Archivio per la categoria ‘politica’

Eroi della patria

Pubblicato: 9 novembre 2007 da massitutor in civiltà, politica

Allarme del Veteran Affairs Department
Veterani d’America, destino da senzatetto
Gli ex militari costituiscono oltre il 25% degli homeless, molti escono dalle guerre in Iraq e Afghanistan

veterano In 195mila hanno trascorso all’aperto o in rifugi di fortuna ogni singola notte dell’anno passato: sono i veterani delle guerre americane che oggi fanno parte di un esercito molto diverso, quello degli homeless.
Uno su 4 dei 744.313 senzatetto americani ha alle spalle la storia tragica di una guerra combattuta in qualche parte del mondo, dal Vietnam all’Iraq: una percentuale sproporzionata, ancor più impressionante se si pensa che i veterani sono solo l’11% della popolazione americana.

Ma ad allarmare il Veteran Affairs Department sono soprattutto gli oltre 400 veterani dell’Iraq e dell’Afghanistan che si sono ritrovati nella condizione di senzatetto in tempi straordinariamente brevi, mesi e non anni, come invece era accaduto ai reduci del Vietnam. Un fenomeno rapido e inaspettato, una vera onda anomala destinata a crescere e legata con tutta probabilità alle particolari caratteristiche delle guerre moderne: la maggior parte dei soldati di ritorno dal fronte ha dovuto affrontare turni di servizio particolarmente lunghi e frequenti e fatica a reinserirsi nella normale routine, familiare e lavorativa, e spesso soffre di disordini da stress post traumatico e lesioni traumatiche al cervello, che possono rendere instabile la personalità e portare all’abuso di alcol e droghe.
Ne fanno le spese anche le donne soldato, che in molti casi hanno dovuto affrontare, oltre allo stress legato alle operazioni militari, abusi sessuali ripetuti: l’11% dei nuovi homeless provenienti dall’esercito sono donne, una percentuale quasi tripla rispetto a quella registrata sul totale dei senzatetto.

Unico dato positivo sembra essere la diminuzione del numero degli homeless “cronici”, che vivono per strada da oltre un anno: il gruppo, cui appartengono tra i 44mila e i 64mila veterani, contava nel 2006 20mila unità in meno rispetto al 2005, con una riduzione del 12%. (Tratto da La Stampa del 9/11/2007)

