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Come stavamo fuori
Pubblicato: 23 dicembre 2008 da massitutor in amicizia, asfalto fuoriporta, felicità, gite, laboratorio, musica, tele asfaltoTante volte per chi vive per strada ed ha un cane è un impegno doppio per che se vuoi bene al tuo animale gli devi stare dietro specialmente quando il cane è piccolo per che gli vanno fatti tutti i vaccini e stando in mezzo alla strada ne ha più bisogno di chi vive in un appartamento essendo più al riparo di prendere qualsiasi malattia. Avendo gia tu il bisogno di mangiare tutti i giorni delle volte resta difficile trovare del cibo per il tuo amico a quattro zampe e con le persone che gia ti guardano storto per il motivo che avendo un cane e vestito in un certo modo ti affibbiano un nome che a Bologna va di moda é il “punk a bestia” e tanta gente ti scansa ma ci sono due persone che da anni tutti conoscono come la zia e lo zio e fino a qualche anno fa venivano tutti i giorni a portare da mangiare a tutte quelle persone che vivono per strada e anno un cane dandoti un riso che la zia prepara tutte le mattine con vari scatolette per cani e se il cane ha dei problemi di salute, ha un veterinario di fiducia dove ti manda a suo nome. Sono delle persone formidabili per che stanno facendo dei grandissimi sforzi per che tante volte ad aspettare loro ci sono molte persone e nonostante tutto nessuno va via senza niente, ora non vengono più tutti i giorni ma quattro giorni alla settimana avendo una certa età e la zia ha pure problemi di salute ma quando sta un po’ meglio vuole venire a vedere i suoi cani perché dopo tutti questi anni sono pure suoi. Noi tutti siamo molto affezionati a queste due persone che non saprei come descrivere anche perché non ce ne sono molte e forse non ce ne sono proprio, solo per tutto quello che stanno facendo per i nostri animali sono da ammirare. Hanno anche avuto problemi con i vigili che quando davano il mangiare in via Irnerio gli fecero la multa, non tanto perché sostavano in doppia fila, ma era la scusa per non farli più venire a distribuire il mangiare, ma loro non si sono persi d’animo dando l’appuntamento da un’altra parte. Dopo tutto questo tempo le persone con i propri cani sono cambiate: chi è andato via, chi ha perso il proprio cane e via discorrendo ma la zia e zio sono sempre qui a dare una mano a tutti quelli che hanno un cane senza distinzioni per nessuno.
A Bologna non è facile avere un cane per chi vive in strada o al dormitorio; dopo alcuni casi di aggressione sono state messe leggi molto restrittive ed ora ci vuole un patentino per certe razze di cani. Non parliamo poi se devi salire sull’autobus…
E’ straordinario che in un mondo in cui tante persone non arrivano alla fine del mese con il proprio stipendio, ci siano ancora delle persone come la ZIA e ZIO.
finalmente libero!
Pubblicato: 19 ottobre 2008 da massitutor in amicizia, asfalto fuoriporta, carcere, libertà
Ciao, Massimiliano come vedi mantengo le mie promesse; da oggi faccio parte degli esseri "liberi" anche se nessuno a sto mondo è libero per davvero, comunque più libero di prima sicuro!
Salutami mio fratello Lorenzo e comunicagli che la più immensa gioia che può darmi e farsi aiutare da una struttura idonea al problema Tossicodipendenza. Salutami tanto la Claudia e tutto lo staff.
Con stima Dario

Martedì prossimo ci sarà una festa al dormitorio in via del Lazzaretto, 15: la casa del riposo notturno intitolata alla memoria di Massimo Zaccarelli, che ci ha lasciato 5 anni fa. Questo è il presente. Ma dove comincia questa storia? E chi c’è dietro quel Noi che sta dentro ad una frase come "Massimo Ci manchi"? Non so se riuscirò qui a dare una risposta. Di sicuro una risposta la troverete da soli se martedì sera decideste di far crollare barriere e pigrizia varcando il cancello del Dormitorio in via del Lazzaretto 15 e vedendo le persone che lì ci vivono e lavorano.
