Archivio per la categoria ‘asfalto fuoriporta’

finalmente libero!

Pubblicato: 19 ottobre 2008 da massitutor in amicizia, asfalto fuoriporta, carcere, libertà
rivedi il videoCiao, Massimiliano come vedi mantengo le mie promesse; da oggi faccio parte degli esseri "liberi" anche se nessuno a sto mondo è libero per davvero, comunque più libero di prima sicuro!

Salutami mio fratello Lorenzo e comunicagli che la più immensa gioia che può darmi e farsi aiutare da una struttura idonea al problema Tossicodipendenza. Salutami tanto la Claudia e tutto lo staff.

Con stima Dario

Presentato il Piano antifreddo milanese

Pubblicato: 10 ottobre 2008 da massitutor in asfalto fuoriporta, dormire, inchieste

Saranno investiti oltre 2 milioni di euro, 800 nuovi posti letto invernali e da quest’anno oltre alla colazione i dormitori offriranno anche la cena.

milano

Dal sito Vita.it riportiamo qui un articolo sulla situazione milanese in vista dell’inverno che sta inesorabilmente arrivando. Chissà come andrà a Bologna? Terremo alta l’attenzione e vi faremo sapere.

I meteorologi prevedono un inverno mite, ma per i tanti, troppi, che a Milano vivono all’addiaccio la stagione che si avvicina è comunque un problema. Da parte dell’assessorato alla Famiglia, Scuola e Politiche sociali quest’anno arrivano alcune novità in concomitanza con la presentazione del Piano antifreddo per i senzatetto che vivono in città. La prima è che: «Quest’anno non parliamo più solo di Piano Antifreddo, ma di una programmazione biennale di accoglienza per i senzatetto di cui il piano entra a far parte a pieno titolo e che nel periodo invernale potenzia e amplia i suoi interventi – ha spiegato l’assessore Mariolina Moioli –. La scelta è stata dettata dalla necessità di dare continuità al servizio e di programmare gli interventi cercando di fornire agli homeless un servizio sempre migliore».

Il progetto, che per quest’anno e il 2009 prenderà il via il 15 novembre e si concluderà il 31 marzo, prevede un investimento di circa 2.300.000 euro. Accanto ai 400 posti letto disponibili tutto l’anno, l’amministrazione comunale ne predisporrà 800 nuovi: 164 presso la Casa dell’Accoglienza di viale Ortles, 100 nella struttura di via Saponaro. Altri 536 saranno individuati tra le strutture esistenti sul territorio. «Inoltre prevediamo il potenziamento del servizio di Unità Mobili notturne, del servizio sanitario presso le strutture che offrono l’accoglienza e poi, ancora, la distribuzione di derrate alimentari e di farmaci, grazie alla collaborazione rinnovata con il Banco Alimentare e il Banco Farmaceutico» ha continuano l’assessore.

Altra novità di quest’anno consiste nella cena che sarà offerta agli ospiti dei dormitori. Non più solo prima colazione e accoglienza notturna, dunque, ma anche un pasto caldo prima di andare a letto. Inoltre, saranno pertanto potenziati i progetti di accoglienza abitativa, differenziati in base alle fasce di età, con interventi personalizzati; sarà potenziata anche l’accoglienza diurna. Nell’inverno 2007 – 2008 le strutture comunali di Milano hanno accolto 1670 utenti, di questi 1400 erano uomini. Palazzo Marino ha anche acquistato 470 sacchi a pelo che sono stati distribuiti alle persone senza fissa dimora che hanno rifiutato il ricovero.

Vite diverse

Pubblicato: 9 ottobre 2008 da massitutor in asfalto fuoriporta, operatori dispari, radio asfalto
Una volta, in una notte di fine estate, sono stato invitato da Susanna Schimperna, a partecipare al suo programma radiofonico su Radio Due che si chiama Cattivi Pensieri, che è anche un blog. Il tema di quella puntata era "Vite Diverse". Dunque io e Pietro Simpit abbiamo affrontato brillantemente temi tipo: vite ai margini, lavoro sociale, drop-in, drop-out, libertà, viaggi, servizi sociali e altre amenità di questo genere. Ora è possibile riascoltarla qui, in questo lettore, per chi quella notte, buon per lui, stava dormendo o facendo qualcosa di più interessante.

