Archivio per la categoria ‘civiltà’

Pubblicità

Pubblicato: 24 aprile 2008 da massitutor in civiltà, politica
La pubblicità è l’anima del commercio soprattutto…. prima di investirne i profitti

We can be Heroes

Pubblicato: 14 aprile 2008 da massitutor in civiltà

milanocentrale

L’episodio sabato pomeriggio
Tenta di stuprare minorenne. Arrestato Sabato pomeriggio in Centrale.
A dare l’allarme un clochard che vive in stazione. In manette un uomo di 38 anni

MILANO – Nel pomeriggio di sabato 12 aprile il personale della Polizia Ferroviaria di Milano ha arrestato un cittadino italiano di 38 anni, originario di San Marco in Lamis (Fg), con precedenti specifici, perchè responsabile di violenza sessuale aggravata ai danni di una ragazza minorenne che stava transitando nella galleria dei taxi della Stazione Centrale. A far scattare l’allarme è stato un uomo senza fissa dimora, abituale frequentatore dello scalo ferroviario, che verso le 17 ha segnalato a un agente della squadra di polizia giudiziaria la presenza di una giovane in lacrime, trascinata con la forza da un uomo pochi minuti prima in un angolo nascosto della galleria, dietro uno dei pannelli dei lavori in corso. Continua a leggere su corriere.it

Incazzati neri

Pubblicato: 11 aprile 2008 da massitutor in civiltà, pensieri in libertà, politica

la rabbia nel mondo...La ruota dei sentimenti si ferma sulla Rabbia. Passiamo gran parte del tempo ad addomesticarlo questo sentimento, che pure è umano come tutti gli altri: ce lo impone la convivenza con gli altri, la civiltà, ma per non scoppiare alcune volte è meglio manifestarla e farla sfogare su un foglio o su un blog può fare anche bene.
E poi: uno ci mette tutta la buona volontà, ma quando in un periodo stretto ci passano sulla pelle la chiusura del dormitorio dell’emergenza freddo (una cinquantina di posti letto scomparsi); la chiusura del Drop In; le multe e il passato che ci inseguono a vita; le elezioni politiche: teatrino di burattini e burattinai al quale quasi nessuno di noi potrà partecipare col proprio voto e via così… insomma ogni tanto scappa la pazienza e qui buttiamo una rassegna delle migliori incazzature che siamo riusciti a raccogliere. Aspettiamo le vostre. A cosa servirà tutta questa rabbia? Questa conflittualità che deteriora ogni basilare rapporto umano? Non lo sappiamo. Intanto Buon fine settimana… GRRRRR!

Essere italiano e avere meno diritti di un cane
SENZA OFFESA PER IL CANE

Per chi come me che malgrado tutto alla società ha pagato tutto sia di tasse che di galera e finire in mezzo alla strada e volere ricominciare da capo, ma a suo malgrado avendo un documento con su scritto "Senza tetto" non vali un c….? E se cerchi un lavoro o qualsiasi fonte di sostegno è un casino e ce pure la polizia o i carabinieri che appena ti fermano se hai precedenti ti fanno l’espulsione e non e un foglio di via e che se non te ne vai dalla città ti sbattono in galera per 6 mesi. Ora se a un povero cristo essendo pure italiano dove va gli chiedono il domicilio e se lo fermano lo sbattono fuori per forza, si rimette a delinquere perché tutti mangiano; e poi si dicono tante parole per recuperare le persone che per loro sfortuna non hanno avuto la vita facile, ma è meglio liberarsene o con l’espulsione o ancora meglio sbatterli in galera. E ora che siamo un’altra volta sotto elezioni questi politici ci fanno come sempre un monte di promesse che poi vanno a finire nel vuoto, e sono solo cazzate che molti italiani come sempre se le bevono. Ma come si ripete da anni se ne va la sinistra e torna la destra con il nostro Berlusconi che si riprende quello che gli interessa di più: il potere. Ma se a votare andassero solo loro quei bei politici che si fanno fotografare con la loro bella scheda e moglie accanto da prassi, ora parlare di politica è sempre difficile almeno per me. Ma vedere certe persone che quando vanno su al potere, dopo tutte le promesse (per farsi votare), le prime leggi che fanno alla Camera sono per i propri interessi e di te se ne son dimenticati!!! Ah no: quando c’è da pagare le tasse o il canone Rai (e li ce ne sarebbe da parlare ma e una altra storia) allora sì che si fanno vivi. Oggi come 30 anni fa è cambiato poco in fatto di politica, ma per il popolo è sempre la stesa cosa: arrivare in fondo al mese. I nostri politici le pensano di tutte per farci stare meglio e nel 2000 si sono inventati l’EURO (che è un furto garantito) per tutti, ma per chi è in mezzo alla strada, anche se italiano significa avere meno diritti di un cane!!!
amatar