Brutti, sporchi e cattivi

Pubblicato: 29 ottobre 2007 da massitutor in libertà, politica

barricate in piazza verdi

Qui comincia la storia di una piazza di Bologna forse più sorvegliata della casa del Papa, si chiama piazza Verdi dove convivono diverse razze ma x molte persone che ci vivono è diventata una schifezza. Ma quelle persone che hanno persino fondato una fondazione che viene chiamata Stop al degrado, si fanno pagare dagli studenti (e in zona ce ne sono parecchi) x una misera stanza la bellezza che va da un minimo di 250€ in su, però non vogliono chi non porta loro o alle tasche della giunta comunale soldi, così come tutti gli indesiderati (punk a bestia, cani, barboni e tutto il resto) e la cosa più giusta che possono fare è quella di riempire la piazza di polizia con il compito di fare pulito e di fermare persone che secondo loro sono li x delinquere, ma basta poco a fare qualcosa che secondo la polizia non va: se sei padrone di un cane e non ai il guinzaglio ti fanno 50€ di multa, se ti trovano a dormire sono 50€, se vuoi andare in un Bagno devi consumare perché in qualsiasi bar non ti fanno usare il cesso, e se non hai un euro e ti trovano in un vialetto a urinare ti prendi un altra bella multa di 60€ e via cosi. Ora la mia esperienza mi dice che reprimere non porta nulla di buono, ma se la giunta comunale x l’ordine pubblico pensa che militarizzando e reprimendo si possa risolvere le cose… Ma nel frattempo noi soliti indesiderati x mangiare un panino dobbiamo fare i salti mortali e talvolta finendo in galera x nulla, sì: ho visto gente che ha ceduto 5€ di fumo e una volta preso dalla squadra antidroga, avendo il processo x direttissima, succede che il giudice, sapendo che la persona fermata veniva da piazza Verdi, si è trovata la pena inflitta dai 8 mesi ai 10. Ora io penso se sarebbe accaduto in qualsiasi altro posto la pena non sarebbe mai stata la stessa, sì quello di vendere stupefacenti è un reato, è punibile dalla legge e fino li siamo tutti d’accordo, ma x lo meno ci vorrebbe una distinzione fra le droghe perché io penso che fra una dose di eroina o di cocaina ci sia un bella differenza. Ma lo sappiamo tutti che quello che c’è scritto dietro qualsiasi aula di tribunale “LA LEGGE E UGUALE PER TUTTI”, ma come si sa non è proprio cosi, ma tornando al discorso di P.Verdi noi indesiderati siamo sempre a lottare su tutto e con tutti, persino x i nostri cani, nonostante non tutti abbiamo dei molossi (assassini): abbiamo dei “bastardi” abituati a stare senza guinzaglio e di taglia media ma x i vigili quando ti fanno la multa di 50€ sul verbale hanno il coraggio di scrivere “cani di razza mordace”. Ora: una persona addetta all’ordine che non sa distinguere un cane che non supera 20 centimetri da uno che supera il metro di altezza bisognerebbe fargli fare un corso dato che quando ti fanno un verbale ci scrivono certe boiate, ma mi sorge un dubbio: che tutto questo sia solo x noi indesiderati (sporchi brutti e cattivi) ce ne sarebbe ancora tanto da dire, ma non e finito qui. La lotta continua parola di AMATAR.

Asfalto dice NO!

Pubblicato: 22 ottobre 2007 da massitutor in libertà, politica

mimmo dice noLa blogosfera è a rischio di estinzione. Il 12 ottobre 2007 il Consiglio dei Ministri ha approvato il decreto legge che trasforma la libera espressione della rete in testata giornalistica. Quindi i blog verrebbero considerati illegali. E illegali verrebbero considerati i propri pensieri, le proprie emozioni, passioni, situazioni di vita, i momenti allegri e tristi della propria esistenza. Noi di Asfalto abbiamo costruito un ponte di comunicazione verso la società attraverso questo blog, nessuno può impedirci di percorrere le nostre strade e di buttarle giù come ninte fosse. Perchè ogni fatica di ognuno di noi ha bisogno di rispetto e libertà. Questo oltre che buttare giù i nostri pensieri butterebbe giù una grande motivazione di vita di chi soffre e non puo esprimersi, quindi che il blog continui a percorrere la strada che sta facendo, non esiste che questo possa accadere. E faremo di tutto per difenderci da questa grossa ingiustizia.
In questo link potrete firmare una petizione per fermare questo blocco della libertà di pensiero:
http://www.petitiononline.com/noDDL/petition.html
Una firma potrebbe sembrare una piccola arma, ma è tutto ciò che si può fare. Manteniamo in vita i nostri blog! Divulgate a chi più potete!

