Archivio per aprile, 2008

Una città fatta solo di parole

Pubblicato: 17 aprile 2008 da massitutor in stra-cult, tele asfalto

"…qui si vive tra la mediocrità del presente, la memoria del passato, l’incertezza del futuro."
"Comune di Bologna – Vietato: sognare, desiderare, non consumare"

Due passaggi di questo bellissimo video di Federico Ajello, visto alcune settimane fa sullo Spettro, che racconta una città magicamente e drammaticamente fatta di parole. Viviamo anche e molto di parole: il linguaggio è la casa del nostro pensiero, il veicolo dei nostri sentimenti e il racconto è la terra della memoria.
E’ raro trovare un esempio di tecnologia applicata alle emozioni: queste immagini raccontano, fra le altre cose, di una tecnologia calda. Buona visione.

SUBITO VIA L'I.C.I. !!

Pubblicato: 16 aprile 2008 da massitutor in pensieri in libertà, politica

Via l

We can be Heroes

Pubblicato: 14 aprile 2008 da massitutor in civiltà

milanocentrale

L’episodio sabato pomeriggio
Tenta di stuprare minorenne. Arrestato Sabato pomeriggio in Centrale.
A dare l’allarme un clochard che vive in stazione. In manette un uomo di 38 anni

MILANO – Nel pomeriggio di sabato 12 aprile il personale della Polizia Ferroviaria di Milano ha arrestato un cittadino italiano di 38 anni, originario di San Marco in Lamis (Fg), con precedenti specifici, perchè responsabile di violenza sessuale aggravata ai danni di una ragazza minorenne che stava transitando nella galleria dei taxi della Stazione Centrale. A far scattare l’allarme è stato un uomo senza fissa dimora, abituale frequentatore dello scalo ferroviario, che verso le 17 ha segnalato a un agente della squadra di polizia giudiziaria la presenza di una giovane in lacrime, trascinata con la forza da un uomo pochi minuti prima in un angolo nascosto della galleria, dietro uno dei pannelli dei lavori in corso. Continua a leggere su corriere.it

Sento questo vento

Pubblicato: 12 aprile 2008 da massitutor in Uncategorized

p_bravoSento questo vento
che soffia, che
soffia sui miei capelli
chissà da dove arriva
cosa mi porta… non so

forse una nuova
storia d’amore
che non… ho

collezziono amore
solo amore
con passione scriverò

quel che sento dentro
dentro di me
sempre amore
parlerò dirò

bello ogni volta
poterlo raccontare
come potresti
raccontarlo tu

sento questo vento
sento questo vento

sento questo vento
soffiare sui miei capelli
chissà da dove arriva
cosa mi porta non so

forse una nuova
storia d’amore
che non ho

collezziono amore
soltanto amore
con passione scriverò

sento questo vento
sento questo vento
che soffia sui
miei capelli

chissà da dove arriva
cosa mi porta non so

Incazzati neri

Pubblicato: 11 aprile 2008 da massitutor in civiltà, pensieri in libertà, politica

la rabbia nel mondo...La ruota dei sentimenti si ferma sulla Rabbia. Passiamo gran parte del tempo ad addomesticarlo questo sentimento, che pure è umano come tutti gli altri: ce lo impone la convivenza con gli altri, la civiltà, ma per non scoppiare alcune volte è meglio manifestarla e farla sfogare su un foglio o su un blog può fare anche bene.
E poi: uno ci mette tutta la buona volontà, ma quando in un periodo stretto ci passano sulla pelle la chiusura del dormitorio dell’emergenza freddo (una cinquantina di posti letto scomparsi); la chiusura del Drop In; le multe e il passato che ci inseguono a vita; le elezioni politiche: teatrino di burattini e burattinai al quale quasi nessuno di noi potrà partecipare col proprio voto e via così… insomma ogni tanto scappa la pazienza e qui buttiamo una rassegna delle migliori incazzature che siamo riusciti a raccogliere. Aspettiamo le vostre. A cosa servirà tutta questa rabbia? Questa conflittualità che deteriora ogni basilare rapporto umano? Non lo sappiamo. Intanto Buon fine settimana… GRRRRR!

