RECITATIVO di De Andrè

Pubblicato: 18 novembre 2006 da massitutor in amicizia, colletta, comunità, droga, musica, rielaborazione

Uomini senza fallo, semidei

che vivete in castelli inargentati
che di gloria toccaste gli apogei
noi che invochiam pietà siamo i drogati.

Dell’inumano varcando il confine
conoscemmo anzitempo la carogna
che ad ogni ambito sogno mette fine:
che la pietà non vi sia di vergogna.

Banchieri, pizzicagnoli, notai,
coi ventri obesi e le mani sudate
coi cuori a forma di salvadanai
noi che invochiam pietà fummo traviate.

Navigammo su fragili vascelli
per affrontar del mondo la burrasca
ed avevamo gli occhi troppo belli:
che la pietà non vi rimanga in tasca.

Giudici eletti, uomini di legge
noi che danziam nei vostri sogni ancora
siamo l’umano desolato gregge
di chi morì con il nodo alla gola.

Quanti innocenti all’orrenda agonia
votaste decidendone la sorte
e quanto giusta pensate che sia
una sentenza che decreta morte?

Uomini cui pietà non convien sempre
male accettando il destino comune,
andate, nelle sere di novembre,
a spiar delle stelle al fioco lume,
la morte e il vento, in mezzo ai camposanti,
muover le tombe e metterle vicine
come fossero tessere giganti
di un domino che non avrà mai fine.

Uomini, poiché all’ultimo minuto
non vi assalga il rimorso ormai tardivo
per non aver pietà giammai avuto
e non diventi rantolo il respiro:
sappiate che la morte vi sorveglia
gioir nei prati o fra i muri di calce,
come crescere il gran guarda il villano
finché non sia maturo per la falce.

Io me ne Andrej

Pubblicato: 13 novembre 2006 da massitutor in amicizia, comunità, droga, libertà, morte

Mi trovo qui ormai da un eternità e faccio fatica a parlare la lingua del posto. Passo le giornate a pensare se andare o no in comunità a San Patrignano, ascoltanto la musica del radio, pensando alla Slovacchia, guardando le pareti della stanza, aspetando che ariva la ora di andare a lavoro, quando sto lavorando, sperando che ariva la ora di andare a dormitorio. E sto vivendo il futuro indeciso invece che presente.
iomeneandrejUn giorno, avrò un biglieto aero e potrò tornare a Slovacchia, sentire di comenti maligni del miei amici che non hanno mai rischiato e che riescono scorgere solo la sconfita degli altri. No non voglio tornare cosi. Preferisco butarmi dall’ aereo quando sorvola dell Alpi. Ma i finestrini dell aeroplano non si posono aprire, e quindi morirò qui. Prima di morire, pero voglio lotare per la vita, l’onore, la dignita e il rispetto per me stesso. Se ci penso non ho mai avuto nessuna di queste tre cose. Ho sempre preso le deciosioni sbagliate, ora sto lacsiando che la vita decide per me. E se sarò in grado caminare da solo, posso andare dove voglio.

IL CENTRO!

Pubblicato: 13 novembre 2006 da massitutor in dormire, tutto cominciò così

salaIL CENTRO DIURNO: che dire?  "guai se non ci fosse"  è il punto più bizzarro che abbia conosciuto. Per chi entra per la prima volta lo spettacolo è dei migliori. Diverse teste rivolte su di un tavolo che sembra ci sia appena stata una sparatoria, questo è quello che si nota a primo acchitto nella sala principale, poi ti guardi un pò in giro e vedi gente che và e gente che viene, altri che mangiano altri che guardano "dragon ball"  che fai?  cerchi di non farti notare tanto cerchi di prendere una sedia senza fare tanto chiasso  (tu pensi) in realtà ti hanno già  fatto una  tac.  Ad un certo punto giri lo sguardo verso destra e vedi uno sportello tipo quello della posta con tutta la sua fila, con tutti che chiedono di tutto e di più. Ad un certo punto ti  viene voglia di andare in bagno, e ti addentri nella sala attraversi per i tavoli, ad un certo punto c’è una salettina più piccola poi le scale ed infine scese le scale ci sono i bagni. Quando arrivi nella salettina anche lì la scena è da film western: gente che dorme  per terra  stanchi perchè non hanno dormito tutta la notte. Anche li cerchi di fare un pò di slalom per non schiacciare nessuno. Al di là di tutto, questo è il Centro diurno di via del porto. Dietro questa facciata così bizzarra ci sono delle persone meravigliose con delle problematiche non indifferenti che la gente di questa città dovrebbe avere un pò più di attenzioni al riguardo.  A quest’ora cè chi scrive e cè chi dorme e quello che non possono dire loro lo diciamo noi per loro. sperando che qualcuno là fuori ci risponda  o per lo meno si faccia vivo.  A  me personalmente mi è successo questo "ah sai.. ti ho visto in televisione.. dov’è questo laboratorio informatico?" risposta "in via del porto" "ah si ci sono stato una volta ma ho visto tanta gente che dormiva"  eh sai cè molta gente che lavora di notte.

