Archivio per dicembre, 2006

Angoscia

Pubblicato: 13 dicembre 2006 da massitutor in salute

Stamattina sono andato per la prima volta al centro DROP IN. E un posto molto bello e accogliente, è visto che c’era Andrea ho approfittato per  farmi vedere i piedi  perchè da sempre soffro un casino da come sono messi. Infatti appena li ha visti si è quasi spaventato perchè facevano veramente impressione. L’ho ringraziato perchè subito si e adoperato affinche trovassi un pò di sollievo, invitandomi ad andarci tutti i giorni per cercare di farli ritornare al meglio. Ho veramente gradito tantissimo. Arriviamo al capitolo più brutto e angosciante. Vedendomi la gamba , Andrea quasi spaventandosi mi ha detto: visto che da li apoco andavo al furgone dell’Unità d’aiuto a bere di farmela vedere da loro. Reagendo alla mia paura, mi sono fatto consigliare da loro: Mi hanno detto di andare subito in ospedale e sentendo anche altra gente che ha avuto dei problemi simili ai miei,  mi dovrò ricoverare. Non nascondo che tutto ciò mi fa paura, perchè se fosse tardi…..non voglio neanche pensarci…CIAO

EMERGENZA FREDDO…per chi?

Pubblicato: 13 dicembre 2006 da massitutor in assistenti sociali, dormire

L’emergenza freddo…fra le persone che la strada la vivono è ormai diventata una barzelletta che non fa ridere. Su a Palazzo D’Accursio dicono che non è ancora abbastanza freddo…siamo sicuri?
Come tutti gli anni ci si chiede puntualmente a che punto siamo per quanto riguarda la burocrazia? Come ogni anno ormai dovrebbe arrivare puntuale anche l’EMERGENZA FREDDO. E’ strano a dirsi però a quanto pare il Comune non si decide a muoversi in questa direzione perché dice che ancora a Bologna non c’è poi così tanto freddo. Non vi sembra un po’ anomala questa situazione? Senza contare la gravità del problema, e tutte le conseguenze che da essa derivano. Anche perchè l’Amministrazione ha già investito risorse per preparare una struttura d’accoglienza in via del Lazzaretto, proprio per prevenire la famosa "emergenza": un posto pensato proprio per far sì che non si debba correre ai ripari all’ultimo minuto (come è stato in passato con il sottopassaggio in centro) e senza aspettare che succeda qualcosa di grave a qualcuno. Penso che ormai sia chiara questa situazione e affinché il Comune non dà via libera, la gente continuerà a dormire per la strada e tutti conosciamo bene ciò che significa. Vorremmo sensibilizzare l’opinione pubblica, gli assistenti sociali e chi di dovere a spronare questi  personaggi  illustri ad essere un tantino sensibili al problema, ok? Vorremmo che alcune persone, girando per la città, incontrassero alcuni che dormono per la strada e provare un attimo a riflettere e poi chiedersi "ma se fossi io in questa situazione come starei?" Si chiama empatia, mai sentita? Purtroppo questo non avviene perché chi di dovere non si preoccupa minimamente di fare questo, perché sono troppo impegnati a fare dell’altro, e tutto il resto passa in secondo ed ultimo piano. Ora ci sentiamo in dovere di sollevare un gran polverone…così farà pure più freddo.
Il gruppo Asfalto  il bello della serata

DROP IN(ando)

