Pubblicato: 26 febbraio 2007 da massitutor in pensieri in libertà

ASSUEFATTI

assuefattiL’infelicità,

l’insoddisfazione,

la sofferenza,

l’emarginazione,

l’afflizione,

la malattia mentale e fisica,

a volte scaturiscono energie artistiche straordinarie.

La certezza che il mondo intorno lentamente svanisce,

il  corpo si trasfigura,

ci porta in una dimensione spettrale,

misteriosaIl buio

i sogni sono felicità e i giorni sono incubi.

E' un aereo? E' un uccello? Nah, è 2004NM4

Pubblicato: 26 febbraio 2007 da massitutor in operatori dispari, sogni, televisione

asteroide 2004NM4Ieri sera mi infilo come al solito la tunica da antico romano che porto nei momenti di relax, mi verso il mio solito bicchiere di acetone, rullo la mia porra di polonio 00 e finalmente, sistematomi sul mio divano in pelle di panda, mi accingo a riguardarmi per la trentesima volta "la guerra dei mondi".
La guerra dei mondi, se non fosse firmato da Spielberg, potrebbe benissimo entrare a fare parte di quel programma di reinserimento sociale hollywoodiano, cui accennavo su un post precedente, che concede una volta all’anno la possibilità ad un bambino mongoloide di fare un film.
So di per certo che agenti della nokia, che ha prodotto questo film per scaricare le tasse, sono andati a casa di spielberg e gli hanno imposto con la minaccia di una siringa infetta dalla lebbra di fare questo film. Che poi la minaccia secondaria, ma più temibile, come ogni minaccia proveniente da una multinazionale, è stata quella di: "o fai ‘sto cazzo di film o non ne girerai più uno, perché lo sai, sì, che siamo noi a comandare a hollywood, vero?" In effetti nella siringa c’era solo un po’ di diarrea di tom cruise, e serviva più per permettere a spielberg di discolparsi dicendo: "mi hanno minacciato con una siringa lebbrosa del cazzo e ho fatto un film così di merda perché ero intimorito".
Dunque, dicevamo del film; si suppone che ad una razza molto più evoluta della nostra, la quale non si sa bene se provenga da marte o da un semaforo, gli esseri umani stiano talmente sul cazzo da architettare un’operazione che nemmeno il bush più ispirato sarebbe in grado di ordire.
Della serie: ci state così sulle palle che invece di distruggervi subito, tipo quando siete ancora solo qualche centinaio di milioni, vi seppelliamo i nostri tripodi sotto ai piedi qualche migliaio di anni prima, così quando sarete sette miliardi, ci sarà più gusto ad uccidervi.
E vaffanculo ai costi che inevitabilmente lieviteranno.
Un po’ come quel tizio a cui stavano talmente sulle palle gli scarafaggi che ne allevava a migliaia nel suo appartamento al solo scopo di ucciderli nelle maniere più disparate.
Più logico e plausibile di così non potrebbe essere neanche un film di harry potter.
Però c’è almeno una scena, ed è quella che mi costringe a riguardare la guerra dei mondi così tante volte, dove la mano di spielberg in qualche maniera salta fuori, ed è quando il primo tripode esce dal sottosuolo, veramente bella, compresa tutta l’atmosfera di climax e di attesa iniziale permeate dal senso di catastrofe che incombe inevitabile.
Già. La catastrofe. Io amo le catastrofi se ancora non si è bene capito.
Quella scena mi è talmente entrata dentro che quando non riesco a prendere sonno mi immagino la stessa scena riportata davanti al centro diurno, con tutti che assistiamo basiti all’uscita del tripode, i palazzi che si crepano e collassano, le esplosioni, le auto scaraventate a centinaia di metri di distanza e naturalmente con me nella parte di tom cruise.
Trovo estremamente rassicurante immaginarmi a correre sotto la minaccia di un tripode assassino alto cento metri mentre tutto attorno a me viene distrutto e la gente disintegrata, con la piena consapevolezza di essere l’unico che se la caverà, perché in fin dei conti è il mio cazzo di sogno.
Normalmente non faccio in tempo ad arrivare in moto a calderino per scappare con la mia famiglia sull’asse attrezzato, il quale assieme all’euromercato e all’ikea si vaporizzano dietro di me, che sono già bello e addormentato.
C’è chi pensa a pippo, chi a rapporti sessuali, chi a una vita migliore; io per addormentarmi penso ai tripodi.
Le catastrofi, ve l’ho già detto che le amo?
Le amo perché offrono a tutti noi un’opportunità mica da poco, l’opportunità di veder morire un certo numero di persone sgradite che altrimenti non morirebbero mai, giacchè si sa che ai politici più stronzi hanno inoculato il siero dell’immortalità; la catastrofe come un vero colpo di spugna, la possibilità di ricominciare, sempre si sia fra i fortunati sopravvissuti.

