Archivio per la categoria ‘droga’
Sono confuso quasi perso, non so più se vivo sulla terra o su un altro pianeta. Ditemelo voi forse sto sognando o forse sbaglio io l’unica cosa che so che combatto coi mulini a vento, è per me un periodo poco felice ho straabusato di tutto ma sopratutto del minias medicinale poco costoso ma dagli effetti devastanti. Ora mi ritrovo a combattere con un posto letto perchè il Comune di Bologna ha pensato bene di chiudere il 21/03/07 l’emergenza freddo, io sono consapevole che non posso essere un parassita per il Comune ma anche loro devono capire che fa ancora freddo, so che mi ritroverò in stazione a combattere per dormire un’ora o poco più, polizia che mi fermerà 100 volte fino a che anche loro non si romperanno le palle e mi daranno il mio avere per farmi capire che in stazione non devo stare. Ieri tutto contento sono andato a fare un colloquio per entrare in comunità, consapevole del fatto che così non posso andare avanti ma anche devo combattere per entrare visto che faccio uso del metadone loro accolgono persone con un dosaggio non superiore a 30mg io invece bevo 70mg, anche qui altro problema o meglio ostacolo, non so forse sono nato con la sfortuna addosso so solo che qualsiasi porta vado a bussare non si apre, ho provato a bussare anche alla porta del paradiso o purgatorio ma anche quelle non si sono aperte, insomma le ho provate tutte ma senza riscontro positivo arrivato aquesto punto mi viene da domandarmi: Dario rassegnati? Dario insisti? Vi dico subito che mi viene da dire mi rassegno tanto a questo punto solo la vita ho da perdere, posso solo dire chi vivrà vedrà altro non posso dire tanto l’ho già detto mille volte; a forza di dire le stesse cose mi rompo i coglioni pure io, vi saluto con tutto il cuore speriamo bene! Ciao a tutti quelli che mi vogliono bene.
Secondo mio padre quando le cose vanno bene c’è sempre qualcosa sotto, le aperture create dal pus sono guarite per seconda intenzione e dopo un pò la sensazione di crepiti’o della pelle è scomparso. Il riconquistato stato di salute ha fatto si che accettassi la proposta dei servizi sociali per adulti, situato in via paolo fabbri. Questo luogo rappresenta l’accoglienza per immigrati che si trovano in disagiate condizioni di sopravvivenza; nonostante la lista per l’accoglienza notturna sia temporaneamente sospesa, c’è la possibilità di affrontare un’emergenza freddo di una settimana; nel caso in cui abbiamo contatti con il sert per metadone, per conceling, per terapie soggettive o per la richiesta di entrare in comunità per tossicodipendenti.
Io sono considerata una quotidiana, nel senso che se voglio il metadone devo andarlo a bere tutte le mattine, alle fasce di apertura dell’ambulatorio, ogni tanto mi chiedono di fare le urine "loro" VANNO A TROVARE TRACCE DI EROINA e se ne trovano ti prendono appuntamento con il tuo dottore, perchè se ancora ti fai significa che il metadone che assui non ti copre abbastanza ed è quindi da aumentare, oppure il problema potrebbe di essere di natura diversa.
Comunque quella "maledetta" domenica si inserisce nel discorso di mio padre Discreto successo sul lavoro che mi da un sacco di soddisfazioni costruire maschere di cuoio partendo dalla carta pesta, bel gruppo di amici ed ecco VOVOVOVOVO, volante che mi blocca scendono dei figuri che mi dicono: "Lei è in stato d’arresto, venga con noi".e lei vada a leggersi asfalto il blog dei senza fissa dimora che a bologna e solo a bologna esiste."lei è la famosa blogger che ha richiesto la visita della questura, delle celle delle attese per gli arrestati, dei rivestimenti plastificati delle volanti e del tribunale." ma come ha fatto ad indovinare?
Sono vendute per strada, in discoteca, a volte persino all’entrata della scuola o in ufficio.