Pubblichiamo un articolo dal Corriere della sera online su un rapporto della Caritas sulla città di Milano. Uno spaccato che deve far riflettere comunque su tutta la realtà nazionale. Il rappoprto parla di 5mila senza tetto in città; disoccupazione e redditi bassi i problemi di chi è in difficoltà: per il 70 per cento donne, tre quarti stranieri.

homeless natale3Cresce la povertà nella Diocesi di Milano, un territorio che comprende il capoluogo lombardo, Lecco e Varese oltre alle rispettive province. E’ quanto emerge dal settimo rapporto della Caritas ambrosiana presentato martedì mattina. Ricerca che «non ha la pretesa della completezza» – è stato spiegato – ma che punta su un solido campione: quasi 16 mila persone che si sono rivolte a 61 centri di ascolto nel 2007. Fra le principali preoccupazioni di chi è in difficoltà permangono l’occupazione e l’abitazione e in questo senso si parla proprio di «precari della casa», tanto che il rapporto è stato chiamato «Case senza abitanti e abitanti senza casa». Nella sola Milano – ha spiegato il direttore di Caritas ambrosiana, don Roberto Davanzo – circa 5.000 persone non hanno abitazione e si avvalgono di strutture di accoglienza e 85 mila, secondo una ricerca dell’Università Bicocca, sono da considerare vulnerabili, cioè basta poco per precipitarli in una condizione di bisogno.
Le criticità sono note: le giovani coppie non trovano alloggi a prezzi accessibili e si scontrano con la carenza di case in locazione, le famiglie non riescono a sostenere l’aumento delle rate del mutuo, i separati, soprattutto uomini, hanno difficoltà a trovare una nuova abitazione. E poi gli stipendi inadeguati e instabili. In due parole: la precarietà esistenziale. «Il problema della casa non riguarda solo gli stranieri, è una difficoltà trasversale – ha sottolineato Davanzo – tanto che si è ridotta significativamente la popolazione milanese, si è scesi a 1 milione e 200 mila abitanti da 1,9 milioni 20 anni fa. Siamo ormai una città senza abitanti, perchè la casa è diventato un bene speculativo. C’è un pendolarismo, il capoluogo si riempie di giorno e si svuota di sera». «Il problema abitativo – ha concluso – o viene governato a livello di pubblica amministrazione con la collaborazione del privato e del privato sociale oppure non se ne esce».

I poveri del territorio sono per il 70% donne, hanno in media 40 anni e per i tre quarti sono rappresentati da stranieri. «La forte rappresentanza femminile – spiega Angela Signorelli dell’Osservatorio Caritas Ambrosiana – si spiega col fatto che sempre più spesso sono le donne a farsi carico dei problemi della famiglia: dietro una donna che si rivolge a noi molto spesso c’è un intero nucleo familiare in difficoltà». Il 75% di chi si è rivolto ai centri Caritas lo scorso anno sono stati stranieri: Perù, Romania, Ecuador, Marocco e Ucrania le nazionalità maggiormente rappresentate. Gli stranieri hanno un’età media di 37 anni (contro i 48 degli italiani) e un livello d’istruzione più alto (sono laureati il 7,2% e hanno un diploma il 26,2%), ma spesso i loro titoli di studio non sono riconosciuti nel nostro Paese.

Tra i bisogni che hanno spinto i componenti del campione a rivolgersi alla Caritas il problema dell’occupazione (58,9%) è al primo posto seguito da un redditto non sufficiente (33,3%) e, come già ricordato, dal disagio rispetto all’abitazione (15%). A fronte della difficoltà in cui versano sempre piu famiglie, Caritas e Fondazione San Carlo (che ha contribuito all’indagine) denunciano la presenza a Milano di moltissime case di proprietà tenute vuote. «Sappiamo che non sono i privati a poter rispondere all’emergenza – ha detto Giuseppe Sala della Fondazione San Carlo – ma se molte famiglie cogliessero l’invito del Cardinale Tettamanzi nella sua lettera pastorale a "mettere a disposizione le loro proprietà dandole in locazione a prezzi accessibili", qualcosa potrebbe cambiare».

