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Come stavamo fuori

Pubblicato: 23 dicembre 2008 da massitutor in amicizia, asfalto fuoriporta, felicità, gite, laboratorio, musica, tele asfalto

Una volta, alla fine del 2008, siamo usciti dalle stanze del Centro diurno di via del Porto, a Bologna e siamo andati a fare un giro per le strade. Quelle stesse strade di sempre, ma con uno scopo diverso. Senza uno scopo. Siamo usciti ed è stato bello. In un certo senso speriamo di non vederci più: perché quando non ci si vede più, qua in via del Porto, può essere un segno positivo, che qualcosa è cambiato.

Queste immagini rappresentano i nostri auguri per le feste e un pensiero positivo per l’anno prossimo.
e a New York? Clicca quiQuesta è la terza settimana che sto all’Emergenza freddo.
L’Emergenza freddo è un capannone messo a disposizione del comune in via del Lazzaretto 15, è diviso in tre stanze due per uomini e una per donne, per un totale di circa 47 posti letto.  Non proprio letti, ma brandine
, infine due bagni.
Comunque vi dico che se non ci fosse l’emergenza 
freddo molti ragazzi che vivono in strada sarebbero nella merda più assoluta, sarebbero in mezzo alla strada al freddo e, come  è successo a Napoli, potrebbe scapparci il morto per ipotermia, quindi dico a quelli che vengono all’Emergenza freddo di adeguarsi e di dire solo grazie al comune e a chi si occupa dell’Emergenza freddo invece di venire solo a rompere i coglioni alla gente che vuole riposare, è solo un’emergenza freddo non è un dormitorio.

"NAPOLI (9 dicembre)
– Il cadavere di un uomo, dell’età di 45-50 anni, senza documenti addosso ma ritenuto dalla polizia un clochard, è stato trovato in strada, nei pressi della stazione centrale di Napoli.
Sul posto, richiamata da alcuni passanti, è arrivata una volante della polizia che ha sollecitato l’intervento dell’ ambulanza del 118. Il medico che ha tentato di prestare i soccorsi ha constatato che l’uomo era già morto. Secondo la polizia, ad ucciderlo potrebbe essere stato il freddo della notte. La salma è stata portata all’obitorio del Secondo Policlinico dove verrà effettuata l’autopsia".
Questa è la breve notizia pubblicata da Il Mattino di Napoli il 9 Dicembre
. Dalla lettura dell’articolo non vi è notizia se il clochard fosse in contatto con associazioni che si occupano del sociale, o Caritas, o i servizi sociali o se fosse lui a non volere aiuto non si sa, ma resta il fatto che una persona non può morire di freddo in una città come Napoli o per meglio dire la stazione dove a tutte le ore la gente prende il treno. Quindi mi chiedo veramente nessuno ha visto il clochard o lo hanno lasciato morire di freddo sapendo che era un clochard? Che parola antica questa…
Perché spesso sui giornali si parla di Invisibili: mi chiedo come fa a essere invisibile un clochard o una persona qualsiasi buttata in strada? Come fa ad essere invisibile? Forse è arrivato il mago Copperfield a Napoli? Ma Le persone non scompaiono. Forse i clochard sì.

"Hanno i braccioli sia alle estremità e sopratutto in mezzo: sono le nuove panchine che il Sindaco di Verona, Flavio Tosi, sta facendo sistemare in città. Spariranno quindi le classiche panche, dove sbandati, barboni e poveri, si sistemavano per riposare. Il prototipo, scrive oggi il quotidiano diretto da Ugo Savoia, il «Corriere del Veneto», è stato installato ieri nei giardini di piazza Indipendenza, in quella che diventerà un’area pic nic legalè vista l’ordinanza che in città vieta di mangiare in molte aree storiche, per questione di decoro". Notizia pubblicata dalla stampa della scorsa settimana, aggiungiamo giusto due paroline. Il Sindaco ormai famoso per alcune ordinanze bizzarre vomita la sua ultima nata "panchine anti-barbone" che dire? Da un sindaco leghista possiamo aspettarci di tutto, ma questa è proprio il top. Primo, tutti si sdraiano sulle panchine e non solo i barboni, non capiamo da dove arrivi la frase anti-barbone allora tutte le persone che si sdraiano sulle panchine sono barboni, poi se i barboni si riposano che male fanno? Non hanno casa, non hanno un posto dove andare. Invece di togliere le panchine potrebbe dare un posto dove poter andare a queste persone, o per Natale potrebbe regalare un letto a qualcuno che ne ha bisogno, sicuramente non gli mancano le possibilità.