Dalla lotta alla povertà alla guerra ai poveri

Pubblicato: 19 ottobre 2007 da massitutor in politica

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Lupi di strada

Pubblicato: 11 ottobre 2007 da massitutor in civiltà, politica

Spesso si parla di degrado a Bologna… e a che punto di degrado è arrivata una città dove una persona senza tetto, che vive in strada viene pestata di botte, nella notte, sotto i suoi famosi portici? E’ successo domenica 30 settembre. Oggi le condizioni di questo "Lupo" (come si faceva chiamare) sono più che gravi: è in coma farmacologico all’ospedale Bellaria e potrebbe non tornare più ad una vita normale; ha subito importanti danni cerebrali. Forse un pugno, un calcio alla tempia… non importa. Un gruppo di giovani "lupi" figli di questo presente, delle nostre ricche città.
Uno di noi Lupo: vita di strada, timidi approcci coi Servizi sociali, periodi in dormitorio: prima il Carracci, poi lo Zaccarelli e di nuovo la strada, andata e ritorno. Magari dormiva, forse con le sue cuffiette nelle orecchie e non ha sentito arrivare questo branco di giovani "lupi" che lo hanno picchiato per puro divertimento, o forse perchè qualcuno gli ha messo in testa che è anche così che si può lavorare per un mondo più "pulito", più giusto.
L’assessore comunale Antonio Mumolo (Avvocati di strada), socio fondatore dell’Associazione Amici di Piazza Grande, ha portato la questione in Consiglio comunale, dove è stato approvato un ordine del giorno che ha messo d’accordo maggioranza e minoranza, e che è stato firmato da tutti i consiglieri. Si chiede anche al Comune di Bologna di costituirsi parte civile. Anche noi di Asfalto pensiamo che la città, in qualche modo, debba prendersi le responsabilità che può davanti a questi fatti, che colpiscono chi è più debole e squalificano la dignità di tutti noi.
Un pensiero di solidarietà e speranza al nostro Lupo.

«promuovere le narcosale significa per lo Stato dire che drogarsi non è un atto di libertà dell’individuo, ma un problema di cui la società deve farsi carico» 

dropinVorrei tornare indietro nel tempo e non aver mai incontrato quella spada maledetta che nella fretta mi ha rovinato gran parte della mia vita.Intanto prima o poi di qualcosa dovrò morire, dicevo, ma adesso leggendo le notizie da Torino se fossero esistite ai miei tempi le narcosale forse avrei avuto più fortuna, o almeno una percentuale maggiore di evitare numerosi contagi. E’ vero che il panorama delle droghe adesso è totalmente cambiato e forse oggi si viaggia alla grande con coca/pillole/altro  che forse nessuno ha in mente di farsi qualche chilometro per trovare una sala aperta, con un dottore che te la mena, ma visto come stanno le cose, osservando le ns città infestate da tossici nelle stazioni e negli angoli più incredibili, e se poi l’ambiente che si crea è ottimale i vantaggi sono quelli di essere sotto controllo medico, in una struttura che ti garantisce siringhe nuove, condizioni igieniche più compatibili e l’assistenza infermieristica in caso di bisogno (con narcan o cose del genere). Io ricordo che volevo farmi in santa pace senza dover andare in una farmacia dove mi avrebbero riconosciuto (Trento è una città paese) e quindi mi arrangiavo come potevo totalmente disinformato (erano gli anni ottanta) mi facevo prestare le spade dagli amici pensando che scaldandola con l’accendino e lavandola sotto una fontana un pò me la sarei scampata. Che idiota! Avrei voluto avere accanto a me delle persone preparate ed informate ma mi affidavo alle leggende metropolitane raccontate nei vicoli delle città, dalle persone che consideravo più esperte nell’argomento fattanza, agari affidandomi alla loro esperienza di piazza, lasciandomi influenzare dal solo fatto che sono tanti anni che si fà e non gli è mai successo niente, ci sono individui che la sanno gestire ed io vorrei essere uno di quelli.Vabbè dopo la prima epatite poi ho subito cambiato idea. Ma negli anni dopo nonostante tutte le attenzioni possibili arrivano sempre quei momenti che ti devi fare e non ci sono quelle maledette spade a portata di mano, o perchè ti trovi in una zona assurda dove la punta con il pusher è lontana e nascosta o perchè le farmacie sono chiuse e quella di turno è in culo al mondo, o perchè non hai uno spicciolo nemmeno per le spade. Ma la voglia di farsi christianef_01_gr[1]subito è bastarda!! Chi lo ha provata ne sà qualcosa. Bastarda bastarda soprattutto quando hai penato delle ore per svoltare una pera e sei in down. Quando poi si è impestati ben bene e ti devi fare ogni giorno 2-5-10 pere al giorno allora le narcosale secondo me diventano indispensabili, la routine e la costanza dei buchi che ti devi fare, ti mettono in una condizione di ”emergenza” seria.Le persone che non si fanno non sanno cosa significa la dipendenza e non si immaginano nemmeno quanto beneficio porterebbe un posto al caldo dove non sei solo, ti senti protetto e compreso puoi stare bene anche solo parlando, scambiando due parole sulle tue esperienze della giornata e forse anche per condividere un sogno di una vita migliore.