Pubblicato: 11 dicembre 2006 da massitutor in assistenti sociali, droga
drop_in_andoCi sono individui straordinari in mezzo a noi, capaci di diventare chiunque vogliano essere. Un organizzazione chiamata il Centro, ha isolato un giovane simulatore di nome SITROX, e ha sfruttato le sue capacità per le proprie ricerche. Ma un giorno Sitrox fugge, e finisce al DROP IN…
Finalmente hanno deciso di aprire il DROP-IN, ne aprofitto per spiegare alle persone che non conoscono questo punto di incontro. A Bologna in via PAOLO FABBRI, di fronte al 127 (dico di fronte perchè ancora non hanno un loro numero civico) esiste da alcuni giorni un locale messo a disposizione dal Comune, dove le persone TOSSICODI-PENDENTI possono trovarsi per guardare la t.v. e quindi films, leggere libri prendere un caffè, ascoltare musica etc. L’APERTURA è dalle ore 11 alle ore 16 con chiusura la domenica. Il DROP-IN è un punto di riferimento, come dicevo prima, per le persone che consumano e/o abusano di sostanze psicoattive. AL DROP-IN TROVI: accoglienza e ascolto, scambio di siringhe. DOCCE: donne il lunedì; uomini: Il mercoledi e il venerdi. Informazioni dove mangiare, dormire, lavarsi, vestirsi. Sostegno alla ricerca di lavoro. Consuelling e gruppi di discussione.
Laboratori creativi e ricreativi. Cineforum, giornali, etc etc.
L’ingresso è libero ma non per tutti solo per tossicodipendenti tel./fax: 3357821019,
e-mail: dropinbo@libero.it.  Dimenticavo, per chi vuole avere i piedi in ordine il DROP-IN offre un servizio di  PEDICURE svolto da un operatore sempre all’interno della struttura a giorni alterni, quindi con tutto ciò che ne segue: doccia, sterilizzazione dei strumenti di lavoro etc etc. Per quanto riguarda il resto delle informazioni che sono in fase di allestimento se ne darà notizia via.

Grazie Arlecchino

Pubblicato: 11 dicembre 2006 da massitutor in gite, laboratorio

arlechinoGiovedì 30 novembre scorso siamo stati invitati a vedere uno degli ultimi lavori della Fraternal Compagnia  di Piazza Grande: l’Arlecchino Grigio, allestito al teatro Dehon in via Libia.
E’ stata una serata molto diversa dal solito e magica, solo come il teatro fatto bene sa essere. Ne approfittiamo qui per ringraziare l’organizzazione che ci ha riservato una decina di ingressi omaggio e soprattutto Massimo Macchiavelli che, da solo (o quasi) sul palco, ha saputo regalare un ottimo esempio di come la commedia dell’arte si possa usare per raccontare il presente. Soprattutto ridendo parecchio… con frasi storiche come questa:
"Amare senza essere amati è come lavarsi il culo senza aver cagato"
Una vera perla di saggezza! Da tenere ben presente da qualsiasi parte della strada voi stiate, se da questa o da quella. Ok i tanti dialetti che venivano messi inscena non tutti li hanno capiti, ma importanti sono i gesti e il modo di parlare, di muoversi, di recitare… e poi i suoni, le canzoni: c’è tanta musica suonata dal vivo nello spettacolo e questo rende tutto più forte. Ok, sì perchè qualcuno ogni tanto ha dormito anche un po’ fra un cambio di scena e l’altro, ma non tanto perchè lo spettacolo fosse noioso quanto perchè un teatro con comode poltrone, al buio, al caldo…dopo giorni e mesi di freddo a dormire in stazione qualcuno di noi li accusa e allora se ne approfitta un po’. Ma Massimo ce lo perdona perchè ci conosce bene e sa come vanno le cose. Grazie della bella serata. Anche perchè è stato bello uscire insieme la sera, una sera davvero diversa.
arlechino

Un pezzo del gruppo Asfalto 

voglia di lavorare saltami addosso

Pubblicato: 7 dicembre 2006 da massitutor in lavoro

voglia_lavorare_saltami_addosso
Abbiamo vinto la gara di villa Salus 1600 ore al mese…

fatevi sotto!!!

New generation

Pubblicato: 6 dicembre 2006 da massitutor in amicizia, felicità, laboratorio, lavoro

