Archivio per ottobre, 2006

Piccoli pensieri…

Pubblicato: 24 ottobre 2006 da massitutor in asfalto fuoriporta, assistenti sociali, rielaborazione

piccoli_pensieriE’ una mattina grigia, le nuvole sembrano coprire le montagne, dopo una notte di incessante pioggia. C’è silenzio… anche il mio cuore, in silenzio, sta urlando. Urla contro chi, non per volontà ma per lavoro, entra nella tua vita, si fa garante del tuo disagio. Urla contro quelle persone a  cui cerchi di chiedere aiuto… a cui affidi i tuoi sentimenti, le tue paure le tue insicurezze, le tue gioe… raramente gioscono insieme a te. Per molti di loro tu sei solo un nome come un altro, un pezzo del loro lavoro, una persona qualunque, la tua storia una come le altre. E più ti fai sentire, più urli ad alta voce il tuo disagio… più sei una scocciatura. Le parole si sprecano… tu speri, aspetti delle risposte, ma… senti il solito bla, bla, bla, discorsi già fatti, già sentiti, già vissuti.
La finestra è aperta, l’aria frizzante è profumata di montagna… piano piano arriva il freddo, respiro prfondamente…. l’urlo si attenua. Il mio bimbo pretende la mia attenzione, mi stringe forte un braccio, mi gira con le manine la faccia… "mamma". In questo momento il suo mondo sono io. Le vere gioe si nutrono delle piccole cose.
Mi chiedo, come mai i servizi sociali spesso peccano di onnipotenza, lo so, questa è la mia esperienza… fanno finta di ascoltarti quando chiedi loro aiuto… ma arrivano solamente quando tutto ti è sfuggito di mano… aspettano che crolli, per prendersi la tua vita nelle loro mani. Per riaverla devi lottare… e poi lottare… e poi lottare, e non sempre ce la fai. Io non mi arrenderò mai. Mai li ho sentiti ammettere che forse hanno sbagliato, perchè le persone hanno un loro volto e una storia, non si può fare un gran fascio e lavorare con  tutti nel solito modo.
Dopo tanti anni sono arrivata alla conclusione che tra voi, assistenti sociali, è raro trovare qualcuno che è interessato veramente agli altri e alle loro difficoltà, il vostro interesse è solo dimostrare che state lavorando, il vostro  interesse è "salvare il vostro culo", non salvarlo a chi ne ha bisogno e ve lo chiede. Se non sentite veramente quello che fate, se non vi procura gioia aiutare gli altri, avete sbagliato lavoro. E se qualcuno, durante il proprio percorso, ne ha trovato uno, per sua fortuna, competente e generoso di cuore, non se lo lasci sfuggire… i miei sono dei piccoli pensieri di fronte ad una grande realtà!
Anche il cielo ha ricominciato a "piangere".

ciao Fausto

Pubblicato: 23 ottobre 2006 da massitutor in amicizia, laboratorio, morte

Fausto e JackVoglio salutarti anche dal blog come se ancora fossi qui.
Scriverti da questa realtà virtuale che tanto ti ha affascinato e che hai contribuito a far crescer.
Conoscerti è stato un piacere.

Grazie

Non confondiamo fischi per fiaschi

Pubblicato: 20 ottobre 2006 da massitutor in Uncategorized

Come al solito tocca a me mettere un po le cose a post "sto pazzian".
Primo il micro credito mi sta pure bene viene usato per dare un’opportunità alle persone molto povere, E GUAI SE NON CI FOSSE.
Ma sono totalmente in disaccordo con chi con 50 cent permette ad un’altra persona di andare a fare certe cose che non sto qui a spiegare.
Tu mi dirai e per fame, ma quale fame… li a bologna l’unica cosa che non manca e da mangiare e il lavoro. Ci sono decine di posti dove andare a mangiare,ed io ne sono testimone,e devo dire che non si mangia neanche tanto male.
Addiritura la sera in stazione in orari particolari vengono decine di associazioni a portarci del cibo e delle bevande…

Allora non mi dire stronzate del microcredito del caz…
E se vuoi dare una mano a una persona insegnagli a come comportarsi per poter vivere ed essere una persona stimata.
Prima che i tuoi 50 centesimi del ca…
lo facciano andare dove non dovrebbe andare…
Ma guarda tu che imbecilli ci sono a quetso mondo, e poi dicono che uno si butta a sinistra "battute del grande totò".

