Il manuale delle giovani marmotte di strada vol. 2
Secoli fa accennavo di questo tizio che mi arriva chiedendomi dell’acido muriatico; non è indiano, penso io, quindi non credo debba sfigurare qualche moglie fedigrafa, così glielo do.
Imbeve di acido un pezzo di cotone e se lo poggia su uno degli ultimi tre denti rimastigli.
Cazzo sta facendo?
Un nuovo tipo di suicidio lento e doloroso?
Un fioretto?
Nah, una carie.
Vedo quel moncone sfrigolare; ovvio, i denti sono formati perlopiù da calcio e questo elemento a contatto con l’acido cloridrico si scioglie e rilascia anidride carbonica, il dente si dissolve fra mille bollicine. Effetto idrolitina nell’acqua.
In effetti però tutto questo ha un senso, se qualcosa ti duole rimuovilo subito, search and destroy, se non c’è più il dente non c’è più dolore, come cazzo ho fatto a non pensarci subito?
Qui si va oltre al vecchio metodo fumettistico del molare attaccato con del filo alla maniglia di una porta, siamo nel mondo della tecnologia e a paperopoli, si sa, l’acido muriatico non esiste.
Comunque, qui si va oltre a qualsiasi cosa, giacchè quando stai per strada non è che hai tempo da perdere per ospedali e medici che non si fanno mai i cazzi loro.
Specie ora che inseguendo l’american dream un’ambulanza costa una trentina di euro.
E allora vai col pronto soccorso di strada fai da te.
Già, ma voi che ve ne state comodi comodi fra le vostre lenzuola di seta vi siete mai chiesti quali siano le situazioni più comuni che richiedano interventi di questo tipo? Sicuro che no, quindi eccomi qui ancora una volta a gettare lumi.
Potremmo sorvolare sui problemi epatici, che a un fegato non puoi curare le lesioni con la vegetallumina, però va ricordata quella volta in cui ho conosciuto un tizio il quale asseriva che l’unico rimedio per contrastare gli effetti della cirrosi dopo aver bevuto tre cartoni di metanolo era tirare giù un cartone di latte. Io penso che più che da antagonista alla cirrosi il latte facesse lo yoghurt al vino, ma vaglielo a spiegare. La vecchia merdata del latte che disintossica. Tipo che se ti butti giù una pillola di cianuro e dopo ci bevi il latte dietro non muori. Ma vaffanculo, io fra l’altro odio il latte. Comunque è bello credere a qualcosa, tipo babbo natale od il coniglio pasquale; chi sono io per infrangere queste illusioni? In fin dei conti sono solo un umile operatore.
Il problema serio normalmente, oltre alle coltellate, sono i temutissimi fuori vena.
E’ facile dire che quando senti che lo stantuffo non va giù vuol dire che non hai beccato un cazzo di vena, che ti stai facendo intramuscolo e che basterebbe tirare via l’ago e riprovare, ma immagino che sia come dire a uno che si sta scopando una Naomi Campbell sterile "hey, quando vieni tira via il cazzo lo stesso". E’ impossibile.
Avete mai visto un morso di un serpente velenoso?
Io sì, in una puntata di texas walker, praticamente dal punto del morso si dipana tutta una cancrena che ti manda a puttane il braccio.
Ecco, un fuori vena è così. Soprattutto se ti fai un bel perone di miniax. Anche roba e coca però non scherzano. Praticamente ti rimane un bubbone con tutta la merda ferma in mezzo al muscolo che non si riassorbe. E si infetta.
Andare all’ospedale è una roba da froci. Perfino se hai un braccio o una mano delle dimensioni di un prosciutto.
Se stai in mezzo alla strada devi starci fino alla fine.
Vi sembrerà strano, ma il rimedio migliore per un fuori vena è il cotone idrofilo.
Sì perché se non ti esplode il braccio puoi sempre incidere il bubbone e fare una bella eruzione vesuviana di pus, dopo sei praticamente a posto e comincia il processo di guarigione. L’unica cosa è che ti rimane un cratere del diametro di una moneta e della profondità di mezzo indice.
Bisogna fare in modo che non si infetti, e qui entra in gioco il cotone idrofilo.
La tecnica è semplice: imbevi il cotone nel citrosil, ci riempi il cratere e ci applichi un bel cerotto. Punto. Se entro una settimana non ti viene il cancro al braccio sei a posto. Se succede, beh, cazzi tuoi, dio ci avrà ben dotato di arti doppi per qualcosa.
I problemi circolatori sono la seconda causa di decesso di questo complicato e fragile ecosistema sociale.
Cosa sono i problemi circolatori? Beh, ne avrete sentito tutti parlare qualche volta, ma qui assumono un’importanza e dei livelli di picco particolarmente interessanti, tipo che anni e anni di pere bruciano e fottono tutto il sistema, a partire dai capillari fino alle vene ed arterie più grandi.
Ecco perché, fuori vena o meno, hanno tutti delle mani come quelle di bud spencer o degli avambracci come quelli di popeye o delle caviglie come quelle di valeria marini.