Su Bandiera Gialla da tempo è nata una discussione pubblica a favore di una Costituente per Bologna, partendo da un appello di Don Nicolini. Una discussione per ragionare insieme sui valori fondamentali di una società e di una città. Si comincia col lavoro. Anche il gruppo Asfalto vuole lasciare il proprio contributo. E invitiamo tutti i lettori, come sempre, ad aggiungere qui il proprio segno, il proprio punto di vista. Buona lettura ma soprattutto buon "lavoro" appunto.
piazza
La fatica di cambiare… E’ questo il senso che gli vogliamo dare, in particolar modo concentrandoci sulla fatica di cambiare. Espulsi (o auto-espulsi) dal mondo del lavoro siamo qui, al laboratorio di computer del Centro Diurno di via del Porto, cercando un nuovo sentiero. E la fatica sta proprio nel trovare, nell’affrontare un sentiero che non sia quello conosciuto di tutti i giorni: un sentiero fatto di strada, attesa, vuoto, ricerca del modo di soddisfare la propria dipendenza. Un sentiero fatto di arroganza, male parole, menzogne e lontananza. Lontananza dagli affetti, dal proprio passato, dai luoghi famigliari.
La prima fatica è quella di togliere la testa dalle mani, alzarsi da terra, dalla sedia della sala d’aspetto della Stazione e decidere di fare qualcosa, già perchè è proprio l’idea del "fare" che per prima ci salva. Bene, fare: ma fare cosa? Il primo passo di questo nuovo sentiero non è subito un lavoro, ma più spesso una borsa lavoro: un piccolo contributo per un impegno minimo ma costante, ad alzarsi la mattina, arrivare puntuali in un posto e, come minimo, avere a che fare con qualcuno. E quindi essere nelle condizioni minime di salute, decoro e coscienza per poter ragionare su un progetto, su un’attività da fare insieme.
La seconda fatica, il secondo lavoro sta nel capire che tutto ciò non può bastare e che nessuno ci darà una medaglia per essere tornati al punto zero, da dove cominciano tutti, con tutti i problemi e la precarietà di questo tempo. Dunque imparare a superare le frustrazioni della vita così detta "normale" è la parte più difficile di questa fase.
La fatica del lavoro vero poi, se siamo fortunati, arriva ed è bello sentire le gambe stanche perchè hai lavorato tutto il giorno e non perchè hai dormito su una panchina. Il lavoro più importante quindi è quello che fai su te stesso perchè se si lavora guardando troppo ai risultati, agli obbiettivi da raggiungere si può, al giorno d’oggi, rimanere delusi. Dobbiamo quindi difenderci dalle nostre stesse aspettative e dalla voglia di riscatto sociale. Avvertire dunque l’effetto benefico del lavoro sul corpo e sulla mente giorno per giorno, mentre cambiamo, mentre intraprendiamo senza paura quel nuovo sentiero che ci porta a fine giornata senza pensare di aver buttato via un giorno della nostra vita.
Massimiliano Salvatori (Massi Tutor)