Micro mini credito

Pubblicato: 19 ottobre 2006 da massitutor in amicizia, operatori dispari

visoNon so se sapete la faccenda del micro credito nei paesi in via di sviluppo: è partito in Bangladesh per la Generazione di reddito e formazione professionale per settori femminili in ambito rurale, da una geniale intuizione di Muhammad Yunus, che ha fondato in Bangladesh, nel 1976, la Grameen Bank.
Beh qui in via del Porto applichiamo il micro credito in modo molto più casereccio. E’ il racconto di un incontro: c’è un ragazzo qui, Peter, che ormai è diventato un amico, frequenta l’internet point del laboratorio di informatica, viene dall’est europeo ed è un esperto di computer. Ha un bell’aspetto Peter ed ha molta voglia di fare, di uscire da questa situazione di strada e di dipendenza nella quale si trova oggi. Anche se a vederlo non lo diresti: è giovane, pulito e ordinato, parla bene l’italiano… ha studiato Peter e gli piace stare a Bologna.
Peter sa stare al suo posto e sa cosa può chiedere e cosa no. Qualche giorno fa timidamente mi ha chiesto 50 centesimi in prestito per andare a fare la spesa. La spesa con 50 cent?! Già perchè, mi spiega che gli servono per comprare uno yogurt e già che è lì si riempie le tasche di quello che può, che è poi la vera spesa. L’acquisto dello yogurt dunque è semplicemente strumentale, ma va bene così.
La mattina successiva mi saluta con i miei 50 centesimi in mano, io li prendo incredulo e sorpreso: è una cosa che capita raramente questa! mi ringrazia e passiamo parte della giornata assieme. Alla sera mentre chiudiamo il laboratorio Peter mi avvicina e mi fa la stessa richiesta del giorno prima, per lo stesso motivo! Geniale! Dunque abbiamo dimostrato che il micro credito funziona e come qui in via del Porto! Il debito viene pagato sicuro e in tempi velocissimi. Inoltre ci sta anche un po’ di interesse: infatti Peter è anche generoso e offre sempre, quando può, cioccolata, sigarette, bibite.
Tanti auguri Peter per il tuo futuro, che è ancora grande perchè sei giovane e forte. Oggi mi ha già ridato i 50 centesimi di ieri, ma questa sera conto di ri-prestarglieli di nuovo anche se non me li chiede e mi piace pensare che questa moneta rimarrà così sospesa per chissà quanto.

Il disegno è di Paolo Armitano

Mio amore che ti ho perso perché mi sono sperduto in un tramonto troppo acceso che ha bruciato tutte le mie tappe. Grande amore ti ho lasciato per non farti portare il peso delle mie sofferenze, perchè volevo solo la tua felicità. Mio unico e solo amore di questa vita mia cosi perfetta e poi chissà dov’è finita. Adesso che apro gl’occhi solo adesso mi rendo conto che ti ho persa già da tanto. Oramai il tempo che è passato a seppellito ogni nostro gesto o passo fatto insieme terminando quello che era già finito. Cosa mi rimane di te se sei solo un ricordo. Quando si è giovani non si può vivere solo di ricordi. Sorriderai ancora grande amore non ti scorderò in questa notte fonda e buia come questa tenera anima che ti chiama ancora. Ti cerco ancora come l’acqua di sorgiva e il pane caldo del mattino. Un solo istante con te riempirebbe questo infinito vuoto che ho dentro di me. Ma tremo solo all’idea che tutto finisca anche stavolta. Ma darei ancora mille volte la mia vita per un solo istante con te. Non mi rimane che consolarmi con queste poche parole cosi vuote senza di te. Che riempivi ogni istante. Vorrei magari solo sapere se sei felice con chi ha rubato il posto mio. Vorrei solo sapere se ami ancora come amavi me. Vorrei solo te amore mio. Ma so che non tornerai mai più.