Essere italiano e avere meno diritti di un cane
SENZA OFFESA PER IL CANE

Per chi come me che malgrado tutto alla società ha pagato tutto sia di tasse che di galera e finire in mezzo alla strada e volere ricominciare da capo, ma a suo malgrado avendo un documento con su scritto "Senza tetto" non vali un c….? E se cerchi un lavoro o qualsiasi fonte di sostegno è un casino e ce pure la polizia o i carabinieri che appena ti fermano se hai precedenti ti fanno l’espulsione e non e un foglio di via e che se non te ne vai dalla città ti sbattono in galera per 6 mesi. Ora se a un povero cristo essendo pure italiano dove va gli chiedono il domicilio e se lo fermano lo sbattono fuori per forza, si rimette a delinquere perché tutti mangiano; e poi si dicono tante parole per recuperare le persone che per loro sfortuna non hanno avuto la vita facile, ma è meglio liberarsene o con l’espulsione o ancora meglio sbatterli in galera. E ora che siamo un’altra volta sotto elezioni questi politici ci fanno come sempre un monte di promesse che poi vanno a finire nel vuoto, e sono solo cazzate che molti italiani come sempre se le bevono. Ma come si ripete da anni se ne va la sinistra e torna la destra con il nostro Berlusconi che si riprende quello che gli interessa di più: il potere. Ma se a votare andassero solo loro quei bei politici che si fanno fotografare con la loro bella scheda e moglie accanto da prassi, ora parlare di politica è sempre difficile almeno per me. Ma vedere certe persone che quando vanno su al potere, dopo tutte le promesse (per farsi votare), le prime leggi che fanno alla Camera sono per i propri interessi e di te se ne son dimenticati!!! Ah no: quando c’è da pagare le tasse o il canone Rai (e li ce ne sarebbe da parlare ma e una altra storia) allora sì che si fanno vivi. Oggi come 30 anni fa è cambiato poco in fatto di politica, ma per il popolo è sempre la stesa cosa: arrivare in fondo al mese. I nostri politici le pensano di tutte per farci stare meglio e nel 2000 si sono inventati l’EURO (che è un furto garantito) per tutti, ma per chi è in mezzo alla strada, anche se italiano significa avere meno diritti di un cane!!!
amatar

Dove ci porta Tutta questa rabbia?

La rabbia bisogna viverla per capirla, in questo mondo di merda ti ritrovi solo senza sapere cosa vuoi dalla vita, ragazzi come noi che viviamo la strada non è facile andare avanti, specialmente quando qualcuno di noi vuole uscirsene. Io sto provando con la mia pelle cosa vuol dire inserirsi in una vita tranquilla, non è facile perché la gente che ti segue penso che non abbia fiducia in noi.
si pensa che siamo sempre quelli di sempre, invece non è così; la voglia di cambiare c’è perché siamo stanchi di andare avanti di questo passo e di questa vita.
micheleugo

La "Rabbia" è in ognuno di noi, ma c’è molta differenza tra persone che la espongono in modo diverso perchè è un sentimento soggettivo. Ad es: un lavoratore dopo una lunga e faticosa giornata di lavoro non vede l’ora di tornare a casa, mettersi comodo e non essere rotto i maroni con le solite lamentele familiari quotidiane, le quali a volte la stessa rabbia si può trasformare in ira e allora il fatto diventa molto più preoccupante. Ci sono Manager che sono arrabbiati per un affare andato male, ma almeno loro hanno la speranza che il prossimo vada a buon fine. Poi c’è la rabbia interiore che abbiamo noi sfigati cioè gente che vive in strada ma spesso non la diamo a vedere per non dare segni di debolezza ne a noi ne a chi ci sta vicino. Potrei fare una marea di esempi come essere arrabbiati per non essere accettati per come si è ma lo vieni solo se sei come loro vogliono, parlo dei servizi, assistenti sociali, dormitori, la rabbia di vedere persone incompetenti a svolgere mansioni che non sono affatto di loro competenza, andare in posta e dopo aver atteso per ore una fila di gente e arribato il tuo turno ti mandano affanculo dicendoti che non è di loro competenza. Questi sono solo alcuni banali esempi di vita quotidiana diciamo di "Gente Normale" che poi vorrei ancora capire ed essere spiegato cosa si intende per tale aggettivo. Preferisco vivere nella mia "anormalità" ma dando senso e soddisfazioni a me stesso e alle persone che mi sono vicine per la verità poche, ma come si suol dire meglio poche ma buone, o meglio solo che male accompagnato. Oggi la rabbia ha preso il sopravvento perchè la società è caotica e se non ti adegui vieni tagliato fuori ed io non voglio essere arrabbiato per cui me ne resto fuori dalla mischia e dal caos che ormai non ti fa più neanche ne riposare e se vogliomo dormire perche dall’oggi già si pensa al domani.
andersen

