuccetta, si è rivolto al controllore e in cambio non ha avuto il minimo rispetto fregandosene del disagio che stava vivendo, ma tanto l’unica risposta che le ferrovie riescono a dare è CI SCUSIAMO PER IL DISAGIO. Sentendo questa storia pensavo però a quando hai la sfortuna che ti beccano senza biglietto e mi chiedo perchè per una volta non accetti anche le mie di scuse? Costo altissimo servizio pessimo, poi in compenso sentiamo sempre più spesso che le ferrovie sono in rosso ci sono pochi addetti perchè siano sempre più sicuri e il livello di qualità e efficeza cresca, ma dall’altra sentimo in compenso che aumentano i manager con stipendi da favola. Sono sicuro che se avessi la possibilità di averceli davanti queste persone dalle domande che gli vorrei fare non saprei da dove iniziare, è allora per finire con una rima mi viene da dire che è meglio che si mettano a lavorare. CIAO
