Archivio per febbraio, 2007

Remember… ricordo

Pubblicato: 20 febbraio 2007 da massitutor in amicizia, droga, laboratorio

Remember_ricordoSpero di non annoiarvi ma oggi volevo fare un remenbar (remember), non so forse è un periodo positivo che ne voglio far partecipe più gente possibile. Mentre stavo parlando con un amico sul come ero diventato un senza fissa dimora, ripensavo anche del perchè ero arrivato a questo. Con i miei pensieri ero tornato a 22 anni fa, cioè come era bella la vita senza la droga o almeno quella pesante, talmente pesante che purtroppo la mia vita stava cambiando in un modo che mai avrei immaginato. Infatti prima che conoscessi l’eroina la vita era molto spensierata con vista in positiva, avevo voglia di fare tante cose, invece tutto è cambiato adirittura anche per quello che riguarda le ragazze del resto tutta la voglia che prima avevo nel cercare un confronto con l’altro sesso molto sta scemando e credo che l’eroina abbia influito molto a livello psicologico. Del resto quando hai la roba in testa sei talmente preso da te stesso che non ti frega più niente di nessuno. In tutti questi anni oltre ad aver buttato al vento tanti soldi, affetti, opportunità di lavoro e amicizie ero arrivato al punto che ogni volta che mi capitava di andare a letto con una donna prima mi dovevo "fare" perchè cosi avevo per tante ore il pene sempre duro in modo che la donna godesse all’infinito, pur sapendo che io per tutto il tempo io non avrei sentito il minimo piacere perchè ti annulla, ma davanti a loro passare per stallone infaticabile a me bastava, anzi mi dava tanta importanza. Adesso che è un po’ di tempo che non uso più eroina parlando dei miei vissuti con le donne ripensavo a quella volta che ero a casa della mia donna, stavo malissimo ero in astinenza lei aveva capito però mi ha voluto umiliare per cercare di farmi capire che a lei non interessava la durata o quanti orgasmi avrebbe avuto facendo l’amore in quel modo che con l’amore e il volersi bene non c’entra niente, sedendosi davanti a me e senza mutande dicendomi che aveva voglia di fare l’amore, ma io davanti a me in quel momento volevo vedere il più presto possibile una siringa piena e subito me ne sono andato. Pensando adesso mi viene da dire solo "PAZZESCO". Mi chiedo fino a che punto ti cambia per arrivare a scartare una donna prima di iniettarti quella schifezza.
Pensavo alla casa che mia MAMMA morendo mi aveva lasciato ma che avendo solamente la roba in testa non sono riuscito a prendermi una sola responsabilità, perchè anche drogandomi ho avuto la forza di lavorare quasi sempre mantenendomi però solo per farmi senza mai mettere da parte un soldo per pagarmi bollette, mangiare, vestirmi. Insomma per cose giuste, invece le bollette si sono ammucchiate fino al punto che i miei fratelli hanno dovuto affittare ad altri la casa dove abitavo e così mi sono ritrovato senza neanche più un tetto. In quel momento e soprattutto in quello stato, subito ho preso la via più semplice incolpando gli altri del resto come ho sempre fatto, e, come ho detto prima, prendersi responsabilità non fa parte di un tossicodipendente perchè è veramente difficile guardare oltre te stesso. Invece parlandone adesso a mente lucida la colpa delle mie disavventure è solamente mia. E’ per non essere troppo lungo voglio finire spendendo due parole per quello che mi riguarda sul centro diurno, o meglio sulla grande possibilità che gli operatori mi hanno dato nel farmi fare la borsa lavoro. Infatti oltre ad imparare il computer che ogni giorno che passa mi invoglia sempre di più, mi voglio soffermare dell’importanza che ha per me il gruppo e degli operatori che ne fanno parte, dandomi la possibilità di parlare e confrontarmi spesso che per la personalità che ho è vitale. Per fare un esempio prima che venissi qua io ragionavo quasi sempre da solo per la difficoltà che ho avuto sempre nell’aprirmi: infatti avendo una brutta ferita alla gamba, e non parlandone mai con nessuno, davo per scontato che tutto si sarebbe risolto al meglio da solo, invece essendo nel gruppo ho sentito l’esigenza di parlarne con qualcuno fino ad arrivare fortunatamente a farmi convincere ad andare in ospedale a farmi vedere ed è stata la mia fortuna altrimenti si metteva male. Poi da quando sono quì ho ripreso a suonare la batteria sto facendo degli esperimenti molto divertenti a livello giornalistico come l’intervista alla stazione. Che dire sto bene. Finisco qua, spero di non avervi annoiato troppo, se invece lo è stato non lo scrivete,  Scherzo….CIAO

Ce l'hai una sigaretta?