Vite da pignorati

Pubblicato: 11 aprile 2008 da massitutor in pensieri in libertà
pignorati_3

Ci siamo mi hanno pignorato la moto che tristezza. Dopo tanti anni di vita ai margini finalmente "reinserito" ripulito dalle sostanze e reintegrato con tanto di lavoro e casa arrivano i falchi delle multe: associazioni a delinquere  che si comprano i tuoi debiti e le tue sfighe e poi aspetta che maturino ben bene per poi azzannarti alle chiappe. pignorati_2Che tristezza 200.000 lire di multa del 1993 e tante altre prese con foto nei semafori che te le notificano per posta mesi dopo e per giunta nel pieno di dipendenza da sostanze, e quindi niente soldi per nulla che non sia una maledetta polverina, oggi sono diventate 2000 € più si aggiungono altri 15.000 € di altre sanzioni accumulate (treni tram e quant’altro) corredate da succulenti interessi da usurai, l’entità del tasso di mora è molto alto: 4,2% semestrale, con calcolo di interessi su interessi da applicarsi ogni sei mesi, mentre, quando il cittadino che ha regolarmente pagato vince il ricorso, i soldi vengono restituiti in tempi biblici e senza indennità di mora, ma questo è solo un piccolo dettaglio. Quest’ultima considerazione la faccio perchè per sfiga mi è successo anche di pagare multe che non mi spettavano. Tutto questo sempre per non riuscire a pagare qualcosa nei periodi di vita difficili. Spesso ci troviamo a subire un’ipoteche di cui spesso non ne veniamo neppure a conoscenza (le lettere "prioritarie" non è detto che arrivino all’indirizzo dove ci troviamo al momento, un senza fissa dimora è un senza fissa dimora porco giuda!) pignorati_1Insomma vogliono che vada a lavorare a piedi. Sei riuscito ad uscire dai giri dell’assistenza sociale, sei riuscito a non dipendere più dai sert, sei riuscito a trovare un lavoro e una casa, bè allora paghi gli errori del tuo passato una sorta di salto agli ostacoli o meglio dire percorso di guerra, dove gli ostacoli che non sei riuscito a saltare li paghi cari e salatissimi. E quindi ti togliamo la moto, ti togliamo un quinto dello stipendio, e ti pignoriamo tutti i beni. Quali beni? Nessuno, non ho niente, a parte la moto e uno stipendio condizioni essenziali per sopravvivere, ma non ho nemmeno la salute che era la più importante, e quindi guarda un pò pensano alla mia salute: vai a piedi che ti fa bene. E va bene pieghiamoci anche stavolta cercando di non spezzarci, d’altronde sembra che sia il nostro destino questo. O sopravvivi di borse lavoro nei dormitori, o se lavori e ti reintegri, e ti avanza un piccolo sprazzo di salute, vivi pignorato a vita.

Via della Povertà

Pubblicato: 9 aprile 2008 da massitutor in civiltà, morte
vicolo_backstreetsQualche buona notizia fra tante brutte: il 7 aprile, in Consiglio comunale, è stato approvato all’unanimità un ordine del giorno molto importante per tutte le persone che vivono e che vivranno la strada in futuro: un intervento del consigliere (e amico) Antonio Mumolo (del Progetto Avvocato di Strada) ha chiesto all’Assemblea che si intitolasse la via fittizia di Bologna, attualmente chiamata via Senza Tetto, a Mariano Tuccella, la persona senza dimora scomparsa la settimana scorsa dopo sei mesi di coma irreversibile, in cui si trovava per essere stato picchiato senza motivo da tre ragazzi mentre dormiva in strada.
A chiunque voglia partecipare, segnaliamo inoltre che i
funerali di Mariano (detto Lupo) si terranno giovedi 10 aprile alle ore 9, presso la Certosa di Bologna.