new_generationVorrei che fosse amore, amore quello vero  vi ricordate questa canzone tra l’altro bellissima, non mi ricordo chi la cantava, tu si? Se te lo ricordi scrivimelo perchè mi interessa. Ho fatto una ricerca su GILBERTO MAZZI  ma non ho trovato il video di mille lire credo che all’ epoca non cerano i pc, però penso che quelli della mia generazione la conoscono tutti, magari i ragazzini di oggi forse non la conoscono forse neanche i miei nipoti la conoscono però già mia sorella la conosce e ogni tanto quando la figlia gli chiede troppi soldi  gli canta la canzoncina. Purtroppo i ragazzi di oggi passano troppo tempo davanti al computer, e così facendo tralasciano le cose che hanno vissuto quelli della mia generation dico purtroppo perchè sarebbe più salutare per loro se si interessassero un pò di tutto lasciandosi alle spalle le cose più belle di quegli anni. Comunque c’è da dire che non tutti sono così, perchè poi conosci dei ragazzi che nonostante la loro giovane età conoscono tantissime cose che non hanno vissuto, ma che mistificano abbastanza bene. Allora mi domando e dico che magari questo è nato un pò in ritardo riguardo i tempi, doveva nascere 20 anni prima. allora mi chiedo se siamo noi che siamo nati sbagliati ? Voi che ne pensate.

Se potessi avere…

Pubblicato: 5 dicembre 2006 da massitutor in lavoro, musica, operatori dispari, sogni

se_potessi_avere1000 euro al mese!
Rimanendo solo per un attimo in tema di canzoni, vi ricordo il famoso motivetto cantato nel 1939 da Gilberto Mazzi, che usciva gracchiante dalle radio delle nostre nonne….  
"Che disperazione, che delusione dover campar, sempre in disdetta, sempre in bolletta! Ma se un posticino domani cara io troverò, di gemme d’oro ti coprirò! Se potessi avere mille lire al mese, senza esagerare, sarei certo di trovar tutta la felicità! Un modesto impiego, io non ho pretese, voglio lavorare per poter alfin trovar tutta la tranquillità!… Se potessi avere mille lire al mese, farei tante spese, comprerei fra tante cose le più belle che vuoi tu!"

Perchè ripesco dal passato questa canzone? Partendo dal presupposto che chi passa da via del Porto e dalla strada in generale ha qualche problema con i soldi… perchè non ne ha o perchè non ne capisce più il significato, il valore… vi chiedo: oggi, cosa fareste con mille euro?

L'avvelenata

Pubblicato: 4 dicembre 2006 da massitutor in amicizia, droga, famiglia, lavoro, libertà, musica, pensieri in libertà

Ma s’ io avessi previsto tutto questo, dati causa e pretesto, le attuali conclusioni
credete che per questi quattro soldi, questa gloria da stronzi, avrei scritto canzoni;
va beh, lo ammetto che mi son sbagliato e accetto il "crucifige" e così sia,
chiedo tempo, son della razza mia, per quanto grande sia, il primo che ha studiato…

Mio padre in fondo aveva anche ragione a dir che la pensione è davvero importante,
mia madre non aveva poi sbagliato a dir che un laureato conta più d’ un cantante:
giovane e ingenuo io ho perso la testa, sian stati i libri o il mio provincialismo,
e un cazzo in culo e accuse d’ arrivismo, dubbi di qualunquismo, son quello che mi resta…

Voi critici, voi personaggi austeri, militanti severi, chiedo scusa a vossìa,
però non ho mai detto che a canzoni si fan rivoluzioni, si possa far poesia;
io canto quando posso, come posso, quando ne ho voglia senza applausi o fischi:
vendere o no non passa fra i miei rischi, non comprate i miei dischi e sputatemi addosso…

Secondo voi ma a me cosa mi frega di assumermi la bega di star quassù a cantare,
godo molto di più nell’ ubriacarmi oppure a masturbarmi o, al limite, a scopare…
se son d’ umore nero allora scrivo frugando dentro alle nostre miserie:
di solito ho da far cose più serie, costruire su macerie o mantenermi vivo…

Io tutto, io niente, io stronzo, io ubriacone, io poeta, io buffone, io anarchico, io fascista,
io ricco, io senza soldi, io radicale, io diverso ed io uguale, negro, ebreo, comunista!
Io frocio, io perchè canto so imbarcare, io falso, io vero, io genio, io cretino,
io solo qui alle quattro del mattino, l’angoscia e un po’ di vino, voglia di bestemmiare!

