Archivio per la categoria ‘assistenze e bisogni’

Le gioie del foglio di via

Pubblicato: 15 gennaio 2010 da massitutor in assistenze e bisogni, libertà
20080606_foglio_di_viaIl famigerato foglio di via obbligatorio è una delle tipiche scocciature burocratiche che affliggono le persone senza fissa dimora, e sicuramente una delle più diffuse.
Si tratta di un provvedimento "preventivo" che viene affibbiato dalle forze dell’ordine a chiunque non soddisfi questi tre requisiti:
-residenza (o domicilio) nella località interessata dal provvedimento
-mancanza di un reddito
-fedina penale sporca
Il principio sarebbe quello secondo il quale una persona in queste condizioni, nel caso non sia in grado di dimostrare la sua piena indipendenza economica oppure non sia in carico a dei familiari, potrebbe ipoteticamente commettere dei reati sul territorio per sostenersi, avendone già commessi in passato come testimoniano i suoi precedenti penali.
A questo punto è chiaro come questa sorta di schedatura possa essere applicata ad un vasto numero di persone, con tutte le complicazioni del caso. La durata del provvedimento è infatti di tre anni, ed ogni volta che si viene fermati per un controllo ed identificati nel luogo indicato scatta una denuncia per "inottemperanza all’obbligo di allontanamento", cosa poco gradita, soprattutto da un’altra categoria di persone vittime di questa piaga, ossia le prostitute, specialmente quelle straniere contro le quali il foglio di via viene usato come una vera e propria arma.
Il brutto è che grazie alla lotta contro l’illegalità, così cara al vecchio sindaco e la famosa crociata contro i punkabbestia di qualche anno fa, i fogli di via sono piovuti dal cielo a tonnellate (ricordate l’ordinanza anti-bivacco?) e c’è gente che a distanza di anni ancora si trascina questo problema, un vero bastone tra le ruote per quanto riguarda rinnovo dei documenti, accessi alle strutture, alle borse lavoro eccetera.
La conseguenza finale di tutto questo è spesso quella di colpire chi sta portando avanti un faticoso percorso di reinserimento sociale intralciando o addirittura rendendio vani i suoi sforzi; ovviamente non si vogliono qui giustificare eventuali ricadute di chi ha questi problemi: è troppo comodo dare la colpa a cause esterne invece di assumersi le proprie responsabilità, ma certamente è frustrante ritrovarsi le mani legate, magari proprio quando si cominciava a pensare di avercela fatta, per colpa di un pezzo di carta appioppatoci chissà quanto tempo fa perchè si era seduti in piazza Verdi a fare balotta e bere birra senza essere studenti universitari (tanto per citare un caso qualsiasi tra quelli di cui siamo a conoscenza…).
Fortunatamente esistono anche a Bologna gli Avvocati di Strada che offrono assistenza legale gratuita, oltre che in campo penale anche e soprattutto per problemi di questo tipo: su Asfalto ci piacerebbe iniziare al più presto una collaborazione con il loro sito per permettere ai frequentatori del blog di porre  domande e stabilire contatti.

Per la dignità degi ultimi

Pubblicato: 11 gennaio 2010 da massitutor in assistenze e bisogni, carcere, civiltà, colletta
cgil grandeCogliamo volentieri l’opportunità di promuovere una iniziativa recente che non può che vederci solidali.
Si tratta di una raccolta di prodotti di vario tipo per fare fronte alle necessità delle persone detenute alla Dozza che ne sono prive.Riportiamo qui di seguito le parole dei promotori, le migliori per descrivere l’emergenza che si cerca di portare a conoscenza dell’opinione pubblica:

La situazione dei nostri concittadini reclusi nel carcere della “Dozza” o nei centri di detenzione per “clandestini” è spesso drammatica.
In una condizione di sovraffollamento e di tagli di bilancio, molti detenuti non dispongono dei beni primari necessari alle più semplici azioni quotidiane: prodotti per l’igiene personale (spazzolini da denti, saponi, shampoo, dentifrici,bagnoschiuma, deodoranti), ma anche francobolli, carta da lettera,biancheria intima, infradito per doccia.
Dopo il successo dell’iniziativa in piazza Nettuno del 6 gennaio scorso la raccolta di prodotti prosegue per tutto il mese di gennaio.
Confidiamo nella generosa risposta di una comunità civile e solidale come quella bolognese.
I prodotti possono essere raccolti da singoli cittadini, da associazioni, da gruppi e consegnati al
Centro Lavoratori Stranieri della CGIL di Bologna, in via del Porto 16/C (tutti i giorni dalle 9 alle 13 e dalle 14 alle 18, aperto sabato mattina).
Per informazioni contattare:

Roberto_Morgantini@er.cgil.it, cell. 3357456877


Dicono che il 2010 sarà l’anno della definitiva lotta alla povertà… mentre cerchiamo di uscire dalla lotta AI poveri Asfalto saluta dal pavimento del Piano freddo in via Capo di Lucca ed augura a tutti un 2010 decisivo, ricco di grandi cambiamenti e risposte certe ai propri bisogni.

