
Questa volta però c’è un finale che deve ancora essere scritto, un finale diverso dal solito, che qualcuno tra noi potrebbe contribuire a scrivere.
Venerdì 19 maggio il Corriere della Sera pubblica un’articolo simile a moltri altri che troppo spesso ci tocca leggere, specialmente negli ultimi tempi: Giampiero, un giovane italiano, subisce una vigliacca aggressione da parte di un gruppo di adolescenti spagnoli mentre dorme su una panchina in una piazza di Granada, città del meridione iberico. La scena, che risale ad un paio di anni fa, viene addirittura ripresa con il cellulare da una ragazza del "branco": cercherà poi di giustificarsi al processo asserendo di avere effettuato le riprese per poi mostrarle ad un parente, agente di polizia, ma non verrà creduta. Infatti un processo c’è stato e si è concluso da poco con la condanna dei giovani aggressori, le cui famiglie hanno ora l’obbligo di risarecire i danni alla vittima, risarcimento quantificato dal tribunale di Granada in 3000 euro.
Qui la faccenda si complica, e qui forse Asfalto, inteso come la comunità di chi lo legge e lo scrive, può fare qualcosa.
Giampiero infatti, ricoverato con una prognosi pesantissima di 90 giorni che può solo far immaginare la violenza del pestaggio, appena ha potuto reggersi in piedi ha abbandonato l’ospedale per non ricomparirvi più, nonostante le sue gravi condizioni.
A questo punto le autorità spagnole hanno veramente poco in mano, nemmeno una fotografia, eccetto un nome (Giampiero Filangieri) e il luogo di nascita (Reggio Calabria, 1980) non si sa neppure se Giampiero sia ancora in Spagna, se sia rientrato in Italia o finito chissà dove. Anche i servizi sociali della città, mense, dormitori o centri d’ascolto brancolano nel buio.
Possibile che sia scomparso nel nulla?
Qualcuno di noi potrebbe conoscerlo, o averlo incontrato.Senza nemmeno una fotografia è molto difficile, ma noi siamo tanti e ognuno di noi conosce tanta gente… Tremila euro non saranno molti, ma sono pur sempre qualcosa per chi dalla vita ha ricevuto trattamenti come questi.
Anna Guaita,
Dopo l’edizione milanese dello scorso dicembre al teatro Dal Verme, Radio Popolare – con il patrocinio della Fondazione Fabrizio De Andrè e della Comunità di San Benedetto al Porto – organizza, per sabato 30 maggio a Villa Serra – Genova, un omaggio ai protagonisti delle canzoni di Fabrizio De Andrè. Su un palco nel cuore dell’immenso parco di Villa Serra si alterneranno artisti, personaggi e persone, chiamati a cantare e suonare, ciascuno, un brano di De Andrè: una band di detenuti della casa circondariale di Marassi, la soprano afro-americana Moncia Small, un ‘combo’ di musicisti Rom, l’Orchestra Bailam, una ‘princesa’, un giudice e una ‘graziosa’… un piccolo ma vitale affresco di minoranze, linguistiche o sociali, (tra cui, da poco, fanno parte anche i magistrati) in rappresentanza di quel consesso umano che Fabrizio ha sempre saputo rendere, attraverso la sua arte, universale. Perché uguale a noi. Ogni ensemble avrà come ‘tutor’ un musicista professionista che suonerà con loro; hanno già confermato la loro presenza un esemble d’archi, Paola Turci, Gian Maria Testa, Vittorio Descalzi, Fabio Barovero, Mauro Ermanno Giovanardi, Mirco Menna… più un ‘grande’ ospite a sorpresa.
La storia si svolge tra la spiaggia Feltrinelli (Desenzano sul Garda) e il Parco Hotel.

Recentemente sono state commercializzate la lattina da 50 cl e la bottiglia da 66cl, non sempre però con un buon rapporto qualità/prezzo.

GRAFENWALDER 8.6 – € 0,75 – alc. 7,9% – Germany. Nonostante la "sorella minore", una lager sui 4,5% non sia male, come del resto molte birre tedesche, per molti (me compreso) è la più artefatta (in gergo "benzinata") oltre che insopportabilmente dolce ORANIENBURG – € 0,75 – alc. 8,5% – Holland, "la mia preferita", non troppo dolce, peccato si trovi esclusivamente nei discount, e per giunta nella catena meno diffusa…