Archivio per la categoria ‘droga’

Ce l'hai una sigaretta?

Pubblicato: 20 febbraio 2007 da massitutor in droga, salute

sigaretta cubistaLa sigaretta, nella vita di strada, è molto più di una dipendenza, di un vizio portatore di un misero conforto: la sigaretta è una merce di scambio per le piccole cose e un bene simbolico attorno al quale si giocano relazioni ed amicizie. Sta appena al di sotto della moneta, la sigaretta, è la prima cosa che si offre o si chiede quando ci si conosce e un non fumatore è pericolosamente messo fuori da un circuito relazionale fragile e instabile, ma assolutamente codificato.
La sigaretta genericamente si fuma e basta no? Invece per strada, al Cantro diurno, la sigaretta è sottoposta a tantissime altre azioni: la sigaretta si regala, si scambia, si presta (!), si fuma insieme, si scrocca fuori. Se non fumi sei fuori insomma: rifiutare una sigaretta fumata insieme mentre si parla di assistenti sociali incapaci, piuttosto che di quell’infame dell’altra notte è un gesto di indipendenza visto di sbieco. Allo stesso tempo non si contano le liti e le risse che nascono attorno ad una sigaretta rifiutata o ad un "ultimo tiro" non lasciato.
Le persone vengono rigidamente classificate in base al fatto se sono persone "che offrono" o "che non offrono": se sei una persona "che offre" sicuramente godrai di un certo rispetto, ma non ti bastano due pacchetti da 20 fumandone appena una quindicina. Se sei uno "che non offre" ok, all’inizio sarà dura, ma se riesci a limitarti nel scroccare sigarette piano piano ci si dimentica di te e cerchi di fumarti le tue paglie più in solitaria che puoi. Per occultare il misero bottino c’è poi anche la tattica del doppio pacchetto: consiste nel tenere nascosto un pacchetto nuovo o comunque rifornito di sigarette scroccate ed averne sempre pronto uno "civetta" da esibire davanti alla fatidica domanda "Ce l’hai una sigaretta?" con dentro una o al massimo due paglie. Così da poter allargare le braccia e…l’altro capirà. Una via di mezzo per non negare del tutto una sigaretta è fare la scandalosa e promiscua proposta: "te ne lascio qualche tiro". Questa soluzione di compromesso è spesso delicata arma a doppio taglio per entrambe le parti: intanto non si sa mai se questa contro offerta significa lasciarne metà o un po’ meno e questo porta spesso a liti sulla valutazione di quanti tiri ne rimangono, inoltre non ti godi mai fino in fondo una paglia perchè l’altro è lì che aspetta e ti osserva. Dall’altra parte anche accettare o meno questa offerta è problematico: se dici di sì devi stare lì come un palo ad aspettare che l’altro si fumi beato la sua sigaretta, se dici di no può sembrare che ti schifa ciucciare dallo stesso filtro dell’altro e quindi, bene che vada, fai la figura del frocio.
Non tutte le paglie valgono allo stesso modo e la sigaretta scroccata là fuori, nel mondo reale, non vale certo meno di una comprata: anzi viene caricata di un valore aggiunto dato dallo sbattimento che uno si è fatto in giro per ottenerla, per cui scroccare una sigaretta per qualcuno ha un alto valore relazionale.
Un’altra variabile da mettere in relazione con la disponibilità di sigarette è la paga o la borsa lavoro che uno ha: quelli che abitualmente chiedono sigarette agli altri riescono praticamente a memorizzare in testa una vera e propria agenda di scadenze, per cui sanno qual’è il giorno di paga di almeno 7, 8 persone. Così da poter andare a chiedere a colpo sicuro.
Il bello di questo giro vorticoso di sigarette è che nessuno si sottrae del tutto a questo gioco, per cui in realtà non c’è nessuno che vince, che ottiene più sigarette! Per cui se ognuno si fumasse le sue ognuno fumerebbe sempre la stessa quantità! Ma vuoi mettere il gusto?!

ps: La domanda "ce l’hai una sigaretta?" è talmente un intercalare diffuso che c’è anche chi ci ha intitolato un
disco. sul quale è stato fatto poi uno spettacolo teatrale.

