Archivio per la categoria ‘pensieri in libertà’

Fermata via del Porto

Pubblicato: 3 marzo 2009 da massitutor in assistenze e bisogni, pensieri in libertà
Tutti sanno quanto sia dura vivere in mezzo alla strada e ci si arrangia come si può, specialmente quando fa freddo, ma abbiamo qualche rifugio dove la gente può andare: una sala scomesse o in via del Porto dove un buon caffè…
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Camminare nel freddo e dire
di quanto desiderio si abbia
di incontrare qualcuno
che ti riscaldi il cuore
in quella mezzora d’amore

e poi in due su un unica strada
con la mano nella mano
tanto per combattere
questo freddo che ci circonda

rifugiarsi in una sala scomesse di città
per capire di quanto si sta bene in un
luogo caldo, guardarsi negli occhi
e di nuovo capirsi, volersi bene
sopratutto sempre insieme

su questo percorso dove dividi il tuo tempo
con quella difficile strada he devi percorrere
in quei giorni che vorresti altro
ma hai solo quello

Che il tempo sia brutto o bello
in quei pochi rifugi dove il tuo silenzio
chiede una mano a chi capisce
‘in una sala scomesse’
o in un centro diurno dove
anche un semplice caffè può dire la sua

e quando questo nostro amore va oltre,
quasi come una promessa
sempre insieme

perchè è sempre insieme che
si combatte in questa vita
perchè è sempre insieme
che si combatte in questa vita

camminare nel freddo e dire
di quanto desiderio si abbia
di incontrare qualcuno
che ti riscaldi il cuore
in quella mezzora d’amore

e poi in due su un unica strada
con la mano nella mano
per combattere questo
freddo che ci circonda.

mi-ributtano-dentroHo conosciuto un poeta: Nico Cosentino. Un poeta del sud, il sud di Napoli, Caserta. Non mi ricordo bene come l’ho conosciuto, ma è successo via web, attraverso i nostri blog. La prima cosa che mi ha colpito è stato il suo profilo Splinder, nella sua scheda scrive: Chi sono: uno stronzo cacato male – Interessi: cacare (!) Poi vado a vedere il suo blog e mi si accendono tutta una fila di lampadine: l’immagine in testata è bellissima, una foto di gruppo con personaggi ai vertici di ogni estetica cult: il Mickey Rourke di Sin City, Il grande Lebowski, Miles Davis e Charles Bukowski. Però! Un gruppetto di amici niente male. Poi una frase di presentazione: "ogni volta che ne esco fuori quelli mi ributtano dentro". E’ fatta, ci siamo mostrati le divise e le bandiere, qualcosa ci accomuna sullo stesso lato della strada. Non so ancora cosa, ma qualcosa mi dice che Nico è uno di noi e che alla parola "strad"a risponderebbe prima di tutto con la parola "vita".
Gli intenti di Nico Cosentino e del suo omonimo blog mi sono chiari da subito: veicolare la sua poesia. Mi colpisce da subito l’urgenza di questo autore e ne percepisco il sacrificio. Uomo capace di grandi frasi definitive Nico, il titolo del suo ultimo libro mi seduce e mi rimane in testa per giorni: "Meglio per tutti dare la colpa a me". Penso che potrebbe essere un bravo pubblicitario Nico, tant’è che dopo una settimana ho ordinato via posta il libro, presso Grauseditore (solo 10 euro ed è arrivato tranquillamente dopo pochi giorni).
Erano anni che non leggevo una raccolta di poesie. Queste centodieci pagine le ho lette in un unico viaggio in treno e mi sono rimaste dentro fino ad ora. Si può dire che è una poesia che arriva allo stomaco. Più che poesie sono racconti che hanno dentro la poetica del rimpianto e della nostalgia maturata in una vita che sembra lunga, mentre conta solamente 26 anni.
Una poesia geografica quella di Domenico, una poesia incazzata e disillusa come quella di Bukowski. Ricordi e fotografie lasciate in giro per il territorio come le pisciate di un cane segnano il territorio e costruiscono una geografia fatta di dipendenze, spiccioli, sbronze, amori e lacrime. Leggendo questi racconti senza titolo si provano diverse emozioni contrastanti: ci si diverte, ci si sbronza, si prova schifo, freddo, ci si eccita e ci si innamora. Nico guarda gli altri da gabbia a gabbia, come in un grande Zoo Sbraita, urla e s’incazza, ma ogni tanto ci fa pace. Nico misura la sua distanza dai margini e penso possa essere un membro naturale di questo blog.