Caro Don Nicolini, ascoltando il suo invito, noi come gruppo Asfalto "blog dei senza fissa dimora di Bologna", l’abbiamo raccolto con molto piacere anche perché le persone che frequentano sia il laboratorio che il centro di via del Porto abbia molto a che fare col lavoro ma soprattutto fatica a riemergere. E’ vero la nostra repubblica è fondata sul lavoro, però come lei sa bene purtroppo ci sono anche tante persone che hanno problematiche che solo il lavoro nel senso di mantenersi non basta. Le situazioni sono tantissime, ma io oggi le voglio parlare della mia e della grande fatica che sto facendo per ritornare ad essere una persona con dei valori, e anche se ho 40 anni, iniziare a volermi bene. Non vorrei annoiarla con storie di droga che purtroppo almeno credo gliene saranno capitate tantissime, ma invece vorrei sottolineare la forza che ho trovato, anzi ritrovato facendo parte di questo gruppo. Io caro Don Nicolini sono circa 8 mesi che sono a Bologna, e appena arrivato qui ero ancora pieno di droga. Non so neanche io a chi devo ringraziare quando per caso ho conosciuto il dott. Mellini, che mi ha indirizzato in via del porto. Da quel momento avendo intorno a me persone che da subito mi sono sentito vicino, e che pian piano mi hanno fatto capire che se volevo c’era la possibilità di cambiare, e da li ho fatto un altro tipo di lavoro: ho ascoltato è mi sono fidato. Posso capire che per gli altri può essere un lavoro da poco, invece le garantisco che è stato un lavoro difficilissimo ma che man mano che il tempo passava era sempre più gratificante, e emozionante. Io caro Don ho trovato sempre molta difficoltà nell’aprirmi, ma secondo me di questi tempi un altro lavoro che tutti quanti dovremmo fare o impegnarsi è il rispetto. Comunque facendo leva su tutte questa componenti che in questo gruppo ho trovato, dentro di me ho trovato la forza per reagire, e le posso confermare che con tanta fatica tante porte mi si sono aperte, ma soprattutto essere consapevole che il lavoro ancora più duro inizia adesso. Ma però c’è che adesso sono felice e sempre di più convinto che il lavoro alla fine paga, paga sempre, gratifica e rende la persona viva. Caro Don, in ultimo le volevo fare un’altra richiesta, anche perché sono convinto che lei abbia mezzi giusti e equilibrati, per far si che i diritti e doveri siano per tutti uguali. E vero che gli sperperi sono tanti, però non è possibile che in questo scempio di soldi pubblici l’unico sistema per recuperare è di andarli a prenderli nelle tasche dei pensionati e lavoratori dipendenti. Le volevo chiedere perché per una volta non partiamo dall’alto. Perché tutti i nostri politici si intascano stipendi esorbitanti, che dalle ultime stime si aggirano più o meno 15.000 euro? Oltretutto perché abitano in case che, che acquistano con una miseria, mentre tantissima gente neanche dopo una vita in fabbrica neanche se la sognano? Perché insomma solo loro devono avere tutte queste agevolazioni, mentre tanta gente non riesce ad arrivare a fine mese? Sa ho letto che in tutti gli altri paesi europei lo stipendio di un politico arriva a circa 5-6000 euro. L’elenco di tutte le cose che noi paghiamo e loro no è lunghissimo. Tutta questa diversità tra piaceri e doveri umilia, è ancora di più perché questa repubblica è fondata sul lavora, e tanta gente lavora duro, e se non si hanno risultati è certezze è molto frustrante.
Davide

Ciao a tutti, io ho ascoltato il messaggio di Nicolini e mi è piaciuto tanto il suo modo di esprimersi e la forza che mi ha trasmesso, delle sue idee. Ma perché questa domanda? Cosa vuol dire quello che hai questo? Parlare di fatica per conoscere Bologna? La costituzione è basata sul lavoro?
Il modo migliore per fregarci. Io non ho un idea ben definita di come dovrebbe essere il lavoro ma sono sicuro che cosi non mi piace.
Romeo

Per me il lavoro è una cosa importante per cui prima si beve di meno… Così il "pakistano" non vende niente e si sta bene: si pensa meno e si sta meglio. Si lavora anche per i soldi, qui sono melieu di niente.
Viva il lavoro!
Ismail