Pubblicato: 20 febbraio 2007 da massitutor in droga, salute

sigaretta cubistaLa sigaretta, nella vita di strada, è molto più di una dipendenza, di un vizio portatore di un misero conforto: la sigaretta è una merce di scambio per le piccole cose e un bene simbolico attorno al quale si giocano relazioni ed amicizie. Sta appena al di sotto della moneta, la sigaretta, è la prima cosa che si offre o si chiede quando ci si conosce e un non fumatore è pericolosamente messo fuori da un circuito relazionale fragile e instabile, ma assolutamente codificato.
La sigaretta genericamente si fuma e basta no? Invece per strada, al Cantro diurno, la sigaretta è sottoposta a tantissime altre azioni: la sigaretta si regala, si scambia, si presta (!), si fuma insieme, si scrocca fuori. Se non fumi sei fuori insomma: rifiutare una sigaretta fumata insieme mentre si parla di assistenti sociali incapaci, piuttosto che di quell’infame dell’altra notte è un gesto di indipendenza visto di sbieco. Allo stesso tempo non si contano le liti e le risse che nascono attorno ad una sigaretta rifiutata o ad un "ultimo tiro" non lasciato.
Le persone vengono rigidamente classificate in base al fatto se sono persone "che offrono" o "che non offrono": se sei una persona "che offre" sicuramente godrai di un certo rispetto, ma non ti bastano due pacchetti da 20 fumandone appena una quindicina. Se sei uno "che non offre" ok, all’inizio sarà dura, ma se riesci a limitarti nel scroccare sigarette piano piano ci si dimentica di te e cerchi di fumarti le tue paglie più in solitaria che puoi. Per occultare il misero bottino c’è poi anche la tattica del doppio pacchetto: consiste nel tenere nascosto un pacchetto nuovo o comunque rifornito di sigarette scroccate ed averne sempre pronto uno "civetta" da esibire davanti alla fatidica domanda "Ce l’hai una sigaretta?" con dentro una o al massimo due paglie. Così da poter allargare le braccia e…l’altro capirà. Una via di mezzo per non negare del tutto una sigaretta è fare la scandalosa e promiscua proposta: "te ne lascio qualche tiro". Questa soluzione di compromesso è spesso delicata arma a doppio taglio per entrambe le parti: intanto non si sa mai se questa contro offerta significa lasciarne metà o un po’ meno e questo porta spesso a liti sulla valutazione di quanti tiri ne rimangono, inoltre non ti godi mai fino in fondo una paglia perchè l’altro è lì che aspetta e ti osserva. Dall’altra parte anche accettare o meno questa offerta è problematico: se dici di sì devi stare lì come un palo ad aspettare che l’altro si fumi beato la sua sigaretta, se dici di no può sembrare che ti schifa ciucciare dallo stesso filtro dell’altro e quindi, bene che vada, fai la figura del frocio.
Non tutte le paglie valgono allo stesso modo e la sigaretta scroccata là fuori, nel mondo reale, non vale certo meno di una comprata: anzi viene caricata di un valore aggiunto dato dallo sbattimento che uno si è fatto in giro per ottenerla, per cui scroccare una sigaretta per qualcuno ha un alto valore relazionale.
Un’altra variabile da mettere in relazione con la disponibilità di sigarette è la paga o la borsa lavoro che uno ha: quelli che abitualmente chiedono sigarette agli altri riescono praticamente a memorizzare in testa una vera e propria agenda di scadenze, per cui sanno qual’è il giorno di paga di almeno 7, 8 persone. Così da poter andare a chiedere a colpo sicuro.
Il bello di questo giro vorticoso di sigarette è che nessuno si sottrae del tutto a questo gioco, per cui in realtà non c’è nessuno che vince, che ottiene più sigarette! Per cui se ognuno si fumasse le sue ognuno fumerebbe sempre la stessa quantità! Ma vuoi mettere il gusto?!

ps: La domanda "ce l’hai una sigaretta?" è talmente un intercalare diffuso che c’è anche chi ci ha intitolato un
disco. sul quale è stato fatto poi uno spettacolo teatrale.