Il mercato degli stupefacenti sta per essere invaso delle nuove droghe di sintesi. Tutte hanno una prerogativa: costano poco e si assumono con facilità. Fumare, ingoiare o sniffare è alla portata di tutti, tanto degli adulti, come i professionisti che possono fare uso anche sul lavoro, quando dai giovani, che cercano uno sballo immediato nella discoteche. Tuttavia speed, ice, shabbo e tutte le nuove droghe di sintesi in poco tempo si “mangino” il cervello. La loro potenza e la loro velocità di azione è impressionante. Soprattutto quando sono assunte con altri allucinogeni. Una realtà che sembra essere destinata a diffondersi a tutte le classi sociali e a mescolare al mondo delle droghe oggi più comuni e conosciuti.
La cannabis è di gran lunga la droga illegale più consumata. Stando all’ultimo rapporto dell’Organizzazione delle nazioni unite, ben 150 milioni di persone nel mondo l’anno scorso si sono fatte uno spinello 13 milioni hanno sniffato cocaina e 15 milioni si sono “fatte” di eroina, morfina e oppio. In Olanda si può comprare e fumare nei Coffee Shop. Ma ci sono anche nazioni, come Canada e Svizzera, che, sollevando molto clamore, hanno autorizzato la coltivazione di cannabis e l’uso di questa pianta per usi terapeutici. Sebbene oggi non siano ancora del tutto notti i meccanismi farmacologici dei principi attivi della cannabis, in molti ne riconoscono gli effetti antidolorifici sui malati terminali di cancro o di altre gravi malattie. Ciò nonostante, l’uso assiduo di marijuana porta a gravi conseguenze sull’organismo sia livello fisico (ad esempio sterilità maschile) sia livello psicologico (progressiva perdita di motivazioni e incapacità di ottenere gratificazioni personali dagli avvenimenti quotidiani).
L’identikit della canna
Che cos’è: la cannabis è originaria dell’Asia Centrale. È senza dubbio la pianta più antica, con proprietà stimolanti, conosciuta dall’uomo. È nota con più di 300 nomi, i più comuni dei quali sono cannabis, marijuana o “erba”, ma anche ghana, super skunk, buddha grass, calabrese e cosi via a secondo della varietà. La resina prodotta dai fiori femminili della pianta (Cannabis sativa, C. indica e C. ruderalis) possiede una consistente percentuale di cannabinoidi, e in particolare di THC sostanze stimolanti danno dipendenza.
Metodo di somministrazione: fumata, mangiata, o in infusione.
Effetti: stato di euforia, rilassamento, facilità di socializzazione, sensazione auditive e visive esasperate. Gli effetti si fanno sentire per 15-20 minuti dopo l’inalazione di una canna o per 4-6 ore dopo l’ingestione per via orale. Si manifesta anche una spiccata mancanza di concentrazione e una leggera diminuzione delle prestazione fisiche.
Modalità di azione: il tetraidrocannabinolo, principale componente attivo della cannabis, si fissa nel cervello a livello del sistema limbico, sede delle nostre emozioni.
Pericoli: in forti dosi, si manifestano allucinazioni, vuoti di memoria, perdita delle nozioni di luogo e di tempo, depresione. 55 consumatori di marijuana su 100 hanno già provato una sostanza come la cocaina, il crack o le anfetamine.
L’identikit dell’ecstasy
Che cos’è: è la droga di sintesi attualmente più consumata in Italia. Questa molecola, MDMA (3,4-metilendiossimetilanfetamina) fa parte della famiglia delle anfetamine, eccitanti molto potenti talvolta usati nei medicinali per diminuire la sensazione di fame (la cui vendita è oggi vietata). Spesso la “graziosa” pillola colorata contiene anche allucinogeni del tipo LSD, caffeina, efedrina e altri prodotti molto tossici, come sapone detergenti, topicidi.
Metodo di somministrazione: compresse da inghiottire. Sulle pastiglie, di diversi colori e foggia, sonno spesso incise steline, cuoricini, sigle o faccette.
Effetti: lo “sballo” dura 2-3 ore e il mondo appare pieno di amici.
Modalità di azione: il MDMA aumenta la liberazione di dopamine e anche di serotonina, i neurotrasmettitori del nostro equilibrio veglia-sonno. Una pastiglia di ecstasy costa dai 10 ai 30 euro. Una sola assunzione è sufficiente per rischiare la morte.