Dove ci porta Tutta questa rabbia?

La rabbia bisogna viverla per capirla, in questo mondo di merda ti ritrovi solo senza sapere cosa vuoi dalla vita, ragazzi come noi che viviamo la strada non è facile andare avanti, specialmente quando qualcuno di noi vuole uscirsene. Io sto provando con la mia pelle cosa vuol dire inserirsi in una vita tranquilla, non è facile perché la gente che ti segue penso che non abbia fiducia in noi.
si pensa che siamo sempre quelli di sempre, invece non è così; la voglia di cambiare c’è perché siamo stanchi di andare avanti di questo passo e di questa vita.
micheleugo

La "Rabbia" è in ognuno di noi, ma c’è molta differenza tra persone che la espongono in modo diverso perchè è un sentimento soggettivo. Ad es: un lavoratore dopo una lunga e faticosa giornata di lavoro non vede l’ora di tornare a casa, mettersi comodo e non essere rotto i maroni con le solite lamentele familiari quotidiane, le quali a volte la stessa rabbia si può trasformare in ira e allora il fatto diventa molto più preoccupante. Ci sono Manager che sono arrabbiati per un affare andato male, ma almeno loro hanno la speranza che il prossimo vada a buon fine. Poi c’è la rabbia interiore che abbiamo noi sfigati cioè gente che vive in strada ma spesso non la diamo a vedere per non dare segni di debolezza ne a noi ne a chi ci sta vicino. Potrei fare una marea di esempi come essere arrabbiati per non essere accettati per come si è ma lo vieni solo se sei come loro vogliono, parlo dei servizi, assistenti sociali, dormitori, la rabbia di vedere persone incompetenti a svolgere mansioni che non sono affatto di loro competenza, andare in posta e dopo aver atteso per ore una fila di gente e arribato il tuo turno ti mandano affanculo dicendoti che non è di loro competenza. Questi sono solo alcuni banali esempi di vita quotidiana diciamo di "Gente Normale" che poi vorrei ancora capire ed essere spiegato cosa si intende per tale aggettivo. Preferisco vivere nella mia "anormalità" ma dando senso e soddisfazioni a me stesso e alle persone che mi sono vicine per la verità poche, ma come si suol dire meglio poche ma buone, o meglio solo che male accompagnato. Oggi la rabbia ha preso il sopravvento perchè la società è caotica e se non ti adegui vieni tagliato fuori ed io non voglio essere arrabbiato per cui me ne resto fuori dalla mischia e dal caos che ormai non ti fa più neanche ne riposare e se vogliomo dormire perche dall’oggi già si pensa al domani.
andersen

Via della Povertà

Pubblicato: 9 aprile 2008 da massitutor in civiltà, morte
vicolo_backstreetsQualche buona notizia fra tante brutte: il 7 aprile, in Consiglio comunale, è stato approvato all’unanimità un ordine del giorno molto importante per tutte le persone che vivono e che vivranno la strada in futuro: un intervento del consigliere (e amico) Antonio Mumolo (del Progetto Avvocato di Strada) ha chiesto all’Assemblea che si intitolasse la via fittizia di Bologna, attualmente chiamata via Senza Tetto, a Mariano Tuccella, la persona senza dimora scomparsa la settimana scorsa dopo sei mesi di coma irreversibile, in cui si trovava per essere stato picchiato senza motivo da tre ragazzi mentre dormiva in strada.
A chiunque voglia partecipare, segnaliamo inoltre che i
funerali di Mariano (detto Lupo) si terranno giovedi 10 aprile alle ore 9, presso la Certosa di Bologna.