larassegnastampa_di_KurtinizzoEMERGENZA FREDDO APRONO I RIFUGI INVERNALI PER I SENZA TETTO DELLA PENISOLA.                       
Arriva il grande freddo e i comuni si prerarano alle emergenze, in primo piano scatta quello per dare un posto ai senza tetto, che si trovano in strada a patire il freddo, da Milano,Torino, Bolzano,Roma, ecc. aprono i rifugi invernali per i clochard, queste emergenze non sono altro che un periodo di alcuni mesi "invernali" che possono trascorrere al caldo in strutture attrezzate dove passare la notte, avere un pasto caldo, lavarsi, trovare dei vestiti, passare alcune ore in tranquillità la cosa che ci da Fastidio è che la città di Roma la casa del Papa invece di aumentare i posti per le emergenze le dimezza anzi di più, pensiamo che non sia giusto per niente che città come la capitale dimezzi posti letto per senza tetto facendo spreco su spreco di soldi per cagate e non di affrontare problemi come il sociale, poi chiediamo gentilmente a tutti i lettori che chi abbia la possibilita di portare coperte e vestiti invernali alle associazioni che si occupano del sociale Caritas, Croce Rossa, Chiese, e anche chi a un po di tempo libero di passarlo con persone che hanno bisogno, perche dietro quel bisogno si nasconde una persona sola quindi aiutiamo chi ha bisogno!              

RIMINI. IL CLOCHARD DATO A FUOCO.
Vi ricordate del barbone messo a fuoco sulla panchina a Rimini? ecco : la Questura ha fermato quattro giovani più che diciottenni, con l’accusa di tentato omicidio, speriamo che la Magistratura arrivi a risolvere questa brutta pagina di cronaca e arrivi a una sentenza, chi a commesso il reato deve pagare, poi diciamo che il nostro amico sta migliorando, speriamo che si riprenda al piu presto.In  bocca al lupo e buona fortuna un tuo amico, buon natale.          

Droga, l’altra faccia della cocaina       
Quando sentiamo cocaina ci viene in mente la "Polvere Bianca" quindi tossicodipendente, e quindi gia un grosso problema, ma non è solo questo il problema, dobbiamo dire che dietro vi è la distruzione di foreste che i narcotrafficanti distruggono per poter coltivare sempre più polvere, si stima che in dieci anni siano stati distrutti oltre 2,2 milioni di ettari di foreste per uso coltivazioni, diciamo anche che per fare un chilo di cocaina, vengono rilasciate nell’ambiente 80 litri di cherosene, tre litri di acido solforico, un litro di ammoniaca, ed altre sostanze inquinanti per la lavorazione della coca, è solo una distruzione, dobbiamo dire basta a questa distruzione in tutti i modi, pensiamo ai milioni di giovani che usano la coca, l’auto distruzione della persona perche la coca ti distrugge e basta non fa del bene alle persone ma solo del male, quindi bisogna fermare questo, perchè le uniche persone che ci guadagnano sono i narcos e mi viene da dire anche i governi invece i giovani si rovinano per poter comprare la "Polvere Bianca". 
                                                                        