Quelli che… Zac

Pubblicato: 15 settembre 2008 da massitutor in amicizia, asfalto fuoriporta, musica

Locandina_festa

Martedì prossimo ci sarà una festa al dormitorio in via del Lazzaretto, 15: la casa del riposo notturno intitolata alla memoria di Massimo Zaccarelli, che ci ha lasciato 5 anni fa. Questo è il presente. Ma dove comincia questa storia? E chi c’è dietro quel Noi che sta dentro ad una frase come "Massimo Ci manchi"? Non so se riuscirò qui a dare una risposta. Di sicuro una risposta la troverete da soli se martedì sera decideste di far crollare barriere e pigrizia varcando il cancello del Dormitorio in via del Lazzaretto 15 e vedendo le persone che lì ci vivono e lavorano.
La complessa e breve vita di Massimo viene raccontata quasi ogni giorno, in un omerico testo collettivo orale fatto di citazioni, ricordi, frasi e aneddoti. Questo avviene nel mondo di chi il sociale lo mastica ogni giorno, per scelta o per necessità. Ma il senso del passaggio di Massimo deve andare oltre ed essere rinnovato. Chi cerca di attribuirsi la paternità della suo impegno sociale mi innervosisce; chi pensa che quando c’era Massimo andava tutto bene mi annoia; chi è convinto che Massimo non è stato capito, non è stato valorizzato mi fa ridere, come del resto quelli che cercano di immaginare cosa Massimo avrebbe detto o fatto oggi, su questo o quest’altro problema. Poi ci sono quelli che semplicemente si danno un tono perché l’hanno conosciuto che, insieme a quelli che non l’hanno conosciuto però l’hanno capito meglio degli altri, mi fanno una gran tenerezza. E poi ci sono quelli che Massimo Zaccarelli è stato un patrimonio per la Città, per il mondo del lavoro, per il sociale: gli ecumenici. I peggiori di tutti ovviamente sono quelli che si sentono i portatori unici delle parole e della memoria di Massimo. I sacerdoti della sua scomparsa che, alla bisogna, sono sempre pronti a celebrarne il rito. Ancora peggio forse sono quelli che tutti gli altri elencati prima non hanno capito niente di Massimo e magari fra questi ci sono anch’io. Il fatto è che ognuno ha il suo pezzo di verità e ci si attacca a quel poco che c’è.

Facendo mente locale e un giro su google si può scoprire che Massimo Zaccarelli è un ex senza casa che inizia a fare politica, che s’impegna nella cooperazione sociale, che preoccupa e convince giunte e amministratori, che riesce a dare voce a chi ne ha sempre avuta poca, pochissima. Essendo stato uno dei fondatori del giornale Piazza Grande e della relativa Associazione; presidente della cooperativa sociale La Strada di Piazza Grande e Presidente della Consulta cittadina contro l’Esclusione Sociale. In un lacerante agosto del 2003, giovane, lucido e forte se n’è andato. Lasciando tutti noi a fare i conti coi nostri limiti e le nostre capacità. Pieni di paura.

Quello che sarebbe giusto fare sarebbe cercare di raccontare Massimo non più o non solo a noi "anziani" senatori del Sociale, ma col suo nome e con le sue azioni aprire un varco nella mente di quel giovane punkabestia che insegue la libertà in un furgone parcheggiato, curandosi solo dei suoi capelli; svegliare tutti quelli che fra dormitorio e centro diurno dormono circa 16-18 ore al giorno. Con gli occhi di Massimo vorrei riuscire a vedere le potenzialità nascoste di tutte quelle persone che aspettano una soluzione dai Servizi sociali, ogni giorno, per qualunque cosa. E con la sua voce far ragionare chi pensa di far valere i propri diritti sbraitando contro il povero operatore di turno, avventandosi come un kamikaze ubriaco contro una pattuglia di vigili o malmenando lo straniero che "ti ruba il lavoro". Con le sue mani forti si potrebbe cominciare a fare qualcosa, a costruire, spostare, organizzare… così che a qualcun altro venga voglia di avvicinarsi e lavorare, pensare, progettare. Poi qualcun’altro e altri ancora… che così si fa, si sta insieme, così ci si difende e si cresce.