Mondo precario

Pubblicato: 9 novembre 2006 da massitutor in colletta, lavoro, operatori dispari

Mi permetto di "riciclare" uno scritto che ho trovato fra i commenti più recenti perché affronta uno dei temi più importanti di questo blog: costruire un ponte di comunicazione fra mondi diversi in questa città (società?!), perché solo così crediamo sia possibile una vera solidarietà. Perciò cara Precaria che stai dall’altra parte del ponte ti scriviamo perchè abbiamo qualcosa in comune: stiamo tutti sullo stesso mondo e il mondo è precario…e lo è sempre di più.piazza
"…ho scoperto questo blog grazie alla trasmissione Rai sul web che fanno dopo il Regionale.
Mi piace l’idea che possiate raccontarvi.
Siete tanti.
Troppi. Scrivo affinche ‘ non crediate che a noi passanti benestanti (poi benestanti di che, se non fosse per il rotto della cuffia staremmo come voi se non peggio..) che vi neghiamo la monetina ce ne freghiamo di voi.
NON E’ COSI’.
Il problema e’ che se dovessimo allungare una monetina a TUTTI quelli che ce la chiedono (maledizione, ma che cavolo, ma siete TUTTI per stracci??) non arriveremmo nemmeno alla 2′ settimana, altro che alla fine del mese!!!!
Non abbiatecela con noi.
Abbiamo anche noi una vita da sgranocchiare, finche’ Prodi ce lo permette.
Una precaria."

Il sogno è finito

Pubblicato: 5 novembre 2006 da massitutor in asfalto fuoriporta, droga, felicità, pensieri in libertà

Una luce dal fondo del letto sale lungo le coperte:
il sapore in bocca è un misto di aceto e pepe, la consistenza di segatura.
La testa è dolente la posizione scomoda: era un sogno senza cuscino di piume.
Le mani sono legate insieme, saldate da una pellicina invisibile, arenate al bordo, in bilico.
Lo stomaco è contratto e freddo.
Dal naso un odore di nausea.
Aria secca e polvere.
Rumori: “Il mondo esterno esiste come un attore su di un palco: sta lì, ma è un’altra cosa”.
Ciao a cosa vi fa pensare?

SPOT. AsfaltoFlex…e riparti di slancio

Pubblicato: 3 novembre 2006 da massitutor in dormire

I guanciali….. richiedi la linea completa, anche in comode rate!

antiproibizionismo

Pubblicato: 3 novembre 2006 da massitutor in droga, operatori dispari

Sabato 11 novembre, il livello 57 ha indetto una manifestazione Antiproibizionista a Bologna, pensate di avere qualcosa da dire in proposito?

