Archivio per la categoria ‘Uncategorized’

Week end a scrocco

Pubblicato: 23 marzo 2007 da massitutor in Uncategorized

logo_weekend_scroccoContinua la rubrica di Asfalto week end a scrocco, questa settimana vi segnaliamo due appuntamenti che a noi sembrano essere molto interessanti per tutti gli amanti e virtusi della poesia.

1.) Noi leggiamo e scriviamo "poesie" perché è bello, perché siamo membri della razza umana e la razza umana è piena di passione. Medicina, legge, economia, ingegneria, sono nobili professioni, necessarie al nostro sostentamento, ma la poesia, la bellezza, il romanticismo, l’amore, sono queste le cose che ci tengono in vita. Agorà Live Entertainment (letture, suoni e immagini) di: Daniele Degli Esposti, Fausto Lobrano e Feliciano Serra. Sabato 24 marzo alle ore 21:00 in via Capo di Lucca 12/a.
2.) Coconino Press 2006 in occasione di BilBOlbul Festival Internazionale di fumetto si presenta Rutu Modan una disegnatrice israeliana che ha suscitato in Italia un vivo interesse fin dal suo esordio con il romanzo a fumetti Unknown (Sconosciuto).

Il libro racconta la storia di un uomo e una donna, Koby e Numi, le cui vicende si intrecciano sullo sfondo di una Tel Aviv che ormai confonde la guerra nella sua quotidianità. Lo stile pulito ed essenziale dell’autrice riesce a catturare con eleganza particolari impercettibili e fondamentali tramite una minuziosa osservazione della realtà colta nei suoi aspetti più banali, manifestando con ciò l’aspirazione alla normalità del suo paese, che desidera lasciarsi il passato alle spalle senza continuare a chiedersi chi ha ragione o chi ha torto tutto il tempo, per stare finalmente insieme.
Ai Museo Ebraico di Bologna via Valdonica, 1/5 dalla domenica al giovedì dalle ore 10:00 alle 18:00 venerdì dalle 10:00 alle 16:00 sabato chiuso.

Signora Misericordia

Pubblicato: 6 febbraio 2007 da massitutor in Uncategorized
my dogManca un mese e mezzo circa all’arrivo della primavera, e già facevo tutti i preparativi per andare incontro alla nuova stagione. Gli occhiali da sole, la cera per le spalle, il nero per i capelli, la crema per il viso erano entrate a far parte della mia vita quotidiana. Mi recavo molto spesso al Drop-in perché la c’e Andrea, un ragazzo che fa l’operatore al Centro in via del porto, e come hobby ha la mania di fare pedicure ai ragazzi che ne hanno bisogno. Era un tipo molto disponibile con tutti, andava a simpatia, ma d’altronde chi non sviaggia in quel modo al giorno d’oggi. Successe un episodio un po’ toccante: il cane di un ragazzo che frequenta la struttura ha aggredito due donne che lavorano in un’altra struttura li di fianco; il dormitorio del Sabbatucci. Nel mentre si apprestavano a gettare via l’immondizia, il cane seguendo il suo istinto, ha capito che le due donne avendo paura della presenza dell’animale, le ha aggredite. Una di loro in particolare ha riportato lesione in uno stinco e in uno dei glutei. La situazione poteva degenerare per il peggio, perché gli altri cani che erano in sua compagnia all’odore del sangue hanno accorso pure loro per aggredire ma sono stati bloccati in tempo. A questo punto ognuno si accolli le proprie responsabilità. Io vorrei spezzare una lancia a favore del cane: è stato messo in quarantena, (il cane) non so esattamente di cosa si tratta, ma credo che verrà soppresso sicuramente. Questo perché il cane non ha nessun avvocato che lo difende. Vi pare giusto questo?
Alla cortese attenzione della sig. Misericordia.
Ci sarà pur da qualche parte: vi ricordo quanto è successo, e vorrei spezzare una lancia a favore dell’animale. Parlando obbiettivamente a ciascuno il suo, nel senso di pari diritti e doveri. E qui non vorrei fare l’avvocato del diavolo, ma preferirei fare quello del cane, che è quello che ne ha maggior bisogno in questo particolare momento. È stato messo in quarantena (il cane) per quanto potrei essere allo scuro per cosa significa, mi viene spontaneo temere per il peggio. Che fine ha fatto la Protezione Animali? Quando servono non ci sono! Loro, che si preoccupano tanto quando un’animale soffre, però è vivo, mentre che succede quando sta per essere ucciso?