L’identikit dell’eroina
Che cos’è: è il lattice estratto dal papavero da oppio. È inizialmente trasformato in oppio, raffinato in morfina, poi mischiato ad altri prodotti per produrre l’eroina. Oggi è sempre più diffusa l’eroina “brown sugar” o kobret, l’eroina di scarto in polvere scura, tagliata con anfetamina o sostanze simili, che si fuma.
Effetti: un lampo seguito da sogni euforici, impressione di librarsi, leggera sonnolenza. L’eroinomane si trova bene sulla sua nuvoletta.
Modalità di azione: l’eroina si insedia sui recettori di endorfine (le molecole antidolore che il nostro corpo fabbrica naturalmente) posti sulle membrane dei neuroni. Cosi anestetizzati, i neuroni inviano massaggi di benessere al cervello, anche quando in realità tutto va male.
Pericolo: l’uso porta a una dipendenza fisica e psichica molto forte e rapida. Si rischia la morte per overdose o per droghe tagliate con sostanze letali.
L’identikit della cocaina
Che cos’è: estratta dalle foglie della pianta di coca (Erytroxylon coca), la cocaina si presenta in forma di polvere biancastra. Esiste anche sotto forma di crack, una polvere granulosa da fumare che, riscaldata, produce degli scricchiolli.
Metodo di assunzione: sniffata, fumata o iniettata.
Effetti: in un primo tempo, sensazione (il “flash”). Ci si sente sicuri di sé, e di conseguenza si sovrastimano le proprie capacità fisiche e intellettua
li. Effetto garantito per 15–30 minuti. In seguito, c’è la discesa, l’azione della sostanza s’interrompe e si piomba in uno stato di depressione. Il crack procura una sensazione più intensa e più breve (da 5 a 10 minuti) poiché arriva più rapidamente al cervello, ma porta a comportamenti ultra violenti.
Modalità di azione: agisce liberazione di dopamina, da cui deriva la sensazione di piacere.
Pericolo: la dipendenza psichica è fortissima. Lede il sistema nervoso.
Il giro degli spinelli è molto cambiato rispetto a quello degli anni settanta. Se allora si fumava erba con un 3-4% di THC, oggi sul mercato ci sono canne con un 30-40% di principio attivo. Secondo gli esperti danni dei “super spinelli” sono notevoli. Per i giovanissimi, il cui sistema nervoso è ancora in via di sviluppo, i danni ai neuroni sono gravissimi. Rilassamento, euforia, risate folli… Questi sono gli effetti che vuole ottenere chi fuma uno spinello. Non si pensa però che si rischia anche un secondo effetto con la cannabis. Un consumatore su 10 mila dopo avere fumato si ritrova sotto un effetto allucinogeno permanente, che può durare da 8 giorni a 2 mesi. In questo stato, ci si crede onnipotenti, si sentono voci immaginarie e si è convinti di essere al centro dell’universo. Questo non è il solo rischio che si corre. L’erba o l’hashish possono anche rivelare su certe persone delle turbe psichiche nascoste, in particolare la schizofrenia, una malattia mentale che si sviluppa fra i 18 e i 25 anni, la cui incidenza è quintuplicata in chi si è già fumato più di 50 spinelli. Inoltre, senza necessariamente aver abusato del “fumo”, chi si fa finisce col chiudersi in se stesso e l’euforia diventa depressione. In breve, ci si ritrova con una personalità spezzata definitivamente.
Certi spacciatori rendono l’erba o l’hashish più “invitante” aggiungendoci delle sostanze per niente allettanti. Alcuni esempi? Spruzzano delle lacca per capelli sull’hashish per dargli una aspetto più lucido, oppure lo mischiano al lucido da scarpe per accentuarne il colore, altre volte vi mescolano dell’olio per motori o di paraffina per ammorbidirlo. Non solo, alcuni spacciatori aggiungono alla pasta di resina o all’erba medicine triturate per amplificare l’effetto. Una volta bruciati e aspirati, nessuno può prevedere le conseguenze.
Il Consiglio dei ministri i marzo 2004 ha approvato un disegno di legge che modifica la disciplina in vigore sull’uso di stupefacenti, nonché sulla riabilitazione dei tossicodipendenti. In particolare per quanto riguarda le sanzioni, è sparita la differenza, fra droghe “leggere” “pesanti”. È vietata la detenzione, l’uso e lo spaccio di qualsiasi droghe.