Bologna come Venezia

Pubblicato: 19 febbraio 2007 da massitutor in vagabond geoghaphic

vagabondBologna ha passato un periodo in cui era come Venezia cioè piena di canali navigabili che alcuni la collegavano fino al mare, vi sto parlando di un periodo che va dal medioevo fino ai primi dell’ottocento. Ultimamente alcuni sono stati riportati alla luce, c’è addirittura un’apertura in piazza Minghetti che scende di svariati metri nel sottosuolo, addirittura la sotto c’è un ponte di origine romanica. Sbucando poi in piazza San Martino ed è visitabile qualche volta al mese tempo permettendo. Io l’ho visitato e l’ho trovato molto suggestivo e pensare che Bologna ne è piena. In altri punti del centro città sono visibili altri tratti. C’erano anche svariati mulini che servivano a macinare il grano, onestamente non so se ce ne sono ancora ma credo di No.

Per saperne di più clicca qui.bologna_veneziaBologna Canale delle Maline Foto Paolo Rigi – Meridiana immagini

Il pronto soccorso di strada

Pubblicato: 16 febbraio 2007 da massitutor in operatori dispari, salute

Il manuale delle giovani marmotte di strada vol. 2

Il pronto soccorso di strada

Secoli fa accennavo di questo tizio che mi arriva chiedendomi dell’acido muriatico; non è indiano, penso io, quindi non credo debba sfigurare qualche moglie fedigrafa, così glielo do.
Imbeve di acido un pezzo di cotone e se lo poggia su uno degli ultimi tre denti rimastigli.
Cazzo sta facendo?
Un nuovo tipo di suicidio lento e doloroso?
Un fioretto?
Nah, una carie.
Vedo quel moncone sfrigolare; ovvio, i denti sono formati perlopiù da calcio e questo elemento a contatto con l’acido cloridrico si scioglie e rilascia anidride carbonica, il dente si dissolve fra mille bollicine. Effetto idrolitina nell’acqua.
In effetti però tutto questo ha un senso, se qualcosa ti duole rimuovilo subito, search and destroy, se non c’è più il dente non c’è più dolore, come cazzo ho fatto a non pensarci subito?
Qui si va oltre al vecchio metodo fumettistico del molare attaccato con del filo alla maniglia di una porta, siamo nel mondo della tecnologia e a paperopoli, si sa, l’acido muriatico non esiste.
Comunque, qui si va oltre a qualsiasi cosa, giacchè quando stai per strada non è che hai tempo da perdere per ospedali e medici che non si fanno mai i cazzi loro.
Specie ora che inseguendo l’american dream un’ambulanza costa una trentina di euro.
 