PARCO NAZIONALE

Pubblicato: 1 febbraio 2007 da massitutor in Uncategorized

Il mio rifugioEra il 1980, avevo appena compiuto 16 anni, non conoscevo niente, non avevo esperienza, l’unica voglia che avevo, era quella di andare via da casa il più presto possibile; dopo un lungo viaggio in nave, approdai a Roma, in un quartiere, che si chiama Ottaviano. Li conobbi Cosimo un ragazzo Italiano di origine pugliese, che lavorava in quel quartiere; ll padre aveva un distributore di benzina, e lui lo dirigeva. Quel giorno avevo fame, mi avvicinai al distributore, con il pretesto, di volere dei soldi per mangiare, il padre mi lanciò un secchio d’acqua, mentre mi urlava di andarmene, perché stava lavorando. Cosimo invece mi diede 10mila lire, di nascosto del padre; dicendomi che ci saremmo visti più tardi, non appena finiva di lavorare. Fu così infatti. Con i soldi, io andai in una pizzeria, e comprai di tutto, ricordo che dopo aver mangiato a sazietà, avevo ancora soldi da spendere, A quel tempo non fumavo, ma adoravo lo yogurt, ricordo che ne comprai una confezione da un kg, e la mangiai tutta. Cosimo divenne una bella conoscenza all’inizio, infine una grande amicizia. La sua casa, era diventata la mia casa, la mamma, mi adorava, quando il padre non era in casa per via del lavoro, io restavo in casa con loro tutto il tempo a giocare. Un paio di giorni dopo, mi propose questa escursione al Parco, che subito accettai.
Durante un’escursione al Gran Parco Nazionale D’Abruzzo, esattamente a Pescasseroli, su, per un sentiero, esistono delle abitazioni, detti rifugi; proprio come questo. Io non c’ero mai stato, era la  prima volta, per il mio amico Cosimo non era così. Tutto per me era nuovo, non avevo mai visto un cervo prima d’ora  e quel giorno, ne avevo visti diversi, alcuni di dimensioni notevoli. I cervi non erano la mia passione, ma non avevo paura, mentre per i cinghiali era diverso. In Sardegna ci sono  le riserve; un pezzo di terra tutto per loro ma con un recinto,e tanto di cartelli, in modo che la gente sa che esiste un pericolo, e ci stà attenta.Il cinghiale è un’animale pericoloso solamente quando è ferito. Cosimo di questo era consapevole, Infatti mi aveva appena avvertito, che poteva succedere di incontrarne qualcuno, ma che non c’era da preoccuparsi, perchè alla presenza dell’uomo l’animale scappa. al Parco i cinghiali  girano tranquillamente, camminando su e giu tra un sentiero e l’altro. Noi seguivamo quello che portava al rifugio il quale Cosimo usava tutte le volte che veniva qui al Parco. Lui non era esperto in fatto  di cinghiali, però era a conoscenza delle varie scorciatoie per arrivare prima. Quando ad un certo punto, tra la fitta vegetazione, ci tagliò la strada una bestia di 100 e passa chili. L’animale correva dietro di Cosimo. Entrambi  avevamo paura, Quando finalmente vidi  l’animale, fare  dietrofront, cominciai a respirare. Cosimo stava cercando di salire su un albero, con la faccia bianca bianca,  madido di sudore, per lo spavento; io cercavo di nascondermi dietro un’albero molto fine, con la speranza che l’animale non potesse vedermi. Io ridevo per il pericolo scampato, ma anche per la sua faccia, disse:"non ho mai visto uno così."ma lo diceva tutte le volte, e questo significava che quello che avevamo appena visto non era il più grande. La prima mia reazione fu quella di dire che non è stata una bella idea venire fin qui per essere uccisi da un cinghiale, effettivamente, ripensandoci, ora andrei di corsa, perchè esperienze come queste vanno vissute fino in fondo.
fine episodio

