Archivio per la categoria ‘stampa’

STe' CiTy

Pubblicato: 30 luglio 2009 da massitutor in alkoliker - il diario, amicizia, asfalto fuoriporta, stampa
E così il nostro Stefano "Bici" ce l’ha fatta: fra scazzi, entusiasmi, viaggi, progetti sempre nuovi e chissà quali altri incontri è riuscito nel suo antico intento di finire il suo libro, Via della casa comunale numero uno.
Un giorno Beo mi porta questo spiegazzato City e me lo trovo lì in prima pagina, con una bella e lunga intervista che potete leggere anche qui. Ci sono molti elementi del Bici pensiero a noi cari: dall’uso delle tecnologie per senzatetto ai "senzatetto in affitto" fino alla "decrescita felice".
Pioniere dei
blog di e dalla strada Stefano ha messo online anche un sito, dal quale è possibile acquistare il suo libro, interamente rilegato a mano. Molte cose le abbiamo già lette qui, su Asfalto, conosciamo la scrittura di Stefano ed è per questo che mi sento di consigliare questa lettura, mentre l’estate richiama la voglia di viaggiare, pur sapendo che la vita in strada è un viaggio senza meta e soprattutto senza un ritorno a casa.
Buona fortuna Stefano e buon viaggio.

Quale destino per i clandestini?

Pubblicato: 8 luglio 2009 da massitutor in civiltà, laboratorio, libertà, politica, stampa
di Maximanz
In questi giorni si fa un gran parlare del nuovo decreto legge, contenuto nel famigerato “pacchetto-sicurezza”, recentemente approvato dal Parlamento.
Personalmente, da assiduo lettore della Gazzetta dello Sport, ho avuto l’occasione di seguire il dibattito che si va sviluppando grazie alla rubrica “5 domande, 5 risposte” curata dal bravo Giorgio dell’Arti: un ottimo sistema per tenersi informati per chi segue lo sport ma non è abituato a leggere giornali d’attualità. In due diverse occasioni ha affrontato la questione, mettendone a nudo gli aspetti più controversi in modo molto efficace, comprensibile e assolutamente imparziale.
Il primo articolo è  uscito venerdì 3 luglio, nel giorno in cui il Senato ha approvato definitivamente il progetto, che ricordiamo legalizza anche le ronde, chiamandole “associazioni volontarie per la sicurezza”, con annesse polemiche suscitate da particolari gruppi (squadracce?) in divisa simil-nazi; l’articolista passa in rassegna le varie e purtroppo inutili proteste dell’opposizione, tra le quali spicca quella di IDV (Di Pietro): ”migrare non è un reato – i veri clandestini siete voi”, alle quali si sono unite per una volta quelle della Chiesa, finalmente non dimentica di quel messaggio di fratellanza e solidarietà di cui dovrebbe essere portatrice.
Quest’ultima mette la cosa sul piano della pietas e della carità cristiana: peccato che, come fa notare il Dell’Arti, il legislatore non è tenuto a prendere in considerazione questi aspetti (salvo poi appellarsi alle gerarchie cattoliche quando si tratta di invocare le “radici cristiane dell’Europa”,la famiglia “tradizionale”,la lotta all’aborto e altre amenità che con la laicità dello Stato hanno ben poco da spartire…).

In seguito l’articolo fa notare la singolarità delle norme italiane rispetto al panorama europeo, e da voce alle preoccupazioni espresse dai magistrati riguardo alla mole di lavoro per le procedure di rimpatrio che aumenterà enormemente, di pari passo con i ricorsi e le richieste d’asilo.
In conclusione si affrontano i temi propri del secondo articolo, quello di lunedì 6, su quello che porterà questa nuova legge, e cioè “i molti dolori e le molte difficoltà”, per citare le parole esatte spese dal Monsignor Marchetto (niente meno che il segretario  del pontificio consiglio per  la  pastorale  dei migranti, mica pizza e fichi!).
In sintesi, cosa accadrà al mezzo milione di ucraine, bielorusse, moldave che quotidianamente assistono i nostri anziani e i nostri invalidi?
A tutt’oggi questa domanda non ha ancora ricevuto una risposta chiara e univoca dalle istituzioni: chi parla di sanatorie, chi se le augura, chi le esclude risolutamente… la solita accozzaglia di dichiarazioni/esternazioni/smentite tipica della politica italiana.
Chi vivrà, vedrà (se non finisce prima in un CPT o come diavolo li chiamano adesso)

P.S.: per chi volesse approfondire l’argomento a questi indirizzi si possono leggere i commenti di noti pennivendoli pubblicati da Repubblica, l’Unità e il Manifesto, mentre uno solo viene dal Secolo d’Italia….tanto a  noi della par condicio nun ce ne po’ fregà de meno!

