Pubblichiamo volentieri questo invito dell’associazione Terre di Mezzo di Milano per domani, Sabato 15 marzo dal titolo ABITARE LA CITTÀ.
Perché è un’occasione rara di conoscere una metropoli al di la delle sfilate, nei luoghi dove si cerca di costruire una convivenza nuova e sostenibile; inoltre ci prepara a Giovedì 3 aprile: quando la città di Bologna verrà invitata a partecipare all’evento Porte aperte (nel programma del festival Naufragi). Tutte le strutture di accoglienza apriranno le loro porte a tutti i cittadini che vorranno conoscere da vicino i servizi di aiuto alla presona.
Ma ecco l’appuntamento di Milano:
"Partecipazione a Gratosoglio, la grande sfida all’ombra delle torri bianche"
Al quartiere Gratosoglio, estremo sud di Milano, si svolgerà la seconda visita guidata in promozione della fiera Fa’ la cosa giusta! Una visita strutturata per far conoscere un’esperienza di partecipazione con gli operatori e i cittadini di una realtà di periferia in forte trasformazione sociale. A far da guida durante la visita: il responsabile del Laboratorio di Quartiere Paolo Bortolussi e Cristian Zanelli della Cooperativa Abcittà.
Orari: partenza ore 15:30, appuntamento in Via Baroni 9, Milano (Tram: 3 – 15, Bus: 79). Fine visita ore 17:30
Programma completo su www.falacosagiusta.org
Occorre prenotarsi: volontarimilano@terre.it Tel 02-58118328
Archivio per marzo, 2008
Abitare le città
Pubblicato: 14 marzo 2008 da massitutor in asfalto fuoriporta, civiltà, week end a scrocco
Qualcuno avrà notato che nella sequenza di foto qui sopra da qualche giorno c’è una novità: ogni tanto appare un cartello che parla di un misterioso festival che si chiama Naufragi. Cliccando subito sotto si può anche leggerne il programma e partecipare ad una discussione sull’accoglienza in questo blog.
La Consulta permanente per la lotta all’esclusione sociale del Comune di Bologna insieme alle associazioni e alle coperative che vi aderiscono hanno promosso questo festival dal titolo assolutamente geniale: Naufragi, festival delle fragilità metropolitane. Sperando che gli appuntamenti previsti dal 10 marzo al 5 aprile, in varie zone della città (Cineteca, La Scuderia e Centro documentazione delle donne) siano all’altezza del titolo, cercherò di spiegare che cosa c’entra Asfalto in tutto ciò.
Le fragilità sono il nostro mangiare e il nostro bere. Inoltre lo scopo di questo festival è mostrare come funziona il sistema dell’accoglienza a Bologna, dando la parola a chi ci lavora e stimolare un dibattito su questi temi; è un occasione per parlare di esclusione, convivenza e accoglienza. In tutti questi temi dunque Asfalto ci sta dentro in pieno.
Inoltre il nostro blog ospiterà anche una nuova misteriosa mappa interattiva dei servizi cittadini, che sarà presentata al convegno e della quale daremo maggiori informazioni quando ci avvicineremo al 4 aprile: quando, nella sezione Dimoranti e senza dimora, parteciperemo al convegno portando il nostro lavoro e le parole di chi vive la strada ogni giorno.
Da qui ad allora invitiamo tutti a proseguire la discussione pubblica su bisogni, accoglienza e degrado iniziata su Asfalto già da tempo: semplicemente cliccando, sotto le foto, alla voce "Leggi e discuti" si possono leggere tutti i vecchi post sull’argomento e proseguire con le vostre testimonianze e le vostre idee.
La vita è un cantiere.
Perchè la vita sarebbe un cantiere? Ce lo spiega Gianni (il Selvaggio) con la sua rubrica: Perchè ci vuole un progetto prima di iniziare a costruire; poi ci vuole tempo e pazienza in un cantiere, sia per costruire che per demolire. I materiali della vita sono le relazioni, gli aiuti, le strategie, le idee e tanto altro. E’ bello iniziare un progetto importante con un viaggio e il viaggio di nozze è qualcosa di speciale, se dura quattro mesi poi… ancora di più.
