Archivio per la categoria ‘gite’

Insieme per un giorno

Pubblicato: 21 febbraio 2007 da massitutor in amicizia, assistenti sociali, gite, politica

Inaugurazione del Drop-in martedi 20 febbraio 2007

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Drop-in: via Paolo Fabbri, di fronte al 127/2, (Bo), tel: 0514 210 722, e-mai: dropinbo@libero.it

servizio pubblico, che pubblico non è

Pubblicato: 22 dicembre 2006 da massitutor in gite, pensieri in libertà, politica

davide e coffiIeri leggevo il giornale, è quando ho visto l’articolo che riguardava l’operazione che ha dovuto sottoporsi Silvio Berlusconi, mi è salito un gran nervoso misto a schifezza. Infatti ripensavo a quando era presidente del consiglio, e in particolare quando parlava della sanità italiana, di come era all’altezza, e il grado di efficenza degli ospedali, e dei medici che ci lavorano. Finchè lo dice mi può stare anche bene, anche se io personalmente ho molti dubbi, ma poi vedo che si deve lui operare al cuore, e se ne và negli Stati Uniti. Mi son detto ma che presa per il c…. Ma allora tutto quello che aveva detto fino a poco tempo fa erono tutte cazzate, che vergogna. Restringendo un pò il campo, penso a Cofferati e l’emergenza freddo. Tutte ste menate per aprire poi chissà cosa. Un capannone con al posto dei letti brandine della spiaggia che appena saputo la gente s’è fatta un sacco di risate, non la gente che però li è costretta a starci, ed è molto vergognoso. Tornando ad oggi, fortunatamente davanti ad una tavola molto imbandita per il pranzo alla caserma Mameli, tra il primo e il secondo arriva Cofferati. Sono andato a stringergli la mano solo per fede politica, ed a un certo punto volevo fargli le mie critiche per come è stata gestita questa emergenza freddo, ma poi mi sono detto che questo era un giorno di allegria è non penso che fosse stato il momento migliore. Spererei tanto che almeno Cofferati lo leggesse questo post e chissà che non ci sia l’occasione per parlarne, di come portano avanti tanti discorsi che però evidentemente, di tutte quelle cose che riguardano un certo tipo di persone come quelli di strada, a (loro) gliene frega veramente poco. E per ultimo ripenso all’incontro che abbiamo avuto ieri, rispetto al poco incazzamento che secondo il nostro tutor ci si mette nello scrivere tutto quello che accade intorno a noi. Sicuramente a ragione anche perchè io e poco che ho iniziato a usare il pc è ancora non è che ci capisco tanto, però vorrei che si sapesse di come mi sono rotto i coglioni di sentire solo parole è parole, rispondere parole è solo parole, senza che di concreto cambi nulla, e di come mi piacerebbe avercele davanti queste persone che sono nella stanza dei bottoni, e pensono solo per loro, verificare, e riprenderli quando promettono e non mantengono. Però non sono mai riuscito a fare questi passi. Come augurio di Natale me ne voglio fare uno un pò bizzarro: Se è vero che ci sono tante persone che seguono il nosto blog, spero che ce ne siano altrettante sopratutto nelle mie, e nostre condizioni, che si sono rotte di sentire sempre, si si invece niente, e che invece vogliono avere dei mezzi concreti, e fare in modo che (loro) ci debbono ascoltare per forza e che se per tagliare corto la conversazione promettono, tirare fuori palle e tigna, affinchè mantengono. Sarei contento se a questo post molti siano d’accordo e se fosse così, Riuscirne a parlarne, per trovare assieme, delle strade percorribili, per dare sempre più forza alle nostre ragioni. CIAO.