C’era un tizio che praticamente non aveva più le vene delle gambe; per una persona normale l’unica alternativa sarebbe stata l’amputazione, ma non dimentichiamo che paradossalmente per chi sta in strada la convivenza costante con patologie di questo tipo genera una resistenza alle medesime impossibile per altri. Si instaura una specie di rapporto simbiotico fra la persona ed il suo male, un po’come i pesci pagliaccio e gli anemoni.
Insomma, ‘sto tizio dal ginocchio in giù aveva un fittone di pietra e siccome faceva pure le croste lui se le lavava via con la polvere per sgrassare i lavandini. Pazzesco ma funzionava.
Le fratture.
Ma a che cazzo serve un gesso? Il gesso è un’invenzione per muovere l’economia, per l’appunto, del gesso.
E’ sorprendente vedere quanti sprechi vengano perpetrati dal servizio sanitario nazionale; queste cose le puoi imparare soltanto qui.
In fin dei conti si tratta di tenere un arto immobile, per cui che il materiale usato per questo scopo sia gesso, ferro, plastica, bitume, legno o quant’altro non fa una gran differenza.
Ecco perché qui al centro compriamo sempre un casino di bastoni per le scope ma senza le scope. Braccio rotto? Si divide in due un bastone della scopa e con un bel rotolo di scotch si ferma il tutto. Punto.
Il casino sono i collassi.
Normalmente un collasso in sé non è una gran cosa, diventi un po’ bianco, tremi un po’ e ti riprendi; alcuni addirittura si divertono a collassare per finta, tanto per mantenersi in allenamento.
Il casino, nei collassi, è cercare di farsi largo fra i vari a
spiranti dottor kildare che si assiepano attorno al collassato, ognuno con la sua presunta strategia di pronto soccorso. Il problema sta quindi nel salvare il collassato, o presunto tale, dai soccorritori stessi.
C’è chi gli slaccia i pantaloni, con il risultato che quasi sempre esce fuori il cazzo, chi pensa che vadano tenute le gambe in alto e chi invece la testa (e qui normalmente scatta la rissa per decidere su chi ha ragione), chi prova a ficcargli in bocca di tutto per evitare che si morda la lingua (mai visto nessuno mordersi la lingua), chi prova addirittura il massaggio cardiaco ignorando totalmente che praticando un massaggio cardiaco a cuore non completamente fermo si rischia il vero arresto cardiaco del soggetto.
Insomma, se non tiri fuori il tizio in tempo questo muore per i soccorsi.
Una volta a uno, dopo avergli tolto la cinghia gliel’hanno pure ficcata arrotolata a mò di tubo in bocca, pensando che così oltre a fare in modo che non si mordesse ‘sta cazzo di lingua gli si potesse fare pure la respirazione artificiale soffiandoci dentro. Questo mentre un altro tentava il famoso massaggio cardiaco e un altro ancora che gli tirava delle ceppe in faccia per farlo ribeccare. Non oso immaginare questa gente munita di defibrillatore cosa cazzo combinerebbe. Probabilmente lo userebbero su sé stessi per provare se sballa.
Insomma, la regola number one è: MAI collassare al centro diurno, boyz, se sentite che state per collassare andate su una via affollata, vi faranno sicuro il portafogli ma avrete indubbiamente migliori possibilità di cavarvela.
E con questo ho finito, alla prossima.
Yo!


E’ arrivato il loro momento… ma Ci mancheranno: 

Ricominciano le scuole, si torna al lavoro, ognuno ai propri posti, impeccabili come non mai. Ognuno a modo suo ha salutato l’anno vecchio e ha accolto l’anno nuovo. Con tutti i buoni propositi, c’è chi li discute volentieri e chi no, ancora non so bene a che punto siamo con le notizie, ma credo a buon punto con quelle cattive: per quanto mi riguarda durante la festa del 31 è andata a meraviglia sopratutto per quanto riguarda gli incidenti, la festa che hanno fatto in piazza maggiore a quanto pare è andata bene, hanno bruciato il pupazzo di paglia c’erano due casse acustiche per sentire la musica, una cosa un pò strana ma comunque diversa rispetto agli altri anni, per quanto non basti mai che cosa dare di meglio alla gente per intrattenerli, ora c’era veramento poco, e una volta che veniva bruciato questo pupazzo il divertimento migliore era quello che hanno inventato i rumeni: mettevano dentro alle bottiglie di spumante vuote i petardi e le facevano scoppiare, con tutto ciò…………………… per loro con il fatto che sono entrati in Europa e la festa si brindava il doppio vogliamo discuterne? I soldi sono stati spesi di sicuro ma per cose poco utili: per esmpio per costruire il pupazzo di paglia non sò quanto hanno speso per portare un’artista avrebbero speso un pò di più ma l’effetto sarebbe stato diverso sicuramente meno rischio che qualcuno ci rimettesse lo zampino ok. Io per esmpio ho passato l’ultimo dell’anno in dormitorio a suonare la chitarra in compagnia di alcune ragazze che sono venute in via del gomito a passare la festa con noi tra l’altro ragazze belle e in gamba e io sono stato molto bene, abbiamo cantato e giocato tutti insieme, abbiamo salutato l’anno vecchio e abbiamo accolto quello nuovo a suon di canzoni, la canzone che è venuta meglio e che tutti abbiamo cantato con grande stile è stata "l’anno che verrà".