Spulciando gli archivi di Asfalto ci siamo imbattuti in un vecchio post molto in sintonia con l’atmosfera festiva dalla quale siamo letteralmente sommersi in questi ultimi giorni, assieme alle tonnellate di neve che hanno ricoperto la città.
Era una specie di appello a tutti quelli che per un motivoo per l’altro hanno qualcosa da ridire contro il Natale o semplicemente non amano le feste.

Quindi, vi sta sui coglioni Babbo Natale? Scriveteci perchè!
Se ne dovrebbero leggere delle belle….

Cominciamo

Pubblicato: 18 dicembre 2009 da massitutor in assistenze e bisogni, morte

Dopo la morte di un altro clochard, il Comune di Milano investirà un milione di euro per un “Piano Antifreddo”.

clochardMilano, 15 dicembre 2009 – “Lancio un appello ai milanesi perchè segnalino casi di senzatetto in condizioni critiche al nostro Centro Aiuto della Stazione Centrale”. Lo ha detto l’assessore alla Famiglia, Scuola e Politiche sociali Mariolina Moioli alla notizia del ritrovamento del corpo di un cinquantenne senzatetto, avvenuto questa mattina presso l’Ippodromo di San Siro…

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Emergenza freddo: istruzioni per l'uso

Pubblicato: 11 dicembre 2009 da massitutor in assistenze e bisogni, dormire

maximanz_freddo_liteAbbiamo pensato ad una piccola guida per chi ha intenzione di usufruire del servizio di ospitalità notturna invernale, quello comunemente conosciuto con il nome di "Emergenza Freddo", o Piano freddo che è più istituzionale.
Prima di tutto, la lista dei punti d’accesso, dove si prende contatto con i servizi e si riceve il foglio da consegnare poi all’ingresso nella struttura:
DROP IN (via Paolo Fabbri)-dalle 9.00 alle 11.00 martedì, marcoledì e sabato  15 posti
CENTRO DIURNO (via del Porto 15)-dalle 13.00 alle 17.00 dal lunedì al sabato  10 posti
UNITA’ Di STRADA– lunedì, martedì e giovedì nelle due fermate: dalle 17.30 alle 18.30 ai giardini del Guasto e dalle 18.30 alle 19.30 in piazza XX settembre  15 posti
SERVIZIO MOBILE di PIAZZA GRANDE-dalle 21.00 alle 24.00 in zona Stazione  5 posti
Queste strutture assegnano i 45  posti-letto del Cappannoncino vicino al Lazzaretto, oltre ai quali sono disponibil altri 9 posti riservati alle donne, 5 in via Lombardia e 4 allo Zaccarelli.
Inoltre, altri 8 posti vengono messi a dispsizione nelle strutture (in via del Lavoro e a S.Lazzaro) dell’Opera di Padre Marella, e altri 4 sono accessibili tutto l’anno tramite il Pronto Intervento Sociale, un servizio d’emergenza attivabile dalle forze dell’ordine.
Indispensabile per accedere  ai posti letto la maggiore età e il possesso di documenti in regola, ovviamente anche per gli stranieri: chi fosse privo può essere ospitato per i 3 giorni che gli vengono concessi per produrre i documenti necessari.
Per tutti gli altri il tempo di permanenza è di 15 giorni, rinnovabile presso  la stessa struttura dove è avvenuto il contatto iniziale.
Ricordiamo che è prevista anche ospitalità per i cani, gli amici a quattro zampe, presso il Rifugio di via del Gomito.
In caso di allarme maltempo diramato dalla Protezione Civile, l’ospitalità può essere estesa anche agli stranieri irregolari privi del permesso di soggiorno.

