Archivio per marzo, 2007

Lasagne fatte in carcere

Pubblicato: 21 marzo 2007 da massitutor in libertà, mangiare

LasagneCome potete immaginare la mensa del carcere non è un ristorante di prima categoria, quindi in cella ci si arrangia a farci noi da mangiare perche quello che ti passa il carcere fa veramente schifo in cella eravamo in otto  detenuti e una domenica abbiamo deciso di fare le lasagne: abbiamo fatto la spesa x tutto quello che ci serviva x preparare le lasagne, io ho iniziato a fare il ragù: dentro il ragù ho messo carote sedano e cipolla l’abbiamo rosolato e poi abbiamo messo dentro la carne. Dopo di che abbiamo cucinato il ragù forse sono passate tre ore o poco meno. Abbiamo messo l’acqua a bollire e dopo mettevamo la pasta sfoglia e quando erano pronte le abbiamo messe nella teglia e sopra un bel strato di ragù abbiamo fatto tutto questo sino a riempire la teglia, quando abbiamo finito sopra la teglia gli abbiamo messo della carta stagnola li abbiamo lasciato un buco alla carta stagnola perche dovevo preparare un tubo che dal buco andava al fornellino che serviva x cucinare la parte di su ho tagliato un baratolo da entrambi i lati in modo da ottenere un tubo, il tubo da una parte l’ho messo nel buco che avevo fatto nella carta stagnola, l’altro buco nel barattolo che poi andava a finire nel fornellino. In cella non esiste il forno e quindi abbiamo pensato a farlo da noi poi io avevo chiesto in carcere come si poteva fare il forno e da li abbiamo fatto le lasagne; x costruire il forno in cella c’erano due tavoli dove mangiavamo li abbiamo uniti, sotto il tavolo abbiamo messo tre sgabelli x sederci li abbiamo capovolti e dentro gli sgabelli ci abbiamo messo i fornellini. Nei due fornellini abbiamo messo sopra la teglia nel terzo sgabello, ho messo il tubo con il barattolo e poi abbiamo accesso i tre fornellini siamo usciti dal sotto il tavolo e abbiamo messo intorno al tavolo delle coperte per rimanere tutto caldo. Dopo tre ore di cottura abbiamo mangiato tutti le lasagne e vi dico che sono uscite una cosa meravigliosa e dal bel profumo che usciva da quella cella e venuto il lavorante e ha chiesto cosa stavamo cucinando che usciva un bel odore e li abbiamo offerto una porzione, quando l’ha mangiata è venuto di nuovo nella mia cella e ci ha fatto i complimenti da quanto era buona e x il modo in cui abbiamo costruito il forno.

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Mi sento perso…

Pubblicato: 20 marzo 2007 da massitutor in comunità, droga, lavoro

Mi sento perso...

Sono confuso quasi perso, non so più se vivo sulla terra o su un altro pianeta. Ditemelo voi forse sto sognando o forse sbaglio io l’unica cosa che so che combatto coi mulini a vento, è per me un periodo poco felice ho straabusato di tutto ma sopratutto del minias medicinale poco costoso ma dagli effetti devastanti. Ora mi ritrovo a combattere con un posto letto perchè il Comune di Bologna ha pensato bene di chiudere il 21/03/07 l’emergenza freddo, io sono consapevole che non posso essere un parassita per il Comune ma anche loro devono capire che fa ancora freddo, so che mi ritroverò in stazione a combattere per dormire un’ora o poco più, polizia che mi fermerà 100 volte fino a che anche loro non si romperanno le palle e mi daranno il mio avere per farmi capire che in stazione non devo stare. Ieri tutto contento sono andato a fare un colloquio per entrare in comunità, consapevole del fatto che così non posso andare avanti ma anche devo combattere per entrare visto che faccio uso del metadone loro accolgono persone con un dosaggio non superiore a 30mg io invece bevo 70mg, anche qui altro problema o meglio ostacolo, non so forse sono nato con la sfortuna addosso so solo che qualsiasi porta vado a bussare non si apre, ho provato a bussare anche alla porta del paradiso o purgatorio ma anche quelle non si sono aperte, insomma le ho provate tutte ma senza riscontro positivo arrivato aquesto punto mi viene da domandarmi: Dario rassegnati? Dario insisti? Vi dico subito che mi viene da dire mi rassegno tanto a questo punto solo la vita ho da perdere, posso solo dire chi vivrà vedrà altro non posso dire tanto l’ho già detto mille volte; a forza di dire le stesse cose mi rompo i coglioni pure io, vi saluto con tutto il cuore speriamo bene! Ciao a tutti quelli che mi vogliono bene.