Qui di seguito riportiamo alcuni passaggi significativi dell’intervento di Antonio Mumolo alla seduta del Consiglio comunale. Un modo per ricordare la durezza della realtà della gente senza dimora; conoscere qualcosa di più sui diritti di residenza anche nelle altre città e salutare con un unico abbraccio Giorgio, Massimiliano e ora Mariano che ha trovato la sua pace.

Ho chiesto di intervenire in Consiglio Comunale perché vorrei tornare sulla scomparsa di Mariano Tuccella detto “Lupo”, morto la settimana scorsa all’ospedale per lungodegenti di Loiano, dove si trovava da alcuni mesi in coma irreversibile. Mariano aveva 49 anni. Come ricorderete, la notte tra domenica 30 settembre e lunedì 1 ottobre 2007 era stato picchiato e slvaggiamente e senza motivo da tre ragazzi, uno dei quali minorenne, mentre dormiva in strada (…). Per via dei gravi danni cerebrali subiti da quel giorno non ha più ripreso conoscenza e ha passato gli ultimi mesi della sua vita in un letto d’ospedale solo, senza l’apporto di familiari. (…) Oggi, dopo la morte di Mariano, vi chiedo un nuovo gesto. Nella nostra città le persone senza una fissa dimora possono chiedere la residenza in una via inesistente e chiamata via Senza Tetto. La via fittizia è molto importante perché permette alle persone di riavere una residenza anagrafica, e quindi di poter tornare a godere di molti diritti fondamentali, di potersi curare, di poter lavorare, di poter ricevere una pensione.
Una via simile oggi esiste in molte città italiane e ha spesso un nome anonimo come nel caso di Bologna. In molte città si chiama “Via della casa comunale”, “Via dell’ospitalità” o “via della città di…” con il nome della città. Un caso particolare invece, degno di essere raccontato, è quello di Roma, la prima città d’Italia a dedicare una via fittizia alla memoria di una persona senza dimora, morta in strada in condizioni di estrema povertà. La via inesistente a Roma è infatti dedicata a Modesta Valenti, una donna senza dimora morta nel 1982 alla Stazione Termini, che non era stata soccorsa perché sporca e vestita male. (…) Intitolando a Mariano il nome della via potremmo dare un forte segnale di attenzione da parte nostra alle problematiche dei più poveri, e faremmo un gesto importante alla memoria di un nostro concittadino meno fortunato di noi.
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Antonio Mumolo

C'era una volta il Drop In BO

Pubblicato: 7 aprile 2008 da massitutor in civiltà, droga, tutto cominciò così

Forse non tutti sapevano che a Bologna era nato un posto per persone senza tetto che dava la possibilità di farsi una doccia e di stare in un posto con degli operatori molto sensibili e che sapevano ascoltare tutti e sapevano darti una parola di conforto, che in questi periodi di ipocrisia e di gente esasperata non era male, ma come tutte le belle cose c’è sempre qualcuno che riesce a far chiudere delle strutture che fanno del bene ma, si parla sempre di posti per non lasciare la gente in mezzo a una strada, ma come si è di solito a fare quando c’è qualcosa che va bene la chiudiamo e poi la colpa è sempre di chi frequenta le strutture o per un motivo o per un altro. Il motivo più comune è della gente che abitava li vicino: che a parere mio vedersi arrivare delle persone poco gradite (TOSSICI) non è bello perché non giova al quartiere che già sopporta il dormitorio e l’unita mobile, che porta il metadone per la gente che vive in strada. Ma di certo la chiusura del Drop in è una conseguenza anche del saper convivere fra noi italiani e stranieri che lì vivevamo tutti insieme ma come in tutti i posti c’è il bello e il brutto ed è cominciato che appena appoggiavi o mettevi il cellulare sotto carica non lo ritrovavi o che te lo sfilavano di tasca come e successo ad un operatore o come tante altre volte che non sto qui ad elencare. Ma di certo il Drop in è nato per un numero di 30 persone, perché la struttura non e poi tanto grande e ritrovarsi nell’ultimo periodo ad un numero di persone che la struttura stessa non sopportava ed andava da un minimo di 80 ad un massimo di 100 persone, ed noi stessi avevamo capito che il Drop in a pasqua non sarebbe arrivato e cosi è stato. Ma per quel numero di persone che nell’ultimo periodo è arrivata al Drop in non era lì per il servizio, ma per il servizio di qualcun altro!!!. Chi vuol intendere inTenda (io in furgone!).
E così un posto che a Bologna mancava se n’è andato a farsi fottere. Gli operatori dicono che la struttura riaprirà in 35 giorni… VOI CI CREDETE?

