Artisti in piazza, domenica, per ricordare lo sguardo benevolo di Padre Marella e aiutare i meno abbienti. Un concerto che più “a scrocco” non si può: visto che alle 12,30 sarà servito un pranzo per oltre 200 persone offerto dalla Camst.
(..) Questo spiritoso manifesto che pubblicizza la terza edizione del concerto – spettacolo di solidarietà Hey Joe – Bologna canta la sua storia: una non stop di eventi tra il sacro e il profano che domenica, dalle nove a mezzanotte, animerà Piazza Maggiore, giusto a due passi dall’angolo dove Padtre Marella raccoglieva l’elemosina per i suoi poveri. Dieci ore di spettacoli completamente dedicati al ricordo del prete, amatissimo dai bolognesi, per il quale, a trent’otto anni dalla scomparsa, si chiede a gran voce la beatificazione. "Santo subito" si legge nelle spillette appuntate al petto degli organizzatori, associazioni di quartieri e commercianti con il club hey joe in testa, che promettono una festa di primavera in cui non mancherà la buona musica, quella che è valsa alla città l’appellativo, di Bologna la Rock.
"Sotto le due torri la musica nasceva nei quartieri poveri come la Cirenaica a San Ruffillo. Li suonare dava uno scopo nella vita, quando non c’erano altri mezzi (…). Molti dei musicisti che interverranno hanno condiviso queste esperienze e non dimenticano che Padre Marella era lì, tra di loro, a sostenerli". Il concerto prenderà il via a partire dalle 13 e, oltre alla probabile presenza di Luca Carboni e Lucio Dalla, (…)
sul palco di Piazza Maggiore si alterneranno oltre quaranta tra singoli e gruppi storici dell’underground petroniano. Dai maghi del rock demenziale Skiantos alla voce soul di Iskra Menarini. Dal pilastro della canzone dialettale Fausto Carpani a rockers indistruttibili come Marco Trevisan, Babbo Babini, Jimmi Villotti e Giorgio “Mr Blue” Cavalli. Ma la giornata, (…) non sarà ovviamente solo ma base di musica. Si parte, infatti, alle dieci della Messa in San Petronio, una celebrazione speciale arricchita di canti liturgici del maestro Giovan Battista Bandoli eseguiti dal coro della cappella della basilica di San Francesco con la partecipazione straordinaria del soprano Felicia Bongiovanni. Dopo gli spettacoli di burattini e sbandieratori dedicato ai bambini, alle 12,30, accanto al palco, sarà servito un pranzo per oltre duecento poveri offerto dalla Camst.
(tratto da Il Bologna di giovedì 26 aprile 2007, di Bruna Fattenotte)
Per informazioni
348/611.27.01
heyjoe_festival@libero.it

Questo fine settimana proponiamo un appuntamento che è ben più che un divertimento cittadino qualsiasi: ci riguarda da vicinissimo: perchè riguarda una storia di Senza dimora, ma anche perchè riguarda un’amicizia. Già perchè lo spettacolo teatrale che vi proponiamo è portato in scena dalla
Napoli è occupato da diversi senza dimora di tutte le regioni d’Italia, che stanno talmente bene nel loro quartiere occupato che si sono nominati un sindaco tra loro. Viene il momento dello sgombero perché nel quartiere deve sorgere la nuova e monumentale Centrale di Polizia. Dopo diverse traversie, inganni e disgrazie, il comandante della polizia riesce a convincere i senza dimora ad andarsene dietro la promessa di assumerli come ausiliari, inservienti, giardinieri, ecc. Alcuni poliziotti si scoprono molto vicini ad alcuni senza dimora e nascono vere e proprie amicizie. La collaborazione con il Siulp è evidente che in quest’ottica la collaborazione con il Siulp assume una valenza straordinaria: poliziotti e senza dimora si incontrano in strada, conoscendosi solo per stereotipi, questo porta ad una difficoltà di comprensione dei problemi falsata. Lavorare insieme per un laboratorio teatrale e, di conseguenza, nello spettacolo finale permette non solo di comprendersi ma anche di conoscersi, di conoscere le problematiche che,
nel caso dei senza dimora, non rispecchiano sempre una realtà personale ma, più spesso una situazione determinata dalla società che purtroppo aumenta i suoi poveri di anno in anno. Il teatro è fatica, ragionamento, fiducia nell’altro, tutte cose che aiutano un’integrazione tra persone che hanno un tipo di vita completameNte diversa. Tutto questo non solo aiuta gli uni e gli altri, ma, secondo noi, aiuta anche chi deve pensare alla sicurezza, se il senza dimora e il poliziotto si conoscono, si recupera una dimensione più a misura d’uomo, dimensione per cui la nostra città è conosciuta in tutta Italia, attirando studenti, lavoratori e quindi anche tanti senza dimora.
Liberamente tratto da “diario di un operatore di merda” di Diego D’Agata… la porto alla Vereda. 