Assente motivata

Pubblicato: 19 marzo 2007 da massitutor in droga, libertà, rielaborazione

assente motivataSecondo mio padre quando le cose vanno bene c’è sempre qualcosa sotto, le aperture create dal pus sono guarite per seconda intenzione e dopo un pò la sensazione di crepiti’o della pelle è scomparso. Il riconquistato stato di salute ha fatto si che accettassi  la proposta dei servizi sociali per adulti, situato in via paolo fabbri. Questo luogo rappresenta l’accoglienza per immigrati che si trovano in disagiate condizioni di sopravvivenza; nonostante la lista per l’accoglienza notturna sia temporaneamente sospesa, c’è la possibilità di affrontare un’emergenza freddo di una settimana; nel caso in cui abbiamo contatti con il sert per metadone, per conceling, per terapie soggettive o per la richiesta di entrare in comunità per tossicodipendenti.
Io sono considerata una quotidiana, nel senso che se voglio il metadone devo andarlo a bere tutte le mattine, alle fasce di apertura dell’ambulatorio, ogni tanto mi chiedono di fare le urine "loro" VANNO A TROVARE TRACCE DI EROINA e se ne trovano ti prendono appuntamento con il tuo dottore, perchè se ancora ti fai significa che il metadone che assui non ti copre abbastanza ed è quindi da aumentare, oppure il problema potrebbe di essere di natura diversa.assente motivata
Comunque quella "maledetta" domenica si inserisce nel discorso di mio padre Discreto successo sul lavoro che mi da un sacco di soddisfazioni costruire maschere di cuoio partendo dalla carta pesta, bel gruppo di amici ed ecco VOVOVOVOVO, volante che mi blocca scendono dei  figuri che mi dicono: "Lei è in stato d’arresto, venga con noi".e lei vada a leggersi asfalto il blog dei senza fissa dimora che a bologna e solo a bologna esiste."lei è la famosa blogger che ha richiesto la visita della questura, delle celle delle attese per gli arrestati, dei rivestimenti plastificati delle volanti e del tribunale." ma come ha fatto ad indovinare?
 

Week end a scrocco

Pubblicato: 16 marzo 2007 da massitutor in musica, week end a scrocco

scrocco

Ogni fine settimana noi membri di questo blog facciamo una ricerca dei vari appuntamenti che ci sono a Bologna durante il week end e questa volta anche dopo il week end. Ormai si sà che il week end in città è molto lungo da passare, specie quando non si sà dove andare, o perchè ti manca la grana, o per altri motivi, nel nostro ambiente il primo è quello valido.
1. apuntamento Sabato 17 marzo alle 17:30 a Galleria Il Punto  parte  inaugurazione di Paola Mayer Pozzi che presenta una selezione dei dipinti realizzati negli ultimi anni.
Paesaggi emiliani, luci del tramonto, cortili di borghi medievali, atmosfere velate della pianura, portici di Bologna. I soggetti ricorrenti delle tele sono i paesaggi padani avvolti in una luce suadente, oppure il cielo e i fiori, temi nei quali l’artista gioca alternando colori brillanti e pastosi ad altri velati e rarefatti.
Il ricavato delle vendite delle opere verrà interamente devoluto a favore della sezione di Bologna della Arte e Solidarietà per la UILDM (Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare) per sostenere le attività di assistenza, ricerca scientifica, informazione e sensibilizzazione sulla distrofia muscolare.
E oragnizzata dalla Sezione bolognese della UILDM sotto patroncino Comune di Bologna e Quartiere Porto. L’ingresso è libero da sabato 17 fino a giovedì 29 marzo dalle 10:00 alle 12:00 e dalle 16:00 alle 19:00.
2. apuntamento è la cremeria La Vecchia Stalla ci sarà l’inaugurazione  sabato 17 marzo dalle 16:00 a Bologna via Aldo Pio Manuzio, 18/a-b Borgo Panigale. Gelato gratis Par Tott!!! Info a Andrea tel.: 335 303 683.
3. apuntamento alla fine questa volta mercoledì 21 marzo  concerto dal vivo di Cristian Grassilli. La serata si svolge a Zò Caffè a Bologna in via Lodovico Berti 15/b autobus 35 dalla Stazione Centrale fermata Casarini, autobus 18 da via Ugo Bassi navetta A e B fermata Zanardi. Aperto tutti i giorni dalle 19:00 alle 02:30.

