Archivio per ottobre, 2006

Saluto asfalto e la rete.

Pubblicato: 26 ottobre 2006 da massitutor in Uncategorized

Vorrei salutare tutti i ragazzi del blog Massimiliano, Massimo Moretti e tutti gli altri gli operatori. Siete grandi ragazzi forza mettetecela tutta pretendete soprattutto da voi stessi che le cose cambiano, viviamo tempi difficili dove anche essere una persona normale costa sudore e fatica ma non mancano mai le grandi soddisfazioni soprattutto per uno che è uscito da un’incubo.
La vita vi sorride sempre ogni giorno comunque. Avete tutti nessuno escluso i mezzi necessari per cambiare ed essere delle persone migliori allora fatelo più presto possibile.
Spero che con i miei pochi post abbia aiutato qualcuno a capire più chiaramente per il resto non c’è niente da dire.
Vi assicuro che la vita è bellissima dolcissima e non ha confini. Pregherò sempre per voi e se potete fatelo anche voi stessi perchè dio e li che ci ascolta e se uno gli chiede aiuto sincero lui lo ascolta e lo aiuta sempre sempre come ha fatto con me.
Appena potrò passerò per Bologna vorrei per la prima volta tornarci da uomo libero e finalmente potro viverla e conoscere tante ragazze bolognesi che sono proprio molto ma molto belle.
Vi ho scritto tutto questo per dirvi che non scriverò più sul blog perchè ho troppe cose da fare e non mi sento più all’altezza di farlo. Ma sappiate che vi sono sempre vicino. Un saluto un abbraccio vostri fraterno amico Peppe.

Rai 3 incontra Asfalto

Pubblicato: 25 ottobre 2006 da massitutor in laboratorio, rielaborazione, televisione, tutto cominciò così

rai picture005Lunedì 23. 10. 2006 al laboratorio informatico di via del porto, è venuta la trupp, di Rai 3, questo mi fa molto piacere, perché è comunque una testimonianza che noi ci siamo. E non siamo solo quelli che rubano lo stereo in macchina, che assillano le persone per dei soldi, quelli che entriamo negli autobus per rubare i portafogli. Ora non so se queste cose sono state fatte da noi del gruppo  ma ciò non mi interessa, quello che conta è il messaggio che diamo di noi, in una società, che non fa altro che metterci bastoni tra le ruote, che ci preferisce chiusi in un mega ghetto, il più lontano possibile, in modo che non ci si veda proprio. Questo rende il nostro compito difficile come scalare un’immensa montagna, senza attrezzi ma con mani nude, ma noi ci proviamo lo stesso, scivolando, sotto l’indifferenza, l’ipocrisia  del perbenismo del sistema, contro il solito stronzone di politico di turno, che ci rende la vita difficile, contro la burocrazia, che serpeggia sempre più in palazzi e palazzini, in uffici e in ufficetti, e tutto un universo di merda. rai picture006
Purtroppo siamo costretti a lottare ogni giorno, subendo ogni giorno, ma continuare lo stesso è il nostro credo, perché noi sappiamo per cosa lottiamo: le ferite impresse sulle braccia, inferte dalla droga, questo ci spinge. La solitudine, la voglia di farla sparire, così come l’indifferenza, l’ignoranza, questi sono i mostri da combattere. Che alla gente piaccia o no, noi andremo avanti perché noi lottiamo per noi stessi e per la nostra affermazione in questa società. Non posso credere che in questo mondo ci sia solo squallore e tristezza, per poco che valga combatteremo per quel poco che c’è di buono.

La vita

Pubblicato: 25 ottobre 2006 da massitutor in asfalto fuoriporta, assistenti sociali