Schiavi della sigaretta

Pubblicato: 14 febbraio 2007 da massitutor in droga, salute

schiavi_sigarettaSonno circa 13 milioni gli italiani dai 15 anni in su, che fumano. Ma pari uno su due spera di smetter. Non è facile: alcuni studi hanno dimostrato che la NICOTINA presente nella sigaretta provoca fumatore una dipendenza forte quanto l’eroina. Prima cicca in un’età  compresa tra i 15 e i 16 anni. Ogni anno muoiono 80 mila persone per malattie dovuta al fumo.

L’identikit del fumo.
Somministrazione: spesso fumato.
Effetti: rilassante e psicostimolante. Smettere di fumare mette a volte di cattivo umore. La nicotina toglie l’appetito e migliora l’attenzione.
Modalità di azione: la nicotina aumenta la pressione arteriosa, accelera il ritmo cardiaco. L’effetto stimolante è dovuto alla sua azione su una piccola zona del cervello denominata locus coeruleus. Allo stesso tempo, agisce sull’ipotalamo, padrone del nostro appetito, e toglie leggermente la fame. Dal punto di vista di piacere, accresce la liberazione di dopamina.
In quanto tempo si diventa dipendente: dopo qualche pacchetto di sigarette.
Pericoli: un fumatore ha dieci volte in più la probabilità di avere un cancro ai polmoni, tre volte in più di avere un infarto. I rischi non provengono dalla nicotina, ma da alcuni dei 4.700 composti chimici presenti 60 di questi sono cancerogeni. Il fumo attivo rimane al principale causa prevenibile di malattia e mortalità nel nostro Paese, come in tutto il mondo occidentale.
La crisi di astinenza: l’organismo impiega circa tre giorni per disintossicarsi dal tabacco. Tuttavia, il disagio psicologico può portarre la crisi di astinenza anche per qualche settimana.
Prezzo: da 2,80 a 4,00 euro per un pacchetto di 20 sigarette.
Che cosa dice la legge in Italia?
Secondo il Regio Decreto n. 2316 del 24 dicembre 1934 i tabaccai italiani non possono vendere sigarette, sigari e tabacco ai minori di 16 anni. La Direttiva Europea n. 37 del 2001, ad esempi, impone alle case produttrici l’obbligo di esporre sui pacchetti slogan sulla pericolosità del fumo. Con la fine del 2004 in Italia, queste scritte dovrebbero essere accompagnate da fotografie che illustrano i danni del fumo sull’organismo. dal 13 gennaio del 2005 i restauranti, i bar, esercizi pubblici e gli uffici italiani dovranno adeguarsi alla nuova norma anti-fumo. Nel 1975, un responsabile di R.J. Reynolds, produttore delle Camel, invio questo messaggio a una sua collega: “I 14-24enni (…) rappresentano l’avvenire del business delle sigarette”. Alcuni studi hanno effettivamente rilevato che il fumatore resta fedele alla prima marca che a provato.
Tratto dalla Rivista Focus (2004)

La ricomparsa

Pubblicato: 9 febbraio 2007 da massitutor in droga, laboratorio, lavoro

dario_ricomparsaPer chi non mi conoscesse sono Dario uno dei tanti che ha frequentato Asfalto, dopo tanto tempo di assenza faccio rientro con la mia storia vissuta fino ad oggi.

Nel frequentare il Laboratorio di via del Porto mi rendevo conto che cercavo qualcosa di più per riempire le giornate e allo stesso tempo il portafoglio, così mi decisi a cercare lavoro che, a dire il vero trovai in poco tempo, tutto inizio come una bella storia. Lavoro ok, amicizie pure, insomma avevo riacquistato un po’ di credibilità nei confronti di quelle persone che credevano in me e che forse credono ancora.
Non vi so vire che cosa è scattato in me so solo che mi sono trovato con mille euro da spendere e dove ho pensato di farlo (oltre alle piccole cose che puoi comperare per toglierti gli sfizi di un mese di lavoro)?  Nella droga. Tutto sommato ero errivato a pensare: più ore di lavoro più droga posso comprare il mese dopo, sono riuscito a reggere per quattro mesi fino a che il mio fisico ha ceduto cadendo in quella sorta di depressione da me stesso creata. Ho mollato il lavoro e mi ritrovo peggio di prima con la consapevolezza di dovermi riprendere fisicamente fino ad accettare una struttura comunitaria.
Non so forse ho voluto correre o forse così volevo che andasse a finire, ma solo ora so che è più dura risalire. Non auguro a nessuno di fare la mia fine e do il consiglio di fare le cose con calma perchè per uno che usa droga quando ricade fa più fatica a risalire di tanti altri. 