LE NUOVE POVERTA'

Pubblicato: 30 gennaio 2007 da massitutor in Uncategorized

Le nuove povertà

Quotidianità

Pubblicato: 30 gennaio 2007 da massitutor in Uncategorized

dylan1

il diavolo non è cosi brutto come lo si dipinge

Pubblicato: 14 dicembre 2006 da massitutor in Uncategorized

E che volevo ricollegarmi al post scritto ieri. Ancora una volta ho capito che ho un difetto è non riesco a cambiare. Mi riferisco al fasciarmi la testa non prima di rompermela, ma addirittura graffiarmela. E come dicevo ieri mi faccio avvolgere dall’angoscia anche quando non c’e ne motivo. Fortunatamente con l’aiuto dei ragazzi del centro sono riuscito a fare un bel passo in avanti. Infatti parlando dell’angoscia che stavo vivendo ieri , non mi sono tenuto tutto dentro come spesso nella mia vita ho fatto, é quindi mi hanno spronato ad andare al pronto soccorso a farmi visitare, è tutto il magone che stavo vivendo in poco tempo se ne andato. Un medico molto bravo, gentile è sopratutto divertente mi ha messo subito a mio agio, facendomi ridere mentre lui mi stava ripulendo la ferita. In mezz’ora ho fatto tutto, e il buon umore subito è tornato, e non vedevo l’ora di parlarne con qualcuno. Ma la cosa che più di tutte mi sento di mettere in risalto è l’importanza che hanno le persone che ti stanno accanto, che ascoltano i problemi degli altri a prescindere da chi sei. E anche di quanto è sbagliato, tenersi tutto dentro, pensando che sappiamo risolvere tutto da soli, quando invece,de i problemi che ti assillano, è  ne parli anche con gli altri e proprio vero che sono meno pesanti, infatti anche una parola di conforto a volte può avere una importanza speciale…. CIAO