stare bene

Pubblicato: 3 novembre 2006 da massitutor in Uncategorized

Non sò come mai oggi sto bene sopratutto di umore è strano perchè non mi succedeva da tanto.  MIA "dolcissima   persona" disperata  come vedi sono quà, per parlarti nel modo più scontato come di solito si fà. L’indirizzo dici te lo ha dato uno, ma lo cercavi già da molto, vuoi vedere che oramai sono qualcuno, e non me ne sono accorto. Vorrei gridare ai passanti che vergogna, non ti sembra un pò banale specialmente quando si ha bisogno, si ha bisogno di parlare. "DAVVERO CREDI MIO GIOVANE AMICO CHE IO POSSA DARTI QUELLO CHE NON HAI: DAVVERO CREDI CHE IN QUELLO CHE DICO TI CI RITROVI." COME MAI? Tu mi hai visto un giorno sbattermi su un palco, oh  pardon scusa in concerto ma il bello è che mi ricordi così alto così umano e così aperto. A volte sai in mezzo a tanta gente gioca un pò la suggestione, ma se serve per stare bene veramente che non sia solo un illusione. Ti saluto ma ricorda un altra volta se  dovesse capitare avvicinati ti prego io non ho scorta se hai bisogno di parlare: DAVVERO pensi mio giovane amico che io possa dirti  quello che non sai  davvero pensi che in quello che dico ti ci ritrovi "COME MAI DAVVERO PENSI CHE UN MEZZO POETA TI POSSA DIRE UNA QUALCHE VERITA’ PER CANCELLARE OGNI ANSIA SEGRETA" dici che ti servirà.

Questo post è dedicato a chi crede che vivendo in strada e mangiando ciò che si trova si perda l’abitudine al buon gusto e alla buona cucina.  Più che altro ci si dimentica spesso che un panino con il prosciutto, con la mortadella, o con qualsiasi affettato a piacere costa circa un quindicesimo di una busta di roba o di coca, che una pizza prosciutto e gorgonzola ne costa circa un decimo di meno e così via, una busta costa circa 30 euro, un panino in certi posti due euro, a voi i calcoli….stesso discorso si potrebbe applicare all’alcool dove una latta di birra fatta colle graspe e i bulloni costa circa 30 centesimi e un cartone di piscio d’uva si aggira intorno ai 75 cent. Sulla base delle mie convinzioni posso tranquillamente affermare che oggi come oggi, visto che il medioevo tipo il nome della rosa ce lo si sia lasciato alle spalle da un pezzo, a bologna sia assai improbabile morire di fame, altrettanto convinto sono del fatto che tutti abbiano in tasca quattro euro, il più è decidere in cosa investirli, e dal momento che esiste via del porto, dove un panino o due si trovano sempre, è facile che questa scelta sia veicolata su altro che non sia il cibo. E qui entriamo in scena noi.pappaPerò, si sa, un pezzo di pane vuoto così da sè fa abbastanza scrauso, e se non hai un buono, ciccia, nel senso non che ti danno della carne, ma che non ti danno altro da mangiare. Però ci sono i condimenti che sono alla portata di tutti, così come zucchero o caffè ed ecco che allora scatta il manuale del gourmet di strada, un vero e proprio mondo variopinto di gusti e sapori, un viaggio in quello che potremmo definire il menù dell’arrangio. La varietà di cose che si possono fare con un pò d’olio, di sale, di pepe, di zucchero o di peperoncino e un pezzo di pane è sorprendente.
Non hai fatto colazione? Niente paura. Perlomeno niente paura se hai un panino. Infatti chiedere un caffè al centro diurno costa poco, anzi zero; si taglia un panino in due e ci si versa dentro un bel bicchiere di caffè. La versione per ipoglicemici prevede anche una bella spolverata di zucchero al suo interno.
Qui si va oltre al toccino della brioscia, qui assistiamo a una vera e propria fusione fra la brioscia (in questo caso rappresentata dal panino)  ed il caffè, dove il caffè fa da ripieno alla brioscia. Geniale. Naturalmente puoi variare il gusto della tua brioscia improvvisata con dello yoghurt spalmato sopra (giuro che l’ho visto fare).
Arriva l’ora di pranzo. Non hai il buono. Non hai salumi, che li hai spesi tutti come sopra. Cazzo fare? Ma naturalmente la versione classica del panino di strada, anzi LA versione originale del panino di strada. Cosa c’è di meglio che un bel panino d’olio e sale? Il procedimento è il medesimo di quello al caffè ma cambiano gli ingredienti. Naturalmente si può rendere il tutto più sfizioso con una bella farcitura di peperoncino, che normalmente va via il triplo rispetto a tutti gli altri condimenti. Cristo, mi sono chiesto, ma che bucio di culo infiammato devono avere tutti quanti? La variazione più snob, per fighetti direi, è il panino al grana, cioè al panino d’olio si aggiungono un par di bustine di grana ed il tutto assume un contenuto più patinato, raffinato, oserei dire e ad alto valore nutrizionale, essendo il grana un energetico naturale….
Certe volte mi chiedo rabbrividendo cosa potrebbe fare questa gente con delle uova crude.
Se però il panino all’olio potrebbe rappresentare in qualche modo la pietanza, cosa fare per la minestra? Ci volevano gli arabi per spiegarcelo. Una bella zuppa d’olio, carica di aceto, pepe, sale, peperoncino e qualche bustina di grana. L’aspetto di questa pappona ha un che di vagamente artistico, essendo l’aceto non liposolubile questa pappa forma delle graziose emulsioni di aceto galleggianti sullo strato d’olio, però vengono poi prontamente coperte da una crosta di pepe e la cosa finisce con l’assomigliare di più a una specie di cartavetro liquida. La zuppetta viene poi riempita di pezzi di mollica, a volte anche con la crosta, anche se dalla crosta potrebbe comunque partire la base per una bella bruschetta. Sempre che ti ritrovi una scatoletta di pelati o che tu riesca a scroccare un pò di sugo.
Per il dolce bisogna reperire un succo di frutta, dopodichè si svuota l’onnipresente panino di un pò della sua mollica  (abbiamo visto in precedenza dove la mollica può venire impiegata)  e si rovescia il succhino dentro al buco formatosi.
E se fosse finito il caffè, che fare? I più coraggiosi, tipo i residuati dagli elfi, abituati da sempre al contatto con la natura ed i suoi frutti allo stato più grezzo chiedono un bel bicchiere d’acqua bollente dentro alla quale butteranno poi un cucchiaio di caffè. I più fighetti chiedono un colino e filtrano. Altri buttano giù credendo che il caffè si depositi; niente di più errato giacchè il peso specifico del caffè rende impossibile il suo deposito. Che il caffè a dispo poi non sia di quello solubile non importa un cazzo, quello che conta è che ci sia quantomeno una parvenza di sapore di caffè.
Con accorgimenti come questi sarà praticamente impossibile morire di fame a bologna, e nel contempo si potrà continuare a destinare gli  euro a disposizione per usi più ludici che non per il mero ed inutile nutrimento.
Non c’entra un cazzo ma una volta uno mi chiese dell’acido muriatico, alchè alla domanda su cosa volesse farci o su chi volesse sfregiare mi rispose che gli serviva per spruzzarne un pò su una carie che gli doleva. Naturalmente spiegargli che l’acido muriatico, essendo composto da acido cloridrico, reagisce con il calcio dei denti sciogliendoli e sviluppando anidride carbonica era assai difficoltoso…
Al prossimo post, guida al pronto soccorso di strada.
Yo. gourmet