Pensando a Dario…

Pubblicato: 18 ottobre 2006 da massitutor in amicizia, asfalto fuoriporta, droga, laboratorio, lavoro

Non so se mi sbaglio… In un commento mi avevi scritto una cosa tipo "…Beata te che hai dei tempi di ripresa allucinanti…". Mi chiedevo… Ma chi è Dario? Forse lui di ricorda di me e io no di lui? A Bologna conosco buona parte delle persone che frequentano la strada i dormitori insomma certe realtà. E poi sono facilmente individuabile nel "gruppo", sono toscana, in molti mi identificano come la Toscana, la Tosca.
Chissà, forse è un pensiero solo mio, forse Dario in realtà non si ricorda, ha solo espresso un pensiero. Ma chi è Dario… possibile che non riesca a ricordare? EURECA!!! Se la mia memoria visiva non mi inganna, dopo aver visto le foto dell’incontro del 12, mi sono detta "ecco Dario lo riconosco". Se è così Dario noi ci conosciamo fin dai primi tempi del mio vagabondaggio a Bologna, il nome coincide con i miei ricordi, l’essere bolognese anche se sei tu, caro Dario, ne hai fatta di strada, nel senso che quel che leggo dai post è un Dario cresciuto, diverso da quello che avevo conosciuto. Sono rimasta piacevolmente meravigliata. E che cazzo dobbiamo imparare a vedere anche i passi in avanti che facciamo, il nostro metro non è comparabile a quello dei "normali" ammesso che noi non lo siamo… e lo siamo!! La fatica è molta, lo sconforto a volte ce lo fa dimenticare magari una piccola cosa (che non è mai piccola) ci è costata molto, dobbiamo esserne consapevoli e continuare a lottare… così è la vita! Incontremo persone che minimizzeranno i nostri sforzi e il nostro lavoro ma noi dobbiamo guardare oltre. Dico queste cose a te, ma è come se le dicessi a me stessa. Quindi ringrazio Dario, e tutti i ragazzi di Asfalto, perchè inconsapevolmente mi date un pò della forza che mi serve per andare avanti specialmente adesso che sono lontana da Bologna, dal mio lavoro, e da quelle poche sicurezze che mi ero creata. Scritto il post uscirò, anche Sondrio ha le sue reatà e le voglio vivere anch’io!!! UN BACIO Stefania.

PS: non ho condiviso il commento di Diego, una delle colonne portani di via del Porto,  che ha scritto nello  Spettro,  riguardo al  post di Maso su Asfalto. Diceva, più o meno così "Chi arriva tra i primi tre (all’incontro del 12) riceverà in omaggio una pallina di roba o coca". Conoscendo Diego, e stimandolo, personalmente l’ho letta come una battuta ma l’unica risposta che ha ricevuto è stata  proprio azzeccata  "Arriverò+tardi"

Rassegnato!

Pubblicato: 17 ottobre 2006 da massitutor in droga, lavoro

darioPensavo di aver fatto passi da gigante, invece mi rendo conto di essere dal punto di partenza. E’ un periodo positivo dove per scelta mia ho intrapreso la strada del NO DRAGA! ma oltre alla fatica di stare lontano dalle sostanze, si aggiungono problematiche di ogni genere, dove prendere residenza, trovare un lavoro e mantenerlo senza ricadere in sostanze per riuscire a tenere i ritmi di quella vita da me sconosciuta, confrontarsi con i tuoi familiari, amici, colleghi, sono tutte cose che fanno parte di ogni giorno ma per uno che non le ha mai fatte per via della vita che faceva sono ostacoli inmensi. A volte mi rassegno e non vorrei, anzi, ho il terrore di ritornare al punto di partenza pensando di non riuscire ad affrontare il quotidiano.
 