Disegno di Maxmanz

ASSALTO ALL'EMERGENZA FREDDO

Pubblicato: 4 dicembre 2009 da massitutor in assistenze e bisogni, dormire, politica, stampa
E’ iniziato il Piano Freddo del Comune di Bologna, ma la vera notizia è che a Bologna l’emarginazione è stata sconfitta. Il giornale Il Bologna di giovedì scorso dice che il Comune dichiara che sono circa 50 le persone che dormono per strada a Bologna, il Piano ne offre 62. Lusso! E un altro problema è stato risolto! Vai così. E’ proprio il migliore dei mondi possibili.

clochardQuanta gente oggi in via del Porto…saranno mica i Radicali di Pannella che distribuiscono marijuana gratis?
Ah no, è solo il primo giorno dell’emergenza freddo…che brutta parola "emergenza", da l’idea di un qualcosa che ti coglie alla sprovvista, con la guardia abbassata, anche se ormai sono anni che questo problema, e con lui i tentativi per risolverlo, si ripresenta puntuale ed inesorabile in questo periodo dell’anno.
Il Capannoncino al Lazzaretto è pronto con le sue 45 brandine, altri posti sono stati ritagliati di qua e di la nelle altre struttute della città per un totale di 62 posti-letto.
Tutto a posto, a sentire il giornalista del Bologna che, riportando le stime dei servizi sociali, parla di 50 persone che abitualmente dormono per strada, senz’altro riparo al di fuori dei mai abbastanza benedetti portici,che se Bologna non li avesse non ci sarebbe tutta ‘sta gente in mezzo ai maroni….mi meraviglio infatti che nessun pazzoide fasciolegaiolo abbia proposto di abbatterli per risolvere il problema "alla radice"!
Fantasie deliranti a parte, sappiamo purtroppo che le cose non sono così semplici: il Comune fa quello che può, anche se un centinaio di posti sarebbe un obiettivo raggiungibile, e di gran lunga più soddisfacente.
Come al solito, le stime ufficiali vanno prese con le molle, e per chi sa leggere la realtà aldilà dei numeri(che sono SEMPRE arrotondati per difetto) le cose non sono certo così semplici.
Probabilmente queste cifre serviranno a mettersi il cuore in pace, ma le eccezioni alla regola, quando si parla di gente che vive per strada, sono tante quante la persone che verranno ospitate stasera, se non di più.
Quanta gente non è stata conteggiata perchè occupa rifugi di fortuna? Quanti dormono in baracche, cantieri, vagoni abbandonati, cascine, edifici più o meno fatiscenti, dalle catapecchie di cartoni e lamiera sul Reno dei rumeni agli appartamenti con luce, acqua e comfort vari degli squatter più smaliziati? Quanti di loro rischieranno di perdere la loro "casa" per una notte al caldo?
Impossibile saperlo, senza contare quelli che passano la notte seduti in sala d’attesa alla stazione o addirittura facendo avanti e indietro sui treni pur di stare un po’ al caldo, perchè la loro "mancanza di esperienza non gli ha suggerito di meglio…gente che magari fino a ieri aveva una casa, una famiglia, un lavoro, e semplicemente non se la sente di andare a dormire con 50 sconosciuti, magari ubriaconi, drogati, avanzi di galera, con il rischio di essere derubati di un portafoglio dove invece dei soldi che non ci sono più custodisce i ricordi di una vita, le fotografie degli affetti più cari.
Con il tempo aumenterà sempre di più il numero di quelli che si troveranno soli ad affrontare una vita dura, randagia, per la quale non sono preparati; oggi ci vuole veramente poco:divorzi, licenziamenti, sfratti, fallimenti…in Italia si è sempre contato sul grande ammortizzatore sociale naturale, la famiglia, ma i tempi sono cambiati, sono a rischio anziani, giovani, persone sole.
Sono finiti i tempi in cui l’alcool o la droga ti facevano finire in mezzo alla strada: ora é sempre più vero il contrario.
Questa è la realtà che bisogna affrontare, e di certo i servizi sociali delle città da soli non possono molto, il problema è collettivo, così come devono essere collettivi gli sforzi per migliorare la situazione(di risolverla inutile parlarne…)
Che si sia provveduto per tempo quest’anno è un ottima cosa, ma giocare con i numeri o addirittura mentire alla stampa e prendere per il culo la gente é un’altra cosa….L’articolo sul Bologna finisce con le parole di un’ex consigliere (di Rifondazione Comunista, oltretutto) che, tutto fiero per aver giustamente sollevato un polverone per stoppare la proposta di precedenza ai residenti nell’assegnazione dei posti letto, si dichiara soddisfatto del lavoro svolto: "Al Sabatucci, ad esempio, la ristrutturazione è ora completa".
Starà parlando dello stesso Sabatucci che conosciamo noi?