La trappola delle droghe

Pubblicato: 14 marzo 2007 da massitutor in droga

La trappola delle drogheSono vendute per strada, in discoteca, a volte persino all’entrata della scuola o in ufficio.
Il mercato degli stupefacenti sta per essere invaso delle nuove droghe di sintesi. Tutte hanno una prerogativa: costano poco e si assumono con facilità. Fumare, ingoiare o sniffare è alla portata di tutti, tanto degli adulti, come i professionisti che possono fare uso anche sul lavoro, quando dai giovani, che cercano uno sballo immediato nella discoteche. Tuttavia speed, ice, shabbo e tutte le nuove droghe di sintesi in poco tempo si “mangino” il cervello. La loro potenza e la loro velocità di azione è impressionante. Soprattutto quando sono assunte con altri allucinogeni. Una realtà che sembra essere destinata a diffondersi a tutte le classi sociali e a mescolare al mondo delle droghe oggi più comuni e conosciuti.
La cannabis è di gran lunga la droga illegale più consumata. Stando all’ultimo rapporto dell’Organizzazione delle nazioni unite, ben 150 milioni di persone nel mondo l’anno scorso si sono fatte uno spinello 13 milioni hanno sniffato cocaina e 15 milioni si sono “fatte” di eroina, morfina e oppio. In Olanda si può comprare e fumare nei Coffee Shop. Ma ci sono anche nazioni, come Canada e Svizzera, che, sollevando molto clamore, hanno autorizzato la coltivazione di cannabis e l’uso di questa pianta per usi terapeutici. Sebbene oggi non siano ancora del tutto notti i meccanismi farmacologici dei principi attivi della cannabis, in molti ne riconoscono gli effetti antidolorifici sui malati terminali di cancro o di altre gravi malattie. Ciò nonostante, l’uso assiduo di marijuana porta a gravi conseguenze sull’organismo sia livello fisico (ad esempio sterilità maschile) sia livello psicologico (progressiva perdita di motivazioni e incapacità di ottenere gratificazioni personali dagli avvenimenti quotidiani).
L’identikit della canna
Che cos’è: la cannabis è originaria dell’Asia Centrale. È senza dubbio la pianta più antica, con proprietà stimolanti, conosciuta dall’uomo. È nota con più di 300 nomi, i più comuni dei quali sono cannabis, marijuana o “erba”, ma anche ghana, super skunk, buddha grass, calabrese e cosi via a secondo della varietà. La resina prodotta dai fiori femminili della pianta (Cannabis sativa, C. indica e C. ruderalis) possiede una consistente percentuale di cannabinoidi, e in particolare di THC sostanze stimolanti danno dipendenza.
Metodo di somministrazione: fumata, mangiata, o in infusione.
Effetti: stato di euforia, rilassamento, facilità di socializzazione, sensazione auditive e visive esasperate. Gli effetti si fanno sentire per 15-20 minuti dopo l’inalazione di una canna o per 4-6 ore dopo l’ingestione per via orale. Si manifesta anche una spiccata mancanza di concentrazione e una leggera diminuzione delle prestazione fisiche.
Modalità di azione: il tetraidrocannabinolo, principale componente attivo della cannabis, si fissa nel cervello a livello del sistema limbico, sede delle nostre emozioni.
Pericoli: in forti dosi, si manifestano allucinazioni, vuoti di memoria, perdita delle nozioni di luogo e di tempo, depresione. 55 consumatori di marijuana su 100 hanno già provato una sostanza come la cocaina, il crack o le anfetamine.
L’identikit dell’ecstasy
Che cos’è: è la droga di sintesi attualmente più consumata in Italia. Questa molecola, MDMA (3,4-metilendiossimetilanfetamina) fa parte della famiglia delle anfetamine, eccitanti molto potenti talvolta usati nei medicinali per diminuire la sensazione di fame (la cui vendita è oggi vietata). Spesso la “graziosa” pillola colorata contiene anche allucinogeni del tipo LSD, caffeina, efedrina e altri prodotti molto tossici, come sapone detergenti, topicidi.
Metodo di somministrazione: compresse da inghiottire. Sulle pastiglie, di diversi colori e foggia, sonno spesso incise steline, cuoricini, sigle o faccette.
Effetti: lo “sballo” dura 2-3 ore e il mondo appare pieno di amici.
Modalità di azione: il MDMA aumenta la liberazione di dopamine e anche di serotonina, i neurotrasmettitori del nostro equilibrio veglia-sonno. Una pastiglia di ecstasy costa dai 10 ai 30 euro. Una sola assunzione è sufficiente per rischiare la morte.
