Giro vago giro vago per il mondo oggi ho dormito in fondo alla piazza e ho conosciuto le storie degli altri Iisoliti problemi di uomini strani i miei portici oggi son la strada e le stelle di notte cerco di condividere la mia amicizia col vecchio pazzo che sa di storie e cerca di dire di dire la sua verità la sua verità a difesa di quel che sa la sua notte e fatta di parole di libertà e in quanto riguarda agli altri che condividono la notte la fame il sonno e le quasi botte del domicilio fame per la mancanza del pane poi mi accorgo di esserci anch’io e sono in mezzo a loro di mattina ci svegliano quelli coi pennacchi e le armi il freddo torna a farsi sentire a questa realtà non si puo’ mentire giro vago giro vago per il mondo senza una meta oggi e’ natale e vorrei vedere una stella cometa giro vago giro vago per il mondo senza una meta.
Oggi ho incontrato un ragazzo che è stato in carcere. E’ tornato al laboratorio dopo una breve permanenza presso la casa circondariale cittadina. "Breve": breve magari sarà per me che ogni sera torno a casa. Comunque: è finito lì per un fatto stupido, una storia da poco, come spesso capita qui in via del Porto: ci si capita con la stessa facilità della prigione del Monopoli. Ogni mattina tiri i dadi e se capita il tuo turno passi anche dal carcere; diventa un fatto "normale", o quanto meno una tappa fra le altre, purtroppo. Purtroppo anche che la stessa cosa non valga per tutti i cittadini di questo paese, ma questa è un’altra storia. Abbracciare qualcuno che è appena uscito dal carcere è una cosa difficile da raccontare. E’ un metallo freddo, avvolto nel cuoio, che vibra allo stesso tempo della sua durezza appena nata e dell’incontenibile vitalità che lo attraversa. E’ un odore ruvido, pieno di spigoli e la luce negli occhi sembra dire una sola cosa: "ora potrà solo andare meglio". La letteratura e la cinematografia internazionale a questo punto prevederebbero scene di ballo collettivo, canzoni in onore del ritrovato e storie ai confini della realtà raccontate dal Nostro davanti ad un cerchio di amici assorti ed assortiti, ma qui, in via del Porto, nella realtà… non succede niente di tutto questo. Un saluto, una pacca sulla spalla e via, si ricomincia: "ci si rivede" come prima, "come ti butta?" come prima… e "ce l’hai una sigaretta?" come prima. Un caffé nei bicchieri di plastica e al prossimo giro. Questa non è superficialità: questo è il Centro diurno, questa è la realtà e giustamente le cose vanno affrontate con rispetto e pudore. E alle cose peggiori è il caso di passargli accanto in silenzio, così: leggeri, come se niente fosse.
Cosa accade a rimanere senza documenti
Per voi può essere banale ma invece è molto importante anche per un bolognese perché vi possono accadere cose di questo tipo: essere fermati dalle forze dell’ ordine ed essere portati in questura.
Non puoi comprarti una scheda per il tuo cellulare, non puoi fare quasi niente stare in paranoia perché hai paura se ti fermano ti portano via è molto frustrante non puoi magari andare in un albergo tipo per iscriverti in una palestra, sempre e comunque ci vogliono i documenti. Io ora che li ho fatti sono molto più tranquillo e ci è stato un momento della mia vita che non me ne fregava più di tanto eppure appena ho voluto iniziare a fare qualcosa per me stesso ho dovuto fare per prima cosa documenti e non ci è voluto niente.