Tutto ha inizio un vererdì verso sera, sono appena rientrato dal lavoro che si era finito con due settimane di anticipo, vado in campagna dove c’è nel garage il nostro Transit, faccio un controllo totale (olio motore, acqua, pressione gomme) carico anche l’acqua nella cisterna per i vari servizi, uno sgardo in frigo e dispensa che mi risulta molto scarsa di viveri. Giro la chive e parto la prima tappa è un distributore di carburante, il pieno al volo e mi accingo verso la casa dei miei suoceri per recuperare mia moglie, arrivo sotto casa e faccio due fischi covenzionali con risposta affermativa da parte sua. Subito dopo scende la mia belva (senza offesa) moglie carichiamo il suo zaino con isuoi vestiti, faccemmo una spesa al supermercato e via verso la Spagna. Guidai sino alla frontiera italo-francese perchè in quel periodo l’Italia non era ancora entrata nel M.E.c. Dopo una ventina di chilometri in Francia facemmo la prima sosta per cenare e riposare un po’. Alla mattina molto presto ci avviammo verso la frontiera franco-spagnola perchè la francia era carrissima con prezzi asurdi. Dopo una lunghissima salita arrivammo in sierra nevada ed ecco la Spagna, ma arrivati in frontiera una fila di auto e camper alla sbarra; ci vollero ben tre ore prima che toccasse a noi. Scendemmo verso sud ma passando vicino alla costa arrivammo a Siviglia: bellissima città con prezzi acessibili; trovammo una specie di campeggio quasi abusivo: pagavi al padrone del terreno e lui ti facceva sostare ad un prezzo bassisimo. C’era una fontana con acqua potabile, poco lontano c’era un negozietto con un pò di tutto, restammo in questo luogo un paio di settimane, dopo di che decidemmo di andare a Barcelona: altra bella città spagnola anche lì trovammo un posticino appena fuori dal centro e lì parcheggiammo il camper sempre da un contadino che faceva più soldi con i camper che con la coltivazione del terreno. Dopo qualche giorno iniziammo a girare per musei, chiese e piazze molto belle e alla sera giù in rambla dove ci sono discoteche una appoggiata all’altra, di tutti i generi di musica e devo aggiungere che davanti a questi locali ho trovato anche del "fumo" molto buono. Altra cosa che devo far notare è il pesce: specialmente i crostacei, mazzancolle, gamberoni, ancora mi vengono in mente le scorpacciate di gamberoni alla bracce bagnate con del vino bianco (che non ricordo il nome).
Passarono tre settimane e lasciammo Barcelona per dirigersi verso lo stretto di Gilbiltrra, la costa dalla parte dell’oceano atlantico è stupenda anche le scorpaciate di pesce (king fish il pesce del rè) dal nome si capisce che è un pesce molto buono a devo farvi notare che c’è una razza di pesce tipo il nostro cefalo che si cattura con la canna dalla banchina di un canale di entrata di un porto con dei lombrichi che si trovano nel terrenno misto sabbia.
Questo è solo l’inizio di un viaggio che è durato ben 4 mesi: Finche non abbiamo finito i soldi. Altro che alpitur.
Mangio del pane
amo il mio cane
mangio del pane
amo il mio cane
seguo la vita
seguo l’amore
seguo la vita
seguo l’amore
non faccio la guerra
son vincenzo la perla
esisto o non esisto
o solo se voglio
altrimenti svanisco
per poi tornare
in una favola
per piacere
che spesso condivido
con la mia bella
sera di festa ballo sicuro
bicchiere di vino
e bacio importante
sera di festa, ballo sicuro
bicchiere di vino
e bacio importante
io alla mia bella
mi inchino
perchè, son cavaliere
bacia la mano
balla più piano
bacia la mano
balla più piano
bacia la mano balla
più piano
regna l’amore
messaggio dal cuore
regna l’amore
messaggio dal cuore
facciamo l’amore
facciamo l’amore
regna l’amore
messaggio del cuore
facciamo l’amore
facciamo l’amore

Dedicato ad Andrea e a tutti quelli che girano
Se gli regali la mimosa hai qualcosa da nascondere, se non gli regali la mimosa vuol dire che non ti frega più niente di lei… e gli altri giorni? Non mi regali mai i fiori… e via così.