gigante-arbolL’animo umano e inquieto. Sentiamo spesso il bisogno di fare cose oltre le nostre reali possibilità. Uno psicologo, esamina, descrive, e se può cura tante deformazioni della mente, a volte si tratta di casi di vera malattia mentale, e li tante volte c’è poco da fare. Ma veniamo a noi poveri mortali che abbiamo problematiche normali. Non abbiamo certo bisogno dell’introspezione se non quella che ognuno fa con la propria coscenza se uno c’è la la coscenza. Forse abbiamo solamnete bisogno di essere amati ascoltati nutriti della stessa sostanza che ci tiene in vita l’amore di una madre di un figlio di un padre. Quando per motivi assurdi ed a noi inconcepibili queste cose vengono a mancare cosa bisogna fare come bisogna affrontare la realtà. Io penso che possiamo affrontrala nel loro ricordo nelle cose che ci hanno dato l’amore. Il sorriso di un bambino quanta forza può dare, l’abbraccio di una madre  o di un papà quanto amore può dare… tanto tanto infinitamente tanto. Un assistente sociale fin dove può aiutarci nel risolvere problemi cosi grandi, lui stesso ha delle difficoltà nel capire il caso specifico, e poi ne avrà i mezzi, saprà come muoversi lui a chi chiederà le cose che noi vorremmo per risolvere il nostro stato di disagio nel quale siamo inciampati. I bambini sono un dono del cielo per noi, senza non camperemmo manco 30 anni… Capite che responsabilità hanno gli esseri umani nei confronti di creaturine  cosi indifese. I bambini hanno bisogno di una casa, un posto dove poter vivere e giocare un posto dove poter esprimere i loro anni in tutta la loro straordinaria grandezza ed energia. Come mi sento impotente di fronte all’impossibilità di non poter fare qualcosa, allora mi rivolgo a chi questo qualcosa può farlo avendone i mezzi necessari, aiutate i bambini e le madri e anche i papà, aiutate i genitori a far crescere i loro figli in ambienti più sereni e tranquilli, i bambini la famiglia sono il nostro futuro, ma soprattutto il nostro presente ora adesso.

Piccoli pensieri…

Pubblicato: 24 ottobre 2006 da massitutor in asfalto fuoriporta, assistenti sociali, rielaborazione

piccoli_pensieriE’ una mattina grigia, le nuvole sembrano coprire le montagne, dopo una notte di incessante pioggia. C’è silenzio… anche il mio cuore, in silenzio, sta urlando. Urla contro chi, non per volontà ma per lavoro, entra nella tua vita, si fa garante del tuo disagio. Urla contro quelle persone a  cui cerchi di chiedere aiuto… a cui affidi i tuoi sentimenti, le tue paure le tue insicurezze, le tue gioe… raramente gioscono insieme a te. Per molti di loro tu sei solo un nome come un altro, un pezzo del loro lavoro, una persona qualunque, la tua storia una come le altre. E più ti fai sentire, più urli ad alta voce il tuo disagio… più sei una scocciatura. Le parole si sprecano… tu speri, aspetti delle risposte, ma… senti il solito bla, bla, bla, discorsi già fatti, già sentiti, già vissuti.
La finestra è aperta, l’aria frizzante è profumata di montagna… piano piano arriva il freddo, respiro prfondamente…. l’urlo si attenua. Il mio bimbo pretende la mia attenzione, mi stringe forte un braccio, mi gira con le manine la faccia… "mamma". In questo momento il suo mondo sono io. Le vere gioe si nutrono delle piccole cose.
Mi chiedo, come mai i servizi sociali spesso peccano di onnipotenza, lo so, questa è la mia esperienza… fanno finta di ascoltarti quando chiedi loro aiuto… ma arrivano solamente quando tutto ti è sfuggito di mano… aspettano che crolli, per prendersi la tua vita nelle loro mani. Per riaverla devi lottare… e poi lottare… e poi lottare, e non sempre ce la fai. Io non mi arrenderò mai. Mai li ho sentiti ammettere che forse hanno sbagliato, perchè le persone hanno un loro volto e una storia, non si può fare un gran fascio e lavorare con  tutti nel solito modo.
Dopo tanti anni sono arrivata alla conclusione che tra voi, assistenti sociali, è raro trovare qualcuno che è interessato veramente agli altri e alle loro difficoltà, il vostro interesse è solo dimostrare che state lavorando, il vostro  interesse è "salvare il vostro culo", non salvarlo a chi ne ha bisogno e ve lo chiede. Se non sentite veramente quello che fate, se non vi procura gioia aiutare gli altri, avete sbagliato lavoro. E se qualcuno, durante il proprio percorso, ne ha trovato uno, per sua fortuna, competente e generoso di cuore, non se lo lasci sfuggire… i miei sono dei piccoli pensieri di fronte ad una grande realtà!
Anche il cielo ha ricominciato a "piangere".

ciao Fausto

Pubblicato: 23 ottobre 2006 da massitutor in amicizia, laboratorio, morte

Fausto e JackVoglio salutarti anche dal blog come se ancora fossi qui.
Scriverti da questa realtà virtuale che tanto ti ha affascinato e che hai contribuito a far crescer.
Conoscerti è stato un piacere.