Quando rincaso sento una gran puzza di bruciato il vamp stava andando a fuoco e se non cera il suo cane ad abbaiare e a svegliarlo prendeva fuoco veramente, perché la sigaretta stava bruciando tutto il materasso. Il suo sguardo era tutto impaurito e mi disse <<cazzo! stavo andando a fuoco!!!>> <<Ah ho visto!>> gli rispondo. Difatti non sono riuscito a dormire dalla puzza di bruciato. La mattina dopo mi sveglio presto e me ne vado senza neanche salutarlo perché mi stava iniziando a diventare antipatico: la sua vita era sempre la stessa e io mi ero stancato di vederlo sempre in quello stato, sempre le stesse cose mi avevano dato la nausea non ne potevo più, ma purtroppo non avevo dove andare allora sopportavo le sue cazzate se volevo un tetto sulla testa, ma poi mi sono detto: non posso andare avanti così, questa storia doveva finire, mi dicevo. E così è successo: trovai un dormitorio dove tuttora mi trovo. Il vampiro, chiuso nel suo mondo di schifezze, continua tutt’oggi la stessa vita fino a quando morirà; cosi penso ma spero che in qualche modo succeda un miracolo e la faccia finita perché alla fine gli volevo bene, era da accettare cosi com’era. Alla fine questo è il mio corto racconto che vi ho voluto raccontare come un fumetto, ma non è così: è una realtà che vamp continua ogni giorno, e spezza la vita di tanti ragazzi con delle doti che potrebbero sfruttare in positivo per mettere apposto la loro vita. Addio Vampiro. Da quel giorno non l’ho più visto ma non è che mi interessa più di tanto… Alla fine lui mi aiutava perché era solo e io ero l’unico che riusciva a sopportarlo e a fargli compagnia. Ma uno cosi è giusto che stia da solo come un cane non lo dico con cattiveria ma con un po’ di disprezzo per come tratta quelli che gli vogliono bene. Addio vampiro. E che un giorno tu possa capire anche tu cosa vuol dire vivere, ma questo so che non potrà accadere ma chissà: dicono che delle volte i miracoli accadono. Addio vampiro.
Ho trovato questo articolo sottostante sul sito: http://www.tgcom.mediaset.it/cronaca/articoli/articolo385636.shtml
Scaricati oltre 100mila brani in mp3
Quattro persone sono state denunciate, nel Milanese, dalla Guardia di Finanza, perché ritenuti "grandi uploader" ovvero grandi scaricatori di opere protette da copyright tramite Internet. Ora i quattro, italiani di età compresa tra i 30 e i 45 anni, rischiano di dover pagare multe da 12 a 125 milioni di euro circa. "Nei loro computer – dicono i finanzieri – sono stati complessivamente trovate 121.566 opere, per lo più file musicali mp3, le quali discografie complete di noti artisti quali Vasco Rossi, Madonna, U2, Zucchero, Elisa e altri, numerosi film di recente produzione, applicazioni per Pc e videogames".
L’operazione è stata denominata "Genux".
"Nei loro computer – spiega una nota della GdF di Melegnano (Milano) – sono stati infatti complessivamente trovate 121.566 opere, per lo più file musicali Mp3, tra ".
L’industria musicale: "Un segnale di fermezza"
"Le istituzioni e le forze di polizia hanno ormai preso atto che la pirateria digitale non è un problema di quattro ragazzi che scaricano gratis ma una seria minaccia per l’industria della creatività". E’ quanto ha sottolineato Enzo Mazza, Presidente della Fimi, la Federazione industria musicale italiana, riferendosi all’operazione della GdF di Melegnano. E ancora: "Colpire i grandi spacciatori di musica illegale, costituisce un segnale di fermezza contro una crescente attività organizzata che causa notevoli danni ai nuovi business model della musica in rete".
Solo nel 2006 in Italia, la musica illegalmente diffusa via internet ha causato danni all’industria per 70 milioni di euro, ai quali vanno aggiunti i diritti degli autori e l’evasione fiscale connessa al traffico illecito. La pirateria musicale nel nostro Paese ricopre circa il 26% del mercato e ha visto crescere sensibilmente anche lo scambio illecito attraverso reti P2P che si somma alla pirateria tradizionale e che pone l’Italia tra ai Paesi con i livelli più preoccupanti di contraffazione. E voi altri che ne pensate?
per me fanno prima a legalizzare il p2p (peer to peer), anche perchè non ci sono abbastanza posti nei carceri ha ha ha.