L’identikit dell’eroina
Che cos’è: è il lattice estratto dal papavero da oppio. È inizialmente trasformato in oppio, raffinato in morfina, poi mischiato ad altri prodotti per produrre l’eroina. Oggi è sempre più diffusa l’eroina “brown sugar” o kobret, l’eroina di scarto in polvere scura, tagliata con anfetamina o sostanze simili, che si fuma.
Effetti: un lampo seguito da sogni euforici, impressione di librarsi, leggera sonnolenza. L’eroinomane si trova bene sulla sua nuvoletta.
Modalità di azione: l’eroina si insedia sui recettori di endorfine (le molecole antidolore  che il nostro corpo fabbrica naturalmente) posti sulle membrane dei neuroni. Cosi anestetizzati, i neuroni inviano massaggi di benessere al cervello, anche quando in realità tutto va male.
Pericolo: l’uso porta a una dipendenza fisica e psichica molto forte e rapida. Si rischia la morte per overdose o per droghe tagliate con sostanze letali.
L’identikit della cocaina
Che cos’è: estratta dalle foglie della pianta di coca (Erytroxylon coca), la cocaina si presenta in forma di polvere biancastra. Esiste anche sotto forma di crack, una polvere granulosa da fumare che, riscaldata, produce degli scricchiolli.
Metodo di assunzione: sniffata, fumata o iniettata.
Effetti: in un primo tempo, sensazione (il “flash”). Ci si sente sicuri di sé, e di conseguenza si sovrastimano le proprie capacità fisiche e intellettua
li. Effetto garantito per 15–30 minuti. In seguito, c’è la discesa, l’azione della sostanza s’interrompe e si piomba in uno stato di depressione. Il crack procura una sensazione più intensa e più breve (da 5 a 10 minuti) poiché arriva più rapidamente al cervello, ma porta a comportamenti ultra violenti.
Modalità di azione: agisce liberazione di dopamina, da cui deriva la sensazione di piacere.
Pericolo: la dipendenza psichica è fortissima. Lede il sistema nervoso.
Il giro degli spinelli è molto cambiato rispetto a quello degli anni settanta. Se allora si fumava erba con un 3-4% di THC, oggi sul mercato ci sono canne con un 30-40% di principio attivo. Secondo gli esperti danni dei “super spinelli” sono notevoli. Per i giovanissimi, il cui sistema nervoso è ancora in via di sviluppo, i danni ai neuroni sono gravissimi. Rilassamento, euforia, risate folli… Questi sono gli effetti che vuole ottenere chi fuma uno spinello. Non si pensa però che si rischia anche un secondo effetto con la cannabis. Un consumatore su 10 mila dopo avere fumato si ritrova sotto un effetto allucinogeno permanente, che può durare da 8 giorni a 2 mesi. In questo stato, ci si crede onnipotenti, si sentono voci immaginarie e si è convinti di essere al centro dell’universo. Questo non è il solo rischio che si corre. L’erba o l’hashish possono anche rivelare su certe persone delle turbe psichiche nascoste, in particolare la schizofrenia, una malattia mentale che si sviluppa fra i 18 e i 25 anni, la cui incidenza è quintuplicata in chi si è già fumato più di 50 spinelli. Inoltre, senza necessariamente aver abusato del “fumo”, chi si fa finisce col chiudersi in se stesso e l’euforia diventa depressione. In breve, ci si ritrova con una personalità spezzata definitivamente.
Certi spacciatori rendono l’erba o l’hashish più “invitante” aggiungendoci delle sostanze per niente allettanti. Alcuni esempi? Spruzzano delle lacca per capelli sull’hashish per dargli una aspetto più lucido, oppure lo mischiano al lucido da scarpe per accentuarne il colore, altre volte vi mescolano dell’olio per motori o di paraffina per ammorbidirlo. Non solo, alcuni spacciatori aggiungono alla pasta di resina o all’erba medicine triturate per amplificare l’effetto. Una volta bruciati e aspirati, nessuno può prevedere le conseguenze.
Il Consiglio dei ministri i  marzo 2004 ha approvato un disegno di legge che modifica la disciplina in vigore sull’uso di stupefacenti, nonché sulla riabilitazione dei tossicodipendenti. In particolare per quanto riguarda le sanzioni, è sparita la differenza, fra droghe “leggere” “pesanti”. È vietata la detenzione, l’uso e lo spaccio di qualsiasi droghe.