Oppure con una mossa ardita ti presenti con un bel mazzo di carciofi che, diversamente dai fiori che il giorno dopo sono da buttare, si possono fare al forno e buon appetito. Questo suggerimento l’ho provato io personalmente (Giovanni Buldrini detto selvaggio 63) e vi dirò che ha funzionato sia nel senso di amore nei confronti di mia moglie e nel senso culinario.
Domani Sabato 8 marzo 2008
È possibile andare e portare l’ultimo saluto presso la camera mortuaria del cimitero della Certosa, dalle 7.30 alle 8.30. La funzione religiosa inizierà alle 9.00 presso il Pantheon, è la seconda chiesa sulla sinistra entrando nel complesso della Certosa da via Gandhi. Il luogo indicato è raggiungibile con l’autobus n° 19.
Con affetto…
tutto il Centro Diurno e il Rifugio Notturno di Via del Gomito
Una brutta storia già vista e raccontata tante volte purtroppo. Arriva la sera al dormitorio, lentamente (molto lentamente) la pace avvolge le stanze; arriva la notte, quella profonda. Un ragazzo si sente male, un uomo è malato e nessuno lo sa. Arriva il mattino, un operatore, come mille volte, sale le scale per dare la sveglia, ‘che inizia un’altra giornata di giri e sbattimenti. In una stanza di tre persone un ospite, un poeta, un uomo è morto. Mentre gli altri dormivano, mentre altri si svegliavano. E sarà una cosa dura da raccontare. E sarà una cosa che va anche sul giornale. E sarà la solita ballata della morte che ogni tanto fa visita nei nostri territori. Perchè qui si muore presto, perchè qui si muore all’improvviso. Spesso senza salutare.
E’ stato un fine settimana piuttosto ingrato per la gente che vive questo lato della strada: ci hanno lasciato Massimiliano e Giorgio. Li salutiamo con affetto insieme alle persone che li hanno conosciuti. Lo facciamo con questa ballata di Branduardi interpretata da Gianni. E andiamo avanti.
Scelte di vita
Pubblicato: 3 marzo 2008 da massitutor in amicizia, assistenze e bisogni, libertà, viaggio
Vita di strada: Mi chiamo Andrea sono napoletano e sto a Bologna da un bel pò. Prima lavoravo e avevo casa e famiglia, venendo a mancare la risorsa economica sono sprofondato in un abisso dal quale mi riesce difficile risalire anche possedendo milioni di bombole di ossigeno, mi sento mancare il respiro. Prima facevo assiduamente uso di "COCA" ma trovandomi quì ho cominciato a sniffare eroina e mi sono come si suol dire infognato. Ho cominciato a prendere metadone ma ora non mi và più e ho ricominciato con il bere cosa peggiore sia dell’una che dell’altra. Ho fatto dormitori ma x uno abituato ad essere libero come il vento è molto difficile attenersi a delle regole, le quali è giusto che ci siano se vuoi restare ad essere un mantenuto, tanto che ti frega hai dove dormire al caldo, hai un pasto e un posto dove lavarti ma manca la cosa essenziale l’AMICIZIA cosa che x me è un valore di vita ma x i tossici e alcolisti e chi fà uso di altre sostanze è solo un pretesto x scroccare ciò che l’altro ha. Da oggi sono ritornato in strada. E l’unica mia vera amica è la mia SOLITUDINE la quale è l’unica che non ti lascierà mai, rimarrà fedele x l’eternità e ti abbandonerà solo quando smetti di esistere.
Ho voglia di…
…fuggire e mollare tutto..
…e assaporare un pò quel sapore di solitudine che sà tanto di libertà… dove ti permetti di coccolarti un pò… e coltivare la speranza di un futuro migliore.