Salviamo il Salvabile

Pubblicato: 26 marzo 2008 da massitutor in civiltà, droga, famiglia, felicità, lavoro, libertà, politica, salute, viaggio

 tempestaOggi 23 Marzo 2008. Giorno di Pasqua, il quale per molti, ma non per tutti è un giorno di pace non solo spirituale ed ecclesiastico, ma di pace interiore, la quale io non vivo e condivido con nessuno, tranne con la Solitudine, avendo scelto di rimanere da solo, per non far ricadere le mie colpe e i miei errori alle persone che ho amato, e tutt’ora amo, anche se a modo mio. Consapevole degli errori commessi agendo in questo modo. Ed è proprio per esternare gli stessi ho deciso di andare via non per vigliaccheria ma per non far soffrire le persone che amo. La decisione è avvenuta in un periodo di crisi familiare, economica, lavorativa, psicologica e, di conseguenza, a depressione e stati d’ansia e di colpa. Non sono uno stinco di santo, e dato di fatto sono ricaduto nell’abusare di droga e alcool, richiudendomi sempre più in me stesso e abbandonando e tralasciando tutto e tutti. Per salvare il salvabile ho deciso di far vivere loro una vita autonoma perchè sono per il "vivi e lascia vivere", ma questo discorso lo puoi affrontare quando sei da solo, non quando sei sposato e padre di due ragazzi di 19 e 15 anni. Allora subentrano i compromessi, i quali a me proprio non vanno giù, ma col passare del tempo ho imparato che senza i quali non si va da nessuna parte, ma strafottendomi delle conseguenze ho scelto il male minore che ritenevo allora possibile. Andare via, pensate ciò che volete (Vigliacco, inetto, irresponsabile e altri termini che a vostro parere ritenete opportuni). Ma non sono andato via senza aver salvato l’equipaggio come fà un buon capitano mettendolo al sicuro da un mare in tempesta con onde alte fino al cielo, fulmini che illuminavano di giorno le notti senza nè stelle nè luna, tuoni talmente assordanti, che rimbombavano e rimanevi frastornato e stordito per minuti senza renderti conto del tempo trscorso. Ora, rimasto solo sulla nave e assicuratomi che l’equipaggio è in buone condizioni, sto cercando di far attraccare questa vecchia carretta in un porto. Lo so, per rimetterla in mare in condizioni di poter affrontare la navigazione per un ritorno alla dignità ci vorrà del tempo, forse tanto, ma non demordo, anzi sarà uno stimolo in più per constatare che l’esperienza vissuta, e gli anni trascorsi in un mare in tempesta e pieno di vortici che più volte mi hanno risucchiato,  non accada più. Resomi conto  degli errori commessi nel passato farò in modo che ciò non accada mai più, rinsavendo, cambiando, migliorando almeno spero l’attuale tenore di vita, il quale non è più tollerabile e sopportabile almeno per me.