EMPOWERMENT

Pubblicato: 12 marzo 2007 da massitutor in droga, lavoro, salute

Erano sette ore che aspettavo a quella punta  il mio amico per l’ennesima pera. Lo conoscevo da un pò di tempo e non era la prima volta che gli consegnai i soldi in mano. Lo sconforto, il tradimento dell’amicizia, la tristezza, il down che mi contorceva le budella mi hanno sparato in una dimensione da incubo.
emergenza fredo

Erano oramai 12 anni che vivevo alternando eroina, alcool, extasy, psicofarmaci, temgesic, paracodina, codeina, lsd, anfetamine, ecc. Decisi di farla finita una volta per tutte a 30 anni, avevo la scatola di roipnol e altro in tasca mi trovavo ai giardini margherita era il giovedì 28 aprile del 1994 uno sguardo intorno poi il buio. Non ricordo più nulla. Qualche angelo è passato alle cinque di mattina e ha chiamato l’ambulanza non l’ho mai saputo. I miei ricordi riprendono da  due occhi azzurri stupendi di una ragazza giovane con la mascherina sulla bocca, un’infermiera, che cominciò subito a chiamare i suoi colleghi, mi ricordava tanto l’ultima mia ragazza laureata in medicina e che mi ha mollato perché ovviamente mi facevo troppo. Sono stato 3/4 giorni in coma, ma avevo l’impressione che fossero 3 mesi. Ricordo che fui stupito nel sapere che mi trovavo a Bologna. Ma il buio era ancora vicino a me il dottore mi sentenziava un’elenco di malattie indicibili, un tubo conficcato nel petto per pneumotorace. Probabilmente mi è tornato su l’acido, non lo so, ma pensavo fosse una punizione e decisi di strapparlo rischiando per una seconda volta la vita. Ho dato al dottore il numero di telefono e la via della prima casa popolare dei miei genitori mentre erano già un pò di anni che vivevano in una casa di proprietà acquistata con la liquidazione di 40 anni di lavoro di mio padre maresciallo dell’esercito. Erano cancellati ben 10 anni di dati nella mia memoria. Non me ne rendevo ancora conto. Poche cose mi tornavano in mente, le sensazioni erano forti e distorte e si legavano alle emozioni vissute gli ultimi giorni quando le ambulanze in una città che non era Bologna mi rincorrevano e non riuscivano a prendermi perché ero in un acido anfetaminico che sfidavo Mennea in persona. Mia madre a fianco del letto mi ha comunicato la mia più brutta notizia Sciascia (la mia cagnetta) è morta avvelenata. Se potessi parlargli… Non voglio sapere cosa passava nella mente a quella persona che ha voluto offrirti un polpetta con il veleno. "Te l’ho sempre detto di non toccare nulla nella strada e soprattutto dagli sconosciuti, il mangiare te lo davo io, ma era più forte la tua voglia di vivere, scoprire il mondo. Lo so che a te piacevano tanto, ricordi quando con i tuoi salti arrivavi fino al mio mento? La felicità che leggevo nei tuoi occhi era la cosa più bella che mi hai saputo regalare. Eri così ingenua che pensavi "tutti gli uomini mi vogliono bene come il mio padrone" sono passati 13 anni e mi manchi, ancora oggi le mie lacrime sono per te. Il giorno che sei mancata volevo ricordarti così. Resterai per sempre la mia migliore amica".