San Francisco, senzatetto ma online
Aggrappati alla vita solo grazie a internet

pionieriAnna Guaita, Il Messaggero online NEW YORK (2 giugno) – Hanno perso tutto: non hanno più un tetto sopra la testa, non hanno un letto, o un numero di telefono. Ma hanno un computer, e lo proteggono con le unghie e con i denti. Il numero dei senzatetto americani che riesce a mantenere un contatto con il mondo grazie a internet va crescendo, in parte perché la crisi ha fatto cadere in povertà molte persone che fino a pochi mesi fa avevano un lavoro e una casa. Accanto ai barboni senza speranza, spesso alcolizzati o malati mentali, crescono le file della ex-classe lavoratrice, ex operai o muratori, elettricisti o giardinieri che non sono più in grado di pagare il mutuo e si ritrovano per strada. Per costoro, il laptop non è un lusso, ma il cordone ombelicale che permette di sopravvivere e cercare un nuovo lavoro e una nuova vita.

In un servizio di prima pagina, il Wall Street Journal ha ieri seguito le sorti di alcuni di questi “senzatetto on line”, tutti raggruppati nella città di San Francisco, e ha raccontato le vicende di Charles Pitts, un poeta che vive sotto i ponti, Robert Livingston, un’ex guardia di sicurezza che ha un letto in un ostello per senzatetto, Skip Schreiber un elettricista disoccupato che si è ridotto a vivere nel suo furgone, e Michael Ross, un ex soldato che si accampa sotto una tenda: tutti questi uomini non si separano mai dal loro laptop, trascinandoselo in giro dentro vecchie borse, per evitare di perderlo o farselo rubare. Passano ore e ore a cercare dove attaccarli a una presa elettrica per ricaricarne la batteria, e dove ricevere il segnale wi-fi gratuito per andare on line. Alcuni, come Pitts, hanno aperto pagine su Facebook e MySpace, e partecipano vivacemente alle chat room sulle condizioni dei senzatetto. Per loro, le stazioni ferroviarie possono essere un rifugio temporaneo per ricaricare le batterie, mentre le biblioteche pubbliche o alcuni bar regalano il collegamento internet.

Il fenomeno sta allargandosi ma non è nuovissimo: già nel 2002 fece notizia la storia di un senzatetto, Kevin Barbieux, che aprì un blog dal nome “the homeless guy” (Il tipo senza casa). Barbieux vive a Nashville, in Tennessee, e da 25 anni non ha una residenza fissa. Nel suo blog ha raccontato di essere un ex soldato della Marina, di essere stato sposato e di aver avuto due figli, ma di soffrire di una forma di depressione che lo rende clinicamente ansioso e incapace di restare impiegato a lungo. Barbieux è stato l’indiscusso pioniere degli homeless on linee, ma oggi perfino i ricoveri pubblici offrono ai loro ospiti la possibilità di usare il computer. Praticamente ogni richiesta di lavoro o di aiuto deve essere riempita in internet, e chi non può avere accesso a un terminale è drasticamente sfavorito rispetto a chi può navigare on linee. Per questo a New York cinque dei nove ostelli per senzatetto garantiscono la possibilità di usare un computer. Per quanto terribile sia la sorte di chi si ritrova a elemosinare un letto in questi rifugi, gli ultimi mesi hanno visto moltiplicarsi situazioni anche più drammatiche, come le tendopoli di senzatetto sorte come funghi in California. Le condizioni di queste cittadelle sono anti-igieniche e pericolose. E spesso i sindaci sono obbligati a ripulirle con l’aiuto della polizia. Niente computer qui, solo povertà e disperazione. Anche fra i senzatetto, dunque, c’è una classe più fortunata e privilegiata e una classe di veri diseredati.