Nuove generazioni… crescono

Pubblicato: 19 marzo 2008 da massitutor in civiltà, politica, salute

Nuove generazioniTema alquanto interessante, e nello stesso tempo attuale e oserei dire scomodo da trattare visto i tempi che andiamo incontro con molta rapidità  rispetto agli anni passati. Ricordo con molto rammarico   di molti ragazzi o meglio dire adolescenti che giocavano con giochi di fantasia o tramandati dai più grandi che in base alla loro crescita, sia anagrafica che culturale, lasciavano loro in eredità ed erano sorridenti e felici di far parte di un contesto nel quale tutti si sentivano partecipi e l’amicizia che si creava si protraeva negli anni. Non come le Generazioni attuali che non possiamo di certo paragonarli a quelle ormai surclassate e invecchiate per non aver corso una maratona sociale la quale porta all’isolamento e al chiudersi in se stessi. Saranno molto probabilmente più intelligenti dei ragazzi di allora, ma, da quanto vedo in giro per strada e nei vari luoghi di ritrovo, li vedo chiusi in branco ispirandosi a fare cazzate che non li porterà di  certo a vivere in un contesto sociale di aiuto per il prossimo. Ma vorrei spezzare una lancia a loro favore, la quale col passare del tempo si potrà trasformare in un boomerang: La cosiddetta società attuale fatta di un non vedere e affrontare i problemi che spesso esistono in molte famiglie non per colpa dei genitori, scuola ecc.. Sono affrontati dai ragazzi stessi  formando il  branco il quale porta al bullismo che si ripercuote sui soggetti più deboli. Le nuove generazioni hanno di tutto, basta chiedere ai loro genitori i quali non sanno più dire di no. Qualcuno mi riterrà una mummia uscita da un sarcofago ma riaperto gli occhi per alcuni giorni, essendo poi ritornato nel sarcofago, aver vissuto il volgersi della vita di oggi (frenetica, caotica, senza “TEMPO”) Ha perso i valori essenziali mentre si devono riscoprire dentro noi stessi, ovvero: Onestà, dignità umana, amicizia, famiglia, rispetto per se e per gli altri. Girovagando per molte città sia d’Italia che dell’estero, non vedo più ragazzini e adolescenti fare giochi di gruppo che per me era socializzare. Oggi purtroppo le strade chiassose pullulanti di giovani vite che un indomani saranno il futuro della nostra società si sono chiusi nei loro lussuosi appartamenti davanti a computer, telefonini di ultima generazione con il benestare dei genitori che preferiscono tenerli chiusi in casa fino al loro ritorno dal lavoro e a cena lo scambio di parole è ridotto al lumicino, sia per loro, dopo una lunga, ed estenuante giornata di lavoro che per sfuggire a domande indiscrete, ammesso ce ne siano, i ragazzi attuali si ritirano nelle loro camere un po’ per studiare ma molto di più per isolarsi dal mondo esterno che è insegnamento di vita. Ti aiuta a crescere e rapportarti con più fasce di persone. Ma il pericolo che sta affiorando in modo evidente è il branco e la violenza: non che prima non esistesse, ma oggi è ormai un fenomeno di massa e sempre più emulato. Perché la noia quotidiana incombe in loro non avendo alcuna valvola di sfogo. Quanto finora detto si riferiva ad una fascia di età compresa tra i 12 e i 15 anni, ma con l’avanzare degli anni, cioè diventati maggiorenni almeno anagraficamente, ciò non significa che siano responsabili delle loro azioni, considerando il fatto che molti di loro accedendo alle superiori, spesso con ricatti o ritorsioni nei confronti dei loro principali educatori, cioè i genitori, riescono ad ottenere cose che prima, noi di vecchia generazione, non ci sognavamo neanche lontanamente ne di chiedere ne di sperare. Mi riferisco a macchine come bolidi che poi malauguratamente si trasformano in trappole mortali  per dimostrare a se stessi e a chi è in loro compagnia di essere immuni da qualsiasi fatalità. “STRAGI DEL SABATO SERA”, non solo. Non parliamo poi delle droghe moderne e non, le quali si possono permettere con l’aiuto della loro ma cospicua paghetta settimanale. Facendosi e rendendosi fighi agli occhi dei loro coetani. La vita và vissuta senza prendersi gioco di essa ma soprattutto non sfidarla. I giovani di oggi vestono abiti firmati hanno auto-bolidi, moto, vacanze, discoteca e paghetta “giornaliera” non più mensile e da qui allo sballo il passo è breve per rendersi fighetti e diversi ma coglioni. La vita è una e va vissuta senza prendersi gioco di lei ma in primis non sprecarla. Sarebbe una lotta persa in partenza per cui sarebbe meglio essere più consapevoli delle proprie azioni e ascoltare per la propria incolumità e quella degli altri almeno un consiglio: vivi la vita senza egoismo con fratellanza e altruismo e non girare le spalle a chi cerca un po’ di conforto o di calore umano che a questo mondo non tutti certo hanno, compreso me e molti altri.