Erano sette ore che aspettavo a quella punta il mio amico per l’ennesima pera. Lo conoscevo da un pò di tempo e non era la prima volta che gli consegnai i soldi in mano. Lo sconforto, il tradimento dell’amicizia, la tristezza, il down che mi contorceva le budella mi hanno sparato in una dimensione da incubo.

Erano oramai 12 anni che vivevo alternando eroina, alcool, extasy, psicofarmaci, temgesic, paracodina, codeina, lsd, anfetamine, ecc. Decisi di farla finita una volta per tutte a 30 anni, avevo la scatola di roipnol e altro in tasca mi trovavo ai giardini margherita era il giovedì 28 aprile del 1994 uno sguardo intorno poi il buio. Non ricordo più nulla. Qualche angelo è passato alle cinque di mattina e ha chiamato l’ambulanza non l’ho mai saputo. I miei ricordi riprendono da due occhi azzurri stupendi di una ragazza giovane con la mascherina sulla bocca, un’infermiera, che cominciò subito a chiamare i suoi colleghi, mi ricordava tanto l’ultima mia ragazza laureata in medicina e che mi ha mollato perché ovviamente mi facevo troppo. Sono stato 3/4 giorni in coma, ma avevo l’impressione che fossero 3 mesi. Ricordo che fui stupito nel sapere che mi trovavo a Bologna. Ma il buio era ancora vicino a me il dottore mi sentenziava un’elenco di malattie indicibili, un tubo conficcato nel petto per pneumotorace. Probabilmente mi è tornato su l’acido, non lo so, ma pensavo fosse una punizione e decisi di strapparlo rischiando per una seconda volta la vita. Ho dato al dottore il numero di telefono e la via della prima casa popolare dei miei genitori mentre erano già un pò di anni che vivevano in una casa di proprietà acquistata con la liquidazione di 40 anni di lavoro di mio padre maresciallo dell’esercito. Erano cancellati ben 10 anni di dati nella mia memoria. Non me ne rendevo ancora conto. Poche cose mi tornavano in mente, le sensazioni erano forti e distorte e si legavano alle emozioni vissute gli ultimi giorni quando le ambulanze in una città che non era Bologna mi rincorrevano e non riuscivano a prendermi perché ero in un acido anfetaminico che sfidavo Mennea in persona. Mia madre a fianco del letto mi ha comunicato la mia più brutta notizia Sciascia (la mia cagnetta) è morta avvelenata. Se potessi parlargli… Non voglio sapere cosa passava nella mente a quella persona che ha voluto offrirti un polpetta con il veleno. "Te l’ho sempre detto di non toccare nulla nella strada e soprattutto dagli sconosciuti, il mangiare te lo davo io, ma era più forte la tua voglia di vivere, scoprire il mondo. Lo so che a te piacevano tanto, ricordi quando con i tuoi salti arrivavi fino al mio mento? La felicità che leggevo nei tuoi occhi era la cosa più bella che mi hai saputo regalare. Eri così ingenua che pensavi "tutti gli uomini mi vogliono bene come il mio padrone" sono passati 13 anni e mi manchi, ancora oggi le mie lacrime sono per te. Il giorno che sei mancata volevo ricordarti così. Resterai per sempre la mia migliore amica".
I primi anni furono terribili rendersi conto di essere in un dormitorio senza soldi, senza memoria, senso dell’orientamento, perdersi ogni giorno per strada, eppure il giro era sempre lo stesso andare in mensa in via del Porto e tornare al Beltrame. Intorno a me il mondo che gira come lo vivevo io, in quel tratto di strada le persone le volevo avvicinare, parlare, ma tutti si allontanavano era un film al contrario che avevo già visto, ma che il protagonista questa volta ero io.
Una voce dagli speaker del dormitorio annuncia la nascita di Piazza Grande un giornale dei senza fissa dimora che permetteva di guadagnarsi due soldi. Ovviamente quel giornale era un modo di tirarsi su due spiccioli. Cosa sia stato dopo per me Piazza Grande non si può descrivere in due parole, ma per anni ho venduto il giornale per strada ho rotto quel muro che divideva me e il mondo che incrociavo camminando ogni giorno fra via del porto e il Beltrame. Anni dopo ho riscoperto me stesso iniziando a confrontarmi con le manualità, la convivenza con altri in un ambito lavorativo ideale che erano e sono tutt’ora le Officine di Piazza Grande. Ho scoperto che potevo essere anche un piccolo imprenditore insieme con loro nel 1998 come socio fondatore della ”La Strada di Piazza Grande”.