E allora vai col pronto soccorso di strada fai da te.
Già, ma voi che ve ne state comodi comodi fra le vostre lenzuola di seta vi siete mai chiesti quali siano le situazioni più comuni che richiedano interventi di questo tipo? Sicuro che no, quindi eccomi qui ancora una volta a gettare lumi.
Potremmo sorvolare sui problemi epatici, che a un fegato non puoi curare le lesioni con la vegetallumina, però va ricordata quella volta in cui ho conosciuto un tizio il quale asseriva che l’unico rimedio per contrastare gli effetti della cirrosi dopo aver bevuto tre cartoni di metanolo era tirare giù un cartone di latte. Io penso che più che da antagonista alla cirrosi il latte facesse lo yoghurt al vino, ma vaglielo a spiegare. La vecchia merdata del latte che disintossica. Tipo che se ti butti giù una pillola di cianuro e dopo ci bevi il latte dietro non muori. Ma vaffanculo, io fra l’altro odio il latte. Comunque è bello credere a qualcosa, tipo babbo natale od il coniglio pasquale; chi sono io per infrangere queste illusioni? In fin dei conti sono solo un umile operatore.
Il problema serio normalmente, oltre alle coltellate, sono i temutissimi fuori vena.
E’ facile dire che quando senti che lo stantuffo non va giù vuol dire che non hai beccato un cazzo di vena, che ti stai facendo intramuscolo e che basterebbe tirare via l’ago e riprovare, ma immagino che sia come dire a uno che si sta scopando una Naomi Campbell sterile "hey, quando vieni tira via il cazzo lo stesso". E’ impossibile.
Avete mai visto un morso di un serpente velenoso?
Io sì, in una puntata di texas walker, praticamente dal punto del morso si dipana tutta una cancrena che ti manda a puttane il braccio.
Ecco, un fuori vena è così. Soprattutto se ti fai un bel perone di miniax. Anche roba e coca però non scherzano. Praticamente ti rimane un bubbone con tutta la merda ferma in mezzo al muscolo che non si riassorbe. E si infetta.
Andare all’ospedale è una roba da froci. Perfino se hai un braccio o una mano delle dimensioni di un prosciutto.
Se stai in mezzo alla strada devi starci fino alla fine.
Vi sembrerà strano, ma il rimedio migliore per un fuori vena è il cotone idrofilo.
Sì perché se non ti esplode il braccio puoi sempre incidere il bubbone e fare una bella eruzione vesuviana di pus, dopo sei praticamente a posto e comincia il processo di guarigione. L’unica cosa è che ti rimane un cratere del diametro di una moneta e della profondità di mezzo indice.
Bisogna fare in modo che non si infetti, e qui entra in gioco il cotone idrofilo.
La tecnica è semplice: imbevi il cotone nel citrosil, ci riempi il cratere e ci applichi un bel cerotto. Punto. Se entro una settimana non ti viene il cancro al braccio sei a posto. Se succede, beh, cazzi tuoi, dio ci avrà ben dotato di arti doppi per qualcosa.
I problemi circolatori sono la seconda causa di decesso di questo complicato e fragile ecosistema sociale.
Cosa sono i problemi circolatori?
Beh, ne avrete sentito tutti parlare qualche volta, ma qui assumono un’importanza e dei livelli di picco particolarmente interessanti, tipo che anni e anni di pere bruciano e fottono tutto il sistema, a partire dai capillari fino alle vene ed arterie più grandi.
Ecco perché, fuori vena o meno, hanno tutti delle mani come quelle di bud spencer o degli avambracci come quelli di popeye o delle caviglie come quelle di valeria marini.
C’era un tizio che praticamente non aveva più le vene delle gambe; per una persona normale l’unica alternativa sarebbe stata l’amputazione, ma non dimentichiamo che paradossalmente per chi sta in strada la convivenza costante con patologie di questo tipo genera una resistenza alle medesime impossibile per altri. Si instaura una specie di rapporto simbiotico fra la persona ed il suo male, un po’come i pesci pagliaccio e gli anemoni.
Insomma, ‘sto tizio dal ginocchio in giù aveva un fittone di pietra e siccome faceva pure le croste lui se le lavava via con la polvere per sgrassare i lavandini. Pazzesco ma funzionava.
Le fratture.
Ma a che cazzo serve un gesso? Il gesso è un’invenzione per muovere l’economia, per l’appunto, del gesso.
E’ sorprendente vedere quanti sprechi vengano perpetrati dal servizio sanitario nazionale; queste cose le puoi imparare soltanto qui.
In fin dei conti si tratta di tenere un arto immobile, per cui che il materiale usato per questo scopo sia gesso, ferro, plastica, bitume, legno o quant’altro non fa una gran differenza.
Ecco perché qui al centro compriamo sempre un casino di bastoni per le scope ma senza le scope. Braccio rotto? Si divide in due un bastone della scopa e con un bel rotolo di scotch si ferma il tutto. Punto.