Non siamo soli

Pubblicato: 13 novembre 2009 da massitutor in assistenze e bisogni, bologna sold-out, civiltà, operatori dispari, politica

Pubblichiamo su Asfalto una lettra aperta di Paolo Klun, neo presidente della Consulta cittadina contro l’esclusione sociale, perché è una boccata di ossigeno in questa metropoli di provincia che ci fa sentire che gli ultimi, quelli in fondo alla coda non sono del tutto soli e che c’è qualcuno disponibile a intraprendere una stagione di propulsione e progresso dei servizi alla persona e della cultura della marginalità. Penso agli operatori, ai gestori, ai politici e a tutta la società civile che ha voglia di intraprendere questo gesto di emancipazione.

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Che fine faranno i senza fissa dimora non residenti?
Riflessioni dopo le dichiarazioni dell’assessore Politiche per gli anziani, Rapporti con l’associazionismo ed il volontariato del comune di Bologna
 
di Paolo Klun
Consulta cittadina per la lotta all’esclusione sociale

Il Muro di Berlino e’ caduto, quello dell’indifferenza no.
Si respinge alle frontiere, ricacciando in mare chi cerca disperatamente di guadagnarsi un’altra idea di futuro, ma si respinge anche alle porte della citta’, reinnalzando le mura medioevali, anche se a qualche viandante sara’ concesso una scodella di minestra e una stalla dove alloggiare.
Questo e’, fuori da ogni metafora, quello che oggi offre la citta’ di Bologna nell’idea del Sindaco e dell’attuale Giunta Comunale?
A sentire alcune esternazioni sull’argomento, per ultimo quelle dell’assessore Lazzaroni, sembrerebbe proprio di si’.
Un welfare compassionevole al posto di quel welfare comunitario e partecipativo richiamato nella Legge nazionale sull’assistenza e nelle leggi regionali? Se non ci fosse sulla bilancia la vita delle persone, cioe’ un concreto e tangibile pericolo di vita, i ragionamenti sulla differenza tra senza fissa dimora “residenti” e non residenti sarebbero solamente paradossali, dati dall’ignoranza di quel percorso, culturale e sociale, che ha portato alla battaglia sul riconoscimento dei diritti, primo fra tutti quello alla residenza, che ha visto le forze piu’ vive della citta’ (associazioni, volontariato, sindacati, la cooperazione, forze politiche e tanti altri) mobilitarsi e dare alle parole partecipazione e sussidiarieta’ un contenuto concreto e operativo.
Fateci capire a che punto siamo, perché dell’”emergenza freddo”, unica legge nazionale sui senza dimora, non ci si puo’ certo appuntarsi la medaglia se non per dire che questa volta si fara’ qualcosa di piu’ che un capannone freddo e maleodorante.
E quanti ne verranno accolti di piu’ o di meno dell’anno scorso?
E chi sara’ ammalato dovra’ tornare in strada tutte le mattine e sperare di rientrare, se sopravvissuto, la sera?   E ci sara’ un presidio sanitario?
E tutto il lavorio, meritorio, sul decentramento dei servizi e l’apertura degli sportelli sociali nei quartieri cosa serve se la risposta e’ quasi sempre NO, se non si riesce a dare una risposta immediata ad una donna che dorme in macchina con un figlio minore?
E se non si sa a quanti si devono dare risposte come si fa ad essere sicuri che non ce ne sara’ per tutti?
Perché accanto ai senzatetto “residenti”, c’e’ una moltitudine che preferisce restare invisibile. Sopravvive in baracche di lamiera, in capannoni industriali abbandonati, dorme in fatiscenti roulotte, su vagoni ferroviari, in tende nascoste a ridosso degli argini dei fiumi. E poi ci sono i nomadi, i clandestini, il flusso sempre piu’ massiccio di neocomunitari che va e viene dal paese di origine facendosi beffa di qualsiasi censimento
E i senza fissa dimora “non residenti”, come quelli che alla sera prendono il treno per andare al dormitorio di Firenze e alla mattina sono in citta’?   Dormiranno, litigheranno per un cartone, si sbronzeranno, si ammaleranno nelle strade di Bologna. E tra loro ci sara’ anche chi ci lascera’ la pelle.
Nell’indifferenza generale e in un silenzio criminoso.