Qui comincia la storia di una piazza di Bologna forse più sorvegliata della casa del Papa, si chiama piazza Verdi dove convivono diverse razze ma x molte persone che ci vivono è diventata una schifezza. Ma quelle persone che hanno persino fondato una fondazione che viene chiamata Stop al degrado, si fanno pagare dagli studenti (e in zona ce ne sono parecchi) x una misera stanza la bellezza che va da un minimo di 250€ in su, però non vogliono chi non porta loro o alle tasche della giunta comunale soldi, così come tutti gli indesiderati (punk a bestia, cani, barboni e tutto il resto) e la cosa più giusta che possono fare è quella di riempire la piazza di polizia con il compito di fare pulito e di fermare persone che secondo loro sono li x delinquere, ma basta poco a fare qualcosa che secondo la polizia non va: se sei padrone di un cane e non ai il guinzaglio ti fanno 50€ di multa, se ti trovano a dormire sono 50€, se vuoi andare in un Bagno devi consumare perché in qualsiasi bar non ti fanno usare il cesso, e se non hai un euro e ti trovano in un vialetto a urinare ti prendi un altra bella multa di 60€ e via cosi. Ora la mia esperienza mi dice che reprimere non porta nulla di buono, ma se la giunta comunale x l’ordine pubblico pensa che militarizzando e reprimendo si possa risolvere le cose… Ma nel frattempo noi soliti indesiderati x mangiare un panino dobbiamo fare i salti mortali e talvolta finendo in galera x nulla, sì: ho visto gente che ha ceduto 5€ di fumo e una volta preso dalla squadra antidroga, avendo il processo x direttissima, succede che il giudice, sapendo che la persona fermata veniva da piazza Verdi, si è trovata la pena inflitta dai 8 mesi ai 10. Ora io penso se sarebbe accaduto in qualsiasi altro posto la pena non sarebbe mai stata la stessa, sì quello di vendere stupefacenti è un reato, è punibile dalla legge e fino li siamo tutti d’accordo, ma x lo meno ci vorrebbe una distinzione fra le droghe perché io penso che fra una dose di eroina o di cocaina ci sia un bella differenza. Ma lo sappiamo tutti che quello che c’è scritto dietro qualsiasi aula di tribunale “LA LEGGE E UGUALE PER TUTTI”, ma come si sa non è proprio cosi, ma tornando al discorso di P.Verdi noi indesiderati siamo sempre a lottare su tutto e con tutti, persino x i nostri cani, nonostante non tutti abbiamo dei molossi (assassini): abbiamo dei “bastardi” abituati a stare senza guinzaglio e di taglia media ma x i vigili quando ti fanno la multa di 50€ sul verbale hanno il coraggio di scrivere “cani di razza mordace”. Ora: una persona addetta all’ordine che non sa distinguere un cane che non supera 20 centimetri da uno che supera il metro di altezza bisognerebbe fargli fare un corso dato che quando ti fanno un verbale ci scrivono certe boiate, ma mi sorge un dubbio: che tutto questo sia solo x noi indesiderati (sporchi brutti e cattivi) ce ne sarebbe ancora tanto da dire, ma non e finito qui. La lotta continua parola di AMATAR.
Un pò di anni fa, mi è successa una cosa strana. Vivevo una vita più regolare rispetto ad ora. Nel senso: avevo un lavoro regolare, che mi piaceva, il mio appartamentino in affitto, le amanti (perché erano due donne sposate) e me la godevo. Il sabato sera invece, quando ci si riuniva con gli amici era adrenalina pura. Si cominciava a visitare tutti i locali più interessanti e lì si beveva si beveva, si beveva, fino ad essere ben cotti. Mi divertivo tantissimo, però bastava una spallata e una parola sbagliata che succedeva un casino e spesso erano bestemmie o baldoria anche con le mani. Una sera di queste, tornando a casa mi sono accorto di avere perso le chiavi, cazzo come faccio? Mi è venuta la brillante idea di andare a casa di un mio amico, che a sua volta aveva dormito da me, o da altri amici quando era troppo cotto. ERRORE. Vado da lui sapendo che faceva difficoltà a sentirmi, ho bussato, suonato, urlato e preso a calci la porta, risultato niente, mi