Il casino sono i collassi.
Normalmente un collasso in sé non è una gran cosa, diventi un po’ bianco, tremi un po’ e ti riprendi; alcuni addirittura si divertono a collassare per finta, tanto per mantenersi in allenamento.
Il casino, nei collassi, è cercare di farsi largo fra i vari a
spiranti dottor kildare che si assiepano attorno al collassato, ognuno con la sua presunta strategia di pronto soccorso. Il problema sta quindi nel salvare il collassato, o presunto tale, dai soccorritori stessi.
C’è chi gli slaccia i pantaloni, con il risultato che quasi sempre esce fuori il cazzo, chi pensa che vadano tenute le gambe in alto e chi invece la testa (e qui normalmente scatta la rissa per decidere su chi ha ragione), chi prova a ficcargli in bocca di tutto per evitare che si morda la lingua (mai visto nessuno mordersi la lingua), chi prova addirittura il massaggio cardiaco ignorando totalmente che praticando un massaggio cardiaco a cuore non completamente fermo si rischia il vero arresto cardiaco del soggetto.
Insomma, se non tiri fuori il tizio in tempo questo muore per i soccorsi.
Una volta a uno, dopo avergli tolto la cinghia gliel’hanno pure ficcata arrotolata a mò di tubo in bocca, pensando che così oltre a fare in modo che non si mordesse ‘sta cazzo di lingua gli si potesse fare pure la respirazione artificiale soffiandoci dentro. Questo mentre un altro tentava il famoso massaggio cardiaco e un altro ancora che gli tirava delle ceppe in faccia per farlo ribeccare. Non oso immaginare questa gente munita di defibrillatore cosa cazzo combinerebbe. Probabilmente lo userebbero su sé stessi per provare se sballa.
Insomma, la regola number one è: MAI collassare al centro diurno, boyz, se sentite che state per collassare andate su una via affollata, vi faranno sicuro il portafogli ma avrete indubbiamente migliori possibilità di cavarvela.
E con questo ho finito, alla prossima.
Yo!

I misteri di Palazzo Re Enzo

Pubblicato: 16 febbraio 2007 da massitutor in vagabond geoghaphic
vagabondIo che sono un Bolognese DOC, frequentando assiduamente Piazza Maggiore negli ultimi anni mi sono accorto di una cosa molto curiosa che probabilmente ad altri bolognesi come me è sfuggita. Si tratta del rivestimento di Palazzo Re Enzo nella facciata che dà sulla Piazza.Palazzo Re Enzo La facciata è rivestita di formelle di cm 50×50 circa, in arenaria, che a prima occhiata sono tutte uguali: cioè con al centro un fiore, guardandole meglio invece, anche se in minimi particolari, sono tutte e sottolineo tutte diverse. Io non me ne ero mai accorto e come penso tanti altri, ne sono quasi sicuro. Tornando alle formelle oltre a fiori di vario tipo ci sono: facce, leoni, aquile, ecc… La cosa mi ha molto entusiasmato pensando alla pazienza degli incisori di quel lontano medioevo, non credete anche voi? Alla prossima chicca ciao
Intanto cliccate QUI per farvi una cultura in pillole sugli altri palazzi di Bologna.

Week End a scrocco

Pubblicato: 16 febbraio 2007 da massitutor in week end a scrocco

week_scrocco2Buon week end a tutti i nostri lettori. La nostra rubrica per un fine settimana ricco pur essendo poveri. Puntuali come sempre. Questa settimana vi segnaliamo un’altra serie di appuntamenti, diversi ma da seguire.

1) Alla  biblioteca dell’Archiginnasio Quadriloggiato Superiore sito in via Galvani, 1 la fondazione casa di Anna Frank  di Amsterdam nell’ambito del progetto europeo "FREE CHOOOSE" organizza una mostra (…) che affronta, con efficaci presentazioni interattive, lo sviluppo di tematiche connessi a diritti umani, e alla tensione esistente fra la loro difesa e la salvaguardia del ruolo democratico della legge. La mostra è visitabile dal 29 gennaio al 17 febbraio 2007 dal lunedì al venerdì dalle ore 9.00 alle ore 18.45 sabato dalle ore 9.00 alle ore 13.45 con ingresso libero e gratuito.
2) per tutti gli amanti del carnevale,
Sganapino  compie 130 anni dalla fantasia del giovane burattinaio Augusto Galli mostra di "Burattini a Bologna". la mostra è visitabile dal 27 gennaio al 20 febbraio 07 dalle ore 9.00 alle ore 12.30 e dalle ore 15.30 alle 19.00 presso la sala mussale con ingresso libero quartiere Santo Stefano.
3) 
È accaduti in città. Mostra fotografica  visitabile dal 9 febbraio al 27 febbraio dal lunedì alla domenica dalle ore 10.00 alle ore 19.00 al Palazzo D’Accursio I Manica Lunga Piazza Maggiore, 6 con ingresso libero. Buon week end a tutti al prossimo appuntamento.