Questa festa dunque è un occasione per stare insieme, divertirci e ricordare Zac. Chissà se riusciremo, d’ora in poi, a ricordarlo per le sue azioni, per quello che era, senza mettere il suo nome davanti alle nostre paure e per quello che non siamo in grado di fare.

ATLANTE GEOGRAFICO ASFALTO

Pubblicato: 25 agosto 2008 da massitutor in amicizia, asfalto fuoriporta, gite, vagabond geoghaphic, viaggio

Questa estate Asfalto propone una specie di gioco dell’estate: un gioco che ha a che fare con i luoghi di una vita, il racconto e la memoria. Nella mappa qui sopra alcuni amici, frequentatori del laboratorio e di questo blog hanno raccontato alcune tappe importanti della propria vita, impressionando così il territorio con il proprio passaggio, la memoria di momenti belli, intensi, in qualche modo importanti. Perché è importante marcare il territorio, testimoniare il nostro passaggio su questa terra. La nostra esperienza di vita ha sempre un teatro, uno scenario territoriale; condividerlo con gli altri, renderlo pubblico può servire per avvicinarci l’un l’altro; capire qualcosa di più di una persona con la quale condividiamo un presente comune e simile. Un gioco che può servire anche solo per rendere epico ed unico il nostro passaggio su questo pianeta, condividendo con i nostri compagni di ventura un unico grande cammino collettivo.
Per cui, dopo che avete scorrazzato nella mappa qui sopra, il gioco è semplicissimo: cercate di pensare ai luoghi che, in qualunque modo, sono stati importanti per la vostra vita e raccontateli nei commenti. Per luoghi si intende qualunque posto sia stato importante: una città, un paese, ma anche una specifica via di una città, o un luogo simbolico (il porto, la stazione, lo stadio, ecc). Se avete un’immagine del posto pubblicata su internet incollate anche l’indirizzo dell’immagine. Poi firmatevi col vostro semplice nome, nickname o soprannome che volete. A settembre inseriremo i vostri racconti nella mappa comune e così verrà fuori il nostro atlante geografico degli amici di Asfalto.

Porte aperte

Pubblicato: 16 luglio 2008 da massitutor in asfalto fuoriporta, felicità, musica, week end a scrocco

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Rifugio in festa
logo la strada
Venerdì 18 luglio a partire dalle ore 19
in via del Gomito 22/2
al rifugio notturno della solidarietà
Teatrino del Gomito (spettacolo con marionette)

MUsica dal vivo…         Giocolieri 

Siete tutti invitati 2600535160_e3799d25a8[1]

leggi shakerCi hanno pubblicato nella  pagina dei siti che trattano di "strada" nell’ultimo numero del giornale Shaker. Il giornale che ti parla dei pensieri senza dimora. Ci siamo incuriositi e abbiamo scoperto chi è il proprietario: Shaker’s Corner di Alessandro Radicchi. Proprietà: Europe Consultino Società Cooperativa Sociale-ONLUS s.o. Stazione Roma Termini–binario 1 www.europeconsulting.it
Questo giornale viene diffuso a Roma ed è gratuito. Parla di: problemi di senza fissa dimora, problemi carcerari, poesie, quadri, di politica, di curiosità. L’argomento principale dell’ultimo numero in circolazione è la questione del diritto di voto per le persone senza dimora e per i detenuti.  L’inchiesta comprende interventi di giornalisti e interviste ad esperti. Dalla presentazione di Shaker scopriamo che Shaker è un giornale di strada di Roma. Nasce due anni fa nei pressi della stazione di Roma Termini sul “Binario 95”, all’interno del laboratori di scrittura dell’anonimo neonato Centro Diurno per senza dimora, gestito da una cooperativa sociale in collaborazione con l’Help Center di Roma Termini. Esce come può e per ora quando può. Raccontando storie ed emozioni di strada scritta da gente di strada. Ma accogliendo anche idee, suggerimenti e spazi di confronto di amici, sostenitori o contestatori che vogliono dire qualcosa sul sociale di Roma e per Roma. E’ un esperimento per tentare di rendere ancora migliore la città e ancora migliori le persone che ne fanno parte, con o senza dimora. Il giornale contiene anche una piccola guida ai servizi per i bisogni primari delle persone, come ad esempio: un elenco di 18 posti dove potere eccedere per vestirsi e mangiare; 14 organizzazioni che offrono un servizio per curarsi ed i contatti di 4 Centri Diurni, tra i quali ci sta anche il centro diurno Binario 95 che ospita la redazione di Shaker. Il motivo per cui è nato Shaker è sicuramente simile a quello del nostro blog (che si chiama Asfalto): cioè permettere alle persone che vivono ai margini di comunicare il proprio punto di vista sul mondo.
Shaker non è solo un giornale: ha anche un sito (
www.shaker.roma.it) piuttosto ben fatto dove possiamo trovare anche dei contenuti multimediali, come una lunga intervista ad un assessore comunale e un medico primario. Ed è possibile scaricare la versione Pdf dei giornali arretrati.
Con grande trasparenza gli amici di Shaker fanno sapere che la diffusione del numero 4 ha permesso di raccogliere 2755 euro. Ne approfittiamo per complimentarci con la redazione e fare migliori auguri per il futuro e ringraziare per l’attenzione verso il nostro progetto.