son seduto sul gradino e poco dopo mi sono addormentato sul pianerottolo. ZZZZZZZ, ronf, ronf, ZZZZZZ. Non so quanto tempo è trascorso, che mi sento prendere per un braccio, mi sveglio tutto rincoglionito e trovo vicino: CARABINIERI e agenti della CROCE ROSSA. Lì realizzo: mi chiedono come sto, rispondo BENE e scendo le scale; SENSA VOLERE L’AIUTO DI NESSUNO. Quando siamo arrivati in strada, saranno state le quattro circa, in strada tranne noi non c’era un cane, I CARABINIERI mi chiedono se volevo salire in autoambulanza, ERRORE: ho detto no, mi sentivo il braccio che mi teneva lo SBIRRO e non lo lasciava, neanche quando l’ambulanza è andata via. Mi è stato subito chiaro che… I CARABINIERI: “Sali in macchina”. Io: “ma perché, non fatto nulla” E ho strattonato perché mi lasciasse, qui sono partite le prime sberle che mi hanno fatto cadere contro la macchina. Mi anno ammanettato con le mani dietro e tra insulti e botte mi hanno, sbattuto in macchina e portato al garage della caserma. PAPRAPAPAREAPPARA TA’TA’… in pratica hanno aperto gli sportelli, uno a destra l’altro a sinistra e li calci e cazzotti; tanti ma tanti che mi hanno spaccato sopra al sopracciglio. Sai che culo! Sangue da tutte le parti che costretti mi hanno portato al pronto soccorso. Li mi mettono dei punti e ripartiamo, dopo cento metri, i CARAMBA tornano indietro e… uno dei due si fa fasciare la mano. Qui si torna indietro e mi mettono in cella; cotto e rotto mi sono addormentato. La mattina, sorpresa: “TI PORTIAMO DENTRO” Io allibito gli ho risposto: “siamo su scherzi a parte? Dove sono le telecamere?!”. Risata generale e poi “NO TU HAI AGGREDITO PUBBLICI UFFICIALI”. Insomma mi sono ritrovato dentro con i punti in testa, gli occhi neri e gonfi che facevo impressione a vedersi e una costola rotta che ho scoperto poi all’ospedale. DISTRUTTO. Sono rimasto dentro tre giorni incontrando persone che mi hanno aiutato e li ringrazio ancora adesso ma il bello è stato il processo.
PROCESSO!!! PROCESSO!!! PROCESSO!!!
Mi portano ammanettato in tribunale, mi affidano un avvocato d’ufficio, gli spiego tutta la situazione, lei mi guarda con occhi allibiti e poi… dice: “TI CONVIENE PATTEGGIARE”. Mi sono cadute le braccia, lei mi spiega che purtroppo non ho testimoni e quindi perderò la verginità, perché sarò inculato. Il CARAMBA che ha testimoniato ha detto che io ubriaco li ho aggrediti e che per autolesionismo ho battuto la testa contro il travertino. NON MI MERAVIGLIO PIU’ DI NIENTE. CONDANNATO AD UN ANNO E OTTO MESI CON LA CONDIZIONALE. NON RICORDO L’AMMONTARE DELLA MULTA E L’OBBLIGO DI PAGARE I DANNI FATTI ALLA MACCHINA. (CHE NON HO MAI PAGATO). Ragazzi questo è quanto. A voi l’ardua sentenza.
La blogosfera è a rischio di estinzione. Il 12 ottobre 2007 il Consiglio dei Ministri ha approvato il decreto legge che trasforma la libera espressione della rete in testata giornalistica. Quindi i blog verrebbero considerati illegali. E illegali verrebbero considerati i propri pensieri, le proprie emozioni, passioni, situazioni di vita, i momenti allegri e tristi della propria esistenza. Noi di Asfalto abbiamo costruito un ponte di comunicazione verso la società attraverso questo blog, nessuno può impedirci di percorrere le nostre strade e di buttarle giù come ninte fosse. Perchè ogni fatica di ognuno di noi ha bisogno di rispetto e libertà. Questo oltre che buttare giù i nostri pensieri butterebbe giù una grande motivazione di vita di chi soffre e non puo esprimersi, quindi che il blog continui a percorrere la strada che sta facendo, non esiste che questo possa accadere. E faremo di tutto per difenderci da questa grossa ingiustizia.
In questo link potrete firmare una petizione per fermare questo blocco della libertà di pensiero: http://www.petitiononline.com/noDDL/petition.html
Una firma potrebbe sembrare una piccola arma, ma è tutto ciò che si può fare. Manteniamo in vita i nostri blog! Divulgate a chi più potete!