21 morti in Polonia
Pubblichiamo da Il Manifesto:

TAGLIO BASSO di Mauro Caterina – VARSAVIA
KAMIEN POMORSKI – vittime della miseria in una struttura priva delle più elementari norme di sicurezza.

cliccaMorire nella miseria, morire perché si è poveri. Le vittime dell’incendio divampato durante la notte del lunedì di pasquetta in un ostello per senza tetto a Kamien Pomorski, nel Nord Ovest della Polonia, sono prima di tutto vittime della povertà. Sono 21 al momento i corpi trovati carbonizzati dai vigili del fuco, 20 i feriti tra cui un bambino di appena 8 mesi.
Ma il bilancio delle vittime è ancora provvisorio. Nell’ostello di tre piani erano registrate almeno 77 persone, in attesa di ricevere un alloggio dalle autorità locali. Lo ha reso noto Marcin Rodak, del centro nazionale emergenze. Non tutti coloro che erano registrati sono stati individuati. Quel che si teme è che il bilancio dei morti possa crescere, come ha sottolineato il portavoce dei vigili del fuoco Pawel Fratczak, spiegando che sarà difficile identificare molte delle vittime perché i corpi sono stati completamente bruciati. L’incendio è divampato all’una di notte. I testimoni raccontano che l’edificio ha preso fuoco come una torcia: «Le fiamme avevano una velocità incredibile-ha detto alla tv locale TVN24 Daniel Kopalinski, uno dei soccorritori-i vigili sono stati costretti ad afferrare i bambini che i genitori lanciavano dalle finestre».
milano_freddo_2009«C’erano delle scale, ma arrivavano solo al primo piano», ha raccontato un’altro testimone, Dariusz Janyszko, fratello di una delle vittime. In Polonia li chiamano «hotele socjalne», ostelli sociali. Sono case fatiscenti gestite dalle amministrazioni locali e vengono usate come strutture provvisorie per ospitare famiglie povere che non possono permettersi il lusso di una casa. Gli ostelli sociali sorgono un po’ ovunque sul territorio nazionale e mancano delle più elementari misure di sicurezza. All’ostello di Kamien Pomorski, la cittadina di 9.000 abitanti dove si è consumata la tragedia, mancavano le scale antincendio. Sono ancora ignote le cause che hanno scatenato le fiamme all’interno della struttura. Forse un fornello a gas che le persone ospitate negli ostelli usano per cucinare nelle camere, visto la mancanza di cucine in questo tipo di strutture. Il capo dello Stato, Lech Kaczynski, ha proclamato tre giorni di lutto nazionale.
Il primo ministro Donald Tusk si è recato nella cittadina ieri mattina assicurando che «l’aiuto sarà completo e garantirà ai sopravvissuti gli alloggi di cui avevano bisogno». Ora bisognerà mettere mano alle altre strutture e fare in modo che non si ripeta una simile tragedia. Anche a queste latitudini ci deve scappare il morto affinché si affrontino certi problemi. Essere poveri e non avere una casa per la propria famiglia è un dramma, morire perché non ci sono case sicure dove ospitare i poveri è una vergogna.

Elio Colucci il MISTER

Pubblicato: 5 aprile 2009 da massitutor in amicizia, politica, stampa

Dal giornale “Il Bologna “ questo ritaglio di un’articolo tutto dedicato ad Elio Colucci, in basso a destra si può leggere “ospite in via del Gomito”.Qualcuno di noi già sapeva di questa attività come “Mister” di una squadra di calcetto di giovani, ma addirittura a furor di giovani candidato nella lista di Bologna Città Libera nel Quartiere S. Donato nessuno se lo aspettava. Qui e Qui ci sono alcuni suoi post, tanto per ricordare di chi stiamo parlando. Vài Elio noi ti votiamo!!! (P.) 