Se passate da Milano

Pubblicato: 1 luglio 2008 da massitutor in asfalto fuoriporta, musica

dalla mostra Randagi di cristallo

ARTE NEL TUNNEL: LA BARBONIANA
2° Rassegna con film, gallerie di immagini, musica e poesia dei randagi della Centrale, contro l’esclusione sociale.

Grande happening il 1° luglio alle 19 sotto il tunnel della Stazione Centrale, con la banda dei poeti e dei musicisti senza tetto della Bar Boon Band e dei volontari di SOS Stazione Centrale.
Oltre alla "Milanesiana" c’è anche "la Barboniana". Artisti, registi e fotografi che si sono dedicati ai senzatetto e chi in difficoltà ci sta ancora come protagonista.
Dove ? Nel tunnel … Ah il tunnel della Stazione ?! Un luogo ritenuto da molti ostile e degradato, recenti fatti di cronaca nera l’hanno definito “il tunnel dell’orrore”. Anche qui, SOS della Fondazione Exodus vuole portare un grido di speranza. Da venti anni attivo alla Stazione Centrale, il servizio dei volontari di don Mazzi rivolto ai gravi emarginati, si batte contro l’esclusione sociale, puntando sulle ancor vive capacità di realizzazione ed espressione di persone in difficoltà, anche attraverso la musica e la poesia. Come con il progetto Bar Boon Band che ha portato fra i senza tetto dello scalo milanese, nuove forme di protagonismo e di presenza sociale.
E grazie a Grandi Stazioni SpA, a breve, sotto quello stesso tunnel, SOS aprirà un nuovo grande centro diurno di aiuto, che sarà il nuovo punto di riferimento per gli homeless della stazione.
“Non residui da assistere e contenere, non persone da reintegrare attraverso spesso improbabili e velleitari modelli di inserimento sociale che in questo mondo selettivo e competitivo sono spesso impossibili anche per chi è inserito, ma soggetti attivi e protagonisti della loro storia” dice Maurizio Rotaris responsabile di SOS e art director della BBB. Impulsi vivi e creativi di chi ha fatto delle difficoltà e della strada una via maestra, raccontandola con semplice dignità. E di aspetti positivi fra queste persone e in questi mondi, che in genere vengono respinti o rifiutati nell’immaginario sociale, ne sono venuti fuori tanti. E’ la storia della Bar Boon Band il progetto di musica e poesia con i senza tetto della stazione, raccontata dal regista Luciano Sartirana nel suo documentario “Randagi” che verrà proiettato in anteprima:
http://it.youtube.com/v/pJt5kTXvizE
descritta dalle immagini di Nicola Favaron, che ha trascorso un anno con loro e presenta la sua mostra fotografica “Randagi di cristallo” www.retecivica.mi.it/randagidicristallo
e nel videoclip di Francesco Villa sulla musica di Vittorio Cosma "La facoltà dello stupore" http://it.youtube.com/v/DBBR8u6eL9Y&e
Durante l’incontro i protagonisti del film e della mostra interverranno con brani musicali e testi poetici.