Pubblichiamo la registrazione fedele di un dialogo fra due persone che, ognuna a modo suo, vive la strada. Kurt e Tony. Saluti, opinioni e scambi sulla vita di strada e sugli eventi di questa faticosissima settimana. C.S.D. chissà che non diventi una rubrica.
comunicazioni lontaneTONY: Ue cumpà, allora come butta lì a Bologna?
KURT: A Bologna tutto nella norma tutto bene, e dalle tue parti?
TONY: Un casino guarda… Vedi cos’è successo a quel poveraccio di Rimini… Zachy lo conosceva. Poi cominciano a girare certe voci… Che partono le ronde, boh?
KURT: Si ho sentito anche io del poveraccio di Rimini che hanno dato fuoco, bei pezzi di merda brucerei loro, salutami Zachy anche se non lo conosco, e poi cosa sono ste ronde le cagate che a pensato la Lega.
TONY: Ma qui girano voci strane di ronde di cittadini e di un elenco di noialtri sfigati che dovrebbe fare lo Stato… Ma te ne sai qualcosa?
KURT: Per quello che ho letto dovrebbero fare un registro di persone senza dimora, ma la cosa strana è che a volerlo sono quelli del ministero dell’interno: è strano che la polizia con tutto quello che ha da fare pensa ai barboni, a registrarli, e poi delle ronde vorrebbero assumere guardie giurate o semplici cittadini a girare per la città non si sa se armati, ma non vi è troppa forza dell’ordine che girerà?
TONY: Ma io veramente ho sentito che di mezzo c’è la Lega Nord, che è una sua proposta… Poi è vero che lo deve fare la Polizia… Ti risulta?
KURT: La proposta è stata fatta dalla Lega Nord ma sto registro deve farlo il ministero dell’interno quindi la polizia, non gli assistenti sociali perché i barboni non vanno aiutati con gli assistenti sociali ma schedati dalla polizia come dei delinquenti qualsiasi spero qualcuno insorga magari il papa dica la sua.
TONY: Ué! Non sarai mica diventato leghista a stare a Bologna?!! Delinquente.
KURT: Leghista io? Mai veramente lascio la politica ai politici gente ladra e senza sapere cosa è veramente la politica incapace di comandare una nazione e scherzando saremo tutti schedati noi poveri senza tetto dobbiamo fare qualcosa!
TONY: Sì ma che cosa?
KURT: Non far finta di nulla!

KURT: Arre! Ancora qua stai.
TONY: Miiiinchia… Qua non smette più di pioveeere, mannaggiammuerte.
KURT: So due giorni che piove pero andiamo avanti.
TONY: Stiamo in mezzo alla via sotto l’acqua e quei cornuti ci vogliono anche schedare… Ma per farne cosa poi?! ‘Sti cornutt.
KURT: Non solo mezza alla strada e sotto l’acqua ma sta scheda che voglion fare la farà il ministero dell’interno uguale polizia i giornali dicono per la sicurezza ‘sti infami.
TONY: La sicurezza di chi limorté…! x-(  hai sentito quello che è successo a Rimini? E sarebbero insicure le persone "normali" perchè uno dorme o si siede in strada? Che wonderful world!
KURT: Sicuramente la sicurezza dei nostri politici o dei nostri industriali o dei nostri ricchi non avrei risposta, non penso che un semplice cittadino si preoccupi di un barbone che è per strada, avrà da preoccuparsi ad arrivare a fine mese; mi dispiace per l’amico di Rimini che porta il mio stesso cognome ma viviamo in un mondo di merda dove sappiamo fare i forti solo con i più deboli, bella merda,  ma le cose vanno al contrario sono insicure le persone normali che lavorano invece chi sta in strada per un problema è da chiudere non da aiutare bella sfigaaaaaaaaaaa
TONY: Coraggio cumpà. Mi sembra che hai le idee molto chiare sull’argomento. L’esperienza di strada in effetti a volte ti apre gli occhi. So cosa vuoi dire.
KURT: Forse hai ragione l’esperienza insegna tante cose ti apre gl’occhi ma penso anche che tutta questa gente che vive in strada non lo fa perchè vuole vivere in strada,  forse qualcuno ma la maggioranza vorrebbe una casa,  un lavoro qualunque esso sia e non vivere sotto i servizi per quel che possono aiutarti,  invece di aiutare concretamente queste persone escludiamole facendo un registro cosi saremo tutti marchiati, dei fannulloni barboni
TONY: Ciao Vecchio Kurt! E, come dice mio padre, TESTA FRA LE ORECCHIE!
KURT: Ciao bello alla prossima stammi bene e che qualcuno che a il potere politico ci metta un freno a tutte queste idiozie, e invece di schedare aiutare concretamente queste persone perché anche loro hanno dei diritti e quindi rispettiamoli.