Secondo voi ma chi me lo fa fare di stare ad ascoltare chiunque ha un tiramento?
Ovvio, il medico dice "sei depresso", nemmeno dentro al cesso possiedo un mio momento.
Ed io che ho sempre detto che era un gioco sapere usare o no ad un certo metro:
compagni il gioco si fa peso e tetro, comprate il mio didietro, io lo vendo per poco!

Colleghi cantautori, eletta schiera, che si vende alla sera per un po’ di milioni,
voi che siete capaci fate bene a aver le tasche piene e non solo i coglioni…
Che cosa posso dirvi? Andate e fate, tanto ci sarà sempre, lo sapete,
un musico fallito, un pio, un teorete, un Bertoncelli o un prete a sparare cazzate!

Ma s’ io avessi previsto tutto questo, dati causa e pretesto, forse farei lo stesso, mi piace far canzoni e bere vino, mi piace far casino, poi sono nato fesso
e quindi tiro avanti e non mi svesto dei panni che son solito portare:
ho tante cose ancora da raccontare per chi vuole ascoltare e a culo tutto il resto!

F. Guccini

Detto questo, penso che non ci sia più niente da dire siete daccordo? oppure se avete voi qualcosa da aggiungere benvenga ok.

Michelle Pfeiffer non entrerà mai al Centro Diurno

Pubblicato: 1 dicembre 2006 da massitutor in Uncategorized
pfui blogCome ben saprete IO sono colui che ogni venerdì si occupa di trovare una valida alternativa al socializzantissimo dragonball, il cartone animato che al centro diurno va per la maggiore.
Una volta vagolavo per la sala, in cerca di qualcuno da curare, il televisore vomitava ad un volume da concerto hardcore un manga dove una specie di mostro giallo sgranocchiava della gente.
Il problema era che nessuno in seguito avrebbe saputo dirti perché il mostro giallo sgranocchiava della gente.
Infatti tutti dormivano.
E allora mi è venuta quest’idea, proiettare dei film che magari non siano delle stronzate totali, che magari dèstino qualche interesse, che magari non siano mai stati visti….
Del buon vecchio Lars neanche a parlarne ma confesso di aver pensato subito ai miei due eroi, Steven Senegal e Texas Walzer, verso i quali nutro una fiducia assoluta e che da sempre sono gli eroi a cui credo, mi ispiro, ed affido tutta la mia vita, ma siccome ho già visto tutti i loro film almeno quattro volte, in versione VHS, Betamax e DVD ho pensato che fosse meglio optare per qualcos’altro.
Questo anche perchè la tessera blockbuster è pagata dalla cooperativa e mi permette di poter scroccare una notevole quantità di film da rivedermi in santa pace a casa, di sera.
Comunque, non sono qui per raccontare le mie proiezioni del venerdì, ma per esprimere tutto il mio vomito compulsivo nei riguardi di certe icone del cinema.
Escludendo i cinecazzi italiani, famiglia muccino in primis, a cui vanno senza riserve tutti i miei fluidi digestivi ma di cui non parlerò perché sarebbe come sparare sulla croce rossa, la mia attenzione è indirizzata verso quegli attori che più subdolamente hanno riempito il nostro immaginario di cinefili e sui quali a nessuno verrebbe mai da realizzare, almeno a livello conscio, che facciano totalmente cagare.
E arriviamo così all’oggetto del titolo.
Ieri sera mi sono scodellato mio malgrado l’ennesimo film con Michelle Pfeiffer, un film che probabilmente rientra in qualche programma finanziato dall’industria hollywoodiana per la riabilitazione di bambini mongoloidi, ai quali si dà la possibilità per una volta nella vita di sceneggiare un film. Un po’ come hanno fatto con M. Night Shimayan, o come cazzo si scrive.
Questo film vede Jack Nicholson (che per motivi noti solo a lui dopo le Streghe di Eastwick ha deciso di ripetere l’esperienza psichedelica di lavorare nuovamente con la Pfeiffer) morsicato da un lupo, diventare lupo mannaro, innamorarsi della suddetta; la fine non l’ho vista perché era troppo anche per me ma probabilmente lui se la sarà scopata e poi sarà morto; questo è servito a farmi riflettere su Michelle Pfeiffer.
Perché è diventata attrice?
Queste sono le cose che, talvolta, mi tengono sveglio la notte.
Infatti è da osservare che l’espressività di Michelle è circoscritta ad un range di soli tre elementi: 
1. Cucciolo di cerbiatto tre secondi prima che una doppietta gli faccia esplodere il cranio. 
2. Mamma che scopre che il figlio è tossico, negro e con l’hiv. 
3. Moglie tradita dopo aver scoperto che il marito è gay e gli ha trasmesso l’hiv. 
Naturalmente non importa un cazzo che la trama sia sentimentale, pornografica o altro, queste tre espressioni sono ripetute in sequenza seriale: 123-132-213-231-321-312.
Se decidessero di fare alien 5 e di farle interpretare Ripley, potrete star sicuri che dopo 4 minuti di proiezione il mostro e lei finirebbero a letto, lei rimarrebbe incinta e comincerebbe a tirare una pezza incredibile al mostro che sceglierebbe una fine dignitosa lanciandosi fuori dall’oblò dell’astronave, che tanto poi lui non ha bisogno di ossigeno, e sopravviverebbe comunque, e se non sopravvivesse tutto sarebbe comunque meglio di una pezza tirata da Michelle Pfeiffer o di un film diretto da Ivan Reitman o di entrambe le cose.
La cosa stupefacente è la serialità entro la quale Michelle Pfeiffer ama muovere i propri personaggi.
                                                         da:
1. ragazza timida e complessata che però sotto sotto è strazoccola
                                                          a:
2. ragazza strazoccola che vorrebbe tornare ad essere timida e complessata.
 