Qui di seguito riportiamo alcuni passaggi significativi dell’intervento di Antonio Mumolo alla seduta del Consiglio comunale. Un modo per ricordare la durezza della realtà della gente senza dimora; conoscere qualcosa di più sui diritti di residenza anche nelle altre città e salutare con un unico abbraccio Giorgio, Massimiliano e ora Mariano che ha trovato la sua pace.

Ho chiesto di intervenire in Consiglio Comunale perché vorrei tornare sulla scomparsa di Mariano Tuccella detto “Lupo”, morto la settimana scorsa all’ospedale per lungodegenti di Loiano, dove si trovava da alcuni mesi in coma irreversibile. Mariano aveva 49 anni. Come ricorderete, la notte tra domenica 30 settembre e lunedì 1 ottobre 2007 era stato picchiato e slvaggiamente e senza motivo da tre ragazzi, uno dei quali minorenne, mentre dormiva in strada (…). Per via dei gravi danni cerebrali subiti da quel giorno non ha più ripreso conoscenza e ha passato gli ultimi mesi della sua vita in un letto d’ospedale solo, senza l’apporto di familiari. (…) Oggi, dopo la morte di Mariano, vi chiedo un nuovo gesto. Nella nostra città le persone senza una fissa dimora possono chiedere la residenza in una via inesistente e chiamata via Senza Tetto. La via fittizia è molto importante perché permette alle persone di riavere una residenza anagrafica, e quindi di poter tornare a godere di molti diritti fondamentali, di potersi curare, di poter lavorare, di poter ricevere una pensione.
Una via simile oggi esiste in molte città italiane e ha spesso un nome anonimo come nel caso di Bologna. In molte città si chiama “Via della casa comunale”, “Via dell’ospitalità” o “via della città di…” con il nome della città. Un caso particolare invece, degno di essere raccontato, è quello di Roma, la prima città d’Italia a dedicare una via fittizia alla memoria di una persona senza dimora, morta in strada in condizioni di estrema povertà. La via inesistente a Roma è infatti dedicata a Modesta Valenti, una donna senza dimora morta nel 1982 alla Stazione Termini, che non era stata soccorsa perché sporca e vestita male. (…) Intitolando a Mariano il nome della via potremmo dare un forte segnale di attenzione da parte nostra alle problematiche dei più poveri, e faremmo un gesto importante alla memoria di un nostro concittadino meno fortunato di noi.
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Antonio Mumolo

Insieme per un anno

Pubblicato: 7 aprile 2008 da massitutor in assistenze e bisogni
Vi ricordate del Drop in…?
drop_in
Sicuramente Vi ricordate queste immagini molto accoglienti. Era l’inaugurazione di una nuova struttura di accoglienza a Bologna: il Drop In. Un punto di riferimento importante, un asilo per tutti quegli ospiti, che vivevano quotidianamente la strada, con i problemi. Assicurando cioè a quanti ne hanno bisogno un punto di aiuto temporaneo in attesa di altra cosa.
Che bello Vedere un ragazino che dice "Bè…ciao!" è lo scopo di un posto così. Chi è in cerca di compagnia qua trova sempre un caffé, una merenda, un ascolto. "Ehi, lasciane un po’ anche per me!" ride il più giovane. Il Drop in era un posto aperto, con poche regole ma chiare. Alcune persone hanno frequentato il Drop in con rispetto, ma non è stato così per tutti e alla fine non ci si può meravigliare troppo di questa chiusura. Forse quei pochi utenti rispettosi potevano fare qualcosa, ma creare un senso comune in strada sappiamo che è difficilissimo.
E mi ricordo bene e non così tardi che operatori mi trattavano bene, e sappiamo cosa intendo: oltre al caffé e il dolcetto, al Drop In c’era anche la doccia, la televisione, la musica e internet gratis. Queste sono cose importanti e materiali, ma lì trovavi anche l’ascolto da parte degli operatori ed era anche un punto di accesso per l’Unità mobile e quindi per il Metadone.
Un anno di speranze e progetti. Così ci siamo impegnati in un lavoro duro e concreto: parlo di tutti gli operatori, anche degli utenti a far parte di un luogo accogliente, tutti uguali, alle runioni al giovedì mattina. Si facevano alcune attività: il film del sabato, progetti di video, collaborazioni con il Vag, ecc. Cose che volevamo fare assieme, perché dentro c’era posto per tutti. Purtroppo oggi il Drop-in è chiuso e non sappiamo quando e come riaprirà.
Non so dire esattamente di chi può essere stata la colpa di questo risultato. Il tipo di utenza del drop in non è certo facile: si è arrivati a delle conseguenze difficili da gestire, però in fondo la gestione della struttura è degli operatori; le cose si costruiscono nel tempo e certe scelte fatte anche dagli operatori possono aver influito. Alla fine si sono presentate situazioni di criminalità e di ordine pubblico difficili da gestire per gli operatori stessi, che invece competono alle forze dell’ordine. Quindi di chi è la responsabilità se le cose sono arrivate a questo punto? Lascio agli esperti la risposta, fatto sta che noi gente di strada non abbiamo più un Drop in in cui andare.
Un grazie a tutti di nuovo, con la speranza di rivederci…