asteroide 2004NM4

Ricominciare senza guerre sante, petrolguerre, industriali e politici figli di puttana.
Ricominciare senza quei cazzoni in parlamento così restii a crepare senza soffrire.
Senza tutti quei sant’uomini che ci hanno sorretto finora con le proprie certezze e regole economiche che giustificano eccidi di migliaia e migliaia di civili con missili intelligenti e bombe al fosforo.
La catastrofe risolutiva. E’ questo a cui anelo. Con il posto in prima fila e un bel pacchetto dei pop corn più costosi.
Insomma, una bella catastrofe, vera, senza trucco e senza inganno.
Mica come la bomba iraniana, che rischiamo seriamente di non poter mai vedere sganciata su Washington od un qualsiasi altro stato o città U.S.A. a scelta.
E’ per questo che quando ho saputo sulla stringa del tg com del meteorite 2004NM4 in arrivo ho tirato un grosso sospiro di sollievo mi sono messo a fare la sfoglia e ho svegliato tutti per festeggiare al grido di: cazzo, ci siamo!
Ed è per questo che poi mi sono sentito profondamente deluso quando il giorno dopo ho scoperto che avevamo una notevole quantità di tempo per fermarlo, visto che arriverà soltanto nel 2036.
Ma vaffanculo. C’era proprio bisogno di scoprirlo con così largo anticipo? L’unica cosa che mi rassicura è che saremo troppo impegnati tutti a spendere tempo, denaro ed energie per inventarci un altro nemico di turno da distruggere qui sulla terra ed il meteorite sarà sicuramente l’ultima delle nostre priorità, così quando sarà troppo tardi sentiremo qualcuno esclamare: "cazzo, me n’ero scordatoarrrrghhhh"…..BAM!
Però nell’eventualità che ci sia qualche coglione che pensa ancora che la razza umana valga qualcosa tanto da dover essere salvata penso che proseguirò gli studi per diventare un personaggio tipo il nemico di turno di james bond  e quando manderanno un razzo per spostare il meteorite io avrò un contromissile da spedirgli contro e mandare a puttane il progetto.
E comunque, ora come ora, e qui mi allaccio al centro diurno, visto che per forza glielo devo cacciare dentro se no mi licenziano, alla luce di tutto ciò trovo alquanto stupido pensare di smettere di farsi, che in sostanza fra 29 anni si crepa tutti.
Non io però, perché abito a calderino.
ps: Invito inoltre tutte le donne a non pretendere più insipidi rapporti sessuali protetti, che tanto con i nuo
vi antiretrovirali le aspettative di vita per chi si becca l’aids sono di gran lunga superiori a 29 anni.
Buona meteorite a tutti.
Yo!

I bassi fondi degli appennini

Pubblicato: 26 febbraio 2007 da massitutor in vagabond geoghaphic

vagabondA pochi chilometri da Bologna in località chiamata  Farneto, c’era una grotta chiamata appunto "GROTTA DEL FARNETO" che era abitata dai preistorici, purtroppo ora è crollata. Ci sono altre grotte stupende, la più bella e la più pericolosa è la grotta della SPIPOLA che si trova sù per la Croara che sono gli appennini che dominano la Ponticella. Pensate che d’inverno esce aria calda ed in estate aria fredda, tutto questo è costante la temperatura è sempre di 14 gradi centigradi. Se volete visitare la grotta della Spipola, andateci con degli speleologi, perchè è molto pericolosa. La grotta in questione è lunga ben 30 chilometri ed è per questo motivo che vi esorto a non avventurarvici da soli E NON SCHERZO!

Musica a Scrocco

Pubblicato: 23 febbraio 2007 da massitutor in musica, week end a scrocco

week_scrocco2Buon week end a tutti i nostri lettori. La nostra rubrica per un fine settimana ricco pur essendo poveri. Puntuali come sempre. Questa settimana vi segnaliamo un’altra serie di appuntamenti, diversi ma da seguire. Questa settimana a tutta musica Live! A scrocco ovviamente.