I primi anni furono terribili rendersi conto di essere in un dormitorio  senza soldi, senza memoria, senso dell’orientamento, perdersi ogni giorno per strada, eppure il giro era sempre lo stesso andare in mensa in via del Porto e tornare al Beltrame. Intorno a me il mondo che gira come lo vivevo io, in quel tratto di strada le persone le volevo avvicinare, parlare, ma tutti si allontanavano era un film al contrario che avevo già visto, ma che il protagonista questa volta ero io.
Una voce dagli speaker del dormitorio annuncia la nascita di Piazza Grande un giornale dei senza fissa dimora che permetteva di guadagnarsi due soldi. Ovviamente quel giornale era un modo di tirarsi su due spiccioli. Cosa sia stato dopo per me Piazza Grande non si può descrivere in due parole, ma per anni ho venduto il giornale per strada ho rotto quel muro che divideva me e il mondo che incrociavo camminando ogni giorno fra via del porto e il Beltrame. Anni dopo ho riscoperto me stesso iniziando a confrontarmi con le manualità, la convivenza con altri in un ambito lavorativo ideale che erano e sono tutt’ora le Officine di Piazza Grande. Ho scoperto che potevo essere anche un piccolo imprenditore insieme con loro nel 1998 come socio fondatore della ”La Strada di Piazza Grande”.
Oggi sono un operatore lavoro nelle strutture d’accoglienza, ho il mio stipendio e so che il mio lavoro permette di creare occasioni d’inserimento lavorativo anche ad altre persone che hanno vissuto storie simili alla mia. Oggi sto combattendo contro la mia malattia, ma mi dà forza l’amore che ho per quella donna che ho conosciuto in condizioni pessime proprio 10 anni  fa in dormitorio seguita dal centro salute mentale. Ma è più esatto dire che ci aiutiamo a vicenda visto che adesso lei forse stà meglio di me ha ripreso a studiaree adesso le manca qualche mese per diplomarsi. E pensare che ”sente le voci” ancora oggi. Penso di aver pagato tanto per i miei errori, ho lavorato per la città pulendo per anni bagni e toilette. Lavando strade, giardini, sgomberando cantine, e sempre in prima linea fra mille lavori che hanno permesso a questa associazione e cooperativa La Strada di essere un punto di riferimento per i servizi sociali di questa città. Eppure ancora oggi ci sono storie come la mia e colleghi anche più in alto che vengono interdetti dai pubblici uffici e da qualsiasi funzione, nonostante si fossero ripresi in mano la vita superando se stessi e gli ostacoli che ancora esistono verso i deboli e gli esclusi.
prima pg