La Zia e lo Zio

Pubblicato: 22 ottobre 2008 da massitutor in amicizia

Tante volte per chi vive per strada ed ha un cane è un impegno doppio per che se vuoi bene al tuo animale gli devi stare dietro specialmente quando il cane è piccolo per che gli vanno fatti tutti i vaccini e stando in mezzo alla strada ne ha più bisogno di chi vive in un appartamento essendo più al riparo di prendere qualsiasi malattia. Avendo gia tu il bisogno di mangiare tutti i giorni delle volte resta difficile trovare del cibo per il tuo amico a quattro zampe e con le persone che gia ti guardano storto per il motivo che avendo un cane e vestito in un certo modo ti affibbiano un nome che a Bologna va di moda é il “punk a bestia” e tanta gente ti scansa ma ci sono due persone che da anni tutti conoscono come la zia e lo zio e fino a qualche anno fa venivano tutti i giorni a portare da mangiare a tutte quelle persone che vivono per strada e anno un cane dandoti un riso che la zia prepara tutte le mattine con vari scatolette per cani e se il cane ha dei problemi di salute, ha un veterinario di fiducia dove ti manda a suo nome. Sono delle persone formidabili per che stanno facendo dei grandissimi sforzi per che tante volte ad aspettare loro ci sono molte persone e nonostante tutto nessuno va via senza niente, ora non vengono più tutti i giorni ma quattro giorni alla settimana avendo una certa età e la zia ha pure problemi di salute ma quando sta un po’ meglio vuole venire a vedere i suoi cani perché dopo tutti questi anni sono pure suoi. Noi tutti siamo molto affezionati a queste due persone che non saprei come descrivere anche perché non ce ne sono molte e forse non ce ne sono proprio, solo per tutto quello che stanno facendo per i nostri animali sono da ammirare. Hanno anche avuto problemi con i vigili che quando davano il mangiare in via Irnerio gli fecero la multa, non tanto perché sostavano in doppia fila, ma era la scusa per non farli più venire a distribuire il mangiare, ma loro non si sono persi d’animo dando l’appuntamento da un’altra parte. Dopo tutto questo tempo le persone con i propri cani sono cambiate: chi è andato via, chi ha perso il proprio cane e via discorrendo ma la zia e zio sono sempre qui a dare una mano a tutti quelli che hanno un cane senza distinzioni per nessuno.
A Bologna non è facile avere un cane per chi vive in strada o al dormitorio; dopo alcuni casi di aggressione sono state messe leggi molto restrittive ed ora ci vuole un patentino per certe razze di cani. Non parliamo poi se devi salire sull’autobus…
E’ straordinario che in un mondo in cui tante persone non arrivano alla fine del mese con il proprio stipendio, ci siano ancora delle persone come la ZIA e ZIO.

finalmente libero!

Pubblicato: 19 ottobre 2008 da massitutor in amicizia, asfalto fuoriporta, carcere, libertà
rivedi il videoCiao, Massimiliano come vedi mantengo le mie promesse; da oggi faccio parte degli esseri "liberi" anche se nessuno a sto mondo è libero per davvero, comunque più libero di prima sicuro!