Alcune poesie per cominciare a conoscerci:

Sfogo
Seduti su un muretto.
Una bottiglia di ron in due
E l’aria e le lacrime. E le parole gridate
E la gente che ci guardava
“andate a fanculo” urlavo.
Come se loro fossero la colpa di tutto.
Andate a fanculo… dovremmo urlarlo a noi stessi.

2,75 euro
ho frugato in tasca e ho esattamente 2 euro e 75 cent.
poco per mettere la benzina, mi toccherà camminare a piedi.
per molto ancora.
forse scadrà anche l’assicurazione prima che possa fare un pieno.
qui a casa non resisto, non ce la faccio.
prendo il giubbino estivo e scendo.
ho questi panni addosso da due giorni. ma vestiti leggeri non ne ho.
e quindi mi faccio in culo.
anzi a me non disturba. che s’inculino gli altri.
devo scegliere.
se mangiare o fumare.
scelgo di fare entrambi, e con questi spiccioli faccio entrambe le cose male.
mi prendo un sigaro da 60 cent, quei sigari che si sfaldano in bocca
e che hanno l’odore dello sterco bruciato.
ma è sempre un inizio.
basta iniziare.
poi prendo sei uova, dal fruttivendolo sotto casa mia.
ce ancora un euro.
compro una bottiglia di vino da 80cent.
stasera è festa.
ho da fumare, da mangiare e perfino da bere
e in tasca mi rimangono 20cent.

via Foria
ho allungato per via Foria,
per fumarmi un mezzo toscano in tranquillità.
Per stancarmi e non pensare,
ridurre il cervello in una pappina molle e grigia.
Passavo davanti al giudice di pace.
Camminando tra avvocati in completo grigio
e cravatta gialla,
e tra i loro assistiti.
mi sono reso conto di esser più simile
ai papponi, ai borseggiatori,
agli stupratori e ai comuni ladri.
Ho più cose in comune con questa feccia
che con la gente per bene.

Questa mia Follia

Pubblicato: 19 febbraio 2009 da massitutor in pensieri in libertà
Un giorno mi son trovato a Pavana frazione di Sambuca Pistoiese sull’appennino Tosco Emiliano a fare i conti con la storia dell’erba magica, che uno del posto mi consigliò, dopo giorni di ricerca finalmente la trovai e la trasformai sotto forma di infuso magico, ne bevetti la pozione e mi trasformai in un Gucciniano convinto, sino a scrivere Gucciniate vere, non mi sembrava vero ma la pozione magica aveva fatto il suo effetto.

pozione
LASCIATEMI VIVERE QUESTA MIA FOLLIA

Una parola morta, vigeva sul dire
di un quasi finta di capire…
 
e in ogni notte, pensava e volava
in sogni strani, in sogni puttani
che ti abbandonano in quei momenti
di solitudine, che non vorresti…
 
poi alzi gli occhi al celo
per guardare le stelle
e
chiedere alla luna
se è giusto andare avanti così

perchè senza dio non c’è ritorno
 
e al cuore in fondo si può
perdonare l’amore che manca
e inniettarsi la follia nelle vene
o vedere gli egoisti mangiare
a crepapelle.
 
questa vita è uno schifo
e ho solo voglia di morire,
ma non mi resta che capire
che se ci fosse solo un pò più di amore

come luci che illuminano la notte
la mia vita sarebbe migliore
ma mi inoltro nell’inutile cadere
non mi sento un fallito,
sono figlio di dio
 
quel dio che ha creato l’uomo
e il mondo, la sofferenza,
la contentezza, la lucidità,
le ubriacature, i pugni e i cannoni
 
dove muori senza vivere
le tue emozioni dell’essere
del credere o del capire,
di andare e venire
di pagare debiti
strani figli della storia
o dell’ipocrisia
 
lasciatemi vivere

questa mia follia
lasciatemi vivere
questa mia follia
 
fanculo e poi si vola tutti via
fanculo e poi si vola tutti via

Ciaky

Pubblicato: 2 febbraio 2009 da massitutor in asfalto fuoriporta, carcere, civiltà, droga, pensieri in libertà