Schiavi della sigaretta

Pubblicato: 14 febbraio 2007 da massitutor in droga, salute

schiavi_sigarettaSonno circa 13 milioni gli italiani dai 15 anni in su, che fumano. Ma pari uno su due spera di smetter. Non è facile: alcuni studi hanno dimostrato che la NICOTINA presente nella sigaretta provoca fumatore una dipendenza forte quanto l’eroina. Prima cicca in un’età  compresa tra i 15 e i 16 anni. Ogni anno muoiono 80 mila persone per malattie dovuta al fumo.

L’identikit del fumo.
Somministrazione: spesso fumato.
Effetti: rilassante e psicostimolante. Smettere di fumare mette a volte di cattivo umore. La nicotina toglie l’appetito e migliora l’attenzione.
Modalità di azione: la nicotina aumenta la pressione arteriosa, accelera il ritmo cardiaco. L’effetto stimolante è dovuto alla sua azione su una piccola zona del cervello denominata locus coeruleus. Allo stesso tempo, agisce sull’ipotalamo, padrone del nostro appetito, e toglie leggermente la fame. Dal punto di vista di piacere, accresce la liberazione di dopamina.
In quanto tempo si diventa dipendente: dopo qualche pacchetto di sigarette.
Pericoli: un fumatore ha dieci volte in più la probabilità di avere un cancro ai polmoni, tre volte in più di avere un infarto. I rischi non provengono dalla nicotina, ma da alcuni dei 4.700 composti chimici presenti 60 di questi sono cancerogeni. Il fumo attivo rimane al principale causa prevenibile di malattia e mortalità nel nostro Paese, come in tutto il mondo occidentale.
La crisi di astinenza: l’organismo impiega circa tre giorni per disintossicarsi dal tabacco. Tuttavia, il disagio psicologico può portarre la crisi di astinenza anche per qualche settimana.
Prezzo: da 2,80 a 4,00 euro per un pacchetto di 20 sigarette.
Che cosa dice la legge in Italia?
Secondo il Regio Decreto n. 2316 del 24 dicembre 1934 i tabaccai italiani non possono vendere sigarette, sigari e tabacco ai minori di 16 anni. La Direttiva Europea n. 37 del 2001, ad esempi, impone alle case produttrici l’obbligo di esporre sui pacchetti slogan sulla pericolosità del fumo. Con la fine del 2004 in Italia, queste scritte dovrebbero essere accompagnate da fotografie che illustrano i danni del fumo sull’organismo. dal 13 gennaio del 2005 i restauranti, i bar, esercizi pubblici e gli uffici italiani dovranno adeguarsi alla nuova norma anti-fumo. Nel 1975, un responsabile di R.J. Reynolds, produttore delle Camel, invio questo messaggio a una sua collega: “I 14-24enni (…) rappresentano l’avvenire del business delle sigarette”. Alcuni studi hanno effettivamente rilevato che il fumatore resta fedele alla prima marca che a provato.
Tratto dalla Rivista Focus (2004)