Esclusione sociale a Bologna

Pubblicato: 6 novembre 2009 da massitutor in assistenze e bisogni, bologna sold-out, civiltà

La Consulta comunale di Bologna contro l’esclusione sociale e la sua battaglia contro il "Pacchetto Sicurezza"

images[2].jpgDal sito degli amici di Bandieragialla.

La Consulta comunale contro l’esclusione sociale di Bologna è un organismo formato da organizzazioni di volontariato, associazioni no profit e cooperative sociali che hanno deciso di lavorare insieme con l’obiettivo di dare impulso alle politiche comunali, attraverso progetti e occasioni di confronto pubblico, per costruire una cultura dell’accoglienza all’interno della comunità locale. Elemento comune a tutte queste realtà è dunque l’impegno nella lotta contro l’esclusione sociale. Paolo Klun, il neoeletto presidente della Consulta, ci ha raccontato della nascita di questo organismo sociale, che ha visto la luce in un clima di grande fermento culturale, clima che, con le nuove leggi sulla sicurezza, sembra ormai lontano.

Come e in quale periodo nasce la Consulta?
Essa nasce istituzionalmente nel 2001 come organismo a metà strada tra le istituzioni e il contesto sociale, essendo un organo di consulenza presso il Consiglio comunale, dal quale è stata istituita. Ma, a differenza di altri organismi nati anch’essi negli stessi anni (fine anni ‘90), essa possiede una particolarità, che consiste nel fatto di essersi auto-convocata. Ovvero, è nata dall’ input di una rete di associazioni (Caritas, Forum del Terzo Settore, Amici di Piazza Grande, sindacati, ecc.) che avevano come obiettivo quello di creare in città un momento e un luogo di riflessione sul tema della povertà e dell’esclusione sociale. Da quel momento sempre più associazioni si sono andate aggregando, creando una rete molto vasta, che ha coinvolto altri soggetti. In seguito c’è stato un momento di confronto con l’amministrazione, che ha riconosciuto il valore della consulta, inserendola nel suo Statuto comunale, e conferendole così legittimità. Si potrebbe dunque affermare che la sua è una storia particolare poiché è nata da un’esperienza di auto-convocazione, espressione di un bisogno emerso in città e all’interno della rete di associazioni ed enti che si occupavano di povertà e disagio in strada e segnale di un’avvenuta maturazione all’interno del dibattito culturale della città. Si è trattato pertanto di un momento che potrebbe essere definito politicamente e culturalmente “fecondo”. Sotto la spinta di questo fermento culturale, politico e sociale è stata avviata una nuova politica di servizi sociali (nascita delle strutture di riparo notturne, i servizi di prossimità in strada, i servizi serali, che accolgono e danno informazioni ai senza fissa dimora, li aiutano, ecc.).

Come presidente della Consulta, qual è la sua posizione rispetto alla recente iniziativa del Governo sull’istituzione del cosiddetto “registro nazionale delle persone che non hanno fissa dimora” inserita all’interno del “Pacchetto Sicurezza” (artt. 42 e 50), secondo la quale le persone senza fissa dimora vedono minacciato il loro diritto alla residenza presso le città nelle quali vivono nonché l’accesso ai servizi sanitari e sociali?
La Consulta si è già espressa in merito al momento dell’approvazione del “Pacchetto Sicurezza”, assumendo una posizione chiara, e richiamando l’Amministrazione a fare barriera contro una cultura che sempre più si va diffondendo all’interno della società, e che è una cultura che potremmo definire “dell’intolleranza”, poiché attacca alcuni diritti fondamentali e rischia di modificare interamente alcuni assetti sociali. La nostra preoccupazione è quella che le limitazioni all’accesso alle strutture di accoglienza ai soli residenti riporti indietro l’orologio sulle battaglie fatte per il diritto all’alloggio per tutti con una ricaduta sulle presenze di persone costrette a dormire in strada. Il nostro dovere come rete della cittadinanza attiva è quello di contrastare gli effetti che la legge sulla sicurezza avrà sulle persone meno tutelate (immigrati e senza dimora), sia per i suoi effetti di criminalizzazione e creazione di un clima xenofobo, sia per la lesione di diritti civili come l’accesso alle strutture sanitarie.