Dateci una casa… anche eco-INcompatibile

Pubblicato: 20 dicembre 2006 da massitutor in dormire, gite

yurtaNomadizziamoci! Syusy scende in piazza con la "yurta". Dal 18 al 21 dicembre, chi passerà da piazza Santo Stefano a Bologna potrà vedere (ed entrare dentro) una Yurta, tenda usata come abitazione dalle popolazioni nomadi dell’Asia centrale. È una struttura auto-portante e completamente naturale molto grande: 9 metri di diametro! Ma, vi chiederete voi, cosa ci fa una tenda mongola in centro a Bologna sotto Natale? Cosa si sono inventati stavolta? Belle domande, per rispondere alle quali leggete l’articolo, con un’intervista a Syusy, animatrice del nuovo progetto "Nomadizziamoci".
E ci siamo stati ieri sera dentro alla Yurta. Un pezzo del gruppo Asfalto si è intrufolato nella grande tenda delle tribù nomadi della Mongolia montata in Piazza Santo Stefano: il calore e un dolcissimo profumo ci hanno accolto, avremmo voluto stravaccarci per terra per seguire il dibattito in corso, ma purtroppo il pavimento era umido, pazienza. Tutta l’iniziativa è finalizzata alla sensibilizzazione sui temi dell’abitare eco-sostenibile e anche nell’incontro di ieri si discuteva di alienazione delle città moderne, inquinamento, stagnazione dell’economia. I relatori discutevano di quanto ormai abbiamo già tutti-tutto, di come si sia perso il valore del vivere insieme e in comunità con gli altri cittadini e la Syusy nazionale si avventurava addirittura a denunciare l’arroganza fallocentrica dell’erezione (!) di grattacieli sempre più alti. Contrapposta alla forma femminile della yurta! Tutto molto interessante, ma siccome chi vive questo blog si è dato lo scopo di raccontare il vivere la città da un altro punto di vista: quello della strada, ricordiamo che:
1. vivere in comunione con altre 3, 4, 10 o 30 e più persone come negli stanzoni di certi dormitori non è certo una gran cosa ed è quanto di più lontano da una convivenza civile e pacifica.
2. vivere la strada e dormire alla stazione significa condividere la città con tutti, ma il sentimento che prevale è il freddo e l’isolamento. Dunque le radici dello stare insieme stanno da un’altra parte. Perchè, come diceva lo scrittore Federico Bonadonna vivere in strada è il massimo grado di libertà coniugata alla minore possibilità di esercitarla.
3. non è vero che a Bologna, oggi, tutti hanno tutto: perchè c’è un sacco di gente che non ha niente ed ha anche poche possibilità di avere qualcosa in futuro;
4. crediamo che ognuno abbia il diritto di vivere in una casa vera, dignitosa e non in un dormitorio dove vieni fatto sloggiare ogni 3 o 6 mesi. Una casa dove coltivare la propria vita e la propria intimità. Una casa che sia anche eco-INcompatibile, ma una casa! 

Comunque, a parte le polemiche, invitiamo tutti ad andarla a vedere la yurta: perchè è veramente molto bella e il contesto di Piazza Santo Stefano è veramente affascinante, come sempre.

Grazie Arlecchino

Pubblicato: 11 dicembre 2006 da massitutor in gite, laboratorio

arlechinoGiovedì 30 novembre scorso siamo stati invitati a vedere uno degli ultimi lavori della Fraternal Compagnia  di Piazza Grande: l’Arlecchino Grigio, allestito al teatro Dehon in via Libia.
E’ stata una serata molto diversa dal solito e magica, solo come il teatro fatto bene sa essere. Ne approfittiamo qui per ringraziare l’organizzazione che ci ha riservato una decina di ingressi omaggio e soprattutto Massimo Macchiavelli che, da solo (o quasi) sul palco, ha saputo regalare un ottimo esempio di come la commedia dell’arte si possa usare per raccontare il presente. Soprattutto ridendo parecchio… con frasi storiche come questa:
"Amare senza essere amati è come lavarsi il culo senza aver cagato"
Una vera perla di saggezza! Da tenere ben presente da qualsiasi parte della strada voi stiate, se da questa o da quella. Ok i tanti dialetti che venivano messi inscena non tutti li hanno capiti, ma importanti sono i gesti e il modo di parlare, di muoversi, di recitare… e poi i suoni, le canzoni: c’è tanta musica suonata dal vivo nello spettacolo e questo rende tutto più forte. Ok, sì perchè qualcuno ogni tanto ha dormito anche un po’ fra un cambio di scena e l’altro, ma non tanto perchè lo spettacolo fosse noioso quanto perchè un teatro con comode poltrone, al buio, al caldo…dopo giorni e mesi di freddo a dormire in stazione qualcuno di noi li accusa e allora se ne approfitta un po’. Ma Massimo ce lo perdona perchè ci conosce bene e sa come vanno le cose. Grazie della bella serata. Anche perchè è stato bello uscire insieme la sera, una sera davvero diversa.
arlechino