Grazie

Non confondiamo fischi per fiaschi

Pubblicato: 20 ottobre 2006 da massitutor in Uncategorized

Come al solito tocca a me mettere un po le cose a post "sto pazzian".
Primo il micro credito mi sta pure bene viene usato per dare un’opportunità alle persone molto povere, E GUAI SE NON CI FOSSE.
Ma sono totalmente in disaccordo con chi con 50 cent permette ad un’altra persona di andare a fare certe cose che non sto qui a spiegare.
Tu mi dirai e per fame, ma quale fame… li a bologna l’unica cosa che non manca e da mangiare e il lavoro. Ci sono decine di posti dove andare a mangiare,ed io ne sono testimone,e devo dire che non si mangia neanche tanto male.
Addiritura la sera in stazione in orari particolari vengono decine di associazioni a portarci del cibo e delle bevande…

Allora non mi dire stronzate del microcredito del caz…
E se vuoi dare una mano a una persona insegnagli a come comportarsi per poter vivere ed essere una persona stimata.
Prima che i tuoi 50 centesimi del ca…
lo facciano andare dove non dovrebbe andare…
Ma guarda tu che imbecilli ci sono a quetso mondo, e poi dicono che uno si butta a sinistra "battute del grande totò".

Micro mini credito

Pubblicato: 19 ottobre 2006 da massitutor in amicizia, operatori dispari

visoNon so se sapete la faccenda del micro credito nei paesi in via di sviluppo: è partito in Bangladesh per la Generazione di reddito e formazione professionale per settori femminili in ambito rurale, da una geniale intuizione di Muhammad Yunus, che ha fondato in Bangladesh, nel 1976, la Grameen Bank.
Beh qui in via del Porto applichiamo il micro credito in modo molto più casereccio. E’ il racconto di un incontro: c’è un ragazzo qui, Peter, che ormai è diventato un amico, frequenta l’internet point del laboratorio di informatica, viene dall’est europeo ed è un esperto di computer. Ha un bell’aspetto Peter ed ha molta voglia di fare, di uscire da questa situazione di strada e di dipendenza nella quale si trova oggi. Anche se a vederlo non lo diresti: è giovane, pulito e ordinato, parla bene l’italiano… ha studiato Peter e gli piace stare a Bologna.
Peter sa stare al suo posto e sa cosa può chiedere e cosa no. Qualche giorno fa timidamente mi ha chiesto 50 centesimi in prestito per andare a fare la spesa. La spesa con 50 cent?! Già perchè, mi spiega che gli servono per comprare uno yogurt e già che è lì si riempie le tasche di quello che può, che è poi la vera spesa. L’acquisto dello yogurt dunque è semplicemente strumentale, ma va bene così.
La mattina successiva mi saluta con i miei 50 centesimi in mano, io li prendo incredulo e sorpreso: è una cosa che capita raramente questa! mi ringrazia e passiamo parte della giornata assieme. Alla sera mentre chiudiamo il laboratorio Peter mi avvicina e mi fa la stessa richiesta del giorno prima, per lo stesso motivo! Geniale! Dunque abbiamo dimostrato che il micro credito funziona e come qui in via del Porto! Il debito viene pagato sicuro e in tempi velocissimi. Inoltre ci sta anche un po’ di interesse: infatti Peter è anche generoso e offre sempre, quando può, cioccolata, sigarette, bibite.
Tanti auguri Peter per il tuo futuro, che è ancora grande perchè sei giovane e forte. Oggi mi ha già ridato i 50 centesimi di ieri, ma questa sera conto di ri-prestarglieli di nuovo anche se non me li chiede e mi piace pensare che questa moneta rimarrà così sospesa per chissà quanto.

Il disegno è di Paolo Armitano