Salutami mio fratello Lorenzo e comunicagli che la più immensa gioia che può darmi e farsi aiutare da una struttura idonea al problema Tossicodipendenza. Salutami tanto la Claudia e tutto lo staff.

Con stima Dario

GUS

Pubblicato: 23 settembre 2008 da massitutor in amicizia, colletta, musica
gus

“Maremma maiala” eccomi qua in codesto blog Io mi chiamo Augusto ma tutti mi chiamano “GUS”. E’ scritto GUS ma si legge GAS. Sono nato a Pisa sicchè son toscano e vivo a Bologna da 8 anni. Per me suonare è una necessità si conosce tanta gente, si comunica e si lascia sempre e comunque qualcosa di me. Tanta gente mi ascolta e mi lascia una moneta o un sorriso o un complimento, in tutti e tre i casi io son contento. Suono solo e soltanto musica per chitarra e voce e tra una cover e l’altra inserisco qualcuno dei miei 8 brani che ho composto negli ultimi 8 anni Se volete ascoltarmi dal vivo mi trovate ogni domenica in corte Isolani dalle 18.00 alle 20.00 “salvo imprevisti”.

Quelli che… Zac

Pubblicato: 15 settembre 2008 da massitutor in amicizia, asfalto fuoriporta, musica

Locandina_festa

Martedì prossimo ci sarà una festa al dormitorio in via del Lazzaretto, 15: la casa del riposo notturno intitolata alla memoria di Massimo Zaccarelli, che ci ha lasciato 5 anni fa. Questo è il presente. Ma dove comincia questa storia? E chi c’è dietro quel Noi che sta dentro ad una frase come "Massimo Ci manchi"? Non so se riuscirò qui a dare una risposta. Di sicuro una risposta la troverete da soli se martedì sera decideste di far crollare barriere e pigrizia varcando il cancello del Dormitorio in via del Lazzaretto 15 e vedendo le persone che lì ci vivono e lavorano.
La complessa e breve vita di Massimo viene raccontata quasi ogni giorno, in un omerico testo collettivo orale fatto di citazioni, ricordi, frasi e aneddoti. Questo avviene nel mondo di chi il sociale lo mastica ogni giorno, per scelta o per necessità. Ma il senso del passaggio di Massimo deve andare oltre ed essere rinnovato. Chi cerca di attribuirsi la paternità della suo impegno sociale mi innervosisce; chi pensa che quando c’era Massimo andava tutto bene mi annoia; chi è convinto che Massimo non è stato capito, non è stato valorizzato mi fa ridere, come del resto quelli che cercano di immaginare cosa Massimo avrebbe detto o fatto oggi, su questo o quest’altro problema. Poi ci sono quelli che semplicemente si danno un tono perché l’hanno conosciuto che, insieme a quelli che non l’hanno conosciuto però l’hanno capito meglio degli altri, mi fanno una gran tenerezza. E poi ci sono quelli che Massimo Zaccarelli è stato un patrimonio per la Città, per il mondo del lavoro, per il sociale: gli ecumenici. I peggiori di tutti ovviamente sono quelli che si sentono i portatori unici delle parole e della memoria di Massimo. I sacerdoti della sua scomparsa che, alla bisogna, sono sempre pronti a celebrarne il rito. Ancora peggio forse sono quelli che tutti gli altri elencati prima non hanno capito niente di Massimo e magari fra questi ci sono anch’io. Il fatto è che ognuno ha il suo pezzo di verità e ci si attacca a quel poco che c’è.

Facendo mente locale e un giro su google si può scoprire che Massimo Zaccarelli è un ex senza casa che inizia a fare politica, che s’impegna nella cooperazione sociale, che preoccupa e convince giunte e amministratori, che riesce a dare voce a chi ne ha sempre avuta poca, pochissima. Essendo stato uno dei fondatori del giornale Piazza Grande e della relativa Associazione; presidente della cooperativa sociale La Strada di Piazza Grande e Presidente della Consulta cittadina contro l’Esclusione Sociale. In un lacerante agosto del 2003, giovane, lucido e forte se n’è andato. Lasciando tutti noi a fare i conti coi nostri limiti e le nostre capacità. Pieni di paura.