1) I nipotinidi ManuChau —uz &  Ari minimalisti pop L’Estragon ospita stasera, la band spagnola del momento: Kinki beat samba, reggae, rock, steady, hip hop, e il kinky sound, evoluzione del sound, evoluzione del suond che nel 90 fu identificato col patchanka dei mano negra di Manu Chau. L’ ultimo acquisto di Kink, è il Bolognese, Rudermandj.  (Parco nord, ore 22, gratis).
2) La rassegna Murato a Villa Serena. Gli uzi &  Aria da Salt lake city, quartetto capitanato da Ben Sheppard. Presenta il cd  "It is  Freezen: melodie" pop con chitarre distorte e accordi di piano seducenti con richiami al minimalismo, indie rock. Aprono gli Amycambe (via della barca 1, ore per 22, Gratis).
3) Non solo Note Quarta serata: Meloncello Jazz Quartet – Musica jazz, jazz be-bop, hard-bop, Modale.
Autori: Miles Davis, John coltrane, Thelonious Monk, Horace Silver, Duke Ellington, Charlie Parker. (Dalle ore 21.00 con ingresso gratuito).

Insieme per un giorno

Pubblicato: 21 febbraio 2007 da massitutor in amicizia, assistenti sociali, gite, politica

Inaugurazione del Drop-in martedi 20 febbraio 2007

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Drop-in: via Paolo Fabbri, di fronte al 127/2, (Bo), tel: 0514 210 722, e-mai: dropinbo@libero.it

Orrori quotidiani

Pubblicato: 21 febbraio 2007 da massitutor in civiltà, pensieri in libertà

follia

Salve a tutti belli, brutti, alti bassi, inteligenti o ignranti. Vi scrivo, per quella terribile notiza, che  haimè gira nei giornali, e le TV. Sono estereffato, e come potete pensare di dare una coltellata all golla di un bambino, "una madre che distrugge suo figlio, io diffido da qualsiasi, perchè  non sono uno psichiatrica, e non sono nemmeno, un criminologo. Però una cosa voglio dirle: che strappare la vita ad un neonato, da sua madre, supera ogni logica umana morale, e sfugge ancora oggi.

Penso anche a quei ragazzi in America, che per una gelosia derivata da una ragazza nei suoi confronti, come si possa imbracciare un mitra, e uccidere degli alunni innocenti e comunque estranei a tutto ciò… invece sono proporio quelli a pagare per gli altri, io  ho scritto questo piccolo post, con la speranza che qualcuno lo legga. Vuol dire che mezz’ora non è stata sprecata. Ciao da Massimo e in bocca al lupo.

A piedi nudi nel parco

Pubblicato: 21 febbraio 2007 da massitutor in vagabond geoghaphic

vagabondNon dimentichiamoci poi dei giardini Margherita nome dato in onore alla regina Margherita di Savoia sono molto grandi a due passi dal centro c’è anche un laghetto con due getti d’acqua che spruzzano nel centro. In estate e a primavera insomma quando il tempo lo permette si riempiono di gente: chi ci va per studiare, per giocare, insomma per passare una giornata diversa e pensare che al tempo degli etruschi era un cimitero, infatti il museo archeologico è pieno di reperti che provengono appunto da lì, c’è anche un pezzo di strada romana visibile dall’entrata laterale, cioè quella di Porta Castiglione. All’interno di essi è stata costruita parte di un villaggio villanoviano in pratica una capanna realizzata con i criteri di allora. Quando ero piccolo c’era anche una specie di zoo, mi ricordo di un leone, di varie scimmie e di una grande voliera con all’interno pappagalli, pavoni e un grosso gufo. 

piedi_nudi_parco

Un altro parco cittadino è S.Giovanni in Bosco dal quale si ha un’ottima veduta sulla città e dal quale si nota il rosso di tutti i tetti, altra particolarità di Bologna. Questo giardino sale fino al complesso ospedaliero chiamato Rizzoli, dentro ad esso si trova un corridoio che finisce con una grande vetrata dalla quale si vedono come se fossero attaccate li vicino le due Torri in uno strano gioco di prospettiva.