MI sento poco seguito, è proprio vero nella vita ti devi arrangiare è difficile trovare aiuti istantanei per risolvere i tuoi problemi.

L'amore a volte non basta!

Pubblicato: 16 ottobre 2006 da massitutor in asfalto fuoriporta, assistenti sociali, droga, famiglia

piccoli_pensieriVolevo raccontarvi la storia di una donna che ho conosciuto diversi anni fa "fatemi pensare Cristian", il mio secondo bimbo, aveva circa un anno quindi all’incirca 11 anni fa. A causa dei problemi con cui coinvivo  da sempre, non parlo solo della roba, ma anche delle incomprensioni con la mia famiglia, che all’epoca non accettava il padre dei miei figli, la mancanza di un lavoro e di conseguenza anche di soldi e soprattutto di una casa "possiamo dire i soliti problemi di sempre". Tormentavo i servizi sociali per avere un posto mio, in cui crescere in serenità i miei figli. Ma dai servizi non c’era ombra di aiuto. All’ennesimo litigio davanti ai bimbi, ho preso, come si dice, baracca e burattini, nel mio caso eravamo solo io e loro (Manuel e Cristian), e me ne sono andata; come dice Kerouac, crescendo smettiamo di credere che tutto quel che accade sotto al tetto paterno, e ci incamminiamo, rabbrividendo, lungo il cammino  della vita, e capiamo ben presto di essere sfiniti e infelici e poveri e ciechi e nudi. Durante il "cammino" facciamo però incontri che difficilmente scordiamo leggendo il post di Laertetranquillo, mi è tornata alla mente la donna che vi parlavo all’inizio del post, una mamma che ho incontrato agli Innocenti di Firenze, una struttura che ospita madri sole con problemi, dove i servizi mi hanno trovato un posto, dopo tre giorni di vagabondaggio! Qui ho incontrato molte mamme speciali, tante storie difficili, ma una in particolare mi è rimasta nel cuore, Era ospite della struttura una mamma con una bimba  nata da poco, Quanita. Lei era così dolce con la sua bimba che mi incatavo a guardarla, la sua pazienza era infinita. Aveva un’altra bimba più grande, che viveva con la zia: la mamma in questione aveva problemi di tossicodipendenza. Parlava solo delle sue principesse, il suo desiderio era di vivere insieme a loro. Abbiamo pianto e gioito, abbiamo trascorso insieme momenti molto intensi gli conservo nel mio cuore. Purtroppo, anche se il suo amore era tale che difficilmente l’ho incontrato in seguito, lei non ce l’ha fatta! Ha lasciato la sua Quanita lì con noi, ed è tornata in strada. Qualche volta l’ho rincontrata, il suo dolore era immenso, pari al suo amore era sempre sconvolta, si sconvolgeva per anestetizzare il suo star male si sconvolgeva così tanto che un giorno è morta. Quanita è stata adottata da una famiglia. Non si chiamava più Quanita si chiamava Francesca. Quando Cristian frequentava gli incontri per passare a comunione, nel gruppo c’era una bimba, riccia, scura di carnagione, tanto riccia Francesca ho capito subito che era lei, la sorpresa e l’emozione sono stati immensi. Ma non ho potuto parlale di quella mamma che la amava come niente al mondo una donna speciale un’artista, una pittrice, di cui conservo ancora dopo tanti anni un sasso dipinto da lei con un tramonto, un sasso che ancora pesa nello stomaco. Non sempre le cose vanno come dovrebbero la sensibilità gioca brutti scherzi. L’amore a volte non basta!