sono un ragazzo che frequenta da poco tempo un corso di compiuter; questa sua idea mi sembra buona ma secondo me se ne può soltanto parlare, quindi parliamone.  sappiamo tutti che la questione lavoro è sempre stata un grandissimo problema, io personalmente ho grosse difficolta ma non perchè non ne abbia voglia ma soltanto che in passato ho avuto problemi con la legge e quindi ho moltissime difficolta a trovarlo. E trovo ingiusto che uno che come me perche in passato ho sbagliato non debba lavorare non e giusto che ti etichettano a vita come un criminale a vita? senza dare piu nessuna possibilita a chi magari come me vuole cambiare e farsi una vita. so che pultroppo a chi di dovere non interessa niente della mia vita e questo mi fa molta rabbia. Voglio fare un esempio se magari vai a cercare lavoro e hai l’orecchino o magari i capelli lunghi sei subito giudicato come un delinquente o chi sa cosa. In altri stati non e assolutamente cosi tipo in danimarca puoi essetre tutto tattuato, orecchini, capelli lunghi che a loro non interessa. Li basta che lavori non ti giudicano come sei vestito, o che cos’altro puoi essere. Troppi scrupoli e paranoie si fa bologna e non solo nell’ambiente del lavoro ma su tante atre cose e non mi sembra giusto bisognerebbe dare una possibilita a chi magari in passato ha fatto degli sbagli. ci sono persone in giacca e cravatta che tutti i giorni rubano soldi. C’é qualcuno che fa qualcosà?
Mimmo

Week End a scrocco

Pubblicato: 9 marzo 2007 da massitutor in politica, week end a scrocco

Week End a scrocco.Ogni fine settimana facciamo una ricerca dei vari appuntamenti che ci sono a Bologna durante il week end. Ormai si sà che il week end in città è molto lungo da passare, specie quando non si sà dove andare, nel nostro ambiente il primo è quello valido. Le altre settimane abbiamo sempre segnalato appuntamenti che hanno a che fare col divertimento, questa volta vogliamo segnalare qualcosa di diverso: di più intenso, politicamente e socialmente importante in particolar modo per questa città.

La mattina dell’11 marzo 1977 a Bologna… (per saperne di più)
Al VAG61 Domenica 11 marzo 2007
1977-2007, Trentesimo anniversario dell’assassinio di Francesco Lorusso
iniziative in ricordo di Francesco Lorusso
Ore 10:00 appuntamento davanti alla lapide di Francesco Lorusso in via Mascarella.
Ore 10:30 presso lo spazio espositivo La pillola, via Mascarella 37, performance teatrale/momento di riflessione attraverso un evento tra musica, proiezioni d’epoca e lettura di un testo.
Ore 11:15 deposizione di fiori al Monumento del Giardino Lorusso presso la multisala di via Berti 2.
Ore 13:00 al Kantunzein, pranzo popolare (autoridotto all’origine) al VAG61 (via Paolo Fabbri 110, prenotazioni entro venerdì 9 marzo al tel.: 3336 26 94 54  mail:
info@vag61.info )
A seguire, proiezione di video e Teatro-Giornale (lettura di notizie sulle giornate del marzo 1977) a cura del Teatro dell’Oppresso.
Per rimanere in tema, sempre al VAG61 si può visitare la mostra fotografica di Tano D’Amico.
Sabato 10 marzo 2007, a VAG61 alle ore 19:00 inaugurazione di "1977, il complotto alla luce del sole" e della mostra fotografica di Tano D’Amico
Inaugurazione della mostra fotografica itinerante di Tano D’Amico (sarà presente l’autore). L’esposizione delle foto avverrà in Piazza Verdi ed in altri luoghi della città nei giorni domenica 11 e lunedì 12 marzo. Mostra documentaria (giornali, riviste, manifesti, fotografie, volantini) a cura del Centro di documentazione del Movimenti "Francesco Lorusso-Carlo Giuliani" e dell’Archivio "Marco Pezzi". La mostra rimarrà esposta sabato 10 e domenica 11 marzo.
A seguire aperitivo musicale con Dj Gozza di Radio Città Fujiko (sui 103.1 mhz).