Oggi sono un operatore lavoro nelle strutture d’accoglienza, ho il mio stipendio e so che il mio lavoro permette di creare occasioni d’inserimento lavorativo anche ad altre persone che hanno vissuto storie simili alla mia. Oggi sto combattendo contro la mia malattia, ma mi dà forza l’amore che ho per quella donna che ho conosciuto in condizioni pessime proprio 10 anni fa in dormitorio seguita dal centro salute mentale. Ma è più esatto dire che ci aiutiamo a vicenda visto che adesso lei forse stà meglio di me ha ripreso a studiaree adesso le manca qualche mese per diplomarsi. E pensare che ”sente le voci” ancora oggi. Penso di aver pagato tanto per i miei errori, ho lavorato per la città pulendo per anni bagni e toilette. Lavando strade, giardini, sgomberando cantine, e sempre in prima linea fra mille lavori che hanno permesso a questa associazione e cooperativa La Strada di essere un punto di riferimento per i servizi sociali di questa città. Eppure ancora oggi ci sono storie come la mia e colleghi anche più in alto che vengono interdetti dai pubblici uffici e da qualsiasi funzione, nonostante si fossero ripresi in mano la vita superando se stessi e gli ostacoli che ancora esistono verso i deboli e gli esclusi.

Degrado assoluto psicologico totale
Pubblicato: 12 marzo 2007 da massitutor in droga, pensieri in libertà, salute
E’ impossibile non riflettere sulla vita di ogniuno di noi.
Sono stanco di subire le giornate, questo subire mi porta a fare uso di eroina, se non ci sono i soldi pensate che affare! basta una ricetta del medico e una farmacia aperta di turno, per comprarti il famoso farmaco chiamato "minias".
Io la chiamo la droga dei poveri, perchè con poco ti ritrovi sconvolto più dell’eroina.
La cosa triste è che non vivi più, anzi vegeti fino alla fine dell’effetto con sconpensi psicologici allucinanti, perchè non ti ricordi nulla, l’unica cosa che ti risale alla mente è come comprare l’altra boccetta di "minias".
Questa è la mia vita da un mese a questa parte dove per non annoiarmi la sto continuando. Ora chiudo con il discorso teorico del minias e l’effetto su di me. Ieri sera riflettevo sulla settimana trascorsa e camminando sotto i portici di Bologna, rifflettevo sulla mia depressione dove per svariati motivi non scambiavo parole con nessuno ero chiuso nel mio uovo e non ci facevo entrare nessuno.
Ho deciso di dire basta a questa cosa affrontando il problema con la testa e la consapevolezza che ho bisogno di aiuto. Per adesso mi sono preso dei giorni di riflessione e poi vedrò sul dafarsi; sappiate che il mio intento è quello di rientrare a Sanpatrignano struttura che mi ha dato molto, ma per via del mio abbandono precedente mi sta facendo aspettare molto tempo, questa è l’unica pecca che ha Sanpatrignano come struttura. Io penso che se uno ha bisogno va aiutatato a prescindere dalle battaglie politiche che sampa porta avanti da anni: contro i sert e la legge sulla riduzione del danno. In questa battaglia politica va a colpire il tossico che pur di entrare è disposto di stare mesi fuori dal cacello di Sampa al freddo e al gelo.
A questo punto ho dovuto scegliere una comunità del sert dove in poco tempo mi accettano iniziando un’altro capitolo e pezzo della mia storia. In tutto questo malessere ci va aggiunto l’abbandono di mio fratello più piccolo: in lui avevo riposto fiducia e sostegno, un giorno ricoverato all’ospedale Maggiore di Bologna gli chiesi degli indumenti per quando mi dimettevano me li ha portati perchè l’hanno costretto poi me li ha lanciati sul letto dicendomi: tu da oggi non sei più mio fratello! fai finta che io sono morto, non vi dico come mi sono sentito cadere il mondo addosso e tuttora soffro per qusto suo gesto.