Michelle Pfeiffer non entrerà mai al Centro Diurno

Pubblicato: 1 dicembre 2006 da massitutor in Uncategorized
pfui blogCome ben saprete IO sono colui che ogni venerdì si occupa di trovare una valida alternativa al socializzantissimo dragonball, il cartone animato che al centro diurno va per la maggiore.
Una volta vagolavo per la sala, in cerca di qualcuno da curare, il televisore vomitava ad un volume da concerto hardcore un manga dove una specie di mostro giallo sgranocchiava della gente.
Il problema era che nessuno in seguito avrebbe saputo dirti perché il mostro giallo sgranocchiava della gente.
Infatti tutti dormivano.
E allora mi è venuta quest’idea, proiettare dei film che magari non siano delle stronzate totali, che magari dèstino qualche interesse, che magari non siano mai stati visti….
Del buon vecchio Lars neanche a parlarne ma confesso di aver pensato subito ai miei due eroi, Steven Senegal e Texas Walzer, verso i quali nutro una fiducia assoluta e che da sempre sono gli eroi a cui credo, mi ispiro, ed affido tutta la mia vita, ma siccome ho già visto tutti i loro film almeno quattro volte, in versione VHS, Betamax e DVD ho pensato che fosse meglio optare per qualcos’altro.
Questo anche perchè la tessera blockbuster è pagata dalla cooperativa e mi permette di poter scroccare una notevole quantità di film da rivedermi in santa pace a casa, di sera.
Comunque, non sono qui per raccontare le mie proiezioni del venerdì, ma per esprimere tutto il mio vomito compulsivo nei riguardi di certe icone del cinema.
Escludendo i cinecazzi italiani, famiglia muccino in primis, a cui vanno senza riserve tutti i miei fluidi digestivi ma di cui non parlerò perché sarebbe come sparare sulla croce rossa, la mia attenzione è indirizzata verso quegli attori che più subdolamente hanno riempito il nostro immaginario di cinefili e sui quali a nessuno verrebbe mai da realizzare, almeno a livello conscio, che facciano totalmente cagare.
E arriviamo così all’oggetto del titolo.
Ieri sera mi sono scodellato mio malgrado l’ennesimo film con Michelle Pfeiffer, un film che probabilmente rientra in qualche programma finanziato dall’industria hollywoodiana per la riabilitazione di bambini mongoloidi, ai quali si dà la possibilità per una volta nella vita di sceneggiare un film. Un po’ come hanno fatto con M. Night Shimayan, o come cazzo si scrive.
Questo film vede Jack Nicholson (che per motivi noti solo a lui dopo le Streghe di Eastwick ha deciso di ripetere l’esperienza psichedelica di lavorare nuovamente con la Pfeiffer) morsicato da un lupo, diventare lupo mannaro, innamorarsi della suddetta; la fine non l’ho vista perché era troppo anche per me ma probabilmente lui se la sarà scopata e poi sarà morto; questo è servito a farmi riflettere su Michelle Pfeiffer.
Perché è diventata attrice?
Queste sono le cose che, talvolta, mi tengono sveglio la notte.
Infatti è da osservare che l’espressività di Michelle è circoscritta ad un range di soli tre elementi: 
1. Cucciolo di cerbiatto tre secondi prima che una doppietta gli faccia esplodere il cranio. 
2. Mamma che scopre che il figlio è tossico, negro e con l’hiv. 
3. Moglie tradita dopo aver scoperto che il marito è gay e gli ha trasmesso l’hiv. 
Naturalmente non importa un cazzo che la trama sia sentimentale, pornografica o altro, queste tre espressioni sono ripetute in sequenza seriale: 123-132-213-231-321-312.
Se decidessero di fare alien 5 e di farle interpretare Ripley, potrete star sicuri che dopo 4 minuti di proiezione il mostro e lei finirebbero a letto, lei rimarrebbe incinta e comincerebbe a tirare una pezza incredibile al mostro che sceglierebbe una fine dignitosa lanciandosi fuori dall’oblò dell’astronave, che tanto poi lui non ha bisogno di ossigeno, e sopravviverebbe comunque, e se non sopravvivesse tutto sarebbe comunque meglio di una pezza tirata da Michelle Pfeiffer o di un film diretto da Ivan Reitman o di entrambe le cose.
La cosa stupefacente è la serialità entro la quale Michelle Pfeiffer ama muovere i propri personaggi.
                                                         da:
1. ragazza timida e complessata che però sotto sotto è strazoccola
                                                          a:
2. ragazza strazoccola che vorrebbe tornare ad essere timida e complessata.
 
Que
sta metamorfosi è egregiamente sviscerata in un altro inquietante film della quale essa è protagonista assieme ad un altro che il cervello se lo è bevuto da tempo: Al Pacino. Il film è Paura d’amare, o paura d’amore, o come cazzo si chiama.
Ora, io sono il primo a pensare che una bella topa debba avere molte più attenuanti di una cozza in quanto, se si trova alla frutta, una tetta la potrà sempre far vedere, purtroppo nel caso di Michelle Pfeiffer questo non avviene né avverrà mai e proprio non riesco ad adottare una linea di pensiero che trascenda dalla sua incapacità.
Per capire il personaggio è necessario notare che la credibilità di questa attrice è praticamente la stessa che potrebbe avere una banconota da 50 euro stampata con una canon o di Brad Pitt (un altro su cui presto scriverò qualcosa) nei panni dell’ispettore vestito da Versace in Seven.
Normalmente per fare l’attore non dovrebbero bastare gli occhi azzurri (non parlo del culo perché nel caso della Pfeiffer è praticamente inesistente) ma evidentemente a Hollywood sono in molti a pensarla in maniera diametralmente opposta e se per noi un personaggio tipo quello sopra descritto dovrebbe essere privo di ogni attinenza con il mondo reale, lassù hanno pensato che la credibilità può andare tranquillamente a farsi fottere e coloro che hanno pianto come vitelli al mattatoio per paura d’amare o paura d’amore o come cazzo si chiama, non avrebbero fatto altrettanto se al posto di Michelle Pfeiffer ed Al Pacino ci fossero stati due negri intossicati da crack e pure brutti, personaggi che nella realtà newyorkese è assai più facile trovare a servire al banco di una tavola calda gestita da cubani.
Di una cosa però ringrazio Hollywood, e cioè di averci fatto capire che il fenomeno del bullismo a scuola può tempestivamente essere spazzato via insegnando agli alunni alcune pratiche mosse di kung fu. Come? Ma assumendo Michelle Pfeiffer, naturalmente.
Mi chiedo cosa aspettino ancora alle scuole di Scampia.
E comunque, per concludere, immagino che la domanda che vi siate posti fino a qui sia, ma che c’entra Michelle Pfeiffer con il centro diurno?
Niente, non c’entra niente, infatti non programmerò mai un film con Michelle Pfeiffer, qui al centro. Siamo cinefili, non cinofili, eccheccazzo. 
Yo.