Martedì 1 luglio 2008
Ore 19
Sala Dopolavoro Ferroviario
Tunnel sottopasso Tonale Pergolesi
Stazione Centrale
Milano

Programma:
ore 19 Presentazione del documentario “RANDAGI” di Luciano Sartirana
Intervista al regista ed ai protagonisti

Presentazione mostra fotografica “RANDAGI DI CRISTALLO” di Nicola Favaron
intervista al fotografo ed ai protagonisti

Musica, ballo e poesia dal vivo con i senza tetto della  stazione e i volontari di SOS: Maurizio Rotaris, chitarre e canto, Elisa Ceglia, canto, Diego Raiteri chitarre canto e armonica, Marco Rossi, canto, Stefania Bassani, recitazione, Marco Faggionato, recitazione, Cesare Pedrotti, canto, Ivano Mongelli, percussioni, Abdellah Salhi, canto, Hamid Azabli, tastiere, Mauro X, recitazione, Armando Soldano, percussioni, Gigi Geviti, canto, Mario Mascolo canto, Massimo Fistetto, chitarra canto, Victor Terminè, recitazione.
Ore 20.30 buffet

Organizzato da SOS Stazione Centrale – Fondazione Exodus in collaborazione con: Dopolavoro Ferroviario, Isola Show Room, Lorien Studio, Rete Civica di Milano.

Per approfondimenti:
www.retecivica.mi.it/barbun
per contatti
maurizio.rotaris@rcm.inet.it

Emergenza freddo a Milano

Pubblicato: 23 giugno 2008 da massitutor in asfalto fuoriporta, assistenze e bisogni, inchieste

guarda il videoAnche se l’inverno è già finito da un po’ noi di Asfalto arriviamo adesso con l’ultima puntata della nostra inchiesta sull’Emergenza Freddo e sull’accoglienza in giro per la penisola. All’appello non poteva certo mancare una metropoli come Milano che è portatrice di tanti problemi ma anche di tanti amici….
Dopo molto tempo ci è arrivato come da noi richiesto il comunicato stampa ufficiale del Comune di Milano che riguarda il piano antifreddo a Milano 2007-2008. Questo progetto prende avvio tutti gli anni il 15 Novembre e si conclude il 31 Marzo. In particolare per quest’anno sono state messe a disposizione dall’Amministrazione Comunale in seguito ad indizioni di gara pubblica, quattro strutture di pronta accoglienza notturna per persone senza fissa dimora, gravemente emarginate, sia uomini che donne, italiani e stranieri. Le strutture sono:
– Casa dell’Accoglienza di Viale Ortles 69, del Comune di Milano che mette a disposizione n° 98 posti per uomini e n° 14 posti per donne;
– Struttura di Via Barzaghi 14: si tratta di due tendostrutture che sorgono su un’area della Protezione Civile e viene gestita dalla Fondazione Fratelli di San Francesco; i posti a disposizione sono n° 250 per uomini;
– Struttura di Viale Isonzo 11: gestita dalla Fondazione Fratelli di San Francesco: ospita n° 50 uomini e n° 53 donne;
– Struttura di Via Saponaro 40: gestita dalla Fondazione Fratelli di San Francesco: ospita n° 300 uomini.
L’accesso a tutte le strutture è gratuito, gli ospiti che possono entrare la sera e devono lasciare la struttura il mattino seguente possono usufruire oltre che al posto letto anche delle docce e della prima colazione. Per accedere alle strutture è necessario rivolgersi al Centro Aiuto Stazione Centrale del Comune di Milano situato all’interno della stazione centrale di Milano che effettua il filtro di tutti gli ingressi tramite il monitoraggio dei posti disponibili e la verifica dei requisiti minimi per l’ingresso possesso di documento di identità o, in caso di cittadini stranieri con permesso di soggiorno o documento valido per soggiornare in Italia. Per maggiori informazioni ci si rivolge direttamente al Centro Aiuto Stazione Centrale ingresso da Piazza IV Novembre piano terra.
Gli amici di stazionemilano ci hanno aiutato a raccogliere alcune testimonianze di utenti delle strutture di accoglienza della città di Milano. Ornella ci racconta che nel dormitori femminile di  Viale Isonzo si accede da novembre a marzo solo per l’emergenza freddo ed è gratuito. C’è la possibilità di lavarsi la biancheria ma non si può stendere sui caloriferi quindi i vestiti non possono essere asciutti per il giorno dopo, è vietato portare cibo da fuori, la pulizia è affidata a turno agli utenti. I posti letto a disposizione nella struttura sono 40. Il posto letto nella struttura di Viale Isonzo per il resto dell’anno costa 100 euro al mese, si può usufruire però della struttura solo per tre mesi per lasciare il posto ad altre persone. Miscia è stato ospite della tensostruttura della protezione civile di via F. Barzaghi, che può ospitare circa 200 posti letto, ci racconta che per accedere alla struttura bisogna recarsi in Viale Zara per fare il Montoux test per la tbc. Poi dopo aver ritirato il test si và al Centro Aiuto in stazione Centrale dove ti viene rilasciato il biglietto da consegnare alla protezione civile dove si è sottoposti ad un’ulteriore visita medica, dopodiché si ha accesso alla struttura. Ti vengono fornite le lenzuola, che non sono vere lenzuola ma sono in carta tessuto, l’acqua calda è insufficiente. Vengono accettati solo uomini. Lucia operatrice di un punto d’ascolto in stazione centrale ci dice che il dormitorio di via Saponaro è aperto tutto l’anno ed è gratis durante il periodo dell’emergenza freddo, mentre negli altri mesi vi si accede semplicemente con una tessera mensile del costo di 5 euro e l’accesso non prevede visite mediche. Alcune voci dicono che nel dormitorio di Viale Ortles è un girone infernale, viene riferito di condizioni igieniche pietose.