Ora chiudo spero di non avervi annoiato ma la realtà è questa la droga non porta a nulla ma solo alla distruzione e alla morte, che affare drogarsi!
E’ impossibile riconoscersi dopo tanti anni di strada e droga: un giorno ero sull’autobus linea 13 che porta a Borgo Panigale, quartiere di Bologna. Guardandomi intorno mi accorgo che tantissime cose case, fabbriche ed altro sono cambiate ed a quel punto mi è venuto da dire: guarda cambia tutto ma Dario è sempre lo stesso con la sua droga nella testa, con la sua giornata sballo. La cosa che mi colpisce ancora di più è che forse un giono quelle strutture ci saranno ancora… Dario no.
Preciso: vado spesso in posti che, da piccolo, mi hanno lasciato qualcosa di bello e regolarmente inizio a piangere perchè l’unico ragazzo, simpatico, adulto più dei suoi amici è rimasto una merda di "tossico". Penso che il mondo sia ingiusto e che faccia pagare un prezzo tropppo alto a chi non c’entra, con questo non voglio dire che se uno ruba non debba pagare ma mi riferisco ad altre cose, mi domando: e se fossi nato in un’altro quartiere con genitori diversi? Dario sarebbbe quello che è ora?
L’alcol è una delle droghe più comuni nel mondo. Secondo una recente ricerca dell’Istat, in Italia un milione di persone è affetto da alcolismo cronico e ogni anno sono 40mila i morti per malattie dovute all’abuso di alcolici.
A 11-12 anni, i bambini italiani assaporano, sotto gli occhi divertiti dei genitori, il primo bicchiere e in questo sono i più precoci d’Europa. La sudditanza all’alcol nasce come una semplice trasgressione che in breve tempo si trasforma in una totale dipendenza psicologica e fisica. L’alcolismo può colpire chiunque giovani o vecchi, ricchi o poveri, uomini o donne, forti o insicuri. Chi beve fatica a riconoscere i sintomi e spesso finisce per essere l’ultimo ad ammettere di aver un problema.
L’identikit dell’alcol.
Effetti: dipendono dalla dose assorbita e dalla corporatura del bevitore. Al di sotto di 2 bicchieri, ci si sente rilassati, meno timidi. Tra 2 e 6 bicchieri circa, c’è lo stato di ebbrezza, che può terminare con mal di testa e vomito. Dopo i 6 bicchieri, il bevitore sente molta fatica. Oltre i 15 bicchieri d’alcol per un uomo. E 9 per una donna, si rischia di andare in coma.
Modalità di azione: il suo componente è l’etanolo, una piccola molecola che, attraverso l’apparato digerente, contamina facilmente le cellule dell’organismo, perfino quelle degli alveoli polmonari. E’ l’etanolo che rende dipendente in quanto aumenta la liberazione di dopamina e di serotonina.
Pericolo: le conseguenze di un abuso d’alcol sono immediate. L’accesso di fiducia e la perdita di controllo sulle proprie azioni fanno sì che ogni anno 200 ragazzi muoiano sulle nostre strade. In Europa, un giovane su 4, tra i 15 e i 29 anni, perde la vita a causa dell’alcol. Inoltre, la maggior parte delle malattie legate all’alcol è il risultato di un consumo eccessivo d’alcol durante molti anni.
Prezzo: con pochi euro si può facilmente acquistare una bottiglia di vino o una latina di birra, ma anche bere un aperitivo scontato con “Happy hour”.
Le donne sono svantaggiate rispetto agli uomini in quanto possiedono una minore capacità metabolizzare il vino. La concentrazione di “alcol deidrogenasi”, l’enzima che metabolizza l’alcol, è infatti circa la metà nella donna. In pratica, a parità di consumo, la tossicità dell’alcol è doppia. Così un bicchiere di vino, fa salire il tasso alcolico nel sangue di una donna del peso di 50 chili di 0,33g/l. Con la stessa quantità di Chianti, il tasso alcolico nelle vene di uomo di 70 chili aumenta di 0,20 g/l. Un aspetto che ha pesanti conseguenze, specie se a guidare è lei: con un bicchiere e mezzo di vino, secondo la legge, una donna al volante è già in stato d’ebbrezza.