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Ciaky è TORNATA per voi che siete stati solidali. Devo chiamarmi calamita attira sfiga.
Purtroppo va sempre peggio. Ora si avvicina la data del processo del camion che mi ha investito e DEVO vincere la causa, chissà che non mi passi paura, paranoia, crisi di ansia e di panico oltre a quelle isteriche e così la Depressione e soprattutto RABBIA. Vorrei farla finita lasciare tutto a chi merita e togliermi di mezzo. Non ce la faccio più.
Questa è buffa: a Natale cerco in tutti i modi di farmi arrestare ma non ci sono riuscita passavo sempre dalla parte della ragione.
Stavo per strada avevo freddo perciò volevo andare in galera al caldo. Ho devastato anche un bar, ma niente. Dopo pochi giorni mi danno l’invio per entrare in dormitorio. Era presto, mi siedo alla fermata di fronte alla stazione, prendo 3 tavor e bevo del vino rosso per scaldarmi. Poco prima dell’orario un riccone di merda (perché così va definito) dice di non passare con la macchina, allora gli chiedo se serve tirar giù la colonna per farlo passare e gli ho dato del coglione e che la patente l’aveva trovata per sua fortuna nell’uovo di pasqua. Mi prende a calci e mi rompe la bottiglia tagliandomi un dito.
Intervengono i carabinieri ma in loro presenza io ho staccato il tergicristallo della macchina e l’ho diviso in 2 pezzi: uno per la sua testa uno per il suo “culo”. Lui ha i soldi io ho ragione, il parcheggiatore testimonia il falso ma quello è un cliente dell’albergo, i carabinieri me lo spiegano: contro i soldi tu non vinci anche se hai ragione.
Mi arrestano. Mi portano all’ospedale perché nel frattempo mi è venuta una crisi di nervi.
Vado a fare la pipì con le manette, arriva la dottoressa e mi trascinano fuori dal bagno mentre ancora facevo pipì fino all’ambulatorio dove ho finito di farla “Che schifo” è stata un’espressione della dottoressa, io dico : lo dica a loro!”.
Mi fa tre punture che calmano un elefante ma non crollo.
Arriva il maresciallo, non sapevo che lo fosse, mi dà un pugno in testa per vedere se è più efficace.
Automatico che mi viene da dargli uno schiaffo, non normale, dei miei tanto che io avevo un bernoccolo lui una contusione al viso.
Mi processano per direttissima dopo avermi fatto dormire in uno scantinato con le manette su un letto di ferro ghiacciato e umido.
Chiedo all’avvocato che mi viene assegnato di NON difendermi. Il PM chiede 5 mesi e 20 giorni.
Ha voluto fare la sua difesa ho preso 6 mesi perché ho dato uno schiaffo al maresciallo anche se io le vedo come legittima difesa. Lui un pugno, io uno schiaffo.
Mi hanno rubato di tutto, perfino il ciondolo d’oro, il caricabatterie, la terapia, i cappio per capelli, i trucchi ecc. ecc.
Ora mi sto arrangiando vendendo disegni e facendo elemosina. Quando capita faccio ancora qualche marchetta ma sempre per mangiare.
Mi sono lasciata, anzi mi ha lasciato il mio fidanzato mentre stavo costruendo tutto per la nostra famiglia.
Solo chi ha vissuto un grande Amore e da un giorno all’altro è sfuggito via può capire anche perché non mi ha dato spiegazioni. Soffro troppo per continuare troppo per lottare. Sono uscita dalla clinica per una flebite a una gamba + trombosi. Sola, sempre e comunque sola. A nessuno importa più nulla di me se non a voi amici di “PC”. Ho un vuoto dentro incolmabile, AMO ancora quello stronzo che mi fa piangere perché corre da me solo quando dico che ho i soldi altrimenti zero.
Sono stanca. Vi voglio bene.
Marina S. 

L'antisociale

Pubblicato: 9 gennaio 2009 da massitutor in assistenze e bisogni, libertà, pensieri in libertà
antisocialeE’ un po di tempo che volevo scrivere qualcosa sui  personaggi di strada specialmente di quelli che nonostante il freddo vogliono stare lo stesso al freddo e di capirne il motivo, visto tutti i rischi che ci sono. La storia che sto scrivendo è una delle tante forse è una storia che nasconde qualcosa, una verità una delusione. Ho la voglia di non vivere più, ho il fatto di non riuscire a stare nelle regole o essere o avere probblemi un po’ come l’antisociale lasciarsi andare e a volte anche morire al freddo sensa speranza.
Non ho avuto il tempo di finirla che è già comparso Pietro con la chitarra e la sua musica che noi due insieme abbiamo già cominciato a comporla; qualche giono dopo arriva la notizia da Napoli: una persona che muore davanti alla stazione, il secondo dopo quello di Trieste…

UN UOMO DI STRADA UN CUORE C’E L HA


Sulla strada, lungo il cammino
sia di notte che al mattino
cerco riparo e un bicchiere di vino
per darmi forza, nei giorni freddi
 
nei campi la brina e io qui
fuori al freddo, in un sacco a pelo
che penso, che penso a te
che mi riscaldi nel cuore
 
ho freddo, mi alzo e cammino
ho fame e cerco qualcosa da mangiare
ho voglia di amore,

e mi metto in cerca di te
anche se so che tu non ci sei.
 