C'era una volta il Drop In BO

Pubblicato: 7 aprile 2008 da massitutor in civiltà, droga, tutto cominciò così

Forse non tutti sapevano che a Bologna era nato un posto per persone senza tetto che dava la possibilità di farsi una doccia e di stare in un posto con degli operatori molto sensibili e che sapevano ascoltare tutti e sapevano darti una parola di conforto, che in questi periodi di ipocrisia e di gente esasperata non era male, ma come tutte le belle cose c’è sempre qualcuno che riesce a far chiudere delle strutture che fanno del bene ma, si parla sempre di posti per non lasciare la gente in mezzo a una strada, ma come si è di solito a fare quando c’è qualcosa che va bene la chiudiamo e poi la colpa è sempre di chi frequenta le strutture o per un motivo o per un altro. Il motivo più comune è della gente che abitava li vicino: che a parere mio vedersi arrivare delle persone poco gradite (TOSSICI) non è bello perché non giova al quartiere che già sopporta il dormitorio e l’unita mobile, che porta il metadone per la gente che vive in strada. Ma di certo la chiusura del Drop in è una conseguenza anche del saper convivere fra noi italiani e stranieri che lì vivevamo tutti insieme ma come in tutti i posti c’è il bello e il brutto ed è cominciato che appena appoggiavi o mettevi il cellulare sotto carica non lo ritrovavi o che te lo sfilavano di tasca come e successo ad un operatore o come tante altre volte che non sto qui ad elencare. Ma di certo il Drop in è nato per un numero di 30 persone, perché la struttura non e poi tanto grande e ritrovarsi nell’ultimo periodo ad un numero di persone che la struttura stessa non sopportava ed andava da un minimo di 80 ad un massimo di 100 persone, ed noi stessi avevamo capito che il Drop in a pasqua non sarebbe arrivato e cosi è stato. Ma per quel numero di persone che nell’ultimo periodo è arrivata al Drop in non era lì per il servizio, ma per il servizio di qualcun altro!!!. Chi vuol intendere inTenda (io in furgone!).
E così un posto che a Bologna mancava se n’è andato a farsi fottere. Gli operatori dicono che la struttura riaprirà in 35 giorni… VOI CI CREDETE?

Brutta notte senza luna

Pubblicato: 5 aprile 2008 da massitutor in Uncategorized

brutta_lunabrutta notte senza luna
fuori piove e non
si vedono le stelle

non resta che amarsi
per passare questa giornata
e sfogare
tutto quello che si ha dentro
tutto quello che si ha dentro

non importa il brutto tempo
quando l’amore è intenso
rallegra la sera
davanti ha un camino

guardarsi negli occhi
e bere un bicchiere di vino
gira la testa
incomincia la festa
e festa d’amore
passano le ore
la notte si fa più fonda

l’amore sempre più intenso
affonda…ah ah, sììììì
e dopo l’amore la stanchezza
incomincia a farsi sentire
poggi la testa per dormire
ma c’è ancora tempo per
l’ultimo bacio

poi ti addormenti e sogni
di camminare vestita di seta
tra i fiori e il vento

brutta notte senza luna
fuori piove non si vedon le stelle
non resta che amarsi per passare
questa giornata e sfogare
tutto quello che si ha dentro
tutto quello che si ha dentro