Paradisi artificiali

Pubblicato: 7 febbraio 2007 da massitutor in droga, salute

paradiso_artificialeSi prova una, due volte e poi non si sa più come uscirne. Nicotina, etanolo e stupefacenti sono molecole piccole piccole, ma capaci di impossessarsi di noi. Sconvolgono il sistema nervoso e danneggiano tutto l’organismo.

Tutte le droghe puntano allo stesso bersaglio il cervello. In breve, queste sostanze prendono controllo della mente, rendendoci loro schiavi.
Diventare dipendenti di una sostanza è abbastanza facile. L’organismo, infatti assume velocemente le sue piccole abitudini. Se gli si fornisce con regolarità la sua reazione di birra, tabacco, cocaina o eroina, dopo poco aspetta la sua dose. Il desiderio di consumare si amplifica e, è per ottenere le stesse sensazioni delle prime assunzioni, la quantità di droga fornita deve a poco a poco aumentare. Il primo segnale di allarme che fa pensare alla dipendenza è uno stato di sofferenza in cui il desiderio di “farsi” diventa insopprimibile, anche se si è pienamente coscienti dei pericoli che tutto ciò rappresenta. Privato della droga, un tossicomane entra in astinenza: tremori, malesseri, crampi, sensazioni di vuoto, depressioni. Smettere richiede perciò molta volontà e coraggio.
Nell’organismo: più velocemente la droga arriva al cervello, più la sua azione è potente.
Si distinguono due modi di assumerla: per via lenta o per via rapida. Il primo è il caso dell’ingestione attraverso la bocca. Per via rapida, invece, la sostanza è iniettata direttamente nel sangue, oppure è assorbita dai polmoni.
Il ambiente e il contesto nei si consuma una droga sono esenziali. Le motivazioni per curiosità, per piacere, per gusto del proibito o per disperazione. Le ragioni più diverse possono spingere a drogarsi. Non bastano gli spacciatori o le “cattive amicizie” a farci diventare tossicomani. Una fuga in avanti alla ricerca di una felicità perduta. Un rimedio illusorio, peggiore del male.
Tratto dalla Rivista Focus (2004)

IL DARKENE

Pubblicato: 26 gennaio 2007 da massitutor in droga, inchieste, morte, salute

Il Darkene è un medicinale con un effetto devastante per il soggetto. darkenePuò essere usato in due modi diversi: per via orale e/o per via endovenosa. Nel primo caso, fa male, nel secondo caso, fa peggio. Come tutti i medicinali và usato con cautela. In giuste dosi è un ottimo prodotto, viene consigliato dai medici per le persone affette da sindrome ansiosa. Se si esagera con le dosi non solo è dannoso ma è addirittura letale. In una prima assunzione se adoperato male si riesce a perdere cognizione, al punto che persino l’eroina stessa passa in secondo piano. Per esempio se con l’eroina si ha bisogno di una dose consistente per raggiungere un certo effetto, con il Darkene basta poco per ottenere un bel risultato. Io non sono un medico, ed ho sperimentato questo sopra di me per capire, e la differenza che ho trovato tra il Darkene e l’eroina è questa: con una bottiglina di Darkene ci sballi tre giorni pieni, a dosi eccessive, mentre con la roba ti ci vuole un capitale. La devastazione consiste in questo: Il giorno dopo non ricordi più niente, riesce ad annullare tutto dalla memoria di una persona. Il suo risveglio è cosi detto a “Sorpresa” per il semplice fatto che appena ti riprendi dallo sballo, ti puoi trovare in un letto d’ospedale, in una cella di un carcere, o addirittura come è successo al mio amico di giochi, che ha perso la vita.