seguo la mia fantasia che mi distrae
in questi gioni di strada dove sofro
ma continuo perchè la voglia di vivere c’è ancora
 
cade la neve, ho i piedi freddi
tolgo le scarpe
accendo un piccolo fuoco
di carta di giornale
che mi serve ad asciugare
per poi stare meglio

riprendere il cammino di uomo di strada
stravvissuto e stranavigato
e destinato alla profezia
come il cammino di un santo a piedi nudi
come si faceva a SAN LUCA
dove mi rannicchio e penso
penso a un giorno di sole
ricordo l’amore, sento il tepore
 
alzo gli occhi e guardo la luna
mentre vedo le stelle
e quella stella sei tu

sei tu che ogni volta
ritorni perlomeno nel mio cuore
 
perchè un uomo di strada un cuore c’e la
perchè un uomo di strada un cuore c’e la
 
e va sempre in cerca di te di te anche se non ci sei
 
tu non ci sei, tu non ci sei
e a New York? Clicca quiQuesta è la terza settimana che sto all’Emergenza freddo.
L’Emergenza freddo è un capannone messo a disposizione del comune in via del Lazzaretto 15, è diviso in tre stanze due per uomini e una per donne, per un totale di circa 47 posti letto.  Non proprio letti, ma brandine
, infine due bagni.
Comunque vi dico che se non ci fosse l’emergenza 
freddo molti ragazzi che vivono in strada sarebbero nella merda più assoluta, sarebbero in mezzo alla strada al freddo e, come  è successo a Napoli, potrebbe scapparci il morto per ipotermia, quindi dico a quelli che vengono all’Emergenza freddo di adeguarsi e di dire solo grazie al comune e a chi si occupa dell’Emergenza freddo invece di venire solo a rompere i coglioni alla gente che vuole riposare, è solo un’emergenza freddo non è un dormitorio.

"NAPOLI (9 dicembre)
– Il cadavere di un uomo, dell’età di 45-50 anni, senza documenti addosso ma ritenuto dalla polizia un clochard, è stato trovato in strada, nei pressi della stazione centrale di Napoli.
Sul posto, richiamata da alcuni passanti, è arrivata una volante della polizia che ha sollecitato l’intervento dell’ ambulanza del 118. Il medico che ha tentato di prestare i soccorsi ha constatato che l’uomo era già morto. Secondo la polizia, ad ucciderlo potrebbe essere stato il freddo della notte. La salma è stata portata all’obitorio del Secondo Policlinico dove verrà effettuata l’autopsia".
Questa è la breve notizia pubblicata da Il Mattino di Napoli il 9 Dicembre
. Dalla lettura dell’articolo non vi è notizia se il clochard fosse in contatto con associazioni che si occupano del sociale, o Caritas, o i servizi sociali o se fosse lui a non volere aiuto non si sa, ma resta il fatto che una persona non può morire di freddo in una città come Napoli o per meglio dire la stazione dove a tutte le ore la gente prende il treno. Quindi mi chiedo veramente nessuno ha visto il clochard o lo hanno lasciato morire di freddo sapendo che era un clochard? Che parola antica questa…
Perché spesso sui giornali si parla di Invisibili: mi chiedo come fa a essere invisibile un clochard o una persona qualsiasi buttata in strada? Come fa ad essere invisibile? Forse è arrivato il mago Copperfield a Napoli? Ma Le persone non scompaiono. Forse i clochard sì.

"Hanno i braccioli sia alle estremità e sopratutto in mezzo: sono le nuove panchine che il Sindaco di Verona, Flavio Tosi, sta facendo sistemare in città. Spariranno quindi le classiche panche, dove sbandati, barboni e poveri, si sistemavano per riposare. Il prototipo, scrive oggi il quotidiano diretto da Ugo Savoia, il «Corriere del Veneto», è stato installato ieri nei giardini di piazza Indipendenza, in quella che diventerà un’area pic nic legalè vista l’ordinanza che in città vieta di mangiare in molte aree storiche, per questione di decoro". Notizia pubblicata dalla stampa della scorsa settimana, aggiungiamo giusto due paroline. Il Sindaco ormai famoso per alcune ordinanze bizzarre vomita la sua ultima nata "panchine anti-barbone" che dire? Da un sindaco leghista possiamo aspettarci di tutto, ma questa è proprio il top. Primo, tutti si sdraiano sulle panchine e non solo i barboni, non capiamo da dove arrivi la frase anti-barbone allora tutte le persone che si sdraiano sulle panchine sono barboni, poi se i barboni si riposano che male fanno? Non hanno casa, non hanno un posto dove andare. Invece di togliere le panchine potrebbe dare un posto dove poter andare a queste persone, o per Natale potrebbe regalare un letto a qualcuno che ne ha bisogno, sicuramente non gli mancano le possibilità.