La complessa e breve vita di Massimo viene raccontata quasi ogni giorno, in un omerico testo collettivo orale fatto di citazioni, ricordi, frasi e aneddoti. Questo avviene nel mondo di chi il sociale lo mastica ogni giorno, per scelta o per necessità. Ma il senso del passaggio di Massimo deve andare oltre ed essere rinnovato. Chi cerca di attribuirsi la paternità della suo impegno sociale mi innervosisce; chi pensa che quando c’era Massimo andava tutto bene mi annoia; chi è convinto che Massimo non è stato capito, non è stato valorizzato mi fa ridere, come del resto quelli che cercano di immaginare cosa Massimo avrebbe detto o fatto oggi, su questo o quest’altro problema. Poi ci sono quelli che semplicemente si danno un tono perché l’hanno conosciuto che, insieme a quelli che non l’hanno conosciuto però l’hanno capito meglio degli altri, mi fanno una gran tenerezza. E poi ci sono quelli che Massimo Zaccarelli è stato un patrimonio per la Città, per il mondo del lavoro, per il sociale: gli ecumenici. I peggiori di tutti ovviamente sono quelli che si sentono i portatori unici delle parole e della memoria di Massimo. I sacerdoti della sua scomparsa che, alla bisogna, sono sempre pronti a celebrarne il rito. Ancora peggio forse sono quelli che tutti gli altri elencati prima non hanno capito niente di Massimo e magari fra questi ci sono anch’io. Il fatto è che ognuno ha il suo pezzo di verità e ci si attacca a quel poco che c’è.
Facendo mente locale e un giro su google si può scoprire che Massimo Zaccarelli è un ex senza casa che inizia a fare politica, che s’impegna nella cooperazione sociale, che preoccupa e convince giunte e amministratori, che riesce a dare voce a chi ne ha sempre avuta poca, pochissima. Essendo stato uno dei fondatori del giornale Piazza Grande e della relativa Associazione; presidente della cooperativa sociale La Strada di Piazza Grande e Presidente della Consulta cittadina contro l’Esclusione Sociale. In un lacerante agosto del 2003, giovane, lucido e forte se n’è andato. Lasciando tutti noi a fare i conti coi nostri limiti e le nostre capacità. Pieni di paura.
Quello che sarebbe giusto fare sarebbe cercare di raccontare Massimo non più o non solo a noi "anziani" senatori del Sociale, ma col suo nome e con le sue azioni aprire un varco nella mente di quel giovane punkabestia che insegue la libertà in un furgone parcheggiato, curandosi solo dei suoi capelli; svegliare tutti quelli che fra dormitorio e centro diurno dormono circa 16-18 ore al giorno. Con gli occhi di Massimo vorrei riuscire a vedere le potenzialità nascoste di tutte quelle persone che aspettano una soluzione dai Servizi sociali, ogni giorno, per qualunque cosa. E con la sua voce far ragionare chi pensa di far valere i propri diritti sbraitando contro il povero operatore di turno, avventandosi come un kamikaze ubriaco contro una pattuglia di vigili o malmenando lo straniero che "ti ruba il lavoro". Con le sue mani forti si potrebbe cominciare a fare qualcosa, a costruire, spostare, organizzare… così che a qualcun altro venga voglia di avvicinarsi e lavorare, pensare, progettare. Poi qualcun’altro e altri ancora… che così si fa, si sta insieme, così ci si difende e si cresce.
Questa festa dunque è un occasione per stare insieme, divertirci e ricordare Zac. Chissà se riusciremo, d’ora in poi, a ricordarlo per le sue azioni, per quello che era, senza mettere il suo nome davanti alle nostre paure e per quello che non siamo in grado di fare.
"Oh ma hai sentito cosa faranno al Cern?"
"Come dici?!… Il Sert?!"
"Fermi tutti: che esperimenti fanno al Sert?!!"
"Ma non al Sert!… Al Cern! il laboratorio nucleare più grande del mondo, c’è un accelleratore di particelle… il 10 settembre faranno un esperimento pazzesco"
"Ah sì l’ho letto su Siti: dice che forse finisce il mondo, ma ti rendi conto?"
"…finisce il mondo il 10? Impossibile: io inizio la borsa lavoro il 15"
"Ma il furgone del metadone passerà lo stesso?… che casino"
"Fermi tutti, dove? A Ginevra? Fa vedere… Ma io ci ho lavorato lì!…"
"Ma dai non dire cazzate!.."
Eppure tutti sanno che Isacco non è uno di quelli che spara cazzate… "Racconta un po’…?"
Già: in questi giorni, anche al Centro diurno, si parla molto dell’LHC (Large Hadron Collider), l’accelleratore di particelle del CERN (Centro Europeo per la Ricerca Nucleare) il più grande strumento scientifico al mondo (si tratta di un gigantesco anello con un circonferenza di 27 km situato in un tunnel 100 metri sotto il suolo svizzero-francese). Il 10 settembre (precisamente questa mattina) verrà acceso il gigantesco macchinario per uno storico esperimento che dovrà dare alcune risposte concrete ad alcune questioni fisiche teoriche. Roba del tipo: cosa è successo all’inizio dell’universo? Come è nata la materia? E altre cose del genere. Ma la sintesi migliore l’ho trovata in questo sito: "In un tunnel di 27 chilometri di circonferenza, scavato tra 50 e 150 metri sotto terra tra le montagne del Giura francese e il lago di Ginevra in Svizzera, l’Lhc (Large hadron collider), il più grande e potente acceleratore di particelle esistente al mondo costato 6 miliardi di euro, farà scontrare due fasci di particelle atomiche che viaggiano in direzione opposte e ad altissima velocità (oltre il 99,9% della velocità della luce) generando temperature che supereranno un trilione di gradi Celsius (100 mila volte più alta di quella che esiste al centro del sole) e una pioggia di nuove particelle che verranno studiate dai fisici. In questo modo gli scienziati sperano di individuare le particelle dette bosoni di Higgs, che, per ora solo in teoria, avrebbero dato massa ad ogni altra particella esistente."