Forever EX

Pubblicato: 8 marzo 2007 da massitutor in assistenti sociali, lavoro, libertà, operatori dispari, politica

inagurazione del Drop-in

Vorrei sottoporvi un discorso molto serio e alquanto delicato.
Per far ciò prenderò spunto da quanto è successo alla Susanna Ronconi. L’intenzione però non è parlare di quanto è accaduto specificatamente a Susanna (che personalmente conosco e ammiro), ma appunto prendere spunto…
"La campagna di linciaggio contro Susanna Ronconi ha avuto successo. L’ex militante di Prima linea si è dimessa dalla Consulta degli esperti e degli operatori sociali sulle tossicodipendenze, con una lettera al ministro della Solidarietà Paolo Ferrero, che la aveva nominata. Contemporaneamente, lo stesso Ferrero ha annullato la nomina perché "illegittima". Susanna Ronconi è interdetta dai pubblici uffici e la sua presenza nella Consulta, pur non remunerata, è considerata pubblico ufficio… Susanna Ronconi si è macchiata di numerosi crimini, tra cui un duplice omicidio. Ha passato però vent’anni in prigione, e il suo pieno recupero alla socialità civile è accertato al di là di ogni possibile dubbio, così come le sue competenze in materia di lotta alla tossicodipendenza, maturate nel coso di un’esperienza che data ormai da moltissimi anni." Giovanni Russo Spena, 01 marzo 2007 su Aprileonline.
Come operatori credo siamo allo stremo delle nostre forze passionali. A voler impegnarsi con e per i più deboli si viene tacciati di essere affetti da patologia. Ci si fa un "Culo" (scusate il termine ma rende l’idea), per superare tutti gli ostacoli dalla mancanza di risorse e strumenti alla sopravvivenza economica, passando ore e ore in posti poco riscaldati e fatiscenti (quel che passa il convento), per stare "in prima linea" (pare che gli sfigati che costituiscono il nostro target di lavoro, amano essere sporchi e puzzosi e stare in posti luridi), allora ci stiamo anche noi, perché? Ma è chiaro, per svolgere il lavoro per cui ci pagano: agganciare (cioè instaurare una relazione), istigare il dubbio che potrebbe essere meglio riprendersi la loro vita in mano, cambiare insomma, poi provare a proporgli alternative di impegno, poi passare anni ad affiancarli durante tutti quei periodi di "smollamento", quelli che abbiamo tutti alcuni giorni, quella tentazione di mollare tutto, di lasciarsi andare, di non opporre più resistenza alla caduta, ecco quei momenti li, solo che loro che non hanno elaborato nulla nel crescere (le sostanze congelano ogni cosa e la conservano intatta), oppure non hanno mai imparato ad affrontare le frustrazioni perché si sono lasciati trasportare dal mondo, loro, dicevo, di fronte a quei momenti li semplicemente si lasciano ricadere. Ecco affiancarli e non voglio dilungarmi troppo su quanto sia dura sia per l’operatore che per la persona che deve tirarsi fuori (e qui lascio la parola a voi).
Poi a volte sembra succedano quelle cose che tempo prima si sarebbero considerati miracoli. Alcune persone sembrano essere rinate, non solo diventano in grado di lavorare ma anche di saper a chi e come chiedere aiuto quando sono in difficoltà (che poi è la vera forza). Qualcuno, al di la di tutti gli sbagli fatti, si appassiona alla vita e gli prende la smania di impegnarsi in prima persona, di assumersi delle responsabilità, ed ecco il passato riemerge. EX tossico, EX delinquente, EX terrorista, EX… stai al tuo posto. Questo è solo uno sguardo personalissimo da un piccolo osservatorio, che parte da egoistiche fatiche e difficoltà sempre maggiori a trovare il senso, la "mission" nel mio quotidiano lavoro… potrei scrivere storie e storie in cui i diritti delle persone di integrarsi, di emanciparsi, dopo aver pagato… anche dopo aver pagato, non trovano spazio, ma voglio lasciare la parola ai protagonisti. Buona fortuna ragazzi!

Insieme per un giorno

Pubblicato: 21 febbraio 2007 da massitutor in amicizia, assistenti sociali, gite, politica

Inaugurazione del Drop-in martedi 20 febbraio 2007

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Drop-in: via Paolo Fabbri, di fronte al 127/2, (Bo), tel: 0514 210 722, e-mai: dropinbo@libero.it