Stupido amore

Pubblicato: 22 dicembre 2008 da massitutor in pensieri in libertà
Oggi vi parlo di nuvole, tutte quelle nuvole che abbiamo nella testa quando siamo distratti dai litigi.

checosasonolenuvole2

Voglio uscire da quella porta,
perchè di te poco me ne importa,
voglio andare per la mia strada,
vado dove mi porta il mio cuore
in cerca di qualcuno da amare
veramente

hai presente il cielo,
mentre le nuvole camminano
piano piano, verso che cosa?
forse non si può capire
quello che c’è sotto

ma mai saprai dove
vanno le nuvole
e in qualunque
parte andranno
saranno sempre nuvole
che camminano
oltre quel muro
dell’amore

tanti i ritorni tanti i giorni
di  questo stupido amore
amore dove si litiga in tutto
e poi si finisce col far l’amore

e se sapessimo andare
dove vanno le nuvole
allora questo amore
sarebbe più bello

ma il fatto che non si sa mai
dove vanno le nuvole

non resta che andare
avanti insieme
e tutte le volte cercare
di capire questo amore

andando chissà dove
andando chissà dove
e seguendo le nuvole
strane, che non si sa
mai e poi mai dove vanno
come questo nostro stupido amore

Tele Tranzollo

Pubblicato: 3 dicembre 2008 da massitutor in film, laboratorio, pensieri in libertà, tele asfalto, tele tranzollo

La recensione più tranzolla del secolo guardatela e sciallatevi tutti.

Non tutti sanno che, al centro diurno da un pò di tempo si fa il ceneforum e questa che state per vedere è la  recensione del cartone giapponese La citta incantata.

Quante storie sono partite dai fiori…

Pubblicato: 26 novembre 2008 da massitutor in pensieri in libertà

woman_flowerA PARTIRE DAI FIORI

Tu che sei così bella
e stai per avere
tutto quello che una donna vorrebbe avere
a partire dai fiori.

Gli amori, gli amori
quante pagine di storia
che riempano la sazietà del cuore

ti fa ancora più bella di quel che sei,
in un attimo che fugge la tua felicità.

un eterno amore che tutte le volte
finisce e ricomincia,
finisce e ricomincia
quante pagine di storia che riempono la sazietà del cuore
perché l’amore se non ci fosse bisognerebbe inventarlo

e se vuoi condividerlo con me
allora incomincerà una nuova storia
che farà bene sia a me che te

tu che sei così bella e stai per avere
tutto quello che una donna deve avere
a partire dai fiori

gli amori, gli amori a partire dai fiori a partire dai fiori.

In quale cielo sei?

Pubblicato: 14 novembre 2008 da massitutor in pensieri in libertà, sogni
Ad un certo punto della vita passa una stella. Tu esprimi un desiderio diviso in tre parti: per te, per gli altri e per il mondo in cui vivi: anche un albero o un animale, che sono importanti come la vita. E importante per ogni forma vivente è che possa vivere senza essere distrutta. Sto preparando il mio natale e vorrei che sotto l’albero ci fossero tanti bellissimi regali come la poesia che vi stò scrivendo.
dove sei?

In quale cielo sei
stella dei desideri miei
che lasci la scia
che indichi una via al mio pensiero

desidero un mondo di uguali
che non sofrano più la fame,
un muro di ferro
che indichi la pace
con tante armi
fuse insieme
come monumento
verso il futuro

l’uomo che duri fin dove possa durare
senza una guerra o una pena
che lo fermi prima

un albero che cresca
fin dove deve crescere
senza mai esser tagliato,
darà ossigeno
migliorerà il respiro
farà grande la foresta
ammazzonica
lungo il corso del Rio

inoltre desidero amore
come voglio e come posso
perché gli anni che passano
son la mia saggezza,
verso l’ingrigire

ma passano bene
di un qualcosa che ha bisogno
di vivere per tutta la sua vita
un fuoco che bruci da solo
senza che nessuno gli butti acqua,
la lunga vita che serve a capire
tutta la mia saggezza

in quale cielo sei
stella dei desideri miei
che lasci la scia
che indichi una via
al mio pensiero.