In Italia la legge quadro sull’alcol del marzo del 2001 vieta le vendita di superalcolici in autostrada dalle 22 alle 6 del mattina e la pubblicità radiotelevisiva nella fascia oraria dalle 16 alle 19. Al volante, il tasso massimo legale di etanolo nel sangue è fissato a 0,5 g/l (circa 2 bicchieri). Guidare in stato di ebbrezza, secondo di nuovo codice della strada, comporta l’arresto fino un mese e un’ammenda da 285 a 1.302 euro. In caso di rifiuto del conducente a sottoporsi al test con l’etilometro, è previsto l’arresto immediato.
Bere riduce la capacità di concentrazione e fa crollare la lucidità. Si va facilmente in confusione e si dimenticano le cose. Se l’alcol viene associato a farmaci gli effetti possono essere disastrosi con il rischio di perdita totale controllo.
In crisi di astinenza i sintomi sono tremori, in particolare alle mani, aumento della sudorazione, nausea e un’accelerazione dal battito cardiaco, soprattutto al mattino. Inoltre, spesso si prova ansia e depressione, ma anche sbalzi di umore. Nei casi più violenti si presenta anche il delirium tremens, con forte agitazione, stato confusionale e reazioni incontrollate.
Paure e Timori di un ''utente''
Pubblicato: 27 febbraio 2007 da massitutor in droga, laboratorio, lavoroBuon giorno. Sono Marco, oggi è martedì devo dire che stamani mi sento abbastanza bene, naturalmente ho purtroppo ancora delle cose da risolvere ma sento che tra breve qualcosa si muove. Ho lavorato dal mese di ottobre prima nel laboratorio di falegnameria in borsa lavoro, poi dal mese di dicembre nel laboratorio di informatica quì alla Cooperativa La Strada. Sono stato molto bene, anche se ci sono stati dei giorni che ero a terra come morale, tutto questo a causa dei miei innumerevoli problemi da risolvere e che non sto ad elencarli sennò si farebbe notte.
Fisicamente e mentalmente sto bene infatti sono la bellezza di 3 mesi e mezzo che non tocco più sostanze cosa per me molto bella visto e considerato che nei miei 28 anni di tossicodipendenza non era mai accaduto di stare fermo tutto questo tempo. Tra l’altro la cosa bella è che non ne sento ne’ la voglia ne’ tanto meno la necessità di usare droghe. Riguardo la mia persona ora che sto prima di tutto bene e in secondo luogo sto raggiungendo delle cose per me molto importanti sarebbe da stupidi giocarsi tutto in un attimo, io questo film l’ho visto tantissime volte, quando cominciavo a stare bene ecco che mi scattava qualcosa in testa e naturalmente in un attimo vedevo svanire tutto quello che avevo costruito con tanti sacrifici e facendomi un mazzo grande come un palazzo. Memore di questa esperienza io non voglio più assolutamente fare gli stessi errori di prima, poi penso e sono convinto che a 46 anni se ricado un’altra volta non mi rialzo più. Veramente per me sarebbe la fine a tal punto che avrei il coraggio di tentare il suicidio. Troppe sofferenze in questi 28 lunghi e interminabili anni un’altra ricaduta non la reggerei più. Ogni tanto ci penso a questa cosa tanto per avere la guardia sempre bene alta, un attimo di disattenzione e la frittata è fatta. Oggi pomeriggio devo incontrarmi con mio padre perché vado dal dentista, ho 2 denti da ricostruire. Questa cosa è stata organizzata da mia madre se era per me non ci sarei andato: primo perché si spende tanti soldi poi perché non mi fanno male, ha detto mia madre che paga lei, infatti a me dispiace molto fargli spendere dei soldi, ho provato in tutti i modi a fargli capire che non mi fanno male e soprattutto che non mi danno alcun problema ma non ce stato niente da fare, spero solo che un domani non si lamenta della spesa fatta perché conoscendo mia madre ce questo rischio. Dicevo prima oggi sto abbastanza bene e spero che questo momento positivo continui il più a lungo possibile. Ci sentiamo alla prossima volta Ciao Marco.