Abitare le città

Pubblicato: 14 marzo 2008 da massitutor in asfalto fuoriporta, civiltà, week end a scrocco

quartiere gratosoglioPubblichiamo volentieri questo invito dell’associazione Terre di Mezzo di Milano per domani, Sabato 15 marzo dal titolo ABITARE LA CITTÀ.
Perché è un’occasione rara di conoscere una metropoli al di la delle sfilate, nei luoghi dove si cerca di costruire una convivenza nuova e sostenibile; inoltre ci prepara a Giovedì 3 aprile: quando la città di Bologna verrà invitata a partecipare all’evento Porte aperte (nel programma del festival
Naufragi). Tutte le strutture di accoglienza apriranno le loro porte a tutti i cittadini che vorranno conoscere da vicino i servizi di aiuto alla presona.
Ma ecco l’appuntamento di Milano:

"Partecipazione a Gratosoglio, la grande sfida all’ombra delle torri bianche"
Al quartiere Gratosoglio, estremo sud di Milano, si svolgerà la seconda visita guidata in promozione della fiera Fa’ la cosa giusta! Una visita strutturata per far conoscere un’esperienza di partecipazione con gli operatori e i cittadini di una realtà di periferia in forte trasformazione sociale. A far da guida durante la visita: il responsabile del Laboratorio di Quartiere Paolo Bortolussi e Cristian Zanelli della Cooperativa Abcittà.
Orari: partenza ore 15:30, appuntamento in Via Baroni 9, Milano (Tram: 3 – 15, Bus: 79). Fine visita ore 17:30
Programma completo su
www.falacosagiusta.org
Occorre prenotarsi:
volontarimilano@terre.it Tel 02-58118328

La qualità della vita

Pubblicato: 11 febbraio 2008 da massitutor in assistenze e bisogni, civiltà, dormire, politica

city viola_post

Mi chiamo Massimo De Laurentiis, e sono a Bologna dal 2000, venni a Bologna durante il periodo di aprile, e dopo qualche mese di vagabondaggio per varie mense e ospitalità saltuarie per le varie Caritas. Entrai nel primo dormitorio che si chiamava il "Carracci" che sono stato lì per vari mesi, dopo di che andai a via del Gomito: dormitorio in cui ho passato la maggior parte del mio tempo, oggi sono ancora lì e sinceramente ormai sentirei il bisogno di una situazione abitativa diversa. Perché io penso che un dormitorio dovrebbe essere qualcosa di transitorio, qualcosa dove una persona utilizza quel luogo come fosse un "parcheggio". Non si può pensare ad un dormitorio come qualcosa di effettivamente concreto e duraturo, diciamocelo chiaro: a nessuno piacerebbe restare in un dormitorio per sempre. Il settore sociale, i sert, gli assistenti sociali e i cosiddetti "addetti ai lavori" devono comunque tener conto di tante problematiche che il mondo dei cosiddetti senza fissa dimora è una realtà sempre più in espansione, che l’essere senza FISSA DIMORA oltre ad un forte disagio sociale non diventi una malattia inguaribile. Lo sperpero di fondi a cui lo Stato va incontro per appalti vari per strutture del più svariato tipo, deve essere finalizzato a migliorare la "qualità della vita" di chi già vive in situazioni precarie. Ricordiamoci che l’Italia è uno dei paesi con maggiori problemi nelle situazioni sociali e questo grazie ad un insieme di sistemi burocratici che da tempo ormai sono radicati nella nostra cara e bella società. E non per essere retorici, ma oggi vivendo in una società dove si esaltano i beni di consumo, i capi firmati, i cellulari dell’ultima generazione, le macchine sempre più lussuose, c’è bisogno di più umanità e altruismo per evitare il diffondersi di sempre più micro-società di emarginati sociali e di ghetti di periferia, altrimenti le città non saranno solo grigie per lo smog, ma anche per la mancanza di umanità.