Una vacanza da DIO

Pubblicato: 8 gennaio 2007 da massitutor in amicizia, comunità, droga, famiglia, lavoro, libertà, mangiare, morte, salute, sogni
RETO5Insomma alla fine tutti arriviamo nello stesso punto da dove siamo partiti e ti rendi conto che ti manca qualcosa, che non è il cellulare, non è l’automobile, il computer, mp3, niente di tutto questo ma è qualcosa di più profondo il così detto “cibo per l’anima” di cosa si tratta ? Diciamo che bisogna essere pronti per questo per tanti motivi. A chi può interessare diciamo che nella nostra vita si fa molta fatica a far entrare DIO. Io mi rendo conto di questo, infatti come dicevo prima bisogna essere pronti per questo tipo di discorso e comunque prima o poi tutti sentiamo il bisogno di credere in qualcuno. Mi rendo conto che quello che sto per dirvi per alcuni può sembrare sciocco, ma prendete per buono il fatto che ora vi racconterò in quanto è un storia vera. Mi trovavo in comunità a Vigevano vicino Milano, questa si chiamava “RETO” recupero tossicodipendenti, ero li per mia scelta quindi non ero obbligato a restarci, e la cosa che era più libera era proprio quella di pregare, mi fu spiegato che la preghiera era liberatoria e l’unico che può liberarti dal problema della droga definitivamente è CRISTO Gesù. Ora detto così non fa effetto però vi assicuro che in un luogo protetto quale era, con le persone che erano in comunità da molti anni, che parlavano con la bibbia in mano, e quindi usavano le stesse parole che usò Gesù l’effetto era diverso. La prima volta che partecipai a una riunione ero un po’ perso, entrai in questa sala enorme dove c’erano diverse panche per sedersi, io misi a sedere in una panca negli ultimi posti, quando uno dei ragazzi responsabili , si avvicinò e disse: “Su fratello vieni a sedere qui davanti” e mi portò in una panca in prima fila, li per li non captai subito il messaggio e tra me mi chiedevo il perché. Appena cominciò la riunione un ragazzo che aveva pressappoco la mia stessa età salì sul palco allestito in questa sala e con un libro in mano comincia a palare “ ciao ragazzi mi chiamo PEDRO sono di origine spagnola sono qui da 10 anni e sono qui per darvi la mia testimonianza, oggi vi parlerò di un Gesù che è morto, è risorto, e continua a vivere attraverso ognuno di noi, una voce dal fondo partì dicendo ma che droghe usavi tu ?. Successe qualcosa alcuni minuti dopo e io non mi accorsi, soltanto che in seguito non ci furono più interventi di nessun genere. PEDRO narrò una storia della vita di Gesù e raccontò che quando Giovanni Battista era prigioniero per conto di Erode i suoi seguaci pregarono per un giorno intero e nella preghiera veniva espresso un desiderio sicuramente la liberazione di Giovanni Battista, ma non sapevano come sarebbe avvenuta, quando ad un tratto ci fu un’esplosione, il muro della prigione si aprì e Giovanni scappò. In quel periodo anche io avrei detto che PEDRO aveva avuto sicuramente a che fare con gli acidi, oggi la vedo diversamente, di certo con più spirito. Appena finita la riunione mi avvicinai a PEDRO e gli domandai: “Scusa PEDRO perché mi hai fatto sedere davanti?” e lui rispose: “perché i primi saranno gli ultimi”. Soltanto dopo mi resi conto di quello che era successo durante quei minuti che il mio posto venne ceduto a colui che era fra i primi banchi, tutto tornava nella mia mente. La mia permanenza in comunità fu di circa cinque mesi e durante questo percorso conobbi un ragazzo che si drogava perché i suoi genitori litigavano sempre sin dalla sua nascita, sua madre mentre era incinta di lui litigava spesso con il padre in quanto lei preferiva che fosse un maschio, lui voleva una femmina e così nacque GEORGE e li accontentò tutti e due …ma la sua omosessualità non è bastata perché i problemi famigliari sono continuati e le conseguenze sono state la tossicodipendenza e, alla fine, la scelta della comunità.
Io dalla comunità venni via però fino al 2006 ho incontrato persone che vivono ancora lì e mi hanno raccontato che GEORGE mentre andava in giro a distribuire i calendari per conto della comunità ha conosciuto una ragazza e ora è felicemente sposato con lei e ha due figli, forse non avete capito è successo davvero un miracolo. Ora mi rendo conto più di allora che questa è la mia vera testimonianza.