Vita da ..cani!

Pubblicato: 30 novembre 2006 da massitutor in Uncategorized

Vorrei raccontarvi due piccole ricordi di strada. Vorrei chiamarle favole per la loro bellezza nella dura realtà, quando vedi e giudichi gli avvenimenti con animo acuto, quando devi cogliere anche le più piccole sfumature per godere di gioie impercettibili a molti. Sono storie che hanno come protagonisti due cani, lontani nel tempo e nello spazio, ma legati da un destino comune, la strada. Nella solitudine della strada, il cane è un amico che ti scalda il cuore di giorno e il corpo di notte.
Perro arrivò a Firenze, in Santissima Annunziata, dopo essere passato da innumerevoli mani e situazioni, colpevole solo del fatto di essere una creatura ribelle, scomoda in certe situazioni, quando le  necessità primarie non sono certo quelle di accudire e seguire un cane di tale dimensioni e carattere. Perro era nato per seguire le mandrie di mucche, un cane di montagna… si sentiva stretto nelle piazze e nei vicoli di Firenze.
Decisi di tenere Perro per un pò, di dargli un pò di quell’amore che gli era stato negato, fino a che non avrebbe incontrato  un compagno di viaggio giusto per lui. Questo compagno non so se bene quando sia arrivato, e non so se era veramente giusto lui… Quando è arrivato ero persa nei miei bisogni primari. So solo che un giorno Perro è partito da Santissima, verso chissà dove…
 La storia si sposta a Milano, circa due anni dopo. In giro con un mio compagno di sventure, incontriamo un ragazzo e ci fermiamo con lui per chiedergli qualcosa che non ricordo. Il ragazzo era in compagnia di un grosso cane. Appena la vicinanza è stata tale da permettere a odori e sensazioni di farsi avanti, il cane come un fulmine mi è saltato addosso per farmi sentire la sua gioa nel rincontrami. PERRO!…”No guarda ti stai sbagliando, non si chiama così, non è il cane che credi tu”  Non importava… io e Perro ci eravamo capiti, lui ancora prima di me aveva ritrovato un pezzettino di amore lontano nel tempo, ma non dimenticato. 
L’altra storia è più anonima e durata un attimo, ma un attimo intenso, che in quel momento sembrava durare un’eternità.
Siamo a Bologna, in Piazza Verdi. Sto litigando con toni molto forti con un ragazzo, per soldi,  per i bisogni primari di cui sopra. Lui prende un bottiglia e mi colpisce più volte, voleva che stavo zitta, aveva paura a causa del suo foglio di via. Ma  più mi colpiva, più la mia adrenalina mi dava la forza di incazzarmi con lui… tant’è che la ragione era la mia, mi aveva sfottuto dei soldi.
Sembrava che la piazza fosse deserta, nessuno si intrometteva in una storia scomoda. Ad un certo punto il ragazzo ha tirato su da terra un cartello stradale, quelli mobili usati in caso di lavori e  lo ha sollevato minacciandomi. Dal nulla è arrivato un cane senza nome, si è messo accanto a me, e ringhiando mostrava i denti al mio nemico, non mi ha lasciato sola fino a che il tipo non si è arreso e se né andato. Il cane senza nome, com’è arrivato, se ne andato, senza chiedere niente in cambio. Finito il pericolo è iniziata farsi viva anche qualche entità umana, che di umano aveva forse molto meno del cane. 
Questi sono due  piccoli pensieri d’amore che porto nel cuore. Si sono fatti più nitidi con l’arrivo nella mia famiglia di un nuovo compagno, Max, un setter di otto mesi, (ogni riferimento a nomi o persone sono puramente casuali). Max è  passato da molte mani, perché non reputato adatto per la caccia, è arrivato persino in Croazia! Fino a quando il destino non ci ha fatti incontrare… e ci sta donando un amore infinito! 