Remember… ricordo

Pubblicato: 20 febbraio 2007 da massitutor in amicizia, droga, laboratorio

Remember_ricordoSpero di non annoiarvi ma oggi volevo fare un remenbar (remember), non so forse è un periodo positivo che ne voglio far partecipe più gente possibile. Mentre stavo parlando con un amico sul come ero diventato un senza fissa dimora, ripensavo anche del perchè ero arrivato a questo. Con i miei pensieri ero tornato a 22 anni fa, cioè come era bella la vita senza la droga o almeno quella pesante, talmente pesante che purtroppo la mia vita stava cambiando in un modo che mai avrei immaginato. Infatti prima che conoscessi l’eroina la vita era molto spensierata con vista in positiva, avevo voglia di fare tante cose, invece tutto è cambiato adirittura anche per quello che riguarda le ragazze del resto tutta la voglia che prima avevo nel cercare un confronto con l’altro sesso molto sta scemando e credo che l’eroina abbia influito molto a livello psicologico. Del resto quando hai la roba in testa sei talmente preso da te stesso che non ti frega più niente di nessuno. In tutti questi anni oltre ad aver buttato al vento tanti soldi, affetti, opportunità di lavoro e amicizie ero arrivato al punto che ogni volta che mi capitava di andare a letto con una donna prima mi dovevo "fare" perchè cosi avevo per tante ore il pene sempre duro in modo che la donna godesse all’infinito, pur sapendo che io per tutto il tempo io non avrei sentito il minimo piacere perchè ti annulla, ma davanti a loro passare per stallone infaticabile a me bastava, anzi mi dava tanta importanza. Adesso che è un po’ di tempo che non uso più eroina parlando dei miei vissuti con le donne ripensavo a quella volta che ero a casa della mia donna, stavo malissimo ero in astinenza lei aveva capito però mi ha voluto umiliare per cercare di farmi capire che a lei non interessava la durata o quanti orgasmi avrebbe avuto facendo l’amore in quel modo che con l’amore e il volersi bene non c’entra niente, sedendosi davanti a me e senza mutande dicendomi che aveva voglia di fare l’amore, ma io davanti a me in quel momento volevo vedere il più presto possibile una siringa piena e subito me ne sono andato. Pensando adesso mi viene da dire solo "PAZZESCO". Mi chiedo fino a che punto ti cambia per arrivare a scartare una donna prima di iniettarti quella schifezza.
Pensavo alla casa che mia MAMMA morendo mi aveva lasciato ma che avendo solamente la roba in testa non sono riuscito a prendermi una sola responsabilità, perchè anche drogandomi ho avuto la forza di lavorare quasi sempre mantenendomi però solo per farmi senza mai mettere da parte un soldo per pagarmi bollette, mangiare, vestirmi. Insomma per cose giuste, invece le bollette si sono ammucchiate fino al punto che i miei fratelli hanno dovuto affittare ad altri la casa dove abitavo e così mi sono ritrovato senza neanche più un tetto. In quel momento e soprattutto in quello stato, subito ho preso la via più semplice incolpando gli altri del resto come ho sempre fatto, e, come ho detto prima, prendersi responsabilità non fa parte di un tossicodipendente perchè è veramente difficile guardare oltre te stesso. Invece parlandone adesso a mente lucida la colpa delle mie disavventure è solamente mia. E’ per non essere troppo lungo voglio finire spendendo due parole per quello che mi riguarda sul centro diurno, o meglio sulla grande possibilità che gli operatori mi hanno dato nel farmi fare la borsa lavoro. Infatti oltre ad imparare il computer che ogni giorno che passa mi invoglia sempre di più, mi voglio soffermare dell’importanza che ha per me il gruppo e degli operatori che ne fanno parte, dandomi la possibilità di parlare e confrontarmi spesso che per la personalità che ho è vitale. Per fare un esempio prima che venissi qua io ragionavo quasi sempre da solo per la difficoltà che ho avuto sempre nell’aprirmi: infatti avendo una brutta ferita alla gamba, e non parlandone mai con nessuno, davo per scontato che tutto si sarebbe risolto al meglio da solo, invece essendo nel gruppo ho sentito l’esigenza di parlarne con qualcuno fino ad arrivare fortunatamente a farmi convincere ad andare in ospedale a farmi vedere ed è stata la mia fortuna altrimenti si metteva male. Poi da quando sono quì ho ripreso a suonare la batteria sto facendo degli esperimenti molto divertenti a livello giornalistico come l’intervista alla stazione. Che dire sto bene. Finisco qua, spero di non avervi annoiato troppo, se invece lo è stato non lo scrivete,  Scherzo….CIAO

Ce l'hai una sigaretta?