Alcuni scienziati catastrofisti pensano che questo esperimento darà vita ad un buco nero artificiale che risucchierà l’intero pianeta nel giro di quattro anni. Si erano rivolti alla Corte di Strasburgo, chiedendo che venissero applicate misure di blocco nei confronti dei venti paesi membri del Cern; alcuni giovani ricercatori del Cern hanno anche fatto un rap per spiegare la faccenda e rassicurare il mondo, ma la cosa più importante è che alla fine la Corte di Strasburgo ha respinto la denuncia e l’esperimento si farà. Chi vivrà vedrà… si dice così in questi casi.
Questo evento ha fatto sì che anche chi legge solo City sull’autobus in pochi giorni sia diventato un quasi esperto di fisica nucleare e flussi quantici. Ma questo non basta. Non basta a giustificare la riproposizione di questa notizia su Asfalto: infatti la vera notizia, qui, per noi è che un nostro intimo amico, collega e frequentatore del Centro diurno, alla fine degli anni ottanta ha lavorato proprio al Cern, per sei mesi.
Non è persona di molte parole di solito, ma in questi giorni abbiamo parlato molto di questa sua esperienza di lavoro in uno dei posti più avveniristici del pianeta. Un vero "Ritorno al futuro" per chi solo oggi apprende l’esistenza di questo mostro tecnologico e per Isacco che solo oggi ha gli strumenti per capire dove ha avuto l’opportunità di lavorare. Ne è venuta fuori un’intervista audio alla quale stiamo lavorando e che verrà messa presto in onda su Radio Asfalto, su questi schermi ovviamente. Dunque, incrociando le dita e facendo gli scongiuri che volete, ci si ritrova qui sul blog.
Nell’attesa fatevi una cultura guardando questo breve video:
ATLANTE GEOGRAFICO ASFALTO
Pubblicato: 25 agosto 2008 da massitutor in amicizia, asfalto fuoriporta, gite, vagabond geoghaphic, viaggiohttp://maps.google.com/maps/ms?ie=UTF8&hl=it&msa=0&msid=115724289849324144474.000444897b5e437ac60f2&s=AARTsJqmk4qrR6cQGKpQdHxVPCQ0GbNaZA&ll=40.446947,9.931641&spn=12.700983,25.488281&z=5&output=embed
Visualizzazione ingrandita della mappa
Questa estate Asfalto propone una specie di gioco dell’estate: un gioco che ha a che fare con i luoghi di una vita, il racconto e la memoria. Nella mappa qui sopra alcuni amici, frequentatori del laboratorio e di questo blog hanno raccontato alcune tappe importanti della propria vita, impressionando così il territorio con il proprio passaggio, la memoria di momenti belli, intensi, in qualche modo importanti. Perché è importante marcare il territorio, testimoniare il nostro passaggio su questa terra. La nostra esperienza di vita ha sempre un teatro, uno scenario territoriale; condividerlo con gli altri, renderlo pubblico può servire per avvicinarci l’un l’altro; capire qualcosa di più di una persona con la quale condividiamo un presente comune e simile. Un gioco che può servire anche solo per rendere epico ed unico il nostro passaggio su questo pianeta, condividendo con i nostri compagni di ventura un unico grande cammino collettivo.
Per cui, dopo che avete scorrazzato nella mappa qui sopra, il gioco è semplicissimo: cercate di pensare ai luoghi che, in qualunque modo, sono stati importanti per la vostra vita e raccontateli nei commenti. Per luoghi si intende qualunque posto sia stato importante: una città, un paese, ma anche una specifica via di una città, o un luogo simbolico (il porto, la stazione, lo stadio, ecc). Se avete un’immagine del posto pubblicata su internet incollate anche l’indirizzo dell’immagine. Poi firmatevi col vostro semplice nome, nickname o soprannome che volete. A settembre inseriremo i vostri racconti nella mappa comune e così verrà fuori il nostro atlante geografico degli amici di Asfalto.

EMERGENZA FREDDO APRONO I RIFUGI INVERNALI PER I SENZA TETTO DELLA PENISOLA. 