Il bologna,titoloil bologna1il bologna2

camperUna panoramica sull’accoglienza italiana in questo freddo inverno
E’ inverno e come ogni anno c’è il problema dell’emergenza freddo, nelle più importanti città Italiane sono stati aperti centri di assistenza  per i senza tetto, sia italiani che extracomunitari: questi ultimi si rifiutano o hanno paura di andare nei dormitori e in ospedale per timore di essere identificati ed espulsi dall’Italia.
A Roma il Comune ha disposto l’apertura straordinaria di alcune stazioni della metropolitana. L’assistenza è curata dalla Caritas, che fornisce i generi di prima necessita, è aperta anche l’ex fiera di Roma che ospita circa 360 persone senza fissa dimora.
Invece a Milano sono oltre mille le persone aiutate del Comune per l’emergenza freddo e negli ultimi giorni sono stati aggiunti cento posti letto e hanno distribuito pasti caldi fino a tre volte al giorno. Mancano invece posti letto nei reparti di medicina di tutti gli ospedali di Milano e provincia.
A Torino è stata aperta una struttura riscaldata nel parco della Pellerina, in grado di ospitare 96 persone, i dormitori pubblici della città hanno una capacità totale di 900 posti. Comune e volontari stanno distribuendo in questi giorni 1.400 pasti caldi quotidiani.
Non va tonto bene in Veneto: sono stati tutti occupati i 400 posti letto della Caritas, nelle stazioni ferroviarie, le sale d’attesa, sono lasciate appositamente aperte e trasformate in rifugi d’emergienza.
A Bolzano sono stati aperti tre centri di ricovero per i senza tetto, per complessivi 80 posti letto disponibili.

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beo88

"HOMELESS HOTEL"
"Non ci penso nemmeno ad andare in un dormitorio. Sto benissimo qui, l’unica cosa che mi serve è un sacco a pelo nuovo".
Questa è una tipica frase che si sente spesso da tanti homeless che, o per scelta o per sfiducia nelle "istituzioni" decidono volontariamente di non usufruire dell’emergenza freddo.
Alcuni operatori di Milano spiegano: "noi cerchiamo di convincerli a venire in dormitorio, ma non è facile. La sentono come una costrizione per gli orari e le regole da rispettare, la vivono come l’ultima spiaggia. Ci sono coppie che non vogliono essere separate e quelle con i cani che, piuttosto che lasciarli da soli, continuano a stare per strada. E’ gente che per disperazione o per scelta non è abituata a dormire sotto a un tetto".
A Milano ci sono circa 600 posti letto e tutti al completo. ogni mattina arrivano circa 25 30 senzatetto che si presentano agli sportelli. Nel solo centro se ne contano più di 100 che dormono per strada.
Poi ci sono posti di fortuna fatiscenti come quello dove sono stati trovati 10 persone del Salvador che dormivano in condizioni igeniche a dir poco spaventose (escrementi, sporcizia, siringhe etc.). Questo posto è stato soprannominato "HOMELESS HOTEL" proprio perchè vicino a due famosi Hotel.
Esistono persone, come un mio amico: Franco, purtroppo deceduto tre anni fa, che non avrebbe mai accettato di dormire in un dormitorio e che sarebbe piuttosto morto di freddo per quel nobile orgoglio che solo certe persone possiedono. A mio avviso sono scelte rispettabilissime, ma la società deve prendersi carico di tutto ciò e sviluppare delle politiche in grado di soddisfare i bisogni vitali di ogni individuo.

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Anarcom

"Mai più!"…quante volte l’ho sentito dire
Mai più una fine come Babu Raja Radhka, morto di freddo dietro il colonnato del Teatro Carlo Felice.
Il 30 dicembre è stato trovato morto un Nepalese di 43 anni chiamato Babu; alcuni barboni hanno raccontato che i carabinieri, chiamati da quelli del tertro hanno portato via le coperte per fare andare via i barboni. La stessa storia è successa a Firenze: anche lì han portato via le coperte e anche lì la smentita dei carabinieri e dell’azienda municipalizzata.
La notte dell’ultimo dell’anno l’assessore alle politiche sociali di Genova Roberta Papi, si è presentata alla stazione di Genova Principe dove ha visto coricati sulle panchine dei giardini di fronte alla stazione dei clochard avvolti da coperte si è avvicinata e qualcuno ha detto che all’estero questo non succede perche arrivano i vigili e ti portano nel dormitorio del Comune, poi l’assessore ha detto anche che non ci sara più un’altra morte per il freddo anche se il Comune ha fatto tutto il possibile ma ripete l’assessore che non si fa mai abbastanza per questa gente che vive al limite di ogni cosa.