Degrado assoluto psicologico totale

Pubblicato: 12 marzo 2007 da massitutor in droga, pensieri in libertà, salute

Degrado assoluto psicologico totaleE’ impossibile non riflettere sulla vita di ogniuno di  noi.
Sono stanco di subire le giornate, questo subire mi porta a fare uso di eroina, se non ci sono i soldi pensate che affare! basta una ricetta del medico e una farmacia aperta di turno,  per comprarti il famoso farmaco chiamato "minias".
Io la chiamo la droga dei poveri,  perchè con poco ti ritrovi sconvolto più dell’eroina.
La cosa triste è che non vivi più, anzi vegeti fino alla fine dell’effetto con sconpensi psicologici allucinanti, perchè non ti ricordi nulla, l’unica cosa che ti risale alla mente è come comprare l’altra boccetta di "minias".
Questa è la mia vita da un mese a questa parte dove per non annoiarmi la sto continuando. Ora chiudo con il discorso teorico del minias e l’effetto su di me. Ieri sera riflettevo sulla settimana trascorsa e camminando sotto i portici di Bologna, rifflettevo sulla mia depressione dove per svariati motivi non scambiavo parole con nessuno ero chiuso nel mio uovo e non ci facevo entrare nessuno.
Ho deciso di dire basta a questa cosa affrontando il problema con la testa e la consapevolezza che ho bisogno di aiuto. Per adesso mi sono preso dei giorni di riflessione e poi vedrò sul dafarsi; sappiate che il mio intento è quello di rientrare a Sanpatrignano struttura che mi ha dato molto, ma per via del mio abbandono precedente mi sta facendo aspettare molto tempo, questa è l’unica pecca che ha Sanpatrignano come struttura. Io penso che se uno ha bisogno va aiutatato a prescindere dalle battaglie politiche che sampa porta avanti da anni: contro i sert e la legge sulla riduzione del danno. In questa battaglia politica va a colpire il tossico che pur di entrare è disposto di stare mesi fuori dal cacello di Sampa al freddo e al gelo.
A questo punto ho dovuto scegliere una comunità del sert dove in poco tempo mi accettano iniziando un’altro capitolo e pezzo della mia storia. In tutto questo malessere ci va aggiunto l’abbandono di mio fratello più piccolo: in lui avevo riposto fiducia e sostegno, un giorno ricoverato all’ospedale Maggiore di Bologna gli chiesi degli indumenti per quando mi dimettevano me li ha portati perchè l’hanno costretto poi me li ha lanciati sul letto dicendomi: tu da oggi non sei più mio fratello! fai finta che io sono morto, non vi dico come mi sono sentito cadere il mondo addosso e tuttora soffro per qusto suo gesto.
Ora chiudo spero di non avervi annoiato ma la realtà è questa la droga non porta a nulla ma solo alla distruzione e alla morte, che affare drogarsi!

La più vecchia ma la più bella…

Pubblicato: 12 marzo 2007 da massitutor in vagabond geoghaphic

Vagabond Geographic…L’Università di Bologna
Sono sempre io "MIRKO" il creatore di "Vagabond Geograic". Vogliamo poi scordarci dell’Università più antica del mondo? Cioè più di 1000 anni ed è piena di musei di tutti i generi Mineralogia, Paleontologia (dove, pensate: si trova lo scheletro di un dinosauro lungo ben trenta metri!), Astronomia "nel quale ci sono oggetti che ho restaurato io in persona" e tanti altri tutti rigorosamente gratuiti, io ne ho visitati molti e devo dirvi che ne vale veramente la pena. Per ulteriori informazioni c’è un ufficio in Piazza Maggiore di fianco alla farmacia. Molti edifici dell’Ateneo nascondono, nel loro interno degli splendidi giardini con alberi secolari, per esempio uno di questi è in Strada Maggiore al numero 45 all’interno di palazzo Hercolani dove si trova la facoltà di Scienze politiche. E’ anche molto bello l’Orto botanico.