Andrej lontano

Pubblicato: 27 dicembre 2006 da massitutor in comunità, droga, felicità, libertà

A_lontanoDopo una considerevole frequenza delle droghe che usavo, sono arrivato alla conclusione che la droga è usata per sfuggire alla realta, per dimenticare i problemi, per rilassarsi. E, come per tutte sostanze stupefacenti, la sua pratica risulta devastante.
Se qualcuno vuole drogarsi, con le droghe è soltanto problema suo. Le conseguenze di atti saranno migliori o peggiori sulla base di quello che la persona ha scelto per se stesso. "Io ho scelto vivere". Al contrario di quello che ho pensato, non è possibile praticare uso di droge in qualsiasi momento. Chi ama se stesso non ha bisogno dell’uso di droghe per sentirsi felice.
Ogni cosa che fai è importante. Una persona che vive intensamente la propia vita gode ogni attimo e non sente mancanza di droga. Quando fa uso di droga, è un sovrappiù, solo in quel momento riesce a perdere il controllo. "Io non voglio perdere piu niente…"

Ps: Ho apena riletto cio che ho scritto. Sto diventando troppo intellettuale!

DROP IN(ando)

Pubblicato: 11 dicembre 2006 da massitutor in assistenti sociali, droga
drop_in_andoCi sono individui straordinari in mezzo a noi, capaci di diventare chiunque vogliano essere. Un organizzazione chiamata il Centro, ha isolato un giovane simulatore di nome SITROX, e ha sfruttato le sue capacità per le proprie ricerche. Ma un giorno Sitrox fugge, e finisce al DROP IN…
Finalmente hanno deciso di aprire il DROP-IN, ne aprofitto per spiegare alle persone che non conoscono questo punto di incontro. A Bologna in via PAOLO FABBRI, di fronte al 127 (dico di fronte perchè ancora non hanno un loro numero civico) esiste da alcuni giorni un locale messo a disposizione dal Comune, dove le persone TOSSICODI-PENDENTI possono trovarsi per guardare la t.v. e quindi films, leggere libri prendere un caffè, ascoltare musica etc. L’APERTURA è dalle ore 11 alle ore 16 con chiusura la domenica. Il DROP-IN è un punto di riferimento, come dicevo prima, per le persone che consumano e/o abusano di sostanze psicoattive. AL DROP-IN TROVI: accoglienza e ascolto, scambio di siringhe. DOCCE: donne il lunedì; uomini: Il mercoledi e il venerdi. Informazioni dove mangiare, dormire, lavarsi, vestirsi. Sostegno alla ricerca di lavoro. Consuelling e gruppi di discussione.
Laboratori creativi e ricreativi. Cineforum, giornali, etc etc.
L’ingresso è libero ma non per tutti solo per tossicodipendenti tel./fax: 3357821019,
e-mail: dropinbo@libero.it.  Dimenticavo, per chi vuole avere i piedi in ordine il DROP-IN offre un servizio di  PEDICURE svolto da un operatore sempre all’interno della struttura a giorni alterni, quindi con tutto ciò che ne segue: doccia, sterilizzazione dei strumenti di lavoro etc etc. Per quanto riguarda il resto delle informazioni che sono in fase di allestimento se ne darà notizia via.

L'avvelenata

Pubblicato: 4 dicembre 2006 da massitutor in amicizia, droga, famiglia, lavoro, libertà, musica, pensieri in libertà

Ma s’ io avessi previsto tutto questo, dati causa e pretesto, le attuali conclusioni
credete che per questi quattro soldi, questa gloria da stronzi, avrei scritto canzoni;
va beh, lo ammetto che mi son sbagliato e accetto il "crucifige" e così sia,
chiedo tempo, son della razza mia, per quanto grande sia, il primo che ha studiato…

Mio padre in fondo aveva anche ragione a dir che la pensione è davvero importante,
mia madre non aveva poi sbagliato a dir che un laureato conta più d’ un cantante:
giovane e ingenuo io ho perso la testa, sian stati i libri o il mio provincialismo,
e un cazzo in culo e accuse d’ arrivismo, dubbi di qualunquismo, son quello che mi resta…