Il nostro amico Maurizio Rotarsi della Bar Boon Band (e non solo) ci da un punto di vista privilegiato sulla situazione milanese dallo sportello SOS Stazione Centrale:
da 18 anni si opera in Stazione Centrale di Milano con il servizio SOS della Fondazione Exodus di Don Mazzi in collaborazione con le Ferrovie di Stato. Ogni anno sono circa 1200 le persone in difficoltà che si rivolgono al nostro centro servizi di ascolto, orientamento e prima assistenza. In questi 18 anni la situazione si è molto modificata. Prima le persone che dormivano in stazione erano a centinaia, poi grazie anche ai più controlli il numero è diminuito molto. La riduzione delle presenze in stazione è dovuta sia all’operazione sicurezza, sia alla creazione di servizi decentrati di accoglienza prima inesistenti. Sono molto cambiate le fasce di popolazione prima c’erano nordafricani e tossicodipendenti a fare vita da strada, mentre adesso ci sono molte donne dell’est europeo e poche persone con problemi di dipendenza. Adesso per tutti la stazione non è più il luogo di abbandono nel quale rifugiarsi, poiché la pressione dei controlli e la creazione di servizi ad hoc decentrati sul territorio, hanno diradato il fenomeno.
Nei primi anni 90, la Fondazione Exodus di Don Mazzi ed altre associazioni cittadine, hanno iniziato un lavoro di sensibilizzazione verso le istituzioni per far fronte ai bisogni crescenti di accoglienza di persone in condizioni di grave emarginazione sociale. Si sono quindi moltiplicate le iniziative dell’associazionismo privato supportate dall’ente comunale per la costruzione di nuove strutture di accoglienza specifici ed aspecifici: con l’aumento di posti letto nei dormitori, creare strutture per dipendenti attivi/e. La disponibilità e la capienza delle strutture di accoglienza notturna è andata progressivamente aumentando, sia nei mesi invernali sia per le strutture aperte tutto l’anno. L’aumento dei servizi a nostro avviso ha saturato il bisogno presente nella città, ad esclusione di alcune fasce di popolazione senza tetto individuate in: stranieri senza documenti, persone che non accettano l’accoglienza nei dormitori come per esempio coppie, persone che non tollerano le regole delle strutture, persone che hanno problemi patologici di convivenza, persone con animali o persone che preferiscono stare in strada.

A Milano come in tutto il paese rimane il problema degli stranieri senza documenti. Il Comune ha deciso di non dare accoglienza a queste persone anche nei  mesi invernali. Queste persone non sono seguite da nessun servizio per cui non è possibile fornire dati. Comunque queste persone sono tante e dormono in aree dismesse, case e fabbriche abbandonate e treni in sosta in stazioni decentrate.