Cosa pensa del fatto che il “Pacchetto Sicurezza” non solo neghi il diritto alla residenza a coloro che non possiedono un alloggio, ma vincoli tale diritto all’accertamento di requisiti igienico-sanitari dell’alloggio stesso, estendendo così tale minaccia anche a coloro che lo possiedono, in genere persone straniere senza permesso di soggiorno?
Come già detto, tale provvedimento rischia di annullare la battaglia da noi portata avanti in questi ultimi anni per la residenzialità, per l’accesso ai servizi (accoglienza, salute, diritto all’alloggio e al cibo, ecc.) di tutte le persone, indipendentemente dal loro status sociale, dalla loro provenienza e cittadinanza, dalla loro condizione residenziale, legale, ecc. affinché tali diritti venissero accettati come diritti inalienabili della persona. Vincolare la concessione della residenza a requisiti igienico sanitari delle abitazioni potrebbe alienare i diritti a una fascia molto più ampia di soggetti in condizioni di povertà e di vulnerabilità sociale, tra cui in primo luogo le persone senza fissa dimora.
Con questo tipo di regolamento si rischia di fare un passo indietro e di spingere la città verso una vera e propria chiusura culturale.

Quali sono dunque gli obiettivi della Consulta in merito a questi provvedimenti?
Chiederemo all’amministrazione un chiarimento, visto che il regolamento è ancora in fase evolutiva, come del resto è in evoluzione l’intero sistema dei servizi. Non si hanno infatti ancora referenti istituzionali e operativi dei servizi certi, e questo è un problema. Speriamo tuttavia che proprio per questo, in questa fase, si riesca a trovare lo spazio per approfondire il sistema strutturale dei servizi sociali e il contenuto dei regolamenti attuativi che dovranno rendere questi servizi fruibili ai cittadini. I nostri impegni sulla carta sono molteplici e avremo bisogno di incontri con i futuri referenti per avere un quadro completo della situazione che presenta molte novità legate a questo nuovo “Regolamento generale in materia di servizi sociali”. Dalle amministrazioni locali ci aspettiamo risposte in tempi brevi.

tutto escluso 2009

Pieno successo sabato per Sold Out, l’iniziativa degli operatori del sociale di Bologna che ha riunito utenti dei servizi, addetti ai lavori e cittadini vari a piazza San Francesco in occasione della giornata mondiale contro la povertà. Si è discusso in una atmosfera conviviale rallegrata da una ottima pasta e fagioli accompagnata da un buon bicchiere di vino, mentre sullo schermo approntato per l’occasione scorrevano le immagini tratte da vari lavori realizzati negli anni dalle varie realtà della città, compresi quindi spezzoni delle interviste di Asfalto e materiale vario proveniente dal nostro blog. La buona notizia è data dalla folta rappresentanza dei bolognesi, molti dei quali passanti incuriositi dallo strano assembramento di personaggi così diversi che si è creato in una delle piazze meno sputtanate della città, proprio coloro ai quali erano rivolte molte delle parole spese dagli organizzatori della serata nei vari interventi, con i nostri tutor Massi&Massi in prima fila. Agli inteventi degli operatori sono seguiti quelli più o meno scombinati di quelli che dei servizi sono i destinatari, con momenti di ilarità e altri meno ameni che comunque ben esprimono la condizione di chi vive la strada ogni giorno. L’altro destinatario del messaggio è stato il ministro dell’interno Maroni, al cui indirizzo del Viminale è indirizzata un’ironica cartolina nata da una collaborazione tra le redazioni di vari giornali di strada (Piazza Grande, Shaker, Terre di Mezzo ecc.) con lo scopo di far giungere a chi di dovere la sacrosanta protesta contro chi vuole affrontare il problema crescente della povertà come una questione esclusivamente di ordine pubblico. La serata è poi proseguita dopo la cena accompagnata dalla musica sparata ad un volume più che accettabile dall’impianto messo gentilmente a disposizione dai ragazzi dell’ XM24, ai quali vanno pure i ringraziamenti (in particolare a Gabry) per l’ottimo lavoro svolto dietro ai fornelli. E grazie anche alle streghe inquietanti dell’associazione Oltre.
Una serata riuscita, senza scontentare il vicinato, abituato peraltro ad un ben diverso standard di rumorosità grazie alla vicina movida di via del Pratello, e che per fortuna non è stata rovinata dalla paventata ressa al momento della distribuzione della minestra (e del vino..) che invece si è svolta in maniera più che ordinata. Appuntamento quindi per una seconda edizione al 17 ottobre dell’anno prossimo!!