A tutti quello che possono fare e non fanno, ai cosiddetti uomini di buona volontà, a quelli che da dietro una scrivania dicono "non si preoccupi ci penso io". A tutti di fare qualcosa per chi a voglia di urlare la propria rabbia e troppo spesso non ha voce, perché chi gestisce il potere non da ascolto.

Riprendo, in questo post, alcune parti di commenti che ho trovato molto intensi ed interessanti per una discussione che da un po’ di giorni sta strisciando su Asfalto e in questo modo è bene che proceda. Si è parlato di Sicurezza in rapporto (e contrapposta?) all’accoglienza in città; si è parlato di Modalità di accoglienza, di dormitori, di servizi e di Assistenti sociali. Il filo rosso che collega questi punti è la richiesta di aiuto. Il momento in cui una persona in difficoltà decide che l’unica cosa da fare è chiedere aiuto e accettare di intraprendere un percorso di relazioni decisamente a ostacoli.
Entriamo così nel cuore caldo di questo blog, perchè è anche per questo che è nato. Fatevi avanti e raccontate al "mondo" cosa significa avere a che fare coi servizi o, più in generale, alzare piano la testa e riuscire a dire Ho bisogno di aiuto.

Le assistenti sociali in una scena di Rom - vedi le altre foto

Analkoliker ha detto: il mondo che conosco io è fatto di povertà che avrebbero bisogno di interventi e strutture molto più imponenti. Io i dormitori li ho mandati aff…ulo da subito, cronicari cronicizzanti, se non sei ancora senza dimora in un dormitorio ti prendi la laurea. (…) Comincio col farvi notare che un Senza fissa dimora è un cazzo di senza fissa dimora, uno che dorme fuori e basta, questo non dovrebbe essere sufficente per dargli un letto? La dipendenza dagli assistenti sociali non è meglio di quella da eroina, farmaci o alcol.
Io non faccio l’operatore e tu non sai cosa significhi chiedere aiuto ai servizi: o meglio lo sai ed anche bene, ma ti manca l’averlo fatto per te stesso: perchè forse la rabbia che cogli nei miei post la comprenderesti più profondamente.

Massimo Macciavelli ha detto: Davvero pensi che ci sia qualcosa di peggio dell’eroina portata a livelli di strada? E’ vero tutti ci sfoghiamo tra di noi ma in fondo chi ci ascolta? E poi case popolari, donne, obblighi, firme, scadenze e tutta roba che viene da molto più in alto e allora ben venga l’operatore che scrive che si confronta anche con te.

Ant21 ha scritto: Quello che è cresciuto in modo esponenziale è la PERCEZIONE nella gente comune dell’aumento della criminalità per colpa dei mass media (l’ha detto Violante non io). Siamo manovrati ad arte: è meglio saperlo e regolarsi.

Kaberlaba ha detto: …io per esempio, la prima volta che sono andato ai sevizi, accompagnato da Massimo Zaccarelli, dopo due tre mesi di discussioni, mi sono reso conto che camminavo curvo, con gli occhi al suolo.
… ecco te lo dicevo, ancora prima di arrivare dall’assistente sociale cammino
con gli occhi a terra.
… da quando ti ho conosciuto sei sempre stato così, con gli occhi a terra, per questo
è importante che tu lo faccia…
Mettersi nudi di fronte agli altri ci fa vedere noi stessi, gli altri non contano mai nulla, noi siamo i giudici più severi con le nostre debolezze. Noi siamo il male e la terapia, soprattutto all’inizio, poi si impara a chiedere il meno possibile, per poi non sentirsi la sera da soli, ancora una volta una merda.
Tutti conoscono questi sentimenti, con la moglie, sul lavoro, a scuola, con la band, con lo spacciatore, col medico, con la madre, con i figli, con i compagni di partito ecc. ecc.

Sarebbe molto interessante leggere anche il punto di vista di operatori, psicologi, assistenti sociali ed esperti del settore.