Speriamo si cambi

Pubblicato: 14 febbraio 2007 da massitutor in civiltà

studenti india rutersCiao, volevo fare un piccolo commento su quello che è accaduto a Catania. Ma non volevo soffermarmi su quello che è successo perchè già il fiato sprecato su degli imbecilli è stato parecchio e sicuramente non se lo meritano, magari spero che la cella si riapra il più tardi possibile. Invece vorrei dire due parole al ministro dell’interno Amato, sperando che anche lui lo legga e dasse una risposta. Comunque il giorno dopo quello che è successo il ministro a rilasciato delle interviste che ho avuto la fortuna di leggere. In sostanza riguardavano le pene per chi commette sti atti di violenza, e sul campionato cioè se giocare o nò. Questo invece è quello che gli chiedo io:  le leggi signor ministro gia ci sono, quello che in molti non capiscono è il perche non vengono attuate, perchè di morti e feriti purtroppo già ce ne sono stati parecchi e io penso che se le leggi in vigore si rispettassero le cose sarebbero diverse, la gente ci penserebbe due volte prima di avere certi atteggiamenti, e invece quando l’imperativo è che: anche se siete violenti non vi succederà pressochè niente, e  certe persone si sentono come motivate ad andare avanti. Sul campionato aveva fatto capire di intraprendere la linea dura addirittura sospendendolo per parecchio tempo, e anche se molti italiani amanti del pallone non sarebbe piaciuto avrebbero però capito che ormai l’unica linea da seguire era quella. Del resto morire per una partita di calcio è veramente troppo. Visto che niente di quello che ha detto è stato capace di mantenere, anche perchè sappiamo che la carica che ricopre la portano a fare buon viso a cattivo gioco, però il vero motivo glielo dico io.  E’ che purtroppo in questo calcio di oggi o meglio questo BUSSINES CALCIO, lei, il ministro dello sport, insomma la politica non contate niente! Non siete nella possibilità di prendere alcuna decisione e questo fa male perchè ancora di più fate capire, che almeno in Italia la legge non è uguale per tutti, ci sono due pesi e due misure, del resto appena i poteri forti Sponsor, Diritti TV sentendo le sue intenzioni hanno tuonato contro e  neanche una settimana dopo si è tornati a giocare. Questo atteggiamento oltre ad essere offensivo per tutti gli italiani, è stato come uccidere un’altra volta quel povero ispettore di polizia. Se ci sarà l’occasione a lei la replica. CIAO

TOH ! UN FOSSILE

Pubblicato: 12 febbraio 2007 da massitutor in vagabond geoghaphic
vagabondEccoci al secondo capitolo della nostra rubrica Vagabond Geographic: una guida in pillole ai misteri archeologici della nostra città.

Forese non tutti sanno che il pavimento del portico del Pavaglione sito di fianco alla basilica di s.Pietronio è un autentico percorso su un passato remotissimo addirittura per-preistorico, infatti se si guarda bene a terra non si possono non notare le innumerevoli conchiglie imprigionate nel marmo migliaia di anni fà. Questo fatto è accaduto perchè il marmo è una roccia sedimentaria. Si chiamano ammoniti. Parlandone anche con dei Bolognesi ho scoperto che non lo sapevano, perchè più interessati a guardare le vetrine.

 

Drop – In (reprise)

Pubblicato: 12 febbraio 2007 da massitutor in felicità

scaladropinOrmai tutti sappiamo che esiste un nuovo servizio sito in via Paolo Fabbri di fronte al N. 127 chiamato Drop–In. Che dire a riguardo? È una delle strutture più belle tra quelle esistenti a Bologna, che il Comune ha messo a disposizione delle persone con problemi di tossico-dipendenza. Noi tutti cerchiamo di collaborare perché oltre a essere bella desideriamo che sia anche funzionante. Dopo l’ episodio di giorni addietro del “cane” per chi non sa: uno dei cani di un ragazzo che frequenta la struttura, ha aggredito una signora, che fa le pulizie al Dormitorio Beltrame. Pare che l’animale sia riuscito a slegarsi da solo. È stato sicuramente un incidente, spiacevole tra l’altro, ma bisogna fare in modo che non avvenga nuovamente. Gli operatori del Drop–in hanno fatto una richiesta al Comune perché provvedano al più presto, che anche i cani abbiano uno spazio loro, dove poter trascorrere il tempo liberi, ma in sicurezza. Questa per noi è un ottima idea, il motivo del post è questo principalmente, e sperando di dare la spinta giusta per non dimenticare gli episodi successi in precedenza, in quanto sarebbe un vero peccato se dovesse ripetersi. Ma vorremmo che si continuasse a parlare del Drop-in per ben altro!  Per esempio: il lunedi, il mercoledi, e il venerdi, per chi ha problemi con i piedi puo farsi consultare da un operatore apposito nella struttura, con tutte le modalità quindi con doccia a seguito e così via. Inoltre gli altri giorni quindi martedi, giovedi, e sabato c’è la proiezione di alcuni films proposti dai ragazzi che frequentano il Drop In. Per chi non ha voglia di fare nulla, abbiamo aperto una sala enorme, dove tutti possono fare colazione con un buon caffè,  con merendine, e biscotti, e guardare Bo & Luke. Per chi ha voglia di leggere ci sono dei libri molto curati da non perdere. Vi ricordiamo gli orari di apertura: tutti i giorni, dal lunedi, al sabato, dalle 11.00 alle 16.00 chiuso la domenica.