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Kurtinizzo

Adotta un senzatetto
A Verona come in tanti posti ci sono gli aiuti per i senzatetto. Provano con i dormitori e pasti caldi.
C’è una signora che comunque non accetta le regole e quindi continua a vivere in stazione al freddo. Non è l’unica e provano anche a distribuire coperte a quelli che devono affrontare l’emergenza freddo. Sicuramente non verranno risolti i problemi a chi purtroppo ne ha tanti, bisogna accettarli
e ringraziare le poche persone che cercano di fare beneficenza, a Verona provano ad "adottare" qualche singola persona offrendo nei bar bevande calde e anche qualcosa da mangiare. Sono pochi e da apprezzare, anche a Bologna ci sarebbe un gran bisogno di gesti simili per i tanti che ne vorrebbero e non li trovano.

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Silvanam

e a New York? Clicca quiQuesta è la terza settimana che sto all’Emergenza freddo.
L’Emergenza freddo è un capannone messo a disposizione del comune in via del Lazzaretto 15, è diviso in tre stanze due per uomini e una per donne, per un totale di circa 47 posti letto.  Non proprio letti, ma brandine
, infine due bagni.
Comunque vi dico che se non ci fosse l’emergenza 
freddo molti ragazzi che vivono in strada sarebbero nella merda più assoluta, sarebbero in mezzo alla strada al freddo e, come  è successo a Napoli, potrebbe scapparci il morto per ipotermia, quindi dico a quelli che vengono all’Emergenza freddo di adeguarsi e di dire solo grazie al comune e a chi si occupa dell’Emergenza freddo invece di venire solo a rompere i coglioni alla gente che vuole riposare, è solo un’emergenza freddo non è un dormitorio.

"NAPOLI (9 dicembre)
– Il cadavere di un uomo, dell’età di 45-50 anni, senza documenti addosso ma ritenuto dalla polizia un clochard, è stato trovato in strada, nei pressi della stazione centrale di Napoli.
Sul posto, richiamata da alcuni passanti, è arrivata una volante della polizia che ha sollecitato l’intervento dell’ ambulanza del 118. Il medico che ha tentato di prestare i soccorsi ha constatato che l’uomo era già morto. Secondo la polizia, ad ucciderlo potrebbe essere stato il freddo della notte. La salma è stata portata all’obitorio del Secondo Policlinico dove verrà effettuata l’autopsia".
Questa è la breve notizia pubblicata da Il Mattino di Napoli il 9 Dicembre
. Dalla lettura dell’articolo non vi è notizia se il clochard fosse in contatto con associazioni che si occupano del sociale, o Caritas, o i servizi sociali o se fosse lui a non volere aiuto non si sa, ma resta il fatto che una persona non può morire di freddo in una città come Napoli o per meglio dire la stazione dove a tutte le ore la gente prende il treno. Quindi mi chiedo veramente nessuno ha visto il clochard o lo hanno lasciato morire di freddo sapendo che era un clochard? Che parola antica questa…
Perché spesso sui giornali si parla di Invisibili: mi chiedo come fa a essere invisibile un clochard o una persona qualsiasi buttata in strada? Come fa ad essere invisibile? Forse è arrivato il mago Copperfield a Napoli? Ma Le persone non scompaiono. Forse i clochard sì.

"Hanno i braccioli sia alle estremità e sopratutto in mezzo: sono le nuove panchine che il Sindaco di Verona, Flavio Tosi, sta facendo sistemare in città. Spariranno quindi le classiche panche, dove sbandati, barboni e poveri, si sistemavano per riposare. Il prototipo, scrive oggi il quotidiano diretto da Ugo Savoia, il «Corriere del Veneto», è stato installato ieri nei giardini di piazza Indipendenza, in quella che diventerà un’area pic nic legalè vista l’ordinanza che in città vieta di mangiare in molte aree storiche, per questione di decoro". Notizia pubblicata dalla stampa della scorsa settimana, aggiungiamo giusto due paroline. Il Sindaco ormai famoso per alcune ordinanze bizzarre vomita la sua ultima nata "panchine anti-barbone" che dire? Da un sindaco leghista possiamo aspettarci di tutto, ma questa è proprio il top. Primo, tutti si sdraiano sulle panchine e non solo i barboni, non capiamo da dove arrivi la frase anti-barbone allora tutte le persone che si sdraiano sulle panchine sono barboni, poi se i barboni si riposano che male fanno? Non hanno casa, non hanno un posto dove andare. Invece di togliere le panchine potrebbe dare un posto dove poter andare a queste persone, o per Natale potrebbe regalare un letto a qualcuno che ne ha bisogno, sicuramente non gli mancano le possibilità.