La mia Bologna

Pubblicato: 16 ottobre 2006 da massitutor in amicizia, felicità, pensieri in libertà

Come voi ben sapete, sono un disagiato nativo di Bologna, dopo tanti anni di strada sono stato convito da ragazzi del mio quartiere a ritornare a frequentare lo stadio, e così ho accettato, un po per non stare sempre in stazione e posti analoghi del tossicodipendente e nello stesso tempo ritornare a frequentare i vecchi amici uscendo così dalla solitudine che la droga ti porta.
E’ inutile che vi dica che sono tifoso del bologna e la partita in questione che mi ha fatto riavvicinare alla curva è BOLOGNA MODENA dove abbiamo vinto 2-0.
Detto questo non pensavo che bastasse così poco (lucidità mentale) ad essere visto sotto un altro aspetto e accolto diversamente di quando facevo uso.
Non so se gli amici leggeranno questo blog ma non posso non ringraziarli, e li saluto con un FORZA BOLOGNA !!!

gigante-arbolIn questi giorni ho pensato molto a quello che dovevo scrivere in risposta al colpo che ho ricevuto guardando quello che mi avete scritto riguardo alla giornata passata giovedi, mi riferisco a massimiliano, massimo de laurentis, e dario monetti. Mi ricordo bene di massimiliano e massimo de laurentis, un po meno di dario ma spero che presto possa conoscerlo di persona. Mi ricordo molto bene dei ragazzi di via del porto, anch’io sono uno di loro, e mi ricordo molto bene delle sofferenze che ogni giorno sono costretti ad attraversare per poter sopravvivere. La droga è una brutta cosa, pochi giorni fa un mio cugino sposato con due figlie è stato arrestato a padova per rapina,quante volte l’ho abbiamo aiutato aveva un’attività e adesso solo un mucchio di debiti e infine il carcere. Non ho nessuna compassione per chi fa uso di droga avendo una famiglia da portare avanti, potrei capire la scappatella ogni tanto ma lui è andato davvero lontano. Capisco anche chi ruba per portare una famiglia avanti, ma chi lo fa per la droga no. Preferisco chi lascia tutto e vive di quello che trova piuttosto che rubare. Comunque anche se ha sbagliato lo perdoniamo e gli diamo una mano. Ci sono cose nella vita più importanti di una stupida polvere. Ci sono persone che hanno bisogno di noi e non possiamo deluderle, ci sono cose che ad un certo punto vanno fatte, e bisogna usare tutto quello che si ha per farle. Non dobbiamo abbatterci se siamo diventati l’ultima ruota del carro, possiamo anche diventare la prima ruota del carro, ma per farlo abbiamo bisogno di tutte le nostre energie, e per prima cosa dobbiamo tentare di uscire dal baratro dove la droga ci ha spinti. Dobbiamo cercare di dominare le nostre emozioni,dobbiamo insistere e ancora insistere, fin quando non ci riusciamo.
Se durante il cammino cadiamo, allora dobbiamo rialzarci, e se cadiamo di nuovo dobbiamo rialzarci sempre e comunque, perchè verrà un giorno in cui ci stuferemo di cadere e allora stare in piedi per noi sarà la scelta migliore, la scelta che avevamo da tempo nel nostro cuore coltivato.
La sofferenza è molto grande, il cammino è duro. Ma l’unica cura per smettere la sa ognuno di noi nel suo cuore in fondo alla sua anima già sa come deve fare per uscire dal suo stesso errore.
Il riconoscere di essere nell’errore, non è una condanna ma solo un atto di grande coraggio che ci renderà più onesti nei confronti di noi stessi e del prossimo. La droga è solo una nostra debolezza, e vi assicuro che è una delle debolezze più stupide che ci siano, in confronto alle tante catastrofi che ci sono in questo mondo. L’errore più gramde e che oltre alla droga si facciano sbagli ancora più pesanti.
Allora dimostrate che siete delle persone che hanno voglia di vivere, dimostrate che avete voglia di cambiare, siate gentili fra di voi e aiutatevi, la nostra forza e aiutarci l’uno con l’altro, non abbiate paura di cambiare, se siete in buona  fede quando avrete bisogno di aiuto troverete sempre qualcuno che vi tende una mano.
Scusatemi se mi permeto di dire certe cose forse non sono all’altezza di dirle. Ma le sento davvero. Vostro faterno amico peppe.