THE BIKER

Pubblicato: 12 marzo 2007 da massitutor in under bridge

The biker sarebbe il MOTOCICLISTA. Il tipo il giorno del motoraduno, il raduno al lago di SUVIANA sull’appennino Emiliano. Il nostro amico, di prima mattina, come un antico cavaliere medievale, comincia con LA VESTIZIONE. Terminata la prima fase ci sono i bacetti a tutti, tutti a casa, sbarba compresa.Under Bridge
Si fa chimare biker e sarebbe il MOTOCICLISTA. OGGI è il grande giorno del motoraduno IL PIU IMPORTANTE. Appena sveglio: Vestizione, stivali foderati in acciaio, pantaloni e giubottone di pelle, casco e guanti a mano. E’ come il cavaliere ANTICO, splendida armatura, e potente cavalcatura. Bacetti alla mamma e alla sbarba e… Via…
Si, perchè al raduno ci va da solo. PRIMO APPUNTAMENTO, la sbarba da raduno, che bardatissima lo aspetta. SECONDO APPUNTAMENTO: al bivio di Casalecchio, direzione SUVIANA. Passando per Porretta terme. Da qui parte il grande serpente che si allunga per 60 Km. Le moto in fila una dietro l’altra sfilano ininterrottamente per 24 ore. All’arrivo si paga pedaggio. Gli organizzatori sono gli italiani della ADLER SWARTZ (in nome di un biker tedesco morto in un icidente sull’appennino tosco/emiliano). Gli invitati sono i TEUTONICI NIBELUNGHI della ELEFANTTROTTEN: i più tosti e incazzati biker che ci son sulla faccia della terra. Con loro non ce la farebbero neanche tutte le Bande californiane riunite. La Festa si fà perchè gli italiani si sono gemellati coi crucchi e vengono regolarmente invitati alle loro feste. I nibelunghi inoltre hanno intessuto tutta una serie di amicizie, alleanze, gemellaggi, unioni, per cui si sono alleati con tutti, ma proprio tutti i più forti.
Tanto da essere tenuti in considerazione anche dai neo zelandesi, che sono i più tosti e incazzati. LE loro bande fanno cagare sotto anche ai californiani. Naturalmente se vi fosse una guerra mondiale dei motociclisti i nibelunghi restaurerebbero definitivamente un loro quarto e millenario REICH.
Il momento del pedaggio è il più importante, non importa la moto lucida, la bardatura, le palle sul serbatoio, no: l’essenziale è la sbarba. Se non c’è, si guarderanno tra di loro, gli italiani penseranno: un uomo in più, una donna in meno, i tedeschi, una donna in meno un uomo in più, modo diverso di vedere le cose ma stessa filosofia. Visto che la donna è la metà del cielo; questo è un uomo a metà, ma romperà ugualmente le palle. Diversa valutazione ma stessa conclusione. Con i due posti occupati sarete gidicati bene e non pregiudicati.
C’è chi,  al posto della sbarba, porta (nel sidecar) tre dame (damigiane) da 50 litri, chi distilla per il raduno dell’ottima grappa, da offrire fino a esaurimento (DAMA DA 50 LT) NON si tratta di formalismo, nè di etichetta, la cosa è giusta, non ci si presenta ad una festa a mani vuote anche poco ma qualcosa si porta senpre. L’organizzazione viaggia alla grande: 24 BIRRERIE, 5 palchi con musica viva, ben distamziati, vari punti ristoro, bagni, docce, acqua calda, acqua fredda, griglie con tanta legna secca, tutto per bere, mangiare, ballare, sballare, scopare. In più un bellissimo lago, l’ultimo giorno, la notte, 2 ore di bellissimi fuochi artificiali sul lago. La mattina il battito cardiaco delle moto sveglia la valle, arrivederci alla prossima.
GLI ITALIANI ricambieranno in inverno, al raduno dei trotter. Il loro raduno si svolge in circostanze climatiche particolari: alta bavaria 2 metri di neve, legna bagnata, motori ghiacciati, 20 sotto zero. Tanto che la gente per scaldare i motori usa la carbonella, quando non si riesce a fare abbastanza brace con la legna umida. Partendo dal battito cardiaco (regolarmente brevettato) alcuni pensano che la moto sia cosa viva, di conseguenza il battito va regolato su quello del biker, il motore ascoltato attentamente per scoprire eventuali pre sintomi di qualcosa che eventualmente potrebbe farla soffrire, va ascoltata ATTENTAMENTE OGNI TIPO DI VIBRAZIONE. LA LUNGA E SORRIDENTE OMBRA DEI NIBELUNGHI SI ALLUNGHERA’ SULLA GRANDE FESTA.

Radio Asfalto

Pubblicato: 9 marzo 2007 da massitutor in radio asfalto

E’ nata Radio Asfalto. Non una vera e propria radio, ma un tentativo di portare sulle strade di Asfalto le voci e i suoni della vita di strada. Abbiamo cominciato con uno dei luoghi più significativi per questa città e per le persone senza dimora: la stazione dei treni di Bologna. Buon ascolto.

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playLa storia di Raffaele, arrivato da Bari a Bologna e 31 anni che ci vive, ha sempre lavorato, però un giorno per vari motivi si è ritrovato senza lavoro, senza casa e senza un soldo in tasca. Ritrovandosi in stazione: un senza fissadimora.

play"E’ stato molto difficile accettare tutto questo, ma con l’aiuto di altre persone nella mia stessa situazione e altre che si adoperano nel volontariato, sono riuscito ad adattarmi, riuscendo a lavarmi, mangiare, curarmi, così giorno dopo giorno mi sono rimotivato." Il ricordo più brutto, impossibile da dimenticare è stata la strage di Bologna.

play"Adesso il mio desiderio è quello di tornare a vivere una vita normale, e magari riallacciando i rapporti con i miei fratelli che sono anni che non ci vediamo, però ancora è un passo che mi fa paura fare."