Spero di non annoiarvi ma oggi volevo fare un remenbar (remember), non so forse è un periodo positivo che ne voglio far partecipe più gente possibile. Mentre stavo parlando con un amico sul come ero diventato un senza fissa dimora, ripensavo anche del perchè ero arrivato a questo. Con i miei pensieri ero tornato a 22 anni fa, cioè come era bella la vita senza la droga o almeno quella pesante, talmente pesante che purtroppo la mia vita stava cambiando in un modo che mai avrei immaginato. Infatti prima che conoscessi l’eroina la vita era molto spensierata con vista in positiva, avevo voglia di fare tante cose, invece tutto è cambiato adirittura anche per quello che riguarda le ragazze del resto tutta la voglia che prima avevo nel cercare un confronto con l’altro sesso molto sta scemando e credo che l’eroina abbia influito molto a livello psicologico. Del resto quando hai la roba in testa sei talmente preso da te stesso che non ti frega più niente di nessuno. In tutti questi anni oltre ad aver buttato al vento tanti soldi, affetti, opportunità di lavoro e amicizie ero arrivato al punto che ogni volta che mi capitava di andare a letto con una donna prima mi dovevo "fare" perchè cosi avevo per tante ore il pene sempre duro in modo che la donna godesse all’infinito, pur sapendo che io per tutto il tempo io non avrei sentito il minimo piacere perchè ti annulla, ma davanti a loro passare per stallone infaticabile a me bastava, anzi mi dava tanta importanza. Adesso che è un po’ di tempo che non uso più eroina parlando dei miei vissuti con le donne ripensavo a quella volta che ero a casa della mia donna, stavo malissimo ero in astinenza lei aveva capito però mi ha voluto umiliare per cercare di farmi capire che a lei non interessava la durata o quanti orgasmi avrebbe avuto facendo l’amore in quel modo che con l’amore e il volersi bene non c’entra niente, sedendosi davanti a me e senza mutande dicendomi che aveva voglia di fare l’amore, ma io davanti a me in quel momento volevo vedere il più presto possibile una siringa piena e subito me ne sono andato. Pensando adesso mi viene da dire solo "PAZZESCO". Mi chiedo fino a che punto ti cambia per arrivare a scartare una donna prima di iniettarti quella schifezza.
Pensavo alla casa che mia MAMMA morendo mi aveva lasciato ma che avendo solamente la roba in testa non sono riuscito a prendermi una sola responsabilità, perchè anche drogandomi ho avuto la forza di lavorare quasi sempre mantenendomi però solo per farmi senza mai mettere da parte un soldo per pagarmi bollette, mangiare, vestirmi. Insomma per cose giuste, invece le bollette si sono ammucchiate fino al punto che i miei fratelli hanno dovuto affittare ad altri la casa dove abitavo e così mi sono ritrovato senza neanche più un tetto. In quel momento e soprattutto in quello stato, subito ho preso la via più semplice incolpando gli altri del resto come ho sempre fatto, e, come ho detto prima, prendersi responsabilità non fa parte di un tossicodipendente perchè è veramente difficile guardare oltre te stesso. Invece parlandone adesso a mente lucida la colpa delle mie disavventure è solamente mia. E’ per non essere troppo lungo voglio finire spendendo due parole per quello che mi riguarda sul centro diurno, o meglio sulla grande possibilità che gli operatori mi hanno dato nel farmi fare la borsa lavoro. Infatti oltre ad imparare il computer che ogni giorno che passa mi invoglia sempre di più, mi voglio soffermare dell’importanza che ha per me il gruppo e degli operatori che ne fanno parte, dandomi la possibilità di parlare e confrontarmi spesso che per la personalità che ho è vitale. Per fare un esempio prima che venissi qua io ragionavo quasi sempre da solo per la difficoltà che ho avuto sempre nell’aprirmi: infatti avendo una brutta ferita alla gamba, e non parlandone mai con nessuno, davo per scontato che tutto si sarebbe risolto al meglio da solo, invece essendo nel gruppo ho sentito l’esigenza di parlarne con qualcuno fino ad arrivare fortunatamente a farmi convincere ad andare in ospedale a farmi vedere ed è stata la mia fortuna altrimenti si metteva male. Poi da quando sono quì ho ripreso a suonare la batteria sto facendo degli esperimenti molto divertenti a livello giornalistico come l’intervista alla stazione. Che dire sto bene. Finisco qua, spero di non avervi annoiato troppo, se invece lo è stato non lo scrivete, Scherzo….CIAO