Pubblicato: 20 febbraio 2007 da massitutor in droga, salute

sigaretta cubistaLa sigaretta, nella vita di strada, è molto più di una dipendenza, di un vizio portatore di un misero conforto: la sigaretta è una merce di scambio per le piccole cose e un bene simbolico attorno al quale si giocano relazioni ed amicizie. Sta appena al di sotto della moneta, la sigaretta, è la prima cosa che si offre o si chiede quando ci si conosce e un non fumatore è pericolosamente messo fuori da un circuito relazionale fragile e instabile, ma assolutamente codificato.
La sigaretta genericamente si fuma e basta no? Invece per strada, al Cantro diurno, la sigaretta è sottoposta a tantissime altre azioni: la sigaretta si regala, si scambia, si presta (!), si fuma insieme, si scrocca fuori. Se non fumi sei fuori insomma: rifiutare una sigaretta fumata insieme mentre si parla di assistenti sociali incapaci, piuttosto che di quell’infame dell’altra notte è un gesto di indipendenza visto di sbieco. Allo stesso tempo non si contano le liti e le risse che nascono attorno ad una sigaretta rifiutata o ad un "ultimo tiro" non lasciato.
Le persone vengono rigidamente classificate in base al fatto se sono persone "che offrono" o "che non offrono": se sei una persona "che offre" sicuramente godrai di un certo rispetto, ma non ti bastano due pacchetti da 20 fumandone appena una quindicina. Se sei uno "che non offre" ok, all’inizio sarà dura, ma se riesci a limitarti nel scroccare sigarette piano piano ci si dimentica di te e cerchi di fumarti le tue paglie più in solitaria che puoi. Per occultare il misero bottino c’è poi anche la tattica del doppio pacchetto: consiste nel tenere nascosto un pacchetto nuovo o comunque rifornito di sigarette scroccate ed averne sempre pronto uno "civetta" da esibire davanti alla fatidica domanda "Ce l’hai una sigaretta?" con dentro una o al massimo due paglie. Così da poter allargare le braccia e…l’altro capirà. Una via di mezzo per non negare del tutto una sigaretta è fare la scandalosa e promiscua proposta: "te ne lascio qualche tiro". Questa soluzione di compromesso è spesso delicata arma a doppio taglio per entrambe le parti: intanto non si sa mai se questa contro offerta significa lasciarne metà o un po’ meno e questo porta spesso a liti sulla valutazione di quanti tiri ne rimangono, inoltre non ti godi mai fino in fondo una paglia perchè l’altro è lì che aspetta e ti osserva. Dall’altra parte anche accettare o meno questa offerta è problematico: se dici di sì devi stare lì come un palo ad aspettare che l’altro si fumi beato la sua sigaretta, se dici di no può sembrare che ti schifa ciucciare dallo stesso filtro dell’altro e quindi, bene che vada, fai la figura del frocio.
Non tutte le paglie valgono allo stesso modo e la sigaretta scroccata là fuori, nel mondo reale, non vale certo meno di una comprata: anzi viene caricata di un valore aggiunto dato dallo sbattimento che uno si è fatto in giro per ottenerla, per cui scroccare una sigaretta per qualcuno ha un alto valore relazionale.
Un’altra variabile da mettere in relazione con la disponibilità di sigarette è la paga o la borsa lavoro che uno ha: quelli che abitualmente chiedono sigarette agli altri riescono praticamente a memorizzare in testa una vera e propria agenda di scadenze, per cui sanno qual’è il giorno di paga di almeno 7, 8 persone. Così da poter andare a chiedere a colpo sicuro.
Il bello di questo giro vorticoso di sigarette è che nessuno si sottrae del tutto a questo gioco, per cui in realtà non c’è nessuno che vince, che ottiene più sigarette! Per cui se ognuno si fumasse le sue ognuno fumerebbe sempre la stessa quantità! Ma vuoi mettere il gusto?!

ps: La domanda "ce l’hai una sigaretta?" è talmente un intercalare diffuso che c’è anche chi ci ha intitolato un
disco. sul quale è stato fatto poi uno spettacolo teatrale.

Bologna come Venezia

Pubblicato: 19 febbraio 2007 da massitutor in vagabond geoghaphic

vagabondBologna ha passato un periodo in cui era come Venezia cioè piena di canali navigabili che alcuni la collegavano fino al mare, vi sto parlando di un periodo che va dal medioevo fino ai primi dell’ottocento. Ultimamente alcuni sono stati riportati alla luce, c’è addirittura un’apertura in piazza Minghetti che scende di svariati metri nel sottosuolo, addirittura la sotto c’è un ponte di origine romanica. Sbucando poi in piazza San Martino ed è visitabile qualche volta al mese tempo permettendo. Io l’ho visitato e l’ho trovato molto suggestivo e pensare che Bologna ne è piena. In altri punti del centro città sono visibili altri tratti. C’erano anche svariati mulini che servivano a macinare il grano, onestamente non so se ce ne sono ancora ma credo di No.

Per saperne di più clicca qui.bologna_veneziaBologna Canale delle Maline Foto Paolo Rigi – Meridiana immagini