Voi critici, voi personaggi austeri, militanti severi, chiedo scusa a vossìa,
però non ho mai detto che a canzoni si fan rivoluzioni, si possa far poesia;
io canto quando posso, come posso, quando ne ho voglia senza applausi o fischi:
vendere o no non passa fra i miei rischi, non comprate i miei dischi e sputatemi addosso…

Secondo voi ma a me cosa mi frega di assumermi la bega di star quassù a cantare,
godo molto di più nell’ ubriacarmi oppure a masturbarmi o, al limite, a scopare…
se son d’ umore nero allora scrivo frugando dentro alle nostre miserie:
di solito ho da far cose più serie, costruire su macerie o mantenermi vivo…

Io tutto, io niente, io stronzo, io ubriacone, io poeta, io buffone, io anarchico, io fascista,
io ricco, io senza soldi, io radicale, io diverso ed io uguale, negro, ebreo, comunista!
Io frocio, io perchè canto so imbarcare, io falso, io vero, io genio, io cretino,
io solo qui alle quattro del mattino, l’angoscia e un po’ di vino, voglia di bestemmiare!

Secondo voi ma chi me lo fa fare di stare ad ascoltare chiunque ha un tiramento?
Ovvio, il medico dice "sei depresso", nemmeno dentro al cesso possiedo un mio momento.
Ed io che ho sempre detto che era un gioco sapere usare o no ad un certo metro:
compagni il gioco si fa peso e tetro, comprate il mio didietro, io lo vendo per poco!

Colleghi cantautori, eletta schiera, che si vende alla sera per un po’ di milioni,
voi che siete capaci fate bene a aver le tasche piene e non solo i coglioni…
Che cosa posso dirvi? Andate e fate, tanto ci sarà sempre, lo sapete,
un musico fallito, un pio, un teorete, un Bertoncelli o un prete a sparare cazzate!

Ma s’ io avessi previsto tutto questo, dati causa e pretesto, forse farei lo stesso, mi piace far canzoni e bere vino, mi piace far casino, poi sono nato fesso
e quindi tiro avanti e non mi svesto dei panni che son solito portare:
ho tante cose ancora da raccontare per chi vuole ascoltare e a culo tutto il resto!

F. Guccini

Detto questo, penso che non ci sia più niente da dire siete daccordo? oppure se avete voi qualcosa da aggiungere benvenga ok.

antiproibizionismo, si – no !

Pubblicato: 27 novembre 2006 da massitutor in droga

antiproibizionismo_si_noCiao, chi vi scrive è Massimo, ho letto dei post, veramente interessanti,  io sono per il "NO AL PROIBIZIONISMO", citando una frase, che sinceramente non ricordo dove l’ho letta oppure lo scritta io stesso, e in una crisi di amnesia. "PROIBIRE, NON’  E’   EDUCARE". Io sono perfettamente d’accordo su questo concetto, che vorrei fossero le fondamente per un mio pensiero e per il pensiero di tutti, non voglio e non pretendo che tutti mi diano ragione, ma sono sicuro che molti la pensano così. Il problema del proibizionismo, ha purtroppo nel nostro paese radici ben lontane che attrverso gli anni, si è consolidato ancora di più attraverso gli anni, e trovandoci ad oggi a voler buttare giù questo muro d’intolleranza che si è consolidato. Poi intervengono, come succede su tutto, questioni politiche, questioni che spesso mi fanno pensare spesso alla vita marina dei pesci, in cui il  pesce più grande inevitabilmente mangia il più piccolo. Questo meccanismo c’è anche in politica, dove questo concetto è molto più selvaggio e primitivo e poi ci vantiamo di essere una società progredita. Invece a me sentendo ogni giorno quello che vedo e quello che sento, mi sembra una società piuttosto regredita. Poi come non citare l’intervento che, direttamente o indirettamente incide in questione, e essendo conservatrice forte di valori etici e morali a cui è molto legata, il vaticano sicuramente fa la sua bella parte. Io non parlo di fare rivoluzioni, e forse sto sognando ad occhi aperti, ma politici e non, chiesa e non, io Massimo quando voglio fumare fumo. Le favolette recitate a mestieri da cardinali, vescovi, e certi politici, le lascio ascoltare ad un altro, a me e tanti come me faremo di tutto per non farci vendere da questi signori tappi, per bottiglie.