Que
sta metamorfosi è egregiamente sviscerata in un altro inquietante film della quale essa è protagonista assieme ad un altro che il cervello se lo è bevuto da tempo: Al Pacino. Il film è Paura d’amare, o paura d’amore, o come cazzo si chiama.
Ora, io sono il primo a pensare che una bella topa debba avere molte più attenuanti di una cozza in quanto, se si trova alla frutta, una tetta la potrà sempre far vedere, purtroppo nel caso di Michelle Pfeiffer questo non avviene né avverrà mai e proprio non riesco ad adottare una linea di pensiero che trascenda dalla sua incapacità.
Per capire il personaggio è necessario notare che la credibilità di questa attrice è praticamente la stessa che potrebbe avere una banconota da 50 euro stampata con una canon o di Brad Pitt (un altro su cui presto scriverò qualcosa) nei panni dell’ispettore vestito da Versace in Seven.
Normalmente per fare l’attore non dovrebbero bastare gli occhi azzurri (non parlo del culo perché nel caso della Pfeiffer è praticamente inesistente) ma evidentemente a Hollywood sono in molti a pensarla in maniera diametralmente opposta e se per noi un personaggio tipo quello sopra descritto dovrebbe essere privo di ogni attinenza con il mondo reale, lassù hanno pensato che la credibilità può andare tranquillamente a farsi fottere e coloro che hanno pianto come vitelli al mattatoio per paura d’amare o paura d’amore o come cazzo si chiama, non avrebbero fatto altrettanto se al posto di Michelle Pfeiffer ed Al Pacino ci fossero stati due negri intossicati da crack e pure brutti, personaggi che nella realtà newyorkese è assai più facile trovare a servire al banco di una tavola calda gestita da cubani.
Di una cosa però ringrazio Hollywood, e cioè di averci fatto capire che il fenomeno del bullismo a scuola può tempestivamente essere spazzato via insegnando agli alunni alcune pratiche mosse di kung fu. Come? Ma assumendo Michelle Pfeiffer, naturalmente.
Mi chiedo cosa aspettino ancora alle scuole di Scampia.
E comunque, per concludere, immagino che la domanda che vi siate posti fino a qui sia, ma che c’entra Michelle Pfeiffer con il centro diurno?
Niente, non c’entra niente, infatti non programmerò mai un film con Michelle Pfeiffer, qui al centro. Siamo cinefili, non cinofili, eccheccazzo. 
Yo.