1000 euro al mese!
Vi raccontiamo l’uscita che abbiamo fatto domenica sera, siamo arrivati al Lazzaretto occupato dove eravamo stati invitati per presentare il nostro blog e fare qualche lettura all’interno di una serata sulla metropoli. Siamo entrati dentro ci siamo presentati e poi seduti; il nostro responsabile è andato a salutare Antonio che sarebbe quello che ha organizzato la serata, e rientrato nuovamente Massimiliano con noi e poi abbiamo fatto un brindisi al nostro blog ed eravamo in cinque: Marcello, Andrei, Massimiliano, Sergio, Davide, poi nel fratempo è entrato un ragazzo ci siamo presentati abbiamo fatto un brindisi anche con lui, poi dopo abbiamo parlato se c’era qualcuno interessato per formare un gruppo e li qualcuno di noi ha detto la sua, poi dopo è entrato un altro ragazzo e ci siamo presentati lo stesso con lui e ci siamo fatti una canna di maria in compagnia. ORA ARRIVA IL BELLO….DELLA SERATA….. spunta un nulla-tenente va sulla sedia prende il suo giubboto va da Antonio poi torna da noi e dice che gli sono spariti dal giubboto EURO 300, tutti noi ci siamo guardati in faccia e allinizio tutti pensavamo ad uno scherzo poi anche Antonio ha detto che lui non sta incolpando nessuno ma chi li ha presi se x favore li può restituire siccome era uno "problema finanziario" molto grande per lui e che non aveva piu soldi x tirare il mese. Certo che se quei soldi erano così importanti magari non era il caso di lasciarli in un centro sociale, che è una cascina con la porta sempre aperta, dove girano decine di persone tutto il giorno. O no? Comunque: non si sa bene chi ha avuto l’idea di fare una perquisizione collettiva fra i presenti, ma di fatto così è andata e allora ci siamo incazzati tutti quelli che eravamo la dentro; uno di noi ha detto: ci puoi anche fare la perquisizione adosso e lui ha detto no, noi poi eravamo più incazzati dei pit bull facci pure la perquisizione xche sennò da qui non esce nessuno di noi ORA ARRIVA IL BELLO. MARCELLO inizia a spogliarsi toglie tutto da dosso e gli ha fatto vedere il cazzo, dopo arriva ANDREJ prende la rincorsa si spoglia, abbassa le mutande e dietro di lui c’era una mia amica ANNA che stava a guardarli il culo poi era troppo incazzato si è rivestito velocemente incazzato nero. IL BELLO DELLA SERATA non era neanche capace di perquisirli.
PICCOLO RAVE A BOLOGNA
Voglio raccontare come ho passato la mia giornata alla street parade, sono arrivato alla street parade sballatissimo di eroina poi ho iniziato a vedere se c’era gente che conoscevo, ho incontrato due miei amici e siamo andati a comprarci della speed l’abbiamo trovata e ce la siamo tirata 1riga dopo l’altra poi dopo ho voluto comprarmi dell’altra droga che quel sabato avevo tanta voglia di drogarmi ho provato un paio di rghe di chetamina e poi mi ricordo che avevo sboccato tantissimo sono stato male mia portato via anche l’ambulanza mi sono ritrovato all’ospedale sono sceso dal letto in qui mi avevano messo i medici e mi sono chiesto dentro di me cosa ci faccevo dentro l’ospedale ho preso sono uscito e mi sono trovato anche dei soldi in tasca che sino ad oggi non ho mai capito come ho fatto quei soldi perche avevo fatto tanto uso di droga e bevuto tantissimo, poi ho raggiunto di nuovo la street parade e lì nuovamente ho incontrato altri amici e mi sono andato di nuovo a drogarmi il giorno mi sono divertito tantissimo ho conosciuto tante persone e poi anch’io vorrei tanto che ci riaprisero qualche centro sociale per poter anche noi avere uno spazio dove sballarci e di avere qualche punto d’inconto per non stare in strada e rompere i coglioni alla gente che passa. Poi dopo la street parade sono andato a ballare a rastignano musica tecno li mi sono calato 5 /o 6 pastigle poi mi hanno pure offerto un paio di righe di MDMA sono stato li x sballarmi e ballare e non per fare casino ma x divertirmi e cosi ho fatto. Per me è giusto che L. abbia portato suo figlio alla street parade che prima di tutto non e successo niente e poi per far vedere a suo figlio che noi andiamo li per lo sballo e non rompereicoglioni alla gente. Ciao da Marcello