PENSIERI; PAROLE.

Pubblicato: 31 ottobre 2006 da massitutor in comunità

Prossima meta da mè preposta "SAN PATRIGNANO" uno dei tanti motivi per cui vado potrebbe essere questo (la mia vita è un disastro) desidero rimettere insieme i pezzi di questo mosaico in maniera ordinata la nostra vita è costruita su delle basi  se queste sono messe nell’ ordine sbagliato la nostra vita è un disastro. Il lavoro che dovrei fare è qullo di buttare giu tutto quello che hai imparato fino ad oggi, e ricostruire tutto da capo perchè è costruito male. Detto così può sembrare che ci vuole chissà quanto tempo e la domanda nasce spontanea "quanto mi costa" può sembrare la solita battuta pubblicitaria ma in effetti è proprio così è proprio una questione di prezzo perchè mentre la nostra vita cadeva a pezzi noi eravamo presi dal divertimento non pensando alle conseguenze di poi. Alla fine di tutto questo c’è sempre un prezzo da pagare  e a noi questo non piace per nulla  e un pò ci spaventa. In realtà quando poi sei dentro ti rendi conto tu inizialmente metti la tua buona volontà iniziale, poi il resto arriva da sè naturalmente sempre con il tuo impegno e la tua costanza. Perchè dico questo qualcuno si starà chiedendo "ma tu hai già provato questa espe-rienza" Certamente, non a SAN PATRIGNANO ma bensì in un’altra comunità che si chiama "reto" recupero tossicodipendenti. Sono stato 4 mesi epoi son venuto via. Motivo la droga in testa maledetta droga.