Ore 14 .30, Carcere di Reggio Emilia 24 settembre 2007
Ciao amici del blog, a fatica vi scrivo perché per me non è un bel periodo soprattutto a livello emotivo: sono veramente incazzato. Vivo un momento di conflitto sia interiore che con le istituzioni. Rimango allibito nel sentire al T.G: per me unica via di comunicazione con l’esterno, tante eresie sul problema reati e tossicodipendenza. La sinistra vuole cambiare le leggi sulla droga , ma allo stesso tempo non vuole cambiare i modi di intervento nell’aiuto degli stessi. Prendiamo atto che le comunità non sono e non saranno una risposta al problema tossicodipendenza, è ora che si convincano ad attuare progetti di risposta nuovi, ma nessuno vuole osare, anzi difendono il proprio operato come una sorte di mercato con tanto di concorrenza fra di loro, non mi meraviglierei se domani facessero la pubblicità a questa o a quella comunità. Ok! preso atto della non efficacia di queste strutture ad arginare il problema, non si fa altro che scaricare le colpe ora a destra ora a sinistra con tanto di programmi televisivi dove vedi questo scontro, però come in tante altre cose tutto rimane come prima, cioè all’italiana. Abbiamo a disposizione un mezzo (internet) dove veramente possiamo colpire nel vivo certe coste che ci governano. Guardate Beppe Grillo: tanto tempo fa criticava internet, invece adesso capita l’importanza ha fatto di internet il suo cavallo di battaglia. Quando che lo capiremo che la politica del 2000 si è rivoluzionata? E’ fatta di apparizioni televisive e da adesso su internet. Sfruttiamo questo mezzo, fino a quando ci viene concesso, perché prima o poi metteranno le mani anche su quello.Vi scrivo questo perché il mio Sert vuole a tutti i costi mandarmi in comunità, non critico la loro scelta perché ho rischiato la pelle varie volte. E’ altro che critico: Dario non crede che esista una comunità adatta a lui, al suo lavoro, al suo carattere, e soprattutto una astratta libertà dove comprendo che nessuno è libero tanto meno io, ma ci voglio credere di essere libero. Non ho bisogno di regalare il mio tempo a lavorare a gratis; dopo poi forse ti viene ricambiato. Dico forse perché se ti và male ti danno un calcio in culo e ti sbattono fuori. Bello vero?! Stanco di queste umiliazioni, come stanco di tante altre umiliazioni derivanti dalla droghe ho proposto al mio Sert di poter usufruire della custodia attenuata: come una sorta di comunità in carcere. Dove lavori stipendiato come una borsa lavoro e nello stesso tempo sconti la pena. Questo è quello che serve! Tutte le comunità dovrebbero farlo e lo Stato dovrebbe imporglielo. Vuoi aiutare i tossici? ok lo fai lavorare, li stipendi con un minimo e lo inserisci in una realtà dove piano piano si reinserisce nella società. Comunque in tutto questo mio intraprendere il progetto da parte del mio Sert si è fatto di nebbia, anzi penso proprio che è fatto apposta per togliersi il problema Dario, personaggio scomodo in Qualsiasi contesto lo inserisci. Proprio cosi non sto zitto non sto più a compromessi! E tanto meno sto in silenzio in cose dove ritengo che sia giusto far sapere alla società. Ma quale recupero! Ma quale reinserimento, tutte stronzate: se non sei tu ad arrangiarti nessuno ti da niente per niente e nessuno fa niente per niente.
Questa regola è legge di qualsiasi casta fai parte, che tu sia un barbone o un capo di stato. Cari amici, mi scuso del mio sfogo, ma non ne posso più di vedere cose così ingiuste e insensate. Spero di trovare commenti che mi diano spunto di riflessione. Ciao a tutti gli amici del blog da quello stronzo che è chiuso tra quattro mura.
Con stima, Dario Monetti.
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Opportunità e utilizzo delle nuove tecnologie e di Internet da parte di adulti in stato di disagio sociale. Asfalto Vi invita alla tavola rotonda che si terrà giovedì 13 settembre 2007 alle ore 21 presso la Festa nazionale dell’Unità di Bologna, nello spazio spettacoli dell’Esaforum (stand 43). Interverranno: ·Stefano Bruccoleri: senza dimora tecnologico di successo, autore del blog Alkoliker ·Francesco Maria Gallo: mass mediologo, esperto di comunicazione e autore del blog FM Gallo Blog ·Danilo (Maso) Masotti: blogger ideatore di Spettro della bolognesità e Umarells (dal quale è sato tratto l’omonimo libro) ·Concetta Paduanello: psicologa e coordinatrice del Centro diurno di via del Porto ·Mauro Sarti: giornalista, docente di Comunicazione giornalistica (Università di Bologna). ·Leonardo Tancredi: direttore responsabile del giornale di strada Piazza Grande ·Simona Vinci: scrittrice ·Massimiliano Salvatori: moderatore di Asfalto e della serata. Gli interventi degli ospiti saranno scanditi da letture di testi tratti da Asfalto, interpretati dall’attore e regista Massimo Macchiavelli.