Un pezzo del gruppo Asfalto 

Il Bello…della serata

Pubblicato: 30 novembre 2006 da massitutor in amicizia, gite, laboratorio, operatori dispari

il bello della serataVi raccontiamo l’uscita che abbiamo fatto domenica sera, siamo arrivati al Lazzaretto occupato dove eravamo stati invitati per presentare il nostro blog e fare qualche lettura all’interno di una serata sulla metropoli. Siamo entrati dentro ci siamo presentati e poi seduti; il nostro responsabile è andato a salutare Antonio che sarebbe quello che ha organizzato la serata, e rientrato nuovamente Massimiliano con noi e poi abbiamo fatto un brindisi al nostro blog ed eravamo in cinque: Marcello, Andrei, Massimiliano, Sergio, Davide, poi nel fratempo è entrato un ragazzo ci siamo presentati abbiamo fatto un brindisi anche con lui, poi dopo abbiamo parlato se c’era qualcuno interessato per formare un gruppo e li qualcuno di noi ha detto la sua, poi dopo è entrato un altro ragazzo e ci siamo presentati lo stesso con lui e ci siamo fatti una canna di maria in compagnia. ORA ARRIVA IL BELLO….DELLA SERATA….. spunta un nulla-tenente va sulla sedia prende il suo giubboto va da Antonio poi torna da noi e dice che gli sono spariti dal giubboto EURO 300, tutti noi ci siamo guardati in faccia e allinizio tutti pensavamo ad uno scherzo poi anche Antonio ha detto che lui non sta incolpando nessuno ma chi li ha presi se x favore li può restituire siccome era uno "problema finanziario" molto grande per lui e che non aveva piu soldi x tirare il mese. Certo che se quei soldi erano così importanti magari non era il caso di lasciarli in un centro sociale, che è una cascina con la porta sempre aperta, dove girano decine di persone tutto il giorno. O no? Comunque: non si sa bene chi ha avuto l’idea di fare una perquisizione collettiva fra i presenti, ma di fatto così è andata e allora ci siamo incazzati tutti quelli che eravamo la dentro; uno di noi ha detto: ci puoi anche fare la perquisizione adosso e lui ha detto no, noi poi eravamo più incazzati dei pit bull facci pure la perquisizione xche sennò da qui non esce nessuno di noi ORA ARRIVA IL BELLO. MARCELLO inizia a spogliarsi toglie tutto da dosso e gli ha fatto vedere il cazzo, dopo arriva ANDREJ prende la rincorsa si spoglia, abbassa le mutande e dietro di lui c’era una mia amica ANNA che stava a guardarli il culo poi era troppo incazzato si è rivestito velocemente incazzato nero. IL BELLO DELLA SERATA non era neanche capace di perquisirli.
Quando ci siamo rivestiti ci siamo guardati negli occhi ed è stato subito chiaro che l’unica cosa da fare era andare via. E così è stato.
Come siamo saliti in macchina ci è scesa una depressione incredibile che neanche noi immaginavamo, non sapevamo più cosa fare: qualcuno voleva tornare al dormitorio, altri volevano andare a prendere da mangiare dalle suore in stazione. (Che tristezza!) Ci siamo detti: non può finire così!
Così siamo usciti dalla nebbia ed abbiamo parcheggiato a busso di fronte ad una pizzeria. Lì abbiamo finito la serata ridendo, scottandoci le dita con dell’ottima pizza bollente e ci saremo raccontati la storia del BELLO almeno dieci volte e ogni volta saltavano fuori altri particolari che ci facevano capire sempre di più l’assurdità della serata passata in un commissariato improvvisato in un "centro sociale". Che risate!… ma che amarezza. Amarezza per una serata che è sì finita bene fra amici, ma che poteva essere diversa perchè avevamo un sacco di cose da dire. Peccato per chi non le ha sentite.
Il gruppo Asfalto

il bello della serata

riflessione politica

Pubblicato: 25 settembre 2006 da massitutor in assistenti sociali, droga, gite, laboratorio