La Rassegna Stampa di Kurtinizzo

Pubblicato: 24 ottobre 2008 da massitutor in civiltà, politica, stampa
Da New York a Washington crescono i senza tetto.

Usa_homelessNon è più Wall Street il centro dell’America, ma sono le strade delle diverse città Americane, con il rincaro di tutti i generi alimentari, l’aumento abissale dei pignoramenti per il fenomeno subprime i mutui americani, e la disoccupazione si sono trovate in strada intere famiglie, è un fenomeno allarmante che porta in strada oltre 3 milioni di persone senza alcuna assistenza sociale. E pensare che i senza tetto stavano diminuendo, vi raccontiamo la storia di Amanda Bowling, madre di tre bambini che si trova in strada avendo perso il lavoro poi la casa e quindi è arrivata la strada, per fortuna è stata varata una legge che stanzia 3,9 miliardi di dollari per aiutare le persone almeno ad avere una casa.

A Bologna un povero senza tetto prende una multa di 742 euro perche accumula dei cartoni dove dorme la notte.

Usa_homeless Cosa dire? Si sarebbe potuto agire in altro modo ma non vogliamo prendere parti di difesa o di accusa, diciamo che solo nel 2007 ci sono state oltre 50 multe ai senza tetto, svariate le modalita delle multe ma vorrei sapere solo se questi agenti si mettano nei panni di questa povera gente che, piena di problemi fino al collo, si trovano anche il regalo della multa perchè per me è solo un regalo che questi Agenti fanno: sanno che questa gente ha dei problemi, invece loro affondano il dito nella piaga. Che dire dell’assistenza che hanno queste persone? Penso sia poca, o sono assistiti in modo sbagliato perche vedo troppa gente di una certa età in strada che non dovrebbe esserci, dovrebbero stare in strutture adeguate invece vige la logica di tutta un’erba un fascio, alla fine sono solo loro a pagare: i senza tetto, come dire: cornuto e mazziato, invece i politici sanno solo tirarsi della merda addosso l’uno con l’altro come sempre sanno solo dire: se eravamo noi a comandare non sarebbe successo, come dice il Pdl. Io so solo che chiunque vada su in Comune non pensa minimamente ai problemi che hanno i senza tetto, anzi. Quindi si potrebbe evitare tutto questo parlare e parlare, facciamo i fatti e aiutiamo questa gente che ha veramente bisogno.

Non viene pagato l’affitto da sei mesi. Così il proprietario dell’edificio che ospita il Commissariato di Cerignola della Polizia si è rivolto al Giudice, che ha emesso un provvedimento di sfratto. Il contratto era scaduto nel 2003, ma i poliziotti si sono rifiutati di aprire ai proprietari che si erano presentati con i propri legali e l’ufficiale giudiziario per eseguire il provvedimento, dopo il rinvio del 2 ottobre scorso e invano anno chiamato in successione carabinieri, la polizia municipale, ed infine la guardia di finanza, ma tutte le chiamate sono risultate vane tutte( le pattuglie erano impegnate) roba da barzellette ci fosse stato il povero operaio sarebbe arrivato anche l’Esercito.
Cosa dire di un articolo del genere, se ne potrebbe parlare fino a domani, scrivo giusto due righe per dire che alla fine quando il dio denaro è finito siamo tutti sulla stessa barca, tutti sulla stessa "Lo sfratto" ebbene sì: anche la polizia di Stato non paga l’affitto, non solo i poveri lavoratori che non arrivano a fine mese, ma con una precisione da fare quando è il povero operaio ad avere lo sfratto arriva la polizia e ti caccia e devi stare zitto altrimenti vieni anche denunciato, quando è la polizia di stato ad avere lo sfratto tutti sugli attenti anzi si rifiutano di aprire la porta al propretario dell’immobile e nessuno va a cacciarli come succede per l’operaio, ma poi mi chiedo i soldi lo stato li stanzia o sono solo le solite battaglie POLITICHE sugli stanziamenti?