Quello che sarebbe giusto fare sarebbe cercare di raccontare Massimo non più o non solo a noi "anziani" senatori del Sociale, ma col suo nome e con le sue azioni aprire un varco nella mente di quel giovane punkabestia che insegue la libertà in un furgone parcheggiato, curandosi solo dei suoi capelli; svegliare tutti quelli che fra dormitorio e centro diurno dormono circa 16-18 ore al giorno. Con gli occhi di Massimo vorrei riuscire a vedere le potenzialità nascoste di tutte quelle persone che aspettano una soluzione dai Servizi sociali, ogni giorno, per qualunque cosa. E con la sua voce far ragionare chi pensa di far valere i propri diritti sbraitando contro il povero operatore di turno, avventandosi come un kamikaze ubriaco contro una pattuglia di vigili o malmenando lo straniero che "ti ruba il lavoro". Con le sue mani forti si potrebbe cominciare a fare qualcosa, a costruire, spostare, organizzare… così che a qualcun altro venga voglia di avvicinarsi e lavorare, pensare, progettare. Poi qualcun’altro e altri ancora… che così si fa, si sta insieme, così ci si difende e si cresce.

Questa festa dunque è un occasione per stare insieme, divertirci e ricordare Zac. Chissà se riusciremo, d’ora in poi, a ricordarlo per le sue azioni, per quello che era, senza mettere il suo nome davanti alle nostre paure e per quello che non siamo in grado di fare.

Ritorno al futuro

Pubblicato: 10 settembre 2008 da massitutor in amicizia, lavoro

"Oh ma hai sentito cosa faranno al Cern?"
"Come dici?!… Il Sert?!"
"Fermi tutti: che esperimenti fanno al Sert?!!"
"Ma non al Sert!… Al Cern! il laboratorio nucleare più grande del mondo, c’è un accelleratore di particelle… il 10 settembre faranno un esperimento pazzesco"
"Ah sì l’ho letto su Siti: dice che forse finisce il mondo, ma ti rendi conto?"
"…finisce il mondo il 10? Impossibile: io inizio la borsa lavoro il 15"
"Ma il furgone del metadone passerà lo stesso?… che casino"
"Fermi tutti, dove? A Ginevra? Fa vedere… Ma io ci ho lavorato lì!…"
"Ma dai non dire cazzate!.."
Eppure tutti sanno che Isacco non è uno di quelli che spara cazzate… "Racconta un po’…?"