Come già sapete mi chiamo Dario, oggi voglio fare una riflessione politica in merito ai drogati ed emarginati, come me: io sono  abbastanza fortunato perchè qualche possibilità di inserimento; non dico nella società normale ma quasi, mi è stata data.
Però  è dura! Penso che vieni un’attimo accantonato come se ci fosse il grosso interesse di lasciarti così come ti hanno conosciuto. Faccio fatica a credere nelle persone se poi queste persone coprono un ruolo statale o comunale, (assistenti sociali o altro), gli credo ancora meno. Il loro più sbrigativo distacco da te come utente, è quello di mandarti in comunità un pò come ponzio pilato se ne lavano le mani, così si sono tolti un peso non indifferente e coscentemente si sentono a posto, perchè per te qualcosa hanno fatto, anzi secondo loro anche troppo.
MI DOMANDO! MA NON ESISTONO PROGETTI NUOVI DI REINSERIMENTO CHE NON SIA LA COMUNITA’?
Mi ricordo che quando ero piccolo il tribunale dei minori (perchè già da allora ero seguito dai servizi sociali), mi dava un educatore in giorni stabiliti, che mi seguisse e trascoresse con me giornate con visite o interessi di ogni genere, MI DOMANDO DEL  PERCHE’ NON ESISTONO DEGLI EDUCATORI ANCHE QUANDO SEI MAGIORENNE? In questo modo dai la possibilità alla persona con problemi socio sanitari di restaurare rapporti nuovi e facendo cose nuove del tipo visitare un museo, e nello stesso tempo crei posti di lavoro per disoccupati, e dire che sarebbe semplice aiutare il prossimo, ma lo rendono complicato o per un motivo o per un’altro. La scusa più banale è che non esistono soldi o fondi a sufficienza per attuare un progetto del genere, senza calcolare gli sprechi che ci sono in qualsiasi settore vai ad analizzare.
Sono stanco di girare per gli uffici parlando con quello o quella senza risolvere mai nulla! Sono arrivato alla conclusione che se non ti aiuti tu non lo fa nessuno o per lo meno accorci i tempi girando qualche ufficio di meno, hai voglia di aspettare il miracolo! Questa mia battaglia la vorrei portare fino al palazzo comunale all’asessore alle politiche sociali spiegandogli quello che vedo e quello che vivo con la speranza di cambiare qualcosa; ci voglio provare! Tutti devono avere la possibilità  di essere coinvolti e ascoltati nella società in cui vive, con la speranza che qualcosa cambi o per me o per un’altro. Mi auguro da solo di riuscire a smuovere qualcosa.
L’ unico ad avermi dato l’impressione di seguire i ragazzi anche al di fuori dall’ambito lavorativo è Massimiliano il tutor del corso di via del porto, con la gita alle radio, mi ha fatto rivivere l’età adolescenziale quando l’obbiettore mi portava a fare cose diverse da quelle che facevo, (fumare canne, rubare, spacciare ecc).
Vorrei tanto che si avverasse questo mio progetto usando anche ragazzi che hanno fatto l’università ma non trovano lavoro o volontari del settore.

Giornata felice.

Pubblicato: 22 settembre 2006 da massitutor in felicità, gite, laboratorio, stampa alternativa

Ciao! ragazzi, oggi sono particolarmente contento, credo che tutto abbia inizio da ieri.
Involontariamente, sono andato a vedere una mostra di Radio libere le prime radio che sono nate negli anni 70, all’inizio pensavo che fosse tutta una cazzata ma poi mi sono dovuto ricredere, anzi mi è piaciuto molto, poi ho scoperto una cosa che in passato mi fece un pò appassionare. La radio che inventò Peppino Impastato per contrastare la mafia. 
Oltre a questa mostra c’è qualcosa che mi ha fatto riavvicinare a mio padre dove per via di tanti problemi un po mie in po suoi ceravamo allontanati, mi devo ricredere quando lui mi vede bene e sobrio  viene alla ricerca di me di qualche mio consiglio o qualche favore che io faccio con molto rispetto. Che dirvi dalla epressione alla felicità più assoluta tutto in poco tempo 24 ore.