stare bene

Pubblicato: 3 novembre 2006 da massitutor in Uncategorized

Non sò come mai oggi sto bene sopratutto di umore è strano perchè non mi succedeva da tanto.  MIA "dolcissima   persona" disperata  come vedi sono quà, per parlarti nel modo più scontato come di solito si fà. L’indirizzo dici te lo ha dato uno, ma lo cercavi già da molto, vuoi vedere che oramai sono qualcuno, e non me ne sono accorto. Vorrei gridare ai passanti che vergogna, non ti sembra un pò banale specialmente quando si ha bisogno, si ha bisogno di parlare. "DAVVERO CREDI MIO GIOVANE AMICO CHE IO POSSA DARTI QUELLO CHE NON HAI: DAVVERO CREDI CHE IN QUELLO CHE DICO TI CI RITROVI." COME MAI? Tu mi hai visto un giorno sbattermi su un palco, oh  pardon scusa in concerto ma il bello è che mi ricordi così alto così umano e così aperto. A volte sai in mezzo a tanta gente gioca un pò la suggestione, ma se serve per stare bene veramente che non sia solo un illusione. Ti saluto ma ricorda un altra volta se  dovesse capitare avvicinati ti prego io non ho scorta se hai bisogno di parlare: DAVVERO pensi mio giovane amico che io possa dirti  quello che non sai  davvero pensi che in quello che dico ti ci ritrovi "COME MAI DAVVERO PENSI CHE UN MEZZO POETA TI POSSA DIRE UNA QUALCHE VERITA’ PER CANCELLARE OGNI ANSIA SEGRETA" dici che ti servirà.

Saluto asfalto e la rete.

Pubblicato: 26 ottobre 2006 da massitutor in Uncategorized

Vorrei salutare tutti i ragazzi del blog Massimiliano, Massimo Moretti e tutti gli altri gli operatori. Siete grandi ragazzi forza mettetecela tutta pretendete soprattutto da voi stessi che le cose cambiano, viviamo tempi difficili dove anche essere una persona normale costa sudore e fatica ma non mancano mai le grandi soddisfazioni soprattutto per uno che è uscito da un’incubo.
La vita vi sorride sempre ogni giorno comunque. Avete tutti nessuno escluso i mezzi necessari per cambiare ed essere delle persone migliori allora fatelo più presto possibile.
Spero che con i miei pochi post abbia aiutato qualcuno a capire più chiaramente per il resto non c’è niente da dire.
Vi assicuro che la vita è bellissima dolcissima e non ha confini. Pregherò sempre per voi e se potete fatelo anche voi stessi perchè dio e li che ci ascolta e se uno gli chiede aiuto sincero lui lo ascolta e lo aiuta sempre sempre come ha fatto con me.
Appena potrò passerò per Bologna vorrei per la prima volta tornarci da uomo libero e finalmente potro viverla e conoscere tante ragazze bolognesi che sono proprio molto ma molto belle.
Vi ho scritto tutto questo per dirvi che non scriverò più sul blog perchè ho troppe cose da fare e non mi sento più all’altezza di farlo. Ma sappiate che vi sono sempre vicino. Un saluto un abbraccio vostri fraterno amico Peppe.