Ritorno-al-futuro

Già: in questi giorni, anche al Centro diurno, si parla molto dell’LHC (Large Hadron Collider), l’accelleratore di particelle del CERN (Centro Europeo per la Ricerca Nucleare) il più grande strumento scientifico al mondo (si tratta di un gigantesco anello con un circonferenza di 27 km situato in un tunnel 100 metri sotto il suolo svizzero-francese). Il 10 settembre (precisamente questa mattina) verrà acceso il gigantesco macchinario per uno storico esperimento che dovrà dare alcune risposte concrete ad alcune questioni fisiche teoriche. Roba del tipo: cosa è successo all’inizio dell’universo? Come è nata la materia? E altre cose del genere. Ma la sintesi migliore l’ho trovata in questo sito: "In un tunnel di 27 chilometri di circonferenza, scavato tra 50 e 150 metri sotto terra tra le montagne del Giura francese e il lago di Ginevra in Svizzera, l’Lhc (Large hadron collider), il più grande e potente acceleratore di particelle esistente al mondo costato 6 miliardi di euro, farà scontrare due fasci di particelle atomiche che viaggiano in direzione opposte e ad altissima velocità (oltre il 99,9% della velocità della luce) generando temperature che supereranno un trilione di gradi Celsius (100 mila volte più alta di quella che esiste al centro del sole) e una pioggia di nuove particelle che verranno studiate dai fisici. In questo modo gli scienziati sperano di individuare le particelle dette bosoni di Higgs, che, per ora solo in teoria, avrebbero dato massa ad ogni altra particella esistente."
Alcuni scienziati catastrofisti pensano che questo esperimento darà vita ad un buco nero artificiale che risucchierà l’intero pianeta nel giro di quattro anni. Si erano rivolti alla Corte di Strasburgo, chiedendo che venissero applicate misure di blocco nei confronti dei venti paesi membri del Cern; alcuni giovani ricercatori del Cern hanno anche fatto un rap per spiegare la faccenda e rassicurare il mondo, ma la cosa più importante è che alla fine la Corte di Strasburgo ha respinto la denuncia e l’esperimento si farà. Chi vivrà vedrà… si dice così in questi casi.
Questo evento ha fatto sì che anche chi legge solo City sull’autobus in pochi giorni sia diventato un quasi esperto di fisica nucleare e flussi quantici. Ma questo non basta. Non basta a giustificare la riproposizione di questa notizia su Asfalto: infatti la vera notizia, qui, per noi è che un nostro intimo amico, collega e frequentatore del Centro diurno, alla fine degli anni ottanta ha lavorato proprio al Cern, per sei mesi.
Non è persona di molte parole di solito, ma in questi giorni abbiamo parlato molto di questa sua esperienza di lavoro in uno dei posti più avveniristici del pianeta. Un vero "Ritorno al futuro" per chi solo oggi apprende l’esistenza di questo mostro tecnologico e per Isacco che solo oggi ha gli strumenti per capire dove ha avuto l’opportunità di lavorare. Ne è venuta fuori un’intervista audio alla quale stiamo lavorando e che verrà messa presto in onda su Radio Asfalto, su questi schermi ovviamente. Dunque, incrociando le dita e facendo gli scongiuri che volete, ci si ritrova qui sul blog.

Nell’attesa fatevi una cultura guardando questo breve video: 

ATLANTE GEOGRAFICO ASFALTO

Pubblicato: 25 agosto 2008 da massitutor in amicizia, asfalto fuoriporta, gite, vagabond geoghaphic, viaggio

Questa estate Asfalto propone una specie di gioco dell’estate: un gioco che ha a che fare con i luoghi di una vita, il racconto e la memoria. Nella mappa qui sopra alcuni amici, frequentatori del laboratorio e di questo blog hanno raccontato alcune tappe importanti della propria vita, impressionando così il territorio con il proprio passaggio, la memoria di momenti belli, intensi, in qualche modo importanti. Perché è importante marcare il territorio, testimoniare il nostro passaggio su questa terra. La nostra esperienza di vita ha sempre un teatro, uno scenario territoriale; condividerlo con gli altri, renderlo pubblico può servire per avvicinarci l’un l’altro; capire qualcosa di più di una persona con la quale condividiamo un presente comune e simile. Un gioco che può servire anche solo per rendere epico ed unico il nostro passaggio su questo pianeta, condividendo con i nostri compagni di ventura un unico grande cammino collettivo.
Per cui, dopo che avete scorrazzato nella mappa qui sopra, il gioco è semplicissimo: cercate di pensare ai luoghi che, in qualunque modo, sono stati importanti per la vostra vita e raccontateli nei commenti. Per luoghi si intende qualunque posto sia stato importante: una città, un paese, ma anche una specifica via di una città, o un luogo simbolico (il porto, la stazione, lo stadio, ecc). Se avete un’immagine del posto pubblicata su internet incollate anche l’indirizzo dell’immagine. Poi firmatevi col vostro semplice nome, nickname o soprannome che volete. A settembre inseriremo i vostri racconti nella mappa comune e così verrà fuori il nostro atlante geografico degli amici di Asfalto.