Benvenuti all'inferno

Pubblicato: 25 luglio 2006 da massitutor in gite, operatori dispari, tutto cominciò così
asfalto luca e diegoLuca, non si capisce una fava di quello che stai cercando di dire. Vuoi forse dire che per il caldo che ti picchiava dint’a capa hai cercato di scroccare degli spicci alla pula e che per ‘sto motivo (del cazzo) non sei riuscito ad arrivare una volta tanto in vita tua in orario per fare una gita? E poi cos’è la fiducia in se stessi per te? Riuscire a svoltare ogni giorno quattro o cinque euro ravanati e scroccati chissà dove?
Perchè lo sai, sì, che per te questa è l’unica ragione d’essere, vero?
Cazzo te ne frega a te della fiducia?
E cosa c’entra la libertà?
L’unica cosa dalla quale non sei libero sei tu stesso. Questa è la tua unica schiavitù: te medesimo. Per il resto di sicuro nel tuo viaggio tu sei molto più libero di me, non dovendo preoccuparti di null’altro che non sia procacciarsi qualche schifezza…
Te ce l’hai mai voluto avere un impegno di un qualche genere? Che sia anche solo dover fare un lavoro più o meno di merda ma che comunque ti porta via contro la tua volontà 10 fottute ore della tua vita ogni santo giorno per potersi pagare un affitto, del cibo e altre due o tre cazzate indispensabili per non finire nella merda?
Tu la tua scelta l’hai fatta, VOI la vostra scelta l’avete fatta. Ed io ho fatto la mia. iente vita di strada. Niente dipendenze del cazzo da sostanze del cazzo, se non da un’interesse per me di vitale importanza che non starò qui ora a raccontare. E non raccontatemi storie lacrimose per giustificare la condizione nella quale versate, perchè per arrivare a questo punto si richiedono scelte ed ispirazioni ben precise, direi quasi una VOLONTA’ ben precisa. Altrochè sfiga. E nemmeno basta una famiglia a sfracelli o il non accettare qualche regola, o un crogiolo sociale disastroso, o anche solo il sentirsi decontestualizzati dalla società, che sennò più della metà dei giovani dell’america latina e la quasi totalità di quelli dell’africa subsahariana sarebbero lì a farsi pere, a chiedere spicci e a piangersi addosso. Ecco, piangersi addosso. Quello che non vorrei da questo blog è che diventasse l’ennesimo veicolo stile piazza grande per piangersi addosso, per dire quanto siamo brutti e cattivi noi della "società normale" che non capiamo le vostre problematiche, di come sareste bravi e belli voi che però per un solo e puro colpo di sfiga siete stati vomitati fuori da questa società ingiusta. Che poi questa società sia ingiusta, anzi, diciamo pure di merda, è fatto appurato, ma non di certo per via delle vostre problematiche. Te/Ve lo dico da amico, da operatore del settore e da normale cittadino, contribuente suo malgrado.
Bye.
Diego

Quel maledetto giovedì…..

Pubblicato: 21 luglio 2006 da massitutor in gite, tutto cominciò così

Un diavolo per capelloE’ un caldo pomeriggio una maledizione quasi oramai il caldo non da tregua e la facilità con cui perdere la testa è sempre più facile ma in via. Forse non è tutto uguale a tutto mentre c’è un via vai di gente girandomi ecco la mia condanna a morte appare chi ti vedo cosa succede? Chiedo subito ai due poliziotti che mi prendono in disparte e mi chiedono di allontanarmi. Uno spicciolo o una moneta quel giorno è stata la mia condanna ho perso non solo una gita, o dei soldi. Ho perso prima di tutto la dignità ogni giorno  che passa ho sempre meno amici, ma ho, ancor di più, meno fiducia in me stesso e tutto questo mi porta a chiedermi dove finisce la mia libertà, ma sopratutto tutto questo se ha un prezzo perchè non ho soldi per potermi mantenere!

Una persa 100 gite guadagnate!

Pubblicato: 14 luglio 2006 da massitutor in gite, tutto cominciò così
  • Ore 7:15 è un’altra mattinata che nasce qui a Bologna, ma il giorno è appena iniziato che subito bisogna correre; ho molte cose da fare appuntamenti vari andare fino a Saffi  il mattino presto  poi di corsa a fare un pò di colletta sarà una giornata molto diverrtente; c’è un lago che ci aspetta dell’ottima carne alla brace.
  • Partenza alle 9:15 tutti puntuali si cominciano a caricare le macchine con tutto quello che si può e si deve avere perchè un pic riesca alla perfezione, come al solito accade che qualcuno faccia di testa propria o che ci si dimentichi qualcosa.
  • Quandi arrrivi sul posto cominci a pensare a casa e se avevamo disgziatamente lasciato  o dimenticato qualcosa, così dopo un’altra occhiata mentre si svuotavano le macchine si adesso il vero divertimento inizia dopo un viaggio che all’adata è durato 2h.
  • Tutta questa giornata di ieri è stata bella, ma più interessante del viaggio è stata una cosa soltanto la mia assenza!
  • Hello-ciao-goodbay
  • Sono in una via di Bologna e aspetto